ITTO20100674A1 - Elettrodomestico con carichi elettrici a funzionamento alternativo, particolarmente una macchina di lavaggio - Google Patents
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Description
“Elettrodomestico con carichi elettrici a funzionamento alternativo, particolarmente una macchina di lavaggioâ€
DESCRIZIONE
Campo dell’invenzione
La presente invenzione si riferisce agli elettrodomestici comprendenti una pluralità di carichi elettrici alimentabili con corrente alternata, tra i quali due carichi elettrici a funzionamento alternativo, dei quali l’uno avente impedenza minore dell’altro.
Sfondo dell’invenzione
Esempi di elettrodomestici del tipo indicato sono le macchine lavabiancheria e le macchine lavastoviglie, normalmente alimentate in corrente alternata, che presentano tipicamente carichi elettrici che non devono essere attivati contemporaneamente, ovverosia carichi che sono resi attivi in momenti differenti di un medesimo programma di trattamento svolto dalla macchina. Tipici carichi di questo tipo sono una resistenza di riscaldamento ed una pompa di scarico: la resistenza viene attivata per riscaldare il liquido di lavaggio ai fini dell’esecuzione di una fase di trattamento mentre la pompa di scarico à ̈ inattiva; al termine della fase di trattamento considerata il liquido viene poi scaricato, azionando la pompa mentre la resistenza di riscaldamento non à ̈ più attiva.
La pompa di scarico comprende tipicamente un motore elettrico sincrono o asincrono, controllato mediante un triac che à ̈ pilotato da un’unità di controllo per alimentare in modo opportuno gli avvolgimenti e realizzare la commutazione in corrente alternata. Se, per qualsiasi motivo, il motore viene alimentato con corrente continua, i suoi avvolgimenti si surriscaldano rapidamente, con rischio di incendio: questo si verifica, ad esempio, quando il triac si guasta nel cosiddetto "modo diodo", modalità in cui esso si comporta come un diodo ed agisce come un raddrizzatore.
Secondo la tecnica più tradizionale, la protezione degli avvolgimenti del motore dal surriscaldamento à ̈ ottenuto tramite un termo-protettore. Questo componente à ̈ installato sul motore, in posizione tale da rilevarne l’eventuale surriscaldamento, ed à ̈ connesso in serie ai suoi avvolgimenti. In tal modo, quando rileva un surriscaldamento, il termo-protettore arresta il funzionamento del motore, interrompendo il flusso di corrente che attraversa gli avvolgimenti. I protettori termici per motori sono tuttavia componenti relativamente costosi da installare, per cui tale tecnica più tradizionale à ̈ stata progressivamente abbandonata.
Il controllo della resistenza di riscaldamento à ̈ tipicamente gestito mediante un relà ̈ elettromeccanico, anch’esso pilotato dall’unità di controllo della macchina. Alla resistenza à ̈ solitamente collegato in serie un termo-fusibile, che interviene nel caso in cui la resistenza stessa si surriscaldi: questo può avvenire ad esempio quando - per un qualsiasi malfunzionamento della macchina - la resistenza venga attivata in assenza di liquido di lavaggio nella vasca di trattamento, o nel caso in cui il suo relà ̈ di controllo si guasti nella condizione di chiusura del circuito.
Secondo l'attuale stato dell'arte, nelle macchine del tipo indicato à ̈ prevista -anche per ragioni normative - una "doppia sicurezza", finalizzata a fronteggiare l’eventualità di un guasto contemporaneo di due componenti del circuito di controllo del motore o della resistenza. Un tipico esempio di come viene attualmente realizzata questa funzionalità à ̈ illustrato nella figura 1 allegata.
In tale figura, con L ed N sono indicate le linee di fase e neutro della rete di alimentazione in corrente alternata AC. Con P à ̈ indicato il motore della pompa di scarico, mentre con R à ̈ indicata la resistenza di riscaldamento, alla quale à ̈ collegato in serie un termo-fusibile TF. Con TR e RR sono indicati il triac ed il relà ̈ che controllano l’alimentazione del motore P e della resistenza R, rispettivamente, e che sono pilotati dall'unità di controllo della macchina, indicata con CU. Con DS à ̈ indicato un relà ̈ deviatore, anch'esso pilotato dall’unità di controllo CU, commutabile tra una condizione di chiusura del ramo di circuito relativo al motore P ed una condizione di chiusura del ramo di circuito relativo alla resistenza R. Con DL à ̈ indicato un ulteriore interruttore controllabile dall’unità CU, che appartiene ad un dispositivo di blocco-porta della macchina e che à ̈ collegato in serie al relà ̈ deviatore DS. Con FB1 ed FB2 sono indicati due circuiti di feedback, atti a fornire all'unità di controllo CU informazioni diagnostiche, relative allo stato di funzionamento del triac TR e del relà ̈ RR, rispettivamente.
