ITTO20130188A1 - Circuito per la protezione galvanica di un gruppo disco-pastiglia freno per un autoveicolo e relativi kit e metodo - Google Patents

Circuito per la protezione galvanica di un gruppo disco-pastiglia freno per un autoveicolo e relativi kit e metodo

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ITTO20130188A1
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disk
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IT000188A
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Razo Diego Adolfo Santamaria
Marco Travet
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Itt Italia Srl
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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
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    • B60TVEHICLE BRAKE CONTROL SYSTEMS OR PARTS THEREOF; BRAKE CONTROL SYSTEMS OR PARTS THEREOF, IN GENERAL; ARRANGEMENT OF BRAKING ELEMENTS ON VEHICLES IN GENERAL; PORTABLE DEVICES FOR PREVENTING UNWANTED MOVEMENT OF VEHICLES; VEHICLE MODIFICATIONS TO FACILITATE COOLING OF BRAKES
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    • C23F13/00Inhibiting corrosion of metals by anodic or cathodic protection
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Description

“CIRCUITO PER LA PROTEZIONE GALVANICA DI UN GRUPPO DISCO-PASTIGLIA FRENO PER UN AUTOVEICOLO E RELATIVI KIT E METODOâ€
La presente invenzione à ̈ relativa a un circuito per la protezione galvanica di un gruppo disco-pastiglia freno per un autoveicolo e ai relativi kit di aggiornamento ed metodo di protezione.
Un sistema di freno a disco di un autoveicolo viene impiegato per rallentare la velocità dell’autoveicolo, oppure durante lo stazionamento per mantenere la posizione, soprattutto quando l’autoveicolo à ̈ parcheggiato in salita o discesa e l’utente esce dall’abitacolo.
Durante lo stazionamento, una pastiglia supportata da una pinza o ganascia fissata al telaio dell’autoveicolo à ̈ portata a contatto con un disco metallico girevole solidale con uno pneumatico dell’autoveicolo e applica un carico preferibilmente costante sul disco stesso. In particolare, quando il freno a disco funziona come freno di stazionamento, può accadere che durante una sosta lunga o anche molto lunga in ambiente umido o particolarmente umido si inneschino fenomeni elettrochimici di corrosione, in particolare sull’interfaccia del disco con la pastiglia. Ciò comporta un’impronta di corrosione che tende a danneggiare il disco e a comportare un’adesione fra materiale d’attrito della pastiglia ed il disco che può impedire il distacco e quindi bloccare l’autoveicolo nella posizione di sosta.
E’ stato verificato che la corrosione e l’adesione sono maggiori quando il materiale di attrito comprende polveri a contenuto basso o nullo di metalli e quantità elevate di materiali polimerici termoindurenti. Tale inconveniente à ̈ particolarmente sentito dal momento che le attuali norme prevedono l’uso di materiali d’attrito comprendenti polveri polimeriche le quali si dimostrano più ecologiche rispetto alle polveri d’attrito tradizionali, ad esempio a base di polvere di rame.
Lo scopo della presente invenzione à ̈ di realizzare un circuito per proteggere il gruppo disco-pastiglia dalla corrosione.
Lo scopo della presente invenzione viene raggiunto tramite un circuito secondo la rivendicazione 1, il kit della rivendicazione 14 e il metodo secondo la rivendicazione 15.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano degli esempi di attuazione non limitativi, di cui:
- la figura 1 illustra schematicamente un circuito di protezione galvanica per un gruppo disco-pastiglia secondo la presente invenzione;
- la figura 2 illustra un particolare ingrandito di figura 1; e
- la figura 3 illustra un tensione o una corrente intermittente applicata al circuito di figura 1.
In figura 1 à ̈ illustrato con 1 nel suo insieme un circuito di protezione galvanica attiva per un disco 2 e una pastiglia 3 comandata da una pinza K di un circuito frenante di un autoveicolo. In particolare, il disco 2 e la pastiglia 3 sono realizzati di materiali che conducono la corrente elettrica, ad esempio il disco freno à ̈ metallico e la pastiglia 3 comprende una piastra metallica e uno strato di attrito elettricamente conduttivo fissato sulla piastra metallica. Il circuito può essere realizzato come kit da montare su un autoveicolo non originariamente predisposto per la protezione galvanica del disco 2 e della pastiglia 3 oppure può essere già previsto come primo impianto dell’autoveicolo.
