ITTO20100286A1 - Apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno - Google Patents

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ITTO20100286A1
ITTO20100286A1 IT000286A ITTO20100286A ITTO20100286A1 IT TO20100286 A1 ITTO20100286 A1 IT TO20100286A1 IT 000286 A IT000286 A IT 000286A IT TO20100286 A ITTO20100286 A IT TO20100286A IT TO20100286 A1 ITTO20100286 A1 IT TO20100286A1
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IT
Italy
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covering element
front component
door
coupling means
fixed position
Prior art date
Application number
IT000286A
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English (en)
Inventor
Pietro Maraone
Andrea Marsili
Original Assignee
Indesit Co Spa
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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24CDOMESTIC STOVES OR RANGES ; DETAILS OF DOMESTIC STOVES OR RANGES, OF GENERAL APPLICATION
    • F24C15/00Details
    • F24C15/08Foundations or supports plates; Legs or pillars; Casings; Wheels
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F24HEATING; RANGES; VENTILATING
    • F24CDOMESTIC STOVES OR RANGES ; DETAILS OF DOMESTIC STOVES OR RANGES, OF GENERAL APPLICATION
    • F24C7/00Stoves or ranges heated by electric energy
    • F24C7/08Arrangement or mounting of control or safety devices
    • F24C7/082Arrangement or mounting of control or safety devices on ranges, e.g. control panels, illumination

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Description

Descrizione dell’invenzione industriale dal titolo:
“Apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno”,
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Campo dell’invenzione
La presente invenzione si riferisce ad un apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno, avente le caratteristiche indicate al preambolo della rivendicazione 1. L’invenzione riguarda altresì un metodo per il montaggio di componenti anteriori di un apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno, secondo il preambolo della rivendicazione 12.
Sfondo dell’invenzione
Gli apparecchi di cottura domestica aventi una camera di cottura comprendono tipicamente una struttura fissa, comprendente una muffola che è chiusa anteriormente mediante una porta. La porta è articolata in una sua zona inferiore ad una parte frontale della struttura fissa dell’ elettrodomestico, per ruotare secondo un asse orizzontale.
In questi apparecchi, il fronte dell’apparecchio comprende tipicamente anche un’interfaccia utente o pannello comandi. Questo pannello comandi è in genere posizionato al di sopra della porta ed include un elemento di copertura, generalmente in forma di mostrina, in corrispondenza del quale sono accessibili i mezzi di comando del forno, ad esempio tasti, pulsanti, manopole rotative, e gli eventuali mezzi di segnalazione visiva, ad esempio spie luminose o display. Il suddetto elemento di copertura reca opportune indicazioni, ad esempio in forma di serigrafie, relative ai mezzi di comando e/o segnalazione. Spesso questo elemento di copertura è di materiale plastico, con un eventuale ulteriore rivestimento frontale esterno in vetro. L’elemento di copertura ha tipicamente aperture o sedi passanti, per il passaggio di alberi di azionamento di mezzi di comando (quando comprendenti interruttori o potenziometri rotativi) o per il montaggio di mezzi di comando (quali tasti e pulsanti), nonché di eventuali mezzi di segnalazione (quali spie e display).
In questi apparecchi tra il bordo inferiore dell’elemento di copertura ed il bordo superiore della porta sussiste un interstizio, di altezza tale da consentire il libero movimento angolare della porta, senza interferenze con l’elemento di copertura. In talune soluzioni, almeno parte di questo interstizio è anche impiegato come apertura di uscita per fumi o vapori espulsi dalla camera di cottura, eventualmente sfruttando la presenza di un ventilatore esterno alla muffola.
Ai fini del montaggio di questi componenti frontali dell’apparecchio la porta viene in genere articolata alla struttura fissa, dopodiché si procede al montaggio dell’elemento di copertura, dopo che i mezzi di comando e/o segnalazione sono stati già montati sulla struttura o sullo stesso elemento di copertura.
Il fissaggio dell’elemento di copertura alla struttura del forno viene tipicamente realizzata tramite organi filettati, generalmente rappresentati da viti prigioniere solidali a squadrette che vengono incollate al retro dell’elemento di copertura. Ai fini di tale fissaggio, sulla struttura del forno, in un suo componente anteriore sono previsti fori passanti, attraverso i quali le viti vengono fatte passare. Il fissaggio è quindi completato per mezzo di dadi che vengono avvitati ai gambi delle viti, il componente anteriore del forno rimanendo quindi interposto tra i dadi e l’elemento di copertura.
Onde garantire un buon effetto estetico e funzionale, il bordo inferiore dell’elemento di copertura ed il bordo superiore della porta dovrebbero essere allineati e paralleli tra loro. Anche i bordi laterali dell’elemento di copertura e della porta dovrebbero essere idealmente allineati. Per consentire un agevole inserimento delle viti prigioniere nei fori previsti sul componente anteriore della struttura, questi ultimi hanno un diametro leggermente maggiore rispetto al diametro del gambo delle viti, con la posizione e le dimensioni dei fori e delle viti, nonché la posizione delle relative sedi di ricezione sull’elemento di copertura, che sono stabilite con precisione in fase di progetto.
