ITTO20120032U1 - Dispositivo bloccaporta autoriposizionabile per un elettrodomestico, in particolare una lavastoviglie - Google Patents

Dispositivo bloccaporta autoriposizionabile per un elettrodomestico, in particolare una lavastoviglie

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ITTO20120032U1
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door
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Gianbattista Ala
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Description

DESCRIZIONE
del modello di utilità dal titolo:
“DISPOSITIVO BLOCCAPORTA AUTORIPOSIZIONABILE PER UN ELETTRODOMESTICO, IN PARTICOLARE UNA LAVASTOVIGLIE”
La presente innovazione è relativa ad un dispositivo bloccaporta auto-riposizionabile per un elettrodomestico, in particolare una lavastoviglie.
Per “auto-riposizionabile” si intende un dispositivo bloccaporta che permette all’utente di chiudere la porta della lavastoviglie anche quando, per qualsiasi motivo, l’incaglio si trova già nella posizione di lavoro corrispondente a quella di porta bloccata, e, successivamente, di ottenere il bloccaggio della porta in posizione chiusa.
È noto, ad esempio da DE102007033451, un dispositivo bloccaporta per una lavastoviglie in cui il fermo porta, portato dalla carcassa dell’elettrodomestico, si va ad accoppiare con un incaglio girevole portato da un corpo di supporto a sua volta in uso posizionabile sulla porta dell’elettrodomestico ed in cui, in certe condizioni, il trasferimento del fermo porta sull’organo rotante è impedito. Si tratta tuttavia di un dispositivo assai complesso ed ingombrante.
È uno scopo della presente innovazione fornire un dispositivo bloccaporta auto-riposizionabile per un elettrodomestico, in particolare una lavastoviglie, che sia costruttivamente semplice ed economico, di ridotto ingombro e di elevata affidabilità ed in cui la funzione di autoriposizionabilità non interferisca con il normale funzionamento del dispositivo stesso.
La presente innovazione è dunque relativa ad un dispositivo bloccaporta auto-riposizionabile per un elettrodomestico, in particolare una lavastoviglie, come definito nella rivendicazione 1.
In particolare, il dispositivo bloccaporta secondo il trovato comprende un primo corpo di supporto, un incaglio portato girevole dal primo corpo di supporto intorno ad un primo asse di rotazione ed in uso operativamente associato ad un fermo porta dell’elettrodomestico e primi mezzi elastici vincolati interposti tra il primo corpo di supporto e l’incaglio per essere in uso atti a fare assumere selettivamente all’incaglio una prima ed una seconda posizione di lavoro, tra loro ruotate di un primo angolo intorno al primo asse, nelle quali la porta, quando si trova in posizione chiusa, è rispettivamente bloccata/sbloccata.
Secondo un aspetto del trovato, il dispositivo bloccaporta comprende inoltre: un secondo corpo di supporto disegnato per essere in uso portato solidale da una porta dell’elettrodomestico e che supporta mobile il primo corpo; e secondi mezzi elastici portati dal secondo corpo ed interposti tra quest’ultimo ed il primo corpo.
Il primo corpo è normalmente mantenuto dai secondi mezzi elastici in una prima posizione di lavoro, in cui un dente dell’incaglio è atto a, rispettivamente, intercettare e non intercettare in uso il fermo porta quando l’incaglio si trova, rispettivamente, nelle prima e seconda posizione di lavoro, per conseguentemente bloccare/sbloccare la porta quando essa si trova in una posizione chiusa.
Il primo corpo è inoltre mobile contro l’azione dei secondi mezzi elastici verso una seconda posizione di lavoro, nella quale il dente dell’incaglio non è più atto, in uso, ad intercettare il fermo porta quando l’incaglio è nella prima posizione di lavoro.
In particolare, un primo fianco del dente dell’incaglio, rivolto verso il secondo corpo, è sagomato in modo che, in conseguenza di un movimento della porta verso la posizione chiusa e quando l’incaglio si trova nella prima posizione di lavoro, l’incaglio esercita sul primo corpo, in conseguenza della intercettazione del fermo porta da parte del primo fianco del dente dell’incaglio, una spinta tale da portare, contro l’azione dei secondi mezzi elastici e senza sollecitare i primi mezzi elastici, il primo corpo nella seconda posizione di lavoro, di modo che l’incaglio può scavalcare il fermo porta e permettere alla porta di raggiungere la posizione chiusa.
