ITTO20100886A1 - Dispositivo di illuminazione a led di un velivolo, in particolare per operazioni di atterraggio, decollo, rullaggio, e ricerca, e velivolo comprendente il dispositivo di illuminazione a led - Google Patents

Dispositivo di illuminazione a led di un velivolo, in particolare per operazioni di atterraggio, decollo, rullaggio, e ricerca, e velivolo comprendente il dispositivo di illuminazione a led Download PDF

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ITTO20100886A1
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light
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Paola Davide La
Paolo Vanni
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  • Circuit Arrangement For Electric Light Sources In General (AREA)

Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE A LED DI UN VELIVOLO, IN PARTICOLARE PER OPERAZIONI DI ATTERRAGGIO, DECOLLO, RULLAGGIO, E RICERCA, E VELIVOLO COMPRENDENTE IL DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE A LEDâ€
La presente invenzione à ̈ relativa ad un dispositivo di illuminazione a led di un velivolo, in particolare per manovre di atterraggio e/o decollo e/o rullaggio e/o ricerca e ad un velivolo comprendente tale dispositivo. In particolare, l'invenzione si riferisce ad un modulo ad emissione di luce per un velivolo, ad un sistema di illuminazione per velivoli comprendente tale modulo e ad un velivolo comprendente tale sistema.
Come noto, velivoli (ad esempio aeroplani, elicotteri, ecc.) abilitati per operazioni notturne montano obbligatoriamente una pluralità di sistemi di illuminazione, necessari durante le fasi di decollo e atterraggio (note come “landing lights†), spostamenti sulla pista e rullaggio (note come “taxi lights†) e operazioni di ricerca (“search lights†). Tali luci possono inoltre avere funzioni di segnalazione per altri velivoli, per la torre di controllo, ecc.
I sistemi di illuminazione utilizzati per operazioni di landing sono di cruciale importanza in quanto assolvono la funzione di illuminare la pista di decollo e atterraggio durante le fasi di decollo e atterraggio, in modo che i piloti possano valutare ad occhio le condizioni della pista. Inoltre, in alcuni casi, le stesse luci possono essere utilizzate dagli operatori della torre di controllo (ed eventualmente da piloti di altri velivoli) per identificare a vista la presenza e/o la direzione di volo del velivolo provvisto di tali sistemi di illuminazione.
Le luci di taxi sono invece utilizzate quando il velivolo à ̈ in movimento a terra, e hanno la funzione di migliorare la visibilità dei piloti, soprattutto in aeroporti scarsamente illuminati. Le stesse luci di taxi vengono comunque mantenute accese, insieme con le luci di landing, durante le fasi di decollo e atterraggio per migliorare ulteriormente la visibilità della pista.
I sistemi di illuminazione di landing, taxi e search devono essere configurati in modo da fornire un’illuminazione a grande distanza (centinaia di metri), e pertanto devono generare un fascio luminosa di intensità molto elevata. Standard avionici, come ad esempio MIL-L-006730, MIL-L-6503, e SAE ARP 693, richiedono, per i sistemi di illuminazione di landing, un valore di intensità luminosa di picco superiore a circa 300000 cd, con una ampiezza di fascio (“beam spread†, definita come l’angolo per il quale l’intensità luminosa diminuisce al 10% rispetto all’intensità di picco) di circa 10°. Gli stessi standard avionici summenzionati richiedono un’intensità luminosa di picco per le luci di taxi superiore a circa 50000 cd, con una ampiezza del fascio di circa 40° sul piano orizzontale e 10° sul piano verticale. Per soddisfare le prestazioni richieste, sistemi di illuminazione di tipo noto comprendono una singola lampada ad incandescenza, alogena, o di tipo ad alta intensità di scarica (HID – “High Intensity Discharge†) disposta lungo l'asse centrale di un riflettore cilindrico o semisferico, o generalmente parabolico. Tale configurazione à ̈ resa necessaria dal fatto che sorgenti luminose ad incandescenza, alogene, e HID emettono un fascio luminoso con un angolo solido di circa 4p; il riflettore ha per tale motivo generalmente la forma di un paraboloide di rotazione, e di conseguenza, il sistema di illuminazione, nel suo complesso, assume forma cilindrica con diametro superiore a 10 cm.
Luci comprendenti lampade ad incandescenza, alogene, e HID hanno lo svantaggio di avere una scarsa affidabilità (durano poche migliaia di ore), ridotta inoltre dal forte stress e sollecitazioni ambientali a cui sono sottoposte durante la loro vita operativa. Per ragioni di sicurezza, quindi, molti velivoli montano una pluralità di sistemi di illuminazione di riserva, che causano un incremento del peso del velivolo stesso, nonché del costo di produzione e manutenzione. Oltre alla scarsa affidabilità, anche il consumo di lampade ad incandescenza o alogene à ̈ non trascurabile (diverse centinaia di Watt).
Dato che la posizione ideale di tali luci à ̈ tipicamente sotto il muso dell’aereo, la loro forma e dimensione creano attrito con l’aria, durante il volo. Per questo motivo, le luci sono spesso dotate di un sistema meccanico di estrazione luci, che aumenta il costo della luce e quello di manutenzione.
Scopo della presente invenzione à ̈ fornire un dispositivo di illuminazione di un velivolo, in particolare per manovre di atterraggio e/o decollo e/o rullaggio e/o ricerca, e un velivolo comprendente tale dispositivo in grado di superare gli inconvenienti dell’arte note. Ancora più in particolare, scopo della presente invenzione à ̈ anche quello di fornire un modulo ad emissione di luce per un velivolo, un sistema di illuminazione per un velivolo comprendente tale modulo e un velivolo comprendente tale sistema in grado di minimizzare contemporaneamente i consumi di energia, il fattore di guasto (“failure rate†), lo spazio occupato e il peso, e allo stesso tempo soddisfare i requisiti di intensità luminosa e ampiezza di fascio richiesti dagli standard avionici MIL-L-006730, MIL-L-6503, e SAE ARP 693.
