ITTO20130900A1 - Contenitore di liquido sigillante usa e getta per un kit di riparazione e gonfiaggio di articoli gonfiabili e relativo metodo di realizzazione - Google Patents
Contenitore di liquido sigillante usa e getta per un kit di riparazione e gonfiaggio di articoli gonfiabili e relativo metodo di realizzazioneInfo
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Description
DESCRIZIONE
“CONTENITORE DI LIQUIDO SIGILLANTE USA E GETTA PER UN KIT DI RIPARAZIONE E GONFIAGGIO DI ARTICOLI GONFIABILI E RELATIVO METODO DI REALIZZAZIONE”
La presente invenzione si riferisce a un contenitore usa e getta di un liquido sigillante per un kit per la riparazione e il gonfiaggio di articoli gonfiabili, ad esempio per pneumatici di un veicolo.
Un contenitore di liquido sigillante comprende un ingresso per l’aria e un’uscita per il liquido sigillante e/o l’aria e definisce un volume interno o serbatoio riempito di un liquido sigillante.
E’ sentita l’esigenza di realizzare un contenitore sicuro per l’utente in modo da evitare perdite anche accidentali di liquido sigillante ad esempio a seguito di una manomissione.
Lo scopo della presente invenzione è raggiunto tramite un contenitore usa e getta di un liquido sigillante per un kit per la riparazione e il gonfiaggio di articoli gonfiabili.
Lo scopo della presente invenzione viene raggiunto tramite un contenitore usa e getta di un liquido sigillante per un kit di riparazione e gonfiaggio di articoli gonfiabili secondo la rivendicazione 1 e tramite un metodo secondo la rivendicazione 19.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- La figura 1 è una vista prospettica sezionata longitudinalmente di un contenitore usa e getta secondo la presente invenzione;
- La figura 2 è una vista prospettica di alcuni componenti di figura 1; e
- La figura 3 è una vista prospettica sezionata longitudinalmente di un contenitore usa e getta secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione.
In figura 1 è indicato con 1 un contenitore usa e getta di liquido sigillante avente un condotto di ingresso 2 collegabile a una sorgente di aria pressurizzata, un condotto di uscita 3 collegabile a un articolo gonfiabile, ad esempio uno pneumatico, e un serbatoio 4 riempito di liquido sigillante. Il contenitore 1 comprende inoltre una chiusura 5 per trattenere il liquido sigillante nel serbatoio 4 ed evitare che il liquido sigillante fluisca erroneamente per gravità o altro verso il condotto di ingresso 2 e/o il condotto di uscita 3. In una posizione pronta all’uso, cioè una posizione in cui il liquido sigillante viene iniettato quando il condotto di ingresso viene pressurizzato, la chiusura 5 è sotto il pelo libero del liquido sigillante il quale applica un conseguente carico idrostatico sulla chiusura.
Preferibilmente, il contenitore 1 comprende inoltre un tubo 6 usa e getta portato dal condotto di uscita 3 e fissato rigidamente a quest’ultimo in modo irreversibile, ad esempio tramite una fascetta o reggetta metallica o plastica. Il tubo 6 può essere flessibile e comprendere una connessione rilasciabile (non illustrata) ad esempio una ghiera o una connessione a pressione con leva di azionamento, per impegnarsi sulla valvola di uno pneumatico e consentire l’iniezione del liquido sigillante e di aria. In questo modo anche il tubo 6 viene sostituito con tutto il contenitore 1 dopo che il liquido sigillante è stato iniettato e/o il liquido sigillante ha superato una data di scadenza. Preferibilmente, il contenitore 1 è un pezzo di ricambio di un kit comprendente inoltre un supporto (non illustrato) collegabile a una sorgente di pressione per mantenere in una posizione di iniezione di sigillante il contenitore e/o un compressore elettrico portatile (non illustrato) per generare un flusso di aria convogliata tramite un’apposita linea fluidica nel condotto d’ingresso 2.
Il contenitore 1 viene realizzato in modo che i condotti di ingresso e uscita 2, 3 e il serbatoio 4 sono un unico corpo ottenuto tramite saldatura, in particolare un’unica saldatura.
A tale scopo, il contenitore 1 comprende una prima porzione 7 definente almeno uno dei condotti di ingresso ed uscita 2, 3 e una seconda porzione 8, essendo una delle prima o seconda porzione 7, 8 concava per contenere tutto il liquido sigillante in una posizione di saldatura.
