ITTO20130781A1 - Serratura per una porta di un autoveicolo - Google Patents

Serratura per una porta di un autoveicolo

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ITTO20130781A1
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Authority
IT
Italy
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stop
axis
fork
rotation
along
Prior art date
Application number
IT000781A
Other languages
English (en)
Inventor
Francesco Cumbo
Franco Giovanni Ottino
Original Assignee
Magna Closures Spa
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Publication date
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Priority to CN201480053756.0A priority patent/CN105658890B/zh
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    • E05LOCKS; KEYS; WINDOW OR DOOR FITTINGS; SAFES
    • E05BLOCKS; ACCESSORIES THEREFOR; HANDCUFFS
    • E05B85/00Details of vehicle locks not provided for in groups E05B77/00 - E05B83/00
    • E05B85/20Bolts or detents
    • E05B85/24Bolts rotating about an axis
    • E05B85/26Cooperation between bolts and detents
    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E05LOCKS; KEYS; WINDOW OR DOOR FITTINGS; SAFES
    • E05BLOCKS; ACCESSORIES THEREFOR; HANDCUFFS
    • E05B77/00Vehicle locks characterised by special functions or purposes
    • E05B77/36Noise prevention; Anti-rattling means
    • EFIXED CONSTRUCTIONS
    • E05LOCKS; KEYS; WINDOW OR DOOR FITTINGS; SAFES
    • E05BLOCKS; ACCESSORIES THEREFOR; HANDCUFFS
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    • E05B79/10Connections between movable lock parts
    • EFIXED CONSTRUCTIONS
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    • E05BLOCKS; ACCESSORIES THEREFOR; HANDCUFFS
    • E05B85/00Details of vehicle locks not provided for in groups E05B77/00 - E05B83/00
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    • Y10T292/1047Closure

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Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“SERRATURA PER UNA PORTA DI UN AUTOVEICOLO”
La presente invenzione è relativa ad una serratura per una porta di un autoveicolo.
Nella seguente descrizione e nelle rivendicazioni allegate, il termine "porta" è utilizzato in senso generale per indicare qualsiasi elemento mobile tra una posizione aperta ed una posizione chiusa, che rispettivamente, apre e chiude un'apertura di accesso ad un compartimento interno di un veicolo, e pertanto comprende anche sportelli di bagagliaio e cofano e spazi chiusi posteriori, oltre alle porte laterali dei veicoli riportati nella descrizione a titolo meramente esemplificativo.
Come è noto, le porte di veicolo normalmente comprendono una porzione superiore simile a una cornice che definisce una cornice di finestrino chiusa da un finestrino mobile quando viene sollevato; ed una porzione inferiore a scatola comprendente un pannello esterno ed un pannello interno uniti su un'estremità da un bordo terminale e definenti nel mezzo una cavità che di solito alloggia il finestrino, quando è abbassato, e varie parti di componenti fissate ai pannelli, quali una serratura ed un dispositivo di regolazione di finestrino.
La serratura nota comprende sostanzialmente:
un corpo di supporto fissato alla porta del veicolo; uno scontrino fissato alla cornice della porta del veicolo;
un gruppo di chiusura supportato dal corpo di supporto e adattato per impegnare in modo rilasciabile lo scontrino solidale con un montante di porta fissato; e
una leva di disimpegno che può essere attivata in modo selettivo per rilasciare il gruppo di chiusura dallo scontrino.
Più in dettaglio, il gruppo di chiusura comprende: una forcella che definisce una sede cilindrica aperta; e
un incaglio.
La forcella è caricata in modo elastico verso una posizione di apertura, in cui la forcella consente l'impegno e il disimpegno tra lo scontrino e la sede della forcella. Inoltre, la forcella è mobile in modo ruotabile tra la posizione di apertura e una posizione di chiusura, in cui la forcella trattiene lo scontrino e impedisce il disimpegno dello scontrino dal gruppo di chiusura.
L’incaglio è caricato in modo elastico verso la forcella per mantenere la forcella nella posizione di chiusura e l’incaglio può essere spostato dalla forcella mediante la leva di disimpegno, in modo da consentire alla forcella di ritornare in modo elastico alla posizione di apertura.
Nella soluzione nota, l'attivazione della leva di disimpegno determina un movimento di scorrimento relativo tra l’incaglio e la forcella.
L'attrito associato al movimento di scorrimento relativo rende considerevolmente elevata l’energia, che è richiesta per disimpegnare lo scontrino dalla forcella.
Di conseguenza, in caso di serrature manuali, l'utente deve fare uno sforzo considerevole sulla maniglia collegata alla leva di disimpegno, per rilasciare lo scontrino dalla forcella.
In un modo completamente analogo, nel caso di serrature azionate elettricamente, è necessario alimentare il motore con una certa quantità di energia, aumentando in questo modo l'assorbimento di corrente e il costo e la dimensione complessivi della serratura.
