ITTO20110221A1 - Metodo per la rimozione di una sostanza inquinante da uno specchio d acqua - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Metodo per la rimozione di una sostanza inquinante da uno specchio d'acqua"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un metodo per la rimozione di una sostanza inquinante galleggiante su uno specchio d'acqua, in particolare petrolio e/o suoi derivati. In particolare, la presente invenzione riguarda un metodo di rimozione che prevede l'impiego di materiale assorbente.
Metodi di questo tipo sono già ampiamente noti nella tecnica. In generale, questi metodi prevedono di immergere il materiale assorbente nella sostanza inquinante, e successivamente di raccoglierlo dopo che si è impregnato di tale sostanza.
La presente invenzione ha l'obiettivo di prevedere un metodo del tipo sopra indicato che risulti più efficiente ed economico rispetto a quelli della tecnica nota.
Tale obiettivo viene raggiunto tramite un metodo presentante le caratteristiche della rivendicazione 1.
Le rivendicazioni formano parte integrante dell'insegnamento tecnico qui somministrato in relazione all 'invenzione.
L'invenzione sarà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento alle rappresentazioni annesse nelle quali:
- la figura 1 rappresenta un'imbarcazione per realizzare il metodo qui descritto;
- la figura 2 rappresenta una variante della forma di attuazione illustrata in figura 1;
la figura 3 rappresenta una vista in pianta dell'imbarcazione di figura 1;
la figura 4 rappresenta una vista laterale dell'imbarcazione di figura 1;
- la figura 5 rappresenta uno schema di un impianto per realizzare il metodo qui descritto;
- la figura 6 rappresenta una vista assonometrica di un impianto per realizzare il metodo qui descritto.
Nella seguente descrizione sono illustrati vari dettagli specifici finalizzati ad una approfondita comprensione delle forme di attuazione. Le forme di attuazione possono essere realizzate senza uno o più dei dettagli specifici, o con altri metodi, componenti o materiali eco. In altri casi, strutture, materiali o operazioni noti non sono mostrati o descritti in dettaglio per evitare di rendere oscuri i vari aspetti della forma di attuazione.
I riferimenti qui utilizzati sono soltanto per comodità e non definiscono dunque l'ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
II metodo qui descritto ha lo scopo di rimuovere una sostanza inquinante, in particolare una sostanza idrocarburica liquida galleggiante, ad esempio petrolio e/o suoi derivati, da uno specchio d'acqua. Per rimuovere tale sostanza inquinante, il metodo qui descritto prevede l'impiego di materiale assorbente.
Il metodo qui descritto si caratterizza per il fatto che il materiale assorbente utilizzato è lana sucida a fibre grosse. In particolare, la lana utilizzata nel metodo qui descritto presenta fibre di diametro maggiore o uguale a 25 micron, preferibilmente fra 25 e 40 micron. Con lana "sucida" è da intendersi la lana tosata che non è stata ancora soggetta ad alcun trattamento di lavaggio.
La Richiedente ha verificato che la tipologia di lana sopraindicata presenta specifiche caratteristiche che la rendono particolarmente adatta all'applicazione qui in oggetto .
In primo luogo, la Richiedente ha verificato, tramite un'intensa attività sperimentale, che la tipologia di lana in questione presenta una capacità di assorbimento di sostanze idrocarburiche , nello specifico sostanze idrocarburiche liquide, decisamente più grande rispetto alla maggioranza dei materiali assorbenti utilizzati nella tecnica nota. Tale maggiore capacità di assorbimento sembrerebbe da ricondursi almeno in parte alla dimensione del diametro delle fibre della lana utilizzata, dal momento che con lana a fibra più fine sono stati riscontrati valori di assorbimento decisamente più bassi. Inoltre, è stato verificato sperimentalmente che la lana del tipo indicato è in grado di essere riutilizzata molte più volte di quanto sia invece consentito con i materiali comunemente utilizzati in questo tipo di applicazioni (che per la maggior parte sono materiali sintetici in resine plastiche o di vetro), consentendo di assorbire complessivamente fino a 10 volte i quantitativi assorbibili da tali materiali convenzionali.
