ITTO20130173A1 - Sendeeinrichtung versehen mit einem hauptsender und wenigsten einem empfangsgeraet. - Google Patents
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Description
Titolo: Apparato trasmittente provvisto di un trasmettitore principale e di almeno un apparecchio ricevente
Campo di applicazione dell’invenzione
L’invenzione ha per oggetto un apparato trasmittente come da preambolo della rivendicazione principale. L’invenzione ha parimenti per oggetto un trasmettitore principale e un apparecchio ricevente interno al predetto apparato trasmittente.
Un apparato trasmittente come da preambolo della rivendicazione principale è descritto da EP-2209278A1. In detto apparato trasmittente noto figurano uno o più trasmettitori principali che formano una rete a frequenza singola (SFN).
Stato della tecnica
Sovente i fruitori di media desiderano informazioni supplementari in ordine a un evento in corso, come ad es. una partita di calcio internazionale. Dette informazioni possono essere richiamate ad es. tramite internet (P2P). Se molti utenti richiamano contemporaneamente lo stesso contenuto (nel medesimo punto), è più economica una trasmissione broadcast.
Quando la distribuzione spaziale (in caso di copertura wireless) non è più praticabile tramite una sola stazione base (un trasmettitore principale), l’ente radiofonico ricorre di sovente nelle proprie reti all’SFN (Single Frequency Network), come peraltro descritto anche nella succitata domanda di brevetto.
Sommario dell’invenzione
Scopo dell’invenzione è quello di proporre un apparato trasmittente migliorato.
Le caratteristiche dell’apparato trasmittente di cui al preambolo della rivendicazione principale sono precisate nella parte caratterizzante della stessa rivendicazione principale. Nelle rivendicazioni dipendenti da 2 a 7 sono descritte varianti realizzative vantaggiose del detto apparato trasmittente. Le caratteristiche del trasmettitore principale dell’apparato trasmittente sono precisate nelle rivendicazioni da 8 a 13. Le caratteristiche dell’apparecchio ricevente interno all’apparato trasmittente sono precisate nelle rivendicazioni da14 a 20.
L’invenzione si fonda sull’idea inventiva di seguito riportata.
L’ampliamento di una copertura wireless (come ad es. in una modalità broadcast LTE) può avvenire, come già sopra specificato, attivando ulteriori stazioni base (trasmettitori principali) in modalità SFN. Dette stazioni base devono disporre degli stessi dati ed emettere questi ultimi in sincronia temporale. Le stazioni base vengono comunemente alimentate tramite linee a fili. Dette stazioni base (trasmettitori principali) vanno dunque considerate stazionarie. Per poter modificare in modo ancora più flessibile la zona di ricezione, la presente invenzione propone l’utilizzo di apparecchi terminali (apparecchi riceventi). Il trasmettitore principale emette come segnale trasmissivo dei pacchetti informativi, ognuno dei quali costituito da almeno due blocchi informativi (pressoché) identici. Al primo dei detti blocchi informativi contenuti in un pacchetto informativo, il trasmettitore principale può aggiungere un contrassegno (“flag”) che identifica detto blocco come primo blocco informativo all’interno del pacchetto informativo.
Se il ricevitore è un po’ più intelligente, si può anche fare a meno del flag: in una fase di sincronizzazione il ricevitore potrebbe comparare pacchetti consecutivi, apprendendo così in quali momenti ritorna un primo blocco informativo di un primo pacchetto informativo.
L’apparecchio ricevente (apparecchio terminale) riceve il primo blocco informativo di un primo pacchetto informativo contenuto nel primo segnale trasmissivo, e lo salva in una memoria di trasmissione. (In parallelo a ciò, il blocco ricevuto può essere ulteriormente trattato in modo regolare all’interno dell’apparecchio ricevente). L’apparecchio ricevente è in grado di riemettere detto blocco informativo come secondo segnale trasmissivo. Detta emissione del blocco informativo avviene dopo un intervallo di tempo definito, commisuratamente allo scarto temporale intercorrente tra l’emissione del primo e del secondo blocco nel trasmettitore principale. Pertanto il secondo blocco informativo diffuso dal trasmettitore principale e il blocco informativo, di eguale contenuto, diffuso dall’apparecchio ricevente (apparecchio terminale) si sovrappongono.
Ciò significa che la portata del trasmettitore principale può essere incrementata della portata dell’apparecchio ricevente (apparecchio terminale).
Breve descrizione delle figure
L’invenzione verrà ora descritta più nel dettaglio con riferimento ai disegni annessi che ne illustrano alcuni esempi di realizzazione in cui:
la fig.1 illustra un primo esempio realizzativo di apparato trasmittente,
la fig. 2 illustra, schematicamente, un esempio di realizzazione dei segnali trasmissivi primo e secondo del trasmettitore principale e dell’apparecchio ricevente,
la fig. 3 illustra, schematicamente, un secondo esempio realizzativo di un pacchetto informativo del primo segnale trasmissivo,
la fig.4 illustra un esempio realizzativo di apparecchio ricevente come da invenzione,
la fig.5 illustra, schematicamente, la sovrapposizione dei due segnali trasmissivi,
la fig.6 illustra un esempio realizzativo di trasmettitore principale come da invenzione,
la fig.7 illustra, schematicamente, la generazione del primo segnale trasmissivo all’interno del trasmettitore principale,
la fig. 8 descrive un esempio di realizzazione in cui i pacchetti informativi del primo segnale trasmissivo contengono tre blocchi informativi, e i secondi pacchetti informativi del secondo segnale trasmissivo contengono due blocchi informativi,
la fig.9 illustra un secondo esempio realizzativo di apparato trasmittente, e
la fig. 10 illustra, schematicamente, la generazione di un altro segnale trasmissivo primo, in un secondo esempio realizzativo di trasmettitore principale.
Descrizione di dettaglio di esempi di realizzazione
La fig. 1 illustra un esempio realizzativo di apparato trasmittente come da invenzione, deputato a trasmettere un primo segnale trasmissivo. Detto apparato trasmittente è provvisto di un trasmettitore principale 100 che diffonde il primo segnale trasmissivo 102 in una zona di ricezione 104. Il primo segnale trasmissivo 102 è una successione di pacchetti informativi (IPMT1, IPMT2, IPMT3, ....) contenenti almeno due blocchi informativi. Come illustrato in fig. 2a, i pacchetti informativi, ad es. IPMT2, includono due blocchi informativi consecutivi IBMT2.1 e IBMT2.2. Detti (almeno) due blocchi informativi di un pacchetto informativo contengono essenzialmente la stessa informazione. L’abbreviazione MT sta per “Main Transmitter” (trasmettitore principale).
