ITTO20131018A1 - Guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna - Google Patents

Guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna

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ITTO20131018A1
ITTO20131018A1 IT001018A ITTO20131018A ITTO20131018A1 IT TO20131018 A1 ITTO20131018 A1 IT TO20131018A1 IT 001018 A IT001018 A IT 001018A IT TO20131018 A ITTO20131018 A IT TO20131018A IT TO20131018 A1 ITTO20131018 A1 IT TO20131018A1
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IT
Italy
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sealing element
axis
support member
stem
gasket
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IT001018A
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Daniele Bordabossana
Paolo Fervier
Andrea Giordano
Claudio Zoppi
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Corcos Ind S A S Di Extern A Italia S R L
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Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“GUARNIZIONE PER UNA VALVOLA DI UN MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA”
La presente invenzione è relativa ad una guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna.
Sono noti motori a combustione interna per veicoli comprendenti una testata recante uno o più cilindri, all’interno dei quali viene svolto il ciclo motore, ed i quali sono posti in comunicazione con rispettive camere di combustione del motore stesso. Sulla citata testata sono inoltre ricavate opportune sedi destinate a far comunicare la camera di combustione con condotti atti ad apportare in detta camera una miscela di carburante incombusto e aria (“condotti di aspirazione”), e ad asportare da detta camera di combustione i gas combusti (“condotti di scarico”).
I flussi da e verso ciascuna camera di combustione sono controllati da opportune valvole agenti sulle citate sedi. In particolare, ciascuna valvola comprende essenzialmente un elemento di guida fissato all’interno di una cavità della testata del motore ed uno stelo mobile a scorrimento in direzioni opposte entro una sede passante definita dall’elemento di guida e portante ad una estremità una porzione di otturazione per chiudere il collegamento tra il relativo condotto di aspirazione o scarico e la corrispondente camera di combustione.
L’estremità opposta dello stelo della valvola sporge assialmente dal relativo elemento di guida ed è atta a ricevere forze di azionamento da un relativo dispositivo di comando, ad esempio un albero a camme.
Lo stelo della valvola è caricato assialmente da una molla a elica cilindrica nella direzione di chiusura del collegamento tra il relativo condotto di aspirazione o scarico e la corrispondente camera di combustione.
In particolare, la molla è montata coassialmente intorno alla valvola ed è assialmente interposta tra una superficie fissa ricavata sulla testata del motore e un piattello fissato allo stelo della valvola in prossimità o in corrispondenza dell’estremità dello stelo stesso cooperante con il dispositivo di comando.
Sulle valvole del tipo sopra descritto sono normalmente montate delle guarnizioni di tenuta per l’olio lubrificante normalmente circolante nei motori. Tali guarnizioni, in una delle forme più comunemente note, comprendono un organo di supporto o rinforzo, avente conformazione sostanzialmente tubolare e realizzato in un unico pezzo in materiale metallico, ed un elemento di tenuta anulare, realizzato in materiale elastomerico ed interposto tra l’organo di supporto e la valvola.
In particolare, l’elemento di tenuta comprende tipicamente una prima porzione atta a cooperare, tramite una propria superficie radiale interna, con la superficie radiale esterna della porzione dell’elemento di guida rivolta in uso verso il citato dispositivo di comando, ed una seconda porzione atta a cooperare direttamente con lo stelo della valvola.
Le guarnizioni del tipo sopra descritto sono largamente utilizzate su tutti i motori a combustione interna per controllare la quantità d’olio lubrificante che dalla zona distribuzione fluisce verso le camere di combustione. Un flusso eccessivo di olio lubrificante causa, oltre a un evidente consumo eccessivo dell’olio medesimo, un deperimento dell’efficienza del motore e un abbattimento delle prestazioni del catalizzatore del veicolo. D’altro canto, un flusso insufficiente determina un aumento dell’usura e della rumorosità delle valvole accompagnato alla presenza di picchi locali di temperatura. Questi fenomeni possono determinare un danneggiamento prematuro delle valvole conseguente al grippaggio dello stelo delle valvole stesse all’interno dell’elemento di guida.