Secondo la presente invenzione vengono realizzati un modulo di emissione di luce per un velivolo, un sistema di illuminazione per un velivolo comprendente tale modulo e un velivolo comprendente tale sistema come definiti nelle rivendicazioni 1, 10 e 15, rispettivamente.
Per una migliore comprensione della presente invenzione viene ora descritta una forma di realizzazione preferita, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la figura 1a mostra una vista prospettica di un modulo ad emissione luminosa secondo una forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 1b mostra una vista laterale del modulo ad emissione luminosa di figura 1a, ;
- la figura 2 mostra prestazioni del modulo di figura 1a e figura 1b in termini di intensità luminosa angolare lungo i piani XY (curva a linea piena) e XZ (curva a linea tratteggiata);
- le figure 3a-3d mostrano in vista prospettica rispettivi moduli ad emissione luminosa provvisti di riflettori parabolici o semiparabolici aventi dimensioni di apertura, corda e curvatura diversi tra loro, per un confronto;
- la figura 4 mostra una tabella in cui sono riportati i valori di intensità di picco, ampiezza del fascio luminoso emesso, ed efficienza per ciascuna delle forme di realizzazione delle figure 3a-3d e con LED aventi emissione lambertiana, per un confronto;
- la figura 5 mostra una tabella in cui sono riportati i valori di intensità di picco, ampiezza del fascio luminoso emesso, ed efficienza per ciascuna delle forme di realizzazione delle figure 3a-3d e con LED aventi emissione non lambertiana e con protezione emisferica, per un confronto;
- le figure 6a-6c mostrano, in vista prospettica, rispettivi moduli ad emissione luminosa aventi riflettori confocali differenti, per un confronto;
- le figure 7a-7c mostrano curve di variazione di intensità luminosa dei moduli, rispettivamente, delle figure 6a-6c, per LED aventi emissione lambertiana e per rispettive dimensioni della piastrina LED;
- le figure 8a-8c mostrano curve di variazione di intensità luminosa dei moduli, rispettivamente, delle figure 6a-6c, per LED aventi emissione non lambertiana e con protezione emisferica, per rispettive dimensioni della piastrina LED;
- la figura 9 mostra una vista prospettica di un sistema di illuminazione comprendente una pluralità di moduli ad emissione luminosa secondo una forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 10 mostra curve di intensità angolare lungo i piani XY e XZ ottenute da simulazioni ottiche del sistema di figura 9;
- la figura 11 mostra una vista prospettica di un sistema di illuminazione comprendente una pluralità di moduli ad emissione luminosa secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 12 mostra curve di intensità angolare lungo i piani XY e XZ ottenute da simulazioni ottiche del sistema di figura 11; e
- la figura 13 mostra un velivolo comprendente una pluralità di moduli ad emissione luminosa secondo le figure 3a-3d, 6a-6c, e/o sistemi di illuminazione secondo le figure 9, 11.
Le figure 1a e 1b mostrano un modulo ad emissione luminosa secondo una forma di realizzazione non limitativa della presente invenzione. Il modulo ad emissione luminosa delle figure 1a e 1b utilizza una sorgente di luce a LED (diodo ad emissione luminosa - “light emitting diode†). La richiedente ha verificato che sorgenti LED sono particolarmente vantaggiose per l'uso in luci di landing, taxi o search per velivoli in quanto consentono di ridurre sensibilmente il consumo di energia (di circa 1/3 rispetto a lampade a incandescenza o alogene) e possiedono un tasso di guastabilità basso (decine di volte inferiore rispetto a quello di lampade a incandescenza o alogene). Inoltre, sorgenti LED emettono un fascio luminoso con un angolo solido inferiore a 2p, mentre altre sorgenti luminose (lampade ad incandescenza o alogene o HID) emettono un fascio luminoso con un angolo solido di circa 4p. È dunque possibile realizzare riflettori e lampade aventi forma non cilindrica, ottimizzando il volume occupato, ed in modo da diminuire l’impatto aerodinamico. Così, non à ̈ necessario che il sistema di illuminazione sia retrattile al solo fine di ridurre l’impatto aerodinamico. Per ridurre i costi di fabbricazione, tali luci possono essere mantenute in posizione fissa o semifissa esternamente all’aeromobile stesso, con ridotto impatto aerodinamico. Anche i pesi sono ridotti, in quanto non si necessità di un motore atto a movimentare il sistema di illuminazione.
Nel documento US 6,945,672 viene proposto un sistema di illuminazione comprendente un LED poggiato su una superficie riflettente planare e in cui, attorno a tale sorgente, à ̈ disposto un riflettore curvo avente forma concava semiparabilica. L’invenzione si riferisce ad un faro frontale a basso profilo per autoveicoli. Simili sistemi di illuminazione sono proposti nei documenti US 7,513,642 e EP 1 596 125, che descrivono una luce frontale per autoveicoli e si differenziano dal precedente documento US 6,945,672 per il fatto che propongono un sistema per collimare la luce maggiormente elaborato.
