ITTO20130553A1 - Macchina per la produzione di bevande - Google Patents

Macchina per la produzione di bevande

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ITTO20130553A1
ITTO20130553A1 IT000553A ITTO20130553A ITTO20130553A1 IT TO20130553 A1 ITTO20130553 A1 IT TO20130553A1 IT 000553 A IT000553 A IT 000553A IT TO20130553 A ITTO20130553 A IT TO20130553A IT TO20130553 A1 ITTO20130553 A1 IT TO20130553A1
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IT
Italy
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machine according
variable length
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IT000553A
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English (en)
Inventor
Andrea Bertolina
Massimo Pelletta
Original Assignee
Sgl Italia S R L Con Unico Socio
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    • AHUMAN NECESSITIES
    • A47FURNITURE; DOMESTIC ARTICLES OR APPLIANCES; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; SUCTION CLEANERS IN GENERAL
    • A47JKITCHEN EQUIPMENT; COFFEE MILLS; SPICE MILLS; APPARATUS FOR MAKING BEVERAGES
    • A47J31/00Apparatus for making beverages
    • A47J31/44Parts or details or accessories of beverage-making apparatus
    • A47J31/4482Details allowing to adapt the beverage-making apparatus to the size of the brewing vessel or the beverage container, e.g. with adjustable support for the beverage container or adjustable hot water outlet

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  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Food Science & Technology (AREA)
  • Tea And Coffee (AREA)
  • Confectionery (AREA)

Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo: “MACCHINA PER LA PRODUZIONE DI BEVANDE”
La presente invenzione è relativa ad una macchina per la produzione di bevande.
In particolare, la presente invenzione è relativa ad una macchina per la produzione di bevande del tipo comprendente una scatola esterna presentante una parete frontale; un piano di appoggio per una tazza; e mezzi di erogazione della bevanda comprendenti un corpo di supporto portato dalla parete frontale ed almeno un condotto di erogazione della bevanda provvisto di un’estremità terminale rigidamente collegata al corpo di supporto in posizione affacciata al detto piano di appoggio e definente un ugello di erogazione della bevanda; il corpo di supporto essendo montato mobile, rispetto alla parete frontale ed in una direzione determinata, per essere sollevato ed abbassato in modo tale da variare la distanza dell’ugello dal piano di appoggio.
Nelle macchine note del tipo sopra descritto, il condotto di erogazione è normalmente definito da un tubo flessibile, il quale si estende attraverso la parete frontale per collegare il corpo di supporto, cui è solidalmente collegato in corrispondenza della propria estremità terminale di erogazione, ed un’uscita dell’unità di produzione. Ovviamente, dal momento che il corpo di supporto è spostabile in altezza, la lunghezza del tubo flessibile deve essere tale da assecondare gli spostamenti del corpo di supporto ossia deve essere sufficiente da lasciare libero il corpo di supporto stesso di raggiungere senza difficoltà le posizioni di fine corsa completamente abbassata e completamente sollevata ed evitare che, qualsiasi movimento compia il tubo per effetto dello spostamento del corpo di supporto, il tubo non sia mai teso e non corra il rischio quindi di distaccarsi in corrispondenza dei punti di collegamento con il corpo di supporto o con l’uscita dell’unità di produzione.
Benché comunemente impiegata per la sua semplicità, la soluzione di impiegare un tubo flessibile del tipo sopra descritto soffre di un inconveniente derivante principalmente dal fatto che, essendo il tubo relativamente lungo ed essendo libero di muoversi in maniera incontrollata, è frequente che si formino, lungo il tubo stesso, delle anse, all’interno delle quali può rimanere intrappolata parte della bevanda che, al termine della fase di erogazione, non ha più sufficiente pressione per fluire lungo l’intero tubo e raggiungere l’ugello di uscita. La permanenza di questo residuo di bevanda all’interno del tubo, specie se per periodi prolungati, può ovviamente compromettere la qualità delle bevande successivamente prodotte, in particolar modo quando la bevanda precedente è una bevanda a base di latte o simili.
Scopo della presente invenzione è di realizzare una macchina per la produzione di bevande del tipo sopra descritto, la quale sia esente dall’inconveniente sopra specificato e sia, al tempo stesso, di semplice ed economica realizzazione.