Nel settore si sente pertanto la necessità di ridurre l'energia richiesta per rilasciare lo scontrino dalla forcella.
Inoltre, la transizione della forcella dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura si verifica ad una velocità molto elevata ed è sostanzialmente immediata.
Di conseguenza, il rilascio dello scontrino dalla forcella genera un rumore non piacevole, che è noto nel campo come “pop noise”.
Nel settore si sente pertanto la necessità di ridurre il rumore associato al rilascio rapido dello scontrino.
È pertanto uno scopo della presente invenzione fornire una serratura per una sede di un autoveicolo, progettata per soddisfare almeno una delle esigenze summenzionate.
Questo scopo è raggiunto con una serratura per una porta di un autoveicolo secondo la rivendicazione 1.
Una forma di realizzazione preferita non limitativa della presente invenzione sarà descritta a titolo esemplificativo facendo riferimento ai disegni allegati, in cui:
la figura 1 è una vista in prospettiva della serratura per una porta di un autoveicolo secondo la presente invenzione;
le figure da 2 a 6 mostrano la serratura di figura 1 nelle rispettive posizioni di funzionamento e durante le fasi successive di una operazione di apertura della porta;
la figura 7 è una vista esplosa della serratura delle figure da 1 a 6, con parti rimosse per chiarezza; e
la figura 8 è una vista schematica di una porta di un autoveicolo con la serratura delle figure da 1 a 7.
Il numero 1 nelle figure da 1 a 8 indica una serratura 1 per una porta 2 di un autoveicolo 3 (mostrato soltanto parzialmente in figura 8).
La porta 2 è spostabile tra una posizione aperta e una posizione chiusa rispettivamente aprendo e chiudendo un'apertura di accesso ad un compartimento interno dell'autoveicolo 3.
La porta 2 comprende una porzione superiore simile a cornice che definisce una cornice di finestrino chiusa da un finestrino mobile quando viene sollevato; ed una porzione inferiore 4 a scatola, comprendente un pannello esterno ed un pannello interno uniti su un'estremità da un bordo terminale e definenti tra di essi una cavità che normalmente alloggia il finestrino quando è abbassato, e varie parti di componenti fissate ai pannelli, quali ad esempio la serratura 1 ed un dispositivo di regolazione di finestrino.
La porzione 4 comprende inoltre, su un bordo periferico della stessa, una chiusura a tenuta 5 (figura 8), che è adatta per chiudere a tenuta di fluido il compartimento interno dell'autoveicolo 2.
La serratura 1 è adatta per chiudere la porta 2 sulla porzione 4 in una posizione tale per cui la porta 2 comprime in modo elastico la chiusura a tenuta 5.
In maggiore dettaglio, la serratura 1 comprende sostanzialmente (figure da 2 a 7):
- un corpo di supporto 11 fissato in modo noto alla porta 2;
- un gruppo di chiusura 12 sostenuto dal corpo di supporto 11 e adatto per impegnare in modo rilasciabile uno scontrino 8 (mostrato delle figure da 2 a 7) sostenuto in modo solidale su una parte fissa dell'autoveicolo 1; e
- un gruppo di apertura 13 che può essere azionato da un utente per disimpegnare lo scontrino 8 da un gruppo di chiusura 12.
Inoltre, il corpo di supporto 11 comprende sostanzialmente un guscio cavo 14 (mostrato soltanto parzialmente nelle figure da 1 a 7), che alloggia un gruppo di chiusura 12.
Il guscio 14 è mostrato soltanto con riferimento a una piastra 15 e a una parete 16 che sporge dalla piastra 15 e sostanzialmente ortogonale alla parete 16.
Il gruppo di chiusura 12 comprende:
- una forcella 20 incernierata sulla piastra 15 attorno ad un asse A ortogonale al piano su cui giace la piastra 15; è
- un incaglio 21 aggiuntivo incernierato sulla piastra 15 attorno a un asse B ortogonale al piano su cui giace la piastra 15, e parallelo a e sfalsato rispetto all'asse B. Più precisamente, la forcella 20 comprende una sede 17, a forma di U nella forma di realizzazione mostrata, limitata da una coppia di denti 22,23 e configurata per ricevere lo scontrino 8.
Inoltre, la forcella 20 è caricata da una molla 19 verso una posizione di apertura (non mostrata), in cui la sede 17 è rivolta verso una direzione C lungo la quale lo scontrino 8 può entrare o uscire dalla sede 17.
La molla 19 è interposta tra la piastra 15 e la forcella 20, e nella forma di realizzazione mostrata, è una molla a spirale avvolta attorno all'asse A.
In particolare, la molla 19 è avvolta attorno ad un perno 18 che si estende attorno all'asse A.
Nella forma di realizzazione mostrata, la direzione C è ortogonale agli assi A, B.