In condizioni di normale funzionamento della macchina, l’interruttore DL à ̈ chiuso. Con il relà ̈ DS nella condizione illustrata (chiuso a destra sul ramo della resistenza R), al momento opportuno di un ciclo di lavaggio l’unità di controllo CU comanda la chiusura del relà ̈ RR, in modo da alimentare la resistenza R. Al termine della fase di riscaldamento l’unità di controllo CU comanda l’apertura del relà ̈ RR; in caso di guasto in chiusura del relà ̈ RR (intendendo con guasto in chiusura il fatto che il relà ̈ permane in condizione di chiusura indipendentemente dal comando ricevuto), rilevabile tramite il circuito di feedback FB2, l’unità di controllo comanda la commutazione del relà ̈ DS, così interrompendo l’alimentazione alla resistenza R. Nel caso in cui, a causa di un ulteriore guasto, il relà ̈ deviatore DS, permanga nella sua condizione e non effettui la commutazione. (guasto rilevabile dalla permanenza del segnale del circuito di feedback FB2), l’unità di controllo CU comanda l’apertura dell’interruttore DL. Tale possibilità à ̈ consentita dal fatto che – come detto – i due carichi R e P sono a funzionamento alternativo: questo significa che, nel caso descritto, anche se il relà ̈ DS viene comandato per chiudere il ramo di alimentazione del motore P, il motore stesso non à ̈ alimentato, stante la condizione di non conduzione del triac TR.
Quando invece deve essere alimentato il motore P, sempre in condizioni di corretto funzionamento, il relà ̈ DS à ̈ nella condizione opposta a quella illustrata (chiuso a sinistra sul ramo del motore P) ed al momento opportuno di un ciclo di lavaggio l’unità di controllo CU pilota il triac TR.
Come detto, una condizione particolarmente critica di guasto del triac TR à ̈ quella denominata “modo diodo†. Come spiegato precedentemente, quando si verifica un tale guasto, il triac TR permette il solo passaggio delle semionde positive o negative della tensione di rete. Di fatto, quindi, il motore P viene alimentato in corrente continua: gli avvolgimenti del motore P non sono però in grado di sopportare tale tipo di alimentazione, con ciò surriscaldandosi rapidamente, anche con rischio di incendio.
L’eventuale condizione di guasto in modo diodo del triac TR à ̈ rilevabile dall’unità di controllo CU mediante il circuito di feedback FB1. L’unità CU comanda allora l’apertura dell’interruttore DL, così interrompendo l’alimentazione al motore P. Nel caso in cui a seguito di un guasto l’interruttore DL permanga nella condizione chiusa (rilevabile dalla permanenza del segnale del circuito di feedback FB1), l’unità di controllo CU comanda la commutazione del relà ̈ deviatore DS sul ramo della resistenza R, ovvero nella condizione illustrata in figura. Come si intuisce, nel caso descritto, anche se il relà ̈ DS viene commutato nel senso di chiudere il ramo di alimentazione della resistenza R, questa non à ̈ comunque alimentata, stante la condizione di apertura del relà ̈ RR.
Sommario e scopo dell’invenzione
La soluzione circuitale di figura 1, per quanto efficiente ed in grado di garantire le esigenze di “doppia sicurezza†à ̈ relativamente complicata e costosa.
La presente invenzione si propone essenzialmente di fornire una migliorata circuiteria di controllo di due carichi a funzionamento alternativo del tipo di quelli precedentemente esemplificati, ed in particolare di realizzare una disposizione circuitale semplice ed economica, ma comunque in grado di assicurare il necessario doppio grado di sicurezza richiesto dalle normative. Questo ed altri scopi ancora, che risulteranno maggiormente chiari in seguito, sono raggiunti secondo la presente invenzione da un elettrodomestico avente le caratteristiche indicate nella rivendicazione 1. Caratteristiche preferite dell’invenzione sono indicate nelle sotto-rivendicazioni. Le rivendicazioni costituiscono parte integrante dell'insegnamento tecnico fornito in relazione all’invenzione.
