ITTO20110040A1 - Impianto di aria condizionata. - Google Patents

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ITTO20110040A1
ITTO20110040A1 IT000040A ITTO20110040A ITTO20110040A1 IT TO20110040 A1 ITTO20110040 A1 IT TO20110040A1 IT 000040 A IT000040 A IT 000040A IT TO20110040 A ITTO20110040 A IT TO20110040A IT TO20110040 A1 ITTO20110040 A1 IT TO20110040A1
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IT
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sanitizing
evaporator
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sanitizing device
disinfectant substance
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IT000040A
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Acqua Lucio Dell
Giorgio Ferri
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Logos S R L
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Description

TITOLO: IMPIANTO DI ARIA CONDIZIONATA.
La presente invenzione si riferisce ad un impianto di aria condizionata comprendente un dispositivo di sanificazione in modo tale da disinfettare tale impianto da muffe, batteri e microrganismi in generale, che si formano in tali impianti .
È noto che tali microrganismi sopracitati sono nocivi per l'organismo umano poiché possono causare allergie oppure infezioni e irritazioni alle vie respiratorie.
Il condizionatore è un dispositivo che usa la capacità dei gas di riscaldarsi o raffreddarsi se sono sottoposti a stress fisici.
In linea di principio il condizionatore è composto da: almeno un circuito di tubazioni al cui interno è posto un particolare gas; almeno un compressore; almeno un condensatore; almeno una valvola di espansione e un evaporatore opportunamente connessi per ottenere il condizionamento dell'aria.
I gas utilizzati sono dei fluidi termovettori, sintetizzati chimicamente, la cui miscela è ottimizzata per la funzione che devono assolvere.
Il compressore è atto a generare una determinata pressione all'interno del circuito di tubazioni.
Tale pressione spinge il gas all'interno del circuito compiendo un percorso il quale comprende l'attraversamento del condensatore verso la valvola di espansione.
Durante tale percorso il gas viene forzato nel transito attraverso canali stretti e tortuosi.
Durante il passaggio in tale porzione di circuito di tubazioni, il gas si surriscalda giungendo ad una determinata temperatura in funzione della tortuosità e della pressione all'interno del circuito.
Superata la valvola di espansione, il gas, mantenuto in pressione dal compressore, subisce una laminazione dovuta all'aumento della sezione delle tubazioni dell<1>evaporatore.
Durante la laminazione la temperatura del gas cala drasticamente fino giungere al di sotto dei 0°C.
Il gas sino qui giunto viene risucchiato dal compressore per un nuovo ciclo di condizionamento dell'aria.
Fra condizionatore e climatizzatore il passo è breve. Per condizionatore si intende un dispositivo capace solamente di raffreddare l'aria, mentre il climatizzatore è in grado sia di raffreddare, sia di riscaldare l'aria, in funzione della temperatura desiderata dall 'utilizzatore .
È uso comune che in ogni locale, o ambiente chiuso, di accesso pubblico, come ad esempio supermercati, palazzi, venga istallato tale impianto di condizionamento dell'aria.
Tipicamente un impianto di aria condizionata per ambienti chiusi, ad esempi domestici, è costituito da una unità interna e da una unità esterna.
L'unità esterna, comprendente un compressore, un condensatore, un organo di laminazione costituito da un tubo capillare, viene normalmente posta all'esterno del locale .
L'unità interna, che si trova all'interno del locale, comprende l'evaporatore e un dispositivo di ventilazione con cui raffreddare/deumidificare l'ambiente.
Gli impianti di aria condizionata inoltre vengono utilizzati in campo automobilistico per deumidificare e raffreddare l'abitacolo dell'autovettura.
Ormai in qualsiasi mezzo di locomozione a motore, autoveicolo o natante, comprendente un abitacolo, viene istallato un impianto di aria condizionata atto a raffreddare/deumidificare tale abitacolo.
Normalmente il condensatore viene posizionato a ridosso del radiatore di raffreddamento del motore dell'autoveicolo e provvede a smaltire il calore in eccesso del gas compresso.
L'evaporatore è atto a sottrarre calore all'aria diretta all'abitacolo mediante il raffreddamento del gas causato dalla laminazione.