Le guarnizioni note, consentono, tramite la prima porzione dell’elemento di tenuta agente sull’elemento di guida della relativa valvola, la realizzazione di una tenuta di tipo statico, e, tramite la seconda porzione dell’elemento di tenuta cooperante con lo stelo, la realizzazione di una tenuta di tipo dinamico.
In particolare, la tenuta statica deve assicurare un certo grado di compressione radiale sull’elemento di guida al fine di evitare il trafilamento di olio lubrificante verso le camere di combustione e al contempo mantenere in posizione la guarnizione stessa, mentre la tenuta dinamica è progettata per consentire il minimo flusso di olio necessario alla lubrificazione dell’accoppiamento tra stelo ed elemento di guida.
Al fine di ridurre l’attrito di strisciamento contro lo stelo, un anello di materiale a basso coefficiente di attrito, ad esempio PTFE, coopera con la seconda porzione dell’elemento di tenuta.
L’organo di supporto comprende:
- una porzione principale sostanzialmente cilindrica; - una prima flangia anulare, estendentesi radialmente verso l’interno da un’estremità assiale della porzione principale e in parte annegata in una sede anulare dell’elemento di tenuta; ed
- una seconda flangia anulare estendentesi radialmente verso l’esterno da un’estremità assiale opposta della porzione principale.
L’organo di supporto consente, inoltre, di mantenere in esercizio la guarnizione nella posizione desiderata sulla valvola.
E’ avvertita nel settore l’esigenza di disporre di guarnizioni aventi la massima flessibilità per quanto riguarda la forma dell’organo di supporto e/o la posizione relativa dell’organo di supporto rispetto all’elemento di tenuta e/o lo svolgimento delle funzioni di tenuta statica e dinamica da parte dell’organo di supporto e/o dell’elemento di tenuta.
Scopo della presente invenzione è la realizzazione di una guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna, la quale consenta, in modo semplice ed economico, di soddisfare l’esigenza sopra specificata.
Il suddetto scopo è raggiunto dalla presente invenzione, in quanto essa è relativa ad una guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna, secondo quanto definito nella rivendicazione 1.
Per una migliore comprensione della presente invenzione vengono descritte di realizzazione, a puro titolo di esempio non limitativo e con riferimento ai disegni allegati, nei quali:
la figura 1 è una vista prospettica in parziale sezione di una porzione di un motore a combustione interna provvisto di una guarnizione per una valvola, realizzata secondo una prima forma di realizzazione della presente invenzione;
la figura 2 è una sezione assiale di un organo di supporto della guarnizione di figura 1;
la figura 3 è una sezione assiale della guarnizione delle figure 1 e 2;
la figura 4 è una vista dall’alto parzialmente sezionata della guarnizione delle figure da 1 a 3;
la figura 5 è una sezione assiale della guarnizione delle figure da 1 a 4 in posizione di montaggio sulla valvola di figura 1, con parti asportate per chiarezza;
la figura 6 è una vista prospettica parzialmente esplosa di una guarnizione per una valvola di un motore a combustione interna secondo un’ulteriore forma di realizzazione della presente invenzione, con parti asportate per chiarezza;
la figura 7 è una vista prospettica della guarnizione di figura 6;
la figura 8 è una vista prospettica in parziale sezione di una porzione di un motore a combustione interna provvisto della guarnizione delle figure 6 e 7; e
la figura 9 è una sezione assiale della guarnizione delle figure 6 e 7 in posizione di montaggio sulla valvola di figura 8, con parti asportate per chiarezza.
Con riferimento alle figure da 1 a 5, è indicata nel suo complesso con 1 una guarnizione secondo la presente invenzione per una valvola 2 di un motore 3 a combustione interna, in sé noto ed illustrato in figura 1 solo per quanto necessario alla comprensione della presente invenzione.
In maggiore dettaglio, nella figura 1 il motore 3 è illustrato limitatamente ad una porzione 4 di una testata 5, la quale definisce in modo noto una camera di combustione (non visibile in figura 1 ma disposta inferiormente alla porzione 5 della testata 4 illustrata), all’interno della quale un combustibile viene ossidato in presenza di aria comburente in modo da trasformare l’energia chimica contenuta nel combustibile in energia di pressione.