Accade che, a causa di tolleranze di produzione o di assemblaggio dell’elemento anteriore della struttura, della porta e dell’elemento di copertura si possano verificare dei disallineamenti tra le parti in questione, particolarmente tra i bordi affacciati dell’elemento di copertura e della porta e tra i bordi laterali dell’elemento di copertura e della porta. Questi disallineamenti, anche se di minima entità, danno luogo ad un pessimo aspetto estetico per il prodotto.
Sommario del trovato
La presente invenzione si propone essenzialmente di risolvere uno o più dei suddetti inconvenienti, ed in particolare di indicare una porta per un apparecchio di cottura domestico, in particolare un forno, in cui il preciso montaggio di suoi componenti anteriori, ed in particolare del suddetto elemento di copertura rispetto ad una porta, risulti notevolmente agevolato. Scopo ulteriore dell’invenzione è quello di indicare un metodo particolarmente vantaggioso ai fini del preciso montaggio dei suddetti componenti anteriori dell’ apparecchio.
Questi ed altri scopi ancora, che risulteranno maggiormente chiari in seguito, sono raggiunti secondo la presente invenzione da un apparecchio di cottura, particolarmente in forno, e da un metodo per il montaggio di componenti anteriori di un apparecchio di cottura, particolarmente un forno, avente le caratteristiche indicate nelle rivendicazioni allegate. Le rivendicazioni costituiscono parte integrante dell’insegnamento tecnico qui fornito in relazione all’invenzione.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione che segue, effettuata con riferimento ai disegni annessi, forniti a puro titolo esemplificativo e non limitativo, in cui:
- la figura 1 è una vista prospettica parziale e schematica di un apparecchio di cottura domestico secondo la presente invenzione;
- la figura 2 è una vista prospettica, schematica e parzialmente esplosa, di una porzione d’angolo superiore dell’apparecchio di figura 1, vista dal suo lato posteriore;
- le figure 3 e 4 sono viste in elevazione della porzione di figura 2, in due diverse fasi di assemblaggio;
- la figura 5 è una vista in elevazione frontale della porzione d’angolo di figura 4, vista dal suo lato frontale.
Descrizione di forme di attuazione preferite del trovato
Il riferimento ad “una forma di attuazione ” all’interno di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura, o caratteristica descritta in relazione alla forma di attuazione è compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, i termini “in una forma di attuazione ” e simili, presenti in diverse parti all’interno di questa descrizione, non sono necessariamente tutti riferite alla stessa forma di attuazione. Inoltre, le particolari configurazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in ogni modo adeguato in una o più forme di attuazione. I riferimenti utilizzati nel seguito sono soltanto per comodità e non definiscono l’ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
Con particolare riferimento alla figura 1, con 1 è indicato nel suo complesso un apparecchio di cottura domestico secondo la presente invenzione. Nell’esempio di attuazione esemplificato, l’apparato 1 è un forno da incasso, ma l’invenzione deve intendersi suscettibile di applicazione anche in altre tipologie di apparecchi di cottura aventi una porta frontale ed un generico elemento di copertura frontale, al di sopra o al di sotto della porta.
Il forno 1 ha una struttura fissa, indicata complessivamente con 2. Nell’esempio estremamente schematico illustrato, questa struttura fissa 2 comprende un corpo di muffola 3, alla quale è reso solidale frontalmente un componente anteriore 4, particolarmente un telaio includente almeno due montanti opposti ed una traversa intermedia. Nel seguito, per semplicità, il componente anteriore 4 verrà identificato come telaio.
Alla struttura 2, particolarmente ma non necessariamente al componente 4, è incernierata una porta indicata complessivamente con 5. La porta 5 comprende un rispettivo telaio 6 sul quale è montato un pannello di copertura 7, ad esempio in vetro. La porta 5 è articolata inferiormente alla struttura 2, in modo da ruotare secondo un asse sostanzialmente orizzontale, tramite mezzi di incemieramento, non visibili, di tipo di per sé noto. Alternativamente, la porta 5 è articolata lateralmente alla struttura 2, in modo da ruotare secondo un asse sostanzialmente verticale. Nelle figure non è illustrata la maniglia della porta 5, essendo visibili solo i relativi fori di fissaggio, indicati con 8.
Con 10 è indicato nel complesso un elemento di copertura che, in una forma di attuazione, è montato in posizione fissa sulla struttura 2, al di sopra della porta 5. Nell’attuazione preferita, quale quella raffigurata, l’elemento di copertura 10 realizza la faccia frontale di un’interfaccia utente o pannello comandi. Anche in relazione all’elemento di copertura 8 non sono illustrati i mezzi di comando e/o i mezzi di segnalazione di tale pannello, ma sono evidenziati a titolo meramente esemplificativo solo due aperture 13, per il passaggio di alberi di azionamento appartenenti a rispettivi mezzi di comando del forno, non rappresentati, ad esempio dei selettori rotativi.
Owiamente il pannello comandi può comprendere più di due mezzi di comando e/o anche elementi di segnalazione visiva, nella quale eventualità l’elemento di copertura 10 prevede altre aperture o sedi passanti. I mezzi di comando possono anche essere del tipo a sfioramento, nel qual caso non è necessario dotare l’elemento 10 delle aperture 13 rappresentate nelle figure.