Secondo la presente invenzione viene fornita macchina per la produzione di bevande secondo quanto licitato nella rivendicazione 1 e, preferibilmente, in una qualsiasi delle rivendicazioni successive dipendenti direttamente o indirettamente dalla rivendicazione 1.
La presente invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
la figura 1 illustra schematicamente, in vista prospettica, una preferita forma di attuazione della macchina della presente invenzione;
la figura 2 è una vista prospettica in elevazione frontale ed in scala ingrandita di un particolare della macchina della figura 1;
la figura 3 è una vista esplosa della figura 2;
la figura 4 è una vista prospettica in elevazione posteriore del particolare della figura 2;
la figura 5 è una vista esplosa della figura 4;
le figure 6 e 7 illustrano, in sezione longitudinale, il particolare della figura 2 disposto in rispettive differenti configurazioni operative;
la figura 8 è una vista laterale esplosa del particolare della figura 2; e
la figura 9 illustra in sezione ed in scala ingrandita un particolare della figura 8.
Nella figura 1, con 1 è indicata nel suo complesso una macchina per la produzione di bevande.
La macchina 1 comprende una carrozzeria o scatola esterna 2, la quale è limitata anteriormente da una parete frontale 3 ed alloggia al proprio interno una pluralità di organi tra i quali un’unità di produzione di bevande (non illustrata) comprendente, in modo noto, o un gruppo infusore (di tipo noto) per la realizzazione di una bevanda a partire da una dose di materiale anidro sfuso o racchiuso in un contenitore, o un gruppo miscelatore (di tipo noto) per la realizzazione di una bevanda a partire da una dose di materiale solubile, o ambedue i gruppi sopra citati.
La macchina 1 comprende, inoltre, una lancia 4 per l’erogazione di vapore e/o acqua calda (di tipo noto), la quale è montata sulla parete frontale 3 ed è provvista di una rispettiva manopola 5 di comando, ed un dispositivo erogatore 6 della bevanda, il quale supporta uno o più ugelli 7 di uscita della bevanda ed è montato mobile sulla parete frontale 3, nel modo che verrà spiegato in dettaglio nel seguito, per poter essere sollevato ed abbassato da un utente allo scopo di modificare l’altezza degli ugelli 7 e consentire l’inserimento, al di sotto degli ugelli 7 stessi, di tazze A di altezze differenti in funzione del volume della bevanda che si vuole produrre. Nell’esempio illustrato gli ugelli 7 sono due, ma il loro numero può variare a seconda della tipologia della macchina 1, in particolare a seconda della varietà di bevande che possono essere prodotte.
La macchina 1 comprende, infine, una bacinella 8 di raccolta dei liquidi, la quale è disposta in corrispondenza di un’estremità inferiore della parete frontale 3 in posizione affacciata agli ugelli 7, è collegata alla scatola esterna 2 in modo tale da potere essere asportata, almeno in parte, per le necessarie operazioni di pulizia, ed è limitata superiormente da una griglia orizzontale, la quale definisce un piano 9 fisso di appoggio per le tazze.
Secondo quanto illustrato nelle figure 1, 2 e 3, il dispositivo di erogazione 6 comprende un telaio 10, il quale è montato fisso sulla parete frontale 3 ad un determinato livello rispetto al piano 9 di appoggio, ed un corpo 11 porta-ugelli, il quale è montato mobile sul telaio 10 per traslare, rispetto al telaio 10 stesso ed insieme agli ugelli 7, in una direzione sostanzialmente verticale in modo tale da variare il livello operativo degli ugelli 7 rispetto al piano 9 di appoggio.
L’accoppiamento scorrevole tra il corpo 11 portaugelli ed il telaio 10 è realizzato mediante un organo 12 di guida ed un freno 13 a frizione, i quali fanno ambedue parte del dispositivo di erogazione 6 e sono interposti tra il telaio 10 ed il corpo 11 porta-ugelli per consentire al corpo 11 porta-ugelli stesso di essere spostato in modo controllato rispetto al telaio 10 stesso ed essere arrestato in una posizione determinata compresa tra una posizione completamente sollevata (figura 6), nella quale la distanza tra gli ugelli 7 ed il piano 9 di appoggio è massima, ed una posizione completamente abbassata (figura 7), nella quale la distanza tra gli ugelli 7 ed il piano 9 di appoggio è minima.