Breve descrizione dei disegni
Gli scopi, le caratteristiche ed i vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione che segue, effettuata con riferimento ai disegni annessi, forniti a puro titolo esemplificativo e non limitativo, in cui:
- la figura 1 illustra una parte di un circuito di controllo di un elettrodomestico secondo la tecnica nota, in relazione a due carichi elettrici a funzionamento alternativo;
- la figura 2 illustra una parte di un circuito di controllo di un elettrodomestico in accordo ad una prima forma di attuazione dell’invenzione, in relazione a due carichi elettrici a funzionamento alternativo; e
- la figura 3 illustra una parte di un circuito di controllo di un elettrodomestico in accordo ad una seconda forma di attuazione dell’invenzione, in relazione a due carichi elettrici a funzionamento alternativo.
Descrizione di forme di attuazione preferite dell’invenzione
Il riferimento ad “una forma di attuazione†all’interno di questa descrizione sta ad indicare che una particolare configurazione, struttura, o caratteristica descritta in relazione alla forma di attuazione à ̈ compresa in almeno una forma di attuazione. Quindi, i termini “in una forma di attuazione†e simili, presenti in diverse parti all’interno di questa descrizione, non sono necessariamente tutti riferiti alla stessa forma di attuazione. Inoltre, le particolari configurazioni, strutture o caratteristiche possono essere combinate in ogni modo adeguato in una o più forme di attuazione. I riferimenti qui utilizzati sono soltanto per comodità e non definiscono l’ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
Dove non diversamente specificato, all’interno di questa descrizione e delle allegate rivendicazioni, il termine “efficace†, quando riferito al funzionamento di un carico elettrico dell’elettrodomestico, sta ad indicare che tale carico opera compiutamente ai fini dell’esecuzione della funzione ad esso assegnata. In tale ottica, ad esempio con riferimento ad una macchina di lavaggio, il funzionamento efficace di un elemento di riscaldamento implica che tale elemento venga alimentato elettricamente in modo da produrre una data energia termica, atta a causare il riscaldamento di un liquido di lavaggio come previsto da un programma di funzionamento della macchina, onde esplicare la sua funzione ai fini del trattamento di lavaggio. Similmente, nel caso del motore di una pompa di scarico, il funzionamento efficace implica che tale motore sia alimentato elettricamente in modo tale per cui la pompa determini una programmata evacuazione del liquido di lavaggio da una vasca di trattamento della macchina.
In figura 2 à ̈ rappresentato lo schema circuitale di controllo di un elettrodomestico secondo l’invenzione, limitatamente alla parte di interesse ai fini della comprensione della presente invenzione.
Nell’esempio, l’elettrodomestico considerato à ̈ una macchina di lavaggio, quale una lavabiancheria; in figura 2 sono quindi impiegati numeri di riferimento in parte analoghi a quelli di figura 1, per indicare elementi tecnicamente equivalenti a quelli già sopra descritti..
In figura 2 L e N indicano quindi la linea di fase e la linea di neutro della rete alternata AC, tramite la quale il circuito à ̈ alimentato. Come da tecnica nota, la macchina comprende una pluralità di carichi elettrici, alimentabili con la corrente alternata AC, il cui funzionamento à ̈ controllato mediante l’unità di controllo indicata con CU, particolarmente di tipo a microcontrollore elettronico, che pilota relativi mezzi interruttori controllabili, in accordo ad un programma di funzionamento della macchina.
I suddetti carichi elettrici comprendono un primo carico elettrico ed un secondo carico elettrico a funzionamento alternativo, ovverosia due carichi che, in corrette condizioni di funzionamento della macchina, vengono resi efficaci durante periodi differenti, in base al programma di funzionamento. Con riferimento all’esempio di attuazione preferito qui fornito, il primo carico à ̈ costituito da un elemento riscaldante del liquido di lavaggio, quale la resistenza elettrica indicata con R, mentre il secondo carico elettrico à ̈ costituito dal motore sincrono indicato con P, particolarmente il motore di una pompa di scarico del liquido di lavaggio. La resistenza R ed il motore P sono di tipo comunemente impiegato nel settore, l’impedenza della resistenza essendo minore rispetto a quella del motore. A titolo indicativo, l’impedenza della resistenza R inferiore a 30 Ohm, mentre l’impedenza del motore P à ̈ superiore a 2 KOhm.