Nell’esempio di attuazione illustrato, l’elemento di copertura 10 include un corpo principale 11, preferibilmente formato da stampaggio di materiale termoplastico, sulla faccia anteriore del quale è applicata, ad esempio tramite incollaggio, una piastra 12 avente finalità estetiche. Questa piastra 12 può essere ad esempio formata in vetro e recare serigrafie di indicazione per i mezzi di comando e/o segnalazione del pannello comandi, non rappresentate.
Tra il bordo inferiore dell’elemento di copertura 10 ed il bordo superiore della porta 5, quando questa è chiusa, è definito un interstizio, indicato in figura 1 con G. In una forma di attuazione preferita, l’interstizio G, oltre ad avere la funzione di consentire il libero movimento in apertura e chiusura della porta 5, senza interferenze con l’elemento 10, è sfruttato almeno in parte come uscita per fumi o vapori espulsi dalla muffola 3. In una forma di attuazione, l’interstizio G ha a questo scopo un’altezza di circa 4 mm.
Qualora l’apparecchio 1 sia munito di un sistema per il raffreddamento della porta, volto a generare (ad esempio tramite l’azione di un ventilatore tangenziale) un flusso d’aria di raffreddamento attraverso un’intercapedine interna alla porta 5, l’interstizio G può anche essere sfruttato per l’alimentazione o per lo scarico delTaria di raffreddamento: in tal caso l’altezza G dovrebbe essere preferibilmente superiore a 4 mm, ad esempio pari a circa 8 mm oppure pari a circa 14 mm nel caso in cui l’apparecchio 1 sia un forno pirolitico.
Con particolare riferimento alla figura 2, è visibile una porzione dell’elemento anteriore, dal suo lato posteriore. In tale figura è anche parzialmente visibile il retro della porta 5. Nell’esempio, il telaio 4 comprende almeno due montanti laterali, uno solo dei quali visibile ed indicato con 4a, ed almeno una traversa, preferibilmente due traverse, una sola delle quali visibile ed indicata con 4b. In una forma di attuazione, la traversa superiore 4b è una posizione intermedia tra le due estremità dei montanti 4a.
Come precedentemente spiegato, in un apparecchio di cottura del tipo qui considerato la porta 5 e l’elemento di copertura 10 debbono essere montati rispetto alla struttura fissa 2 in modo tale per cui, in condizioni di chiusura della porta 5, tra il bordo inferiore dell’elemento di copertura 10 - indicato con IOa - ed il bordo superiore 5a della porta 5 - indicato con 5a - risulti definito l’interstizio G di figura 1. In figura 2 sono inoltre indicati con 10b e 5b un bordo laterale dell’elemento di copertura 10 ed un bordo laterale 5b della porta 5, rispettivamente.
L’elemento di copertura 10 viene assicurato in posizione fissa al telaio 4 tramite mezzi di fissaggio, che includono organi filettati 18, tipicamente rappresentati da viti aventi una testa 18a ed un gambo filettato 18b.
Secondo una caratteristica dell’invenzione, il componente anteriore o telaio 4 della struttura 2 e l’elemento di copertura 10 sono provvisti di mezzi di reciproco aggancio, comprendenti primi mezzi di aggancio sul telaio 4 e secondi mezzi di aggancio sull’elemento di copertura 10, dove i primi ed i secondi mezzi di aggancio sono predisposti per realizzare tra loro un accoppiamento lasco e con gioco.
Secondo un’altra caratteristica dell’invenzione, i mezzi impiegati per il fissaggio dell’elemento di copertura 10 sul componente anteriore o telaio 4 sono predisposti per consentire di assicurare l’elemento di copertura 10 in una tra una pluralità di possibili posizioni alternative, consentite dal gioco esistente tra i suddetti primi e secondi mezzi di aggancio.
Come risulterà maggiormente chiaro in seguito, secondo una caratteristica preferenziale dell’invenzione, i suddetti mezzi di aggancio reciproco sono atti a sostenere l’elemento di copertura 10 sul componente o telaio 4, nella rispettiva condizione di accoppiamento lasco, anche prima del fissaggio definitivo dell’elemento 10 nella relativa posizione fissa, effettuato tramite i suddetti mezzi di fissaggio.
Secondo un’altra caratteristica preferenziale dell’invenzione, i suddetti mezzi di aggancio reciproco sono configurati per consentire un gioco in più direzioni dell’elemento di copertura rispetto all’elemento anteriore, particolarmente almeno in una direzione generalmente verticale ed in una direzione generalmente trasversale, per consentire
- un allineamento del bordo inferiore IOa dell’elemento di copertura 10 rispetto al bordo superiore 5a della porta 5, con i due bordi suddetti distanziati e paralleli tra loro per definire l’interstizio G, e
- un allineamento di un bordo laterale 10b dell’elemento di copertura 10 rispetto ad un bordo laterale 5b della porta 5.