La prima e la seconda porzione 7, 8 sono realizzate di un medesimo materiale polimerico ad esempio tramite stampaggio. Inoltre, la saldatura è a frizione, in particolare una saldatura a frizione per rotazione. In quest’ultimo caso, l’interfaccia di saldatura fra la prima e la seconda porzione 7, 8 è circolare.
La saldatura è preferibilmente di testa e, quando viene eseguita per frizione, almeno una zona di saldatura 9 di almeno una delle prima e seconda porzione 7, 8 presenta uno spessore S2 maggiore dello spessore minimo S1 della relativa porzione 7, 8. In particolare, la zona di saldatura 9 definisce un’interfaccia I lungo la quale la prima e la seconda pozione 7, 8 sono a contatto prima dell’inizio della saldatura. Le zone di saldatura 9 possono essere rispettivamente una maschio e una femmina impegnate l’una nell’altra per favorire una corretta posizione reciproca durante la saldatura.
Secondo la forma di realizzazione di figura 1, la zona di saldatura 9 della seconda porzione 8 è distanziata da una testa 10 della seconda porzione stessa in modo da definire una forma concava per contenere tutto il liquido sigillante in una posizione di saldatura.
Preferibilmente, la posizione di saldatura della seconda porzione 8 è capovolta rispetto alla posizione di figura 1 e in tale posizione un pelo libero del liquido sigillante raggiunge ma non supera la zona di saldatura 9 della seconda porzione 8. La concavità della seconda porzione 8 nella posizione di saldatura è tale da contenere per gravità la quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione, ad esempio per riparare uno pneumatico dopo una foratura. Una posizione approssimativa del pelo libero del liquido sigillante quando la seconda pozione 8 è disposta nella posizione di saldatura su una superficie orizzontale, è indicato in figura 1 dalla linea L.
Preferibilmente, la prima porzione 7 comprende in un unico corpo sia il condotto di ingresso 2 che il condotto di uscita 3 che la relativa zona di saldatura 9. Inoltre, nella forma di realizzazione di figura 1, la chiusura apribile 5 è collegata in una posizione chiusa alla prima porzione 7 in modo da trattenere nel serbatoio 4 il liquido sigillante e mantenere il serbatoio 4 isolato sia dal condotto di ingresso 2 che dal condotto di uscita 3 finché la chiusura stessa non viene aperta.
Vantaggiosamente, la chiusura apribile 5 è irreversibile, cioè può essere aperta per stabilire una connessione fluidica fra il condotto d’ingresso 2 e il condotto di uscita 3 tramite il serbatoio 4 e dopo non può essere richiusa dall’utente. Ciò consente di semplificare la struttura della chiusura apribile 5 e ridurre i costi di produzione.
Inoltre, la chiusura apribile 5 può essere un’unità preassemblata a parte rispetto agli altri componenti del contenitore 1 e comprende un connettore 11 per ancorarsi alla prima porzione 7. Preferibilmente, la chiusura apribile 5 comprende un otturatore 12 per chiudere il serbatoio 4 verso il condotto di ingresso 2 e/o il condotto di uscita 3. L’otturatore 12 è collegato alla prima porzione 7 tramite il connettore 11 e viene portato da quest’ultimo.
Secondo la forma di realizzazione illustrata in figura 1, l’otturatore 12 è alloggiato all’interno di un involucro 13 ed è mobile rispetto a un cannotto 14. L’involucro 13 e il cannotto 14 sono collegati rigidamente alla prima porzione 7 tramite il connettore 11 e l’otturatore 12 scorre guidato dall’involucro 13 e/o dal cannotto 14.
Sono previste tenute 15 portate dall’otturatore 12 e striscianti sull’involucro 13 che tenute 16 fra l’otturatore 12 e il cannotto 14.
L’involucro 13 presenta inoltre una o più luci di ingresso 17 e una o più luci di uscita 18 (figura 2). Il cannotto 14 è cavo per collegare il condotto di ingresso 2 alle luci di ingresso 17 quando l’otturatore 12 è in una posizione di apertura (figura 1). In tale posizione, le luci di uscita 18 sono collegate al condotto di uscita 3 tramite opportuni canali mobili 19 previsti a bordo dell’otturatore 12 e canali fissi 20 definiti da o fra il cannotto 14, l’otturatore 12 e l’involucro 13. Nella posizione di apertura i canali mobili 19 sono collegati ai canali fissi 20 e le tenute 15 isolano all’interno dell’involucro 13 le luci d’ingresso 17 dalle luci d’uscita 18.