Secondo una forma di realizzazione della presente invenzione, il circuito di protezione galvanica 1 comprende un conduttore elettrico 5 per collegare il disco 2 al polo negativo di una sorgente di tensione continua 7 e un’unità di controllo 4 per comandare la tensione elettrica applicata al disco 2 in alcune condizioni di funzionamento, ad esempio quando la pinza blocca il disco 2. Secondo un’ulteriore forma di realizzazione, il polo negativo della sorgente di tensione continua 7 viene collegato alla pastiglia 3 e il disco 2 à ̈ collegato o a massa o al polo positivo della sorgente di tensione continua 7. E’ stato verificato che la polarità adatta per contrastare la corrosione fra materiale d’attrito della pastiglia 3 e disco 2 dipende dalla composizione del materiale d’attrito stesso. In particolare, quando il disco 2 à ̈ di ghisa, un supporto della pastiglia 3 à ̈ di acciaio o anche di una lega d’acciaio, se il materiale d’attrito depositato sul supporto comprende ferro, rame, zinco e ottone (ad esempio 10, 5, 2 e 2% rispettivamente) per contrastare invece che per favorire la corrosione occorre invertire la polarità e collegare la pinza 2 al polo negativo. E’ stato riscontrato che occorre agire in questo modo quando la percentuale in peso complessiva di tutte le polveri metalliche supera il 15% circa in peso della composizione del materiale d’attrito.
Convenientemente, anche l’altro elemento del circuito presenta una connessione elettrica per consentire il passaggio di corrente nella zona di contatto fra disco 2 e pinza 3. Ad esempio se il disco 2 à ̈ collegato al polo negativo, la pastiglia 3 à ̈ collegata elettricamente al polo positivo della batteria o a un telaio H del veicolo o a massa tramite un conduttore 6. Il conduttore 6 à ̈ preferibilmente un filo collegato fra la pastiglia 3 e il telaio H o la batteria 7 quando la pastiglia 3 à ̈ montata sulla propria pinza tramite un materiale elettricamente isolante. Tale materiale à ̈ ad esempio uno strato polimerico inserito fra il supporto della pastiglia 3 e la pinza per ridurre vibrazioni o rumori. Tale strato polimerico isola elettricamente la pastiglia 3 dal telaio H dell’autoveicolo. Alternativamente il conduttore 6 à ̈ un qualsiasi elemento elettricamente conduttivo, anche un elemento con ulteriori funzioni come la pinza K, che collega la pastiglia 3 al telaio H. Inoltre, la maggior parte delle miscele di polveri che costituiscono il materiale d’attrito della pastiglia 3 sono considerate un conduttore elettrico agli scopi della protezione galvanica, in virtù della presenza di polveri conduttive a base di grafite o di metalli o di leghe metalliche. Più in particolare, lo strato di materiale d’attrito definisce un conduttore avente una resistenza elettrica superiore a 500 Ohm, molto spesso superiore a 1000 Ohm, in modo dipendente dalla propria composizione e tale resistenza elettrica consente di equilibrare la corrente nel circuito 1 a valori ottimali. E’ stato inoltre verificato che tale livello di resistenza elettrica viene raggiunto dallo strato di materiale d’attrito dopo un transitorio di durata variabile da qualche minuto a qualche decina di minuti dopo l’esposizione ad acqua, ad esempio in seguito al transito su una pozzanghera, oppure dopo l’esposizione ad una soluzione salina che si può generare in inverno quando le strade sono trattate con sostanze antighiaccio.
