ITTO20131077A1 - Ausilio di presa per un individuo affetto da deficit di presa - Google Patents

Ausilio di presa per un individuo affetto da deficit di presa

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ITTO20131077A1
ITTO20131077A1 IT001077A ITTO20131077A ITTO20131077A1 IT TO20131077 A1 ITTO20131077 A1 IT TO20131077A1 IT 001077 A IT001077 A IT 001077A IT TO20131077 A ITTO20131077 A IT TO20131077A IT TO20131077 A1 ITTO20131077 A1 IT TO20131077A1
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IT
Italy
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magnetic
gripping aid
magnetic unit
connection
band
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Leonardo Peretti
Daria Tirone
Federico Veneziano
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    • A61F5/01Orthopaedic devices, e.g. long-term immobilising or pressure directing devices for treating broken or deformed bones such as splints, casts or braces
    • A61F5/0102Orthopaedic devices, e.g. long-term immobilising or pressure directing devices for treating broken or deformed bones such as splints, casts or braces specially adapted for correcting deformities of the limbs or for supporting them; Ortheses, e.g. with articulations
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Description

DESCRIZIONE
del brevetto per invenzione industriale dal titolo:
“AUSILIO DI PRESA PER UN INDIVIDUO AFFETTO DA DEFICIT DI PRESA”
La presente invenzione si riferisce a un ausilio di presa indossabile per un individuo affetto da un deficit della funzione di presa di un mano.
I deficit della funzione di presa di una mano possono essere causati da lesioni spinali che bloccano o rendono inerti le articolazioni a valle del gomito di un arto superiore, ad esempio a causa di traumi dovuti ad incidenti stradali. A seguito di tali lesioni, un polso e le articolazioni delle dita sono bloccate o comunque non reattive.
Un ausilio di presa deve consentire all’individuo di recuperare parte del deficit e di essere il più possibile indipendente in tale recupero funzionale. A tal riguardo, costituiscono criteri preferibili di valutazione la semplicità con cui l’ausilio di presa viene indossato e regolato. E’ preferibile che sia l’individuo stesso a poter indossare e regolare l’ausilio di presa in completa autonomia.
Inoltre, è importante che l’ausilio di presa consenta un bloccaggio efficace dei vari utensili od oggetti in modo che l’individuo possa applicare dei carichi ed eseguire operazioni utili alla propria indipendenza quali utilizzare un coltello, delle forbici oppure uno spazzolino.
Allo stesso tempo, l’ausilio di presa deve consentire all’individuo una adeguata semplicità di disconnessione degli oggetti o utensili.
In base alla definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il termine “ausilio” si intende indicare qualsiasi attrezzatura o strumento che consenta ad una persona disabile di compiere attività che altrimenti non potrebbe compiere, oppure di compiere tali attività in modo più sicuro, più veloce e accettabile psicologicamente.
Quindi si può dire che l’ausilio è un qualsiasi strumento che permette ad un disabile la risoluzione di compiti funzionali con maggiore autonomia e sicurezza e con minor affaticamento.
Lo scopo della presente invenzione è di realizzare un ausilio di presa in grado di soddisfare almeno in parte le esigenze sopra specificate.
Lo scopo della presente invenzione è ottenuto tramite un ausilio di presa secondo la rivendicazione 1.
L’invenzione verrà ora descritta con riferimento ai disegni annessi, che ne illustrano un esempio di attuazione non limitativo, in cui:
- La figura 1 è una vista prospettica di un primo componente dell’ausilio di presa secondo la presente invenzione;
- la figura 2 è una sezione secondo un piano la cui traccia II-II è indicata in figura 1 sia del componente di figura 1 che di un ulteriore componente dell’ausilio di presa secondo la presente invenzione;
- le figure da 3 a 5 sono viste prospettiche di alcuni oggetti o strumenti accoppiabili all’ulteriore componente dell’ausilio di presa secondo la presente invenzione; e
- la figura 6 è una vista schematica che illustra ulteriori oggetti o strumenti accoppiabili al primo componente dell’ausilio di presa.
In figura 1 è illustrata schematicamente con 1 una porzione da indossare di un ausilio di presa per un individuo affetto da un deficit di presa della mano.
La porzione da indossare 1 comprende un elemento di connessione 2 atto a collegarsi in modo rilasciabile a un’unità scollegabile 3 dell’ausilio di presa (figura 2) e un gruppo a fasce 4 per fissare l’elemento di connessione 2 su una mano.