Sotto l'azione dello scontrino 8 e in seguito allo sbattimento della porta 2, la forcella 20 ruota, spostandosi da una posizione di apertura ad una posizione di chiusura (figura 2) in una prima direzione di rotazione (in senso orario facendo riferimento alle figure da 1 a 7) attorno all’asse A.
La forcella 20 è inoltre caricata elasticamente dalla chiusura a tenuta 5 verso la posizione di apertura, quando la porta 2 si trova nella posizione di chiusura.
In particolare, la chiusura a tenuta 5 esercita sulla forcella 20 una forza elastica diretta lungo la direzione E, coincidente con la direzione C nella forma di realizzazione mostrata. Questa forza elastica genera sulla forcella 20 una coppia nella prima direzione di rotazione attorno all'asse A. Questa coppia carica elasticamente, insieme all'azione della molla 19, una forcella 20 verso la posizione di apertura.
La forcella 20 comprende:
- un corpo principale 9 che definisce i denti 22,23 e la sede 17; e
- un sovrastampaggio 10.
Il dente 23 è limitato da una superficie frontale curva 30, che è ortogonale all'asse A.
L’incaglio 21 ausiliario è caricato elasticamente da una molla 26 verso una posizione accoppiata (figura 2), in cui mantiene la forcella 20 nella posizione di chiusura e impedisce il disimpegno dello scontrino 8 e della sede 17.
Inoltre, l’incaglio 21 ausiliario può essere ruotato attorno ad un asse B (figure da 2 e 7), sotto l'azione di un gruppo di apertura 13 e in opposizione all'azione della molla 26, in una posizione disaccoppiata (figura 6), in cui permette il movimento della forcella 20 dalla posizione di chiusura e dalla posizione di apertura.
Ancora più precisamente, l’incaglio 21 ausiliario viene ruotato dal gruppo di apertura 13 nella prima direzione di rotazione (in senso orario facendo riferimento alle figure da 2 a 7) dalla posizione accoppiata alla posizione disaccoppiata, come mostrato nella sequenza illustrata nelle figure da 2 a 6.
L’incaglio 21 ausiliario comprende (figura 7):
- una piastra 27 incernierata sulla piastra 15 attorno all'asse B;
- un corpo 31 inserito nella piastra 27; e
un sovrastampaggio 32.
La piastra 27 definisce, su un lato dell'asse B, una coppia di denti 33 distanziati l'uno dall'altro da una sede a forma di U 34, che viene impegnata da un perno 35 che sporge verso l'alto dal corpo 31.
La piastra 27 comprende inoltre, sul lato opposto dei denti 33 rispetto all'asse B, un braccio 36 a forma di C.
Il sovrastampaggio 32 occupa parte della cavità definita dal braccio 36.
In modo vantaggioso, la serratura 1 comprende un incaglio 40 che interagisce con l’incaglio 21 ausiliario, interagisce con la forcella 20 in un punto di contatto P e che può ruotare attorno ad un asse D distinto dall'asse B in modo tale che l’incaglio 40 possa ruotare in modo eccentrico rispetto all'asse B (figure da 2 a 7).
In particolare, l’incaglio 21 ausiliario e l’incaglio 40 interagiscono l'uno con l'altro, in un modo tale che la rotazione dell’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione, in senso orario nelle figure da 2 e 7, provochi la rotazione eccentrica dell’incaglio 40 attorno all'asse B nella stessa prima direzione di rotazione.
In altri termini, l’incaglio 40 è effettivamente incernierato attorno all'asse D rispetto all’incaglio 21 ausiliario, e il punto di contatto P ruota lungo una traiettoria a forma di arco attorno all'asse D e in modo eccentrico attorno all'asse B.
L'asse D è, nella forma di realizzazione illustrata, parallelo all'asse B.
Gli incagli 21,40 sono inoltre collegati in modo elastico l'uno all'altro mediante una molla 50 (figura 7).
In maggiore dettaglio, l’incaglio 40 comprende:
- una porzione cilindrica 41 che si estende attorno all'asse B e impegna una sede 39 dell’incaglio 21 ausiliario in modo ruotabile attorno all'asse B e sostanzialmente senza contatto scorrevole;
- una superficie 42, opposta alla porzione 41, che è a contatto con la superficie 30 della forcella 20 in un punto di contatto P, quando l’incaglio 21 è in una posizione accoppiata.
La sede 39 è definita, nella forma di realizzazione illustrata, dal sovrastampaggio 32 dell’incaglio 21 ausiliario.
La superficie 42 si estende in modo ortogonale rispetto agli assi A, B, D.
Nella forma di realizzazione mostrata, la superficie 42 è modellata come porzione di una superficie cilindrica dell'asse D.
L’incaglio 40 comprende inoltre:
- un perno 44 che definisce una superficie di attestatura 45 per il gruppo di apertura 13; e
- una sporgenza 46 che sporge dal perno 44 sul lato opposto della superficie 45 e definisce una fessura 47.
