ITTO20100436A1 - Asta telescopica (kelly) per la realizzazione di pali trivellati. - Google Patents
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Description
Asta telescopica (kelly) per la realizzazione di pali trivellati
La presente invenzione si colloca nell’ambito delle attrezzature per la realizzazione di pali da fondazione trivellati realizzati tramite batteria di aste telescopica, nota nel settore con il nome di kelly, con relativo utensile di scavo e movimentazione tramite una rotary di perforazione.
La presente invenzione nasce dallo studio di attrezzature perforatrici che sono adibite ad un utilizzo in ambienti ribassati (sotto ponti, sotto edifici e strutture esistenti e così via) in cui c’à ̈ la necessità di raggiungere comunque elevate profondità di scavo mantenendo contenuti gli ingombri in altezza.
Il brevetto DE19626223 descrive un sistema di perforazione con asta kelly telescopica contenente dispositivi di fermo che muovendosi radialmente vanno a bloccare l’asta. Tale movimento à ̈ impartito dallo spostamento assiale e può essere sbloccando sollevando in chiusura l’asta kelly.
Il brevetto EP0947664 descrive metodo e attrezzatura relativi ad un sistema di misurazione del peso del kelly per il controllo della corretta sequenza di apertura degli sfili dei vari elementi di cui à ̈ costituito il kelly. Durante le fasi di risalita, quando si richiamano le aste in sollevamento, à ̈ possibile che due o più elementi di asta possano restare impigliati e questo causerebbe la caduta degli elementi non trattenuti.
Il brevetto US5396964A descrive una attrezzatura di miscelazione del terreno dotata di articolazione variabile che consente un orientamento della batteria di perforazione lungo i due piani principali. La batteria à ̈ costituita da un utensile ed un’asta, in particolare l’asta può essere del tipo telescopico, cioà ̈ un kelly che viene movimentato da un argano di tiro e da un dispositivo di spinta, sempre ad argano che consente l’infissione dell’utensile nel terreno.
Una caratteristica che accomuna le attrezzature dei suddetti tre brevetti consiste nel fatto che le rispettive rotary hanno un passaggio interno attraverso cui sono passanti tutti gli elementi di cui à ̈ costituito il kelly.
Nel brevetto US5396964A, in particolare, una volta sollevata, l’asta occupa tutto lo spazio superiore alla rotary e il braccio tralicciato della gru deve essere opportunamente dimensionato in lunghezza, per contenere questo ingombro.
Viene ora descritto il procedimento di utilizzo di tali attrezzature, che rappresenta la tecnica nota.
Come illustrato in figura 1, una rotary 1, scorrevole lungo una torre 2 montata su una macchina operatrice 3 generalmente cingolata, mette in rotazione un’asta telescopica a più sfili 4, denominata comunemente Kelly, alla quale à ̈ fissato l’utensile di scavo, che di norma à ̈ un bucket o una trivella 5.
La stessa rotary à ̈ inoltre movimentata lungo l’antenna da organi preposti, quali martinetti idraulici 6 o argani a fune (non rappresentati in figura) che esercitano il tiro di estrazione e la spinta di penetrazione sulle batterie.
Una testa guida aste 31, scorrevole sulle guide dell’antenna, generalmente le stesse che guidano il carrello della rotary, mantiene il kelly in posizione sull’asse di scavo essendo fissata all’asta più esterna. Un cuscinetto di interfaccia (non illustrato) tra la testa di guida 31 e l’asta esterna consente al kelly di ruotare liberamente e di trasferire alla testa di guida gli spostamenti impressi attraverso la rotary.
La rotary trasmette dunque al kelly sia un movimento di rotazione sia un movimento di traslazione verticale. Sotto l’azione della rotary, l’utensile di scavo, inizialmente appoggiato al piano-campagna, penetra nel terreno e si carica del terreno scavato. Quando l’utensile à ̈ pieno di terreno, la macchina operatrice cessa la rotazione ed imprime alle aste ed all’utensile un movimento ascensionale tale da disimpegnare l’utensile dal foro appena realizzato.