Preferibilmente, il gruppo a fasce 4 comprende una prima fascia 5 collegata a una prima estremità 6 dell’elemento di connessione 2, una seconda fascia 7 collegata a una seconda porzione di estremità 8 dell’elemento di connessione 2 longitudinalmente contrapposta alla porzione di estremità 6, e una fascia trasversale 9 per collegare un fianco 10 dell’elemento di connessione disposto fra le porzioni di estremità 6, 8 a una delle due fasce 5 e 7.
Le fasce 5, 7 e 9 possono essere di materiali e geometrie differenti fra loro. Preferibilmente, una delle due fasce 5, 7 presenta una rigidezza flessionale maggiore rispetto a quella dell’altra. Inoltre, la fascia trasversale 9 viene collegata alla fascia 5 o 7 avente la rigidezza flessionale maggiore.
Ad esempio, la prima fascia 5 è elastica alla trazione e la seconda fascia 7 è elastica alla flessione e viene realizzata di un materiale che mantiene la propria forma almeno sotto l’azione della forza di gravità. Vantaggiosamente (figura 2), l’elemento di connessione 2 e la seconda fascia 7 definiscono in sezione una forma a ‘C’ tale che, in uso, l’elemento di connessione 2 contatti il palmo della mano e la seconda fascia 7 circondi un fianco della mano e raggiunga opzionalmente anche un dorso della mano. Tale forma viene mantenuta in modo stabile quando l’elemento di connessione 2 e la seconda fascia 7 sono caricati dalla forza di gravità. In questo modo, porzioni di estremità 12, 13 (figura 6) della fascia trasversale 9 vengono mantenute distanziate fra loro lungo una corda della sezione a ‘C’. Inoltre la fascia trasversale 9, che può essere simile alla prima fascia 5 o alla seconda fascia 7, definisce con la seconda fascia 7 un passaggio 11 in cui introdurre in modo semplice un pollice della mano quando la porzione da indossare 1 viene indossata.
La prima e la seconda fascia 5 e 7 si collegano fra loro in modo rilasciabile da parte opposta dell’elemento di connessione 2 in uso sul dorso o su un fianco della mano. Tale connessione può essere eseguita a pressione ad esempio tramite micro-ganci e micro-anelli oppure tramite un bottone a pressione. Un elemento maschio o femmina E della connessione a pressione è disposto su una porzione di estremità della seconda fascia 7 come illustrato in figura 2. Per collegare / scollegare in modo semplice la prima fascia 5 dalla seconda fascia 7, la prima fascia 5, cioè la fascia meno rigida alla flessione, comprende una porzione di estremità ad anello 14. La porzione di estremità ad anello 14 coopera con la seconda fascia 7 per definire il collegamento rilasciabile a pressione preferibilmente sul dorso della mano. Un anello 15 della porzione di estremità ad anello 14 presenta una dimensione tale da poter essere agganciato da un pollice o da altro dito e muovere quindi la prima fascia 5. Inoltre, quando la porzione ad anello 14 è fissata alla seconda fascia 7, l’anello 15 diverge dalla seconda fascia 7 e presenta un’estremità distale 16 contrapposta alla prima fascia 5 e più lontana dal dorso della mano rispetto a un’estremità prossimale 17 adiacente alla prima fascia 5. In questo modo, l’anello 15 può essere agganciato più facilmente, anche tramite la bocca, e semplificare la disconnessione della prima fascia 5 dalla seconda fascia 7. Preferibilmente, almeno l’anello 15 e/o tutta la porzione 14 sono di plastica anche per rendere l’afferraggio con la bocca più agevole.
La porzione ad anello 14 può essere un elemento riportato o collegato sulla prima fascia 5 e l’anello 15 non è necessariamente circolare e può essere anche un gancio avente una forma tale da poter essere agganciato da un pollice o un altro dito.
Sia l’elemento di connessione 2 che la seconda fascia 7 sono da considerarsi flessibili, in particolare elasticamente flessibili, quando un carico, ad esempio un carico concentrato, viene opportunamente applicato a uno dei due o a entrambi. A tale scopo, l’elemento di connessione 2 e/o la seconda fascia 7 sono realizzati di un materiale plastico tramite iniezione o stampaggio, anche stampaggio tridimensionale.
Con riferimento all’elemento di connessione 2, quest’ultimo alloggia una pluralità di magneti 18 disposti fra la porzione di estremità 6 e la porzione di estremità 8. L’elemento di connessione 2 definisce inoltre un elemento maschio o femmina, in figura 1 un elemento femmina 19, di una connessione di forma rilasciabile.