In questa posizione, il fermo porta si trova oltre un secondo fianco del dente dell’incaglio, rivolto da banda opposta al secondo corpo e sagomato in modo che i secondi mezzi elastici possono riportare il primo corpo nella prima posizione di lavoro.
In questo modo, il dispositivo funziona, in condizioni normali, esattamente come quelli noti non autoriposizionabili. Nel caso in cui a porta aperta l’incaglio venga portato nella configurazione che esso deve assumere a porta chiusa, però, questo non impedisce di chiudere la porta, come succederebbe nei dispositivi noti non autoriposizionabili, ma, semplicemente, il movimento di chiusura della porta provoca la rotazione del primo corpo rispetto al secondo permettendo all’incaglio di andare comunque ad impegnare il fermo porta, permettendo alla porta di chiudersi e conseguentemente portando il complesso porta/fermo porta/incaglio in una normale configurazione di chiusura e bloccaggio.
Rispetto ad altri dispositivi riposizionabili noti, tuttavia, il dispositivo secondo il trovato presenta ingombro ridotto e più elevata semplicità costruttiva, oltre che maggiore affidabilità di funzionamento.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi della presente innovazione appariranno chiari dalla descrizione che viene di seguito fornita di una sua preferita forma di realizzazione, a puro titolo di esempio non limitativo e con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
- la Figura 1 illustra schematicamente una vista in elevazione di un dispositivo bloccaporta autoriposizionabile per un elettrodomestico realizzato secondo il trovato, illustrato nella normale configurazione di bloccaggio, a porta elettrodomestico chiusa;
- la figura 2 illustra schematicamente una vista in elevazione del dispositivo di figura 1 in una situazione di porta aperta ma con il dispositivo in configurazione anomala, ovvero nella stessa configurazione di bloccaggio di figura 1;
- le figure 3 e 4 illustrano schematicamente le fasi mediante le quali il dispositivo si riposiziona nella normale configurazione di bloccaggio a porta chiusa di figura 1; e
- le figure 5 e 6 illustrano invece, schematicamente, le fasi di normale funzionamento del dispositivo di figura 1.
Con riferimento alla figura 1, è indicato nel suo complesso con 1 un dispositivo bloccaporta autoriposizionabile per un elettrodomestico 2, in particolare una lavastoviglie, del quale è illustrata per semplicità solamente parte della porzione superiore ed anteriore di una carcassa 3 e di un bordo superiore di una porta 4 di chiusura di un vano di accesso 5, tipicamente ad una camera o vasca di lavaggio, delimitato dalla carcassa 3. Questa porta in modo noto in corrispondenza del bordo superiore del vano di accesso 5 un fermo porta 6 definito da una staffa ad U e che agisce in uso, come si vedrà, da scontrino per il dispositivo bloccaporta 1.
Con riferimento anche alle rimanenti figure da 2 a 6, ove sono illustrati per semplicità solamente il dispositivo 1 nelle sue varie possibili configurazioni di lavoro rispetto all’elettrodomestico 2 e il fermo porta 6 per riferimento, il dispositivo 1 comprende un primo corpo di supporto 10, un incaglio 11 portato girevole dal primo corpo di supporto 10 intorno ad un primo asse A di rotazione definito da un perno 12 di rotazione dell’incaglio 11, impegnato folle, in modo noto, sul corpo 10 ed in uso operativamente associato al fermo porta 6 dell’elettrodomestico 2, e primi mezzi elastici 13 vincolati interposti tra il primo corpo 10 e l’incaglio 11 per essere in uso atti a fare assumere selettivamente all’incaglio 11 una prima posizione di lavoro, illustrata in figure 1, 2, 3 e 4, ed una seconda posizione di lavoro, illustrata in figure 5 e 6, tra loro ruotate di un primo angolo, pari a circa 90° o ad una frazione inferiore a 90°, intorno all’asse A.
L’incaglio 11 è conformato come una piastra sagomata, in un piano perpendicolare all’asse di rotazione A, sostanzialmente a forcella, e presenta un vano 14 (figura 2) di ricezione per il fermo porta 6 delimitato tra un dente 15 ed un bordo di spallamento 16 dell’incaglio 11; quest’ultimo è realizzato in un materiale plastico sintetico stampato.