Tali lampade sono esplicitamente realizzate per essere utilizzate come fari di autoveicoli o, in generale, per veicoli ad uso stradale. Fari di questo tipo devono garantire un'emissione luminosa avente intensità di circa 30000 cd lungo l'asse di emissione del fascio luminoso. In ogni caso, l’intensità luminosa generata deve essere tale da non infastidire altri guidatori e non creare un pericolo. A tal fine à ̈ necessario utilizzare sorgenti LED in grado di fornire un flusso luminoso di alcune centinaia di lumen. Lampade o sistemi di illuminazione per l'uso avionico devono invece garantire una intensità luminosa minima emessa (e quindi un flusso luminoso generato dalla sorgente LED) di circa un ordine di grandezza superiore (intensità luminosa superiore a 300000 cd). Ciò significa che, se si volesse adattare una lampada di tipo noto, utilizzata per autoveicoli all'uso su velivoli, sarebbe necessario incrementare di un ordine di grandezza la dimensione di tali lampade e di conseguenza il loro peso. Risulta evidente che tale soluzione à ̈ impraticabile e non competitiva.
Le figure 1a e 1b mostrano, rispettivamente in vista prospettica e laterale, un modulo ad emissione di luce 1 comprendente una scheda di supporto 2, ad esempio una scheda a circuito integrato (PCB – “printed circuit board†), disposta parallelo ad un piano orizzontale XY; un diodo LED 4, disposto sulla scheda di supporto 2; ed un riflettore 6 provvisto di una superficie interna 6a riflettente, affacciata al diodo LED 4, di forma concava.
Il diodo LED 4 emette un radiazione luminosa 8, schematizzata in figura con una pluralità di frecce, che incide su un piano di irradiazione 5, parallelo al piano orizzontale XY, con un angolo solido definito dall’angolo di emissione del diodo LED 4. Il riflettore 6 ha una forma “a fetta†di semiparaboloide ed à ̈ disposto affacciato al diodo LED 4 ed in modo tale da ricevere la radiazione luminosa 8 tramite la sua superficie interna 6a e riflettere la radiazione luminosa 8 in modo sostanzialmente parallelo al piano orizzontale XY, generando una radiazione luminosa riflessa 10. La radiazione luminosa riflessa 10 à ̈ quindi fornita in uscita dal modulo ad emissione di luce 1 in modo collimato, sostanzialmente perpendicolare ad un piano di emissione 11 ortogonale al piano orizzontale XY. Più in dettaglio, la superficie interna 6a del riflettore 6 ha una forma semiparabolica ottenuta sezionando un semiparaboloide lungo un primo e un secondo piano di taglio 13, 15 paralleli fra loro e perpendicolari al piano orizzontale XY. Il primo e il secondo piano di taglio 13, 15 sono inoltre paralleli ad un asse 12 passante per il diodo LED 4. L’asse 12 à ̈ l’asse lungo cui si ha la massima intensità di flusso emesso dal diodo LED 4. La superficie interna 6a comprende una porzione di base curva 6’ giacente sostanzialmente sul piano orizzontale XY su cui giace la scheda di supporto 2, una porzione di bordo superiore curva 6’’ a distanza dalla porzione di base 6’, e due porzioni laterali curve 6’’’ colleganti gli estremi della porzione di base 6’ con i rispettivi estremi della porzione di bordo superiore 6’’.
La porzione di base 6’, di tipo curvo, giace su una parabola 9 (mostrata in linea tratteggiata) avente apertura d e curvatura c. Gli estremi della porzione di base 6’ delimitano una corda (“chord†) w della parabola 9. La corda w definisce la larghezza della superficie interna 6a del riflettore 6 del modulo ad emissione luminosa 1.
Il riflettore 6 à ̈ inoltre delimitato sui suoi lati esterni da regioni laterali 6b (solo una regione laterale 6b à ̈ visibile in figura 1) in modo tale che la larghezza w totale della superficie interna 6a sia minore del diametro d.
Il riflettore 6 à ̈ configurato in modo tale da ricevere solo una porzione della radiazione luminosa totale emessa dal diodo LED 4 ed in particolare la radiazione luminosa 8 avente intensità massima. Tale radiazione luminosa 8 à ̈ quella emessa in direzione sostanzialmente perpendicolare al piano orizzontale XY su cui giace la scheda di supporto 2 (direzione definita dall'asse 12 passante per il diodo LED 4 e, secondo la forma di realizzazione delle figure 1a e 1b, ortogonale al piano orizzontale XY. Le variabili geometriche del modulo ad emissione luminosa 1 sono dunque la corda w, l’apertura d, e la curvatura c. Le variabili w e d assumono, preferibilmente e secondo necessità, valori compresi tra pochi millimetri ad alcune decine di millimetri; la variabile c assumere invece preferibilmente valori compresi tra 0.01 mm<-1>e 0.1 mm<-1>. Tuttavia, risulta evidente che, se l’applicazione specifica lo richiede, le variabili w, d, e c possono assumere valori inferiori o superiori all’intervallo specificato. Questi valori sono tuttavia rappresentativi di intervalli e di una geometria complessiva che la richiedente ha individuato come particolarmente adatta per un modulo di illuminazione a LED di base, che possono essere tra loro comporre composti (ad esempio affiancandoli) per realizzare luci per atterraggio, rullaggio, e ricerca per velivoli, minimizzando volume e peso.
In una forma di realizzazione preferita, tali variabili assumono valori w=40 mm, d=100 mm, e c=0.04 mm<-1>. Secondo questa forma di realizzazione del modulo di illuminazione 1, i valori di corda w e apertura d sono scelti in modo tale da poter combinare tra loro una pluralità di moduli ad emissione luminosa del tipo mostrato in figura 1 disponendoli affiancati, ad esempio con le rispettive schede di supporto 2 affacciate tra loro, ed ottenere un sistema di illuminazione modulare che possa comunque essere alloggiato in un volume cilindrico avente un diametro di base pari a 10 cm (si vedano ad esempio le figure 9 e 11). Il sistema di illuminazione modulare così ottenuto può essere montato su velivoli preesistenti in sostituzione di luci di landing, taxi o search di tipo noto (generalmente, come detto, aventi forma cilindrica con diametro pari a 10 cm) senza necessità di apportare modifiche strutturali al velivolo.
