ITTO20130097A1 - Procedimento per realizzare una confezione di un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciario - Google Patents

Procedimento per realizzare una confezione di un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciario

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ITTO20130097A1
ITTO20130097A1 IT000097A ITTO20130097A ITTO20130097A1 IT TO20130097 A1 ITTO20130097 A1 IT TO20130097A1 IT 000097 A IT000097 A IT 000097A IT TO20130097 A ITTO20130097 A IT TO20130097A IT TO20130097 A1 ITTO20130097 A1 IT TO20130097A1
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IT
Italy
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flange
receiving portion
cavity
sealing area
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IT000097A
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English (en)
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Enrico Sappa
Giovanni Sobrero
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Soremartec Sa
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Description

“Procedimento per realizzare una confezione di un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciarioâ€
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda un procedimento per realizzare una confezione di un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciario, comprendente le fasi di:
- provvedere un primo foglio di materiale di incarto, presentante una prima porzione di ricezione di detto prodotto e una prima porzione periferica circondante detta prima porzione di ricezione;
- provvedere un secondo foglio di materiale di incarto presentante una seconda porzione di ricezione di detto prodotto e una seconda porzione periferica circondante detta seconda porzione di ricezione;
- disporre detto prodotto su detta prima o seconda porzione di ricezione;
- accoppiare detto primo foglio a detto secondo foglio in modo che dette prima e seconda porzione di ricezione di detto prodotto definiscano insieme una cavità chiusa in cui à ̈ alloggiato detto prodotto, e in modo che dette prima e seconda porzione periferica siano poste a contatto fra loro così da formare una flangia circondante detta cavità;
- formare su detta flangia un’area di sigillatura che chiude ermeticamente detta cavità; e
- piegare detta flangia lungo una linea di piegatura tale da definire una parte di flangia prossimale e una parte di flangia distale collegata a detta parte prossimale da detta linea di piegatura, detta linea di piegatura ribaltando detta parte distale verso detta cavità, contro detta parte prossimale.
Un procedimento del tipo sopraindicato à ̈ noto dal brevetto europeo EP2366631 B1 di titolarità della stessa Richiedente.
Tale tipo di procedimento viene solitamente impiegato per confezionare prodotti dolciari, tipicamente a base di cioccolato, la cui superficie esterna presenta una sagoma particolare, raffigurante, ad esempio, personaggi o animali di fantasia, o ancora oggetti legati alle tradizioni delle Festività, quali campane o uova di Pasqua, allo scopo di realizzare confezioni che ne riproducano esternamente esattamente la particolare forma. A tal fine, i due fogli di incarto della confezione vengono fatti aderire all’intera superficie esterna del prodotto.
In tale tipo di confezione, l’aspetto estetico ha evidentemente la medesima importanza della protezione che viene assicurata al prodotto.
A tal proposito, proprio per esaltare l’aspetto estetico della confezione, solitamente la flangia ripiegata menzionata all’inizio viene realizzata in modo da individuare complessivamente un profilo sostanzialmente corrispondente al contorno esterno del prodotto confezionato, affinché il prodotto risulti come fosse incorniciato.
Il brevetto sopra indicato descrive nel dettaglio come ottenere la suddetta flangia ripiegata, prospettando la possibilità di realizzare su tale flangia una sigillatura ermetica.
La Richiedente ha tuttavia rilevato che, in generale, la realizzazione della sigillatura ermetica nell’ambito del procedimento descritto in tale brevetto può provocare l’insorgere di diversi difetti estetici, che coinvolgono sia la flangia ripiegata sia la parte di prodotto ad essa adiacente.
La presente invenzione si inserisce in tale contesto, allo scopo di fornire un procedimento del tipo indicato all’inizio che consenta di realizzare la sigillatura ermetica della confezione senza che si presentino i suddetti inconvenienti.
Lo scopo sopraindicato viene raggiunto tramite un procedimento presentante le caratteristiche della rivendicazione 1. La presente invenzione riguarda, inoltre, una confezione ottenuta tramite il procedimento in questione, e un dispositivo per realizzare la fase di sigillatura prevista in tale procedimento.
Le rivendicazioni formano parte integrante dell'insegnamento tecnico qui somministrato in relazione all'invenzione.
L’invenzione sarà ora descritta a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento alle rappresentazioni annesse nelle quali:
- la figura 1 rappresenta una vista prospettica di una confezione ottenuta secondo il procedimento qui descritto;
- la figura 1A rappresenta un dettaglio della confezione di figura 1 in una vista in sezione secondo la linea A-A di figura 1;
- le figure da 2 a 22 sono rappresentazioni schematiche che illustrano fasi successive del procedimento qui descritto in una forma di attuazione preferita;
- la figura 23 à ̈ una vista prospettica di un utensile di cianfrinatura utilizzato nell’ambito del procedimento; - la figura 24 à ̈ una vista in pianta dell’utensile di figura 23, raffigurato in una sua posizione operativa unitamente all’articolo su cui l’utensile opera per l’operazione di cianfrinatura.
Nella seguente descrizione sono illustrati vari dettagli specifici finalizzati ad una approfondita comprensione delle forme di attuazione. Le forme di attuazione possono essere realizzate senza uno o più dei dettagli specifici, o con altri metodi, componenti o materiali ecc. In altri casi, strutture, materiali o operazioni noti non sono mostrati o descritti in dettaglio per evitare di rendere oscuri i vari aspetti della forma di attuazione.