Come si vede in figura 2, in una forma di attuazione i primi mezzi di aggancio comprendono almeno una linguetta, sporgente da un fronte del telaio 4, indicata con 14. Dall’altro lato, i secondi mezzi di aggancio comprendono almeno una sede di impegno con gioco della linguetta 14. Questa sede di impegno, indicata con 15, è definita a mo’ di tasca sul retro dell’elemento di copertura 10, particolarmente nel suo corpo 11. Nella forma di attuazione esemplificata, il corpo 11 è formato in materiale termoplastico stampato e la sede 15 è ricavata integralmente in esso. Nell’esempio tale sede 15 consiste essenzialmente in una sporgenza o bugna della superficie posteriore del corpo 11, che è internamente cava ed aperta inferiormente, onde consentire l’inserimento della linguetta 14. Nella forma di attuazione esemplificata nelle figure, la linguetta 14 è generalmente rivolta verso l’alto e si estende sostanzialmente parallelamente ad una superficie frontale del telaio 4: si apprezzerà tuttavia che la linguetta 14 potrebbe anche essere eventualmente leggermente inclinata.
Va precisato che è possibile una disposizione inversa dei mezzi di aggancio, ovverosia con la linguetta 14 sul retro del corpo Il e con la sede 15 sul fronte del telaio 4. In una tale configurazione, la linguetta sul corpo 11 sarà sporgente verso il basso mentre la sede 15 sarà aperta superiormente.
Ancora con riferimento alla figura 2, i mezzi di fissaggio usati per assicurare in posizione fissa l’elemento di copertura 10 al telaio 4 comprendono una pluralità di aperture, formate nel telaio 4. In figura 2 sono evidenziate due di tali aperture passanti, indicate con il riferimento 16, che hanno un diametro, o comunque una dimensione di sezione, maggiore rispetto alla sezione del gambo degli organi filettati impiegati per il fissaggio. Dall’altro lato, ovvero sull’elemento di copertura 10, i mezzi di fissaggio includono una pluralità di sedi di ricezione 17 di una porzione di estremità del gambo degli organi filettati suddetti. In figura 2, le suddette sedi di ricezione sono indicate con 17, mentre gli organi filettati, qui rappresentati da viti aventi vantaggiosamente la peculiarità di essere autofilettanti, sono indicati con 19, con la relativa testa 18a ed il relativo gambo 18b.
Nell’esempio di attuazione esemplificato, le sedi 17 sono definite da appendici 19, sporgenti dalla superficie posteriore del corpo 11 ed aventi una estremità che, nella condizione fissata dell’elemento di copertura 10, si attesta sulla superficie frontale del telaio 4 che circonda la rispettiva apertura passante 16. Ciascuna sede 17 definita nelle appendici 19 ha dimensioni di sezione coincidenti con il diametro del gambo filettato 18b delle viti 18, e quindi inferiori rispetto alle dimensioni di sezione o diametro delle aperture passanti 16. Ovviamente, anche l’estremità delle appendici 19 che si attesta sul telaio 4 ha dimensioni di sezione maggiori di quelle della relativa apertura 16, in modo che si possano generare idonei riscontri tra le appendici 19 e il telaio 4. In una forma di attuazione, come nel caso illustrato, ciascuna apertura 16 è formata nel fondo di una rispettiva depressione del telaio 4, qui di sagoma approssimativamente circolare, avente dimensioni di sezione maggiori rispetto alla suddetta estremità delle appendici 19, per consentire il necessario gioco tra le parti. Queste depressioni, quando presenti, contribuiscono ad agevolare il posizionamento tra le parti in fase di montaggio.
Il telaio 4 ha due regioni laterali opposte, in corrispondenza delle quali l’elemento di copertura 10 viene fissato in due rispettive regioni laterali opposte, tramite i suddetti mezzi di fissaggio 16-19: in figura 2 è visibile solo una di queste regioni laterali del telaio 4 (corrispondente sostanzialmente al montante 4a) e dell’elemento di copertura 10, dando per scontato che le regioni opposte sono costruzione analoga.
Di preferenza, ciascuna delle suddette regioni laterali del telaio ha due aperture passanti 16, in posizione sovrapposta, e ciascuna regione laterale dell’elemento di copertura 10 ha due sedi di ricezione 17, particolarmente con le rispettive appendici 19, in posizione sovrapposta, con i primi ed i secondi mezzi di aggancio che sono disposti in posizione intermedia tra le aperture 16 e le sedi 17. Pertanto, con riferimento all’esempio di attuazione illustrato, la linguetta 14 si trova tra le due aperture passanti 16, mentre la sede 15 si trova tra le due sedi 17.
Come detto, molto vantaggiosamente, in una attuazione come quella rappresentata, il corpo 11 è stampato in materiale termoplastico, in modo da integrare sia i relativi mezzi di fissaggio, ossia le sedi di ricezione 17 o le relative appendici 19, sia i relativi mezzi di aggancio, ossia le sedi 15. In una tale realizzazione, le viti 18 di fissaggio sono di preferenza viti autofilettanti. Va notato che gli organi filettati di fissaggio potrebbero anche essere di tipologia diversa da quella esemplificata (ad esempio viti e dadi), per quanto questo possa complicare l’assemblaggio.
La metodologia di montaggio dei componenti precedentemente illustrati, e particolarmente dell’elemento di copertura 10, è molto semplice e consente di ovviare le problematiche tipiche della tecnica anteriore.