Il perno 44 si estende in modo cilindrico attorno ad un asse parallelo a e sfalsato rispetto all'asse D.
La sporgenza 46 comprende un braccio a forma di C 52 che sporge integralmente dal perno 44, sul lato opposto della superficie 45 e che definisce una fessura 47 insieme ad un perno 44.
In maggiore dettaglio, l’incaglio 40 è formato da una piastra 48 e da un braccio 49 che è co-stampato sulla piastra 48.
La piastra 48 e il braccio 49 si estendono radialmente rispetto all'asse D.
La piastra 48 giace ortogonale rispetto all'asse B ed è sostanzialmente co-planare alla piastra 27 dell’incaglio 21 ausiliario e del corpo 9 della forcella 20.
La piastra 48 è limitata mediante la superficie 42 sul lato opposto dell'asse B e la porzione 41 sporge solidale dalla piastra 48.
Il braccio 49 è in una posizione ortogonale rispetto all'asse B e definisce, su una prima estremità dello stesso, un corpo 51 cilindrico cavo che alloggia la porzione 41.
Inoltre, il braccio 49 definisce, sul lato opposto del corpo 51, una sporgenza 46 ed una fessura 47.
La molla 50, nella forma di realizzazione mostrata, ha una porzione principale a spirale 55 arrotolata attorno all'asse B e un paio di estremità 56,57.
In particolare, l'estremità 56 è collegata alla piastra 22 dell’incaglio 21 ausiliario. L'estremità 57 impegna la fessura 47 ed è collegata alla sporgenza 46.
La rotazione attorno all'asse B dell’incaglio 21 ausiliario dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura provoca successivamente la rotazione eccentrica dell’incaglio 40 attorno all'asse B lungo una prima corsa ed una seconda corsa e, allo stesso tempo, la rotazione della forcella 40 attorno all'asse D lungo una traiettoria a forma di arco.
In maggiore dettaglio, l’incaglio 40 ruota attorno all'asse D lungo una traiettoria a forma di arco e, pertanto, in modo eccentrico intorno all'asse B, da una posizione iniziale (figura 2) verso una posizione intermedia lungo la prima corsa, e dalla posizione intermedia (figura 5) verso una posizione finale (figura 6) lungo la seconda corsa.
L’incaglio 40 interagisce con la forcella 20 in un punto di contatto P lungo la prima corsa, in modo da mantenere la forcella 20 nella posizione di chiusura.
L’incaglio 40, lungo la seconda corsa, lascia inoltre che la forcella 20 sia libera di muoversi dalla posizione di chiusura verso la posizione di apertura.
Ancora più precisamente, l’incaglio 40 ruota attorno all'asse D nella seconda direzione di rotazione, in senso antiorario nelle figure da 2 a 7, lungo la prima corsa, e ruota attorno all'asse D nella prima direzione di rotazione, in senso orario nelle figure da 2 a 7, lungo la seconda corsa.
Il punto di contatto P e l’asse B sono uniti da una linea L lungo la quale la forcella 20 esercita una forza F sul gruppo composto dall’incaglio 21 ausiliario e dall’incaglio 40 lungo la prima corsa dell’incaglio 40.
Ancora più precisamente, quando l’incaglio 21 ausiliario è mantenuto da una molla 26 nella posizione accoppiata, l’incaglio 40 è nella posizione iniziale (figura 2).
In questa condizione, la forza F genera sull’incaglio 40 e, pertanto, sull’incaglio 21 ausiliario, una coppia di chiusura T1 diretta nella seconda direzione di rotazione (in senso antiorario facendo riferimento alle figure da 2 a 7).
In questo modo, la forza F mantiene l’incaglio 21 ausiliario e l’incaglio 40 nella posizione di chiusura.
Quando l’incaglio 40 continua a ruotare in modo eccentrico attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione, in senso orario rispetto alle figure da 2 a 6, sotto l'azione del meccanismo di apertura 13, il punto di contatto P ruota nella stessa prima direzione di rotazione in modo eccentrico attorno all'asse B e la linea L cambia la propria posizione rispetto all'asse B.
Di conseguenza, la distanza della linea L dall'asse B diminuisce, in modo da ridurre la coppia di chiusura T1 sugli incagli 21,40. Quando l'asse B si trova sulla linea L, la coppia di chiusura T1 è sostanzialmente nulla.
L'ulteriore rotazione dell’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione provoca l'ulteriore rotazione eccentrica corrispondente dell’incaglio 40 attorno all'asse B. Di conseguenza, il punto di contatto P ruota in modo eccentrico attorno all'asse B, in modo tale che la forza F generi una coppia di apertura T2, ovvero una coppia diretta nella prima direzione di rotazione, in senso orario facendo riferimento alle figure da 2 a 7.