L’apparato trasmittente di cui all’invenzione è provvisto inoltre di almeno un apparecchio ricevente (“apparecchio terminale”). In fig. 1 è illustrato un unico apparecchio ricevente 106. L’apparecchio ricevente 106 è predisposto a ricevere il primo segnale trasmissivo 102 ed è inoltre in grado di emettere un secondo segnale trasmissivo 110 in una zona di ricezione 112, in risposta alla ricezione del primo segnale trasmissivo. Detto apparecchio ricevente funge dunque da “stazione relay” (stazione ripetitrice) per il primo segnale trasmissivo, come descritto più avanti. L’apparecchio ricevente 106 può essere un apparecchio ricevente mobile. L’invenzione va però intensa in senso più ampio, includendo anche apparecchi riceventi stazionari, ubicati ad es. all’interno di un appartamento. Pensando nella fattispecie alle connessioni internet a banda larga, sarebbero ipotizzabili apparecchi terminali di tipo WLAN, dotati magari anche di antenna aerea.
La fig. 2b illustra un esempio realizzativo di secondo segnale trasmissivo. Il secondo segnale trasmissivo 110 è composto da pacchetti informativi IPRS1, IPRS2, IPRS3, .... contenenti almeno un blocco informativo. Come si evince dalla fig. 2b, i pacchetti informativi IPRSi contengono un solo blocco informativo IBRSi. L’abbreviazione RS sta per “Relay Station” (stazione ripetitrice).
I pacchetti informativi IPRSi del secondo segnale trasmissivo 110 sono essenzialmente della stessa lunghezza dei pacchetti informativi IPMTi del primo segnale trasmissivo 102.
I blocchi informativi IBRSi dei pacchetti informativi IPRSi sono essenzialmente della stessa lunghezza dei blocchi informativi IBMTi.1 e IBMTi.2 del primo segnale trasmissivo. Il blocco informativo IBRSi contiene essenzialmente la stessa informazione dei blocchi informativi IBMTi.1 e IBMTi.2.
L’apparecchio ricevente 106 è inoltre predisposto a trasmettere, nel tempo, il secondo segnale trasmissivo 110 in modo che i secondi blocchi informativi IBMTi.2 dei primi pacchetti informativi IPMTi contenuti nel primo segnale trasmissivo 102, come pervengono all’apparecchio ricevente, siano in ogni caso approssimativamente concomitanti ai blocchi informativi IBRSi dei secondi pacchetti informativi IPRSi contenuti nel secondo segnale trasmissivo 110, come trasmesso dall’apparecchio ricevente. Quanto sopra è visibile in fig.2.
L’apparecchio ricevente 106 è inoltre predisposto a trasmettere, nel tempo, il secondo segnale trasmissivo 110 con fase tale per cui i blocchi informativi concomitanti IBRSi dei secondi pacchetti informativi contenuti nel secondo segnale trasmissivo e i secondi blocchi informativi IBMTi.2 dei primi pacchetti informativi contenuti nel primo segnale trasmissivo102 si sovrappongano progettualmente in un punto P interno alla zona di ricezione 112 dell’apparecchio ricevente 106. Il punto P può trovarsi sia internamente alla zona di copertura sinora in essere (es. miglioramento della ricezione in un punto ombreggiato dal trasmettitore principale) sia esternamente a detta zona di copertura del trasmettitore principale, vedasi al riguardo nuovamente la fig. 1. Quanto sopra verrà spiegato ulteriormente più avanti con riferimento alla fig.5.
La fig. 3 illustra un altro esempio realizzativo di primo segnale trasmissivo 102, contrassegnato in tal caso con il numero di riferimento 302. In questo esempio realizzativo al primo blocco informativo IBMTi.1 contenuto nel primo pacchetto informativo IPMTi è attribuito un flag F1 che lo contraddistingue come primo blocco informativo contenuto in detto pacchetto informativo IPMTi . Nell’apparecchio ricevente detto flag viene utilizzato per individuare il primo blocco informativo contenuto nei pacchetti informativi. Quanto sopra verrà spiegato più nel dettaglio con riferimento all’esempio realizzativo dell’apparecchio ricevente 406, come illustrato in fig.4.
In fig. 4 è visibile un primo apparato antenna 410 deputato a ricevere il primo segnale trasmissivo 302. Detto apparato antenna 410 non necessita di essere parte dell’apparecchio ricevente proposto dall’invenzione, in quanto gli accorgimenti di cui all’invenzione non risiedono in detto apparato antenna 410. E’ prevista un’unità di decodifica 412 deputata a decodificare i contenuti informativi presenti nei primi pacchetti informativi ricevuti IPMTi. Il segnale in uscita decodificato viene erogato sull’uscita 414 dell’apparecchio ricevente.
L’apparecchio ricevente comprende inoltre un’unità rivelatrice 416 e una memoria di trasmissione 418. L’unità rivelatrice 416 riconosce il primo blocco informativo IBMTi.1 contenuto in un pacchetto informativo IPMTi e genera un segnale di controllo in risposta all’individuazione di un primo blocco informativo IBMTi.1 all’interno di un pacchetto informativo IPMTi. Detta individuazione può essere implementata, ad es., comparando tra loro il contenuto di due blocchi informativi consecutivi del primo segnale trasmissivo. Se si rileva una omogeneità, verrà prodotto il segnale di controllo. Questa possibile variante di individuazione viene utilizzata quando all’interno del segnale trasmissivo non vi è nessun flag. L’individuazione può essere altresì implementata individuando i flag presenti nel primo segnale trasmissivo e generando, in risposta a ciò, segnali di controllo. Detti segnali di controllo vengono presentati sull’uscita 420 dell’unità rivelatrice 416 e addotti a un ingresso di controllo 422 della memoria 418.
L’uscita 424 del primo apparato antenna 410 è altresì associata all’ingresso dell’unità rivelatrice 416 e all’ingresso 426 della memoria 418. In risposta a un segnale di controllo, nella memoria 418 viene salvato un primo blocco informativo IBMTi.1 del pacchetto informativo IPMTi. Il segnale di controllo dell’unità rivelatrice 416 viene addotto anche a un’unità di ritardo 428 e ivi ritardato di un intervallo temporale T. Detto tempo T è riportato in fig. 3 ed equivale allo scarto temporale intercorrente tra i due blocchi informativi contenuti in un pacchetto informativo. In risposta al segnale di controllo ritardato di un tempo T – segnale che viene presentato dalla linea di ritardo 428 sull’ingresso di controllo 432 della memoria 418 –, la memoria 418 stanzia il proprio contenuto (se del caso, previa amplificazione del segnale) all’antenna trasmittente 430, e così facendo dall’antenna 430 viene diffuso un pacchetto informativo IBRSi del secondo segnale trasmissivo 112. Anche in questo caso l’antenna trasmittente 430 non necessita di essere parte del ricevitore proposto dall’invenzione, in quanto gli accorgimenti di cui all’invenzione non risiedono in detta antenna trasmittente.
Va osservato già sin d’ora che, quando l’apparecchio ricevente di fig. 4 si trova in posizione P (vedi fig. 1), quindi esternamente alla zona di ricezione 104 del trasmettitore principale 100, detto apparecchio ricevente riceve un segnale trasmissivo come illustrato in fig. 5d, individuando solo un blocco informativo all’interno di un pacchetto informativo. Se l’apparecchio ricevente rileva tale situazione, detto blocco informativo non sarà più salvato nella memoria di trasmissione 418, bensì solamente decodificato all’interno dell’unità di decodifica 412.