Con TF à ̈ indicato un noto termo-fusibile di protezione della resistenza R. Con RR sono indicati primi mezzi interruttori, pilotati dall’unità di controllo CU per controllare l’alimentazione elettrica in corrente alternata AC alla resistenza R, in modo da renderne efficace il funzionamento, quando previsto dal programma di trattamento della macchina. I mezzi interruttori RR comprendono ad esempio un relà ̈ elettromeccanico, di tipo di per sé noto nel settore.
Il circuito comprende secondi mezzi interruttori, anch’essi pilotati dall’unità di controllo CU per controllare l’alimentazione elettrica in corrente alternata AC al motore P, in modo da renderne efficace il funzionamento, quando previsto da un programma di trattamento della macchina, ovvero in tempi diversi rispetto alla resistenza R. Nell’esempio di attuazione illustrato, i secondi mezzi interruttori comprendono un primo triac TR1 ed un secondo triac TR2, in parallelo al primo triac TR2, i due triac TR1 e TR2 essendo preferibilmente pilotati da un segnale comune generato dall’unità di controllo CU.
Come spiegato precedentemente, i due carichi rappresentati dalla resistenza R e dal motore P sono a funzionamento alternativo. Pertanto, l’unità di controllo CU à ̈ predisposta per pilotare il relà ̈ RR, da un lato, ed i triac TR1 e TR2 dall’altro lato, in modo tale per cui il funzionamento della resistenza R à ̈ reso efficace durante periodi di funzionamento della macchina differenti dai periodi in cui viene reso efficace il funzionamento del motore P.
Con DL sono indicati terzi mezzi interruttori, pilotati dall’unità di controllo, collegati in serie alla resistenza R. Nell’esempio, i terzi mezzi interruttori DL sono costituiti da un interruttore controllabile, appartenente ad un dispositivo di blocco-porta della macchina di lavaggio.
Nell’esempio di attuazione, il circuito di controllo comprende un unico circuito di feedback FB, configurato - in modo di per sé chiaro al tecnico del ramo - per rilevare l’eventuale stato di guasto in modo diodo dei triac TR1 e TR2 ed anche di guasto in chiusura del relà ̈ RR. In condizione di triac TR1 e TR2 aperti ed anche di relà ̈ RR aperto, la tensione rilevabile sul nodo FB segue l’andamento della tensione presente sul nodo di rete L per tutto il periodo del segnale AC presente sulla rete di alimentazione. In tale condizione, il guasto in modo diodo di uno dei triac TR1, TR2 avrebbe l’effetto che la tensione sul nodo FB seguirebbe l’andamento della tensione presente sul nodo di rete L solo su un semi-periodo del segnale AC, essendo sull’altro semi-periodo agganciata all’andamento della tensione presente sul nodo di rete N. Un guasto in chiusura del relà ̈ RR avrebbe invece l’effetto che la tensione sul nodo FB seguirebbe l’andamento della tensione presente sul nodo di rete N per tutto il periodo del segnale AC.
Secondo l’invenzione, al carico ad impedenza minore, rappresentato dalla resistenza R, sono collegati in serie il carico ad impedenza maggiore, rappresentato dal motore P, ed i primi mezzi interruttori, rappresentati dal relà ̈ RR, mentre i secondi mezzi interruttori, rappresentati dai traic TR1 e TR2, sono collegati in serie al secondo carico, ossia alla pompa P; i primi mezzi interruttori (ossia il relà ̈ RR) sono infine collegati in parallelo alla serie del secondo carico elettrico (il motore P) e dei secondi mezzi interruttori (i triac TR1 e TR2).
Come si vede, nell’esempio rappresentato la resistenza R à ̈ collegata alla linea di fase L, attraverso il termo-fusibile TF. A valle della resistenza R à ̈ posto in serie il motore P. A valle del motore P, sempre in serie, sono posti i triac TR1 e TR2, i quali sono in parallelo tra loro e connessi all’altro capo alla linea di neutro N. Il relà ̈ RR à ̈ a valle della resistenza R in parallelo al circuito costituito dal motore P e dal suo pilotaggio ed à ̈ anch’esso connesso alla linea di neutro. L’interruttore DL à ̈ in serie sulla linea di fase L, a monte del termo-fusibile TF.