In fase produttiva viene predisposta la struttura fissa 2, comprensiva del telaio 4, e viene assemblata a parte la porta 5, secondo la tecnica di per sé nota. Viene parimenti ottenuto l’elemento di copertura 10, che come detto comprende di preferenza un corpo 11 in materia termoplastica stampata, in modo da definire i vari elementi funzionali precedentemente descritti, al quale poi è applicata frontalmente la piastra 12, per esempio tramite incollaggio.
In seguito la porta 5 viene articolata alla struttura fissa 2, con modalità di per sé note. A tale scopo possono essere usate note cerniere che vengono fissate fra l’intelaiatura 6 della porta e, ad esempio, il telaio 4, in una regione inferiore di quest’ultimo. Dopo il montaggio e l’allineamento della porta rispetto al telaio 4, alla struttura 2, ovvero al telaio 4, viene assicurato in posizione fissa l’elemento di copertura 10
Come già precedentemente spiegato, il montaggio della porta 5 e dell’elemento di copertura 10 sulla struttura deve essere tale per cui, in condizione di porta chiusa, il bordo inferiore IOa dell’elemento di copertura 10 risulti distanziato dal bordo superiore 5a della porta 5, in modo da definire l’interstizio G, con i due bordi che sono paralleli tra loro.
Secondo l’invenzione, e come già precedentemente spiegato, il telaio 4 viene predisposto con i primi mezzi di aggancio, che nell’esempio illustrato sono rappresentati dalle alette 14, e l’elemento di copertura 10 viene predisposto con i secondi mezzi di aggancio, rappresentati nell’esempio dalle sedi 15. Come si è visto, questi primi e secondi mezzi di aggancio sono reciprocamente accoppiabili in modo lasco e con gioco. Parimenti, i mezzi di fissaggio 16-19 sono predisposti per le finalità in precedenza indicate, ovverosia in modo da consentire di assicurare l’elemento di copertura 10 in posizione fissa sul telaio 4 in una tra una pluralità di possibili posizioni alternative, che sono consentite dal gioco esistente tra i mezzi di aggancio 14-15.
Va quindi sottolineato a questo scopo che la larghezza della linguetta 14 è inferiore rispetto alla larghezza della cavità della sede 15, in modo tale per cui - nella condizione accoppiata delle due linguette 14 con le relative sedi 15 - l’elemento di copertura 10 può essere spostato manualmente verso destra e verso sinistra rispetto al telaio 4, nella condizione di accoppiamento lasco dei mezzi di aggancio. Va parimenti sottolineato che lo sviluppo verticale o in altezza della linguetta 14 è inferiore rispetto all’omologa dimensione della sede 15, in modo da consentire - sempre nella condizione di accoppiamento lasco - un sostanziale spostamento anche in direzione verticale, senza con ciò che si produca il disimpegno tra linguette e sedi.
Ai fini dell’ assemblaggio l’elemento di copertura 10 viene accoppiato in modo lasco al telaio 4, tramite l’accoppiamento dei mezzi di aggancio previsti tra le due parti in questione, ovverosia le alette 14 e le sedi 15. In questa condizione l’elemento di copertura 10 è già sostenuto sul telaio 4, anche se il fissaggio definitivo non è ancora stato effettuato. Questo agevola le operazioni che l’operatore addetto deve compiere, in quanto egli non deve sostenere manualmente l’elemento di copertura 10 in posizione. A questo punto, e se necessario, l’addetto può spostare l’elemento di copertura 10 relativamente al telaio 4, sino ad individuare la desiderata posizione di fissaggio definitivo. Questa posizione di fissaggio definitivo può essere individuata dall’addetto tra una pluralità di possibili posizioni alternative, che sono consentite, da un lato, grazie al gioco definito dai mezzi di aggancio 14-15 e, dall’altro lato, grazie al fatto che un gioco è anche possibile tra le viti di fissaggio 18 e le aperture passanti 16 (come detto, infatti, la sezione del gambo 18b delle viti 18 è decisamente inferiore rispetto al diametro delle aperture passanti 16). In pratica, l’addetto al montaggio può spostare verso destra o verso sinistra, verso l’alto o verso il basso l’elemento di copertura 10, pur nella condizione di accoppiamento lasco con il telaio 4, sino ad individuare la posizione desiderata di allineamento dei bordi 10a, 5a 10b, 5b. Una volta individuata questa posizione, l’addetto procede al fissaggio finale, tramite le viti 18. Queste viti 18 vengono avvitate dal lato posteriore del telaio 4 (ossia dalla posizione visibile in figura 2), con le viti 18 che vengono inserite passanti nelle aperture 16 e la loro porzione di punta che va ad avvitarsi nelle sedi 17 delle appendici 19. La testa 18a delle viti 18 si attesta sulla superficie che circonda le aperture 16, nella parte posteriore del telaio 4; serrando le viti, la superficie di testa delle appendici 19 si approssima alla superficie frontale del telaio 4, fino ad attestarsi su di essa, nella zona circostante le aperture 16. Quando le viti 18 sono serrate a fondo è ottenuto il fissaggio definitivo in posizione.