In secondo luogo, la Richiedente ha verificato che tale tipologia di lana è in grado di assorbire in modo selettivo solo le sostanze idrocarburiche e non anche l'acqua su cui queste galleggiano, come, invece, avviene coi materiali assorbenti convenzionali. La richiedente ha verificato che tale proprietà è propria della lana sucida, la quale non essendo stata, infatti, sottoposta ad alcun trattamento di lavaggio, risulta rivestita di uno strato di grasso che la rende idrorepellente. Risulta quindi evidente che tale tipologia di lana garantisce, nell'ambito delle applicazioni in questione, risultati decisamente migliori rispetto ai materiali assorbenti convenzionali, soprattutto in termini di efficienza di assorbimento, non solo perché presenta una capacità maggiore di assorbire sostanze idrocarburiche, ma anche perché è in grado, non assorbendo l'acqua, come, invece, fanno tali materiali convenzionali, di sfruttare appieno tale sua capacità. Nella lana sucida qui impiegata lo strato di grasso e di sostanze equivalenti è presente in una percentuale ricompresa fra il 15% e il 60% in peso.
Inoltre, al di là delle proprietà sopra indicate, l'impiego di tale tipologia di lana per il metodo in questione porta con sé anche i seguenti vantaggi:
- l'eventuale dispersione nell'ambiente della lana non crea problemi ecologici in quanto è un prodotto di origine naturale e biodegradabile;
non necessita di contenitori in quanto ha una sua coesione intrinseca che ne evita la dispersione;
- la forte interazione tra la lana di tale tipologia e il petrolio permette di asportare le chiazze di petrolio in modo completo senza lasciare residui idrocarburici sulla superficie dell'acqua;
galleggia sull'acqua anche dopo aver assorbito il petrolio ed evita l'affondamento di quest'ultimo dopo l'evaporazione delle sue componenti leggere;
- la sua efficacia di azione non viene compromessa dal moto ondoso che anzi, grazie all'azione meccanica sull'interfaccia petrolio-acqua, risulta addirittura positivo ai fini dell'assorbimento in quanto migliora la penetrazione del petrolio nella lana;
resiste a solventi organici e quindi non viene intaccata dal petrolio;
la lana impregnata della sostanza idrocarburica assorbita può essere utilizzata come materiale combustibile ad esempio all'interno di impianti termovalorizzatori.
Il metodo qui descritto può prevedere diverse forme realizzative specifiche. In generale, tale metodo prevede di porre la lana in immersione nella sostanza idrocarburica e poi di prelevarla dopo che si è impregnata di tale sostanza. Forme di attuazione preferite possono prevedere che la lana impregnata venga spremuta al fine di separare e raccogliere in un serbatoio la sostanza idrocarburica che è stata assorbita, e, successivamente, che la lana spremuta venga riutilizzata per rimuovere ulteriori quantità di tale sostanza i.
Nel seguito verranno descritte due tipologie differenti di impianti per la realizzazione del metodo qui descritto.
Come si vedrà più avanti nel dettaglio, il primo impianto, illustrato nelle figure da 1 a 4 (in due varianti realizzative specifiche), è destinato ad essere installato su un'imbarcazione ed è stato realizzato specificatamente per interventi in mare aperto, per la rimozione di grosse chiazze di sostanza idrocarburica inquinante, mentre il secondo impianto, illustrato nelle figure 5 e 6, è stato specificatamente realizzato per interventi in specchi d'acqua confinati, come porti, canali o laghi, o comunque per interventi in cui le quantità di sostanza inquinante da rimuovere sono decisamente più ridotte. È chiaro che ciascuna delle due tipologie di impianto può in ogni caso essere lo stesso efficacemente utilizzata per entrambe le tipologie di intervento sopra indicate.