Il fatto che il motore P sia posto in serie alla resistenza R non crea problemi al corretto funzionamento del motore, atteso che l’impedenza di quest’ultimo à ̈ di gran lunga più alta dell’impedenza della resistenza R: questa connessione non modifica quindi il pilotaggio del motore P, né il suo efficiente funzionamento. In altre parole, la differenza di impedenza tra i due carichi à ̈ tale che, anche attivando il motore P mediante i relativi triac TR1, TR2, si ha un passaggio di corrente sulla resistenza R che ha effetti trascurabili in termini di riscaldamento della stessa. Dall’altro lato, la modalità di attivazione della resistenza R in condizioni di normale funzionamento della macchina non risulta alterata, stante il collegamento del relà ̈ RR in parallelo al motore P della pompa.
Per quanto riguarda la resistenza R, con l’interruttore DL chiuso, l’unità CU pilota la chiusura del relà ̈ RR quando, ad un dato momento del programma di funzionamento della macchina, occorre avviare il riscaldamento del liquido di lavaggio. Al termine della fase di riscaldamento l’unità di controllo CU comanda l’apertura del relà ̈ RR. In caso di guasto in chiusura del relà ̈ RR, tale condizione à ̈ rilevabile dall’unità CU tramite il segnale del circuito di feedback FB, secondo quanto descritto in precedenza: di conseguenza, l’unità CU comanda l’apertura dell’interruttore DL, che interrompe l’alimentazione al circuito, e quindi alla resistenza R. In caso un secondo guasto concorrente impedisca l’apertura dell’interruttore DL, la protezione della resistenza R à ̈ garantita dalla presenza del termo-fusibile TF che, surriscaldandosi al di sopra del suo limite di normale funzionamento, si apre e disconnette la resistenza stessa dall’alimentazione.Il guasto in modo diodo di uno dei due triac TR1 e TR2 viene rilevato dall’unità CU mediante il circuito di feedback FB. L’unità CU può allora comandare l’apertura dell’interruttore DL; in caso di secondo guasto che impedisce tale apertura, l’unità CU può comandare l’accensione dei triac. La connessione in parallelo dei due triac assicura che il triac non guasto consente il passaggio al motore P sia delle semionde positive che negative della tensione di rete AC, determinando la costanza di alimentazione in corrente alternata al motore P, con ciò evitandone il surriscaldamento. Il fatto poi che la pompa risulti costantemente in moto à ̈ eventualmente rilevabile dall’utilizzatore della macchina, che potrà provvedere allo spegnimento della stessa. Nella suddetta condizione, in alternativa ad accendere i triac, l’unità CU potrebbe comandare la chiusura del relà ̈ RR in modo da disalimentare il motore P della pompa; la conseguente accensione della resistenza R avverrebbe comunque in sicurezza per la presenza del termo-fusibile TF che la protegge.
Da notare che, in quest’ultimo caso, l’attivazione della resistenza R come parte della procedura di sicurezza avviene comunque solo a seguito di un doppio guasto sugli altri componenti deputati alla sicurezza, ovvero uno dei triac TR1, TR2 e l’interruttore DL o la relativa circuiteria di pilotaggio.
In caso di un guasto in dispersione della resistenza R si può determinare la presenza della tensione L sul nodo tra la resistenza R ed il motore P: in tale condizione, la normativa prevede di considerare un secondo guasto concorrente. Qualora tale secondo guasto concorrente sia dovuto ad uno dei due triac TR1, TR2 che si guasta in modo diodo, la condizione di funzionamento che si viene così a determinare può essere rilevata dall’unità CU tramite il segnale del circuito di feedback FB. La presenza di due triac disposti in parallelo garantisce che se l’unità CU comanda l’accensione dei triac TR1 e TR2, si determina comunque la corretta alimentazione del motore P e la messa in sicurezza della macchina, prevenendo così il rischio di incendio della pompa. Il fatto poi che la pompa risulti costantemente in moto à ̈ eventualmente rilevabile dall’utilizzatore della macchina, che potrà provvedere allo spegnimento della stessa.