In una posizione di chiusura, cioè quella di montaggio della chiusura apribile 5, l’otturatore 12 chiude tramite le tenute 15 e 16 sia le luci di ingresso 17 che le luci di uscita 18 rispetto ai condotti di ingresso e uscita 2, 3. In particolare, una tenuta 15 separa fluidicamente il cannotto 14 dalle luci d’ingresso 17 e altre tenute 15 chiudono le luci di uscita 18 e scollegano queste ultime dai condotti mobili 19. Nella posizione di chiusura (figura 3) l’otturatore 12 è in una posizione rialzata rispetto a quella illustrata in figura 1. Per raggiungere la posizione di apertura, l’otturatore 12 viene spinto verso il basso dalla pressione elevata applicata su una testa T dell’otturatore 12 all’interno dell’involucro 12. La pressione elevata viene generata tramite una sorgente di pressione connessa con il condotto di ingresso 2. Quando l’otturatore 12 è nella posizione di apertura, la pressione elevata viene trasmessa all’interno del serbatoio 4 tramite le luci di ingresso 17 e così il liquido viene spinto ad uscire attraverso le luci di uscita 18, che invece sono collegate alla pressione cui si trova l’articolo da riparare. Quando il pelo libero del liquido sigillante scende sino a scoprire le luci di uscita 18, l’aria compressa fluisce in modo sostanziale verso il condotto di uscita 3.
E’ inoltre prevista una tenuta fissa 21 per bloccare eventuali trafilamenti di liquido sigillante verso il condotto di uscita 3 fra il connettore 11 e la prima porzione 7.
Il connettore 11 è bloccato sulla prima porzione 7 tramite un accoppiamento di forma. Preferibilmente, l’accoppiamento di forma è una combinazione fra una connessione filettata 22 e un arresto anti-svitamento 23. Preferibilmente, la connessione filettata 22 è calibrata per applicare un precarico sulla tenuta 21 durante l’avvitatura. L’arresto antisvitamento 23 comprende la combinazione di una o più alette elastiche 24 ed arresti asimmetrici 25. Durante l’avvitamento le alette elastiche 24 si flettono sollevate da una superficie inclinata 26 degli arresti asimmetrici 25 finché non viene raggiunto un arresto assiale fra il connettore 11 e la prima porzione 7. In una direzione di svitamento indicata con la freccia F, le alette 24 incontrano una battuta degli arresti asimmetrici 25 che non inflette le alette 24 stesse e blocca quindi lo svitamento.
Il montaggio del contenitore 1 è il seguente.
La prima e la seconda porzione 7, 8 sono ottenute rispettivamente tramite stampaggio preferibilmente in un unico corpo.
La chiusura apribile 5 viene montata sulla prima porzione 7 in una posizione di chiusura.
La seconda porzione 8 viene riempita della quantità adatta all’uso di riparazione di liquido sigillante con la zona di saldatura 9 disposta verso l’alto rispetto alla testa 10 e il pelo libero del sigillante disposto circa lungo la linea L.
La prima porzione 7 chiude la seconda porzione 8 riempita di liquido sigillante e viene così eseguita la saldatura.
Secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione illustrata in figura 3, un contenitore usa e getta 1’ è uguale a quello di figura 1 ad eccezione del fatto che una prima porzione 7’ quando è chiusa dalla chiusura apribile 5 è concava in modo tale da contenere la quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione e una seconda porzione 8’ è sostanzialmente un coperchio saldato sulla prima porzione 7’. In particolare, la zona di saldatura 9 della prima porzione 7’ è distanziata dalla chiusura apribile 5 in modo da definire un volume adatto a contenere la quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione. Secondo tale forma di realizzazione, la posizione di saldatura della prima porzione 7’ è quella illustrata in figura 3.
Secondo la forma di realizzazione di figura 3, è necessario montare la chiusura apribile 5 nella porzione 7’ per chiudere i condotti di ingresso e uscita 2, 3 prima di riempire la prima porzione 7’ della quantità adatta all’uso di riparazione di liquido sigillante in modo che quest’ultimo venga trattenuto nella prima porzione 7’ durante la saldatura. In particolare, la figura 3 illustra la chiusura apribile 5 nella posizione di chiusura.
Per quanto non esplicitamente specificato nei paragrafi precedenti, i componenti del contenitore 1’ sono uguali a quelli del contenitore 1, come dimostrato anche dai numeri di riferimento che non comprendono alcun apice.
I vantaggi dei contenitore usa e getta 1, 1’ secondo la presente invenzione sono i seguenti.