Per meglio chiarire il montaggio si faccia riferimento alle figure 3 e 4. La figura 3 illustra una prima fase dell’aggancio con accoppiamento lasco, nella quale l’elemento di copertura 10 è agganciato al telaio 4, tramite le linguette 14 e le sedi 15. In tale condizione, l’impegno verticale tra alette e sedi è massimo, nel senso che il bordo inferiore delle sedi 15 va in battuta sul tratto delle alette 14 che è sostanzialmente ortogonale o trasversale alla superficie frontale del telaio 4. Come si nota in figura 3, in tale condizione, la distanza tra il bordo inferiore IOa dell’elemento 10 ed il bordo superiore 5a della porta è minimo. Dalla figura 3 si nota inoltre come, in tale condizione, le sedi 17, ovvero le appendici 19, siano in una prima posizione relativamente alle aperture 16.
A questo punto, come detto, l’addetto al montaggio può spostare l’elemento 10, sfruttando il gioco consentito dai mezzi di aggancio 14-15 e dai mezzi di fissaggio 16-19, per individuare la posizione ritenuta ottimale per il fissaggio definitivo. La figura 4 evidenzia un tale posizionamento che, solo a scopo esemplificativo, mostra le sedi di ricezione 17 centrate rispetto alle aperture 16. Come detto, questa è una condizione solo esemplificativa, in quanto l’allineamento tra i bordi 10a e 5a potrebbe essere ottenuto anche con una diversa posizione relativa tra sedi 17 e aperture 16, nei limiti ammessi dai giochi consentiti tra le parti.
Nella forma di attuazione preferita dell’invenzione, i mezzi di aggancio 14-15, le dimensioni delle aperture passanti 16 ed il diametro dei gambi 18b delle viti 18 è scelto preferibilmente per consentire un gioco in più direzioni (alto, basso, destra, sinistra, diagonali) di almeno due millimetri in ogni direzione: in tale ottica, ad esempio, le aperture 16 possono avere un diametro nominale di 8 millimetri (quando di forma circolare, come illustrata) mentre la sezione del gambo 18b delle viti 18 avrà un diametro nominale di 4 millimetri.
I mezzi di aggancio costituiti dalle linguette 14 e dalle sedi 15 possono consentire anche un piccolo gioco in direzione frontale. Come si intuisce, quando le viti 18 vengono serrate si realizza un leggero spostamento dell’elemento di copertura 10 verso la superficie frontale del telaio 4; peraltro, anche in assenza di un gioco in direzione frontale il serraggio delle viti 18 può essere tale da determinare una flessione o una deformazione delle alette 14 all’indietro.
In una implementazione particolarmente vantaggiosa del metodo secondo l’invenzione, l’operazione di individuazione della posizione di fissaggio ritenuta ottimale viene eseguita dall’addetto impiegando almeno una dima di posizionamento.
Una tale dima è indicata complessivamente con 20 in figura 5.
Di preferenza la dima impiegata è configurata per consentire di ottenere un allineamento o parallelismo tra il bordo inferiore IOa dell’elemento di copertura 10 ed il bordo superiore 5a della porta 5, con i due bordi suddetti distanziati fra loro, per la definizione dell’interstizio G, nonché un allineamento di un bordo laterale 10b all’elemento di copertura 10 con un bordo laterale 5b della porta.
Nell’esempio di attuazione di figura 5, la dima 20 comprende a questo scopo due porzioni 21 e 22 generalmente ortogonali tra loro. La porzione 21 ha uno spessore predefinito e sostanzialmente corrispondente alla dimensione di altezza dell’interstizio G desiderato. Questa porzione 21 ha due facce opposte, indicate con 21a e 21b, destinate al contatto con i bordi 10a e 5a, rispettivamente. La seconda porzione 22ha due superfici complanari 22a e 22b, destinate rispettivamente al contatto con il bordo laterale 10b ed il bordo laterale 5b dell’elemento 10 e della porta 5, rispettivamente.
Come si intuisce dalla figura 5, inserendo la dima 20 nella posizione illustrata, si può ottenere facilmente l’allineamento dei bordi 10a e 5a e l’allineamento dei bordi 10b e 5b. Nell’esempio illustrato la dima 20 comprende le porzioni 21 e 22 relative solo ad una regione laterale del complesso porta 5 - elemento di copertura 10, ma ovviamente una dima potrebbe essere concepita per consentire l’allineamento contemporaneo ad entrambi i lati, ovvero con porzioni 21 e 22 speculari a quelle visibili in figura 5.
L’invenzione è stata in precedenza descritta con riferimento ad un elemento di copertura per un’interfaccia utente, che è posizionata al di sopra della porta dell’apparecchio di cottura. Si apprezzerà tuttavia che il medesimo concetto è utilizzabile anche nel caso in cui un’interfaccia utente sia posizionata al di sotto della porta dell’apparecchio, ferma restando la necessità di prevedere un interstizio G, in questo caso tra il bordo superiore dell’elemento di copertura ed il bordo inferiore della porta. Un tale tipo di attuazione è, ad esempio, indicata nel caso di forni da incasso per il montaggio a colonna, in cui può risultare conveniente avere l’interfaccia utente al di sotto della porta, in una posizione che per taluni utilizzatori finali può essere considerata più vantaggiosa dal punto di vista ergonomico.
