ITTO20120567A1 - Puleggia disaccoppiatrice - Google Patents

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ITTO20120567A1
ITTO20120567A1 IT000567A ITTO20120567A ITTO20120567A1 IT TO20120567 A1 ITTO20120567 A1 IT TO20120567A1 IT 000567 A IT000567 A IT 000567A IT TO20120567 A ITTO20120567 A IT TO20120567A IT TO20120567 A1 ITTO20120567 A1 IT TO20120567A1
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IT
Italy
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pulley
springs
hub
assembly according
spring
Prior art date
Application number
IT000567A
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English (en)
Inventor
Gianluca Cariccia
Ettore Gaude
Andrea Guala
Original Assignee
Dayco Europe Srl
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    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F16ENGINEERING ELEMENTS AND UNITS; GENERAL MEASURES FOR PRODUCING AND MAINTAINING EFFECTIVE FUNCTIONING OF MACHINES OR INSTALLATIONS; THERMAL INSULATION IN GENERAL
    • F16FSPRINGS; SHOCK-ABSORBERS; MEANS FOR DAMPING VIBRATION
    • F16F15/00Suppression of vibrations in systems; Means or arrangements for avoiding or reducing out-of-balance forces, e.g. due to motion
    • F16F15/10Suppression of vibrations in rotating systems by making use of members moving with the system
    • F16F15/12Suppression of vibrations in rotating systems by making use of members moving with the system using elastic members or friction-damping members, e.g. between a rotating shaft and a gyratory mass mounted thereon
    • F16F15/121Suppression of vibrations in rotating systems by making use of members moving with the system using elastic members or friction-damping members, e.g. between a rotating shaft and a gyratory mass mounted thereon using springs as elastic members, e.g. metallic springs
    • F16F15/123Wound springs
    • F16F15/1232Wound springs characterised by the spring mounting
    • F16F15/1234Additional guiding means for springs, e.g. for support along the body of springs that extend circumferentially over a significant length
    • FMECHANICAL ENGINEERING; LIGHTING; HEATING; WEAPONS; BLASTING
    • F16ENGINEERING ELEMENTS AND UNITS; GENERAL MEASURES FOR PRODUCING AND MAINTAINING EFFECTIVE FUNCTIONING OF MACHINES OR INSTALLATIONS; THERMAL INSULATION IN GENERAL
    • F16HGEARING
    • F16H55/00Elements with teeth or friction surfaces for conveying motion; Worms, pulleys or sheaves for gearing mechanisms
    • F16H55/32Friction members
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Description

DESCRIZIONE
“PULEGGIA DISACCOPPIATRICEâ€
La presente invenzione à ̈ relativa a una puleggia disaccoppiatrice, preferibilmente una puleggia per un albero a gomiti in una trasmissione accessori.
Recentemente sono stati sviluppati motori a combustione interna i cui alberi a gomiti presentano elevate irregolarità di rotazione in favore di un consumo inferiore di emissioni inquinanti. Tali irregolarità tendono a trasmettersi alla trasmissione accessori. Inoltre, qualora la trasmissione accessori si montata su un motore a combustione dotato di funzionalità start-stop, i carichi tendono ad avere picchi ulteriormente incrementati sia in intensità sia in numero. Ciò a causa del fatto che durante l’avviamento le fluttuazioni di coppia sono più elevate che in passato elevate, sia nel caso si impieghi un motorino di avviamento rinforzato, sia a maggior ragione quando il sistema start-stop à ̈ fatto utilizzando una macchina elettrica reversibile al posto di un alternatore convenzionale, ove la coppia per avviare il motore passa attraverso tale puleggia disaccoppiatrice che deve essere pertanto dimensionata per coppie notevolmente superiori alle normali coppie di trascinamento.
Inoltre, a causa delle elevate inerzie di rotazione degli accessori, aumentano gli effetti dinamici sulla trasmissione rendendo possibile la presenza di una risonanza della trasmissione accessori all’interno o prossima al campo di funzionamento.
Ulteriori sovrasollecitazoni al giunto disaccoppiatore possono avvenire durante l’improvvisa decelerazione a partire da una condizione di elevata velocità di rotazione della trasmissione accessori che si verifica normalmente durante cambi marcia rapidi verso l’alto ove la cinghia tende a sopravanzare la puleggia dell’albero motore a causa delle inerzie di rotazione degli accessori generando coppie negative sul giunto, e viceversa durante cambiate veloci verso marce basse con accessori a massima potenza si generano sovraccoppie positive notevoli .