Una volta che l’utensile à ̈ di nuovo fuori dal foro, tramite la rotazione della torretta, la macchina lo dispone in una zona lontana dallo scavo per poterlo scaricare dal terreno scavato e accumulato. Lo scarico del terreno dall’utensile avviene con modalità differenti a secondo che si usi un bucket od una trivella.
Quando si usa il bucket, un percussore a molla batte su una flangia preposta allo scopo e apre il fondello o le pareti del bucket. Istantaneamente il terreno scavato e accumulatosi all’interno del bucket viene liberato a terra. Con la trivella invece, la macchina imprime tramite la rotary una violenta e quanto più possibile veloce contro-rotazione all’utensile costringendo il materiale scavato, che si à ̈ accumulato fra le spire, ad una repentina centrifugazione verso l’esterno. In entrambi i casi, l’organo che collega rotary e utensile di scavo à ̈ il medesimo kelly telescopico.
Il funzionamento in dettaglio di un’asta telescopica del tipo a bloccaggio meccanico di tipo noto à ̈ illustrato nelle seguenti figure:
• Fig. 2 à ̈ una sezione longitudinale di un’asta telescopica nota in condizione estesa/aperta;
• Fig. 3 à ̈ una sezione parziale di un elemento sfilabile di un’asta telescopica nota;
• Fig. 4 à ̈ la sezione secondo la traccia IV-IV dell’elemento sfilabile della fig.3;
• Fig. 5 à ̈ la sezione secondo la traccia V-V dell’elemento sfilabile della fig.3;
• Fig. 6 à ̈ una vista laterale parzialmente sezionata di un elemento di asta interno di un kelly telescopico di tipo noto;
• Fig. 7 à ̈ una vista laterale del montaggio di un kelly noto sull’antenna.
L’asta telescopica (Kelly) 7 di tipo noto si presenta come una serie di tubi coassiali (generalmente da 2 a 6). Ciascuno di essi à ̈ munito di mezzi, chiamati listelli 26, atti alla trasmissione della coppia tra due tubi adiacenti per riscontro meccanico tra l’elemento che trasmette il moto e quello che lo riceve.
Il tubo più esterno 7a, quello di diametro maggiore e denominato convenzionalmente “asta esterna†, viene inserito direttamente nel manicotto scanalato 8 della tavola rotary 1 dal quale riceve coppia e spinta attraverso i listelli 26 e i relativi incastri meccanici 24A e 24B. In cascata, l’asta esterna trasmette coppia e spinta alle aste più interne 7b-7c fino ad arrivare all’asta di diametro più piccolo denominata “asta interna†9 sotto la quale à ̈ fissato l’utensile di perforazione 5.
Con riferimento alla figura 3 i listelli 26 di ogni asta in rilievo rispetto al fusto, ricevono la coppia dall’asta di diametro superiore mentre un terminale scanalato 22 di lunghezza limitata, generalmente inferiore al metro, trasmette la coppia all’asta di diametro inferiore, con la stessa modalità di incastro. Sul diametro esterno esistono inoltre zone d’incastro 23 nelle quali viene bloccato il terminale dell’asta superiore in modo tale da trasmettere all’intera batteria la spinta ed il tiro degli organi preposti 6 che collegano la rotary 1 alla torre 2.
Con riferimento alla figura 6 la fune di estrazione 10 à ̈ collegata all’asta interna 9 tramite un giunto girevole 11 posto per evitare che la fune ruotando su se stessa, si attorcigli durante la rotazione della batteria di aste kelly. La fune quindi attraversa tutte le aste durante il loro movimento relativo, quando il kelly telescopico à ̈ tutto aperto.
Una flangia circolare 12 di dimensioni simili al diametro dell’asta esterna à ̈ collegata alla parte inferiore dell’asta interna 9, appena sopra l’attacco utensile. Questa flangia ha la funzione di richiudere la batteria di aste telescopiche. Azionando l’argano principale 30 di sollevamento (vedi figura 1), la fune 10 tira verso l’alto l’asta interna 9 che tramite la flangia 12 trascina con sé tutte le altre aste 7b/7c che progressivamente incontra durante la risalita. La flangia 12 può essere dotata di un sistema di ammortizzazione 13 per smorzare le sollecitazioni dovute al contatto con le aste.