Il diodo LED 4, essendo l’unica sorgente di luce del modulo ad emissione luminosa 1, deve emettere un flusso luminoso pari ad alcune migliaia di lumen affinché il modulo ad emissione luminosa 1 sia conforme agli standard avionici. Sono disponibili in commercio sorgenti LED configurate per fornire un flusso luminoso pari ad almeno 1000 lumen. Tale caratteristica à ̈ dipendente dalla dimensione della piastrina LED (“LED chip size†) che, per sorgenti LED ad alta potenza, va da 1x1 mm<2>a 3x3 mm<2>.
L'emissione di una sorgente LED può essere considerata, in prima approssimazione, di tipo lambertiano (“lambertian†) su circa 1/2 angolo solido. Tuttavia, sorgenti LED comunemente disponibili in commercio sono solitamente protette per mezzo di una protezione (“cap†) trasparente di forma emisferica. Tale protezione modella la radiazione luminosa emessa dalla sorgente LED limitandone l'emissione attorno ad un angolo solido avente sezione planare di circa 120°. La radiazione luminosa perde dunque la caratteristica lambertiana. Il processo di ottimizzazione descritto qui a seguito à ̈ stato eseguito tramite simulazioni ottiche considerando dimensioni dei chip che vanno da 1x1 mm<2>a 3x3 mm<2>e emissione del led lambertiana oppure modificata dalla presenza di una protezione emisferica di vetro. Analizzando questi casi estremi, possiamo considerare i risultati rappresentativi per la maggior parte di led di alta potenza disponibili in commercio. Nelle simulazioni ottiche, il diodo LED 4 emette un flusso luminoso di 1700 lm. Questo valore à ̈ naturalmente esemplificativo, ma rappresentativo di un LED di alta potenza per un consumo di 20-25W.
La figura 2 mostra le prestazioni del modulo di figura 1a e 1b in termini di intensità luminosa angolare lungo i piani XY (curva a linea piena) e XZ (curva a linea tratteggiata). Le prestazioni mostrate in figura 5 indicano una intensità di picco maggiore di 80000 cd e ampiezza del fascio maggiore di 14 gradi (piano XY) e di 10° (piano XZ). Tali prestazioni sono state ottenute tramite simulazioni ottiche (considerando un LED avente dimensione della piastrina pari a 3x3 mm<2>, protezione emisferica, e flusso luminoso di 1700 lumen. Questi risultati sono stati confermati da misure eseguite su un prototipo di tale modulo.
Le figure 3a-3d mostrano rispettive forme di realizzazione di moduli di illuminazione per diversi valori di apertura d e corda w. I valori di apertura d e corda w nelle quattro situazioni delle figure 3a-3d sono riportati nelle tabelle mostrate nelle figure 4 (diodo a emissione lambertiana) e 5 (diodo a emissione non lambertiana), e in particolare: la figura 3a mostra un modulo di illuminazione avente apertura d=70mm e corda w=40mm; la figura 3b mostra un modulo di illuminazione avente apertura d=100mm e corda w=40mm; la figura 3c mostra un modulo di illuminazione avente apertura d=70mm e corda w=70mm; e la figura 3d mostra un modulo di illuminazione avente apertura d=100mm e corda w=100mm.
Il confronto tra le quattro forme di realizzazione delle figure 3a-3d mostrato nelle tabelle di figura 4 e figura 5 à ̈ stato eseguito in termini di intensità di picco (cd), ampiezza (gradi) del fascio luminoso (metà angolo per il quale l’intensità risulta il 10% di quella di picco), e efficienza (percentuale dei lumen usati entro l’angolo utile). I risultati relativi alle quattro situazioni sono riportati in tabella di figura 4 nel caso di diodo LED 4 avente emissione lambertiana, e in tabella di figura 5 nel caso di diodo LED 4 avente protezione emisferica trasparente e dunque emissione non lambertiana. Si noti che la forma di realizzazione di figura 3b corrisponde alla forma di realizzazione preferita già descritta precedentemente con riferimento alle figure 1a e 1b, ed à ̈ qui riportata per un più agevole confronto con le altre forme di realizzazione.
Utilizzando un diodo LED 4 con emissione lambertiana, la richiedente ha verificato che, nella situazione di figura 3b, si ottiene un valore di efficienza pari al 71%, un valore di intensità di picco pari a circa 89600 cd ed un valore di larghezza di fascio pari a 6°. Utilizzando invece un diodo LED 4 provvisto della protezione emisferica trasparente, la richiedente ha verificato che, sempre nella situazione di figura 3b, si ottiene un valore di efficienza pari al 93%, un valore di intensità di picco pari a circa 82733 cd ed un valore di larghezza di fascio pari a 7°. I valori della riportati nelle tabelle di figura 4 e 5 mostrano che il modulo di illuminazione di figura 3b risulta un compromesso particolarmente vantaggioso se confrontata con i valori di efficienza, intensità di picco e larghezza di fascio ottenuti per le forme di realizzazione delle figure 3a, 3c, e 3d, in quanto la forma di realizzazione di figura 3b ha allo stesso tempo un ridotto ingombro/peso e performance ottiche di buon livello. Particolarmente nel caso di diodo LED 4 con protezione emisferica, cioà ̈ il caso più comune tra i diodi LED in commercio, la soluzione di figura 3b ha una intensità di picco ed efficienza solo leggermente inferiore rispetto alla situazione di figura 3d, ma ingombro/peso di circa 1/3. Importante ruolo viene giocato dall’apertura d del riflettore 6, che dovrebbe essere massimizzata, compatibilmente con gli spazi disponibili.