E’ pertanto sentita l’esigenza di realizzare una puleggia disaccoppiatrice per isolare le oscillazioni di carico ed evitare la propagazione di sollecitazioni che impattano negativamente sul funzionamento del motore a combustione interna e/o della trasmissione accessori. Le coppie in gioco e le richieste di chilometraggio, in continuo aumento, sono tali da richiedere l’impiego di elementi elastici in acciaio come alternativa ai convenzionali giunti in gomma.
In particolare, nella costante esigenza di ridurre i costi di produzione mantenendo elevate le prestazioni, Ã ̈ importante ridurre il numero dei pezzi e semplificare il layout in modo da facilitare e velocizzare il montaggio.
A questo scopo à ̈ possibile usare molle a filo elicoidale caricate in compressione per accoppiare in modo elasticamente torsionale il mozzo alla puleggia. Tali molle consentono di ottenere in modo poco costoso basse rigidezze torsionali adatte per ottenere un’efficace disaccoppiamento torsionale in presenza di oscillazioni relative anche ampie come può succedere nei moderni motori a scoppio combustione interna..
Inoltre, allo scopo di aumentare l’efficacia del disaccoppiamento torsionale occorre diminuire le coppie di attrito torsionali agenti fra mozzo e puleggia durante le oscillazioni relative. Tuttavia un valore calibrato della coppia di smorzamento risulta benefico per diminuire le ampiezze di oscillazione in caso si incontrino risonanze torsionali in funzionamento.
In aggiunta, come segnalato brevemente sopra, il carico di una puleggia dell’albero a gomiti à ̈ particolarmente complesso ed à ̈ preferibile che la rigidezza torsionale della puleggia sia variabile in modo da raggiungere elevate prestazioni in condizioni di carico anche molto differenti.
Lo scopo della presente invenzione à ̈ di realizzare una puleggia disaccopiatrice in grado di soddisfare almeno in parte le esigenze sopra specificate.
Lo scopo della presente invenzione viene raggiunto con una puleggia disaccoppiatrice secondo la rivendicazione 1.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano degli esempi di attuazione non limitativi, in cui:
- la figura 1 Ã ̈ una sezione radiale di una prima forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 2 Ã ̈ una sezione di figura 1 secondo la linea II-II;
- la figura 3 Ã ̈ una vista prospettica di un particolare di figura 1;
- le figure 4a, 4b sono viste prospettiche rispettivamente con particolari sezionati e con particolari asportati per chiarezza di una seconda forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 5 Ã ̈ una vista esplosa di una terza forma di realizzazione della presente invenzione;
- la figura 6 Ã ̈ una sezione di una variante costruttiva della puleggia di figura 4; e
La figura 7 Ã ̈ una sezione di una variante costruttiva della puleggia di figura 5.
In figura 1, con 1 à ̈ indicata con 1 nel suo insieme un gruppo puleggia disaccoppiatrice comprendente un mozzo 2 atto ad essere collegato a un albero a gomiti (non illustrato) di un motore a combustione interna, una puleggia 3 portata radialmente dal mozzo 2 tramite cuscinetti a rotolamento 4 e un gruppo elastico S per accoppiare alla rotazione il mozzo 2 e la puleggia 3 e avente uno sviluppo curvilineo in direzione circonferenziale. Preferibilmente il mozzo 2 comprende una porzione a flangia 6 avente una sezione trasversale a “C†e alloggiante in direzione assiale almeno uno dei cuscinetti 3 e una porzione sagomata 7 contrapposta assialmente alla porzione a flangia F e definente una ruota dentata 8. La pozione a flangia F e la porzione sagomata 7 sono separabili e collegate rigidamente alla rotazione.
Il gruppo elastico S comprende almeno due molle a filo elicoidale 5, 6 disposte in serie e aventi rispettivamente una rigidezza a compressione differente, e un distanziale 9 avente una porzione di aggancio 10 interposta in direzione circonferenziale fra le molle 5 e 6. Preferibilmente il gruppo elastico S comprende due coppie di molle 5 e 6 assialsimmetriche rispetto a un asse A del mozzo 2.