La camera di combustione riceve in modo noto, attraverso una propria apertura, una miscela comprendente il combustibile e l’aria comburente e scarica, mediante un’altra apertura, il gas e l’aria combusti al termine del processo di combustione.
I flussi da e verso la camera di combustione sono controllati da rispettive valvole 2 del tipo sopra richiamato, agenti sulle menzionate aperture della camera di combustione stessa.
La descrizione che segue farà riferimento per semplicità a una sola valvola 2, restando inteso che le medesime caratteristiche descritte sono presenti in ogni valvola di questo tipo utilizzata nel motore 3.
Con riferimento alle figure da 1 a 5, la valvola 2 è alloggiata in una sede 6 passante, la quale è ricavata nella porzione 5 della testata 4 e normalmente contiene olio lubrificante.
La valvola 2 comprende un elemento di guida 7 tubolare calzato per interferenza all’interno della sede 6, ed uno stelo 8 mobile a scorrimento secondo versi opposti lungo l’asse A entro l’elemento di guida 7.
In maggiore dettaglio, lo stelo 8 sporge da parti opposte dell’elemento di guida 7 ed è provvisto, in corrispondenza delle proprie estremità assiali opposte, rispettivamente di un elemento di otturazione 9, destinato ad impegnare a tenuta di fluido la relativa apertura nella camera di combustione, e di un elemento di azionamento o piattello 10 atto a ricevere forze di azionamento da un meccanismo di comando, in sé noto e non illustrato, ad esempio un albero a camme.
Sulla porzione di estremità assiale dell’elemento di guida 7, da cui sporge l’estremità dello stelo 8 provvista del piattello 10, è calzata esternamente una relativa guarnizione 1 secondo l’invenzione, circondante coassialmente sia l’elemento di guida 7 sia lo stelo 8.
La valvola 2 comprende, inoltre, una molla 11, nella fattispecie illustrata di tipo elicoidale avente asse coincidente con l’asse A, la quale coopera, in corrispondenza di proprie estremità assiali opposte tra loro, con il piattello 10 e con una superficie fissa 4a anulare di asse A della porzione 5 della testata 4.
La molla 11 è atta a generare una forza elastica di richiamo sullo stelo 8 tale da mantenerlo sempre a contatto, in corrispondenza dell’elemento di otturazione 9, con il meccanismo di comando.
Con particolare riferimento alle figure da 2 a 4, la guarnizione 1 presenta una conformazione anulare rispetto ad un asse coincidente, in condizioni di montaggio, con l’asse A.
Più precisamente, la guarnizione 1 comprende essenzialmente:
- un elemento di tenuta 12 realizzato in materiale elastomerico, avente forma anulare rispetto all’asse A e calzato esternamente sull’elemento di guida 7 per realizzare una tenuta di tipo statico sull’elemento di guida 7 stesso; e
- un organo di supporto 13 avente anch’esso forma anulare rispetto all’asse A cooperante con l’elemento di tenuta 12.
Vantaggiosamente, l’organo di supporto 13 è formato da un unico componente realizzato integralmente in materiale plastico.
Preferibilmente, l’organo di supporto 13 può essere realizzato in materiale termoplastico ad elevata performance con ottime proprietà meccaniche e di resistenza termica, in grado di sostituire le funzioni dei materiali metallici in applicazioni di tipo statico e dinamico; il materiale termoplastico costituente l’organo di supporto 13 può essere o meno rinforzato con opportuni agenti, ad esempio di tipo organico o inorganico.
Con riferimento alle figure 2 e 5, l’elemento di tenuta 12 è delimitato da una coppia di superfici 16, 17 anulari e opposte tra loro.
Più precisamente, la superficie 16 delimita l’elemento di tenuta 12 in posizione radialmente interna rispetto all’asse A e dalla parte dell’asse A. La superficie 17 delimita l’elemento di tenuta 12 in posizione radialmente esterna rispetto e dalla parte opposta dell’asse A.
L’elemento di tenuta 12 è, inoltre, delimitato assialmente da una superficie 14 di testa rivolta dal lato opposto dell’elemento di otturazione 9 e da una superficie 15 di testa, opposta alla superficie 14, rivolta dal lato dell’elemento di otturazione 9.