Normalmente l'evaporatore è posto all'inizio dell'impianto di ventilazione, a valle del filtro antipolline e del dispositivo di ventilazione.
L'aria che attraversa l'evaporatore viene raffreddata cedendo parte del proprio calore all'evaporatore stesso evitando così che il gas contenuto all'interno delle tubazioni si congeli.
Oltre allo scambio termico avviene un fenomeno fisico di deumidificazione; infatti l'aria, che attraversa l'evaporatore riduce la propria quantità di vapore acqueo poiché parte dell'umidità dell'aria si condensa in prossimità dell'evaporatore.
La deumidificazione contribuisce all'abbassamento della temperatura dell'aria poiché parte dell'energia termica posseduta dall'aria viene utilizzata per la condensazione del vapore acqueo, contenuto nell'aria, su una superficie fredda.
Tale aria entra nell'abitacolo dell'autovettura sia con una temperatura ridotta per i motivi sopracitati sia con un livello di umidità basso in grado di far percepire all'utente nell'abitacolo una piacevole sensazione di freschezza .
In tale ambiente con ridotta quantità di vapore acqueo nell'aria il corpo dell'utente può a sua volta immettere nell'ambiente vapore acqueo, dovuto alla sudorazione, con la conseguente sensazione di freschezza.
Tale trasferimento di vapore acqueo dal corpo umano nell'ambiente circostante richiede un quantitativo di energia che viene sottratta dalla temperatura corporea dell'utente stesso il quale percepisce una sensazione di freschezza .
Un impianto di climatizzazione è composto da numerosissimi dispositivi, ciascuno dei quali è caratterizzato da una specifica tecnologia.
I passaggi pocanzi descritti di un impianto di aria condizionata sono noti ad un tecnico del ramo poiché fanno parte del ciclo frigorifero a compressione.
Per ottenere l'effetto di climatizzazione, il flusso di aria, raffreddata dall'evaporatore, viene fatto passare per il preesistente radiatore dell'impianto di riscaldamento dell'autoveicolo.
Tale soluzione consente di poter eventualmente riscaldare nuovamente l'aria dopo averne diminuito il tasso di umidità mediante il condizionatore.
La gestione del riscaldamento, della ventilazione e del condizionamento dell'aria, può essere ottimizzata sul piano dell'efficienza dello scambio termico e della riduzione degli ingombri con i moduli compatti quali ad esempio i "Heating Ventilating and Air Conditioning", conosciuti con la sigla HVAC, che includono l'evaporatore, il riscaldatore ed i necessari ventilatori elettrici.
In tutti gli impianti ad aria condizionata, la temperatura più bassa della superficie dell'evaporatore porta alla condensazione dell'umidità contenuta nell'aria formando gocce d'acqua, che rimangono fra le alette dell'evaporatore.
La presenza di acqua unita alla presenza di impurità nell'evaporatore sono condizioni favorevoli che contribuiscono alla prolificazione e allo sviluppo di batteri, alghe, funghi e microorganismi nocivi all'organismo umano nei condotti e soprattutto nell'evaporatore. .
Tali microorganismi sono il maggiore responsabile dei cattivi odori, che si percepiscono all'accensione e/o allo spegnimento dell'impianto di aria condizionata.
Infatti, al momento della messa in funzione del climatizzatore, batteri, muffe, microbi, ecc. vengono spinti dal circuito di ventilazione nell'ambiente e possono venir inalati dall'utente provocando: irritazione agli occhi e alla gola; infezioni batteriche alle prime vie respiratorie; reazioni allergiche oltre ai sopracitati cattivi odori.
Normalmente i metodi di pulizia e disinfezione degli impianti dell'aria condizionata implementati negli autoveicoli, sono essenzialmente di cinque tipologie distinte, di cui quattro di tali tipologie eseguono la sanif icazione tramite disinfettanti in fase liquida.
Il primo metodo cerca di irrorare dall'esterno l'evaporatore, mediante una pompa idraulica od un compressore, con un liquido disinfettante.
II secondo metodo cerca di raggiungere dall'esterno l'evaporatore applicando un liquido disinfettante sotto forma di vapore.
Per trasformare il liquido disinfettante in vapore tale disinfettante viene riscaldato vaporizzandosi.