Le molle in serie 5 e 6 sono alloggiate in una sede circonferenziale 11 delimitata angolarmente da una coppia di protuberanze 12 fisse rispetto alla puleggia 3 e/o da due risalti 13 uscenti radialmente dalla porzione a flangia F del mozzo 2. Le molle 5 e 6 possono essere alloggiate con gioco circonferenziale rispetto alle protuberanze 12 e/o ai risalti 13, nella sede 11. In questo modo in uso viene definito un angolo di morto di rotazione relativa fra mozzo 2 e puleggia 3 nel quale mozzo e puleggia si muovono angolarmente senza che le molle 5 e 6 siano caricate. Alternativamente, le molle 5 e 6 sono montate nella sede 11 con un precarico agente contro sia le protuberanze 12 che i risalti 13 in modo che ogni movimento relativo fra mozzo e puleggia determini una compressione delle molle 5 e 6.
Inoltre, il distanziale 9 comprende una parete curva 14 preferibilmente scorrevole su una porzione libera di estremità 14 della porzione a flangia F e un fianco 15 trasversale alla parete curva 14 e affacciato a una cartella C della puleggia 3. La parete curva 14 e il fianco 15 definiscono un recesso diviso dalla porzione di aggancio 10 in due zone circonferenziali R1, R2 per alloggiare parzialmente la molla 5 e la molla 6 da parti contrapposte rispetto alla porzione di aggancio 10.
In aggiunta (figura 3) il distanziale 9 definisce una prima superficie di battuta 16 e una seconda superficie di battuta 17 disposte su rispettive estremità angolarmente distanziante del distanziale 9 e affiancate al filo elicoidale 18 delle molle 5, 6. Le superfici di battuta 16, 17 possono essere affiancate al filo elicoidale 18 sia internamente che esternamente in direzione radiale rispetto all’asse delle molle 5, 6 e, nell’esempio di realizzazione illustrato in figura 2, le superfici di battuta 16, 17 sono radialmente esterne alle spire.
Le superfici di battuta 16, 17 sono inoltre opportunamente sagomate per contattare selettivamente le protuberanze 12 o i risalti 13 per consentire il massimo trasferimento di coppia della puleggia 1. Infatti, le protuberanze 12 e i risalti 13 sono distanziati in direzione assiale per non interferire fra loro in nessuna posizione angolare relativa del mozzo 2 e della puleggia 3. Preferibilmente, ciascuna delle superfici di battuta 16, 17 definisce una prima area A1 selettivamente a contatto con le sole protuberanze 12 e una seconda area A2 selettivamente a contatto con i soli risalti 13. Ancor più preferibilmente, la prima area A1 presenta una dimensione radiale massima D1 superiore rispetto a quella, D2, della seconda area A2. Inoltre, le aree A1 e A2 sono sagomate per combaciare con la forma delle rispettive porzioni delle protuberanze 12 e dei risalti 13 contattati.
In una posizione di riposo del gruppo puleggia 1 in cui il carico sul gruppo elastico S Ã ̈ minimo o nullo, le molle 5, 6 sono rispettivamente aggettanti in direzione circonferenziale rispetto ad almeno una delle aree A1 e A2 della relativa superficie di battuta 16, 17. Per semplificare la geometria dei pezzi, le superfici di battuta 16, 17 sono interamente piane.
Le molle 5, 6 sono inoltre chiuse nei rispettivi recessi R1, R2 tramite una parete sagomata 19 comprendente una porzione cilindrica 20 circondate radialmente le molle 5, 6 e una flangia 21 uscente dalla porzione cilindrica 20 verso l’asse A e disposta da parte assiale opposta del fianco 15 rispetto alle molle 5, 6. La parete sagomata 19 à ̈ rotazionalmente rigida rispetto alla puleggia 1 e, preferibilmente, comprende una coppia di risalti 22 che si affacciano alle protuberanze 12 senza interferire con i risalti 13. Preferibilmente, in caso di contatto, la coppia di risalti 22 à ̈ angolarmente disposta per contattare le superfici di battuta 16, 17 contemporaneamente alla alle protuberanze 12. Inoltre, la parete cilindrica 20 à ̈ piantata ad interferenza radiale nella puleggia 3 e, in questo modo, viene definita una camera 23 alloggiante le molle 5, 6 e il relativo distanziale 9 all’interno della quale viene prevista una quantità di grasso adatta a lubrificare la zona di contatto fra le molle 5, 6 e la parete cilindrica 20. La camera 23 viene chiusa dall’esterno tramite i cuscinetti 4 e tramite una tenuta T disposta fra la parete sagomata 19 e il mozzo 2, preferibilmente tramite una tenuta compressa assialmente fra la flangia 21 e una parete anulare 24 collegata rigidamente alla porzione a flangia F.