Con riferimento alla figura 7 la tavola rotary 1 dentro la quale passa l’asta esterna 7a, ha organi di tiro/spinta 6 che, indipendentemente dalla posizione e dalla condizione di sfilo dell’asta stessa, sollevano o infiggono la batteria. Tirando sulla fune 10, fissata al girevole 11 sulla sommità dell’asta interna 9, si impacchettano le aste una dentro l’altra fino a raggiungere l’ingombro minimo (m). Rilasciando la medesima fune, a causa del peso degli elementi sfilabili, le aste si sfilano all’interno del foro fino ad arrivare alla loro massima estensione, coincidente con la massima profondità del foro.
E’ stato descritto il funzionamento di un kelly a “bloccaggio meccanico†in cui la trasmissione della spinta tra rotary e kelly e tra un’asta e l’altra avviene per riscontro meccanico. Esistono anche kelly cosiddetti a “frizione†in cui i listelli sono lisci e non presentano incastri meccanici (24A e 24B) e i cui elementi sfilabili si trasmettono la spinta per mezzo dell’attrito che si genera tra i listelli in contatto. La presente invenzione può essere utilizzata indistintamente in entrambe le soluzioni.
E’ noto che la lunghezza massima che la batteria può assumere in condizione tutta sfilata à ̈ data approssimativamente dalla lunghezza della batteria chiusa per il numero delle aste (o sfili) che la compongono, a cui si devono sottrarre circa 0.8 metri di sovrapposizione minima fra un’asta e l’altra (terminale 22 figura 3). Ad esempio una batteria di 10 m formata da cinque aste avrà un’estensione massima di:
Profondità max = (10 m x 5)-(0,8 m x (5-1)) = 46,8 m Il limite di profondità dello scavo à ̈ quindi determinato dalla lunghezza della batteria, direttamente proporzionale all’altezza della torre e dal numero degli sfili, dipendente anch’esso da due fattori, apparentemente inconciliabili. L’asta esterna deve avere cioà ̈ diametro minore possibile, per poter passare all’interno di cannotti rotary scanalati di dimensioni generalmente contenute, mentre l’asta interna dovrebbe avere diametro maggiore possibile per garantire una considerevole trasmissione di coppia che altrimenti andrebbe limitata.
Nella pratica la somma di questi fattori limita attualmente il campo di applicazione delle aste telescopiche a una profondità massima di 100 m circa (ottenuta con 5 sfili), con coppie limitate a 500 kNm. Ma tale soluzione per ingombri, prestazioni e pesi à ̈ sicuramente “esagerata†e trova poche possibilità di applicazione, se non su macchine di stazza e dimensioni imponenti.
Come risulta dai brevetti citati, tutte le soluzioni illustrate come arte nota mostrano un kelly passante attraverso la rotary. Per incrementare la profondità di scavo su soluzioni di questo tipo, raggiunta la saturazione interna (avendo inserito quanti più sfili possibili) e ottenuto il massimo compromesso accettabile sulla dimensione interna dell’asta che più piccola di un determinato valore non può essere (altrimenti non potrebbe trasmettere le necessarie forze di scavo: coppia e spinta), l’unica possibilità che rimane à ̈ quella di incrementare le dimensioni del passaggio interno della rotary.
Questo approccio produce un duplice problema: il primo riguarda le dimensioni della rotary che vengono incrementate e conseguentemente, oltre ai maggiori ingombri, si produrrà un incremento di costi e pesi. Il secondo aspetto à ̈ che la rotary stessa deve necessariamente essere diversa perdendo quindi i vantaggi economici e logistici della standardizzazione.
Questi problemi, nel caso di ingombri limitati in altezza, vengono ulteriormente esasperati in quanto le lunghezze degli elementi sfilabili devono necessariamente essere ridotte per rientrare nelle dimensioni richieste. L’effetto diretto di questa riduzione à ̈ una perdita di profondità (come risulta dalla formula precedentemente illustrata) e può essere, almeno parzialmente recuperata con l’incremento del numero di sfili.
Questo produce un incremento delle dimensioni interne della rotary ancora maggiori rispetto al caso precedente.