La fig. 5 illustra, schematicamente, la sovrapposizione dei segnali del trasmettitore principale 100 e dell’apparecchio ricevente 106. La fig. 5a illustra un primo pacchetto informativo IPMTi del primo segnale trasmissivo, come diffuso dal trasmettitore principale 100. Il segnale ha un determinato intervallo di ampiezza, indicato in fig.5a da A1. Nel sito di ubicazione dell’apparecchio ricevente 106 (immagine 1) la potenza ricevuta ammonta ancora ad A2 (fig. 5b). Si vede chiaramente che A2 è inferiore ad A1. L’apparecchio ricevente genera un secondo pacchetto informativo IPRSi del secondo segnale trasmissivo, come riportato in fig. 5c. I primi blocchi informativi IBMTi.1 contenuti nei primi pacchetti informativi del primo segnale trasmissivo, ricevuti dal ricevitore, vengono amplificati e diffusi come blocchi informativi IBRSi in sincronia temporale con i secondi blocchi informativi IBMTi.2, a titolo di secondo segnale trasmissivo. L’intervallo di ampiezza dei blocchi informativi IBRSi è A3, come indicato in fig. 5c. Si vede chiaramente che A3 è maggiore di A2. Nell’apparecchio ricevente 106, A3 potrebbe venire ad es. amplificato in maniera da raggiungere quasi nuovamente A1.
Si consideri ora un ricevitore situato nel punto P di fig.1. Supponiamo che nel punto P non sia possibile la ricezione, trovandosi detto punto esternamente alla zona di copertura 104 oppure internamente ad essa, ma in una posizione in cui la ricezione non è propizia (hidden node). Il ricevitore vede un segnale sovrapposto, come illustrato in fig. 5d. Durante la trasmissione del primo blocco informativo il ricevitore vede nella posizione P un primo segnale trasmissivo attenuato, con intervallo di ampiezza A4. Quanto sopra è visibile in fig. 5d (metà di sinistra), ove A4 è a sua volta inferiore ad A2. Il secondo blocco informativo con intervallo di ampiezza A5 nasce dalla sovrapposizione progettuale dei blocchi informativi IBMTi.2 e IBRSi.
Supponiamo che l‘intervallo di ampiezza A2 sia ancora sufficientemente grande da garantire una buona ricezione, mentre l’intervallo di ampiezza A4 sia troppo piccolo per fare ciò. Senza la sovrapposizione con il secondo segnale trasmissivo, nella posizione P sarebbe dunque impossibile ricevere e inoltrare correttamente il primo segnale trasmissivo. Per effetto della sovrapposizione con il secondo segnale trasmissivo, il ricevitore riceve nella posizione P i secondi blocchi informativi con ampiezza A5 maggiorata, sufficientemente grande da garantire una buona ricezione. La zona di copertura del primo segnale trasmissivo è dunque ingrandita.
La fig. 6 illustra un esempio realizzativo di trasmettitore principale interno all’apparato trasmittente di cui all’invenzione. In fig. 6 è illustrata una sorgente di segnale informativo 602. Detta sorgente fornisce il segnale informativo che deve essere trasmesso dal trasmettitore principale. Detta sorgente non necessita di essere parte del trasmettitore principale, anche perché gli accorgimenti di cui all’invenzione non risiedono in detta sorgente 602. Un’uscita della sorgente 602 è associata a un terminale di ingresso 604 del trasmettitore principale. Il terminale di ingresso 604 è associato a un ingresso di un’unità di codifica 606. Un’uscita di detta un’unità di codifica 606 è associata a ingressi di un’unità di ritardo 608 e di una unità multiplexer 610. Un’uscita dell’unità di ritardo 608 è associata a un ingresso 614 dell’unità multiplexer 610. E’ prevista un’unità generatrice di “segnale flag” 622, comprendente un’uscita associata a un terzo ingresso 616 dell’unità multiplexer 610. Un’uscita 624 dell’unità multiplexer 610 è associata a un terminale di uscita 626 del trasmettitore principale 600. E’ inoltre prevista un’unità di controllo 620 che governa le diverse unità del trasmettitore principale 600. Il terminale di uscita 626 del trasmettitore principale 600 è associato a un’antenna trasmittente 628. Anche in questo caso l’antenna trasmittente 628 non necessita di essere parte del trasmettitore principale proposto dall’invenzione, in quanto gli accorgimenti di cui all’invenzione non risiedono in detta antenna trasmittente.
Il modus operandi del trasmettitore principale di fig. 6 verrà ora illustrato ulteriormente con riferimento alla fig. 7. La fig. 7a mostra il segnale in uscita che l’unità generatrice di “segnale flag” 622 genera quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620 (CTRL). La fig. 7b mostra il segnale in uscita dall’unità di codifica 606 quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620. La fig. 7c mostra il segnale in uscita dall’unità di ritardo 608 quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620. Come si vede nelle figg. 7b e 7c, nell’unità di ritardo 608 il blocco informativo IBMTi.1 viene ritardato di un intervallo temporale T ed emesso sull’uscita di detta unità come blocco informativo IBMTi.2.
La fig. 7d illustra il principio di funzionamento dell’unità multiplexer 610, laddove tale unità è raffigurata come selettore semplice. La fig. 7d mostra la posizione di detto selettore, quale funzione del tempo. Il selettore viene comandato dall’unità di controllo 620. Inizialmente il selettore assume la posizione I, sicché il flag è presente sul terminale di uscita 626. Successivamente il selettore 610 assume la posizione II: viene trasmesso il primo blocco informativo IBMTi.1 di un pacchetto informativo. Quindi il selettore 610 assume la posizione III, e viene trasmesso il secondo blocco informativo IBMTi.2. Le predette fasi si ripetono, sicché sull’uscita è presente un flusso di dati continuo.
La fig. 8 illustra un altro esempio realizzativo dei segnali trasmissivi primo e secondo. In questo esempio realizzativo i primi pacchetti informativi ......, IPMTi, IPMTi+1, ..... del primo segnale trasmissivo, come indicato in fig. 8a, contengono tre blocchi informativi IBMTi.1, IBMTi.2, IBMTi.3 ciascuno, aventi eguale contenuto informativo. I secondi pacchetti informativi ....., IPRSi, IPRSi+1, ..... del secondo segnale trasmissivo contengono, come indicato in fig. 8c, due blocchi informativi IBRSi.1, IBRSi.2 ciascuno, aventi eguale contenuto informativo, e aventi stesso contenuto informativo dei blocchi informativi IBMTi.1, IBMTi.2, IBMTi.3. Le coppie di blocchi informativi IBMTi.2 e IBRSi.1 ovvero IBMTi.3 e IBRSi.2 sono essenzialmente in sincronia temporale.