Per ciascuno degli ugelli 7, il dispositivo di erogazione 6 comprende, infine, un condotto 14 di erogazione, il quale presenta un’estremità terminale rigidamente collegata al corpo 11 porta-ugelli e definita dal rispettivo ugello 7, ed un’estremità di ingresso rigidamente collegata al telaio 10 e comunicante in maniera fluidica con un’uscita dell’unità di produzione (non illustrata) tramite un rispettivo tubo 15 di alimentazione, normalmente un tubo flessibile (rappresentato nelle figure 6 e 7 con linea tratteggiata). Come verrà descritto più dettagliatamente nel seguito, il condotto 14 di erogazione presenta una struttura a lunghezza variabile che gli consente di accorciarsi ed allungarsi in risposta ad un sollevamento e, rispettivamente, un abbassamento del corpo 11 porta-ugelli.
Secondo quanto illustrato nelle figure 3 e 5, il telaio 10 presenta una forma scatolare generalmente parallelepipeda e comprende una parete anteriore 16, la quale è affacciata e sostanzialmente parallela alla parete frontale 3, una parete inferiore 17 trasversale alla parete anteriore 16, e due pareti laterali 18 trasversali alla parete anteriore 16 e alla parete inferiore 17 e provviste, ciascuna, di una coppia di appendici 19, le quali si estendono da un bordo libero della rispettiva parete laterale 18 in una direzione perpendicolare alla parete frontale 3 e presentano rispettivi denti 20 impegnati a scatto in corrispondenti aperture (non visibili in figura 1) ricavate nella parete frontale 3 per fissare rigidamente il telaio 10 alla parete frontale 3 stessa. Secondo quanto illustrato nella figura 3, la parete anteriore 16 presenta due feritoie 21 longitudinali, le quali si estendono, l’una parallelamente all’altra, per circa due terzi dell’altezza della parete anteriore 16 e sono aperte verso il basso tramite rispettive aperture 22 ricavate attraverso la parete inferiore 17. Secondo quanto illustrato nella figura 5, al proprio interno il telaio 10 è provvisto, per ciascuna feritoia 21, di una coppia di costole 23 di irrigidimento parallele tra loro ed estendentesi, ciascuna, lungo, e parallelamente a, un rispettivo bordo interno della relativa feritoia 21. Ciascuna delle costole 23 più interne è provvista di una appendice 23a piana, la quale è ripiegata a squadra rispetto alla costola 23 e si estende di fronte alla feritoia 21 per sostanzialmente l’intera lunghezza della feritoia 21 stessa.
Il corpo 11 porta-ugelli presenta anch’esso una forma scatolare generalmente parallelepipeda e comprende una parete frontale 24, una parete superiore 25 ed una parete inferiore 26, la quale è trasversale alla parete frontale 24, giace su un piano sostanzialmente orizzontale e presenti due fori 27 passanti, ciascuno dei quali è impegnato in modo assialmente fisso da un rispettivo ugello 7. Nella zona di raccordo con la parete frontale 24, la parete inferiore 26 presenta una protuberanza sporgente oltre la parete frontale 24 stessa e definente una maniglia 28 atta a facilitare la presa e lo spostamento del corpo 11 porta-ugelli da parte di un utente. Il corpo 11 portaugelli comprende, inoltre, due pareti laterali 29 trasversali alle pareti frontale 24 ed inferiore 26. Ciascuna parete laterale 29 presenta una larghezza minore della larghezza della parete inferiore 26 ed è raccordata a quest’ultima tramite una porzione di base, la quale aggetta da un bordo libero della parete laterale 29 verso il telaio 10 ed è limitata superiormente da una superficie 30 piana parallela alla parete inferiore 26.
Secondo quanto illustrato nelle figure 3, 4, 5 e 6, l’organo 12 di guida che accoppia in modo scorrevole il corpo 11 porta-ugelli al telaio 10 comprende due pattini 31 di guida solidali al corpo 11 porta-ugelli e mobili con quest’ultimo rispetto al telaio 10. In particolare, ciascun pattino 31 comprende una prima porzione 32, la quale è montata mobile attraverso le feritoie 21 della parete anteriore 16 del telaio 10 e si estende all’interno del telaio 10 stesso, ed una seconda porzione 33, la quale è solidale alla porzione 32, è disposta all’esterno del telaio 10 ed all’interno del corpo 11 porta-ugelli ed è rigidamente collegata al corpo 11 porta-ugelli stesso.