Secondo la presente invenzione, l’unità di controllo 4 comprende una centralina di comando C e un dispositivo di controllo T’ che regola la tensione applicata al disco 2 e, convenientemente, anche la corrente circolante attraverso il gruppo disco 2-pastiglia 3, e riceve in ingresso un segnale di comando S per attivare e disattivare la corrente. In particolare, la centralina di comando C temporizza o à ̈ configurata per temporizzare ad intermittenza la tensione e la corrente in modo opportuno, sulla base del segnale di comando S. La tensione o la corrente elettrica applicata al disco 2 à ̈ monopolare, cioà ̈ non cambia polarità, e preferibilmente continua cioà ̈ generata da una batteria e/o mantiene un livello costante a meno dei transitori. Secondo la presente invenzione la tensione o la corrente à ̈ intermittente, nel senso che segue cicli di frequenza anche variabile (figura 3). Ciascun ciclo presenta almeno una fase in cui la tensione o la corrente à ̈ ad un primo livello e almeno una ulteriore fase in cui la tensione o la corrente à ̈ ad un secondo livello maggiore del primo livello. Preferibilmente, il primo livello di tensione o corrente à ̈ nullo in modo da preservare la carica della sorgente di tensione 7 che opportunamente comprende la batteria dell’autoveicolo.
E’ stato verificato che la durata della fase a tensione o corrente maggiore può essere inferiore rispetto a quella a tensione o corrente minore o nulla senza compromettere l’efficacia dell’effetto anticorrosivo. La durata della fase a tensione o corrente maggiore di ciascun ciclo à ̈ maggiore di almeno 3 volte la durata della fase a tensione o corrente minore o nulla. Buoni risultati sono stati ottenuti anche con cicli in cui il rapporto à ̈ maggiore di 10.
Inoltre la frequenza dei cicli à ̈ preferibilmente bassa e inferiore a 1 ciclo all’ora. In particolare, quando l’unità di controllo 4 riceve il segnale di comando S, il primo ciclo inizia preferibilmente con la prima fase. Inoltre, l’unità di controllo 4 può elaborare un segnale indicativo del livello di carica della batteria 7 e interrompere automaticamente la tensione o la corrente intermittente quando il livello di carica della batteria 7 diminuisce al di sotto di una soglia predefinita.
L’unità di controllo 4 può anche programmare il valore dei livelli di tensione o corrente sulla base di un database memorizzato, che associa a ciascuna composizione del materiale d’attrito della pastiglia 3 un relativo ciclo di tensione o corrente intermittente in relazione alla durata e/o ai livelli di tensione o corrente. In prove nelle quali il disco 2 à ̈ di ghisa e il supporto della pastiglia 3 à ̈ di acciaio à ̈ stato infatti verificato che, quando il materiale d’attrito della pastiglia 3 non comprende polveri metalliche e presenta polveri di grafite e materiali polimerici termoindurenti, effetti analoghi per contrastare l’adesione fra pastiglia 3 e disco 2 si ottengono con un livello di tensione o corrente minore rispetto al livello di tensione o corrente richiesto quando il materiale d’attrito comprende percentuali crescenti di polveri metalliche o a base di leghe metalliche. Inoltre, à ̈ stato verificato che a parità di protezione contro l’adesione fra pastiglia 3 e disco 2, il livello di corrente necessario cresce con la percentuale in peso di polvere metallica nel materiale d’attrito portato dalla pastiglia 3. A tal riguardo, per ottenere un effetto anticorrosivo può anche essere necessario invertire la polarità fra disco 2 e pastiglia 3.
Un metodo per verificare l’efficacia dell’azione del circuito 1 comprende una prima fase durante la quale il gruppo disco 2-pastiglia 3 viene azionato in una condizione di carico predefinita, ad esempio quella corrispondente alla funzione di freno di stazionamento, e viene esposto alle condizioni ambientali di umidità ed eventualmente atmosfera aggressiva (soluzione di sali o altre sostanze) che favoriscono la corrosione del disco 2 e l’adesione fra la superficie di attrito della pastiglia 3 e il disco 2. In una seconda fase il carico sul gruppo disco 2-pastiglia 3 viene rilasciato e si misurata preferibilmente in modo continuo la coppia applicata fra disco 2 e pastiglia 3 per ottenere una rotazione relativa in assenza di pressione fra disco 2 e pastiglia 3.
In relazione a questa prova à ̈ stato verificato che, a parità di ogni altra condizione, il livello di corrente misurato in ampere che deve essere applicato al gruppo disco 2-pastiglia 3 per mantenere costante il valore massimo di coppia misurata per ottenere la rotazione relativa cresce proporzionalmente con la percentuale di polveri metalliche o comprendenti leghe metalliche nello strato d’attrito della pastiglia 3.