Nell’analisi seguente, viene presa in considerazione la soluzione di figura 3b (d=100 mm, w=40 mm), al variare del valore di curvatura c.
Viene fissato il LED 4 in posizione focale del riflettore 6, e vengono messe a confronto geometrie relative a curvature c nell’intervallo compreso tra 0.06 mm<-1>e 0.02 mm<-1>, cioà ̈ i casi di interesse pratico. Le figure 6a-6c mostrano rispettivi moduli di illuminazione con diversi valori di curvatura, in particolare curvatura c=0.06 mm<-1>(primo caso limite, figura 6a), curvatura c=0.04 mm<-1>(caso intermedio, figura 6b), e curvatura c=0.02 mm<-1>(secondo caso limite, figura 6c).
Per mezzo di simulazioni ottiche la richiedente ha osservato l’andamento dell’intensità di picco in funzione della curvatura c del riflettore 6 per le forme di realizzazione delle figure 6a-6c. Tale andamento à ̈ stato osservato nel caso di un LED 4 con emissione lambertiana (figure 7a-7c) e con protezione emisferica (figure 8a-8c).
I grafici delle figure 7a e 8a sono relativi una dimensione della piastrina LED di 1x1 mm<2>; i grafici delle figure 7b e 8b sono relativi una dimensione della piastrina LED di 2x2 mm<2>; e i grafici delle figure 7c e 8c sono relativi una dimensione della piastrina LED di 3x3 mm<2>. I valori di dimensione della piastrina LED scelti sono rappresentativi della maggior parte di LED di alta potenza disponibili in commercio.
Dai grafici delle figure 7a-7c e 8a-8c (in cui la linea piena rappresenta i risultati delle simulazioni, e la linea tratteggiata à ̈ un “fit†di tali risultati), si nota che nei tre casi analizzati l’intensità di picco ha un massimo in corrispondenza di valori di curvatura c compresi tra 0.03 mm<-1>e 0.055 mm<-1>. In particolar modo, il massimo si può approssimare al valore di curvatura c=0.04 mm<-1>.
In conclusione, si può affermare che, considerando il valore di apertura d in un intervallo di 70-100 mm e il valore di corda w in un intervallo di 40-100 mm, il valore di curvatura c preferito à ̈ costante e pari a 0.04 mm<-1>.
A partire da moduli di illuminazione 1, ad esempio del tipo mostrato nelle figure 1a, 1b, e 3b, e descritto con riferimento a tali figure, Ã ̈ possibile realizzare un dispositivo di illuminazione per velivoli.
La figura 9 mostra, in vista prospettica, un sistema di illuminazione 100, in particolare configurato per essere usato come luce di landing di un velivolo. Il sistema di illuminazione 100 comprende un primo settore 102 ed un secondo settore 104, separati da una tavola di sostegno 101. Nel primo settore 102 sono alloggiati, due moduli ad emissione luminosa 1, mentre nel secondo settore 104 sono alloggiati altri due moduli ad emissione luminosa 1, analoghi ai moduli ad emissione luminosa 1 alloggiati nel primo settore 102.
In particolare, il sistema di illuminazione 100 comprende moduli ad emissione luminosa 1 provvisti di piastrina LED avente dimensione di 3x3 mm<2>, protezione emisferica, e flusso luminoso di 1700 lumen.
I moduli ad emissione luminosa 1 del primo e del secondo settore 102, 104 sono rispettivamente affacciati e solidali, tramite le rispettive schede di supporto 2, a facce opposte della tavola di sostegno 101. Tutti i moduli ad emissione luminosa 1 del sistema di illuminazione 100 sono orientati nello stesso verso in modo che, in uso, la radiazione luminosa riflessa 10 da uno qualsiasi dei moduli ad emissione luminosa 1 sia sostanzialmente parallela alla radiazione luminosa riflessa 10 da ciascuno degli altri moduli ad emissione luminosa 1.
Tale configurazione consente di ottenere un sistema di illuminazione 100 avente peso e dimensioni notevolmente minimizzati.
Inoltre, poiché ciascun modulo ad emissione luminosa 1 genera una radiazione luminosa riflessa 10 avente intensità di picco superiore a 80000 cd (sia nel caso di emissione lambertiana che non lambertiana), il sistema di illuminazione 100 soddisfa il requisito richiesto dagli standard avionici MIL-L-006730 e SAE ARP 693 (richiedenti una intensità di picco minima pari a 300000 cd). Questi risultati sono stati ottenuti tramite simulazione ottica del sistema di figura 9.
La figura 10 mostra curve di intensità luminosa angolare nel piano XY e XZ (curva a linea piena e tratteggiata, rispettivamente). Inoltre, dalla figura 9 si evince che il sistema di illuminazione 100 soddisfa anche le richieste, degli stessi standard avionici summenzionati, relative all’ampiezza del fascio emesso pari almeno a 14° sul piano orizzontale XY e almeno 10° sul piano verticale YZ (intensità al 10% del valore di picco).
Nella simulazione ottica considerata, ciascun modulo ad emissione luminosa 1 appartenente al sistema di illuminazione 100 comprende un diodo LED 4 di tipo ad alta potenza e ad emissione di luce bianca, avente un’area emettitrice di 9 mm<2>. Ciascun LED 4 emette un flusso luminoso di 1700 lumen ed à ̈ controllato da una corrente pari a 7 A. Tali prestazioni si ottengono usando LED di alta potenza reperibili in commercio. Poiché la potenza totale consumata à ̈ pari a circa 95 W, à ̈ conveniente dotare il sistema di illuminazione 100 di un dissipatore di calore (non mostrato).