Per entrambi i metodi le gocce prodotte hanno la caratteristica di essere molto pesanti poiché di dimensioni relativamente grandi, sino a qualche millimetro.
Tali gocce, sia a causa del metodo, sia a causa della temperatura, non sono adatte a raggiungere ed a trattare la totalità della superficie delle pareti ad alette dell'evaporatore; infatti tale gocce tendono a depositarsi lungo il sistema di aerazione ed a fermarsi lungo il percorso non raggiungendo tutti gli angoli dell 'evaporatore .
In tali porzioni dell'evaporatore difficilmente raggiungibili dalla sostanza disinfettante, è dove tali muffe e microrganismi continuano a proliferare.
Per raggiungere tutte le parti anche quelle meno accessibili, come l'evaporatore, è necessario fare operazioni di smontaggio dell'impianto.
Tali metodi dunque non risultano efficaci nella disinfezione ed inoltre risultano onerosi dal punto di vista economico poiché richiedono l'intervento di operatori per smontare l'evaporatore nelle sue parti.
Il secondo metodo inoltre necessita di almeno un mezzo di riscaldamento per vaporizzare il liquido disinfettante.
II terzo metodo utilizza liquido disinfettante nebulizzato normalmente utilizzando bombolette spray.
Anche in questo caso le particelle di liquido nebulizzato risultano pesanti provocando una rapida deposizione delle stesse lungo il percorso.
Tale terzo metodo dunque ha gli stessi problemi sopracitati .
Nel quarto metodo il liquido disinfettante viene diffuso sull'evaporatore mediante nebulizzazione ultrasonica .
Il dispositivo di nebulizzazione ultrasonica è normalmente un circuito elettronico atto a convertire un segnale elettrico alternato, con frequenza predeterminata normalmente intorno ai 2 MHz, in una oscillazione meccanica, tramite un trasduttore ad ultrasuoni o piezoelettrico.
Tale metodo crea una nebulizzazione istantanea a temperatura ambiente del liquido il quale si trova al di sopra del trasduttore ultrasonico stesso.
Il liquido nebulizzato viene poi convogliato, tramite normalmente una ventola, ad un tubo di uscita orientabile ed aspirato dal sistema di ricircolo dell'impianto di climatizzazione dell'autoveicolo da sanificare.
Tale metodo utilizza particelle nebulizzate di liquido a temperatura ambiente, evitando così il fenomeno di condensazione .
Utilizzando tale metodo il prodotto disinfettante nebulizzato non si deposita facilmente sulle superfici dell'impianto di areazione del veicolo che incontra nel proprio percorso.
Le particelle, nebulizzate con il sistema suddetto, presentano una dimensione inferiore ai 5 micron, per cui risultano sufficientemente leggere per poter penetrare in profondità nell'impianto disinfettando tutte le superfici dell 'evaporatore .
Il dispositivo di nebulizzazione viene di solito posizionato all'interno dell'abitacolo dell'autoveicolo, in prossimità della bocchetta di aspirazione del ricircolo dell'aria.
Questo sistema presenta l'inconveniente che il trattamento di disinfezione deve essere eseguito presso una autofficina, in quanto l'apparecchio utilizzato è per uso professionale.
II quarto metodo utilizza un gas, normalmente l'ozono come sostanza disinfettante.
L'ozono, la cui formula bruta è 03, è un composto molecolare che normalmente è allo stato gassoso, le cui molecole sono formate da tre atomi di ossigeno.
Tale gas è naturalmente presente negli strati alti dell'atmosfera e si forma da molecole di ossigeno 02in prossimità di scariche elettriche, scintille e fulmini. Tale gas ha una molecola estremamente reattiva ed è un energico ossidante.
Normalmente l'ozono viene generato mediante dispositivi, detti ozonizzatori, che convertono l'ossigeno dell'aria in ozono al momento dell'utilizzo, poiché come sopracitato presenta una molecola instabile, tendendo a decomporsi velocemente nelle condizioni ambientali normali.
L'effetto ossidante dell'ozono presenta un notevole effetto battericida, fungicida ed inattivante dei virus, per cui viene impiegato soprattutto nella sterilizzazione dell'aria e dell'acqua oltre che per l'eliminazione dei cattivi odori negli ambienti.