L'ulteriore rotazione eccentrica dell’incaglio 40 attorno all'asse B aumenta la distanza tra la linea L e l'asse B, in modo tale che la coppia di apertura T2 aumenti (figure da 4 a 6). In un altro modo, l'eccentricità della linea L rispetto all'asse B aumenta.
In altri termini, l'ulteriore rotazione dell’incaglio 40 genera una coppia di apertura T2 di valore crescente sugli incagli 21,40.
Lungo la seconda corsa, l’incaglio 40 ruota attorno all'asse D nella prima direzione di rotazione e non è più a contatto con la forcella 20, che ritorna nella posizione di apertura sotto l'azione della molla 19 e della coppia esercitata dalla chiusura a tenuta 5.
Il gruppo di apertura 13 comprende:
- una leva 70 (figura 1), che è collegata in modo operativo o alla maniglia della porta 2 azionata manualmente o ad un motore elettrico, e che comprende un’estremità 69 sul lato degli incagli 21,40; e
- una leva 71 azionata dalla leva 70 e collegata in modo operativo all’incaglio 21 ausiliario per spostarlo dalla posizione accoppiata verso la posizione disaccoppiata e in senso opposto all'azione della molla 26.
Nella forma di realizzazione mostrata, la leva 70 ruota in un piano ortogonale all'asse A, B, D ed è disposta sul lato opposto della leva 71, degli incagli 21,40 e della forcella 20 rispetto alla piastra 15.
La leva 71 comprende sostanzialmente:
- un corpo 72 incernierato su una piastra 15 attorno all'asse B in modo solidale con l’incaglio 21 ausiliario;
- un braccio 73 che sporge dal corpo 72 verso la leva 71 e definisce un gradino di attestatura terminale 74;
- un braccio 75 che sporge dal corpo 72 sul lato opposto del braccio 73 e verso l’incaglio 40 e definisce un gradino di attestatura terminale 76.
Il gradino 74 sporge verso l'alto da un braccio 73 ed è adatto per ricevere un'azione da un’estremità 69 della leva 70. Quest'azione sposta la leva 71 e l’incaglio 21 ausiliario in modo solidale attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione, in senso orario nelle figure da 2 a 7. In questo modo, l’incaglio 21 ausiliario si sposta dalla posizione accoppiata verso la posizione disaccoppiata dell’incaglio 21 ausiliario.
Il gradino 76 sporge verso il basso dal braccio 75 ed è adatto per entrare in contatto con la superficie di attestatura 45 del perno 44 in modo da spostare l’incaglio 21 ausiliario dalla posizione intermedia nella posizione finale, nel caso in cui la coppia di apertura T2 generata dalla forza F non sia sufficiente per spostare l’incaglio 21 ausiliario nella posizione disaccoppiata.
Il funzionamento della serratura 1 è descritto nella parte seguente della presente descrizione, a partire da una configurazione in cui (figura 2) la serratura 1 blocca la porta 2 sulla cornice 4.
In questa configurazione, la forcella 20 è nella posizione di chiusura, l’incaglio 21 ausiliario è nella posizione accoppiata, l’incaglio 40 è nella posizione iniziale, e l'estremità 69 della leva 70 è staccata dal gradino 74 della leva 71.
In maggiore dettaglio, la molla 26 carica l’incaglio 21 ausiliario verso la posizione accoppiata.
Inoltre, l’incaglio 40 interagisce con il dente 23 ed esercita sulla forcella 20 una coppia di chiusura diretta nella seconda direzione di rotazione, in senso antiorario facendo riferimento alle figure da 2 a 6. La coppia di chiusura equilibra l'azione della molla 19 e della forza esercitata dalla chiusura a tenuta 5, mantenendo in questo modo la forcella 20 nella posizione di chiusura, in cui lo scontrino 8 è bloccato nella sede 17.
In particolare, la superficie 42 dell’incaglio 40 è a contatto con la superficie 30 del dente 23 della forcella 20 nel punto di contatto P.
La forcella 20 esercita sul gruppo composto dagli incagli 21,40 una forza F lungo la linea L che unisce il punto di contatto P e l'asse D. La forza F è deviata rispetto all'asse B. Più precisamente, la forza F genera una coppia di chiusura T1 (figura 2) sugli incagli 21,40 rispetto all'asse B e diretta nella seconda direzione, in senso antiorario nelle figure da 2 a 6.
Pertanto, in questa configurazione, la coppia di chiusura T1 si somma all'azione della molla 26 e contribuisce a mantenere l’incaglio 21 ausiliario nella posizione accoppiata e, quindi, la forcella 20 nella posizione di chiusura.
Quando una maniglia azionata manualmente della porta 2 o un motore elettrico viene azionato, la leva 70 ruota fino ad una posizione in cui l'estremità 69 entra a contatto con il gradino 74 della leva 71 (figura 2).