I riferimenti qui utilizzati sono soltanto per comodità e non definiscono dunque l’ambito di tutela o la portata delle forme di attuazione.
La figura 1 illustra un esempio di confezione di un prodotto P, nello specifico un uovo di Pasqua, realizzata secondo il procedimento qui descritto.
In generale, tale tipo di confezione, indicata nella figura 1 con il riferimento numerico 10, comprende un primo ed un secondo foglio di materiale di incarto 2 e 4 accoppiati fra loro.
Il foglio 2 presenta una porzione di ricezione del prodotto 2a e una porzione periferica 2b che circonda la porzione di ricezione 2a. Allo stesso modo, il foglio 4 presenta una porzione di ricezione del prodotto 4a e una porzione periferica 4b che circonda la porzione di ricezione 4a.
I fogli 2 e 4 sono accoppiati insieme in modo che le porzioni di ricezione 2a, 4a definiscano insieme una cavità chiusa C in cui à ̈ alloggiato il prodotto P, e in modo che le porzioni periferiche 2b, 4b siano poste a contatto fra loro così da formare una flangia 6 circondante la cavità C (si veda la figura 1A).
Con riferimento alla figura la, la flangia 6 presenta un’area di sigillatura 60 che chiude ermeticamente la cavità C. L’area di sigillatura 60 ha uno sviluppo longitudinale prevalente e risulta estendersi lungo un percorso chiuso che circonda le porzioni di ricezione 2a, 4a. Tale area à ̈ sostanzialmente identificabile come una “striscia di sigillatura†.
La flangia 6 à ̈ ripiegata su se stessa, individuando una parte prossimale 6a e una parte distale 6b unite fra loro da una linea di piegatura “s†. La linea “s†ribalta la parte distale 6b verso la cavità C, contro la parte prossimale 6a. Si noti che la figura 1A rappresenta un ingrandimento che non rispetta le proporzioni reali dei vari elementi, effettuato per rendere immediata la comprensione della struttura della flangia 6; in tale figura la linea di piegatura “s†risulta costituita da una banda perimetrale. Tuttavia, nella confezione reale gli spessori dei fogli 2 e 4 hanno dimensioni così ridotte, rispetto alla struttura della confezione, che tale banda può effettivamente approssimarsi con una linea, una linea di piegatura appunto.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, le porzioni di ricezione del prodotto 2a e 4a, insieme individuanti la cavità C, riproducono ciascuna la conformazione della superficie esterna della parte del prodotto P corrispondente, in modo da risultare sostanzialmente aderenti al prodotto. Tale configurazione permette alla confezione di riprodurre, sostanzialmente identicamente, la forma del prodotto in essa contenuto. Le porzioni di ricezione 2a e 4a possono quindi essere di una qualsiasi forma dipendente unicamente dalla forma del prodotto confezionato, e possono pertanto anche differire fra loro, ad esempio nei casi in cui il prodotto presenta facce opposte diverse. In proposito, vi possono, in generale, anche essere forme realizzative in cui le porzioni di ricezione 2a e 4a non sono entrambe di una generica forma a semiguscio come nell’esempio illustrato, ma, al contrario, una di esse à ̈ completamente piana.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, la linea di giunzione dei fogli 1 e 2 interna alla cavità C à ̈ - per tutta la sua estensione o almeno per parte di essa - direttamente a contatto con il prodotto P, e la linea di piegatura “s†della flangia 6 si estende ad essa parallelamente, così che complessivamente la flangia risulta riprodurre quasi esattamente il profilo che il prodotto P ha in corrispondenza del piano della flangia. L’effetto estetico à ̈ quello di maggiore esaltazione della figura globale del prodotto.
Per realizzare una confezione del tipo sopra descritto il procedimento in questione prevede in generale le fasi di:
- provvedere un primo foglio di materiale di incarto, presentante una prima porzione di ricezione di detto prodotto e una prima porzione periferica circondante detta prima porzione di ricezione;
- provvedere un secondo foglio di materiale di incarto presentante una seconda porzione di ricezione di detto prodotto e una seconda porzione periferica circondante detta seconda porzione di ricezione;
- disporre detto prodotto su detta prima o seconda porzione di ricezione;
- accoppiare detto primo foglio a detto secondo foglio in modo che dette prima e seconda porzione di ricezione di detto prodotto definiscano insieme una cavità chiusa in cui à ̈ alloggiato detto prodotto, e in modo che dette prima e seconda porzione periferica siano poste a contatto fra loro così da formare una flangia circondante detta cavità;
- formare su detta flangia un’area di sigillatura che chiude ermeticamente detta cavità; e
- piegare detta flangia lungo una linea di piegatura tale da definire una parte di flangia prossimale e una parte di flangia distale collegata a detta parte prossimale da detta linea di piegatura, detta linea di piegatura ribaltando detta parte distale verso detta cavità, contro detta parte prossimale.
Il procedimento qui descritto si caratterizza per il fatto che prevede di realizzare detta area di sigillatura ad una distanza minima dalle suddette prima e/o seconda porzione di ricezione, che à ̈ tale per cui, dopo detta fase di piegatura, detta area di sigillatura si ritrova in detta parte distale di detta flangia ripiegata, e non risulta attraversata da detta linea di piegatura.