La fig. 9 illustra il primo segnale trasmissivo di fig. 8a diffuso da un trasmettitore principale 900, con un intervallo di ampiezza A1. In fig. 9 detto primo segnale trasmissivo è indicato dal numero di riferimento 902. Un apparecchio ricevente 906, situato ancora nella zona di ricezione 904 del trasmettitore principale 900, riceve il primo segnale trasmissivo 902, tuttavia con intervallo di ampiezza A2 attenuato, come mostrato in fig.8b. L’apparecchio ricevente 906 genera il secondo segnale trasmissivo 910 di fig. 8c, con intervallo di ampiezza A3. A3 può, dal canto suo, essere ad es. uguale ad A1.
La fig. 8d illustra, schematicamente, la sovrapposizione dei segnali del trasmettitore principale 900 e dell’apparecchio ricevente 906. Si consideri ora un secondo apparecchio ricevente 915 situato nel punto P di fig. 9. Supponiamo che nel punto P la ricezione del primo segnale trasmissivo non sia possibile, trovandosi detto punto P esternamente alla zona di copertura 904 del trasmettitore principale 900. Il secondo apparecchio ricevente 915 vede un segnale sovrapposto, come illustrato in fig. 8d. Durante la trasmissione del primo blocco informativo l’apparecchio ricevente 915 vede un primo segnale trasmissivo attenuato, con intervallo di ampiezza A4. Quanto sopra è visibile in fig. 8d (all’estrema sinistra), ove A4 è a sua volta inferiore ad A2. I blocchi informativi secondo e terzo 810 e 811 con intervallo di ampiezza A5 nascono dalla sovrapposizione progettuale dei blocchi informativi IBMTi.2 (in forma attenuata) e IBRSi.1 ovvero IBMTi.3 (in forma attenuata) e IBRSi.2.
Trovandosi il secondo apparecchio ricevente 915 esternamente alla zona di ricezione del trasmettitore principale 900, l’intervallo di ampiezza A4 è troppo esiguo per garantire una buona ricezione. Senza la sovrapposizione con il secondo segnale trasmissivo, nella posizione P sarebbe dunque impossibile ricevere e inoltrare correttamente il primo segnale trasmissivo. Per effetto della sovrapposizione con il secondo segnale trasmissivo, il secondo apparecchio ricevente 915 riceve nella posizione P i blocchi informativi secondo e terzo 810 e 811 con ampiezza A5 maggiorata, sufficientemente grande da garantire una buona ricezione.
Il secondo apparecchio ricevente 915 è pertanto in grado di ricevere in modo corretto i blocchi 810 e 811 e di generare, in risposta a ciò, un terzo segnale trasmissivo, come illustrato in fig. 8e dai pacchetti informativi ....., IPSRSi, IPSRSi+1, ..... . . I pacchetti informativi IPRSi e IPSRSi sono, nel tempo, di eguale lunghezza. I blocchi informativi IBMTi.2 e IBRSi.1 ovvero IBRSi.2 e IBSRSi sono essenzialmente in sincronia temporale e di eguale contenuto informativo.
Il secondo apparecchio ricevente 915 è in grado di individuare i due blocchi informativi – come i blocchi informativi 810 e 811 interni a un pacchetto informativo ricevuto – come blocchi informativi di eguale contenuto informativo, ad es. perché i blocchi informativi ...., IBMTi.2, IBMTi+1.2, ..... di fig.8a vengono muniti ad opera del trasmettitore principale 900 di un flag F2 (non illustrato), e l’apparecchio ricevente è in grado di individuare detto flag F2.
La fig. 8f illustra, schematicamente, la sovrapposizione dei segnali del trasmettitore principale 900 e del primo e secondo apparecchio ricevente 906 e 915, in un punto P ́ interno alla zona di ricezione 916 del secondo apparecchio ricevente di fig. 9. Il ricevitore nel punto P ́ vede un segnale sovrapposto, come illustrato in fig. 8f. Durante la trasmissione del primo blocco informativo il ricevitore vede un primo segnale trasmissivo ancora più attenuato, con intervallo di ampiezza A7. Quanto sopra è visibile in fig. 8f (all’estrema sinistra), ove A7 è a sua volta inferiore ad A4. Il secondo blocco informativo 813 con intervallo di ampiezza A8 nasce dalla sovrapposizione progettuale dei blocchi informativi IBMTi.2 (in forma ancora più attenuata) e IBRSi.1 (in forma attenuata). Il terzo blocco informativo 814 con intervallo di ampiezza A9 nasce dalla sovrapposizione progettuale dei blocchi informativi IBMTi.3 (in forma ancora più attenuata), IBRSi.2 (in forma più attenuata) e IBSRSi (in forma attenuata).
Supponiamo ora che l‘intervallo di ampiezza A9 sia ancora sufficientemente grande da garantire una buona ricezione, mentre gli intervalli di ampiezza A7 e A8 siano troppo piccoli per fare ciò. Senza la sovrapposizione, nella posizione P ́ sarebbe dunque impossibile ricevere ancora correttamente e inoltrare correttamente il primo segnale trasmissivo. Per effetto della sovrapposizione, il ricevitore riceve nella posizione P ́ il blocco informativo 814 con ampiezza A9 maggiorata, sufficientemente grande da garantire una buona ricezione. La zona di copertura del primo segnale trasmissivo è dunque a sua volta ingrandita.
Ora si descriverà il modo in cui il trasmettitore principale 900 ricava il primo segnale trasmissivo come da fig. 8a. Quanto detto verrà ulteriormente approfondito con riferimento alle figg. 6 e 10. In questo esempio realizzativo si suppone inoltre che nel primo segnale trasmissivo vengano piazzati anche dei flag: un flag F1 per l’identificazione del primo blocco informativo IBMTi.1 contenuto in un primo pacchetto informativo IPMTi, e un flag F2 per l’identificazione del secondo blocco informativo IBMTi.2 contenuto in un primo pacchetto informativo IPMTi.
La fig. 10a mostra il segnale in uscita che l’unità generatrice di “segnale flag” 622 genera quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620 (CTRL). La fig. 10b mostra il segnale in uscita dall’unità di codifica 606 quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620. La fig. 10c mostra il segnale in uscita dall’unità di ritardo 608 quale funzione del tempo, in risposta a un segnale di controllo proveniente dall’unità di controllo 620. Come si vede nelle figg. 10b e 10c, nell’unità di ritardo 608 il blocco informativo IBMTi.1 viene ritardato una volta di un intervallo temporale T1 e una volta di un intervallo temporale T2, ed emesso sull’uscita di detta unità come blocchi informativi IBMTi.2 e IBMTi.3. In questo caso gli intervalli temporali T1 e T2 non sono uguali tra loro, perché tra il primo blocco informativo IBMTi.1 e il secondo blocco informativo IBMTi.2 andrebbe intercalato ancora un flag F2. Naturalmente, in un esempio realizzativo in cui non viene intercalato nessun flag F2, gli intervalli temporali T1 e T2 sono uguali tra loro.