IMBARCAZIONE PER INTERVENTI IN MARE APERTO
In generale, l'imbarcazione qui descritta è dotata di un impianto che consente di operare durante l'avanzare della stessa imbarcazione. In particolare, come si vedrà nel seguito, tale impianto è predisposto per generare, sfruttando proprio il moto di avanzamento dell'imbarcazione, un flusso continuo di materiale assorbente in forma sciolta, che dall'imbarcazione si riversa in mare, direttamente sulla chiazza di sostanza inquinante, e che poi si riporta nuovamente sull'imbarcazione.
In particolare, l'impianto presenta:
- un telaio atto a delimitare lateralmente una striscia di specchio d'acqua che si estende lungo almeno uno dei fianchi dell'imbarcazione;
mezzi per versare materiale assorbente in forma sciolta entro tale striscia di specchio d'acqua;
- un piano di trasporto per riportare sull'imbarcazione il materiale assorbente versato, detto piano presentando una porzione immersa in tale striscia d'acqua, la quale si trova in una posizione che, rispetto a dove è versato il materiale assorbente, risulta distanziata nel verso opposto a quello di avanzamento di tale imbarcazione, detta porzione essendo atta ad intercettare il materiale assorbente versato in detta striscia. Come si vedrà nel seguito gli elementi sopra indicati, che compongono l'impianto, risultano tutti montati sull'imbarcazione e sono da questa portati.
In figura 1 è illustrato un esempio di imbarcazione su cui installare l'impianto in questione. E' chiaro che l'imbarcazione può in ogni caso essere anche di un qualsiasi altro tipo; ad esempio, essa può anche essere una semplice struttura galleggiante priva di mezzi di propulsione propri, che quindi deve essere trainata da un'altra imbarcazione.
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, il suddetto telaio comprende una paratia 4 che si estende lungo un fianco dell'imbarcazione e ad una data distanza da esso, la quale è ancorata all'imbarcazione, per mezzo di appositi tralicci 6 disposti sul ponte dell'imbarcazione, ed è resa galleggiante per mezzo di galleggianti 5 a sé ancorati. I tralicci impegnano la paratia 4 in modo da consentire a questa di muoversi verticalmente rispetto ai tralicci, al fine di rimanere a pelo d'acqua, in una medesima condizione parzialmente immersa, qualunque sia il piano di galleggiamento dell'imbarcazione.
La paratia costituisce un elemento divisorio del pelo libero - o di una porzione poco più profonda - dello specchio d'acqua, che delimita, insieme al fianco dell'imbarcazione ad essa affacciato, un canale 8 (che ovviamente è limitato lateralmente ma non sul fondo). In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, la paratia si estende sostanzialmente da prua a poppa. Come si vedrà nel seguito, tale canale impedisce al materiale assorbente di disperdersi e, al contempo, lo convoglia, per effetto dell' abbrivio dell'imbarcazione, verso il piano di trasporto sopra citato, indicato con il numero di riferimento 12 nelle figure.
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure, i suddetti mezzi (indicati con il numero di riferimento 16 nelle figure) per versare il materiale assorbente in mare, entro il canale 8, sono disposti sull'imbarcazione in modo da poter versare tale materiale in corrispondenza dell'estremità di tale canale più vicina alla prua dell'imbarcazione, mentre il piano di trasporto 12 è disposto in modo da immergersi in tale canale sostanzialmente in corrispondenza dell'estremità di questo più vicina a poppa. In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, tali mezzi sono formati da una serie di scivoli e/o nastri trasportatori 16, l'ultimo dei quali termina oltre il fianco dell'imbarcazione per gettare tale materiale all'interno del canale 8. In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure, sull'imbarcazione è predisposta un'area di magazzino, indicata con il riferimento numerico 18, ove vengono ordinati container contenenti la lana sucida da utilizzare nell'impianto. In corrispondenza dei mezzi versatori 16 sono invece disposte unità sfioccatrici 17 atte a scomporre in fiocchi la lana prelevata dai container.