In particolare, ciascuna porzione 32 comprende un profilato sagomato ad L e definito da una piastra 34 perpendicolare alla parete anteriore 16 e da una piastra 35 perpendicolare alla piastra 34 e provvista, sul lato opposto a quello rivolto verso la piastra 34, di una costola 36 (figura 5) ripiegata a squadra rispetto alla piastra 35 e parallela alla piastra 34. Con particolare riferimento alla figura 4, all’interno del telaio 10 la piastra 34 si estende lungo il bordo di una rispettiva feritoia 21 in posizione adiacente ed affacciata ad una corrispondente costola 23, e la piastra 35 è disposta affacciata alla feritoia 21.
In ciascun pattino 31, la costola 36 definisce l’elemento di collegamento tra la porzione 32 e la porzione 33, la quale comprende una piastra 37 di forma trapezoidale parallela alla piastra 35 ed un’anima 38, la quale sporge trasversalmente dalla piastra 37 ed è provvista di una coppia di denti 39 impegnati a scatto in rispettive sedi 40 (figura 6) portate dal corpo 11 porta-ugelli per collegare rigidamente il corpo 11 porta-ugelli stesso al pattino 31. Facendo particolare riferimento alla figura 5, la stabilità dell’accoppiamento, realizzato dall'impegno dei denti 39 nelle sedi 40, tra il corpo 11 porta-ugelli ed i pattini 31 è reso stabile, in direzione orizzontale, dall’accoppiamento di forma tra il profilo esterno di ciascuna piastra 37 e la corrispondente parete laterale 29 e, in direzione verticale, dalla presenza di due spallamenti 41, ciascuno dei quali è definito da un gradino 42 ricavato da una porzione ripiegata di una rispettiva piastra 34 e disposto in battuta contro la superficie 30 della corrispondente parete laterale 29.
Secondo una variante non illustrata, l’organo 12 di guida può comprendere un solo pattino 31 disposto in posizione centrale rispetto al telaio 10 e al corpo 11 porta-ugelli.
Come accennato in precedenza, il freno 13 a frizione ha la funzione di controllare il movimento verticale del corpo 11 porta-ugelli rispetto al telaio 10 in modo tale da mantenere il corpo 11 porta-ugelli in una pluralità di posizioni regolabili lungo la sua corsa tra la posizione sollevata e la posizione abbassata. Il freno 13 a frizione è ricavato in parte sui pattini 31 e, in parte, sul telaio 10 e comprende (figure 4, 5, 8 e 9) due guide 43 dentate, ciascuna delle quali è solidale al telaio 10 ed è ricavata su di una rispettiva appendice 23a dalla parte dell’appendice 23a stessa che è rivolta verso l’esterno attraverso la relativa feritoia 21. Ciascuna guida 43 dentata si estende di fronte alla rispettiva feritoia 21 per sostanzialmente l’intera lunghezza della feritoia 21 ed è impegnata in maniera scorrevole, attraverso la feritoia 21 stessa, da un rispettivo dente 44 a frizione elasticamente deformabile, il quale è portato in posizione fissa dal pattino 31 associato alla feritoia 21 ed è mobile lungo la rispettiva guida 43 dentata quando il corpo 11 porta-ugelli viene spostato in direzione verticale.
In particolare, il dente 44 di ciascun pattino 31 è portato dalla rispettiva costola 36 ed è supportato da una base elasticamente deformabile definita da un elemento 45 curvilineo, il quale è ricavato nello spessore della costola 36, giace su di un piano perpendicolare al piano definito dalla due guide 43 dentate e si estende, con la propria convessità rivolta verso il telaio 10, attraverso un’apertura ricavata nella piastra 35 ed attraverso la corrispondente feritoia 21 per mantenere il dente 44 spinto contro la guida 43 dentata affacciata alla feritoia 21 stessa.