La figura 11 mostra, in vista prospettica, un sistema di illuminazione 200, in particolare atto ad essere usato come luce di taxi di un velivolo, comprendente quattro moduli ad emissione luminosa secondo la presente invenzione, ad esempio moduli ad emissione luminosa 1 del tipo mostrato in figura 1a, 1b, e 2b, e descritti con riferimento a tali figure. Analogamente a quanto descritto con riferimento alla figura 9, anche secondo la forma di realizzazione di figura 11 i moduli ad emissione luminosa 1 sono disposti a due a due in un rispettivo primo e secondo settore 202, 204 e sono orientati nello stesso verso di emissione. Ciascun modulo ad emissione luminosa 1 del sistema di illuminazione di figura 10 à ̈ provvisto di un riflettore 6 avente superficie interna 6a “a fetta†semiparabolica e definita da una parabola avente un valore di curvatura pari a 0.055 mm<-1>e costante conica orizzontale pari a 0.9. Tali valori sono stati scelti in modo da ottenere una radiazione luminosa riflessa avente ampiezza di fascio maggiore, sul piano orizzontale XY, rispetto all’ampiezza di fascio ottenuta tramite il sistema di illuminazione 100 di figura 9. Per limitare l’ingombro dei moduli assemblati, in questo caso l’apertura d del riflettore à ̈ scelta di 70 mm. Inoltre, per allargare ulteriormente l’ampiezza di fascio della radiazione luminosa emessa 10, i moduli ad emissione luminosa 1 appartenenti al primo settore 202 sono localizzati tra loro affiancati ma disposti alternativamente su piani inclinati l’uno rispetto all’altro. Ad esempio, il modulo ad emissione luminosa 1 localizzato a destra nel primo settore 202 à ̈ disposto in modo che la propria scheda di supporto 2 sia parallela al piano orizzontale XY, mentre il modulo ad emissione luminosa 1 localizzato a sinistra nel primo settore 202 à ̈ disposto in modo che la propria scheda di supporto 2 sia inclinata rispetto al piano orizzontale XY, in particolare inclinata di un angolo α di 16.5 gradi nel verso positivo dell’asse Z. I moduli ad emissione luminosa 1 appartenenti al secondo settore 204 sono disposti in modo analogo a quanto descritto per i moduli ad emissione luminosa 1 appartenenti al primo settore 202, ma in questo caso il modulo ad emissione luminosa 1 localizzato a sinistra nel secondo settore 204 à ̈ disposto con la propria scheda di supporto 2 parallela al piano orizzontale XY, mentre il modulo ad emissione luminosa 1, localizzato a sinistra nel secondo settore 204, à ̈ disposto con la propria scheda di supporto 2 inclinata rispetto al piano orizzontale XY di un angolo β, di valore pari al valore scelto per l’angolo α, ma nel verso negativo dell’asse Z.
I diodi LED 4 utilizzati hanno le stesse caratteristiche dei diodi LED utilizzati nel sistema di illuminazione 100 di figura 9.
Tale disposizione reciproca dei moduli ad emissione luminosa 1 può essere, ad esempio, implementata realizzando una tavola di sostegno 206 giacente su un piano parallelo al piano orizzontale XY e provvista di opportuni elementi spaziatori 208 e 209, ad esempio cuneiformi, atti a sostenere i moduli ad emissione luminosa 1 in posizione inclinata, rispetto a un piano orizzontale XY su cui giace la tavola di sostegno 206, di rispettivi angoli α e β. La tavola di sostegno 206 può inoltre comprendere uno o più dissipatori di calore (non mostrati), atti a dissipare il calore generato da ciascun modulo ad emissione luminosa 1.
La forma di realizzazione del sistema di illuminazione 200 di figura 11 consente di generare una radiazione luminosa riflessa totale del sistema di illuminazione 200 avente ampiezza di fascio maggiore di quella fornita dal sistema di illuminazione 100 ed in particolare atta ad applicazioni di tipo taxi.
La figura 12 mostra l’intensità luminosa angolare ottenuta da simulazione ottica del sistema di illuminazione 200 (la curva a linea piena si riferisce al piano XY, mentre quella a linea tratteggiata si riferisce al piano XZ). Dalla figura 12 si evince che la forma di realizzazione di figura 11 permette di avere una intensità di picco superiore a 50000 cd ed una ampiezza angolare superiore a 40° nel piano XZ e superiore a 10° sul piano XY, e quindi soddisfare i requisiti previsti da standard avionici per luci tipo taxi.
Risulta evidente che i sistemi di illuminazione 100 e 200 possono comprendere più o meno di quattro moduli ad emissione luminosa 1, a seconda delle prestazioni richieste dall’applicazione specifica. Inoltre i moduli ad emissione luminosa utilizzati possono essere diversi dai moduli ad emissione luminosa 1 delle figure 1a, 1b e 3b. Ad esempio sono utilizzabili i moduli descritti con riferimento alle figure 3a, 3c, 3d, e 6a-6c.
Alternativamente alla forma di realizzazione di figura 10, un sistema di illuminazione per applicazioni di tipo taxi può essere realizzato a partire dalla forma di realizzazione del sistema di illuminazione 100 di figura 9 fornendo ciascun modulo ad emissione luminosa 1 di una lente (non mostrata) disposta parallela al piano di emissione 11 e configurata per agire come elemento ottico di rifrazione per modellare la radiazione luminosa riflessa 10 da ciascun modulo ad emissione luminosa 1 in modo tale che la radiazione luminosa emessa 10 abbia la larghezza di fascio sul piano orizzontale XY richiesta per un utilizzo di tipo luce taxi.
Un sistema di illuminazione per applicazioni di tipo search può essere realizzato in modo analogo a quanto descritto per il sistema di illuminazione 100 di figura 9 (ottenendo così una luce search ad elevata intensità e ridotta apertura angolare) oppure, nel caso in cui non sia richiesto un fascio altamente collimato, à ̈ possibile utilizzare diodi LED di dimensioni e consumi inferiori, ad esempio diodi LED aventi dimensione della piastrina LED di 4 mm<2>.