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, il piano di trasporto 12 è un piano di trasporto inclinato, che è ancorato all'imbarcazione, e che dal livello del ponte dell'imbarcazione raggiunge la superficie del mare fino ad immergersi, almeno parzialmente, all'interno del canale 8, in prossimità dell'estremità di quest'ultimo più vicina a poppa. In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, il piano 12 è formato da un nastro trasportatore a griglia, azionato da mezzi opportuni non illustrati, il quale viene fatto avanzare nel verso di risalita del piano da esso definito. Tale nastro ha la funzione di intercettare il materiale assorbente che si trova nel canale e a riportarlo in corrispondenza del ponte dell'imbarcazione. Si apprezzerà che la struttura a griglia del nastro consente di intercettare e raccogliere il materiale assorbente riducendo al minimo la resistenza esercitata dall'acqua, contro il nastro, per effetto dell 'avanzamento dell'imbarcazione .
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, a valle del piano di trasporto (con riferimento al verso del flusso di materiale assorbente che verrà descritto nel seguito) è disposto un ulteriore nastro trasportatore, indicato con il numero di riferimento 22, che è atto a portare il materiale raccolto fino ad un'apertura 26 ove si trova un gruppo di rulli spremitori 24 atti a spremere il materiale assorbente per separare da questo la sostanza inquinante, la quale va a finire nel serbatoio 19 interno allo scafo dell'imbarcazione. A valle di tali rulli, sono previsti due nastri trasportatori 15 e 27 atti a portare il materiale assorbente che è stato spremuto nuovamente in corrispondenza dei mezzi versatori 16. Al di sotto dei mezzi versatori 16, è invece disposto un deposito 14 dove viene raccolto il materiale assorbente esausto non più utilizzabile, che viene lì portato dagli stessi nastri 27 e 15; in tal caso, il nastro 15 inverte il suo verso di avanzamento così da scaricare nel deposito 14 il materiale portato dal nastro 27.
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure 1 e 2, al fine di migliorare l'assorbimento della sostanza inquinante da parte del materiale assorbente, all'interno del canale è prevista una serie di rulli 25 liberamente girevoli, i quali sono portati dal medesimo telaio che porta la paratia, e sono mantenuti in una posizione sollevata rispetto allo scafo dell'imbarcazione in modo da risultare a bagno nel mare e da porsi in rotazione per effetto dell'avanzamento di questa. In ogni caso, i rulli 25 possono anche essere motorizzati in modo da rendere il loro movimento di rotazione indipendente dalla velocità di avanzamento dell'imbarcazione. Tali rulli hanno la funzione di agitare e mescolare il materiale assorbente contenuto nel canale 8.
In varie forme di attuazione, così come in quelle illustrate nelle figure, la medesima configurazione sopra descritta può essere realizzata in modo simmetrico su entrambi i fianchi dell'imbarcazione.
In vista di quanto sopra, è pertanto evidente che, per operare, tale impianto necessita che l'imbarcazione avanzi lungo l'area di mare interessata dalla chiazza di sostanza inquinante, affinché tale sostanza si porti entro il canale e si innesti il flusso continuo di materiale assorbente sopra citato (il quale verrà descritto nel dettaglio più avanti). E' da notare che, durante l'avanzare dell'imbarcazione, all'interno del canale converge non solo il liquido dello specchio d'acqua che esso delimita ma anche il liquido che viene spostato dallo scafo dell'imbarcazione stessa che avanza. Pertanto, a tutti gli effetti la porzione di superficie d'acqua che viene interessata dal processo di depurazione è sostanzialmente pari a quella ricompresa nell'ingombro definito fra la paratia e la parte centrale del fondo dello scafo dell'imbarcazione; ciò vuol dire che nel caso illustrato, in cui l'impianto prevede la medesima configurazione su entrambi i fianchi dell'imbarcazione, la larghezza della superficie d'acqua complessiva interessata è pari a quella ricompresa nell'ingombro tra le due paratie disposte ai fianchi opposti dell'imbarcazione.