La fig. 10d illustra il principio di funzionamento dell’unità multiplexer 610, laddove tale unità è raffigurata come selettore semplice. La fig. 10d mostra la posizione di detto selettore, quale funzione del tempo. Il selettore viene comandato dall’unità di controllo 620. Inizialmente il selettore 610 assume la posizione I. Nell’unità generatrice di “segnale flag” 622 viene generato e presentato sul terminale 616 dell’unità multiplexer 610 un flag F1 che appare perciò sul terminale di uscita 626. Successivamente il selettore 610 assume la posizione II. Il primo blocco informativo IBMTi.1 di un pacchetto informativo viene trasmesso e inoltre salvato nell’unità di ritardo 608. Quindi il selettore 610 assume di nuovo la posizione I. Nell’unità generatrice di “segnale flag” 622 viene generato e presentato sul terminale 616 dell’unità multiplexer 610 un flag F2 (vedi fig. 10a) che appare perciò sul terminale di uscita 626. Successivamente il selettore dell’unità multiplexer 610 assume la posizione III e il blocco informativo IBMTi.1, ritardato per la prima volta di un intervallo temporale T1, viene emesso sul terminale 614 dell’unità multiplexer 610 dall’unità di ritardo 608 come blocco informativo IBMTi.2, e poi trasmesso. L’unità multiplexer 610 permane in posizione III, sicché il blocco informativo IBMTi.1, ritardato per la seconda volta, adesso di un ulteriore intervallo temporale T2, viene emesso e trasmesso dall’unità di ritardo 608 come blocco informativo IBMTi.3. Le predette fasi si ripetono, sicché sull’uscita è presente un flusso di dati continuo.
Come già in precedenza osservato, i flag non sono indispensabili per identificare all’interno di un apparecchio ricevente un blocco informativo. Anche comparando il contenuto informativo di blocchi informativi consecutivi è possibile appurare se blocchi informativi consecutivi hanno lo stesso contenuto informativo. Si può inoltre osservare che, se sono presenti dei flag, come i flag F1 e F2 sopra descritti con riferimento alla fig.
10a, tali flag F1 e F2 non devono necessariamente essere differenziati.
Ora verrà descritto il modo in cui operano gli apparecchi riceventi 906 e 915 di fig.9, così da essere in grado, come illustrato nelle figg. 8b, 8d e 8f , di ricevere correttamente e, se del caso, di trattare ulteriormente i segnali trasmissivi. Ai fini di una più dettagliata descrizione, si farà ricorso al circuito di un apparecchio ricevente, come abbozzato in fig.
4.
Nell’esempio di realizzazione degli apparecchi riceventi 906 e 915 l’unità di ritardo 428 è strutturata in modo diverso, nel senso che tale unità è in grado di ritardare per due volte il segnale di controllo dell’unità rivelatrice 416, è più precisamente ritardarlo per due volte di un intervallo temporale T se non sono presenti flag, oppure ritardarlo di un intervallo temporale T1 e poi di un intervallo temporale T2 aggiuntivo se nel segnale ricevuto sono presenti dei flag. Anche l’unità rivelatrice 416 è strutturata in modo diverso, essendo in grado di individuare la presenza in un unico pacchetto informativo di tre blocchi informativi di eguale contenuto (la situazione di fig. 8b), la presenza in un unico pacchetto informativo di due blocchi informativi di eguale contenuto (la situazione di fig. 8d) oppure la presenza in un unico pacchetto informativo di un solo blocco informativo (la situazione di fig. 8f). Come già precedentemente specificato, l’individuazione di queste tre situazioni può essere implementata sulla base dell’individuazione dei flag oppure, in assenza di flag, comparando il contenuto dei blocchi informativi.
Se l’apparecchio ricevente rileva la ricezione di un segnale trasmissivo come quello di fig.
8b, il primo blocco informativo di un pacchetto informativo viene salvato nella memoria di trasmissione 418. Successivamente, alla memoria di trasmissione 418 viene addotto un segnale di controllo ritardato una volta di un intervallo temporale T (o T1), affinché all’antenna trasmittente 430 venga presentato un blocco informativo ritardato una volta di detto intervallo temporale T (o T1) ad opera dell’unità di ritardo 418 (se del caso, previa amplificazione del segnale). Quindi, alla memoria di trasmissione 418 viene addotto un segnale di controllo ritardato ancora una volta di un intervallo temporale T (o ritardato di un intervallo temporale T2 aggiuntivo), affinché all’antenna trasmittente 430 venga presentato un blocco informativo ritardato per due volte di detto intervallo temporale T (o di un intervallo temporale T1 T2) ad opera dell’unità di ritardo 418 (se del caso, previa amplificazione del segnale). Quanto sopra si traduce nel segnale trasmissivo come illustrato in fig. 8c (nel caso in cui T1 = T2).
Se l’apparecchio ricevente rileva la ricezione di un segnale trasmissivo come quello di fig.
8d, il primo blocco informativo del pacchetto informativo ricevuto (trattasi del blocco informativo 810 perché il blocco informativo indicato in fig. 8d con un’ampiezza A4 è troppo piccolo per essere ricevuto correttamente) viene salvato nella memoria di trasmissione 418. Successivamente, alla memoria di trasmissione 418 viene addotto un segnale di controllo ritardato una volta dell’intervallo temporale T (o T2), affinché all’antenna trasmittente 430 venga presentato un blocco informativo ritardato una volta di detto intervallo temporale T (o T2) ad opera dell’unità di ritardo 418 (se del caso, previa amplificazione del segnale). Quanto sopra si traduce nel segnale trasmissivo come illustrato in fig. 8e.
Se l’apparecchio ricevente rileva la ricezione di un segnale trasmissivo come quello di fig.
8f, il primo blocco informativo del pacchetto informativo ricevuto (trattasi del blocco informativo 814 perché i blocchi informativi indicati in fig. 8f con un’ampiezza A7 e A8 sono troppo piccoli per essere ricevuti correttamente) viene decodificato solo nell’unità di decodifica 412.