Scopo della presente invenzione à ̈ quello di superare detti limiti di profondità che caratterizzano le batterie di aste telescopiche tradizionali con la possibilità di sfruttare rotary standard, cioà ̈ senza ricorrere a rotary con passaggio maggiorato, e senza apportare modifiche all’antenna della macchina perforatrice.
Per raggiungere questi ed ulteriori scopi che meglio saranno compresi in seguito l’invenzione propone di realizzare una attrezzatura di scavo semipassante per la costruzione di pali secondo la rivendicazione 1.
Verrà ora descritta l’attrezzatura secondo l’invenzione in alcune sue forme realizzative facendo riferimento ai disegni allegati in cui:
• Fig. 8 à ̈ una vista laterale parzialmente sezionata di un kelly secondo l’invenzione in una prima forma realizzativa in cui il kelly à ̈ parzialmente passante all’interno della rotary; • Fig. 9 à ̈ una vista laterale dell’attrezzatura di fig.8 in configurazione di ingombro minimo;
• Fig. 10 à ̈ una vista laterale di un kelly tradizionale in configurazione completamente estesa/aperta;
• Fig. 11 à ̈ una vista laterale di un kelly secondo l’invenzione in configurazione completamente estesa/aperta;
• Fig. 12 à ̈ una vista laterale di una prima variante dell’attrezzatura di fig.8;
• Fig. 13 à ̈ una vista laterale di una seconda variante dell’attrezzatura di fig.8.
L’oggetto della presente invenzione prevede di utilizzare un kelly denominato semi-passante composto da due batterie di aste (vedi innanzitutto la figura 8); ad una consueta batteria di aste telescopiche tradizionali 7, viene aggiunta una seconda batteria di aste telescopiche 19 concentrica alla precedente e avente un ingombro radiale maggiore del passaggio interno della rotary 1.
L’asta interna 21, tramite i suoi listelli 26 di tipo a “bloccaggio†o a “frizione†visti in precedenza con riferimento alle figure 3 e 4, trasmette la coppia e la spinta all’asta esterna 7a della batteria di aste tradizionali 7.
L’asta esterna 7a del kelly tradizionale può essere sprovvista nella sua sommità della flangia di battuta 18 (vedi fig. 2) munita a sua volta di apposito elemento elastico (tampone in gomma o molle).
Il kelly tradizionale può essere utilizzato anche togliendo l’asta più esterna 7a e lasciando gli altri elementi più interni come parti montate nella soluzione rivendicata, quando per esempio la flangia di battuta 18 non à ̈ di tipo smontabile dall’asta più esterna.
L’asta esterna di diametro maggiore 20 della batteria 19 à ̈ fissata alla rotary tramite un accoppiamento meccanico a “viti-spina†17 ad un “trascinatore†16 avente forma di corpo flangiato che contiene l’asta esterna 20 ed à ̈ fissato o saldato direttamente alla porzione inferiore del cannotto di trascinamento aste 8a, che riceve il moto dagli ingranaggi della rotary 1 e può essere preferibilmente cilindrico (cioà ̈ liscio, privo di listelli).
Qualora il cannotto fosse del tipo standard a listelli, rimarrebbe un problema di inserimento dell’asta più esterna 7a del kelly tradizionale, durante la manovra di rientro (chiusura del kelly). Infatti per trovare allineamento tra i listelli del cannotto 8a e quelli tra le aste 21 e 7a in presa, occorrerebbe ruotare il kelly per favorirne l’ingresso.
La modifica di interfaccia potrebbe quindi essere limitata alla giusta conformazione da dare al cannotto 8a.
L’asta esterna 20 della batteria 19 in prossimità della sua porzione più bassa, può essere sagomata con un diametro maggiore 20a in modo da poter presentare una faccia piana inferiore da utilizzare come elemento di riscontro allo spintore 34 che comanda l’apertura del bucket 38 (o 5).
In sintesi questa innovazione consente di aggiungere ad un’asta telescopica tradizionale, un’altra asta telescopica di dimensioni diametrali maggiori, lievemente più corta poiché flangiata sotto la rotary 1, ma tale da incrementare considerevolmente il numero degli sfili di quella tradizionale.