E’ stato inoltre verificato nel caso di dischi in ghisa 2 e supporto di pastiglia 3 di acciaio che anche nel caso di materiali di attrito attualmente impiegati e comprendenti le più elevate percentuali di polveri metalliche o di leghe metalliche si misurano livelli comunque bassi di coppia massima di distacco quando attraverso il gruppo disco 2-pastiglia 3 circola una corrente intermittente avente un livello massimo inferiore a 0.9 ampere, preferibilmente inferiore a 0.6 ampere. Il livello massimo della corrente intermittente à ̈ invece inferiore a 0.3 ampere quando lo strato di attrito della pastiglia 3 presenta una percentuale in peso di polveri non metalliche inferiore a 90%. Quando il materiale d’attrito non comprende polveri metalliche o di leghe metalliche il livello di corrente che garantisce una buona protezione alla corrosione à ̈ inferiore a 0.1 ampere. Sono state effettuate prove con pastiglie aventi i seguenti materiali d’attrito:
composizione A: Fibra aramidica 1%, Resina fenolica 12%, Cromite 17,6%, Solfuro di stagno 6,5%, Barite 14,4%, Ossido d'alluminio 7%, Grafite 15,5%, Ferro 20%, Rame 5%, Gomma 1% (percentuale di polveri metalliche superiore al 15%);
composizione B: Fibra aramidica 3%, Resina fenolica 9,5%, Cromite 15%, Solfuro di stagno 8%, Barite 23,5%, Titanato di potassio 10%, Grafite 4%, Ossido di Zirconio 17%, Rame 4 %, Ferro 6% (percentuale di polveri metalliche del 10%);
composizione C: Fibra aramidica 3%, Resina fenolica 10%, Cromite 15%, Solfuro di stagno 10%, Barite 24%, Titanato di potassio 12%, Grafite 6%, Ossido di Zirconio 20% (composizione senza polveri metalliche).
I materiali della piastra metallica della pastiglia 3 impiegati durante le prove sono denominati S275JR (norma EN10025) e S420MC (norma EN10149).
Secondo la presente invenzione, l’unità di controllo 4 comanda l’inizio dei cicli di corrente intermittente sulla base del segnale di comando S che si può ad esempio riferire all’inserimento del freno di stazionamento, cioà ̈ la pastiglia 3 blocca il disco 2 quando il veicolo à ̈ fermo, il motore à ̈ spento dall’utente tramite la chiave e, nel caso di lunghe soste, l’utente non à ̈ presente a bordo dell’autoveicolo e/o le portiere dell’autoveicolo sono chiuse e bloccate. La modalità del freno di stazionamento può essere disinserita in vari modi: o manualmente e direttamente dall’utente premendo un interruttore interno all’abitacolo o automaticamente a seguito di un’azione dell’utente, come ad esempio l’azionamento del pedale del freno o l’ingranamento di una marcia. Quando la modalità di freno di stazionamento viene disinserita, l’unità di controllo 4 interrompe l’applicazione di tensione o corrente intermittente attraverso il gruppo disco 2-pastiglia 3.
Secondo la forma di realizzazione di figura 1, il circuito 1 comprende inoltre un attuatore 8 per collegare selettivamente il disco 2 alla batteria 7. L’attuatore 8 à ̈ mobile fra una posizione di apertura in cui il circuito 1 à ̈ aperto e una posizione di contatto (tratteggiata in figura 2) nella quale il disco 2 à ̈ collegato al polo negativo della batteria 7: pertanto il disco 2 à ̈ collegato selettivamente e non permanentemente al relativo polo della batteria 7. Ad esempio, nella posizione di contatto, il conduttore 5 contatta o il disco 2 oppure un altro elemento rotazionalmente rigido rispetto ad uno pneumatico P dell’autoveicolo e che può applicare un tensione o una corrente elettrica attraverso il disco 2 quando il circuito 1 à ̈ chiuso. Il punto di contatto elettrico fra disco 2 e conduttore 5 à ̈ convenientemente collocato sulla periferia del disco 2, laddove il materiale d’attrito della pastiglia 3 forma con l’uso una traccia T sul disco 2. Tale traccia T à ̈ infatti una superficie relativamente pulita del disco 2 a causa dell’uso e il contatto elettrico à ̈ pertanto favorito.