La figura 13 mostra, in vista dall’alto, un velivolo 250, in particolare un aeromobile per uso civile, provvisto di una pluralità di sistemi di illuminazione 310-318. Forme di realizzazione alternative (non mostrate in figura) possono prevedere l’utilizzo di un singolo sistema di illuminazione.
Ciascuno dei sistemi di illuminazione 310-318 Ã ̈ scelto, secondo una forma di realizzazione della presente invenzione, tra il sistema di illuminazione 100 e il sistema di illuminazione 200, descritti con riferimento alla figura 9 e alla figura 11, rispettivamente.
Risulta evidente che, secondo ulteriori forme di realizzazione della presente invenzione, uno o più tra i sistemi di illuminazione 310-318 del velivolo 250 possono comprendere un singolo modulo ad emissione luminosa secondo la presente invenzione (in particolare uno tra i moduli ad emissione luminosa delle figure 3a-3d e 6a-6c).
Inoltre, secondo ulteriori forme di realizzazione della presente invenzione, uno o più tra i sistemi di illuminazione 310-318 del velivolo 250 possono comprendere una pluralità di moduli ad emissione luminosa disposti affiancati l’uno all’altro secondo configurazioni diverse da quanto mostrato nelle figure 9 e 11.
Il velivolo 250 comprende, secondo la forma di realizzazione di figura 13, un primo e un secondo sistema di illuminazione 310, 311 disposti in prossimità del muso 251 del velivolo 250. Il primo e il secondo sistema di illuminazione 310, 311 generano, in uso, un rispettivo fascio luminoso 410, 411 in direzione almeno parzialmente frontale (asse F di figura 13), e hanno la funzione di luci di atterraggio. Il velivolo 250 comprende inoltre un terzo sistema di illuminazione 312, disposto anch’esso in prossimità del muso 251 del velivolo 250, ad esempio in una posizione intermedia tra il primo e il secondo sistema di illuminazione 310, 311. Il terzo sistema di illuminazione 312 genera un fascio luminoso 412 in direzione frontale, e ha la funzione di luce “taxi†o “search†.
Il velivolo 250 comprende inoltre un quarto e un quinto sistema di illuminazione 313, 314, disposti sul velivolo 250 in prossimità delle zone di unione tra le ali 252, 253 del velivolo 250 e la fusoliera 254. Il quarto e il quinto sistema di illuminazione 313, 314 sono atti a generare un rispettivo fascio luminoso 413, 414 in direzione frontale e parzialmente laterale del velivolo 250, e hanno la funzione di luci di rullaggio.
Il velivolo 250 comprende inoltre un sesto e un settimo sistema di illuminazione 315, 316, disposti in prossimità del quarto e del quinto sistema di illuminazione 313, 314 e atti a generare un rispettivo fascio luminoso 415, 416 in direzione dei motori 255, 256 del velivolo 250, per l’illuminazione degli stessi.
Infine, il velivolo 250 comprende ulteriori sistemi di illuminazione (indicati nel complesso con i numeri di riferimento 317 e 318) disposti in prossimità di porzioni terminali esterne delle ali 252, 253. Tali sistemi di illuminazione 317, 318 sono atti a generare rispettivi fasci luminosi 417, 418 aventi funzioni di segnalazione, ad esempio per altri velivoli, per la torre di controllo, ecc.
Da un esame delle caratteristiche del trovato realizzato secondo la presente invenzione sono evidenti i vantaggi che esso consente di ottenere.
La possibilità di realizzare sistemi di illuminazione modulari, comprendenti una pluralità di moduli ad emissione luminosa, consente di ottimizzare il volume occupato da tali sistemi di illuminazione per adattarlo a ciascun velivolo su cui i sistemi di illuminazione sono montati.
Inoltre, anche le prestazioni possono essere adattate a seconda delle necessità. Quando à ̈ richiesta una elevata intensità, à ̈ sufficiente comporre tra loro, a formare un sistema di illuminazione secondo la presente invenzione, tanti moduli ad emissione luminosa quanti sono necessari a raggiungere tale intensità luminosa. Non à ̈ dunque necessario aumentare la corrente fornita a ciascun modulo ad emissione luminosa, minimizzando così problemi legati a stress termico e affidabilità.
Inoltre, gli stessi moduli ad emissione luminosa possono essere utilizzati per realizzare indifferentemente luci di landing, taxi e search o altre tipologie di luci, purché disposti reciprocamente in modo opportuno (come precedentemente descritto ad esempio con riferimento alle figure 9 e 11).
Risulta infine chiaro che a quanto qui descritto ed illustrato possono essere apportate modifiche e varianti senza per questo uscire dall’ambito protettivo della presente invenzione, come definito nelle rivendicazioni allegate.
Ad esempio le sorgenti LED utilizzate possono essere di tipo ad emissione laterale (“side emitting†). In questo caso, per ciascun modulo ad emissione luminosa, il riflettore 6 (anche in questo caso realizzato come una o più “fette†di semiparabola) à ̈ disposto solo lateralmente a ciascun diodo LED, in modo tale da collezionare la radiazione luminosa emessa parallelamente al piano orizzontale XY (cioà ̈ sostanzialmente perpendicolarmente al diodo LED) e generare una radiazione luminosa emessa 10 anch’essa parallela al piano orizzontale XY ma ortogonale alla radiazione luminosa collezionata dal riflettore 6. Questa forma di realizzazione consente di ottimizzare l’occupazione di spazio verticale (lungo l’asse Z).