Le superfici 16, 17 si estendono, ciascuna, tra la superficie 14 e la superficie 15.
L’elemento di tenuta 12 comprende, procedendo dalla superficie 14 verso la superficie 15, (Figura 5):
- una porzione 18, la quale si origina dalla superficie 14;
- una porzione 20; e
- una porzione 19, la quale termina nella superficie 14.
In particolare, la porzione 20 è assialmente interposta tra le porzioni 18, 19.
La superficie 16 della porzione 18 è separata dallo stelo 8 da un gioco radiale.
La superficie 16 della porzione 19 comprende una pluralità di ondulazioni 29 pressate sull’elemento di guida 7 in modo da definire una tenuta statica sull’elemento di guida 7 stesso.
In particolare, la tenuta statica assicura un certo grado di compressione radiale sull’elemento di guida 7 al fine di evitare il trafilamento di olio lubrificante verso la camera di combustione e al contempo mantenere in posizione la guarnizione 1 stessa.
La superficie 16 della porzione 18 presenta ingombro radiale inferiore all’ingombro radiale della superficie 16 della porzione 19.
La superficie 17 della porzione 18 definisce una scanalatura anulare impegnata da una molla 25, nella fattispecie una molla ad elica di asse A.
L’ingombro radiale della superficie 17 della porzione 18 è decrescente procedendo dalla superficie 14 verso la molla 25 e poi crescente, procedendo dalla molla 25 verso la porzione 20.
La superficie 17 della porzione 18 presenta ingombro radiale inferiore della superficie 17 della porzione 19.
La superficie 17 della porzione 19 presenta, procedendo dalla superficie 15 verso la porzione 20, ingombri radiali crescenti.
La superficie 17 della porzione 19 comprende, procedendo dalla superficie 15 verso la porzione 20,:
- un tratto 21 di estremità assiale;
- un tratto 22 allungato assialmente e avente ingombro radiale maggiore del tratto 21;
- un tratto 23 curvo e divergente rispetto all’asse A; e
- un tratto 24 allungato assialmente e avente ingombro radiale maggiore del tratto 22.
L’organo di supporto 13 comprende :
- una porzione 30 alloggiata all’interno della porzione 18 dell’elemento di tenuta 12, cooperante con e disposta in posizione radialmente interna rispetto alla superficie 16 della porzione 18 dell’elemento di tenuta 12 stesso, e cooperante a strisciamento con lo stelo 8, dalla parte opposta della porzione 18, in modo da definire una tenuta di tipo dinamico;
- una porzione 31 assialmente opposta alla porzione 30 e pressata, in posizione radialmente esterna rispetto all’asse A sulla superficie 17 della porzione 19 dell’elemento di tenuta 12; e
- una porzione 32 assialmente interposta tra le porzioni 30, 31.
La porzione 30 dell’organo di supporto 13 comprende, in particolare, un bordo 35 anulare radialmente più interno e pressato sullo stelo 8 così da definire la tenuta dinamica sullo stelo 8 stesso.
La tenuta dinamica è progettata per consentire il minimo flusso di olio necessario alla lubrificazione dell’accoppiamento tra stelo 8 ed elemento di guida 7.
La porzione 30 dell’organo di supporto 13 comprende, inoltre, una coppia di tratti 36, 37 (Figura 2) disposti da parti assialmente opposte sul bordo 35.
I tratti 36, 37 sono entrambi inclinati rispetto all’asse A.
Il tratto 36 definisce un’estremità assiale dell’organo di supporto 13.
In particolare, il tratto 36 converge nel bordo 35 con un primo angolo di conicità e il tratto diverge dal bordo 35 con un secondo angolo di conicità, procedendo parallelamente all’asse A e secondo la direzione orientata dalla superficie 14 verso la superficie 15.
Preferibilmente, il secondo angolo di conicità è inferiore al primo angolo di conicità.
Nella fattispecie illustrata, il tratto 37 presenta estensione maggiore del tratto 36.
La porzione 32 si estende radialmente all’asse A e coopera, in corrispondenza di una propria faccia di estremità rivolta verso l’estremità 14, con la porzione 18 dell’elemento di tenuta 12 e, in corrispondenza di una propria faccia di estremità verso l’estremità 15, con la porzione 19 dell’elemento di tenuta 12.