I mezzi elastici 13 sono definiti da una molla elicoidale, nota ed illustrata solo schematicamente nei suoi ingombri esterni, terminante con due opposte estremità 17,18 che, dopo un tratto rettilineo, terminano a loro volta con una conformazione a gancio per impegnare rispettivi perni 19,20 portati rispettivamente solidali dal corpo 10 e, in posizione eccentrica rispetto all’asse A, dall’incaglio 11, entrambi i perni disposti parallelamente all’asse A.
I perni 19 e 20 sono inoltre disposti passanti trasversalmente ad un asse B perpendicolare all’asse A e lungo il quale i perni 19,20 risultano in uso tra loro allineati; l’asse B è in uso, nelle posizioni stabili di lavoro del dispositivo 1, sempre disposto spostato eccentricamente di lato rispetto all’asse A in modo da trovarsi, nelle citate due posizioni di lavoro dell’incaglio 11, rispettivamente al di sotto (figure 1-4) o al di sopra (figure 5,6) del perno 12, cosicché l’incaglio 11 con la molla 13 ed il corpo 10 definisce un meccanismo bistabile, in cui l’incaglio 11 può passare dalla prima alla seconda posizione di lavoro, e viceversa, per effetto di una semplice spinta esercitata sullo stesso, in particolare sullo spallamento 16 o sul dente 15, eccentricamente all’asse A, in modo da creare una coppia che si opponga a quella generata in uso dalla molla 13, che viene in ogni caso montata precaricata tra i perni 19 e 20, secondo una configurazione nota.
Secondo la principale caratteristica del trovato, il dispositivo 1 comprende inoltre un secondo corpo 21 di supporto disegnato per essere in uso portato solidale dalla porta 4 dell’elettrodomestico 2 e che supporta mobile il corpo 10, e secondi mezzi elastici 22 portati dal secondo corpo 21 ed interposti tra quest’ultimo ed il primo corpo 10; i corpi di supporto 10 e 21 sono entrambi realizzati per stampaggio in una resina plastica sintetica. Inoltre, il corpo 10 è normalmente mantenuto dai mezzi elastici 22 in una prima posizione di lavoro, illustrata in figure 1,2,3,5 e 6, in cui il dente 15 dell’incaglio 11 è atto a intercettare e, rispettivamente, non intercettare in uso il fermo porta 6 in funzione del fatto che l’incaglio 11 si trovi, rispettivamente, nella prima o nella seconda posizione di lavoro, nelle quali rispettivamente blocca o sblocca la porta 4 quando questa si trova in una posizione chiusa, illustrata in figura 1, in corrispondenza del vano di accesso 5.
Secondo il trovato, inoltre, il primo corpo 10 è mobile relativamente al corpo 21 e contro l’azione dei mezzi elastici 22 verso una seconda posizione di lavoro, illustrata in figura 4, nella quale il dente 15 dell’incaglio 11 non è più atto, in uso, ad intercettare il fermo porta 6 quando l’incaglio 11 si trova nella prima posizione di lavoro.
In particolare, secondo una delle caratteristiche del trovato, il dente 15 è delimitato tra un suo primo fianco 23 (figure 3,4) rivolto verso il corpo 21 ed un suo secondo fianco 24 (figure 1,2) rivolto da banda opposta al corpo 21.
Il fianco 23 è sagomato in modo che, in uso, in conseguenza di un movimento della porta 4 in una direzione D (figure 2,3) verso la posizione chiusa di figura 1, ad esempio a partire da una posizione aperta, scostata dal vano di accesso 5, come quella illustrata in figure 2 e 5, e quando l’incaglio 11 si trova nella prima posizione di lavoro (figure 2 e 3), l’incaglio 11 è atto ad esercitare sul corpo 10, in conseguenza della intercettazione del fermo porta 6 da parte del fianco 23 medesimo, una spinta tale da portare, contro l’azione dei mezzi elastici 22 e senza sollecitare i mezzi elastici 21, il corpo 10 nella seconda posizione di lavoro di figura 4, facendolo ruotare in una direzione R (figura 3), di modo che l’incaglio 11 (figura 4) può scavalcare il fermo porta 6 e permettere alla porta 4 di raggiungere la posizione chiusa, nella quale il fermo porta 6 si trova oltre il secondo fianco 24 del dente 15.
Il fianco 24 è viceversa sagomato in modo che i secondi mezzi elastici 22 possono riportare il primo corpo 10 nella prima posizione di lavoro, di partenza, facendolo ruotare nella direzione R1 (figura 4), in conseguenza della inserzione del fermo porta 6 nel vano 14.