Preferibilmente, il fianco 15 presenta un gioco radiale con la superficie di slittamento delle molle 5, 6, in particolare con la parete cilindrica 20, inferiore rispetto a quella delle molle 5, 6. In questo modo l’accelerazione centrifuga si applica alle molle 5, 6 e ai distanziali senza che questi ultimi si appoggino e carichino in modo eccessivo alle molle. Il fianco 15 contatta pertanto la parete cilindrica 20 per trattenere in direzione radiale il distanziale 9 rispetto alle molle 5, 6.
La figura 4a illustra la sezione di un gruppo puleggia 30 secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione. In particolare, elementi del gruppo puleggia 30 funzionalmente identici a quelli già descritti in relazione alla puleggia 1 saranno indicati con i numeri di riferimento già impiegati nei paragrafi precedenti.
Nel gruppo puleggia 30, il gruppo elastico S comprende almeno una serie di tre molle 5, 6, 31 aventi rispettive rigidezze a compressione differenti, e i distanziali 9 e 32 rispettivamente disposti fra le molle 5, 6 e 6, 31. Il gruppo puleggia 30 comprende inoltre un blocco di estremità 33 e un blocco di estremità 34 appoggiati contro le protuberanze 12 e/o i risalti 13 e caricati contro questi ultimi dalle molle 5 e 31 rispettivamente.
Secondo una forma preferita di realizzazione della puleggia 3, ciascun distanziale 9, 32 definisce una rispettiva coppia di fori ciechi 35, 36 ciascuno dei quali alloggia parzialmente la rispettiva molla 5, 6 e 6, 31 lungo la direzione dell’asse delle molle 5, 6, 31 stesse. L’imbocco di ciascun foro 35, 36 à ̈ delimitato dalla rispettiva superficie di battuta 16, 17 e preferibilmente le pareti di ciascun distanziale circondano esternamente ad esempio in modo continuo la porzione alloggiata della relativa molla. Inoltre, nella puleggia 30, le superfici di battuta 16, 17 sono affiancate e, rispetto all’asse delle molle, radialmente esterne al filo elicoidale 18 delle molle 5, 6, 31. In particolare le pareti che circondano ciascun foro 35, 36 presentano almeno una porzione avente una quota radiale inferiore a quella dell’asse delle molle 5, 6, 31.
Anche ciascun blocco di estremità 33, 34 definisce un rispettivo foro cieco 37, 38 alloggiante parzialmente nella direzione del rispettivo asse la molla 5 e la molla 31 rispettivamente.
Secondo la presente forma di realizzazione, gli assi delle molle 5, 6, 31 sono rettilinei e inclinati un rispetto all’altro.
Inoltre, il gruppo elastico S, i distanziali 9, 32 e i blocchi di estremità 33, 34 sono circondati da una parete cilindrica 39 del mozzo 2. Sono radialmente interni alla parete cilindrica 39 anche le protuberanze 12 e i risalti 13. Preferibilmente, ciascun risalto 13 definisce una scanalatura passante in direzione circonferenziale nella quale à ̈ alloggiata una relativa protuberanza 12.
La puleggia 30 comprende inoltre, preferibilmente in un unico corpo, una corona esterna 40 che circonda la parete cilindrica 39, una cartella (non illustrata) uscente radialmente verso l’asse A dalla corona esterna 40 e una parete tubolare 42 uscente dalla cartella per supportare radialmente i distanziali 9, 31 e i blocchi di estremità 33, 34. La parete tubolare 42 à ̈ supportata radialmente su un corpo cilindrico 43 del mozzo 2 tramite i cuscinetti 4. Le protuberanze 12 sono collegate rigidamente alla cartella della puleggia 3 e aggettano in direzione dell’asse A rispetto alla cartella stessa.