Preferibilmente, l’attuatore 8 viene comandato dall’unità di controllo 4 e deve collegare il disco 2 al relativo polo della batteria 7 almeno quando inizia la seconda fase del primo ciclo di tensione o corrente intermittente. Preferibilmente, il disco 2 rimane collegato al relativo polo della batteria 7 tramite l’attuatore 8 finché l’unità di controllo 4 non riceve un segnale di interrompere la tensione o la corrente intermittente. Alternativamente, la commutazione fra la posizione di apertura e la posizione di contatto e viceversa definisce rispettivamente l’inizio e la fine della fase a tensione o corrente maggiore di ciascun ciclo di tensione o corrente intermittente.
Preferibilmente, la pastiglia 3 à ̈ invece collegata in modo permanente all’altro polo della batteria 7 in modo che la corrente elettrica possa attraversare l’area di contatto fra il disco 2 e la pastiglia 3 quando la pastiglia 3 blocca il disco 2.
Il funzionamento del circuito 1 Ã ̈ il seguente.
La sola tensione intermittente applicata al disco 2 à ̈ in grado di rallentare o annullare le reazioni di corrosione che si generano sul disco 2 in ambiente aggressivo ad esempio definito da acqua che eventualmente contiene in soluzione delle sostanze saline. Per ottenere l’effetto anticorrosivo à ̈ stato verificato che à ̈ importante la quantità di cariche che raggiunge il disco 2. L’effetto protettivo à ̈ poco o nulla influenzato dal modo in cui le cariche raggiungono il disco 2, cioà ̈ dalla frequenza e in generale dalla distribuzione nel tempo con la quale le cariche raggiungono il disco 2. Inoltre, quando sia il disco 2 che la pastiglia 3 sono polarizzati in modo che la corrente elettrica sia indotta ad attraversare l’interfaccia fra il disco 2 e il materiale d’attrito della pastiglia 3. In questo modo l’azione della corrente si localizza nella regione dove la corrosione à ̈ più attiva.
La carica elettrica indotta dalla sorgente di tensione continua 7 à ̈ tale da contrastare l’azione corrosiva senza degradare in modo apprezzabile i componenti del circuito elettrico, i.e. disco 2 e pastiglia 3.
I vantaggi del circuito 1 secondo la presente invenzione sono i seguenti.
Quando sia il disco 2 che la pastiglia 3 fungono da elettrodi del circuito elettrico, l’azione anticorrosiva si localizza nella zona più critica per contrastare della pastiglia 3 sul disco 2, cioà ̈ la regione di contatto fra il materiale d’attrito della pastiglia 2 e il disco 2. Inoltre non à ̈ necessario prevedere un elettrodo sacrificale dedicato ed eventualmente da sostituire durante la vita utile dell’autoveicolo: nessun componente si degrada in modo apprezzabile durante la vita utile del veicolo 1 quando la corrente elettrica attraversa l’interfaccia fra il disco 2 e la pastiglia 3.
Tramite un tensione o una corrente intermittente à ̈ possibile limitare considerevolmente l’energia elettrica consumata per la protezione dalla corrosione e quindi preservare la durata delle batterie 7.
Inoltre, à ̈ possibile che il disco 2 e la pastiglia 3 siano prodotti da aziende differenti in modo che il circuito può essere realizzato tramite l’unità di controllo 4, il conduttore elettrico 5 e opzionalmente la pastiglia 3 e/o l’attuatore 8, senza comprendere il disco 2.
Allo stesso scopo à ̈ stato verificato che si ottengono buoni risultati quando:
- la durata della fase a livello di corrente maggiore à ̈ inferiore a quella della fase a corrente nulla o con un livello basso;
- la frequenza dei cicli à ̈ bassa in modo da evitare le dissipazioni di energia dovute ai transitori;
- il livello massimo di corrente à ̈ inferiore a 0.9 ampere indipendentemente dal contenuto di polveri metalliche e di leghe metalliche del materiale d’attrito della pastiglia 3 oppure inferiore a 0.1 ampere quando il materiale d’attrito non comprende polveri metalliche e di leghe metalliche;
- la prima fase del ciclo quando la corrente elettrica à ̈ applicata al disco 2 e alla pastiglia 3 presenta un livello basso o nullo per consentire al livello della resistenza elettrica definita dallo strato di attrito della pastiglia 3 di stabilizzarsi.