Secondo quanto illustrato nella figura 9, il profilo dei denti 44 e dei denti delle guide 43 dentate è preferibilmente, ma non necessariamente, un profilo arrotondato. Questo accorgimento fa sì che lo spostamento del corpo 11 porta-ugelli lungo il telaio 10 possa avvenire in maniera assolutamente silenziosa e priva di scatti.
La corsa del corpo 11 porta-ugelli in direzione verticale lungo il telaio 10 è limitata da due fine corsa, di cui un primo fine corsa, che individua la posizione del corpo 11 porta-ugelli completamente sollevata (figura 6), è definito dall’estremità superiore di ciascuna feritoia 21 che limita la corsa verso l’alto dei denti 44 lungo le rispettive guide 43 dentate, ed un secondo fine corsa, che individua la posizione del corpo 11 porta-ugelli completamente abbassata (figura 7), è definito da un risalto 46 supportato dalla parete anteriore 16 del telaio 10 dalla parte rivolta verso il corpo 11 porta-ugelli ed atto ad essere impegnato trasversalmente dalla parete superiore 25 del corpo 11 porta-ugelli per impedire un’ulteriore spostamento verso il basso del corpo 11 portaugelli stesso.
Secondo quanto illustrato nelle figure 6, 7 e 8, il dispositivo 6 di erogazione è alloggiato quasi totalmente all’interno del corpo 11 porta-ugelli e ciascun condotto 14 di erogazione è regolabile in lunghezza ed è collegato rigidamente collegato da una parte al telaio 10 e dall’altra al corpo 11 porta-ugelli.
In particolare, ciascun condotto 14 di erogazione comprende una porzione rigida 47, che definisce la citata estremità di ingresso, la quale è montata in maniera fissa attraverso una porzione della parete anteriore 16 disposta in prossimità della parete inferiore 17, si estende dalla parete anteriore 16 verso l’interno del corpo 11 portaugelli in una direzione sostanzialmente orizzontale e presenta un ingresso 48, il quale è rivolto verso l’interno del telaio 10 ed è accoppiato al tubo 15, attraverso il quale comunica fluidicamente con l’uscita dell’unità di produzione (non illustrata). La porzione rigida 47 comprende, inoltre, un’uscita 49, la quale è disposta all’interno del corpo 11 porta-ugelli ed è rivolta verso il basso e verso la parete inferiore 26 del corpo 11 portaugelli stesso.
Secondo la preferita forma di attuazione illustrata nelle figure allegate, le porzioni rigide 47 di entrambi i condotti 14 di erogazione sono definite da rispettivi canali ricavati all’interno di un raccordo 50 rigido, il quale comprende un corpo centrale parallelepipedo, due condotti rigidi di ingresso definenti gli ingressi 48, e due condotti rigidi di uscita definenti le uscite 49; alternativamente, le porzioni 47 rigide possono essere costituite da rispettivi condotti rigidi completamente distinti tra loro.
Ciascun condotto 14 di erogazione comprende, infine, una porzione regolabile in lunghezza e definita da un condotto 51 a soffietto, il quale è realizzato di materiale flessibile, si sviluppa lungo un asse 52 parallelo ad una direzione B di spostamento del corpo 11 porta-ugelli (figure 1 e 7) e presenta una prima estremità accoppiata ad una rispettiva uscita 49 del raccordo 50 ed una seconda estremità, la quale è collegata rigidamente alla parete inferiore 26, si estende verso il basso attraverso uno dei fori 27 e definisce un rispettivo ugello 7.
Secondo quanto illustrato nelle figure 6 e 7, in uso, quando il corpo 11 porta-ugelli viene spostato nella direzione B, il condotto 51 a soffietto asseconda lo spostamento del corpo 11 porta-ugelli estendendosi o comprimendosi a seconda che il corpo 11 porta-ugelli venga abbassato o, rispettivamente, sollevato. Nell’esempio illustrato e descritto, la direzione di spostamento del corpo 11 porta ugelli è verticale, ma, in funzione della struttura della macchina 1, potrebbe anche essere una direzione inclinata.