La caratteristica indicata, inerente alla realizzazione dell’ area di sigillatura 60, comporta che la successiva fase di piegatura coinvolga direttamente, sottoponendole a deformazione, solamente porzioni non sigillate della flangia 6, e non anche invece la stessa area di sigillatura. Ciò consente di ottenere una flangia perfettamente ripiegata, che si mantiene stabilmente in tale condizione, senza il rischio di ritorni elastici verso una condizione distesa. In proposito, la Richiedente ha infatti rilevato che tali fenomeni di ritorno elastico si verificano quando la fase di piegatura coinvolge invece anche o solo – l’area di sigillatura, ovvero nei casi in cui questa à ̈ attraversata dalla linea di piegatura “s†; la ragione di tale comportamento à ̈ da attribuirsi al fatto che, dove i fogli 2 e 4 sono saldati assieme, la flangia 6 risulta complessivamente più rigida, ed assume pertanto un comportamento meccanico sostanzialmente più elastico rispetto alle restanti parti.
La caratteristica sopra indicata aiuta, inoltre, a risolvere il problema tecnico di evitare che il calore necessario per la sigillatura dei due fogli provochi al contempo la fusione, o comunque una variazione di consistenza, anche del prodotto P, nei casi in cui questo sia di un materiale che può fondere, quale ad esempio cioccolato. La realizzazione a distanza dell’area di sigillatura rispetto alle porzioni di ricezione del prodotto presuppone, infatti, che gli stessi mezzi di sigillatura si posizionino a distanza da tali porzioni (il che à ̈ già di per sé in grado di ridurre la quantità di calore proveniente dai mezzi di sigillatura che va ad investire il prodotto); nello spazio ricavato fra i mezzi di sigillatura e il prodotto à ̈ possibile inserire mezzi per proteggere il prodotto dal calore generato dai mezzi di sigillatura, evitando così che tale calore possa provocare il riscaldamento del prodotto.
Si noti, infine, che il posizionamento dell’ area di sigillatura 60 sulla porzione distale 6b consente di garantire che i bordi perimetrali di estremità delle porzioni periferiche 2b, 4b siano uniti fra loro in una reciproca condizione di perfetta coincidenza (ovvero allineamento), evitando che ne risultino visibili i lati interni, che potrebbero essere di colore e di aspetto diverso da quello dei lati esterni, e/o che tali porzioni siano arricciate e non perfettamente distese l’una sull’altra.
In vista di quanto sopra, à ̈ dunque evidente che la caratteristica di prevedere l’area di sigillatura alla suddetta distanza minima dalle porzioni di ricezione del prodotto dei fogli 2 e 4 à ̈ essenziale per ottenere sulla confezione un risultato estetico ottimale.
Il procedimento di confezionamento verrà ora descritto nel dettaglio, nelle sue diverse possibili forme di attuazione. A tale scopo, si farà riferimento alle figure da 2 a 25, le quali sono illustrazioni schematiche aventi il solo scopo di consentire un'immediata comprensione degli aspetti principali del procedimento e dei mezzi impiegati per implementarlo. In particolare, nel seguito si farà riferimento alla realizzazione di una singola confezione ma à ̈ chiaro che gli stessi mezzi descritti potranno essere facilmente configurati per realizzare contemporaneamente più confezioni alla volta.
Il procedimento prevede innanzitutto di fornire il primo ed il secondo foglio di incarto 2 e 4 che andranno a costituire la confezione. I fogli 2 e 4 sono preferibilmente di un materiale plasticamente deformabile, tipicamente alluminio, di spessore da 10 mm a 40 mm, e sono rivestiti di uno strato in materiale termofusibile o termosaldabile, ad esempio polietilene o qualsiasi altro materiale plastico di tipo analogo.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, il procedimento prevede di sagomare il primo e il secondo foglio in modo da definire su di essi le porzioni di ricezione del prodotto 2a e 4a indicate in Figura 1 .
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, a tale scopo il procedimento prevede l'impiego di stampi 8’ e 8’’, che presentano rispettive cavità di stampo 9 e 11 di forma corrispondente a porzioni complementari della superficie esterna del prodotto da confezionare. I fogli 2 e 4 vengono disposti sugli stampi 8’ e 8†, e tramite ad esempio l'ausilio di un tampone 10, di forma complementare alla superficie della cavità di stampo, vengono sottoposti ad una operazione di imbutitura tramite cui sui fogli 2 e 4 vengono a formarsi le parti di ricezione del prodotto 2a e 4a, circondate rispettivamente dalle porzioni periferiche 2b e 4b, di conformazione sostanzialmente piana.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, i fogli sagomati 2 e 4 vengono quindi trasferiti nei supporti ausiliari 12 e 14, presentanti rispettive sedi 16 e 18, per la ricezione delle parti sagomate 2a e 4a, e rispettive superfici piane 20 e 22, circondanti le sedi 16 e 18 e idonee a supportare le porzioni di flangia 2b e 4b. In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, uno di detti supporti, il supporto 12 nell’esempio illustrato, presenta una fessura o scanalatura anulare 24 circondante la sede 16 del supporto, la cui funzione verrà illustrata nel seguito.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, i supporti 12 e 14 sono suscettibili di essere movimentati l’uno rispetto all’altro fra una condizione aperta, ad esempio illustrata in Figura 4, e una condizione chiusa, ad esempio illustrata in Figura 7, ed inoltre, in quest’ultima condizione, di essere ruotati assieme, attorno ad un asse ortogonale al piano delle Figure. I mezzi per realizzare tali movimentazioni dei supporti 12 e 14 possono essere di un qualunque tipologia già nota al tecnico del settore e pertanto non verranno qui descritti nel dettaglio.