Nella prima posizione di lavoro del corpo 10 l’incaglio 11 si trova affacciato ad una sede 25 del corpo 21 atta a ricevere in uso il fermo porta 6, come ben illustrato in figure 1,3,4 e 6, mentre nella seconda posizione di lavoro del corpo 10 l’incaglio 11 si trova discosto almeno in parte dalla sede 25 di ricezione del fermo porta 6 (figura 4).
In particolare, il primo corpo 10 è incernierato a sbalzo al secondo corpo 21 da banda opposta all’incaglio 11 ed in modo da poter ruotare intorno ad un secondo asse A2 parallelo all’asse A.
Secondo una delle caratteristiche del trovato, i corpi 10 e 21 sono incernierati tra loro in corrispondenza di rispettive proprie prime estremità 26,27 opposte all’incaglio 11 e sagomate sostanzialmente a L, disposte affacciate l’una all’altra. In combinazione, i secondo mezzi elastici 22 consistono in una molla sagomata sostanzialmente a V, comprendente un primo braccio 28 ed un secondo braccio 29 a sbalzo, uniti tra loro da una porzione ad occhiello 30; la molla 22 è semplicemente inserita precaricata tra le prime estremità 26,27 affacciate sagomate a L del primo e secondo corpo, 10 e 21 rispettivamente.
Il primo corpo 10 presenta in corrispondenza della sua prima estremità 26 una appendice 31, che si protende a sbalzo dalla prima estremità 26, in modo da formare con questa una ansa ad U, e che termina con una estremità libera ingrossata 32, conformata a nasello, impegnata a scatto entro la porzione ad occhiello 30 della molla a V 22. Tramite la estremità a nasello 32, il primo corpo 10 risulta incernierato al secondo corpo 21, girevole intorno al secondo asse A2, che è definito nella fattispecie dalla porzione ad occhiello 30 della molla 22.
In questo modo, i secondi mezzi elastici 22 sono atti a permettere tra il primo corpo 10 ed il secondo corpo 21 una rotazione relativa intorno al secondo asse A2 eccentrica rispetto all’incaglio 11 ed al primo asse A. Allo scopo di favorire sia tale rotazione sia il montaggio del corpo 10 sul corpo 21, l’appendice 31 della estremità 26 del corpo 10 è almeno parzialmente elastica, cosa resa possibile dal fatto che il corpo 10 è realizzato in un unico pezzo in materiale plastico sintetico.
In base a quanto finora descritto è chiaro che l’incaglio 11, se si trova nella prima posizione di lavoro, può compiere contro l’azione dei secondi mezzi elastici 22 una rotazione eccentrica intorno al secondo asse A2 in conseguenza di un movimento della porta 4 verso la posizione chiusa (movimento nella direzione D) e la conseguente intercettazione in uso del fermo porta 6 da parte dell’incaglio 11, per “saltare” il fermo porta 6 stesso (figura 4); mentre, quando l’incaglio 11 si trova nella seconda posizione di lavoro, esso, in conseguenza di un movimento nella direzione D della porta 4 verso la posizione chiusa, va in battuta contro il fermo porta 6 (figura 6), ma in una posizione eccentrica rispetto al primo asse A, in modo da vincere la resistenza dei mezzi elastici 13 e produrre così una instabilità temporanea che induce i mezzi elastici 13 a fare ruotare l’incaglio 11 dalla seconda alla prima posizione di lavoro, spostando la posizione relativa dell’asse B rispetto al perno 12.
Dunque, quando non vi sono anomalie, il dispositivo 10 funziona nel modo “tradizionale”, illustrato in figure 5 e 6. A porta 4 aperta (figura 5) l’incaglio 11 si trova nella seconda posizione di lavoro, con il vano 14 rivolto verso il fermo porta 6 e sostanzialmente affacciato ad esso; portando la porta 4 entro il vano porta 5, il bordo di spallamento 16 dell’incaglio 11 va in battuta contro il fermo porta 6 che è nel frattempo penetrato nella sede 25, esercitando sull’incaglio 11 una forza di reazione F (figura 6) che è eccentrica rispetto all’asse A; essa applica pertanto sull’incaglio 11 una coppia che costringe lo stesso ad effettuare una rotazione T (figura 6) che sollecita la molla 13 a trazione e comincia a spostare l’asse B rispetto al perno 12; a circa metà movimento la reazione elastica della molla 12 completa la rotazione dell’incaglio 11 portandolo nella prima posizione di lavoro, causando l’impegnamento del fermo porta 6 nel vano 14 (figura 1); la porta 4 in questa posizione, è chiusa e bloccata,in quanto il dente 15 intercetta con il suo fianco 24 il fermo porta 6.