Al termine di quanto sopra esposto, è opportuno sottolineare che la presenza, nel condotto 14 di erogazione, della porzione rigida 47 solidale al telaio 10 e del condotto 51 a soffietto ancorato, da una parte, alla porzione rigida e, dall’altra, al corpo 11 porta-ugelli garantisce un perfetto controllo dei movimenti del condotto 14 di erogazione eliminando qualsiasi possibilità che, a seguito dello spostamento del corpo 11 porta-ugelli, si formino curve o anse che potrebbero trattenere una parte finale della bevanda al termine dell’erogazione.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Macchina per la produzione di bevande comprendente una scatola esterna (2) presentante una parete frontale (3); un piano di appoggio (9) per una tazza (A); e mezzi di erogazione (6) della bevanda comprendenti un corpo di supporto (11) portato dalla parete frontale (3) ed almeno un condotto (14) di erogazione della bevanda provvisto di un’estremità rigidamente collegata al corpo di supporto (11) in posizione affacciata al detto piano di appoggio (9) e definente un ugello (7) di erogazione della bevanda; il corpo di supporto (11) essendo montato mobile, rispetto alla parete frontale (3) ed in una direzione determinata (B), per essere sollevato ed abbassato in modo tale da variare la distanza dell’ugello (7) dal piano di appoggio (9); la macchina (1) essendo caratterizzata dal fatto che il condotto (14) di erogazione comprende una porzione a lunghezza variabile (51) atta ad estendersi e comprimersi in risposta ad uno spostamento verso il basso e, rispettivamente, verso l’alto del corpo di supporto (11).
  2. 2. Macchina secondo la rivendicazione 1, in cui detta porzione a lunghezza variabile (51) comprende mezzi a soffietto.
  3. 3. Macchina secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui la detta porzione a lunghezza variabile (51) presenta un asse (52) longitudinale parallelo a detta direzione determinata (B).
  4. 4. Macchina secondo la rivendicazione 3, in cui il movimento di estensione e compressione della detta porzione a lunghezza variabile (51) è un movimento assiale.
  5. 5. Macchina secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui i mezzi di erogazione (6) comprendono un telaio (10) solidale alla parete frontale (3); il corpo di supporto (11) essendo montato sul telaio (10) per compiere, rispetto al telaio (10) e nella detta direzione determinata (B), una corsa estendentesi tra una posizione completamente sollevata ed una posizione completamente abbassata; mezzi di guida (12) essendo previsti per guidare il corpo di supporto (11) lungo detta corsa, e mezzi a freno (13) essendo previsti per mantenere il corpo di supporto (11) in una pluralità di posizioni regolabili lungo la sua corsa tra la posizione sollevata e la posizione abbassata.
  6. 6. Macchina secondo la rivendicazione 5, in cui detti mezzi di guida (12) comprendono almeno un pattino (31) solidale al corpo di supporto (11) ed impegnato in maniera assialmente scorrevole in una sede (21) ricavata sul telaio (10).
  7. 7. Macchina secondo la rivendicazione 5 o 6, in cui i mezzi a freno (13) sono mezzi a frizione.
  8. 8. Macchina secondo la rivendicazione 7, in cui detti mezzi a frizione (13) comprendono una porzione dentata (43) portata dal telaio (10) in posizione fissa, e mezzi a dente (44), i quali sono rigidamente collegati al corpo di supporto (11), sono mantenuti a contatto della porzione dentata (43) da mezzi elastici (45) e sono mobili lungo la porzione dentata (43) stessa in risposta ad uno spostamento del corpo di supporto (11).
  9. 9. Macchina secondo una delle rivendicazioni da 5 a 8, in cui il corpo di supporto (11) presenta una forma scatolare e comprende una parete inferiore (26) trasversale alla detta direzione determinata (B); il condotto (14) di erogazione essendo alloggiato all’interno del corpo di supporto (11).
  10. 10. Macchina secondo la rivendicazione 9, in cui la porzione a lunghezza variabile (51) comprende un’estremità di uscita rigidamente collegata alla detta parete inferiore (26) e solidale all’ugello (7) di erogazione, ed un’estremità di ingresso; il condotto (14) di erogazione comprendendo inoltre una porzione rigida (47), la quale è disposta a monte della porzione a lunghezza variabile (51), è rigidamente collegata al telaio (10) e comprende un ingresso (48), il quale comunica fluidicamente con mezzi di produzione della bevanda alloggiati all’interno della scatola esterna (2), ed un’uscita (49) collegata alla detta estremità di ingresso della porzione a lunghezza variabile (51).
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