Tale dispositivo nel settore degli autoveicoli oltre all ’igienizzazione viene impiegato per l'eliminazione dei cattivi odori dall'abitacolo e dal circuito dell'aria.
Questo metodo presenta, però, due inconvenienti: il trattamento di disinfezione deve essere eseguito presso una autofficina attrezzata, in quanto l'apparecchio utilizzato è per uso professionale; l'ozono presenta una notevole instabilità, tendendo a decomporsi velocemente, soprattutto all 'aumentare della temperatura, per cui difficilmente riesce a raggiungere l'evaporatore, con la necessaria concentrazione per operare una efficace disinfezione.
La presente invenzione si propone di realizzare un impianto di aria condizionata comprendente in modo permanente un dispositivo di sanificazione atto a sanificare tale impianto.
Un aspetto della presente invenzione si riferisce ad un impianto di aria condizionata avente le caratteristiche dell'allegata rivendicazione 1.
Ulteriori caratteristiche accessorie sono contenute nelle allegate rivendicazioni dipendenti.
Le caratteristiche e i vantaggi di tale impianto di aria condizionata saranno meglio chiari ed evidenti dalla descrizione seguente di una forma di realizzazione con riferimento alle figure allegate, le quali illustrano specificatamente :
• la figura 1 mostra un esempio di impianto di condizionamento dell'aria applicato ad un autoveicolo;
· le figure 2A e 2B mostrano due forme di realizzazione del dispositivo di sanificazione, utilizzante il nebulizzatore ultrasonico del liquido disinfettante secondo la presente invenzione;
• le figure 3A e 3B mostrano due forme di realizzazione del dispositivo di sanificazione, secondo la presente invenzione, utilizzante dispositivi ozonizzatori;
• le figure 4A e 4B mostrano le componenti di un impianto dell'aria condizionata per locali pubblici e domestici, rispettivamente la figura 4A l'unità interna, a cui viene applicato il dispositivo di sanificazione e la figura 4B l'unità esterna;
• la figura 5 mostra lo schema a blocchi delle connessioni fra oscillatore e trasduttore dell'impianto, secondo la presente invenzione.
Con riferimento alle citate figure l'impianto di aria condizionata 2, comprendente almeno un circuito di tubazioni 20 al cui interno è posto un predeterminato gas; quali ad esempio gas termovettori o gas refrigeranti equivalenti, atti al ciclo frigorifero; almeno un compressore 21; almeno un condensatore 22; almeno un organo di variazione pressione 23; almeno un evaporatore 24 e almeno un filtro di disidratazione 25, comprendendo inoltre almeno un dispositivo di sanificazione 3, atto alla sanificazione dell'impianto di aria condizionata 2, integrato permanentemente nell'impianto stesso
Tale dispositivo di sanificazione 3, integrato nell'impianto dell'aria condizionata 2, è posizionato preferibilmente in prossimità dell' evaporatore 24 in modo stabile e definitivo.
Tale dispositivo di sanificazione 3 è attivato, preferibilmente ad intervalli regolari, ad esempio stabiliti da un'unità di controllo centrale, oppure tramite attivazione manuale.
Tale dispositivo di sanificazione 3 comprende almeno un diffusore 31 atto almeno alla diffusione della sostanza "S" sulla superficie dell'evaporatore 24.
La prima forma di realizzazione di tale dispositivo di sanificazione 3, illustrata in figura 2, rappresenta tale dispositivo di sanificazione 3 realizzato preferibilmente in tecnologia a nebulizzazione.
Tale dispositivo di sanificazione 3 è preferibilmente integrato in un impianto di aria condizionata 2 applicato su un autoveicolo.
Come visibile in figura 1 l'impianto di aria condizionata 2 è posto nel vano motore in prossimità del motore M dell'autoveicolo.
Il dispositivo di sanificazione 3 nella presente forma di realizzazione, illustrativa e non limitativa, è preferibilmente un nebulizzatore ad ultrasuoni il quale viene alimentato ad esempio da almeno una batteria "B" compresa nell'autoveicolo.
Tale dispositivo di sanificazione 3 è fissato alla struttura dell'autoveicolo dove l'impianto dell'aria condizionata 2 è istallato.