Claims (2)
- RIVENDICAZIONI 1. Apparato trasmittente per la trasmissione di un primo segnale trasmissivo (102), provvisto di un trasmettitore principale (100) preposto a trasmettere il primo segnale trasmissivo in una zona di ricezione (104), caratterizzato dal fatto che il trasmettitore principale (100) è preposto a trasmettere un primo segnale trasmissivo in forma di primi pacchetti informativi consecutivi (IPMT1, IPMT2, IPMT3, ....), e i primi pacchetti informativi consecutivi (IPMTi) contengono almeno due blocchi informativi consecutivi (IBMTi.1, IBMTi.2) ciascuno, di informazione essenzialmente uguale, che l’apparato trasmittente è inoltre provvisto di almeno un apparecchio ricevente (106), che detto almeno un apparecchio ricevente è predisposto a ricevere il primo segnale trasmissivo (102) e a riemettere un secondo segnale trasmissivo (110) in risposta alla ricezione del primo segnale trasmissivo, che il secondo segnale trasmissivo è strutturato in forma di secondi pacchetti informativi consecutivi (IPRS1, IPRS2, IPRS3, ....), e i secondi pacchetti informativi consecutivi (IPRSi) contengono almeno un blocco informativo (IBRSi) ciascuno, che i secondi pacchetti informativi (IPRSi) del secondo segnale trasmissivo (110) sono essenzialmente della stessa lunghezza temporale dei primi pacchetti informativi (IPMTi) del primo segnale trasmissivo, che i blocchi informativi (IBRSi) dei secondi pacchetti informativi sono essenzialmente della stessa lunghezza temporale dei blocchi informativi (IBMTi,j) dei primi pacchetti informativi, e che l’apparecchio ricevente (106) è predisposto a trasmettere, nel tempo, il secondo segnale trasmissivo in modo che i secondi blocchi informativi (IBMTi.2,IBMTi+1.2, ...) contenuti nei primi pacchetti informativi all’interno del primo segnale trasmissivo siano correlati temporalmente agli almeno primi blocchi informativi (IBRSi,IBRSi+1, .....) dei secondi pacchetti informativi contenuti nel secondo segnale trasmissivo. (Figg. 1, 5) 2. Apparato trasmittente come da rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che l’apparecchio ricevente (106) è predisposto a trasmettere, nel tempo, il secondo segnale trasmissivo in una seconda zona di ricezione (112), con fase tale per cui i secondi blocchi informativi (IBMTi.2,IBMTi+1.2, ...) dei primi pacchetti informativi contenuti nel primo segnale trasmissivo (102) e gli almeno primi blocchi informativi (IBRSi, IBRSi+1), ad essi temporalmente correlati, dei secondi pacchetti informativi contenuti nel secondo segnale trasmissivo (106) si sommano tra loro nella seconda zona di ricezione (112). (Fig.1) 3. Apparato trasmittente come da rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che i primi pacchetti informativi (IPMTi) contenuti nel primo segnale trasmissivo (102) contengono due blocchi informativi (IBMTi.1, IBMTi.2) ciascuno, di informazione essenzialmente uguale, e i secondi pacchetti informativi (IPRSi) contenuti nel secondo segnale trasmissivo (110) contengono un unico blocco informativo (IBRSi) ciascuno. (Fig. 2) 4. Apparato trasmittente come da rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che i primi pacchetti informativi contenuti nel primo segnale trasmissivo contengono tre blocchi informativi (IBMTi.1, IBMTi.2, IBMTi.3) ciascuno, di informazione essenzialmente uguale, e i secondi pacchetti informativi contenuti nel secondo segnale trasmissivo contengono due blocchi informativi (IBRSi.1, IBRSi.2) ciascuno, di informazione essenzialmente uguale. (Fig.8) 5. Apparato trasmittente come da una delle rivendicazioni da 1 a 4, caratterizzato dal fatto che il trasmettitore principale (100) e l‘almeno un apparecchio ricevente (106) formano un trasmettitore all’interno di una rete a frequenza singola (SFN). 6. Apparato trasmittente come da rivendicazione 1, 2 o 3, caratterizzato dal fatto che al primo blocco informativo (IBMTi.1) contenuto in un primo pacchetto informativo (IPMTi) è attribuito un flag (F1) indicante che tale blocco è il primo blocco informativo all’interno di detto primo pacchetto informativo. (Fig.3) 7. Apparato trasmittente come da rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che al secondo blocco informativo (IBMTi.2) contenuto in un primo pacchetto informativo (IPMTi) è attribuito un flag (F2) indicante che tale blocco è il secondo blocco informativo all’interno di detto primo pacchetto informativo. (Fig.10) 8. Trasmettitore principale (100) interno all’apparato trasmittente come da una delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dalle sottocaratteristiche di cui alla detta rivendicazione connotanti il trasmettitore principale. (Figg.1, 6) 9. Trasmettitore principale (600) utilizzabile in un apparato trasmittente come da una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che il trasmettitore principale è provvisto di a. un terminale di ingresso (604) deputato a ricevere un segnale informativo, b. un’unità di codifica (606) deputata a codificare il segnale informativo in blocchi informativi consecutivi (IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...), c. un’unità di ritardo (608) deputata a ritardare i blocchi informativi di un certo intervallo temporale (T), d. un’unità multiplexer (610) deputata a multiplare i blocchi informativi (IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...) e i blocchi ritardati (IBMTi.2, IBMTi+1.2, ...) in un flusso di dati seriale, e e. un terminale di uscita (626) deputato a emettere il detto flusso di dati seriale come primo segnale trasmissivo. (Fig.6) 10. Trasmettitore principale come da rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che l’unità di ritardo (608) è predisposta a ritardare una volta un blocco informativo (IBMTi.1) di un intervallo temporale (T), e l’unità multiplexer (610) è predisposta a multiplare il blocco informativo (IBMTi.1) e la versione (IBMTi.2) di detto blocco informativo ritardata all’interno dell’unità di ritardo, direttamente uno dopo l’altro, all’interno del flusso di dati seriale. (Fig.7). 