L’attuatore 8 può essere in particolare utilizzato quando il circuito 1 viene previsto come retrofit e non come primo impianto. Inoltre, tramite l’attuatore 8 il circuito à ̈ affidabile e richiede una manutenzione minima e facile da eseguire dal momento che la corrente intermittente circola solo quando il gruppo disco 2-pastiglia 3 à ̈ fermo: non sono pertanto previste superfici a contatto e in moto relativo.
Risulta infine chiaro che al circuito per la protezione galvanica 1 qui descritto e illustrato à ̈ possibile apportare modifiche o varianti senza per questo uscire dall’ambito di tutela come definito dalle rivendicazioni allegate.
Ad esempio, in particolare qualora il circuito 1 sia previsto come dotazione di primo impianto di un autoveicolo, il mozzo ruota può essere appositamente progettato in modo che il disco 2 sia collegato al relativo polo della batteria 7 o a massa in modo dipendente dal metallo del disco 2 e dai materiali della pastiglia 3, ad esempio tramite un cuscinetto a rotolamento elettricamente conduttivo, comprendente un anello statorico collegato permanentemente o in modo rilasciabile al conduttore 5 e un anello rotorico collegato elettricamente al disco 2, la connessione elettrica fra gli anelli del cuscinetto essendo realizzata tramite, ad esempio, i corpi volventi. In questa configurazione, il circuito 1 comprende un interruttore comandato dall’unità di controllo 4 in modo che la corrente intermittente circoli sulla base del segnale di comando S inviato all’unità di controllo 4 e non semplicemente ogni volta che la pastiglia 3 contatta il disco 2.
Quando il circuito 1 viene previsto come primo impianto, l’unità di controllo 4 può essere incorporata nell’unità di controllo dell’autoveicolo e in particolare del motore a combustione dell’autoveicolo, la quale controlla la corrente intermittente che attraversa il gruppo disco 2-pastiglia 3 sulla base del segnale di comando S.
Il collegamento del disco 2 o della pastiglia 3 al polo positivo o negativo della batteria 7 e la corrente dipendono dalle dimensioni e dal materiale del disco 2 e della pastiglia 3.
Generalmente in un autoveicolo il polo positivo della batteria à ̈ collegato a terra tramite il telaio H dell’autoveicolo.
Vantaggiosamente, il livello di tensione o corrente à ̈ costante durante tutti i cicli di applicazione dell’azione di anticorrosione, come illustrato in figura 3.
In particolare quando il contenuto di polvere metallica in peso del materiale d’attrito della pastiglia 3 à ̈ superiore al 15% occorre collegare la pastiglia 3 al polo negativo della sorgente di tensione 7 e il disco 2, che à ̈ normalmente collegato alla massa tramite il telaio, non necessita di alcun collegamento alla batteria e, anche in questo caso, non à ̈ necessaria la presenza dell’attuatore 8.
Normalmente ciascuna pinza K aziona una coppia di pastiglie 3 contrapposte e il circuito 1 può essere applicato a una solo o a entrambe le pastiglie 3 della pinza K.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Circuito per la protezione attiva dalla corrosione di un gruppo disco – pastiglia (2, 3) di circuito freno di un autoveicolo comprendente uno fra un disco (2) metallico e una pastiglia (3) atta a bloccare selettivamente il detto disco (2), una sorgente di tensione elettrica (7) continua e un conduttore elettrico (5; 6) collegabile alla detta sorgente di tensione elettrica (7) e a uno fra i detti disco (2) e pastiglia (3) in modo tale da realizzare un circuito elettrico per causare un flusso di corrente monopolare fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3) quando la detta pastiglia (3) blocca il detto disco (2) in modo che l’azione della corrente sia localizzata sulla zona di contatto fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3).