La porzione 31 comprende, procedendo, dalla porzione 32 verso la superficie 15 in direzione parallela all’asse A,:
- un tratto 40 originantesi dalla porzione 32, estendentesi assialmente e pressato sul tratto 24 della porzione 19 dell’elemento di tenuta 12;
- un tratto 41 curvo, ripiegato verso l’asse A e pressato sul tratto 23 della superficie 19 dell’elemento di tenuta 12;
- un tratto 42 estendesi assialmente e pressato sul tratto 22 della superficie 19 dell’elemento di tenuta 12; e - un tratto 43 ripiegato radialmente verso l’asse A e pressato sul tratto 21 della superficie 19 dell’elemento di tenuta 12.
In tal modo, la porzione 19 dell’elemento di tenuta 12 è contenuta assialmente tra il tratto 43 e la porzione 32 dell’organo di supporto 13.
Con particolare riferimento alle Figure da 2 a 5, l’organo di supporto 13 comprende una pluralità di fori 50 attraversati dalla porzione 20 dell’elemento di tenuta 12, in modo da consentire all’elemento di tenuta 12 di estendersi sia in posizione radialmente interna che in posizione radialmente esterna rispetto all’organo di supporto 13.
In particolare, i fori 50 sono angolarmente equispaziati intorno all’asse A e sono definiti, in parte dalla porzione 32 e in parte dal tratto 37 della porzione 31 dell’organo di supporto 13.
I fori 50 presentano, inoltre, forma circolare in sezione trasversale all’asse A (Figura 4).
Nella fattispecie illustrata, l’elemento di tenuta 12 e l’organo di supporto 13 sono co-stampati insieme.
In uso, il bordo 35 dell’organo di supporto 13 realizzato in materiale plastico definisce una tenuta dinamica sullo stelo 8 scorrevole lungo l’asse A mentre le ondulazioni 29 dell’elemento di tenuta 12 in materiale elastomerico definiscono una tenuta statica sull’elemento di guida 7 fisso rispetto all’asse A.
Con riferimento alle figure da 6 a 9 è indicato con 1’ una guarnizione secondo una diversa forma di realizzazione della presente invenzione. La guarnizione 1’ è simile alla guarnizione 1 e verrà descritta nel seguito soltanto per quanto differisce da quest’ultima; parti corrispondenti o equivalenti delle guarnizioni 1 e 1’ saranno contraddistinte, ove possibile, dagli stessi numeri di riferimento.
In particolare, la guarnizione 1’ comprende essenzialmente (Figure 6 e 9):
- un elemento di tenuta 12’ in materiale elastomerico e atto a cooperare con lo stelo 8 per realizzare una tenuta di tipo dinamico sullo stelo 8 stesso; e
- un organo di supporto 13’ realizzate in materiale plastico e atto ad accoppiarsi a scatto con l’elemento di guida 7.
L’elemento di tenuta 12’ coopera, inoltre, con una superficie 11’ di testa anulare e delimitante l’organo di supporto 13’ da parte assialmente opposta del piattello 10.
L’elemento di tenuta 12’ comprende essenzialmente:
- una superficie 14’ anulare di estremità assiale disposta dalla parte opposta del piattello 10; e - una superficie 15’ anulare di estremità assiale disposta dalla parte dell’elemento di otturazione 9’ e disposta assialmente in battuta contro la superficie 11’ dell’elemento di guida 7.
L’elemento di tenuta 12’ comprende, inoltre,:
- una superficie 16’ radialmente interna rispetto all’asse A ed estendentesi tra le superfici 14’, 15’; e - una superficie 17’ radialmente esterna rispetto all’asse A ed estendentesi tra le superfici 14’, 15’.