Con specifico riferimento ora al funzionamento dell'impianto, questo prevede, come prima fase, il riversamento del materiale assorbente, in forma sciolta, all'interno del canale. Per effetto dell'avanzamento dell'imbarcazione tale materiale attraversa l'intero canale fino a portarsi in corrispondenza del piano di trasporto, e mentre tale materiale è nel canale, l'azione dei rulli rotanti lo fa impregnare in modo completo della sostanza inquinante. Una volta che il materiale ha raggiunto il piano di trasporto, questo lo raccoglie e lo riversa sul nastro trasportatore 22 che lo porta in corrispondenza dei rulli 24, ove viene spremuto e separato dalla sostanza inquinante, la quale si raccoglie nel serbatoio 19, mentre tale materiale assorbente viene riportato tramite il nastro 27 nuovamente ai mezzi versatori 16.. Da quanto sopra risulta evidente che l'impianto qui descritto è atto a realizzare un ciclo continuo in cui il material assorbente viene gettato nel canale, raccolto, spremuto, e nuovamente riversato nel canale, che può essere ripetuto più volte, fino a quando il materiale non ha esaurito le sue capacità assorbenti.
Forme di attuazione alternative possono in ogni caso prevedere di scaricare direttamente nel serbatoio 19 il materiale assorbente raccolto dal canale 8, e di non realizzare quindi il suddetto ciclo chiuso, cosicché in tali forme di attuazione possono quindi anche non essere previsti i mezzi sopra indicati, quali i rulli spremitori 24, i nastri trasportatori 15 e 27, ecc., atti a realizzare tale ciclo chiuso. L'impianto qui descritto prevede preferibilmente mezzi per controllare in modo automatico o semi-automatico il funzionamento sopra descritto. In particolare, tali mezzi hanno la funzione di controllare in modo coordinato la velocità dell'imbarcazione e la portata del flusso di materiale che viene gettato nel canale, a seconda delle condizioni operative richieste. Tali mezzi possono prevedere un'interfaccia tramite cui è possibile selezionare o impostare le diverse combinazioni. Ad esempio, nel caso di chiazze spesse sarà necessario impostare velocità di crociera basse e grandi quantitativi di materiale assorbente.
Qui di seguito verrà illustrato un esempio di intervento realizzabile con l'impianto sopra descritto su una macchia di petrolio di spessore pari a 2 mm. In caso di natante equipaggiato secondo quanto illustrato nelle figure 1 e 2, presentante una larghezza pari a circa 8 m sul livello dell'acqua e allestito con canali lunghi 50 m e larghi 2 m, alla velocità di 7 km/h vengono bonificati 0,5 km<2>ogni sei ore, con un impiego di 10,5 t di lana sucida (riutilizzata per 10 cicli consecutivi), la produzione di 31,5 t di lana esausta contenente 21 t di petrolio residuo e il recupero di 950 t di petrolio (pari a circa 6350 barili).
E' da notare che l'impiego in tale impianto della lana sopra indicata consente, grazie alla grande capacità di assorbimento che questa possiede, la totale rimozione della sostanza inquinante in pochissimi passaggi dell'imbarcazione sulla superficie d'acqua inquinata, e in certi casi anche in un solo passaggio.
Si può infine notare che nell'impiego di tale lana come materiale assorbente per l'impianto di figura 2 essa può essere riutilizzata (cioè spremuta e successivamente riversata di nuovo in mare) fino a circa 10 volte. In questo caso la lana esausta (utilizzata per 10 cicli) possiede un potere calorifico di 27.8 MJ/kg, e cioè più di 2000 volte il potere calorifico di un normale rifiuto, e quasi il doppio di quello della legna secca. La lana esausta può quindi ad esempio essere vantaggiosamente utilizzata all'interno di un impianto di termovalorizzazione.
IMPIANTO PER INTERVENTI IN SPECCHI D'ACQUA CONFINATI
In generale l'impianto qui descritto costituisce un mezzo accessorio, di cui, ad esempio, si possono dotare le autorità portuali o altre organizzazioni che operano presso le zone costiere, che può essere facilmente trasportato per mezzo di autocarri, o simili, e operare, laddove ne è richiesto l'intervento, anche da terra, e in spazi ristretti, ad esempio presso i moli di attracco di complessi portuali.