  2. 2. Circuito secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto di comprendere un’unità di controllo (4) che controlla la detta corrente sulla base di un segnale di comando (S) indicativo di un contatto fra i detti disco (2) e pastiglia (3).
  3. 3. Circuito secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che il detto segnale di comando (S) si riferisce a una condizione di freno di stazionamento inserito.
  4. 4. Circuito secondo una delle rivendicazioni 2 o 3, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) avvia un temporizzatore (C) per applicare una tensione elettrica monopolare e intermittente al detto uno fra i detti disco (2) e pastiglia (3) o causare una corrente monopolare e intermittente fra i detti disco (2) e pastiglia (3) .
  5. 5. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 2 alla 4 caratterizzato dal fatto di comprendere un attuatore (8) comandato dalla detta unità di controllo (4) e mobile selettivamente fra una posizione di apertura e una posizione di contatto nella quale il detto disco (2) à ̈ atto ad essere collegato elettricamente alla detta sorgente di tensione (7).
  6. 6. Circuito secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che il detto attuatore (8) Ã ̈ posizionato per essere atto a collegare una periferia del detto disco (2) alla detta sorgente di tensione (7) tramite un contatto su una traccia (T) lasciata dalla detta pastiglia (3) sul detto disco (2) in uso.
  7. 7. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti dalla 4 alla 6, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) applica le dette tensione o corrente monopolare e intermittente secondo almeno un ciclo e dal fatto che un ciclo comprende una fase in cui la tensione o la corrente à ̈ ad un primo livello e un’ulteriore fase in cui la tensione o la corrente à ̈ ad un secondo livello maggiore del detto primo livello.
  8. 8. Circuito secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) applica la tensione o la corrente monopolare intermittente in modo che un ciclo inizia con la detta fase in cui la tensione o la corrente à ̈ al primo livello.
  9. 9. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 7 o 8, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) applica la tensione o la corrente monopolare e intermittente in modo che la durata della detta ulteriore fase à ̈ inferiore rispetto alla durata della detta fase.
  10. 10. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 7 a 9, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) applica la tensione o la corrente monopolare e intermittente in modo che il detto ciclo presenta una durata superiore a 1 ora.
  11. 11. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 7 a 10, caratterizzato dal fatto che la detta unità di controllo (4) applica la tensione o la corrente monopolare e intermittente selezionando il detto secondo livello sulla base di dati memorizzati relativi alla composizione di un materiale d’attrito della detta pastiglia (3).
  12. 12. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto secondo livello à ̈ un livello di corrente inferiore a 0.5 ampere.
  13. 13. Circuito secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di comprendere la detta pastiglia (3) e dal fatto di comprendere un ulteriore conduttore elettrico (6) per collegare la detta pastiglia (3) o a massa o alla detta sergente di tensione (7).
  14. 14. Kit per la protezione attiva dalla corrosione di un gruppo disco-pastiglia di un autoveicolo comprendente: - un conduttore elettrico (5; 6) atto a collegare il detto disco (2) o la detta pastiglia (3) a una sorgente di tensione elettrica (7) o a massa; - un attuatore (8) mobile selettivamente fra una posizione di apertura e una posizione di contatto nella quale il detto disco (2) à ̈ collegato elettricamente alla detta sorgente di tensione (7) potendo essere applicata una tensione elettrica o una corrente elettrica; - un’unità di controllo (4) che comanda il detto attuatore (8) nella detta posizione di contatto per applicare sulla base di un segnale di comando (S) un tensione elettrica o una corrente elettrica monopolare e causare un flusso di corrente fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3) quando la detta pastiglia (3) blocca il detto disco (2) in modo che l’azione della corrente sia localizzata sulla zona di contatto fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3).
  15. 15. Metodo di protezione attiva dalla corrosione di un gruppo disco-pastiglia (3) di un autoveicolo comprendente la fase di: - prevedere una connessione elettrica fra un disco (2) o una pastiglia (3) con una sorgente di tensione elettrica (7) continua; - causare un flusso di una corrente elettrica monopolare fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3) quando la detta pastiglia (3) blocca il detto disco (2) in modo che l’azione della corrente sia localizzata sulla zona di contatto fra il detto disco (2) e la detta pastiglia (3).
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