Nella condizione illustrata in Figura 5, l'articolo P viene posizionato, mediante mezzi di trasferimento di per sé noti, ad esempio del tipo a ventosa, nella parte di ricezione 4a del foglio 4, e, successivamente, tramite il ribaltamento di 180° del supporto 14 sul supporto 12 (figure 6 e 7), il foglio 2 viene accoppiato al foglio 4 in posizione sovrapposta alla porzione di superficie dell'articolo P che emerge dalla sede 18; si ottiene così una configurazione in cui i due fogli 2 e 4 sono disposti con le loro porzioni periferiche 2b e 4b a contatto fra loro a formare la flangia 6, e con le loro porzioni di ricezione 2a e 4a che insieme definiscono la cavità C contenente il prodotto P. Successivamente i supporti 12 e 14 vengono riportati nella loro condizione aperta come illustrato in figura 8.
Il procedimento qui descritto prevede a questo punto di realizzare l’area di sigillatura, allo scopo di chiudere ermeticamente la cavità C e al contempo unire insieme i fogli 2 e 4.
Come detto in precedenza, il procedimento qui descritto si caratterizza per il fatto di realizzare l’area di sigillatura ad una data distanza minima dalle porzioni di ricezione dei due fogli di incarto. Il valore di tale distanza à ̈ selezionato in modo tale per cui, dopo la fase di piegatura, l’area di sigillatura si ritrova sulla parte distale della flangia ripiegata, e non risulta attraversata dalla linea di piegatura in questa definita. Tale valore à ̈ quindi funzione della larghezza della parte prossimale della flangia ripiegata e, in generale, rispetto a tale larghezza, potrà essere uguale o maggiore. La larghezza della stessa area di sigillatura – misurata in una direzione trasversale alla direzione longitudinale dell’area - _ non potrà invece essere maggiore della larghezza della parte distale della flangia ripiegata.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, per realizzare l’area di sigillatura il procedimento qui descritto prevede l'impiego di un dispositivo di sigillatura 52.
Tale dispositivo comprende, in generale, mezzi di supporto configurati per ricevere i fogli 2 e 4 accoppiati insieme, che individuano una sede su cui disporre la porzione di ricezione 2a o 4a di tali fogli, e una superficie di contrasto, preferibilmente piana, su cui disporre le porzioni periferiche 2b, 4b. Il dispositivo 52 comprende, inoltre,un elemento di pressione 54 presentante un bordo riscaldante 54a, che à ̈ azionato da mezzi motori 53 per premere col bordo 54a le parti 2b, 4b contro la suddetta superficie di contrasto. In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, tali mezzi di supporto sono costituiti da uno degli stessi supporti 12 e 14, in tal caso la suddetta sede essendo costituita dalle sedi 16 e 18 di tali supporti, mentre la suddetta superficie di contrasto dalle loro superfici 20, 22; in forme di attuazione alternative, i mezzi di supporto in questione sono invece costituiti da un supporto del tutto simile ai supporti 12 e 14 ma univocamente destinato all’impiego col dispositivo di sigillatura 52. In varie forme di attuazione preferite, sulla suddetta superficie di contrasto à ̈ disposto un elemento elastico 44, ad esempio in silicone, presentante una conformazione tale da individuare una superficie piana che sostanzialmente riproduce in forma e dimensioni il bordo riscaldante 54a, e contro cui quest’ultimo preme le parti 2b, 4b. L’elemento 44 ha la funzione di compensare per effetto della sua consistenza elastica eventuali imperfezioni della superficie di contrasto e/o del bordo riscaldante. In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, l’elemento elastico 44 à ̈ ricevuto in una scanalatura corrispondente ricavata nella superficie di contrasto 22.
Nella regione in cui vengono premute dal bordo riscaldante 54a, le porzioni 2b, 4b si saldano insieme, per effetto dell’azione combinata di pressione e riscaldamento esercitata da tale bordo. Per realizzare l’area di sigillatura desiderata, il bordo riscaldante 54a presenta una larghezza corrispondente a quella di tale area di sigillatura, e si estende lungo un percorso chiuso di lunghezza e/o forma corrispondenti alle lunghezza e/o forma del percorso lungo cui si andrà a trovare l’area di sigillatura sulle porzioni 2b, 4b. In particolare, il bordo 54 si estende lungo un percorso tale per cui, nella condizione operativa dell’elemento 54, esso va a disporsi attorno alle porzioni di ricezione 2a, 4a, tenendosi ad una distanza pari almeno alla suddetta distanza minima dell’area di sigillatura, indicata con H nella figura 10A.
Come visibile nelle figure 10 e 10A, nella suddetta posizione operativa dell’elemento 54, fra il bordo riscaldante 54a e la parte sagomata 4a risulta ricavato uno spazio libero. In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, il procedimento prevede di inserire in tale spazio mezzi atti a proteggere il prodotto P dal calore trasmesso dal bordo riscaldante 54a.