Naturalmente, fermo restando il principio dell’invenzione, i particolari di costruzione e le forme di attuazione potranno variare rispetto a quanto descritto ed illustrato a puro titolo di esempio, senza per questo uscire dall'ambito definito dalle rivendicazioni che seguono.
La presente invenzione potrebbe infine trovare applicazione su altri apparecchi elettrodomestici aventi uno sportello ed un pannello comandi frontale, quali ad esempio macchine lavastoviglie.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Un apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno, avente una struttura stazionaria (2) alla quale è articolata una porta anteriore (5), ad un componente anteriore (4) della struttura (3) essendo assicurato, superiormente o inferiormente alla porta (5), un elemento di copertura (10), particolarmente un elemento di copertura di un’interfaccia utente, la porta (5) e l’elemento di copertura (10) essendo montati sulla struttura (2) in modo tale per cui, in condizione di chiusura della porta (5), tra un bordo inferiore (IOa), rispettivamente superiore, dell’elemento di copertura (10) ed un bordo superiore (5a), rispettivamente inferiore, della porta (5) è definito un interstizio (G), l’elemento di copertura (10) essendo assicurato in posizione fissa al componente anteriore (4) della struttura tramite mezzi di fissaggio (16-19) includenti organi filettati (18), caratterizzato dal fatto che: - il componente anteriore (4) della struttura (2) e l’elemento di copertura (10) hanno mezzi di reciproco aggancio (14-15), comprendenti primi mezzi di aggancio (14) sul componente anteriore (4) e secondi mezzi di aggancio (15) sull’elemento di copertura (10), i primi ed i secondi mezzi di aggancio (14-15) essendo predisposti per realizzare tra loro un accoppiamento lasco, con gioco; e - i mezzi di fissaggio (16-19) sono predisposti per consentire di assicurare l’elemento di copertura (10) in posizione fissa sul componente anteriore (4) in una tra una pluralità di possibili posizioni alternative consentite dal gioco esistente tra i primi mezzi di aggancio (14) ed i secondi mezzi di aggancio (15).
  2. 2. L’apparecchio di cottura secondo la rivendicazione 1, in cui i mezzi di aggancio reciproco (14-15) sono atti a sostenere l’elemento di copertura (10) sul componente anteriore (4), nella rispettiva condizione di accoppiamento lasco, anche prima del fissaggio nella posizione fissa tramite i mezzi di fissaggio (16-19).
  3. 3. L’apparecchio di cottura secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, in cui i mezzi di aggancio reciproco (14-15) sono configurati per consentire un gioco in più direzioni, particolarmente almeno in direzione generalmente verticale ed in direzione generalmente trasversale.
  4. 4. L’apparecchio secondo la rivendicazione 2, in cui - uno tra i primi ed secondi mezzi di aggancio (14-15) comprende almeno una linguetta sporgente (14) di uno tra il componente anteriore (4) e l’elemento di copertura (10), e - l’altro tra i primi ed secondi mezzi di aggancio (14-15) comprende almeno una sede di impegno con gioco (15) di una rispettiva linguetta (14), la sede di impegno (15) essendo sull’altro tra il componente anteriore (4) e l’elemento di copertura (10).
  5. 5. L’apparecchio secondo la rivendicazione 4, in cui - Γ almeno una linguetta (14) è sporgente da una superficie frontale del componente anteriore (4) ed è generalmente rivolta verso l’alto, e - l’almeno una sede di impegno (15) è configurata come una parte sporgente da un retro dell’elemento di copertura (10) e definisce una cavità aperta verso il basso, per l’introduzione della linguetta (14).
  6. 6. L’apparecchio secondo la rivendicazione 1, in cui i mezzi di fissaggio (16-19) comprendono: - una pluralità di aperture passanti (16) formate nel componente anteriore (4), ciascuna apertura (16) avendo diametro o dimensioni di sezione maggiori della sezione di un gambo (18b) di un rispettivo detto organo filettato (18), e - una pluralità di sedi di ricezione (17) di una porzione del gambo (18b) di un rispettivo detto organo filettato (18), ciascuna sede di ricezione (17) avendo diametro o dimensioni di sezione minori del diametro o dimensioni di sezione di una rispettiva detta apertura passante (16).
  7. 7. L’apparecchio secondo la rivendicazione 1, in cui il componente anteriore (4) ha due regioni laterali opposte, in corrispondenza delle quali l’elemento di copertura (10) viene fissato in due rispettive regioni laterali opposte tramite i mezzi di fissaggio (16-19).
  8. 8. L’apparecchio secondo la rivendicazione 4, la rivendicazione 6 e la rivendicazione 7, in cui - i mezzi di fissaggio (16-19) comprendono, per ciascuna detta regione laterale del componente anteriore (10), due dette aperture passanti (16) ad altezze diverse sul componente anteriore (4), e, per ciascuna detta regione laterale dell’elemento di copertura (10), due dette sedi di ricezione (17) ad altezze diverse sull’elemento di copertura (10), e - i mezzi di aggancio reciproco (14-15) comprendono, per ciascuna detta regione laterale del componente anteriore (4), una tra una detta linguetta (14) ed una detta sede di impegno (15), in posizione intermedia alle due dette aperture passanti (16), e, per ciascuna detta regione laterale dell’ elemento di copertura (10) l’altra tra una detta linguetta (14) ed una detta sede di impegno (15), in posizione intermedia alle due dette sedi di ricezione (17).