Con riferimento alla figura 9 la fune 10 di sollevamento/chiusura batteria rimane fissata al girevole 11 dell’asta interna 9, che porta come di consueto una flangia “raccoglitrice†12a di diametro simile a quello dell’asta esterna 20 consentendo così di trascinare tutte le aste nel momento in cui si avvolge la fune dell’argano 30. La quota d’ingombro (m) a batteria sollevata/chiusa (vedi figura 9) non à ̈ sensibilmente diversa da quella di un kelly tradizionale (quota m di figura 7) e addirittura può essere vantaggiosamente ridotta in virtù degli elementi di sfilo aggiunti 19 che ne compensano la lunghezza per raggiungere le stesse profondità .
Con riferimento alle figure 10 ed 11 si può notare che il kelly semipassante, potendo contare su un maggiore numero di sfili, consente all’utensile di realizzare un foro di profondità notevolmente superiore a quella realizzabile col kelly tradizionale a parità di lunghezza di chiusura (m).
Con riferimento alla figura 10 La quota P1 rappresenta la profondità massima realizzabile con l’asta telescopica tradizionale 7 sfilata, misurata sotto la rotary 1.
Con riferimento alla figura 11 La quota Q1 rappresenta l’incremento di quota dovuto alla presenza dell’asta telescopica aggiuntiva 19 sotto al bicchiere 16 della rotary 1. Per quantificare questo valore, se definiamo t la lunghezza del singolo sfilo del “kelly semipassante†ed N il numero di sfili (tre sono quelli rappresentati nella figura 11), possiamo affermare che:
Q1= (t x N) – (0.8 m x (N-1))
Nell’oggetto della presente invenzione, il limite entro cui si possono aggiungere degli sfili, à ̈ rappresentato, oltre che dalle capacità di sollevamento e stabilità della macchina operatrice, unicamente dal diametro dell’asta esterna 20 che dovrebbe avere un diametro inferiore a quello dell’utensile di scavo poiché tale asta à ̈ destinata a penetrare per alcuni metri nello scavo realizzato una volta che la profondità si avvicina a quella massima raggiungibile.
In alternativa à ̈ comunque realizzabile una perforazione cosiddetta a “cannocchiale†dove la prima parte del foro ha un diametro maggiore e con la profondità , a gradini successivi, viene ridotta la dimensione di scavo fino a quella richiesta, consentendo così di operare con diametri di asta 20 ancora più grandi.
Oppure l’asta esterna potrebbe essere dotata di mezzi di scavo e/o placchette antiusura per poter penetrare nel terreno per tutta la lunghezza necessaria.
Con riferimento alla figura 12 viene mostrata una prima variante in cui à ̈ aggiunta una guida inferiore 32 che consente di mantenere allineato il kelly sull’asse di scavo. La guida 32 à ̈ scorrevole lungo l’antenna 2 sulle guide 33 e in accoppiamento all’elemento di asta esterno 20 si presenta come un manicotto dotata quindi di un foro cilindrico liscio.
Tale guida può essere fissa o variabile in altezza e movimentabile dall’asta kelly o da un sistema di posizionamento esterno ad essa vincolata, con riscontro sull’antenna 2, non rappresentati.
La guida può essere anche di tipo tradizionale apribile sul fronte per favorire il montaggio della batteria.
Preferibilmente la guida à ̈ montata inferiormente perché per tutta la perforazione il kelly rimane guidato. Se si montasse la guida superiormente (come nella soluzione rappresentata in fig.1) il kelly rimarrebbe guidato solo per una parte minima dello scavo, quella relativa ai primissimi metri di perforazione, con un notevole svantaggio.