A tale scopo, in varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, il dispositivo 52 comprende un corpo di raffreddamento 56, disposto all’interno del bordo riscaldante 54a e configurato per coprire la parte sagomata 4a e la porzione di prodotto in essa contenuta, evitando qualunque loro esposizione diretta al bordo riscaldante 54a e assorbendo il calore trasmesso da tale bordo. Il corpo 56 presenta in particolare una cavità 56a, atta a ricevere la parte sagomata 4a, e un bordo 56b, che circonda tale cavità ed à ̈ di una larghezza tale da potersi inserire nello spazio fra il bordo 54a e la parte sagomata 4a.
Il dispositivo 52 comprende mezzi per la circolazione di un fluido di raffreddamento (non illustrati) all’interno del corpo 56. In particolare, il corpo 56 comprende uno o più condotti che sono disposti attorno alla cavità 56a, e mezzi di alimentazione sono associati a tali condotti, per realizzare una circolazione del fluido di raffreddamento attraverso di essi. Nel funzionamento del dispositivo il fluido di raffreddamento assorbe il calore emanato dal bordo riscaldante 54, evitando così che tale calore possa provocare il riscaldamento della porzione 4a e del prodotto P.
Il corpo 56 può essere portato dallo stesso elemento di pressione 54, oppure da una struttura di movimentazione separata, il cui azionamento risulta coordinato con l’elemento 54.
In forme di attuazione alternative, al posto del corpo di raffreddamento 56 Ã ̈ possibile prevedere semplicemente un corpo in materiale isolante che impedisce il trasferimento al prodotto P del calore generato dal bordo riscaldante 54a.
Il dispositivo di sigillatura 52 sopra descritto può costituire una stazione nell'ambito di un impianto di confezionamento, che effettua in linea una o più delle operazioni precedentemente descritte, oppure può costituire un dispositivo a sé stante cui possono essere alimentati dalla linea dell’impianto i prodotti P con associati i relativi fogli 2 e 4.
Al termine dell’operazione di sigillatura, i fogli 2 e 4 risultano uniti insieme a formare un incarto chiuso ermeticamente.
Dopo la fase di sigillatura, il procedimento qui descritto prevede infine di realizzare la flangia ripiegata della confezione.
In generale, tale fase prevede di piegare su se stessa la flangia 6, lungo la linea di piegatura “s†, così da individuare la parte prossimale 6a e la parte distale 6b. La linea di piegatura “s†ribalta la parte distale 6b verso la cavità C, fino a portarla contro la parte prossimale 6a. Per quanto detto in precedenza, l’operazione di piegatura della flangia 6 non sottopone a deformazione l’area di sigillatura 60, e, al termine della stessa, tale area si ritrova in corrispondenza della parte distale 6b (si vedano le figure 1A e da 15 a 23).
Opzionalmente, prima dell’operazione di piegatura sopra indicata, à ̈ prevista un’operazione di taglio per ridurre la flangia 6 alla larghezza desiderata.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, le operazioni di taglio e piegatura sopra indicate vengono eseguite tramite i metodi e i dispositivi del brevetto EP2366631 discusso all’inizio, i quali verranno anche qui descritti nel dettaglio nel seguito per completezza di trattazione. É chiaro tuttavia che le operazioni in questione possono essere realizzate anche tramite metodi e/o dispositivi alternativi; si noti in proposito che i vantaggi sopra discussi legati al posizionamento a distanza dal prodotto P dell’area di sigillatura vengono chiaramente ottenuti anche nel caso si utilizzino metodi e/o dispositivi diversi da quelli descritti nel seguito.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, a partire dalla condizione illustrata in figura 11, l’incarto ottenuto dall'operazione di sigillatura viene trasferito dal supporto 14 al supporto 12. A tale scopo, viene eseguita una movimentazione dei supporti 12 e 14 comprendente in successione i) il ribaltamento di 180° del supporto 12 sul supporto 14 (Figura 12), ii) il ribaltamento di 180° dell'insieme dei supporti 12 e 14 (Figura 13), in modo che il prodotto e l’incarto passino dall’essere portati dal supporto 14 all’essere portati dal supporto 12, ed infine iii) la rimozione del supporto 14 dal supporto 12 (Figura 14).
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, il procedimento prevede quindi un'operazione di taglio della flangia 6, finalizzata ad ottenere la larghezza desiderata di tale flangia.
Tale operazione di taglio viene preferibilmente eseguita provocando, simultaneamente al taglio, la piegatura di una porzione distale di tale flangia in una condizione angolata, preferibilmente ortogonale, rispetto alla restante porzione prossimale, così da individuare già in tale fase le suddette parti prossimale e distale 6a e 6b che andranno a formare la flangia ripiegata nella fase successiva del procedimento.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, tale operazione può essere eseguita mediante un dispositivo del tipo illustrato nella figura 15, che coopera con il supporto 12, provvisto della scanalatura anulare 24. Tale dispositivo di taglio comprende un supporto mobile verticalmente 26, cui à ̈ associato un organo di taglio o fustella anulare 28 e mezzi pressori 30, 32, preferibilmente vincolati elasticamente al supporto 26, che circondano internamente ed esternamente l’organo di taglio anulare 28. Il dispositivo di taglio viene posizionato con i mezzi pressori 30, 32 a contatto con la flangia 6, e con l'organo di taglio 28 suscettibile di penetrare nella scanalatura 24. L’estremità tagliente 28a dell'organo di taglio 28 à ̈ suscettibile di penetrare nella scanalatura 24 ad una lieve distanza radiale dalla parete radialmente interna 24a della scanalatura 24, tale distanza essendo dimensionata in modo da poter accogliere la parte di flangia piegata.