Il dispositivo di sanif icazione 3 comprende inoltre almeno un serbatoio di immagazzinamento 4 atto a contenere la sostanza disinfettante "S", preferibilmente in fase liquida, comprendente ad esempio sali quaternari d'ammonio.
Tale disinfettante "S" viene rabboccato all'interno del serbatoio di immagazzinamento 4 quando necessario, come avviene per tutti gli altri liquidi dell'autoveicolo quali ad esempio acqua e olio motore.
Preferibilmente tale serbatoio 4 comprende un dispositivo di rilevazione livello 40 il quale segnala la mancanza di tale disinfettante "S" all'unità di controllo centrale .
Al raggiungimento del livello minimo di sostanza "S", il dispositivo di rilevazione 40 segnala tale evento ad esempio all'unità di controllo centrale.
Successivamente a tale evento il dispositivo di sanif icazione 3 viene disabilitato sino a che il livello di sostanza disinfettante "S" non è nuovamente superiore al livello minimo sopracitato.
Il disinfettante "S" viene condotto, preferibilmente tramite almeno una tubazione di alimentazione 41, dal serbatoio di immagazzinamento 4 verso un contenitore di nebulizzazione 42.
Tale contenitore di nebulizzazione 42 è atto a contenere almeno una dose di sostanza "S" sufficiente a consentire il corretto funzionamento del dispositivo di nebulizzazione 3.
Tale quantitativo di sostanza "S" deve essere almeno tale da consentire il diffondersi della sostanza disinfettante "S" su tutta la superficie dell'evaporatore 24.
Il flusso di sostanza disinfettante "S" dal serbatoio 4 verso il contenitore 42 viene regolato tramite almeno un dispositivo regolatore 43 ad esempio un'elettrovalvola.
Il dispositivo di sanificazione 3 comprende inoltre almeno un dispositivo di controllo 5 il quale, preferibilmente implementato elettronicamente, e atto al controllo del dispositivo di sanificazione 3 e dei dispositivi in esso compresi come ad esempio il dispositivo di regolazione 43.
Tale dispositivo di controllo 5, come sopracitato, è atto al controllo e alla gestione dei vari dispositivi compresi nel dispositivo di sanificazione 3 comunicando con l'unità di controllo centrale.
Il dispositivo di rilevazione livello 40 in una forma di realizzazione alternativa è atto a rivelare il livello di sostanza disinfettante "S" contenuta nel contenitore di nebulizzazione 42.
Qualora il livello di sostanza "S" sia insufficiente, o al di sotto di un livello minimo prestabilito, il dispositivo di rilevazione livello 40 invia un segnale, preferibilmente elettrico, al dispositivo di controllo 5 il quale disabilita il funzionamento del dispositivo di sanificazione 3 sino a che il livello di sostanza "S" non è sufficiente per eseguire almeno una nebulizzazione.
Il diffusore 31 nella presente forma di realizzazione è implementato tramite almeno un dispositivo di ventilazione, atto a ventilare verso l'evaporatore 24 la sostanza disinfettante "S" nebulizzata.
Il dispositivo di sanificazione 3 comprende inoltre almeno un condotto d'uscita 32, opportunamente sagomato in modo tale da consentire la fuoriuscita delle sole gocce di sostanza disinfettante "S" con dimensioni ridotte preferibilmente minori di cinque micrometri.
Tale condotto d'uscita 32, in una forma di realizzazione descrittiva e non limitativa, illustrata in figura 2°, comprende: almeno una prima porzione curva 32a, realizzata con un angolo di curvatura preferibilmente superiore ai 90°, almeno una seconda porzione rastremata 32b con profilo ad esempio esponenziale decrescente connesse fra loro.
Nella forma di realizzazione illustrata in figura 2B, il condotto d'uscita 32 ha sostanzialmente una forma ad "esse", atta a facilitare la fuoriuscita delle sole gocce di sostanza disinfettante "S" con dimensioni ridotte, preferibilmente minori di cinque micrometri.
Il dispositivo di controllo 5 nella presente forma di realizzazione comprende almeno un oscillatore di potenza 51, con frequenza di risonanza prestabilita preferibilmente intorno ai 2MHz.