Una massa sismica 44 può essere collegata tramite un anello di materiale elastomerico 45 alla parete cilindrica 39 in modo da essere circondata in direzione radiale dalla corona esterna 40.
Nel gruppo puleggia 30 il mozzo 2 à ̈ formato da più corpi collegati fra loro in modo rigido nella direzione circonferenziale, uno di tali corpi comprende almeno la parete 39 e l’altro almeno il corpo cilindrico 43.
Tramite la geometria dei distanziali 9, 31 le molle 5, 6, 31 possono lavorare anche a secco ma nella camera 23 Ã ̈ anche possibile inserire del grasso.
In figura 5 à ̈ illustrato un gruppo puleggia 50 secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione. In particolare, elementi del gruppo puleggia 50 funzionalmente identici a quelli già descritti in relazione alla puleggia 1 saranno indicati con i numeri di riferimento già impiegati nei paragrafi precedenti.
Le molle 5, 6, 31 presentano assi ad arco di circonferenza e ciascun distanziale 9, 32 comprende la parete curva 14 e la porzione di aggancio 10 uscente radialmente dalla parete curva 14 e interposta in direzione circonferenziale fra due delle molle 5, 6, 31. Il gruppo elastico S viene chiuso inferiormente tramite un anello 51 collegato rigidamente al mozzo 2 e superiormente tramite una parete cilindrica 52 collegata rigidamente alla puleggia 3 tramite piantaggio. In direzione assiale, il gruppo elastico S à ̈ affiancato da una parte dalla cartella C della puleggia e dall’altra da una flangia 53 uscente radialmente dalla parete cilindrica 52 e definente preferibilmente un corpo unico con quest’ultima.
Ciascuna superficie di battuta 16, 17 à ̈ radialmente esterna alle spire del filo a elica 18 e presenta un’area disposta radialmente fra l’asse della molla sovrastante e l’anello 51. In particolare, la percentuale maggiore dell’area di ciascuna superficie di battuta 16, 17 si trova ad una quota radialmente inferiore rispetto al diametro inferiore delle molle 5, 6, 31.
Le protuberanze 23 aggettano assialmente dalla cartella C e dalla parete cilindrica 52 verso i risalti 13 che si estendono radialmente dall’anello 51. All’interno della camera 23 il grasso lubrifica la superficie di contatto fra parete cilindrica 52 e molle 5, 6, 31. Infatti esiste un gioco radiale maggiore fra il diametro esterno delle molle 5, 6, 31 e la parete cilindrica 52 rispetto a quello fra la porzione di aggancio 10 e la parete cilindrica 52.
Inoltre, la porzione di aggancio 10 contatta almeno in uso la parete cilindrica 52 a causa dell’azione dell’accelerazione centrifuga in modo che almeno parte della forza generata dalla massa dei distanziali 9, 31 sia applicata sulla parete 52 e non completamente sulle molle 5, 6, 31.
In uso, quando la puleggia 1 à ̈ motrice, i risalti 13 comprimono le molle 5, 6 che, sporgendo circonferezialmente rispetto alle superifici di battuta 16, 17, sono trattenute dalle protuberanze 12 e dai risalti 22 e sono compresse contemporaneamente. Quando il carico aumenta ancora, la superficie di battuta affiancata alla molla 5, 6 avente la rigidezza a compressione minore, ad esempio la molla 6, contatta il risalto 13 e, in tale condizione, solo la molla 5 può essere ancora compressa in caso di ulteriore aumento del carico. Quando viene raggiunto un livello predeterminato di coppia trasferita, la superficie di battuta 17 contatta la protuberanza 12 e il risalto 22 in modo che la rigidezza torsionale aumenti ulteriormente. In particolare, oltre al livello predeterminato, il mozzo 2 e la puleggia 3 sono collegati unidirezionalmente in modo rigido.
Sulla base di quanto precede sono evidenti i vantaggi che i gruppi puleggia qui descritti e illustrati consentono di ottenere.
Tramite i distanziali 9, 32 le molle cilindriche non sono sovraccaricate e lavorano nelle migliori condizioni potendo offrire una grande flessibilità di progetto circa la caratteristica di rigidezza del gruppo elastico S. In particolare, tramite il montaggio in serie delle molle 5, 6 à ̈ possibile avere una rigidezza torsionale inizialmente nulla o bassa e poi, quando il distanziale 9 contatta la relativa protuberanza, la rigidezza torsionale aumenta poiché solo la seconda molla applica un carico fra il mozzo 2 e la puleggia 3. Quando il distanziale 9 à ̈ completamente chiuso fra la protuberanza 12 e il risalto 13 la rigidezza torsionale fra mozzo 2 e puleggia 3 cresce ancora e, preferibilmente, mozzo 2 e puleggia 3 sono accoppiate rigidamente almeno in un verso di rotazione.