La superficie 16’ comprende, procedendo dalla superficie 14’ verso la superficie 15’, (Figure 6 e 9):
- un tratto 31’ parallelo all’asse A e distanziato radialmente dallo stelo 8;
- un tratto 32’ convergente verso l’asse A;
- un bordo 35a’ anulare pressato sullo stelo 8 per realizzare una prima tenuta dinamica sullo stelo 8 stesso;
- un tratto 33’ divergente verso l’asse A;
- un bordo 34’ anulare e radialmente distanziato dallo stelo 8;
- un labbro 35b’ sporgente dal bordo 34’ verso l’asse A e pressato sullo stelo 8 per realizzare una seconda tenuta dinamica sullo stelo 8 stesso;
- una scanalatura 36’ (indicata in Figura 9) radialmente distanziata dall’asse A e radialmente più esterna del labbro 35b’;
- un bordo 37’ (indicato in Figura 9) anulare radialmente più esterno della scanalatura 36’; e
- un tratto 38’ (indicato in Figura 9) di estremità sostanzialmente parallelo all’asse A.
Più precisamente, il labbro 35b’ è delimitato da una coppia di bordi curvi 39a’, 39b’ (Figura 9).
Il bordo 39a’ si estende a partire dal bordo 34’ e converge verso l’asse A, procedendo lungo la superficie 16’ dalla superficie 14’ verso la superficie 15’ (Figura 9).
Il bordo 39b’ si estende a partire dal bordo 39a’ verso la scanalatura 36’, e si allontana radialmente dal bordo 39a’ e si avvicina assialmente alla superficie 14’, procedendo lungo la superficie 16’ dalla superficie 14’ verso la superficie 15’.
La superficie 17’ comprende, procedendo parallelamente all’asse A dalla superficie 14’ alla superficie 15’:
- un tratto 18’ definente una scanalatura anulare impegnata dalla molla 25;
- uno spallamento 20’ avente un estensione prevalentemente radiale; e
- un tratto 19’ avente diametro maggiore del tratto 18’.
Lo spallamento 20’ è assialmente interposto tra i tratti 18’, 19’.
L’organo di supporto 13’ comprende essenzialmente:
- una porzione 40’ principale di forma cilindrica; e - una pluralità di appendici 41’ angolarmente equispaziate tra loro, estendentesi a sbalzo assialmente dalla porzione 40’ e comprendenti rispettivi bordi 45’ ripiegati radialmente verso l’asse A e atti a impegnarsi a scatto all’interno di corrispondenti sedi 47’ definite dall’elemento di guida 7’.
La porzione 40’ comprende, a propria volta,:
- un ringrosso 43’ calzato in posizione radialmente esterna sul tratto 19’ della superficie 17’; e
- una parete 44’ avente spessore radiale inferiore al ringrosso 43’, sporgente dal ringrosso 43’ dalla parte opposta dell’elemento di tenuta 12’ e in direzione dell’elemento di guida 7, e radialmente distanziata dall’elemento di guida 7.
In particolare, le appendici 41’ sono contigue alla parete 44’ e, come visibile nelle Figure 6 e 7, sono alternate a rispettive scanalature 46’, preferibimente conformate a U. In particolare, le scanalature 46’ sono aperte in direzione assiale da parte dei bordi 45’ e sono delimitate, da parte opposta dei bordi 45’, dalla parete 44’.
Le appendici 41’ sono, inoltre, radialmente distanziate dall’elemento di guida 7.
Grazie al fatto che l’organo di supporto 13’ è realizzato in materiale plastico, le appendici 41’ sono elasticamente divaricabili dalla parete 44’, in modo da allontanare i bordi 45’ dalle sedi 47’ e/o inserire i bordi 45’ medesimi all’interno delle sedi 47’ stesse.
La porzione 40’ comprende essenzialmente:
- una superficie 50’ radialmente interna rispetto all’asse A e cooperante con il tratto 19’ della superficie 17’;
- una superficie 51’ radialmente esterna rispetto all’asse A, opposta alla superficie 50’ e dalla quale si origina la parete 44’;
- uno spallamento 52’ a estensione radiale all’asse A e interposto tra la superficie 50’ e la parete 44’; e
- una superficie 53’ di testa assialmente opposta allo spallamento 52’, a estensione prevalentemente radiale e interposta tra le superfici 50’, 51’.
L’organo di supporto 13’ comprende, inoltre, un labbro 54’ di forma anulare annegato all’interno di una sede 60’ definita dall’elemento di tenuta 12’ (Figura 9).