Tale oscillatore 51, ad esempio elettronico, converte la tensione continua, preferibilmente proveniente dalla batteria "B", in un segnale elettronico con un adeguato livello di potenza attiva e una frequenza di oscillazione prestabilita.
Tale oscillatore 51 può essere un generatore d'onda ad esempio: sinusoidale; triangolare, quadra, a dente di sega ecc.
Le varie forme dell'onda elencate che possono essere generate da tale oscillatore 51 sono tutte ugualmente atte a ottenere un segnale elettrico con le caratteristiche di potenza e di frequenza necessarie al corretto funzionamento del dispositivo di sanificazione 3.
Il segnale generato dall'oscillatore 51 viene inviato ad almeno un trasduttore piezoelettrico o ultrasonico 52, atto alla conversione del segnale elettronico proveniente dall'oscillatore 51 in un'oscillazione meccanica.
Tale trasduttore 52 è preferibilmente realizzato tramite un trasduttore ceramico oppure tramite un trasduttore equivalente atto alla conversione di un segnale elettronico ad una determina frequenza in un'oscillazione meccanica con frequenza al più uguale alla frequenza del segnale elettrico.
L'oscillazione del trasduttore 52 fa si che la sostanza disinfettante "S", contenuta nel contenitore di nebulizzazione 42, venga nebulizzata.
Tale sostanza nebulizzata "S" tramite il diffusore viene spinta ad incanalarsi lungo il condotto d'uscita 32.
Tramite la combinazione del diffusore 31 e del condotto d'uscita 32 la sostanza "S" nebulizzata viene inviata verso l'evaporatore 24 sotto forma di una pioggia di gocce con dimensioni ridotte, ad esempio attorno ai cinque micrometri.
Tale pioggia di sostanza "S" in grado di raggiungere ogni parte dell'evaporatore 24 disinfettando tale evaporatore 24 dai parassiti infestanti sopracitati.
La seconda forma di realizzazione illustrata nelle figure 3A e 3B, il dispositivo di sanificaz ione 3, è realizzato con la tecnologia di ozonizzazione.
In tale tecnologia la sostanza disinfettante "S" è l'ozono o 03, prodotto dallo stesso dispositivo di sanif icazione 3.
Il dispositivo di sanificazione 3 nella presente forma di realizzazione, comprende un generatore di ozono o ozonizzatore, il quale sfrutta preferibilmente due tecnologie: ad effetto corona, ed a luce UV.
Tale generatore di ozono viene preferibilmente realizzato sfruttando la tecnologia ad effetto corona come illustrato nelle figure 3A e 3B.
Nella forma di realizzazione illustrata in figura 3A il generatore di ozono comprende: un tubo 33 di materiale isolante, preferibilmente cilindrico, realizzato in quarzo oppure in vetro, attorno al quale viene realizzata almeno una spira 34 tramite preferibilmente almeno un cavo conduttore elettrico.
Ad almeno un capo di tale spira 34 viene applicato un segale ad una frequenza nella banda di frequenza, preferibilmente fra i 11kHz e i 18kHz.
Tale segnale viene realizzato da almeno un oscillatore di potenza 51 alimentato tramite una tensione, preferibilmente in continua, ad esempio della batteria "B" dell 'autoveicolo .
La tensione generata dall'oscillatore di potenza 51 è preferibilmente compresa fra i 3kW e i 4kW.
Tale oscillatore 51, con almeno una frequenza di risonanza predefinita, genera in uscita un segnale elettrico con una frequenza predefinita.
Il segnale dall'oscillatore di potenza 51 applicato alla spira/avvolgimento del trasduttore 52 genera un campo elettromagnetico .
Tale campo elettromagnetico così prodotto deve avere un gradiente di potenziale sufficiente a generare la ionizzazione dell'aria.
Tale ionizzazione dell'aria è conosciuta come effetto corona.
Nella forma di realizzazione illustrata in figura 3B il generatore d'ozono comprende: almeno una piastra isolante 35, preferibilmente di ceramica, interposta fra due elettrodi.
A tali elettrodi viene applicato un segale ad una frequenza nella banda di frequenza, preferibilmente fra i 11kHz e i 18kHz.
Il segnale, applicato agli elettrodi, viene realizzato da almeno un oscillatore di potenza 51, alimentato tramite una tensione, preferibilmente in continua, ad esempio della batteria "B" dell'autoveicolo.