Con riferimento alla figura 13 viene mostrata una seconda variante in cui à ̈ aggiunta una predisposizione per flangia di intubaggio. In alcune perforazioni può venire richiesto di inserire un avampozzo (tubo di dimensioni diametrali maggiori a quelle dell’utensile e di lunghezza molto contenuta 4 – 6m) o di tubare per profondità più elevate. Tradizionalmente la flangia di intubaggio à ̈ connessa direttamente al cannotto 8a e presenta un tratto cilindrico, denominato “bicchiere†che ha una lunghezza di 1 o 2 m. Secondo questa invenzione invece, la flangia di intubaggio se fosse trascinata direttamente dal cannotto 8a avrebbe dimensioni del bicchiere notevolmente elevate in quanto la lunghezza delle aste 19 implica un ulteriore ingombro che nella soluzione tradizionale non à ̈ presente. Questo avrebbe un impatto su pesi e costi.
Ma sfruttando la presenza e le dimensioni generose dell’asta più esterna 20 à ̈ ora possibile trascinare il tubo da infiggere, connettendosi direttamente alla zona terminale più bassa, in prossimità del risalto 20A.
Così facendo si può utilizzare l’asta esterna che consente il trasferimento delle massime coppia e spinta presenti (a differenza di una soluzione su asta interna che presenta sicuramente limitazioni dovute alle minori dimensioni) e addirittura, viste le maggiori dimensioni del tubo esterno 20 rispetto a quello standard 7a, di incrementare la coppia con un opportuno stadio di ingranaggio posizionato tra rotary e kelly esterno, che consente pertanto di infiggere il tubo ad una quota superiore.
Come indicato nella figura 13, nella zona di risalto in cui à ̈ presente la flangia 20a vengono realizzate delle sedi cilindriche 37 che opportunamente nervate e distribuite angolarmente, rappresentano le sedi di riscontro per il trascinamento del tubo 35 da infiggere.
Sistemi a perni 36 o equivalenti meccanici, a comando manuale o automatico possono essere inseriti per il fissaggio temporaneo tra il tubo e l’elemento di trascinamento 20.
I sistemi di trascinamento meccanici tra rotary e kelly e quelli tra kelly e tubo da infiggere, possono essere conformati in maniera equivalente e con forme note nel settore.
In particolare la trasmissione dei movimenti tra il “trascinatore†16 e l’elemento di asta esterna 20, può essere realizzato con dispositivi come quelli indicati nei sopra citati brevetti EP2085675A1, EP1860275A1, EP1849956A1, oppure con sistemi di aggancio diretto con filetto, esagono, e tutti quelli ad essi equivalenti.
Il comando di inserimento dell’elemento di riscontro 17 può essere di tipo manuale oppure comandato in remoto.
L’azionamento in remoto può essere di tipo idraulico, elettrico o pneumatico.
In particolare quest’ultimo presenta il vantaggio di una semplice installazione in quanto sulla parte rotante 16 può trovare alloggiamento un serbatoio di accumulo di aria compressa, ricaricabile che attraverso un opportuno comando può essere attivato per generare le forze necessarie al sistema di fissaggio.
Durante le fasi di montaggio, la rotary viene collocata al punto più alto raggiungibile sull’antenna (che nel caso di tiro/spinta ad argano della rotary, coincide con la sommità ) e almeno il kelly telescopico aggiuntivo 19 può essere montato dal basso. In questo caso l’introduzione del kelly rispetto al “trascinatore†potrebbe automaticamente far scattare dei leveraggi che consentano l’introduzione dei dispositivi di blocco tra i due elementi (come insegnato dal brevetto DE19626223).
In alternativa il kelly, muovendosi assialmente (durante l’introduzione nel “trascinatore†16) schiaccia un dispositivo il quale attiva l’impianto di potenza (p.e. quello pneumatico precedentemente descritto) che inserisce gli elementi di riscontro e di fissaggio tra elemento 16 e l’asta più esterna 20.
Come ulteriore variante à ̈ possibile inoltre realizzare un accoppiamento almeno temporaneo di tipo “a baionetta†che agganci il “trascinatore†all’asta esterna 20 e con rotary bassa si procede eventualmente al serraggio definitivo con elementi inseribili manualmente.
E’ evidente come ulteriori modifiche che à ̈ possibile apportare al dispositivo descritto non alterino il carattere innovativo del trovato. E’ per esempio possibile smontare tutte le aste kelly 7 ed aggiungere la sola batteria 19 tutta esterna, collegando l’asta più interna 21 alla fune di sollevamento 10, consentendo così una riduzione di ingombri in altezza ancora maggiore.