Inoltre, secondo la presente invenzione (figura 2), i magneti 18 sono alloggiati in un involucro 20 dell’elemento di connessione 2. L’involucro 20 è elasticamente flessibile in direzione radiale con riferimento all’anello schiacciato formato dall’elemento di connessione 2, dalla prima e dalla seconda fascia 5, 7. Tale flessione elastica può essere ottenuta tramite diversi accorgimenti, fra i quali quello di prevedere zone indebolite alla flessione radiale fra due magneti 18 adiacenti.
Vantaggiosamente, l’involucro 20 definisce una pluralità di molle di flessione 21, ciascuna delle quali collega fra loro due magneti 18 adiacenti. Secondo una forma di realizzazione preferita della presente invenzione, l’involucro 20 presenta una pluralità di settori 22 sostanzialmente rigidi ciascuno dei quali alloggia un relativo magnete 18. I magneti 18 vengono chiusi nel relativo settore 22 da una copertura 23 che comprende, fra due magneti permanenti 18, almeno una molla di flessione 21. Preferibilmente la copertura 23 e le molle di flessione 21 sono realizzate in un unico corpo. Ancor più preferibilmente, ciascun settore 22 porta un elemento femmina 19.
La figura 2 illustra inoltre una sezione dell’unità scollegabile 3. L’unità scollegabile 3 comprende un involucro 30 alloggiante una pluralità di magneti 31 aventi una polarità opposta a quella dei magneti 18 per generare con questi ultimi una forza di attrazione che mantiene l’unità scollegabile 3 e l’elemento di connessione 2 a contatto, e una pluralità di elementi maschio 32 per accoppiarsi con gli elementi femmina 19 con un gioco nullo o minimo. Un gioco può definirsi minimo quando l’elemento maschio viene alloggiato in quello femmina e l’unità scollegabile 3 rimane a contatto con l’elemento di connessione 2 e può scorrere rispetto a quest’ultimo per un tratto massimo inferiore o uguale a 4mm, preferibilmente inferiore a 3 e ancor più preferibilmente inferiore a 2 mm, lungo almeno una direzione senza scollegarsi. Tale direzione dipende dall’oggetto o utensile portato dall’unità scollegabile 3. Preferibilmente, come illustrato in figura 2, gli elementi maschio 32 si accoppiano agli elementi femmina 19 in modo da bloccare contro lo scorrimento l’unità scollegabile 3 rispetto all’elemento di connessione 2 in tutte le direzioni. Ciò può essere ad esempio realizzato tramite un accoppiamento maschio/femmina con più risalti sull’elemento di connessione 2 oppure anche tramite un unico risalto prismatico che blocchi anche la rotazione oltre ai due scorrimenti quando l’unità scollegabile è a contatto con l’elemento di connessione 2.
Secondo la forma di realizzazione di figura 2, l’unità scollegabile 3 è più rigida alla flessione rispetto all’elemento di connessione 2 ma è anche possibile che l’elemento di connessione 2 sia più rigido alla flessione dell’unità scollegabile 3. La differenza di rigidezza flessionale consente di facilitare il disaccoppiamento dei magneti 31 dai magneti 18, come verrà meglio discusso nel seguito.
Preferibilmente, l’involucro 30 che alloggia i magneti 31 viene realizzato di un materiale plastico per iniezione o stampaggio, come l’elemento di connessione 2 e la seconda fascia 7.
Inoltre, l’involucro 30 può presentare una seconda serie di elementi maschio 33 per cambiare l’orientazione dell’unità scollegabile 3 rispetto all’elemento di connessione 2. Ad esempio, come illustrato in figura 2, gli elementi maschio 33 sono disposti su un fianco dell’unità scollegabile 3 opposto a quello degli elementi maschio 32.
Le figure da 3 a 5 illustrano esempi ulteriori di unità scollegabile.
In particolare, un’unità scollegabile 40 comprende una fascia 41 elastica e/o di lunghezza regolabile per trattenere un oggetto, ad esempio una bottiglia o un flacone 42. Preferibilmente, un involucro 43 dell’unità scollegabile 40 presenta una faccia 44 che porta gli elementi maschio 32 e una faccia opposta. La faccia opposta contatta l’oggetto da trattenere e presenta una forma diversa da quella della faccia 44. L’involucro 43 comprende inoltre apposite fibbie 45 per l’ancoraggio e/o la regolazione della lunghezza della fascia 41. Salvo per quanto precedentemente specificato, l’unità scollegabile 40 è uguale all’unità scollegabile 3.