In tal modo, nel corso dell'operazione di taglio, i mezzi pressori 30, 32 vincolano la flangia 6 e l'abbassamento dell'organo di taglio internamente alla scanalatura 24 provoca, simultaneamente al taglio delle porzioni periferiche della flangia, la simultanea piegatura verso il basso della porzione distale 6b rispetto alla porzione prossimale 6a. Le porzioni di sfrido, indicate nel loro insieme con 13, possono essere rimosse dopo il taglio ad esempio per aspirazione in una fase successiva del procedimento.
Successivamente, il procedimento contempla preferibilmente un'operazione di ribaltamento di 180° dell'incarto, così da posizionare verso l'alto le parti di flangia piegate. Quest'operazione può ad esempio essere eseguita secondo le fasi operative delle figure 16, 17, 18, 19, che comprendono il ribaltamento del supporto 14 sul supporto 12 per ottenere la configurazione della figura 17, in cui l’incarto à ̈ chiuso tra i supporti 12 14, il ribaltamento di 180° dei due supporti 12, 14 associati (figura 18), e la successiva apertura del supporto superiore 14 per ottenere la configurazione della figura 19.
Il procedimento prevede quindi di ribaltare la parte distale 6b della flangia contro la corrispondente parte prossimale 6a.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, per l'esecuzione di tale operazione il procedimento qui descritto prevede l'impiego del dispositivo di cianfrinatura descritto nel brevetto europeo EP2366631. Il termine “cianfrinatura†, che nelle tecnologie meccaniche à ̈ utilizzato per indicare l’operazione di ricalcatura del bordo di lamiere chiodate, viene qui utilizzato in senso lato per indicare un’operazione di deformazione, piegatura e/o ricalcatura della flangia 6.
Tale dispositivo può costituire una stazione che opera in linea nell'ambito di un impianto di confezionamento, oppure può costituire un dispositivo a sé stante a cui possono essere alimentati dalla linea dell’impianto gli incarti da trattare.
Il dispositivo in questione può essere predisposto per cooperare direttamente con uno dei supporti 12 o 14 descritti in precedenza, oppure, in alternativa, esso può comprendere propri mezzi di supporto dell’incarto, i quali, analogamente ai supporti 12 e 14, in generale comprendono una sede atta a supportare una delle due parti sagomate 4a o 2a dell'incarto, e una superficie sostanzialmente piana, che circonda tale sede ed à ̈ atta a supportare la flangia 6.
Il dispositivo in questione comprende mezzi di cianfrinatura predisposti per causare la piegatura e/o ricalcatura della parte distale 6b rispetto all'articolo P, a partire da una configurazione del tipo illustrato in figura 20, in cui tale parte à ̈ già piegata in posizione angolata, generalmente pressoché ortogonale alla superficie 22 del supporto 14.
I suddetti mezzi di cianfrinatura comprendono un utensile di cianfrinatura, indicato con 36, che può essere un corpo a guisa di piastra provvisto di un'apertura 38 (figura 25), avente un profilo perimetrale 40 omologo ed allargato rispetto al profilo perimetrale definito dall'estremità della flangia 6.
L’utensile di cianfrinatura 36 à ̈ così suscettibile di essere posizionato a contatto con la superficie 22 del supporto 14, con l’apertura 38 in posizione circondante a distanza la porzione distale 6b, cioà ̈ nella configurazione della figura 24, in cui à ̈ visibile la porzione di ricezione 2a, il profilo perimetrale definito dalla porzione distale 6b ed il profilo 40 dell'apertura 38 che à ̈ posizionato a distanza pressoché uniforme dalla porzioni 6a, 6b.
L’utensile di cianfrinatura à ̈ mobile verticalmente rispetto ai mezzi di supporto tra una posizione rialzata ed una posizione ribassata, in cui à ̈ quasi a contatto con la superficie 22. L’utensile di cianfrinatura 36 à ̈ altresì mobile in un piano orizzontale. Mezzi motori 42 sono predisposti per azionare l'utensile di cianfrinatura per il movimento verticale ed orizzontale.
In particolare, i mezzi motori 42 sono predisposti per portare tratti consecutivi o non consecutivi del profilo 40 dell'apertura 38 a contatto con un tratto omologo del profilo definito dalla porzione distale 6b precedentemente piegata. Quest'operazione può essere eseguita nella posizione in cui l'estremità inferiore dell'utensile di cianfrinatura à ̈ a contatto con la superficie 22 ed à ̈ utile anche per conseguire qualora necessario, un corretto posizionamento della porzione distale 6b in posizione ortogonale alla superficie 22 (figura 20). Successivamente, l'utensile di cianfrinatura à ̈ soggetto ad un movimento verticale per una distanza d superiore allo spessore della flangia 6 e tale per cui l'estremità inferiore del profilo 40 e dell'apertura 38 à ̈ ancora suscettibile di interferire, a seguito di uno spostamento orizzontale, con l'estremità superiore della porzione distale 6b (figura 21).