Un ulteriore caso rilevante di guasto in dispersione della resistenza R à ̈ quello in cui si determina la presenza della tensione L sul nodo tra la resistenza R ed il termofusibile TF. In tal caso la protezione dal rischio di incendio della resistenza R à ̈ assicurata adottando una circuiteria di pilotaggio del relà ̈ RR che sia immune al singolo guasto, ovvero che anche in presenza di un singolo guasto non determini la chiusura dell’interruttore RR. Una tale circuiteria, non rappresentata in quanto di realizzazione nota al tecnico del ramo, si ottiene disponendo almeno una coppia di dispositivi interruttori con pilotaggio indipendente (come esemplificato in figura 2 dal doppio tratteggio verso il relà ̈ RR), in serie alla bobina di pilotaggio del relà ̈, essendo il relà ̈ stesso del tipo normalmente aperto. Con una tale configurazione, un singolo guasto non può produrre l’attivazione del relà ̈ RR e la conseguente alimentazione della resistenza.
Come si vede, rispetto alla tecnica nota di cui alla figura 1, la disposizione di figura 2 consente di eliminare il relà ̈ deviatore DS, che viene sostituito da un più economico triac, ed il circuito di feedback FB2 della resistenza R, consentendo una ottimizzazione della circuiteria di controllo dei carichi ed un conseguente risparmio di costo. Si noti che, con la soluzione nota di figura 1, la presenza del relà ̈ deviatore DS determina l’impossibilità di avere contemporaneamente sotto tensione la circuiteria della resistenza R e quella del motore P e, conseguentemente, il monitoraggio dei relativi componenti TR e RR non può essere attivo contemporaneamente; nella soluzione secondo l’invenzione, à ̈ invece sufficiente il solo circuito di feedback FB, in grado di monitorare sia i triac TR1, TR2 che il relà ̈ RR.
In figura 3 à ̈ illustrata una seconda forma di attuazione dell’invenzione, che corrisponde in larga misura alla forma di attuazione di figura 2. Questa forma di attuazione à ̈ particolarmente indicata nel caso di impiego di resistenze di tipo protetto contro le dispersioni e non prevede l’impiego del secondo triac TR2 per il pilotaggio del motore P. Anche in questo caso il relà ̈ RR svolge, oltre alla funzione di controllo del carico rappresentato dalla resistenza R1, anche una funzione di sicurezza per il motore P. In tale attuazione non si presenta il rischio di guasto in dispersione della resistenza R1, essendo la stessa – come detto – protetta contro tale tipo di guasto.
In condizioni di corretto funzionamento della macchina la sua porta à ̈ bloccata, ovvero l’interruttore DL del dispositivo di blocco-porta à ̈ chiuso. Dall’analisi del segnale generato dal circuito di feedback FB, l’unità di controllo CU può effettuare la diagnostica del corretto funzionamento del circuito, in particolare del triac TR1. Se viene rilevata la condizione di guasto in modo diodo del triac TR1, si devono attuare le necessarie azioni di sicurezza, come precedentemente spiegato, onde evitare il danneggiamento ed il possibile incendio del motore P.
Anche in questa attuazione la procedura prevede che l’unità CU sblocchi la porta della macchina, comandando l’apertura dell’interruttore DL, così da interrompere il passaggio di corrente sul motore P. Nel caso di un contemporaneo guasto che impedisca l’apertura dell’interruttore DL, l’unità CU - che rileva tale guasto mediante il segnale di feedback FB - comanda allora la chiusura del relà ̈ RR della resistenza R1, disattivando indirettamente il motore P. Come in precedenza spiegato, l’accensione della resistenza R1 può allora causare il surriscaldamento della stessa, ed in tal caso interviene il fusibile TF, che determina la disconnessione della resistenza dalla rete di alimentazione, e di conseguenza anche la disconnessione del motore P, mantenendo in sicurezza la macchina.
Come si evince, l’attivazione della resistenza R1 come parte della procedura di sicurezza avviene solo a seguito di un doppio guasto sugli altri componenti deputati alla sicurezza, ovvero il triac TR1, l’interruttore DL e relative circuiterie di pilotaggio.
Naturalmente, fermo restando il principio del trovato, i particolari di costruzione e le forme di attuazione potranno ampiamente variare rispetto a quanto descritto ed illustrato a puro titolo di esempio, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione così come definita nelle rivendicazioni allegate.