Una ulteriore possibile variante può essere rappresentata da una modifica in lunghezza del kelly passante 7, che potrebbe essere ridotta e restare anch’esso alloggiato tutto sotto la rotary. In questo caso la riduzione di profondità , se richiesto, potrebbe essere recuperata aumentando gli sfili esterni della batteria 19.
L’innovazione proposta consente di aumentare la profondità raggiungibile con perforatrici esistenti, senza allungare l'antenna, senza cambiare la rotary né altri sistemi principali.
L'innovazione si propone come modifica reversibile, che non pregiudica, in una fase successiva, il ritorno all'assetto tradizionale.
A parità di lunghezza di ingombro consente di incrementare la profondità come richiesto nelle perforazioni ribassate.
La trasmissione della coppia al tubo da infiggere à ̈ semplificata e migliorata in prestazione.
Claims (8)
- RIVENDICAZIONI 1) Asta telescopica (kelly) per la realizzazione di pali trivellati, costituita da una batteria di aste (7,19) infilate in modo sfilabile una entro l’altra ed in cui quella più interna (9) supporta un utensile di scavo (5); una rotary (1), verticalmente scorrevole lungo l’antenna (2) della macchina operatrice (3) che porta l’asta telescopica, à ̈ provvista di mezzi (8a) atti a mettere in rotazione la batteria di aste (7,19) intorno al proprio asse longitudinale; sono inoltre previsti mezzi (10) atti a sfilare e ricompattare le aste della batteria e mezzi motori (6) atti ad esercitare un tiro ed una spinta alle aste durante lo scavo; l’asta telescopica essendo caratterizzata dal fatto che almeno parte delle aste (19) della batteria à ̈ posizionata interamente al disotto della rotary (1) da cui à ̈ messa in rotazione.
- 2) Asta telescopica secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che parte della batteria di aste (19) à ̈ posizionata interamente al di sotto della rotary e parte (7) à ̈ passante all’interno della rotary ed entrambe le parti della batteria sono messe in rotazione dalla rotary (1); la parte di batteria di aste (7) passante all’interno della rotary à ̈ anche interna alla parte di batteria di aste (19) inferiore alla rotary.
- 3) Asta telescopica secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che l’intera batteria di aste (19, 7) à ̈ posizionata interamente al di sotto della rotary (1) da cui à ̈ messa in rotazione.
- 4) Asta telescopica secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-3 caratterizzata dal fatto che la porzione di batteria di aste (19) posizionata al di sotto della rotary (1), à ̈ resa solidale ai mezzi (8a) atti a mettere in rotazione l’asta telescopica attraverso un corpo flangiato (16), fissato con mezzi di bloccaggio (17) all’asta esterna (20) della batteria di aste (19) ed ai suddetti mezzi (8a) della rotary (1).
- 5) Asta telescopica secondo la rivendicazione 2 caratterizzata dal fatto che l’asta interna (9) della batteria di aste (7) passante attraverso la rotary (1) porta una flangia (12a) atta a raccogliere tutte le aste delle due batterie (7,19) quando si azionano detti mezzi (10) nel senso di ricompattare le aste delle due batterie (7,19).
- 6) Asta telescopica secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che l’asta più esterna (20) della batteria di aste (19) posizionata sotto la rotary (1), in corrispondenza della sua estremità inferiore, à ̈ dotata di flangia perimetrale (20a) atta consentire di trascinare il tubo (35) da infiggere nel terreno.
- 7) Asta telescopica secondo la rivendicazione 6 caratterizzata dal fatto che nella flangia (20a) vengono realizzate delle sedi cilindriche (37) che rappresentano le sedi di riscontro per perni (36) di collegamento temporaneo tra l’asta esterna (20) ed il tubo (35) da infiggere.
- 8) Asta telescopica secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che à ̈ prevista una guida inferiore (32) che consente di mantenere allineato il kelly sull’asse di scavo; detta guida (32), scorrevole lungo l’antenna (2) su guide (33), ha forma di manicotto entro cui à ̈ infilato passante l’elemento di asta esterno (20) della batteria inferiore alla rotary (1).
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