In maggiore dettaglio, il labbro 54’ comprende essenzialmente (Figura 6):
- un tratto 55’ estendentesi prevalentemente in direzione radiale all’asse A; e
- un tratto 56’ obliquo rispetto all’asse A e disposto radialmente più interno rispetto al tratto 55’.
Nella fattispecie illustrata, il tratto 55’ si estende a sbalzo dalla superficie 53’ verso l’asse A. Il tratto 56’ definisce un’estremità libera radialmente interna del labbro 54’ e si estende, a partire dal tratto 55’, verso la superficie 14’ dell’elemento di tenuta 12’.
Più in particolare, l’estremità libera del tratto 56’ è disposta sostanzialmente in corrispondenza della posizione assiale dello spallamento 20’ dell’organo di supporto 13’.
Il funzionamento della guarnizione 1’ differisce dal funzionamento della guarnizione 1 per il fatto che il bordo 35a’ e il labbro 35b’ dell’elemento di tenuta 12’ definiscono una coppia di tenute di tipo dinamico sullo stelo 8, e per il fatto che la superficie 15’ dell’elemento di tenuta 12’ definisce una tenuta di tipo statico sulla superficie 11’ dell’elemento di guida 7.
Da un esame delle caratteristiche della guarnizione 1, 1’ realizzata secondo i dettami della presente invenzione sono evidenti i vantaggi che essa consente di ottenere.
In particolare, l’organo di supporto 13, 13’ è formato da un unico componente in materiale plastico.
Grazie a ciò, è possibile raggiungere la massima flessibilità per quanto riguarda la forma dell’organo di supporto 13, 13’ e/o la posizione dell’organo di supporto 13, 13’ rispetto all’elemento di tenuta 12, 12’.
Infatti, l’organo di supporto 13 può essere formato con una porzione 30 disposta radialmente interna alla porzione 18 dell’elemento di supporto 12 e con una porzione 31 disposta radialmente esterna alla porzione 19 dell’elemento di supporto 12 rispetto all’asse A.
E’ così possibile utilizzare una plastica a basso coefficiente di attrito per realizzare la tenuta dinamica sullo stelo 8, differentemente dalle soluzioni note e descritte nella parte introduttiva delle presente descrizione, nelle quali la tenuta dinamica era realizzata tramite un anello di materiale a basso attrito che coopera con l’elemento di tenuta 12, 12’.
Inoltre, l’organo di supporto 13’ è accoppiabile a scatto con lo stelo 8, grazie al fatto che le appendici 41’ sono elasticamente divaricabili dalla parete 44’.
La possibilità di divaricare elasticamente le appendici 41’ dalla parete 43’ deriva essenzialmente dal fatto che l’organo di supporto 13’ è realizzato in materiale plastico e non in materiale metallico come nelle soluzioni di tipo noto e descritte nella parte introduttiva della presente descrizione.
Risulta infine chiaro che alla guarnizione 1, 1’ qui descritta ed illustrata possono essere apportate modifiche e varianti che non escono dall'ambito di protezione definito dalle rivendicazioni.