La saldatura complica notevolmente qualsiasi manomissione del contenitore di liquido sigillante 1 e ne incrementa pertanto il livello di sicurezza. In particolare, la chiusura apribile 5 è protetta all’interno del contenitore dopo la saldatura e quindi non può essere manomessa da un utente o non può danneggiarsi. Preferibilmente, il liquido viene colato all’interno del contenitore prima della saldatura in modo che, dopo la saldatura, il contenitore 1 è pronto all’uso. Pertanto il liquido sigillante può essere ispezionato mentre è già all’interno della porzione 8 o 7’.
Ciò è particolarmente vantaggioso quando la chiusura apribile 5 è irreversibile, poiché il contenitore viene riempito interamente prima che la chiusura 5 sia montata a bordo del contenitore 1. In questo modo, la chiusura apribile viene aperta per la sola funzione di riparazione.
Risulta infine chiaro che al contenitore usa e getta 1, 1’ qui descritto e illustrato è possibile apportare modifiche o varianti senza per questo uscire dall’ambito di tutela come definito dalle rivendicazioni allegate.
E’ possibile che la posizione dei condotti di ingresso e uscita 2, 3 sia differente da quella indicata in figura. In generale almeno uno dei condotti di ingresso od uscita 2, 3 è disposto al di sotto del pelo libero del sigillante nella posizione in cui il liquido sigillante viene iniettato in un articolo gonfiabile da riparare.
Anche la chiusura apribile 5 può essere differente da quella illustrata. Ad esempio è possibile che la chiusura apribile 5 comprenda una valvola reversibile che ritorna automaticamente in una posizione di chiusura quando l’iniezione di liquido sigillante è completa oppure viene interrotta ad esempio dall’utente.
Inoltre, nella descrizione è stata citata una chiusura apribile 5 aperta a pressione d’aria, cioè pneumatica, ma esistono anche altre chiusure apribili sia irreversibili, come pellicole lacerabili, che reversibili come valvole. In entrambi i casi la chiusura apribile 5 può essere aperta anche a mano da un utente, ad esempio attraverso appositi comandi o attrezzi meccanici.
Preferibilmente, la prima porzione 7 è conformata per definire un elemento maschio o femmina 28 di una connessione di forma rilasciabile con un supporto per mantenere il contenitore 1 nella posizione di iniezione. Ancor più preferibilmente, la porzione 7 comprende tenute 27, in particolare anelli di tenuta, per definire sia una connessione meccanica con un supporto che, allo stesso tempo, una connessione fluidica a tenuta con la mandata del compressore. In quest’ultimo caso, gli anelli di tenuta sono portati dal condotto di ingresso 2 ed anche l’elemento maschio o femmina è sagomato sul condotto di ingresso 2. A tal riguardo, la connessione dell’elemento maschio o femmina 28 è configurata per essere eseguita in due tempi, cioè in una prima fase viene eseguita una connessione meccanica ad un sostegno che sostiene il peso del contenitore 1 e lo mantiene in una posizione pronta all’uso, ad esempio verticale, preferibilmente attraverso una connessione a baionetta come descritto in WO-A1-20050850028; e in una seconda fase si esegue una connessione fluidica fra il condotto di ingresso 2 e la sorgente di pressione, preferibilmente tramite un tubo flessibile direttamente collegato al contenitore 1. Alternativamente, l’elemento maschio o femmina 28 è configurato per essere connesso contemporaneamente sia meccanicamente che fluidicamente tramite un aggancio a scatto, la connessione fluidica essendo a tenuta di fluido tramite la tenuta 27. In particolare, l’aggancio a scatto viene eseguito con un sostegno che sopporta il peso del contenitore 1 e lo mantiene in una posizione d’uso sostanzialmente verticale. Contemporaneamente, l’aggancio a scatto esegue una connessione a tenuta di fluido fra il condotto d’ingresso 2 a un condotto fisso rispetto alla sorgente di pressione e che riceve aria compressa.
Vantaggiosamente, il connettore 11 può essere realizzato in un unico corpo con l’involucro 13, ad esempio tramite stampaggio.
Durante il montaggio della chiusura 5, almeno la tenuta 21 e il cannotto 14 sono rotazionalmente fissi. L’involucro 13 può essere anch’esso fisso mentre il connettore 11 viene avvitato, oppure, se viene definito un unico corpo comprendente entrambi, l’involucro 13 ruota rispetto al cannotto 14 e alla tenuta 21 durante l’avvitamento. In questo modo la tenuta 21, essendo compressa fra il cannotto 14 e la prima porzione 7, viene compressa senza subire torsioni significative.
Le alette 24 possono essere sostituite da qualsiasi altro accorgimento anti-svitamento.
La tenuta 27 prossimale al condotto di uscita 3 può essere omessa.