Tramite un opportuno dimensionamento delle molle 5, 6, 31, in particolare in prossimità radiale del mozzo 2, à ̈ possibile montare la massa sismica 44 e l’anello di materiale elastomerico 45 all’interno della puleggia 3, come illustrato nelle figure 4 e 6.
Inoltre, i gruppi puleggia 1, 30, 50 sono semplici da costruire.
Risulta infine chiaro che ai gruppi puleggia qui descritti e illustrati à ̈ possibile apportare modifiche o varianti senza per questo uscire dall’ambito di tutela come definito dalle rivendicazioni allegate.
Le protuberanze 12 sono ottenute per deformazione plastica da una parete della puleggia 3 oppure possono essere elementi riportati sulla puleggia.
I distanziali 9, 32 possono appoggiarsi a seguito dell’accelerazione centrifuga anche su superfici cilindriche o ad arco di circonferenza aventi diametri differenti e in particolare minori di quelli delle superfici contattate dalle molle 5, 6, 31. Anche in questo caso, le superfici cilindriche trattengono i distanziali 9, 32 contro l’accelerazione centrifuga rispetto alle molle 5, 6, 31.
La puleggia 3 può essere radialmente supportata sul mozzo 2 dal cuscinetto 4 a rotolamento oppure da una boccola a strisciamento.
Inoltre, in ciascuna forma di realizzazione della puleggia, anche dove non esplicitamente descritto, la camera 23 può essere riempita parzialmente di grasso in modo da rendere costante nel tempo il coefficiente d’attrito dei distanziali 9, 32 e per ridurre la rumorosità degli impatti durante il funzionamento.
Secondo la forma di realizzazione illustrata in figura 6, la puleggia 60 à ̈ una variante della puleggia 30, dove le uniche differenze sono le seguenti. Nella puleggia 60, ciascuna protuberanza 12 viene realizzato per deformazione plastica e poi collegata rigidamente alla puleggia 3, ad esempio tramite rivettatura. Preferibilmente, ciascuna protuberanza 12 presenta una parete 61 avente fianchi contrapposti in direzione circonferenziale atti a contattare i blocchi di estremità 33, 34 rispettivamente, e una flangia 62 uscente dalla parete 61 e collegata rigidamente alla puleggia 3. Ancor più preferibilmente, ciascuna protuberanza 12 presenza una sezione trasversale a †̃C’ e comprende un’ulteriore parete 63 radialmente affacciata alla parete 61 e in rilievo assiale rispetto alla flangia 62. Disposto radialmente interno alla relativa parete 61, preferibilmente fra le pareti 61 e 63, ciascun risalto 13 à ̈ realizzato per deformazione plastica, ad esempio stampaggio, ed à ̈ portato da un elemento 64 del mozzo 2 avente una forma concava per circondare il cuscinetto 4. La parete 39 à ̈ anch’essa portata da un elemento concavo 65 del mozzo 2 adiacente all’elemento 64 e realizzato per deformazione plastica, ad esempio stampaggio.
Qualora le superfici di contatto fra i blocchi di estremità 33, 34 e le protuberanze 12 o i risalti 13 diminuisca, un inserto o strato di materiale più rigido rispetto a quello del corpo del blocco, ad esempio di materiale metallico se i blocchi sono realizzati di materiale polimerico, può essere interposto fra le protuberanze 12 o i risalti 13 e i blocchi 33, 34 stessi. Vantaggiosamente, tale strato o inserto può essere collegato rigidamente al relativo blocco 33, 34.