Per aprire la porta 4 è sufficiente che l’utente eserciti sulla stessa una trazione nel senso di allontanarla dal vano porta 5 (ovvero nella direzione D, ma in verso opposto); in questo caso, il fianco 24 del dente 15 riceve dal fermo porta 6 una spinta che produce una rotazione dell’incaglio 11 nel verso opposto al precedente, verso la seconda posizione di lavoro,, nella quale il fermo porta 6 si disimpegna. L’incaglio 11 si trova di nuovo nella posizione di figura 5 e il dispositivo 1 è pronto per una altra manovra di chiusura.
Nel caso in cui l’incaglio 11 venga portato manualmente, per errore, nella prima posizione di lavoro, oppure si verifichi un anomalo funzionamento nel meccanismo bistabile definito dall’incaglio 11, la molla 13 ed il corpo 10, si può verificare la situazione illustrata in figure 2 e 3; in questo caso, con un dispositivo bloccaporta tradizionale sarebbe impossibile chiudere la porta 4; infatti, avvicinando la porta 4 al vano pota 5 il dente 15 va in battuta contro il fermo porta 6 con il suo fianco 23, tramite il quale l’incaglio 11 riceve la forza di reazione F (figura 3), ma non può ruotare nella direzione R essendo già in una posizione di fine corsa.
Secondo il trovato, la forza F è però diretta eccentricamente all’asse A2, per cui esercita sull’incaglio 11 una coppia che questo, non potendo ruotare, trasmette al corpo 10 cui è vincolato tramite il perno 12; il corpo 10 è dunque sollecitato a ruotare nella direzione R, cosa che può fare, contro l’azione della molla 22, essendo mobile (incernierato), secondo il trovato, al corpo 21, invece fissato alla porta 4.
Il corpo 10 ruota pertanto di un angolo S (figura 4) abbassando l’incaglio 11 sotto il fermo porta 6; in questa posizione il dente 15 non può più intercettare il fermo porta 6, per cui la porta 4 può essere chiusa normalmente; la reazione elastica della molla 22 riporta quindi il corpo 10 nella posizione di partenza, facendolo ruotare nella direzione R1 (figura 4), non appena il dente 15 abbandona il fermo porta 6, producendo l’inserzione di quest’ultimo nel vano 14 a causa del fatto che l’incaglio 11 era e continua a rimanere nella prima posizione di lavoro. Si riottiene così la posizione normale di chiusura di figura 1, nonostante l’anomalia iniziale di partenza.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo bloccaporta (1) auto-riposizionabile per un elettrodomestico (2), in particolare una lavastoviglie, comprendente un primo corpo (10) di supporto, un incaglio (11) portato girevole dal primo corpo di supporto intorno ad un primo asse di rotazione (A) ed in uso operativamente associato ad un fermo porta (6) dell’elettrodomestico e primi mezzi elastici (13) vincolati interposti tra il primo corpo di supporto e l’incaglio per essere in uso atti a fare assumere selettivamente all’incaglio (11) una prima ed una seconda posizione di lavoro, tra loro ruotate di un primo angolo intorno al primo asse (A); caratterizzato dal fatto di comprendere inoltre: un secondo corpo (21) di supporto disegnato per essere in uso portato solidale da una porta (4) dell’elettrodomestico e che supporta mobile il primo corpo (10); e secondi mezzi elastici (22) portati dal secondo corpo (21) ed interposti tra quest’ultimo ed il primo corpo (10); il primo corpo (10) essendo normalmente mantenuto dai secondi mezzi elastici (22) in una prima posizione di lavoro, in cui un dente (15) dell’incaglio (11) è atto a intercettare/non intercettare in uso il fermo porta (6) quando l’incaglio (11) si trova, rispettivamente, nelle dette prima e seconda posizione di lavoro, per rispettivamente bloccare/sbloccare la porta (4) quando essa si trova in una posizione chiusa; ed il primo corpo (10) essendo mobile contro l’azione dei secondi mezzi elastici (22) verso una seconda posizione di lavoro, nella quale il dente (15) dell’incaglio (11) non è più atto, in uso, ad intercettare il fermo porta (6) quando l’incaglio (11) è nella detta prima posizione di lavoro.