La figura 4 illustra un’unità scollegabile 50 in cui un involucro 51 comprende un elemento tubolare 52. L’elemento tubolare 52, preferibilmente cilindrico, comprende uno strato interno di adattamento 53 che si comprime intorno all’oggetto o attrezzo per trattenere in uso quest’ultimo nell’elemento tubolare 52 grazie a un’azione di attrito. Preferibilmente, l’elemento tubolare 52 è contrapposto alla superficie 44 degli elementi maschio 32. Inoltre, lo strato interno di adattamento 53 può essere di un materiale espanso comprimibile fissato ad una superficie interna dell’elemento tubolare 52. L’unità scollegabile 50 comprende almeno un risalto di appoggio 56 in direzione radiale, preferibilmente contrapposto all’involucro 51 rispetto all’elemento tubolare 52, per stabilizzare la propria posizione su una superficie piana e distanziare i risalti 32 dalla superficie piana per rendere l’aggancio magnetico più agevole.
La figura 4 illustra uno spazzolino 54 stretto nell’elemento tubolare 52 e la figura 5 illustra uno strumento di scrittura 55 portata dall’unità scollegabile 50. In particolare, l’elemento tubolare 52 può montare più di un attrezzo o oggetto su un’unica unità scollegabile. Salvo per quanto precedentemente specificato, l’unità scollegabile 50 è uguale all’unità scollegabile 3.
Le fibbie 45 e l’elemento tubolare 52 sono pertanto connessioni multiuso per rendere adattabile la relativa unità rilasciabile 40, 50 a più oggetti o attrezzi.
In uso, come illustrato in figura 6, le fasce 5, 7 e 9 fissano l’elemento di connessione 2 sul palmo della mano in modo che la trasmissione dei carichi e dei movimenti sia efficace in ogni direzione e senza che le dita agiscano per mantenere l’unità scollegabile 3 a contatto con l’elemento di connessione 2. Ciò è dovuto sostanzialmente alle fasce 5, 7 che si chiudono intorno al palmo e al dorso della mano e all’azione contemporanea di ancoraggio svolta dal pollice quando infilato nel passaggio 11 definito tramite la fascia trasversale 9.
Dal momento che l’unità rilasciabile 3 porta strumenti ai quali occorre applicare un carico, come un coltello o una forchetta, i magneti 18, 31 sono dimensionati per mantenere a contatto l’elemento di connessione 2 all’unità rilasciabile 3 e l’accoppiamento di forma degli elementi femmina 19 con gli elementi maschio 32 definisce un ostacolo contro i movimenti di rotazione relativa e di spostamento relativi.
In particolare, la connessione avviene tramite l’attrazione fra i magneti 18, 31 e l’utente può orientare facilmente l’unità scollegabile 3 in modo adatto.
Dal momento che la forza magnetica può essere elevata per resistere ai carichi applicati in direzione parallela alla forza di attrazione fra i magneti 18, 30, ad esempio ciascuno dei tre magneti consente di sollevare una bottiglia di 1.5 kg, occorre predisporre l’ausilio in modo che l’utente possa procedere in modo autonomo anche a scollegare l’unità scollegabile 3. A tal riguardo, le molle flessibili 21 consentono, a seguito di un movimento di torsione dell’avambraccio intorno al suo asse, di inclinare l’inserto 22 rispetto all’involucro 30 in modo da distanziare i magneti 18, 30. Analogamente accade per gli altri magneti, in modo che sia possibile applicare un’azione di sganciamento per un inserto 22 alla volta. In questo modo il carico necessario non è troppo elevato e anche la disconnessione è semplice.
In particolare, la seconda fascia 7 presenta una rigidezza elastica flessionale maggiore rispetto a quella della prima fascia 5 per consentire di trasmettere in modo più efficace il carico all’inserto 22 prossimale alla porzione di estremità 6.
Inoltre, per semplificare ulteriormente l’aggancio / sgancio dell’unità scollegabile 3, la profondità dell’accoppiamento fra elementi maschio e femmina 32, 18 non è superiore a 5 mm preferibilmente inferiore a 3 mm in modo da non richiedere flessioni eccessive delle molle 21 e rotazioni troppo ampie durante la disconnessione.
Tuttavia, la forza di attrazione può variare da caso a caso. E’ infatti possibile che l’unità rilasciabile 3, 40, 50, comprenda solo alcuni magneti rispetto al numero di magneti presenti nell’elemento di connessione 2 e/o che i magneti 31 dell’unità rilasciabile 3, 40, 50 presentino complessivamente una forza di polo magnetico [Am] e/o una densità di flusso magnetico [Tesla] inferiore a quella dei magneti 18. In questo modo ad attrezzi od oggetti che richiedono carichi di utilizzo relativamente bassi corrisponde una forza di aggancio/sgancio inferiore rispetto a quella richiesta per altri attrezzi od oggetti. Ciò può essere ottenuto in vari modi, ad esempio diminuendo il numero e/o la dimensione e/o la forza di polo e/o la densità di flusso dei magnetico dei magneti 31 rispetto ai magneti 18. Oppure, uno o più dei magneti 31 può essere montato con polarità invertita rispetto agli altri.