La rotazione della leva 70 provoca la rotazione della leva 71 e, quindi, dell’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione, ovvero in senso orario nelle figure da 2 a 7.
La rotazione dell’incaglio 21 ausiliario nella prima direzione di rotazione lungo la traiettoria a forma di arco attorno all'asse B provoca la rotazione eccentrica dell’incaglio 40 nella prima direzione di rotazione attorno all'asse B e la rotazione dell’incaglio 40 nella seconda direzione di rotazione attorno all'asse D e lungo una traiettoria a forma di arco. Ciò è dovuto al fatto che la porzione 41 dell’incaglio 40 impegna la sede 39 dell’incaglio 21 ausiliario con contatto a rotolamento e sostanzialmente senza alcun contatto a scorrimento.
In particolare, l’incaglio 40 si sposta lungo la prima corsa (figure da 2 a 5) dalla posizione iniziale (figura 2) alla posizione intermedia (figura 5), e lungo la seconda corsa (dalla figura 5 alla figura 6) dalla posizione intermedia alla posizione finale (figura 6).
Quando l’incaglio 40, lungo la prima corsa, ruota in modo eccentrico attorno all'asse B e lungo una traiettoria forma di arco attorno all'asse D, la superficie 42 e il punto di contatto P ruotano attorno all'asse D e nella seconda direzione di rotazione (vedere figure da 3 a 7) e lungo una traiettoria a forma di arco.
È importante puntualizzare che, a causa del fatto che la superficie 42 è sagomata come la porzione di superficie cilindrica coassiale all'asse D, la superficie 42 rotola sulla superficie 30 sostanzialmente senza contatto di scorrimento.
Come conseguenza della rotazione eccentrica del punto di contatto P attorno all'asse B, la linea L modifica la propria posizione rispetto all'asse B dell’incaglio 21 ausiliario.
Ancora più precisamente, la distanza della linea L dall'asse B diminuisce, in modo da ridurre la coppia di chiusura T1 sugli incagli 21,40. Quando l'asse B si trova sulla linea L, la coppia di chiusura T1 è sostanzialmente nulla.
L'ulteriore rotazione eccentrica dell’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse B nella prima direzione di rotazione provoca l'ulteriore rotazione eccentrica corrispondente dell’incaglio 40 attorno all'asse B nella prima direzione, e attorno all'asse D e lungo una traiettoria a forma di arco nella seconda direzione. Di conseguenza, il punto di contatto P ruota, in modo tale che la forza F generi una coppia di apertura T2 (figura 3), ovvero una coppia diretta nella prima direzione di rotazione, in senso orario facendo riferimento alle figure da 2 a 7.
L'ulteriore rotazione dell’incaglio 40 attorno all'asse D aumenta la distanza tra la linea L e l'asse B, in modo tale che la coppia di apertura T2 aumenti (figure 4 e 5).
In altri termini, l'ulteriore rotazione dell’incaglio 40 genera una coppia di apertura T2 di valore crescente sugli incagli 21, 40.
Ancora più precisamente, più l’incaglio 40 ruota in modo eccentrico nella prima direzione attorno all'asse D, maggiore sarà la coppia di apertura T2.
La coppia di apertura T2 si somma all'azione della leva 71 e, pertanto, contribuisce a spingere l’incaglio 21 ausiliario verso la posizione disaccoppiata in senso opposto all'azione della molla 26.
Lungo la seconda corsa, l’incaglio 40 ruota nella prima direzione di rotazione insieme all’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse D, e la superficie 42 dell’incaglio 40 si sposta oltre la superficie 30 della forcella 20.
Di conseguenza, la forcella 20 ruota nella seconda direzione di rotazione, in senso antiorario nelle figure da 2 a 6, sotto l'azione della molla 19 e della chiusura a tenuta 5 sino alla posizione di apertura dello stesso.
In particolare, nella posizione di apertura della forcella 20, la sede 17 non è impegnata dallo scontrino 8 e la sede 17 è aperta in parallelo rispetto alla direzione C.
Di conseguenza, lo scontrino 8 può lasciare la sede 17, e la porta 2 può essere disposta nella posizione di apertura.
Nel caso in cui il carico elastico esercitato dalla chiusura a tenuta 5 non sia sufficiente per spingere spontaneamente la forcella 20 nella posizione di apertura, la rotazione della leva 71 nella prima direzione provoca il contatto tra il gradino 76 e la superficie 45 del perno 44 dell’incaglio 40. In questo modo, l’incaglio 40 viene spostato via dal dente 23 della forcella 20, che di conseguenza ritorna nella posizione di apertura.
Ciò può verificarsi, ad esempio, quando la chiusura a tenuta 5 è congelata o quando la serratura 1 è su una linea di assemblaggio e non è ancora montata sulla porta 2.