Claims (21)
- RIVENDICAZIONI 1. . Contenitore usa e getta riempito di un liquido sigillante e comprendente una chiusura apribile (5) interna per trattenere il detto liquido sigillante nel contenitore (1), un condotto di ingresso (2) per un flusso di aria compressa, un condotto di uscita (3) per ricevere il liquido sigillante quando la detta chiusura apribile (5) è in una configurazione di apertura, una prima porzione (7) avente in un unico corpo almeno uno dei detti condotto di ingresso e di uscita (2, 3), e una seconda porzione (8), le dette prima e seconda porzione (7, 8) essendo collegate fra loro tramite una saldatura per definire un serbatoio (4) che trattiene il liquido sigillante tramite la detta chiusura apribile (5) in una posizione pronta all’uso in cui il liquido sigillante esercita una pressione idrostatica sulla detta chiusura apribile (5).
- 2. Contenitore usa e getta secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che la detta posizione di saldatura è tale per cui il detto liquido sigillante è trattenuto per gravità all’interno di una delle dette prima e seconda porzione (7, 8).
- 3. Contenitore secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che le dette prima e seconda porzione (7, 8) sono dello stesso materiale polimerico.
- 4. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta saldatura è di testa.
- 5. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta chiusura apribile (5) è irreversibile.
- 6. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno uno dei detti condotto di ingresso e uscita (2, 3) è un unico corpo con la detta prima porzione (7).
- 7. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta saldatura è a frizione.
- 8. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che una delle dette prima o seconda porzione (7, 8) comprende, in un unico corpo, un elemento maschio o femmina (28) di una connessione di forma per fissare il detto contenitore a un supporto.
- 9. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto condotto di uscita (3) porta un tubo usa e getta (6) collegabile in modo rilasciabile a un articolo gonfiabile per iniettare il liquido sigillante e/o aria pressurizzata.
- 10. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta connessione apribile (5) separa sia il detto condotto d’ingresso (2) che il detto condotto di uscita (3) dal sigillante in una posizione di chiusura.
- 11. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta connessione apribile (5) è un’unità preassemblata collegata in modo rigido a una delle dette prima o seconda porzione (7, 8) in una posizione di chiusura.
- 12. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sia il detto condotto di ingresso che il detto condotto di uscita (2, 3) sono formati in un unico corpo nella detta prima porzione (7).
- 13. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto condotto di ingresso (2) e il detto condotto di uscita (3) sono fluidicamente collegati in modo esclusivo tramite il detto serbatoio (4) quando la detta chiusura apribile (5) è aperta.
- 14. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che un pelo libero del liquido sigillante sovrasta almeno uno dei detti condotti di ingresso ed uscita (2, 3) quando il liquido sigillante viene iniettato.
- 15. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che almeno una delle dette prima e seconda porzione (7, 8) presenta uno spessore minimo (S1) e una zona di saldatura (9, I) avente uno spessore (S2) maggiore del detto spessore minimo.
- 16. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta chiusura (5) è apribile a pressione, preferibilmente tramite pressione pneumatica.
- 17. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta saldatura è unica.
- 18. Contenitore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che una delle dette prima o seconda porzione (7; 8) è concava e contiene, in una posizione di saldatura, una quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione.
- 19. Metodo di realizzazione di un contenitore usa e getta comprendente una chiusura apribile (5) interna per trattenere un liquido sigillante nel contenitore (1), un condotto di ingresso (2) per un flusso di aria compressa, un condotto di uscita (3) per ricevere il liquido sigillante quando la detta chiusura apribile (5) è in una configurazione di apertura, una prima porzione (7) avente uno dei detti condotto di ingresso e di uscita (2, 3), e una seconda porzione (8), comprendente le fasi di: - Montare la detta chiusura apribile su una delle dette prima o seconda porzione (7, 8); - Successivamente saldare la prima e la seconda porzione per formare il detto contenitore.
- 20. Metodo secondo la rivendicazione 19, caratterizzato dal fatto che una delle dette prima o seconda porzione è concava e contiene, in una posizione di saldatura, una quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione, in cui prima della detta fase di saldare, la detta prima o seconda porzione (7, 8) concava viene riempita della quantità di liquido sigillante adatta all’uso di riparazione.
- 21. Metodo secondo una delle rivendicazioni 19 o 20, caratterizzato dal fatto che la detta chiusura apribile (5) chiude almeno uno dei detti condotti di ingresso o di uscita (2, 3) e che la detta fase di fissare viene eseguita prima della detta fase di riempire per trattenere il liquido sigillante in una delle dette prima o seconda porzione (7, 8’) tramite la detta chiusura apribile (5).
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