La tensione generata dall'oscillatore di potenza 51 è preferibilmente inferiore a lkW.
Tramite tale generatore di ozono alcune stabili molecole di ossigeno vengono così rotte formando due radicali ossigeno che possono combinarsi con altre molecole di ossigeno generando così il gas ozono.
Grazie ad un dispositivo di ventilazione compreso nel diffusore 31 , si innesca una reazione a valanga grazie all' apporto di una corrente d'aria.
Con tale metodo è possibile generare gas ozono a basso costo in termini sia energetici sia logistici.
Tale gas ozono generato si espande dal punto in cui viene generato automaticamente, diffondendosi sull'evaporatore 24.
La diffusione del gas fa sì che tale gas raggiunga ogni parte dell'evaporatore 24 disinfettandolo.
La gestione dell'oscillatore 51, e del diffusore 31, viene eseguita tramite almeno un dispositivo di controllo 5 il quale gestisce, sia il livello di potenza sia l'attivazione dell'oscillatore 51.
Tale dispositivo di controllo 5 inoltre controlla il flusso d'aria generato dal diffusore 31 per la produzione di gas ozono.
Per entrambe le tipologie di dispositivi di sanificazione 3 descritti è opportuno integrare metodi di prevenzione e riduzione dei disturbi elettromagnetici, vista la presenza di segnali ad elevata potenza ed alta frequenza.
Tali metodi di protezione sono atti a far sì che tale dispositivo di sanificazione 3 rispetti le normative in campo della compatibilità elettromagnetica, sia per i disturbi prodotti dal dispositivo 3 stesso sia per la suscettibilità da disturbi provenienti dal mondo esterno.
Le forme di realizzazione descritte finora sono applicate ad autoveicoli ed alimentati preferibilmente tramite la batteria "B" dell'autoveicolo. Tale condizione rende opportuno che il dispositivo di sanificazione 3, e in particolare il dispositivo di controllo 5, riduca i consumi energetici del dispositivo 3 stesso.
Inoltre il dispositivo di controllo 5, se tale dispositivo di sanificazione 3 è applicato su un autoveicolo, è in grado di comunicare con il sistema di controllo centrale posto sull'autoveicolo stesso in modo tale che il dispositivo di sanificazione venga opportunamente controllato.
Il controllo ridondante, sia dal dispositivo di controllo 5 sia dal sistema di controllo centrale dell'autoveicolo, è tale da ridurre al minimo gli sprechi di potenza e di prodotto disinfettante.
La terza forma di realizzazione illustrata in figura 4 rappresenta un dispositivo di sanificazione secondo la presente invenzione applicato ad un impianto di aria condizionata 2 per locali chiusi come ad esempio uffici, ambienti domestici, ecc.
Tali impianti 2, come sopracitato, comprendono almeno un'unità esterna "Uout" ed almeno un'unità interna "Uin", comprendente un evaporatore 24.
II dispositivo di sanificazione 3 applicabile a tali impianti 2 sono gli stessi, per principio, descritti nelle due forme di realizzazione precedenti.
Tali dispositivi di disinfezione 3 sono in grado di operare una disinfezione mediante nebulizzazione oppure ozonizzazione.
Tale dispositivo di sanif icazione 3, nella seguente forma di realizzazione, descrittiva e non limitativa, è applicato all'impianto di aria condizionata 2, ed è posizionato nelle prossimità dell'evaporatore 24 in modo tale da sanificare tale evaporatore 24 tramite la sostanza di sanificazione "S".
Tale dispositivo 3 viene quindi fissato ad una struttura compresa nell'unità interna "Uin".
Tale dispositivo di sanificazione 3 viene attivato e gestito tramite almeno un dispositivo di controllo 5 il quale comunica eventualmente con il dispositivo di controllo centrale 50, compreso nell'impianto dell'aria condizionata 2, in modo tale da attivarsi preferibilmente ad intervalli prestabiliti regolari.