Consecutivamente, l'utensile di cianfrinatura 36 Ã ̈ soggetto ad un movimento orizzontale di avvicinamento al corpo dell'articolo P, in modo da causare l'ulteriore piegatura verso l'interno della porzione distale 6b (figura 22), in sovrapposizione sulla porzione prossimale 6a.
Opzionalmente e comunque preferibilmente, l'utensile di cianfrinatura 36 Ã ̈ poi soggetto ad un movimento verticale di avvicinamento alla superficie 22 del supporto 14, per causare la ricalcatura (figura 23).
Le suddette operazioni ovvero le operazioni delle figure 20, 21, 22 ed opzionalmente anche le operazioni della figura 23 (e ricalcature) sono eseguite per ulteriori tratti consecutivi o non consecutivi del profilo delle flange. Ad esempio, quando l'articolo presenta un profilo generalmente quadrangolare, le operazioni suddette sono eseguite per ciascun lato definente il profilo.
In varie forme di attuazione, così come in quella illustrata, per raggiungere i tratti consecutivi o non consecutivi della flangia 6, l’utensile di cianfrinatura viene azionato secondo un movimento traslazionale in due direzioni tra loro ortogonali. Nel caso del profilo ovoidale delle figure, l'utensile di cianfrinatura può in alternativa essere predisposto per un movimento rotatorio ed eccentrico nel piano orizzontale, così da portare uno dopo l’altro tratti consecutivi o non consecutivi del profilo 40 di apertura 38 a contatto con le porzioni corrispondenti della flangia 6.
Si noti che non costituisce aspetto essenziale ed imperativo del procedimento effettuare l'operazione di cianfrinatura lungo tutto il profilo di flangia, in quanto -in determinate applicazioni- può essere desiderabile mantenere una porzione del profilo di flangia non cianfrinata, ovvero mantenere un tratto del profilo di flangia non ripiegato su se stesso. Il procedimento secondo l’invenzione presenta così anche il vantaggio di consentire l'effettuazione dell'operazione di cianfrinatura solo su una porzione del profilo perimetrale della flangia o su sue specifiche porzioni anche non adiacenti l'una all'altra.
Come sopraindicato, l'operazione terminale di ricalcatura à ̈ opzionale. Ad esempio nel caso del corpo ovoidale illustrato nelle figure, l’operazione di ricalcatura (qualora necessaria) può essere eseguita in uno stadio successivo con un utensile ausiliario 36b (figura 23), mobile verticalmente sotto l’azione di mezzi motori 42a, e provvisto di un’apertura il cui profilo interno corrisponde sostanzialmente al profilo formato dalla parte distale piegata 6b (ovvero dalla linea di piegatura “s†). Il suddetto utensile ausiliario 36b può essere azionato in un movimento verticale fino a contatto con la flangia piegata su se stessa, così da effettuare la ricalcatura lungo tutto il suo contorno, in una sola operazione di ricalcatura.
Il dispositivo di cianfrinatura descritto consente di operare su articoli di forme diverse, semplicemente modificando il profilo 40 dell'apertura o aperture 38.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno variare, anche in modo significativo, rispetto a quanto qui illustrato a puro titolo di esempio non limitativo, senza per questo uscire dall'ambito dell'invenzione, così come à ̈ definito dalle rivendicazioni annesse.

Claims (11)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per realizzare una confezione di un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciario, comprendente le fasi di: - provvedere un primo foglio (2) di materiale di incarto, presentante una prima porzione di ricezione di detto prodotto (2a) e una prima porzione periferica (2b) circondante detta prima porzione di ricezione; - provvedere un secondo foglio (4) di materiale di incarto presentante una seconda porzione di ricezione di detto prodotto (4a) e una seconda porzione periferica (4b) circondante detta seconda porzione di ricezione; - disporre detto prodotto (P) su detta prima o seconda porzione di ricezione; - accoppiare detto primo foglio (2) a detto secondo foglio (4) in modo che dette prima e seconda porzione di ricezione (2a,4a) definiscano insieme una cavità chiusa (C) in cui à ̈ alloggiato detto prodotto, e in modo che dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b) siano poste a contatto fra loro così da formare una flangia (6) circondante detta cavità (C); - formare su detta flangia (6) un’area di sigillatura (60) che chiude ermeticamente detta cavità (C); e - piegare detta flangia (6) lungo una linea di piegatura (“s†) tale da definire una parte di flangia prossimale (6a) e una parte di flangia distale (6b) collegata a detta parte prossimale da detta linea di piegatura, detta linea di piegatura ribaltando detta parte distale verso detta cavità, contro detta parte prossimale, detto procedimento essendo caratterizzato dal fatto che prevede di realizzare detta area di sigillatura ad una distanza minima predeterminata (H) da dette prima e/o seconda porzione di ricezione, che à ̈ tale per cui, dopo detta fase di piegatura, detta area di sigillatura (60) si ritrova in detta parte distale (6b) di detta flangia ripiegata (6), e non risulta attraversata da detta linea di piegatura (“s†).