  2. 2. Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che un primo fianco (23) di detto dente (15) dell’incaglio (11), rivolto verso il secondo corpo (21), è sagomato in modo che, in conseguenza di un movimento della porta (4) verso la posizione chiusa e quando l’incaglio si trova nella detta prima posizione di lavoro, l’incaglio (11) esercita sul primo corpo (10), in conseguenza della intercettazione del fermo porta (6) da parte di detto primo fianco (23) del dente dell’incaglio, una spinta tale da portare, contro l’azione dei secondi mezzi elastici (22) e senza sollecitare i primi mezzi elastici (13), il primo corpo (10) nella detta seconda posizione di lavoro, di modo che l’incaglio (11) può scavalcare il fermo porta (6) e permettere alla porta (4) di raggiungere la posizione chiusa, nella quale il fermo porta (6) si trova oltre un secondo fianco (24) del detto dente (15) dell’incaglio (11), rivolto da banda opposta al secondo corpo (21) e sagomato in modo che i secondi mezzi elastici (22) possono riportare il primo corpo (10) nella prima posizione di lavoro.
  3. 3. Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che, nella detta prima posizione di lavoro del primo corpo (10) l’incaglio (11) si trova affacciato ad una sede (25) del secondo corpo (21) atta a ricevere in uso il fermo porta (6), mentre nella seconda posizione di lavoro del primo corpo (10) l’incaglio (11) si trova discosto almeno in parte da detta sede (25) di ricezione del fermo porta.
  4. 4. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto primo corpo (10) è incernierato a sbalzo al secondo corpo (21) da banda opposta all’incaglio (11) ed in modo da poter ruotare intorno ad un secondo asse (A2) parallelo al primo (A).
  5. 5. Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che l’incaglio (11), se si trova nella detta prima posizione di lavoro, può compiere contro l’azione dei secondi mezzi elastici (22) ed insieme al primo corpo (10) una rotazione eccentrica intorno al secondo asse (A2) in conseguenza di un movimento della porta (4) verso la posizione chiusa e la conseguente intercettazione in uso del fermo porta (6) da parte dell’incaglio (11), per saltare il fermo porta (6); mentre quando l’incaglio (11) si trova nella seconda posizione di lavoro, esso, in conseguenza di un movimento della porta (4) verso la posizione chiusa, va in battuta contro il fermo porta (6), ma in una posizione eccentrica rispetto al primo asse (A), in modo da indurre i primi mezzi elastici (13) a fare ruotare l’incaglio (11) dalla seconda alla prima posizione di lavoro.
  6. 6. Dispositivo secondo la rivendicazione 4 o 5, caratterizzato dal fatto che detti secondi mezzi elastici (22) sono atti a permettere tra il primo ed il secondo corpo (10,21) una rotazione relativa intorno al detto secondo asse (A2) eccentrica rispetto all’incaglio (11) ed al primo asse (A).
  7. 7. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti primo e secondo corpo (10,21) sono incernierati tra loro in corrispondenza di rispettive proprie prime estremità (26,27) opposte all’incaglio (11) e sagomate sostanzialmente a L, disposte affacciate l’una all’altra; i detti secondo mezzi elastici consistendo in una molla (22) sagomata sostanzialmente a V, comprendente un primo ed un secondo braccio (28,29) a sbalzo, uniti tra loro da una porzione ad occhiello (30), semplicemente inserita precaricata tra le prime estremità (26,27) affacciate sagomate a L del primo e secondo corpo (10,21), il primo corpo (10) presentando in corrispondenza della sua prima estremità (26) una appendice (31) che si protende a sbalzo dalla prima estremità (26) in modo da formare con questa una ansa ad U e che termina con una estremità libera ingrossata (32), conformata a nasello, impegnata a scatto entro la porzione ad occhiello (30) della molla a V (22) e tramite la quale il primo corpo (10) risulta incernierato al secondo (21), girevole intorno al secondo asse (A2), che è definito da detta porzione ad occhiello (30) della molla (22).
  8. 8. Dispositivo secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detta appendice (31) della prima estremità (26) del primo corpo (10) è almeno parzialmente elastica.
  9. 9. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti primo e secondo corpo (10,21) e detto incaglio (11) sono realizzati in una materia plastica sintetica stampata.
  10. 10. Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto primo asse (A) è definito da un perno (12) di rotazione dell’incaglio (11), impegnato folle sul primo corpo (10).
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