Come sopracitato il dispositivo di sanificazione 3, e i vari dispositivi in esso compresi descritti nelle forme di realizzazione precedenti, possono essere ugualmente applicati a impianti di aria condizionata 2 i quali sono adibiti in locali come uffici, ambienti domestici ecc. mantenendo le caratteristiche tecniche sopracitate.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI : 1. Impianto di aria condizionata (2), comprendente: • almeno un circuito di tubazioni (20) al cui interno è posto un predeterminato gas; · almeno un compressore (21); • almeno un condensatore (22); • almeno un organo di variazione pressione (23); • almeno un evaporatore (24) ; caratterizzato di fatto di comprendere almeno un dispositivo di sanificazione (3), atto alla sanificazione dell'impianto di aria condizionata (2) tramite almeno una sostanza disinfettante (S), integrato permanentemente nell'impianto (2) stesso.
  2. 2. Impianto secondo la rivendicazione 1, in cui il dispositivo di sanificazione (3) è posizionato in prossimità dell'evaporatore (24).
  3. 3. Impianto secondo la rivendicazione 1, in cui tale dispositivo di sanificazione (3) è attivato ad intervalli regolari.
  4. 4. Impianto secondo la rivendicazione 1, in cui tale dispositivo di sanificazione (3) è un nebulizzatore ultrasonico.
  5. 5. Impianto secondo la rivendicazione 4, in cui il dispositivo di sanificazione (3) comprende: · almeno un diffusore (31); • almeno un serbatoio di immagazzinamento (4) atto a contenere la sostanza disinfettante (S); • almeno un contenitore di nebulizzazione (42), atto a contenere almeno una dose di sostanza disinfettante (S) sufficiente a consentire il corretto diffondersi su tutta la superficie dell'evaporatore (24) della sostanza disinfettante (S) nebulizzata. • almeno un dispositivo di rilevazione livello (40) atto a segnalare la mancanza di tale sostanza disinfettante (S) ; • almeno una tubazione di alimentazione (41) atta a condurre la sostanza disinfettante (S) dal serbatoio di immagazzinamento (4) verso il contenitore di nebulizzazione (42) ; • almeno un dispositivo di regolazione (43) atto a regolare il flusso della sostanza disinfettante (S) dal serbatoio (4) verso il contenitore di nebulizzazione (42); • almeno un dispositivo di controllo (5) atto al controllo e alla gestione dell'intero dispositivo di sanif icazione (3). • almeno un condotto d'uscita (32), sagomato, in modo tale che la combinazione di tale condotto (32) con il diffusore (31) crei una pioggia di gocce di sostanza disinfettante (S), con dimensioni ridotte, in grado di raggiungere tutte le superfici dell'evaporatore (24) .
  6. 6. Impianto secondo la rivendicazione 5, in cui il dispositivo di controllo (5) comprende almeno un oscillatore di potenza (51), atto a generare un segnale con frequenza prestabilita, ed almeno un trasduttore ultrasonico (52), atto alla conversione del segnale dell'oscillatore (51) in un'oscillazione meccanica;
  7. 7. Impianto secondo la rivendicazione 1, in cui il dispositivo di sanificaz ione (3) comprende un generatore di ozono o ozonizzatore e la sostanza disinfettante (S) è ozono .
  8. 8. Impianto secondo la rivendicazione 7, in cui 1' ozonizzatore sfrutta l'effetto corona per la generazione di ozono.
  9. 9. Impianto secondo la rivendicazione 8, in cui il dispositivo di sanificazione (3) comprende: • almeno un tubo (33), attorno al quale viene realizzata almeno una spira (34); • almeno un dispositivo di controllo (5) atto al controllo e alla gestione dell'intero dispositivo di sanificazione (3); • almeno un diffusore (31) atto a contribuire alla generazione e alla diffusione del gas ozono.
  10. 10. Impianto secondo la rivendicazione 8, in cui il dispositivo di sanificazione (3) comprende: • almeno una piastra isolante 35, interposta fra due elettrodi; • almeno un dispositivo di controllo (5) atto al controllo e alla gestione dell'intero dispositivo di sanificazione (3); • almeno un diffusore (31) atto a contribuire alla generazione e alla diffusione del gas ozono.
  11. 11. Impianto secondo le rivendicazioni 9 o 10, in cui tale dispositivo di controllo (5) comprende almeno un oscillatore (51) atto a generare un segnale con frequenza nella banda fra i 11kHz e i 18kHz.
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