In generale tale impianto comprende:
- una struttura di supporto;
- una vasca portata dalla struttura di supporto;
- un dispositivo di aspirazione atto ad aspirare liquido dallo specchio d'acqua e a riversarlo all'interno della suddetta vasca;
una linea di trasporto di materiale assorbente, montata su detta struttura di supporto e atta a far avanzare tale materiale assorbente lungo una linea di avanzamento chiusa, tale linea presentando un ramo che attraversa almeno parte di tale vasca in modo da immergere almeno parzialmente detto materiale assorbente in detto liquido riversato in detta vasca;
mezzi portati da detta struttura di supporto e disposti in corrispondenza di tale linea di trasporto, i quali sono atti a spremere tale strato di materiale assorbente su detta linea di trasporto, dopo che esso ha oltrepassato tale vasca.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata nelle figure 5 e 6, la struttura di supporto sopra citata, e indicata nelle figure con il numero di riferimento 68, è costituita da un container, ad esempio un container ISO, che è la tipologia di container più diffusa sul mercato in quanto utilizzata per il trasporto di merci sia su terra che per mare.
All'interno di tale container è fissata la vasca sopra citata, indicata nelle figure con il riferimento 42. Tale vasca risulta preferibilmente ripartita in una prima sezione 44, in cui viene mandato, come si vedrà meglio in seguito, il liquido aspirato dal dispositivo di aspirazione, e in una seconda sezione 46, dove agisce il materiale assorbente. Tale vasca è così ripartita da una parete divisoria 48 atta a consentire la tracimazione di liquido dalla prima alla seconda sezione.
Con specifico riferimento alla figura 5, il materiale assorbente è sotto forma di un nastro M chiuso ad anello e caratterizzato da un determinato spessore (variabile a seconda del tipo di impiego cui è destinato). In forme di attuazione preferite, il nastro M viene formato tramite una rete di contenimento conformata a mò di sacco, la quale viene riempita del materiale assorbente e successivamente chiusa ad anello nel modo illustrato nelle figure.
Tale nastro viene fatto girare su se stesso lungo una linea di avanzamento chiusa prefissata, tramite appositi mezzi di trasporto. In particolare, tali mezzi sono atti a creare una linea di avanzamento che attraversa la sezione 46 in modo che il nastro M si ritrovi, durante il suo passaggio in tale sezione, almeno parzialmente immerso nel liquido in essa contenuto. In varie forme di attuazione così come in quella illustrata, tali mezzi comprendono rulli azionabili in rotazione, i quali sono reciprocamente disposti nel modo opportuno per determinare la suddetta linea di avanzamento. Tale linea di avanzamento può in ogni caso anche essere realizzata tramite un qualsiasi altro mezzo adatto per gli scopi indicati.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, la linea di avanzamento ( e quindi il nastro M ) circonda completamente la vasca; in particolare, con riferimento alle figure, tale linea gira intorno alla vasca su piani longitudinali di sezione, in cui si ritrovano entrambe le sezioni 44 e 46 di questa.
A valle della vasca (con riferimento al verso di avanzamento del nastro M) è disposto un gruppo di cilindri spremitori 48 atti a spremere il nastro, dopo che questo è emerso dalla sezione 46, al fine di separare e raccogliere la sostanza inquinante che è stata da esso assorbita in tale sezione. Il liquido spremuto viene raccolto in una vaschetta 52 sottostante il gruppo di rulli 78 e, tramite una pompa 54 collegata a tale vaschetta, viene poi inviato ad una cisterna (non illustrata) . In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, l'insieme formato dal gruppo di rulli 78, la vaschetta 52 e la pompa 54 è disposto a ridosso dell'estremità della vasca vicina alla sezione 44, dove, come si vedrà qui di seguito, si trovano anche i mezzi che compongono il suddetto dispositivo di aspirazione. Sull'estremità opposta della vasca è invece fissata una tubazione di scarico 62 che comunica con la porzione di fondo di questa e che ha la funzione di scaricare, come si vedrà più avanti, l'acqua contenuta nella vasca.