Inoltre, le forme di realizzazione del sistema di illuminazione descritte e mostrate non sono limitate all’uso landing, taxi o search, ma possono essere utilizzate per luci di decollo, rullaggio, analisi delle ali (“wing scan†), analisi dei motori (“engine scan†), ecc.
Inoltre, il trovato secondo la presente invenzione può essere utilizzato anche per illuminazione notturna ad infrarossi (“covert illumination†). In questo caso il diodo LED 4 à ̈ configurato per emettere una radiazione ad infrarossi (ad esempio con lunghezza d’onda nell’intervallo 780-930 nm), preferibilmente ad alta potenza, ad esempio una radiazione luminosa avente potenza ottica pari a 3.6 W.
L’intensità di picco e l’apertura angolare possono variare notevolmente a seconda dell’applicazione specifica.
Inoltre, la superficie interna 6a del riflettore 6 può essere di tipo sfaccettato (“faceted†).
Inoltre, possono essere utilizzati una pluralità di diodi LED 4 per ciascun modulo ad emissione luminosa 1, in modo tale da generare un flusso luminoso avente valore, in lumen, conforme agli standard avionici di riferimento.
Infine, gli elementi spaziatori 208 e 209 possono essere di tipo mobile e retrattile. In questo caso, gli elementi spaziatori 208 e 209 sono accoppiati ad un motore (non mostrato) configurato in modo tale da variare l’inclinazione degli elementi spaziatori 208 e 209 rispetto al piano orizzontale XY incrementando o riducendo i valori degli angoli α e/o β.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Modulo ad emissione luminosa (1) di un velivolo, comprendente: un dispositivo semiconduttore ad emissione luminosa (4) configurato per emettere una radiazione luminosa (8); un substrato di supporto (2) portante il dispositivo semiconduttore ad emissione luminosa (4); un riflettore curvo (6) avente una superficie concava riflettente (6a) e definente un piano di emissione (11), caratterizzato dal fatto che la superficie concava riflettente (6a) ha una forma semiparabolica ottenuta sezionando un semiparaboloide lungo due piani di taglio paralleli fra loro; ed à ̈ disposta affacciata al dispositivo semiconduttore ad emissione luminosa (4) in modo tale da raccogliere la radiazione luminosa (8) e generare una radiazione riflessa (10) attraverso il piano di emissione (11).
  2. 2. Modulo ad emissione luminosa secondo la rivendicazione 1, in cui la superficie concava riflettente (6a) Ã ̈ di tipo sfaccettato.
  3. 3. Modulo ad emissione luminosa secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la radiazione luminosa à ̈ di tipo lambertiano.
  4. 4. Modulo ad emissione luminosa secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la radiazione luminosa à ̈ collimata.
  5. 5. Modulo ad emissione luminosa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la superficie concava riflettente (6a) ha un valore di curvatura compreso tra 0.02 mm<-1>e 0.06 mm<-1>.
  6. 6. Modulo ad emissione luminosa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il dispositivo semiconduttore ad emissione luminosa (4) ha un’area emettitrice compresa tra 1 mm<2>e 9 mm<2>.
  7. 7. Modulo ad emissione luminosa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la radiazione luminosa ha un valore di flusso luminoso superiore a 1500 lumen.
  8. 8. Modulo ad emissione luminosa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il substrato di supporto (2) giace su un piano orizzontale (XY) e la radiazione luminosa (8) Ã ̈ emessa sostanzialmente lungo una direzione parallela o ortogonale al piano orizzontale (XY).
  9. 9. Modulo ad emissione luminosa secondo la rivendicazione 8, in cui la superficie concava riflettente (6a) comprende un lato di base (6’) curvo avente una prima e una seconda estremità e giacente su un piano parallelo al piano orizzontale (XY), detto lato di base appartenendo ad una parabola (9) avente apertura (d), la prima e la seconda estremità del lato di base (6’) delimitando una corda (w) di detta parabola (9) avente lunghezza inferiore al valore del diametro (d).
  10. 10. Sistema di illuminazione (100, 200) di un velivolo comprendente una schiera di moduli ad emissione luminosa (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-10.
  11. 11. Sistema di illuminazione secondo la rivendicazione 10, detta schiera comprendendo almeno un primo ed un secondo modulo ad emissione luminosa (1) affiancati lateralmente tra loro lungo due rispettivi piani di taglio ed aventi il rispettivo substrato di supporto (2) giacente su uno stesso primo piano orizzontale (XY).
  12. 12. Sistema di illuminazione secondo la rivendicazione 11, detta schiera comprendendo inoltre un terzo ed un quarto modulo ad emissione luminosa (1) affiancati lateralmente tra loro lungo due rispettivi piani di taglio ed aventi il rispettivo substrato di supporto (2) giacente su uno stesso secondo piano orizzontale parallelo al primo piano orizzontale (XY), detti primo e secondo modulo ad emissione luminosa (1) essendo disposti su una prima faccia di una tavola di sostegno (101, 206) e detto terzo e quarto modulo ad emissione luminosa (1) essendo disposti su una seconda faccia, opposta alla prima faccia, della tavola di sostegno (101, 206).
  13. 13. Sistema di illuminazione secondo la rivendicazione 12, in cui uno tra detto primo e detto secondo modulo ad emissione luminosa (1) ed uno tra detto terzo e detto quarto modulo ad emissione luminosa (1) sono inclinati in direzioni opposte rispetto al primo e secondo piano orizzontale.
  14. 14. Sistema di illuminazione secondo la rivendicazione 12 o 13, in cui detta tavola di sostegno (101, 206) comprende un dissipatore di calore.
  15. 15. Velivolo (250) comprendente almeno un sistema di illuminazione (100, 200; 310-318) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 10-14, detto sistema di illuminazione formando una luce di atterraggio e/o di decollo e/o di rullaggio e/o di ricerca.
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