In particolare, il tratto 56’ potrebbe estendersi verso l’elemento di otturazione 9 anziché verso il piattello 10.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1.- Guarnizione (1) per una valvola (2) di un motore a combustione interna (3); la detta valvola (2) comprendendo un elemento di guida (7) definente una sede passante, ed uno stelo (8) mobile a scorrimento in tale sede; la detta guarnizione (1) comprendendo: - un elemento di tenuta (12, 12’) elasticamente deformabile, avente conformazione anulare rispetto ad un asse (A) e atto a essere calzato esternamente sulla detta valvola (2) per cooperare con il detto stelo (8) e/o con il detto elemento di guida (7); e - un organo di supporto (13, 13’) avente conformazione anulare, calzato coassialmente su almeno parte del detto elemento di tenuta (12, 12’); caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (13, 13’) è formato da un unico componente realizzato integralmente in materiale plastico. 2.- Guarnizione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (13) comprende una prima porzione (30) cooperante con una prima porzione (18) del detto elemento di tenuta (12) in posizione radialmente interna rispetto al detto asse (A) ed atta ad essere interposta radialmente tra il detto asse (A) e il detto stelo (8). 3.- Guarnizione secondo la rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che la detta prima porzione (30) del detto organo di supporto (13) comprende: - un bordo (35) anulare atto a fare tenuta sul detto stelo (8); e - una coppia di tratti (36, 37) convergenti nel detto bordo (35), disposti da rispettive parti assiale opposte rispetto al detto bordo (35), e disposti radialmente distanziati, in uso, dal detto stelo (8). 4.- Guarnizione secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (13) comprende: - una seconda porzione (31) opposta alla detta prima porzione (30) e cooperante con una seconda porzione (19) del detto elemento di tenuta (12) in posizione radialmente esterna al detto elemento di tenuta (12) rispetto al detto asse (A); e - una terza porzione (32) interposta assialmente tra le dette prima e seconda porzione (30, 31), e definente una pluralità di fori (50) attraversati da una terza porzione (32) del detto elemento di tenuta (12) interposta tra le dette prima e seconda porzione (30, 31). 5.- Guarnizione secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che la detta terza porzione (32) del detto organo di supporto (13) comprende una coppia di facce di estremità assiali entrambe cooperanti con il detto elemento di tenuta (12). 6.- Guarnizione secondo la rivendicazione 4 o 5, caratterizzata dal fatto che la detta seconda porzione (31) comprende, da parte assialmente opposta alla detta terza porzione (32), un’estremità assiale (43) ripiegata radialmente verso il detto asse (A) e cooperante assialmente con il detto elemento di tenuta (12) per contenere assialmente l’elemento di tenuta (12) stesso contro la detta terza porzione (32) dell’organo di supporto (13) stesso. 7.- Guarnizione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (13’) comprende almeno un primo componente (45’) accoppiabile a scatto con il detto stelo (8). 8.- Guarnizione secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (12’) comprende: - un corpo principale (43’, 44’) cooperante con il detto elemento di tenuta (13’); e - una pluralità di appendici (41’) sporgenti a sbalzo assialmente dal detto corpo principale e definenti rispettive estremità (45’) ripiegate radialmente del detto corpo principale (43’, 44’); ciascuna detta estremità (45’) definendo un rispettivo detto primo componente (45’) accoppiabile a scatto con una corrispondente sede (47’) portata dal detto elemento di guida (7); le dette appendici (41’) essendo elasticamente divaricabili dal detto corpo principale (43’, 44’) per consentire, in uso, l’inserimento/estrazione delle dette estremità (45’) ripiegate all’interno delle/dalle dette rispettive dette sedi (47’). 9.- Guarnizione secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzata dal fatto che il detto elemento di tenuta (12’) comprende un primo labbro anulare (35b’) atto a cooperare a tenuta con il detto stelo (8); il detto organo di supporto (13’) comprendendo un secondo labbro anulare (54’) annegato all’interno del detto elemento di tenuta (12’) e disposto da parte assialmente opposta rispetto al detto primo componente (45). 10.- Guarnizione secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che il detto secondo labbro anulare (54’) ha estensione inclinata rispetto al detto asse (A). 11.- Guarnizione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 7 a 10, caratterizzata dal fatto che il detto elemento di tenuta (12’) comprende una superficie (15’) di estremità assiale giacente su un piano ortogonale al detto asse (A) e atta a cooperare con il detto stelo (8) secondo una direzione parallela al detto asse (A). 12.- Valvola (2’) per un motore a combustione interna (3), comprendente: - una guarnizione (1’) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 7 a 11; - il elemento di guida (7), il quale comprende almeno un secondo componente (47’) accoppiato a scatto con il detto primo componente (45’) del detto organo di supporto (13’) della detta guarnizione (1’); e - il detto stelo (8), il quale è scorrevole all’interno del detto elemento di guida (7). 13.- Guarnizione la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che il detto organo di supporto (13, 13’) comprende - un tratto principale (41, 42; 41’, 44’) avente sviluppo sostanzialmente parallelo al detto asse (A); e - una coppia di tratti (30, 31; 45’, 54’) disposti da parti assialmente opposte tra loro rispetto al detto tratto principale (41, 42; 41’, 44’) ed estendentesi a partire dal detto tratto principale (41, 42; 41’, 44’) verso il detto asse (A) e in direzione radiale al detto asse (A).
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