11. Trasmettitore principale come da rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che l’unità di ritardo (608) è predisposta a ritardare una volta un blocco informativo (IBMTi.1) di un primo intervallo temporale (T1) e a ritardare aggiuntivamente il detto blocco informativo di un secondo intervallo temporale (T2), e l’unità multiplexer (610) è predisposta a multiplare il blocco informativo (IBMTi.1), la versione (IBMTi.2) di detto blocco informativo ritardata all’interno dell’unità di ritardo del primo intervallo temporale, e la versione (IBMTi.3) di detto blocco informativo ritardata all’interno dell’unità di ritardo aggiuntivamente del secondo intervallo temporale, uno dopo l’altro, all’interno del flusso di dati seriale. (Fig.10) 12. Trasmettitore principale come da rivendicazione 10 o 11, caratterizzato dal fatto che è prevista inoltre un’unità generatrice di flag (622), e l’unità multiplexer (610) è predisposta ad attribuire un flag (F1) ai blocchi informativi (IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...) dell’unità di codifica, all’interno del flusso di dati seriale. (Fig.6) 13. Trasmettitore principale come da rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che è prevista inoltre un’unità generatrice di flag (622), e l’unità multiplexer (610) è predisposta ad attribuire un flag (F2) ai blocchi informativi (IBMTi.2, IBMTi+1.2, ...) dell’unità di codifica, ritardati del primo intervallo temporale (T1), all’interno del flusso di dati seriale. (Fig.10) 14. Apparecchio ricevente interno all’apparato trasmittente come da una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dalle sottocaratteristiche di cui alla detta rivendicazione connotanti l’apparecchio ricevente. (Figg.1, 4) 15. Apparecchio ricevente come da rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che l’apparecchio ricevente è un apparecchio ricevente mobile. 16. Apparecchio ricevente utilizzabile in un apparato trasmittente come da una delle rivendicazioni da 1 a 7, caratterizzato dal fatto che l’apparecchio ricevente è provvisto di a. un terminale di ingresso (424) deputato a ricevere il primo segnale trasmissivo, b. un’unità rivelatrice (416) deputata a individuare il primo blocco informativo (IBMTi.1) contenuto in un pacchetto informativo (IPMTi) all’interno del primo segnale trasmissivo, e in risposta a ciò, a emettere un segnale di controllo, c. una memoria di trasmissione (418) deputata a salvare il primo blocco informativo di un pacchetto informativo, in risposta al segnale di controllo, d. un’unità di ritardo (428) deputata a ritardare il segnale di controllo di un intervallo temporale (T), e. un terminale di uscita (432) deputato a emettere i blocchi informativi (IBMTi.1) salvati nella memoria di trasmissione come blocchi informativi (IBRSi) all’interno del secondo segnale trasmissivo, e la memoria di trasmissione (418) è predisposta a emettere sul terminale di uscita (432) un blocco informativo salvato in memoria, in risposta al segnale di controllo ritardato. (Fig.4) 17. Apparecchio ricevente come da rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che l’apparecchio ricevente (406) è predisposto a trasmettere i blocchi informativi (IBRSi) del secondo segnale trasmissivo (110) essenzialmente in sincronia temporale con i secondi blocchi informativi (IBMTi.2) dei primi pacchetti informativi (IPMTi) contenuti nel primo segnale trasmissivo, nel sito di ubicazione dell’apparecchio ricevente. (Figg. 5b, 5c) 18. Apparecchio ricevente come da rivendicazione 16 o 17, caratterizzato dal fatto che l’unità rivelatrice (416) è predisposta a individuare i flag (F1) attribuiti ai primi blocchi informativi contenuti nei primi pacchetti informativi del primo segnale trasmissivo, e a generare, in risposta a ciò, il segnale di controllo. (Fig.4) 19. Apparecchio ricevente come da rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che l’unità di ritardo è predisposta inoltre a ritardare una volta il segnale di controllo di un primo intervallo temporale (T1) e a ritardare aggiuntivamente il segnale di controllo di un secondo intervallo temporale (T2), e la memoria di trasmissione (418) è predisposta a emettere una seconda volta sul terminale di uscita (432) un blocco informativo salvato in memoria, in risposta al segnale di controllo ritardato del primo intervallo temporale (T1) e in risposta al segnale di controllo ritardato aggiuntivamente del secondo intervallo temporale (T2). (Fig.10c) 20. Apparecchio ricevente come da una delle rivendicazioni da 14 a 19, caratterizzato dal fatto che l’apparecchio ricevente è provvisto di un’antenna trasmittente (430). (Fig. 4) 21. Trasmettitore principale come da rivendicazione 11, oppure apparecchio ricevente come da rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che il primo intervallo temporale (T1) è uguale al secondo intervallo temporale (T2). ANSPRÜCHE 1. Sendeeinrichtung zum Senden eines ersten Übertragungssignals (102), versehen mit einem Hauptsender (100) zum Senden des ersten Übertragungssignals in einem Empfangsgebiet (104), dadurch gekennzeichnet, dass der Hauptsender (100) eingerichtet ist zum Senden eines ersten Übertragungssignals in Form von aufeinanderfolgenden ersten Informationspaketen (IPMT1, IPMT2, IPMT3, ....) und aufeinanderfolgende erste Informationspakete (IPMTi) je wenigstens zwei aufeinanderfolgenden Informationsblöcke (IBMTi.1, IBMTi.2) hauptsächlich gleicher Information enthalten, dass die Sendeeinrichtung weiter versehen ist mit wenigstens ein Empfangsgerät (106), dass das wenigstens eine Empfangsgerät eingerichtet ist zum Empfangen des ersten Übertragungssignals (102) und zum Wiederaussenden eines zweiten Übertragungssignals (110) in Antwort auf dem Empfang des ersten Übertragungssignals, dass das zweite Übertragungssignal in Form von aufeinanderfolgenden zweiten Informationspaketen (IPRS1, IPRS2, IPRS3, ....) aufgebaut ist, und aufeinanderfolgende zweite Informationspakete (IPRSi) je wenigstens ein Informationsblock enthalten (IBRSi), dass die zweiten Informationspakete (IPRSi) des zweiten Übertragungssignals (110) hauptsächlich gleicher Zeitlänge sind als die ersten Informationspakete (IPMTi) des ersten Übertragungssignals, dass die Informationsblöcke (IBRSi) der zweiten Informationspakete hauptsächlich gleicher Zeitlänge sind als die Informationsblöcke (IBMTi,j) der ersten Informationspakete, und dass das Empfangsgerät (106) eingerichtet zum Senden des zweiten Übertragungssignals derart in der Zeit, dass die zweite Informationsblöcke (IBMTi.2,IBMTi+1.2, ...) in den ersten Informationspaketen im ersten Übertragungssignals zeitlich korreliert sind mit den wenigstens ersten Informationsblöcken (IBRSi,IBRSi+1, .....) der zweiten Informationspakete im zweiten Übertragungssignal. ( Abb. 1,5) 2. Sendeeinrichtung gemäß Anspruch 1, dadurch gekennzeichnet, dass das Empfangsgerät (106) eingerichtet ist zum Senden des zweiten Übertragungssignals in einem zweiten Empfangsgebiet (112), derart in der Zeit und mit derartiger Phase, dass die zweiten Informationsblöcke (IBMTi.2,IBMTi+1.2, ...) der ersten Informationspakete im ersten Übertragungssignals (102) und damit zeitlich korrelierten wenigstens ersten Informationsblöcke (IBRSi, IBRSi+1) der zweiten Informationspakete im zweiten Übertragungssignal (106) sich einander addieren im zweiten Empfangsgebiet (112) (Abb.1) 3. Sendeeinrichtung gemäß Anspruch 1 oder 2, dadurch gekennzeichnet, dass die erste Informationspakete (IPMTi) im ersten Übertragungssignal (102) je zwei Informationsblöcke (IBMTi.1, IBMTi.2) hauptsächlicher gleicher Information enthalten, und die zweite Informationspakete (IPRSi) im zweiten Übertragungssignal (110) je nur ein Informationsblock (IBRSi) enthalten.