L’invenzione à ̈ stata descritta con particolare riferimento ad una macchina lavabiancheria, ma i medesimi concetti sono applicabili anche ad una lavasciuga o anche ad una lavastoviglie, che tipicamente comprende una resistenza di riscaldamento del liquido di lavaggio ed una pompa di scarico, ovvero due carichi che - che in condizioni di corretto funzionamento della lavastoviglie - vengono resi attivi in momenti differenti. Analoga considerazione può essere fatta, ad esempio, con riferimento ad una macchina asciugabiancheria, provvista di una resistenza di riscaldamento dell’aria e di una pompa di scarico, quando tali carichi vengono resi efficaci in modo alternativo.
Più in generale, comunque, l’invenzione à ̈ applicabile a qualunque elettrodomestico contraddistinto dalla presenza di due carichi elettrici alimentabili in alternativa con corrente alternata, dei quali l’uno avente impedenza minore rispetto all’altro.
* * * * *
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Un elettrodomestico comprendente - una pluralità di carichi elettrici alimentabili con corrente alternata (AC), includenti un primo carico elettrico (R; R1) ed un secondo carico elettrico (P), il primo carico elettrico (R, R1) avendo impedenza minore rispetto al secondo carico elettrico (P); - un circuito di controllo che include - un’unità di controllo (CU), - primi mezzi interruttori (RR), pilotati dall’unità di controllo (CU) per controllare l’alimentazione elettrica in corrente alternata (AC) al primo carico elettrico (R; R1) in modo da renderne efficace il funzionamento, - secondi mezzi interruttori (TR1, TR2; TR1), pilotati dall’unità di controllo (CU) per controllare l’alimentazione elettrica in corrente alternata (AC) al secondo carico elettrico (P) in modo da renderne efficace il funzionamento; in cui l’unità di controllo (CU) à ̈ configurata per pilotare i primi ed i secondi mezzi interruttori in modo tale per cui il primo carico elettrico (R; R1) à ̈ reso efficace durante periodi di funzionamento dell’elettrodomestico differenti da quelli in cui à ̈ reso efficace il secondo carico elettrico (P); caratterizzato dal fatto che - il secondo carico elettrico (P) ed i primi mezzi interruttori (RR) sono collegati in serie al primo carico elettrico (R; R’), - i secondi mezzi interruttori (TR1, TR2; TR1) sono collegati in serie al secondo carico elettrico (P), e - i primi mezzi interruttori (RR) sono collegati in parallelo alla serie del secondo carico elettrico (P) e dei secondi mezzi interruttori (TR1, TR2; TR1).
- 2. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 1, in cui il primo carico elettrico à ̈ un elemento di riscaldamento (R; R1) ed il secondo carico elettrico à ̈ un motore (P).
- 3. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 1 o la rivendicazione 2, in cui i secondi mezzi interruttori (TR1, TR2; TR1) comprendono un primo triac (TR1).
- 4. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 3, in cui i secondi mezzi interruttori (TR1, TR2) comprendono un secondo triac (TR2), in parallelo al primo triac (TR1), il primo ed il secondo triac (TR1, TR2) essendo pilotati in comune dall’unità di controllo (CU).
- 5. L’elettrodomestico la rivendicazione 3 o la rivendicazione 4, in cui i primi mezzi interruttori comprendono un relà ̈ elettromeccanico (RR).
- 6. L’elettrodomestico secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il circuito di controllo comprende inoltre terzi mezzi interruttori (DL), pilotati dall’unità di controllo (CU) e collegati in serie al primo carico elettrico (R; R1).
- 7. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 6, in cui i terzi mezzi interruttori (DL) sono parte di un dispositivo blocco-porta dell’elettrodomestico.
- 8. L’elettrodomestico secondo le rivendicazioni 3 e 5, in cui il circuito di controllo comprende inoltre un circuito di feedback (FB) atto a rilevare uno stato di guasto in modo diodo del primo triac (TR1) ed atto a rilevare uno stato di guasto in chiusura di detto relà ̈ elettromeccanico (RR).
- 9. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 3, in cui l’elemento di riscaldamento à ̈ un elemento di riscaldamento (R1) protetto contro dispersioni.
- 10. L’elettrodomestico secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che à ̈ una macchina di lavaggio, quale una lavabiancheria o una lavastoviglie, che l’elemento di riscaldamento à ̈ una resistenza di riscaldamento (R; R1) di un liquido di lavaggio e che il motore à ̈ il motore di una pompa di scarico (P) del liquido di lavaggio.
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Patent Citations (2)
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