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui detta distanza à ̈ uguale o maggiore del valore della larghezza di detta parte prossimale (6b) di detta flangia ripiegata.
  3. 3. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detta area di sigillatura (60) presenta uno sviluppo longitudinale prevalente e si estende lungo un percorso chiuso che circonda dette prima e seconda porzione di ricezione (2a, 4a).
  4. 4. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detta area di sigillatura (60) presenta una larghezza minore o uguale alla larghezza di detta parte distale (6b) di detta flangia ripiegata.
  5. 5. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detta fase di formazione di detta area di sigillatura (60) prevede i seguenti passi: - provvedere mezzi di sigillatura (54) configurati per premere insieme e riscaldare dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b) così da ottenere detta area di sigillatura (60), - disporre detti mezzi di sigillatura (54) su dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b) in modo da ricavare uno spazio fra detti mezzi di sigillatura e dette prima e/o seconda porzione di ricezione, - provvedere in detto spazio mezzi (56) atti a proteggere il prodotto (P) dal calore generato da detti mezzi di sigillatura (54), - eseguire tramite detti mezzi di sigillatura detta area di sigillatura (60).
  6. 6. Procedimento secondo la rivendicazione 5, in cui detti mezzi atti a proteggere detto prodotto comprendono un corpo di raffreddamento (56).
  7. 7. Procedimento secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, in cui detta fase di provvedere detti primo e/o secondo foglio di incarto (2, 4) comprende il passo di formare detta prima e/o seconda porzione di ricezione (2a, 4a) nella forma della superficie esterna della parte di detto prodotto (P) corrispondente.
  8. 8. Confezione per un prodotto alimentare, in particolare un prodotto dolciario, comprendente: - un primo foglio (2) di materiale di incarto, presentante una prima porzione di ricezione di detto prodotto (2a) e una prima porzione periferica (2b) circondante detta prima porzione di ricezione; - un secondo foglio (4) di materiale di incarto presentante una seconda porzione di ricezione di detto prodotto (4a) e una seconda porzione periferica (4b) circondante detta seconda porzione di ricezione; in cui detti primo e secondo foglio (2, 4) sono accoppiati insieme in modo che dette prima e seconda porzione di ricezione (2a, 4a) di detto prodotto definiscono insieme una cavità (C) chiusa in cui à ̈ alloggiato detto prodotto (P), e dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b) sono a contatto fra loro così da formare una flangia (6) circondante detta cavità (C), in cui detta flangia (6) comprende un’area di sigillatura (60) che chiude ermeticamente detta cavità (C), e in cui detta flangia (6) à ̈ ripiegata su se stessa lungo una linea di piegatura (s) definente una parte di flangia prossimale (6a) e una parte di flangia distale (6b) collegata a detta parte prossimale da detta linea di piegatura, detta linea di piegatura ribaltando detta parte distale (6b) verso detta cavità (C), contro detta parte prossimale (6a), detta confezione essendo caratterizzata dal fatto che detta area di sigillatura (60) si ritrova in detta parte distale (6b) e non viene attraversata da detta linea di piegatura (“s†).
  9. 9. Confezione secondo la rivendicazione 8, in cui detta area di sigillatura (60) presenta una larghezza minore o uguale alla larghezza di detta parte distale (6b) di detta flangia ripiegata (6).
  10. 10. Dispositivo per implementare la fase di sigillatura in un procedimento secondo le rivendicazioni da 1 a 7, comprendente: - mezzi di supporto (14) configurati per supportare detti primo e secondo foglio (2, 4) accoppiati fra loro, che individuano una sede o area (18) su cui disporre detta prima o seconda porzione di ricezione (2a, 4a), e una superficie di contrasto (22, 44) su cui disporre detta flangia (6) formata da dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b) a contatto fra loro; - mezzi di sigillatura comprendenti un elemento di pressione (54) presentante un bordo riscaldante (54a), e mezzi per azionare detto elemento di pressione (54) in una posizione operativa in cui detto bordo riscaldante (54a) preme detta flangia contro detta superficie di contrasto (22), così da saldare insieme dette prima e seconda porzione periferica (2b, 4b), detto dispositivo essendo caratterizzato dal fatto che detto bordo riscaldante (54a) si estende lungo un percorso chiuso la cui forma e/o lunghezza sono tali per cui in detta posizione operativa detto bordo riscaldante (54a) circonda detta sede o area (18) ad una data distanza da queste, detto dispositivo essendo inoltre caratterizzato dal fatto che comprende un corpo di protezione (56) di detto prodotto (P), disposto all’interno di detto bordo riscaldante (54a), presentante una cavità (56a) atta a ricevere detta seconda o prima porzione di ricezione (2a, 4a), e un bordo (56b) circondante detta cavità (56a), che à ̈ di una larghezza tale da inserirsi nello spazio compreso in detta distanza fra detto bordo riscaldante (54a) e detta sede o area (18), allo scopo di coprire detta prima o seconda porzione di ricezione (2a, 4a) da detto bordo riscaldante (54a).
  11. 11. Dispositivo secondo la rivendicazione 10, in cui detto corpo comprende uno o più condotti disposti attorno a detta cavità (56a), e in cui mezzi di alimentazione sono associati a detti condotti, per realizzare la circolazione di un fluido di raffreddamento attraverso di essi.
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