I vantaggi della serratura 1 secondo la presente invenzione risulteranno chiari della descrizione precedente.
In particolare, l’incaglio 40 ruota in modo eccentrico attorno all'asse D rispetto all’incaglio 21 ausiliario, che ruota attorno all'asse B.
In questo modo, il punto di contatto P ruota lungo una traiettoria a forma di arco attorno all'asse D, quando l’incaglio 21 ausiliario ruota attorno all'asse attorno all'asse B.
Di conseguenza, il punto di contatto P ruota in modo eccentrico attorno all'asse B, modificando in questo modo la posizione della linea L rispetto all'asse B, quando l’incaglio 40 si sposta lungo la prima corsa.
In questo modo, la forza F, da una parte, genera la coppia di chiusura T1 nella seconda direzione di rotazione sull’incaglio 21 ausiliario e sull’incaglio 40, quando quest'ultimo è nella posizione iniziale (figura 2).
Dall'altra parte, la forza F genera una coppia di apertura T2 nella prima direzione di rotazione, quando l’incaglio 40 è nella posizione intermedia (figura 5).
In altri termini, l’incaglio 40 contribuisce in modo efficace sia a mantenere l’incaglio 21 nella posizione accoppiata, quando l’incaglio 40 deve essere mantenuto nella posizione di chiusura, sia a spostare l’incaglio 21 nella posizione disaccoppiata quando la forcella 20 deve essere spostata nella posizione di apertura.
Grazie al fatto che la coppia di apertura T2 aumenta gradualmente quando l’incaglio 40 si avvicina alla posizione intermedia (figure da 3 a 5), la transizione della forcella 20 dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura è scorrevole ed è rallentata.
Ciò è dovuto al fatto che l'eccentricità della forza F rispetto all'asse B aumenta durante la seconda corsa dell’incaglio 40.
Di conseguenza, il rilascio dello scontrino 8 non genera sostanzialmente alcun rumore sgradevole.
Inoltre, la sede 39 dell’incaglio 21 ausiliario e la porzione 41 dell’incaglio 40 rotolano l'una sull'altra, sostanzialmente senza contatto scorrevole.
In questo modo, la serratura 20 consente di ridurre drasticamente l'energia necessaria per spostare l’incaglio 21 dalla posizione accoppiata verso la posizione disaccoppiata e, pertanto, per spostare la forcella 20 dalla posizione di chiusura alla posizione di apertura.
Di conseguenza, o l'utente deve esercitare una forza minore sulla maniglia della porta o il motore elettrico può essere realizzato meno ingombrante e più leggero rispetto alla soluzione nota discussa nella parte introduttiva della presente descrizione.
Infine, nel caso in cui il carico elastico esercitato dalla chiusura a tenuta 5 fosse insufficiente per spingere spontaneamente la forcella 20 nella posizione di apertura, il gradino 76 della leva 71 entra a contatto con la superficie 45 del perno 44 dell’incaglio 40. In questo modo, l’incaglio 40 viene allontanato dal dente 23 della forcella 20, che può pertanto ritornare nella posizione di apertura.
Ciò è utile per aprire la serratura 1 anche quando la chiusura a tenuta 5 è congelata o quando la serratura 1 è su una linea di assemblaggio e non è ancora montata sulla porta 2.
Chiaramente, è possibile apportare cambiamenti alla serratura 1 come descritta e illustrata nella presente senza, tuttavia, allontanarsi dall'ambito di protezione definito nelle rivendicazioni allegate.
In particolare, l’incaglio 40 potrebbe essere incernierato sull’incaglio 21 ausiliario attorno all'asse D.

Claims (12)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Serratura (1) per una porta (2) di un autoveicolo (3), comprendente un gruppo di chiusura (12) adattato per interagire con uno scontrino di serratura (8); detto gruppo di chiusura (12) comprendendo: - una forcella (20) che può assumere una posizione di apertura, in cui detta forcella (20) consente l'impegno e il disimpegno tra detto scontrino di serratura (8) e una sede (17) di detta forcella (20), ed una posizione di chiusura, in cui detta forcella (20) mantiene detto scontrino di serratura (8) in detta sede (17); - un primo incaglio (21) ruotabile attorno ad un primo asse (B) e in una prima direzione di rotazione da: una posizione accoppiata in cui mantiene, almeno indirettamente, detta forcella (20) in detta posizione di chiusura e impedisce il disimpegno di detto scontrino (8) da detta sede (6); e una posizione disaccoppiata, in cui permette il movimento di detta forcella (20) da detta posizione di chiusura a detta posizione di apertura; caratterizzata dal fatto di comprendere un secondo incaglio (40) che interagisce con detto primo incaglio (21), interagisce con detta forcella (20) almeno in un punto di contatto (P) almeno quanto detta forcella (20) è in detta posizione di chiusura, e che è ruotabile attorno a detto secondo asse (D) distinto da detto primo asse (B), in modo tale che detto secondo incaglio (40) possa ruotare in modo eccentrico rispetto a detto primo asse (B).