(Abb.2) 4. Sendeeinrichtung gemäß Anspruch 1 oder 2, dadurch gekennzeichnet, dass die erste Informationspakete im ersten Übertragungssignal je drei Informationsblöcke (IBMTi.1, IBMTi.2, IBMTi.3) hauptsächlicher gleicher Information enthalten, und die zweite Informationspakete im zweiten Übertragungssignal je zwei Informationsblöcke (IBRSi.1, IBRSi.2) hauptsächlich gleicher Information enthalten.(Abb. 8) 5. Sendeeinrichtung gemäß einer der Ansprüche 1 bis 4, dadurch gekennzeichnet, dass der Hauptsender (100) und das wenigstens eine Empfangsgerät (106) ein Sender in einem Single-Frequency Netzwerk (SFN) bilden. 6. Sendeeinrichtung gemäß Anspruch 1, 2 oder 3, dadurch gekennzeichnet, dass dem ersten Informationsblock (IBMTi.1) in einem ersten Informationspaket (IPMTi) ein Flag (F1) zugeordnet ist, angebend es sei der erste Informationsblock im ersten Informationspaket. (Abb. 3) 7. Sendeeinrichtung gemäß Anspruch 4, dadurch gekennzeichnet, dass dem zweiten Informationsblock (IBMTi.2) in einem ersten Informationspaket (IPMTi) ein Flag (F2) zugeordnet ist, angebend es sei der zweite Informationsblock im ersten Informationspaket.(Abb. 10) 8. Hauptsender (100) in der Sendeeinrichtung gemäß einer der vorgehenden Ansprüche, gekennzeichnet durch die den Hauptsender kennzeichnenden Teilmerkmale in diesem Anspruch. (Abb.1,6) 9. Hauptsender (600) der angewendet werden kann in einer Sendeeinrichtung gemäß einer der Ansprüche 1 bis 7, dadurch gekennzeichnet, dass der Hauptsender versehen ist mit a. einer Eingangsklemme (604) zum Empfangen eines Informationssignals, b. einer Kodiereinheit (606) zum Kodieren des Informationssignals in aufeinanderfolgenden Informationsblöcken (IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...), c. einer Verzögerungseinheit (608) zum Verzögern der Informationsblöcken über eine gewisse Zeitspanne (T), d. einer Multiplexereinheit (610) zum Multiplexen der Informationsblöcken(IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...) und der verzögerten Informationsblöcken(IBMTi.2, IBMTi+1.2, ...) in einem seriellen Datenstrom, und e. einer Ausgangsklemme (626) zum Abgeben des seriellen Datenstroms als erstes Übertragungssignal. (Abb. 6) 10. Hauptsender gemäß Anspruch 9, dadurch gekennzeichnet, dass die Verzögerungseinheit (608) eingerichtet ist zum einmal Verzögern eines Informationsblocks (IBMTi.1) über die Zeitspanne (T), und die Multiplexereinheit (610) eingerichtet ist zum Multiplexen des Informationsblocks (IBMTi.1) und die in der Verzögerungseinheit verzögerte Version (IBMTi.2) dieses Informationsblocks direkt nacheinander im seriellen Datenstrom.(Abb. 7) 11. Hauptsender gemäß Anspruch 9, dadurch gekennzeichnet, dass die Verzögerungseinheit (608) eingerichtet ist zum einmal Verzögern eines Informationsblocks (IBMTi.1) über eine erste Zeitspanne (T1) und zum zusätzlich Verzögern des Informationsblocks über eine zweite Zeitspanne (T2), und die Multiplexereinheit (610) eingerichtet ist zum Multiplexen des Informationsblocks (IBMTi.1), die über die erste Zeitspanne in der Verzögerungseinheit verzögerte Version (IBMTi.2) dieses Informationsblocks, und die zusätzlich über die zweite Zeitspanne in der Verzögerungseinheit verzögerte Version (IBMTi.3) dieses Informationsblocks nacheinander im seriellen Datenstrom. (Abb. 10) 12. Hauptsender gemäß Anspruch 10 oder 11, dadurch gekennzeichnet, dass zusätzlich eine Flag-Erzeugungseinheit (622) vorgesehen ist und die Multiplexereinheit (610) eingerichtet ist zum Zuordnen eines Flags (F1) an die Informationsblöcke (IBMTi.1, IBMTi+1.1, ...) der Kodiereinheit im seriellen Datenstrom. (Abb. 6) 13. Hauptsender gemäß Anspruch 11, dadurch gekennzeichnet, dass zusätzlich eine Flag-Erzeugungseinheit (622) vorgesehen ist und die Multiplexereinheit (610) eingerichtet ist zum Zuordnen eines Flags (F2) an die über die erste Zeitspanne (T1) verzögerten Informationsblöcke (IBMTi.
- 2, IBMTi+1.2, ...) der Kodiereinheit im seriellen Datenstrom.(Abb. 10) 14. Empfangsgerät in der Sendeeinrichtung gemäß einer der Ansprüche 1 bis 7, gekennzeichnet durch die das Empfangsgerät kennzeichnenden Teilmerkmale in diesem Anspruch. (Abb. 1,4) 15. Empfangsgerät gemäß Anspruch 14, dadurch gekennzeichnet, dass das Empfangsgerät ein mobiles Empfangsgerät ist. 16. Empfangsgerät das angewendet werden kann in einer Sendeeinrichtung gemäß einer der Ansprüche 1 bis 7, dadurch gekennzeichnet, dass das Empfangsgerät versehen ist mit a. einer Eingangsklemme (424) zum Empfangen des ersten Übertragungssignals, b. einer Detektionseinheit (416) zum Detektieren des ersten Informationsblocks (IBMTi.1) in einem Informationspaket (IPMTi) im ersten Übertragungssignal, und in Antwort darauf Abgeben eines Steuersignals, c. einem Sendespeicher (418) zum Speichern des ersten Informationsblocks eines Informationspakets in Antwort auf dem Steuersignal, d. einer Verzögerungseinheit (428) zum Verzögern des Steuersignals über eine Zeitspanne (T), e. einer Ausgangsklemme (432) zum Abgeben der im Sendespeicher gespeicherten Informationsblöcken (IBMTi.1) als Informationsblöcken (IBRSi) in dem zweiten Übertragungssignal, und der Sendespeicher (418) eingerichtet zum Abgeben von einem im Speicher gespeicherten Informationsblock an der Ausgangsklemme (432) in Antwort auf dem verzögerten Steuersignal. (Abb.4) 17. Empfangsgerät gemäß Anspruch 16, dadurch gekennzeichnet dass das Empfangsgerät (406) eingerichtet ist zum Senden der Informationsblöcke (IBRSi) des zweiten Übertragungssignals (110), hauptsächlich zeitsynchron zu den zweiten Informationsblöcken (IBMTi.2) der ersten Informationspakete (IPMTi) im ersten Übertragungssignal, am Ort des Empfangsgeräts. (Abb.5b,5c) 18. Empfangsgerät gemäß Anspruch 16 oder 17, dadurch gekennzeichnet dass die Detektionseinheit (416) eingerichtet ist zum Detektieren der zu den ersten Informationsblöcken in den ersten Informationspaketen des ersten Übertragungssignal zugeordneten Flags (F1) und zum in Antwort darauf Erzeugen des Steuersignals. (Abb.4) 19. Empfangsgerät gemäß Anspruch 16, dadurch gekennzeichnet, dass die Verzögerungseinheit weiter eingerichtet ist zum einmal Verzögern des Steuersignals über eine erste Zeitspanne (T1) und zum zusätzlich Verzögern des Steuersignals über eine zweite Zeitspanne (T2), und der Sendespeicher (418) eingerichtet zum zweimal Abgeben von einem im Speicher gespeicherten Informationsblock an der Ausgangsklemme (432) in Antwort auf dem über die erste Zeitspanne (T1) verzögerten Steuersignal und in Antwort auf dem zusätzlich über die zweite Zeitspanne (T2) verzögerten Steuersignal.(Abb. 10c) 20. Empfangsgerät gemäß einem der Ansprüche 14 bis 19, dadurch gekennzeichnet, dass das Empfangsgerät mit einer Sendeantenne (430) versehen ist. (Abb.4) 21. Hauptsender gemäß Anspruch 11, oder Empfangsgerät gemäß Anspruch 19, dadurch gekennzeichnet, dass die erste Zeitspanne (T1) gleich der zweiten Zeitspanne (T2) ist.
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