  9. 9. L’apparecchio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui - dette sedi di ricezione (17) comprendono appendici (19) generalmente sporgenti da un retro dell’elemento di copertura (10) ed aventi una estremità che, in una condizione fissata dell’elemento di copertura (10), si attestano su di una superficie frontale del componente anteriore (4) che circonda una rispettiva detta apertura passante (16), le appendici (19) avendo diametro o dimensioni di sezione maggiori rispetto alle rispettive aperture passanti (16).
  10. 10. L’apparecchio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui l’elemento di copertura (10) include un corpo di materia plastica (11) in cui sono integralmente definite dette sedi di ricezione (17) e uno tra i primi ed secondi mezzi di aggancio (14-15), ed in cui gli organi filettati includono viti autofilettanti (18).
  11. 11. L’apparecchio secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il componente anteriore comprende un telaio anteriore (4) avente due montanti (4a) e almeno una traversa (4b), in una regione di estremità superiore di ciascun montante (4a) essendo posizionati rispettive dette aperture passanti (16) ed uno tra i primi ed secondi mezzi di aggancio (14-15).
  12. 12. Un metodo per il montaggio di componenti anteriori di un apparecchio di cottura domestico, particolarmente un forno, comprendente i passi di: a) provvedere una struttura fissa (2) dell’apparecchio (1), b) provvedere una porta frontale (5) dell’apparecchio (1); c) provvedere un elemento di copertura (10) dell’apparecchio (1), particolarmente un elemento di copertura di un’interfaccia utente, d) articolare la porta (5) ad una regione anteriore della struttura (2), e) assicurare l’elemento di copertura (5) in posizione fissa sulla struttura (2), superiormente o inferiormente alla porta (5), in cui i passi d) ed e) comprendono il montare la porta (5) e l’elemento di copertura (10) sulla struttura (2) in modo tale per cui, in condizione di chiusura della porta (5), tra un bordo inferiore (IOa), rispettivamente superiore, dell’elemento di copertura (10) ed un bordo superiore (5a), rispettivamente inferiore, della porta (5) è definito un interstizio (G), ed in cui i passi a) e c) comprendono l’ottenere un componente anteriore (4) della struttura (2) e l’elemento di copertura (10) in modo tale per cui l’elemento di copertura (10) è assicurabile in una posizione fissa sul componente anteriore (4) tramite mezzi di fissaggio (16-19) includenti organi filettati (18), caratterizzato dal fatto che: - i passi a) e c) comprendono inoltre - predisporre il componente anteriore (4) con primi mezzi di aggancio (14) e l’elemento di copertura (10) con secondi mezzi di aggancio (15), i primi ed i secondi mezzi di aggancio (14-15) essendo reciprocamente accoppiabili in modo lasco e con gioco tra loro; - predisporre i mezzi di fissaggio (16-19) in modo da consentire di assicurare l’elemento di copertura (10) in posizione fissa sul componente anteriore (4) in una tra una pluralità di possibili posizioni alternative consentite dal gioco esistente tra i primi mezzi di aggancio (14) ed i secondi mezzi di aggancio (15); - il passo e) comprendere in sequenza le operazioni di el) agganciare in modo lasco l’elemento di copertura (10) al componente anteriore (4) tramite impegno dei primi mezzi di aggancio (14) con i secondi mezzi di aggancio (15); e2) spostare l’elemento di copertura (10) relativamente al componente anteriore (4), sino ad individuare una desiderata posizione di fissaggio tra detta pluralità di possibili posizioni alternative; e e3) assicurare in posizione fissa l’elemento di copertura (10) al componente anteriore (4) tramite gli organi filettati (18).
  13. 13. Il metodo secondo la rivendicazione 12, in cui nella condizione di accoppiamento lasco dei mezzi di aggancio (14-15), l’elemento di copertura (10) è comunque sostenuto sul componente anteriore (4), anche prima del relativo fissaggio in posizione fissa tramite gli organi filettati (18).
  14. 14. Il metodo secondo la rivendicazione 12 o la rivendicazione 13, in cui i mezzi di aggancio (14-15) sono configurati per consentire un gioco in più direzioni, particolarmente almeno in direzione generalmente verticale ed in direzione generalmente trasversale, ai fini dell’ individuazione della desiderata posizione di fissaggio.
  15. 15. Il metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 12 a 14, in cui l’operazione el) è eseguita impiegando almeno una dima di posizionamento (20), configurata in particolare per determinare almeno uno tra - un allineamento del bordo inferiore (IOa), rispettivamente superiore, dell’elemento di copertura (10) rispetto al bordo superiore (5a), rispettivamente inferiore, della porta (5), con i due bordi suddetti (10a, 5a) distanziati tra loro per definire il detto interstizio (G), e - un allineamento di un bordo laterale (10b) dell’elemento di copertura (10) rispetto ad un bordo laterale (5b) della porta (5).
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