Con riferimento ora al dispositivo di aspirazione sopraccitato, esso presenta un pescante 56 supportato da galleggianti (non illustrati) e collegato, tramite un condotto flessibile 57, ad una pompa di aspirazione 58, la quale, tramite un condotto di mandata 60, è atta a portare il liquido aspirato dal pescante alla sezione 44 della vasca. È da notare che il pescante ha la funzione di aspirare il liquido che si trova sulla superficie d'acqua; tale liquido comprenderà una frazione di acqua e una di sostanza idrocarburica, in quantità variabili a seconda dello spessore e della distribuzione più o meno uniforme della chiazza di sostanza inquinante che galleggia sulla superficie d'acqua. La pompa è preferibilmente una pompa a cassetto doppio, al fine di limitare il più possibile la miscelazione fra acqua e sostanza idrocarburica aspirati.
Con riferimento ora al funzionamento dell'impianto sopra descritto, esso prevede l'aspirazione del liquido sulla superficie d'acqua inquinata tramite il pescante, il quale viene mantenuto a pelo d'acqua dai galleggianti ad esso associati. Il liquido aspirato dal pescante viene quindi inviato, tramite la pompa 58, alla sezione 44 della vasca, da cui, per tracimazione, si riversa nella sezione 46; la tracimazione determina, grazie al flusso laminare che si genera, una separazione fra acqua e sostanza inquinante che consente di ottenere un pelo libero costituito pressoché solo di tale sostanza inquinante con al di sotto l'acqua. La sostanza inquinante viene assorbita dal nastro di materiale assorbente e, tramite la spremitura dello stesso, viene separata e raccolta nella vaschetta 52, e poi inviata dalla pompa 54 ad una cisterna di stoccaggio (non illustrata) . L'acqua che si accumula al di sotto della sostanza inquinante viene invece scaricata in mare tramite la tubazione 62.
Si può rilevare che l'impianto qui descritto, con l'impiego di un materasso di lana della lunghezza di 20 m, è in grado di separare circa 20.000 1 di idrocarburo prima di dover essere sostituito.
Naturalmente, fermo restando il principio dell 'invenzione i particolari di realizzazione delle forme di attuazione potranno variare, anche in modo significativo rispetto a quanto qui descritto a puro titolo di esempio non limitativo, senza per questo uscire dall'ambito dell'invenzione così come definito dalle rivendicazioni che seguono .
Claims (7)
- RIVENDICAZIONI 1. Metodo per la rimozione di una sostanza idrocarburica galleggiante su uno specchio d'acqua, particolarmente petrolio e/o suoi derivati, caratterizzato dal fatto che prevede l'impiego di lana sucida a fibra di diametro maggiore o uguale a 25 micron, per assorbire detta sostanza.
- 2. Metodo secondo la rivendicazione 1, in cui detta lana presenta uno strato di grasso o di sostanze equivalenti, che la riveste, in una quantità fra il 15% e il 60% in peso.
- 3. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, che prevede in successione le fasi di: - immergere detta lana in detta sostanza idrocarburica; e - estrarre detta lana impregnata di detta sostanza.
- 4. Metodo secondo la rivendicazione 3, che prevede di: - spremere detta lana impregnata di tale sostanza; e riutilizzare detta lana spremuta per assorbire ulteriore sostanza idrocarburica.
- 5. Metodo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, che prevede l'impiego di lana in fiocchi e di spargere detti fiocchi di lana su detta sostanza idrocarburica in detto specchio d'acqua.
- 6. Metodo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, che prevede l'impiego di un nastro formato da detta lana il quale viene almeno parzialmente immerso in detta sostanza idrocarburica.
- 7. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui detta lana presenta fibre di diametro compreso fra 25 e 40 micron.
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| GB2255772A (en) * | 1991-05-15 | 1992-11-18 | John Christopher Butcher | Oil decontamination method and structure |
-
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- 2011-03-11 IT IT000221A patent/ITTO20110221A1/it unknown
Patent Citations (1)
| Publication number | Priority date | Publication date | Assignee | Title |
|---|---|---|---|---|
| GB2255772A (en) * | 1991-05-15 | 1992-11-18 | John Christopher Butcher | Oil decontamination method and structure |
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