  2. 2. Serratura secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto secondo incaglio (40) è ruotabile attorno a detto secondo asse (D) da una posizione iniziale verso una posizione intermedia lungo una prima corsa, e da detta posizione intermedia verso una posizione finale lungo una seconda corsa; detto secondo incaglio (40) che interagisce con detta forcella (20) almeno in detto punto di contatto (P), lungo detta prima corsa, in modo da mantenere detta forcella (20) in detta posizione di chiusura; detto secondo incaglio (40) che lascia, lungo detta seconda corsa, detta forcella (20) libera di muoversi da detta posizione di chiusura verso detta posizione di apertura; detto punto di contatto (P) e detto secondo asse (D) essendo uniti da una linea (L) lungo cui detta forcella (20) esercita una forza (F) su detto secondo incaglio (40), lungo detta prima corsa; detta linea (L) essendo disposta relativamente a detto primo asse (B) in una posizione tale per cui detta forza (F) genera su detto primo incaglio (21) una coppia di apertura (T2) diretta in detta prima direzione di rotazione, quanto detto secondo incaglio (40) è in detta posizione intermedia.
  3. 3. Serratura secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che la distanza di detta linea (L) da detto primo asse (B) aumenta, lungo un tratto terminale di detta prima corsa, in modo tale che detta forza (F) generi su detto primo incaglio (21) un aumento di detta coppia di apertura (T2) diretta in detta prima direzione di rotazione, quando detto secondo incaglio (40) si avvicina a detta posizione intermedia.
  4. 4. Serratura secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzata dal fatto che detta linea (L) è disposta, quando detto primo incaglio (21) è in detta posizione iniziale, in una posizione tale per cui detta forza (F) genera su detto primo incaglio (21) una coppia di chiusura (T1) diretta in una seconda direzione di rotazione, opposta a detta prima direzione di rotazione.
  5. 5. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto primo incaglio (21) e il secondo incaglio (40) possono ruotare relativamente l'uno all'altro attorno a detto secondo asse (D), in modo tale che la rotazione di detto primo incaglio (21) attorno a detto primo asse (B) provochi una rotazione di detto secondo incaglio (40) attorno a detto secondo asse (D).
  6. 6. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 5, caratterizzata dal fatto che detto incaglio (40) è ruotabile attorno a detto secondo asse (D) in una prima direzione di rotazione lungo detta prima corsa, e in una seconda direzione di rotazione, opposta a detta prima direzione di rotazione, lungo detta seconda corsa.
  7. 7. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di comprendere mezzi elastici (50) interposti tra detto primo incaglio (21) e detto secondo incaglio (40).
  8. 8. Serratura secondo la rivendicazione 7 caratterizzata dal fatto che detti mezzi elastici comprendono una molla (50) arrotolata attorno a detto primo asse (B) e avente estremità opposte (56,57) collegate a detto primo incaglio (21) e a detto secondo incaglio (40).
  9. 9. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 6 a 8, caratterizzata dal fatto che uno (21) di detto primo incaglio e secondo incaglio (21,40) definisce una sede aperta (39), che è impegnata da un perno (41) sopportato dall'altro (40) di detto primo incaglio e detto secondo incaglio (21,40); detto perno (41) essendo ruotabile attorno a detto secondo asse (B) rispetto a detta sede (39).
  10. 10. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto secondo incaglio (40) comprende una prima superficie (42) che rotola su detta seconda superficie (30) di detta forcella (20), quando quest'ultimo è in detta posizione di chiusura; detta prima superficie (42) essendo sagomata come una porzione di una superficie cilindrica, che è coassiale a detto secondo asse (D).
  11. 11. Serratura secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di comprendere una leva di controllo (71) mobile lungo una corsa di apertura in cui interagisce con detto primo incaglio (21) e sposta detto primo incaglio (21) da detta posizione accoppiata a detta posizione disaccoppiata; detta corsa di apertura comprendendo: - un primo tratto, in cui detta leva di controllo (71) è disaccoppiata da detto secondo incaglio (40); e - un secondo tratto, in cui detta leva di controllo (71) accoppiata a detto secondo incaglio (40) spinge quest'ultimo (40) verso detta seconda posizione disaccoppiata.
  12. 12. Serratura secondo la rivendicazione 11, quando dipende dalla rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che detto secondo incaglio (40) comprende un corpo principale (48,49) che si trova su un piano trasversale a detto secondo asse (B); detto corpo principale (48,49) definendo detta prima superficie (42) e detto perno (41); detto corpo principale (48,49) comprendendo un'appendice (44) che sporge dal corpo (48,49); detta leva di controllo (71) essendo a contatto con detta appendice (44) lungo detto secondo tratto di detta corsa.
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