Secondo la forma di realizzazione illustrata in figura 7, la puleggia 70 à ̈ una variante della puleggia 50, dove le uniche differenze sono le seguenti. Dal momento che l’azione della cinghia, cioà ̈ la mezzeria M della superficie di contatto della puleggia 3 con la cinghia, non à ̈ allineata al cuscinetto 4, si genera una coppia ribaltante agente sul cuscinetto stesso. Per diminuire gli effetti negativi di tale coppia ribaltante, la puleggia 70 comprende un dispositivo a molla 71 agente in direzione assiale sulla puleggia 3 per generare una coppia ribaltante opposta a quella generata dall’azione della cinghia in modo da diminuire o annullare gli effetti di quest’ultima sul cuscinetto 4. Preferibilmente, il dispositivo 71 comprende una molla 72, vantaggiosamente una molla di flessione avente una porzione collegata rigidamente al mozzo 2, e un anello 73 caricato dalla molla 72 contro la puleggia 3, preferibilmente contro la parete 53, la quale à ̈ collegata rigidamente alla puleggia 3. Preferibilmente, la molla di flessione 72 à ̈ una molla a disco e l’anello 73 à ̈ di materiale polimerico.
La mezzeria M della superficie di contatto della puleggia 3 può essere assialmente scostata rispetto al cuscinetto 4 per diversi motivi: nel caso illustrato à ̈ possibile che alla puleggia 3 angolarmente mobile rispetto al mozzo 2 sia associata a una seconda puleggia P collegata rigidamente al mozzo 2 e assialmente affiancata alla puleggia 3.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Puleggia disaccoppiatrice (1, 30, 50, 60, 70) comprendente un mozzo (2), una puleggia (3) supportata radialmente sul mozzo (2) in modo angolarmente mobile, almeno una serie di una prima e una seconda molla a filo elicoidale (5, 6) aventi una rigidezza a compressione differente e caricate in compressione quando i detti mozzo e puleggia (2, 3) ruotano relativamente, un distanziale (9, 31) angolarmente mobile rispetto ai detti mozzo e puleggia (2, 3) quando i detti mozzo e puleggia ruotano relativamente al di sotto di un valore massimo e avente una prima porzione affiancata al filo della prima molla (5) e definente una prima superficie di battuta (16), e una seconda porzione affiancata al filo della detta seconda molla (6) e definente una seconda superficie di battuta (17), il detto distanziale (9, 31) essendo compresso in direzione circonferenziale fra i detti mozzo e puleggia (2, 3) con un carico applicato alle dette prima e seconda battuta (16, 17) quando il detto valore massimo viene raggiunto e le dette prima e seconda molla (5, 6) sono compresse.
  2. 2. Gruppo puleggia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere una parete (20, 39, 52) circondante almeno una porzione (10, 15) del detto distanziale (9) e dal fatto che la detta porzione (15) si appoggia alla detta parete (20, 39, 52) e viene da essa trattenuta contro l’effetto dell’accelerazione centrifuga rispetto alle dette molle (5, 6).
  3. 3. Gruppo puleggia secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che la detta porzione (10) del detto distanziale (9) Ã ̈ circonferenzialmente interposta fra le dette prima e seconda molla (5, 6).
  4. 4. Gruppo puleggia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che le dette prima e seconda superficie di contatto (16, 17) presentano rispettive aree disposte ad una quota radialmente inferiore rispetto ad un asse della relativa molla (5, 6).
  5. 5. Gruppo puleggia secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che il detto distanziale (9) comprende una porzione di parete (14) circonferenzialmente interposta fra le dette superfici di battuta (16, 17) e radialmente disposta ad una quota radiale inferiore rispetto all’asse delle dette molle (5, 6).
  6. 6. Gruppo puleggia secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che la detta porzione di parete (14) Ã ̈ disposta ad una quota radialmente inferiore rispetto a quella del diametro inferiore delle dette molle (5, 6).
  7. 7. Gruppo puleggia secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che il detto distanziale (9) comprende un fianco (15) affiancato ad almeno una delle dette molle (5, 6).
  8. 8. Gruppo puleggia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 6 o 7, caratterizzato dal fatto che le dette prima e seconda molla (5, 6) hanno un asse rettilineo e il detto distanziale definisce una coppia di fori ciechi (35, 36) ciascuno dei quali alloggia una porzione della relativa prima e seconda molla (35, 36).
  9. 9. Gruppo puleggia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 6 o 7, caratterizzata dal fatto che le dette molle (5, 6) presentano un asse curvilineo.
  10. 10. Gruppo puleggia secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere un dispositivo a molla (72, 73) per applicare un carico assiale sulla detta puleggia (3).
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