I vantaggi che l’ausilio di presa secondo la presente invenzione consente di ottenere sono i seguenti.
La presenza di un gioco predefinito o il bloccaggio fra elemento di connessione 2 e unità scollegabile 3 consente di rendere più preciso e affidabile l’impiego degli oggetti o strumenti a mano portati dall’unità scollegabile 3.
La maggiore rigidezza flessionale di una delle due fasce rispetto all’altra consente di mantenere la porzione indossabile 1 in una conformazione ‘aperta’ e facile da indossare. Inoltre, la fascia più rigida sostiene una delle porzione della connessione rilasciabile in modo che la chiusura sia più semplice. La maggiore rigidezza flessionale di una delle due fasce consente di flettere l’elemento di connessione 2 in modo più semplice in seguito a una torsione dell’avambraccio in modo da semplificare la disconnessione dell’unità scollegabile 3.
Risulta infine chiaro che all’ausilio di presa qui descritto e illustrato è possibile apportare modifiche o varianti senza per questo uscire dall’ambito di tutela come definito dalle rivendicazioni allegate.
E’ preferibile che l’elemento di connessione 2 sia più flessibile rispetto all’unità scollegabile 3 poiché in questo modo la presa sul relativo oggetto o strumento è più salda.
Il gruppo a fasce 4 può comprendere singolarmente o in combinazione bande, elementi tubolari, cavi intrecciati o elementi allungati similari per fissare in modo adeguato l’elemento di connessione 2 alla mano.
Le fasce 5 e 9 sono preferibilmente di silicone alimentare o medicale per aumentare il comfort di lunga durata e l’igiene dell’ausilio.
I risalti 32 possono essere portati dalla porzione indossabile 2 e le sedi 19 possono essere portate dall’unità scollegabile 3, 40, 50.
Le sedi 19 e i risalti 32 non presentano sottosquadri e si possono impegnare / disimpegnare almeno con un movimento lungo una linea retta e, in aggiunta, con movimenti più complessi. In combinazione o in alternativa a ciò, le sedi 19 e i risalti 32, pur potendo essere montati su supporti elasticamente flessibili, sono rigidi.
La connessione a pressione fra la prima e la seconda fascia 5, 7 può essere disagevole per la mano resa particolarmente sensibile e delicata dal quadro patologico. E’ pertanto preferibile che la seconda fascia 7 presenti una piazzola P di estremità (visibile in figura 1) che supporta l’elemento di connessione E con una superficie di contatto ampia perché la pressione sul dorso durante la chiusura della porzione ad anello 14 e durante l’uso dell’ausilio di presa non superi il livello di tollerabilità del paziente. A tale scopo, la piazzola di estremità presenta un’estensione tale da poter inscrivere una circonferenza avente un diametro di almeno 2 cm.
Secondo una variante realizzativa della presente invenzione, l’unità scollegabile 3 alloggia un materiale magnetizzabile, ad esempio un materiale ferromagnetico e/o materiali cosiddetti ‘dolci’ come il ferro dolce, e l’elemento di connessione 2 alloggia un materiale magnetico con magnetizzazione residua, cioè i magneti 18 permanenti. In entrambi i casi, i materiali magnetici sono protetti dall’ambiente esterno da un rispettivo involucro preferibilmente di materiale polimerico. In particolare ciascun involucro è stagno per consentire una pulizia accurata senza danneggiare o degenerare il materiale magnetico a causa di umidità o contatto diretto con l’acqua. Tale involucro è preferibilmente realizzato tramite stampaggio.
A causa della presenza di tale involucro, l’accoppiamento dell’elemento di connessione 2 con l’unità scollegabile 3 in combinazione con la relativa connessione di forma è reso particolarmente affidabile e semplice da disconnettere tramite la selezione di un particolare intervallo del prodotto di energia del materiale magnetico con magnetizzazione residua. In particolare, i magneti 18 da accoppiare con un materiale ferromagnetico alloggiato nell’involucro 31 presentano un prodotto di energia misurato in MegaGauss Oersteds [MGO] compreso fra 7 e 60, più preferibilmente compreso fra 20 e 50. Inoltre, l’unità scollegabile 3, inglobando un materiale che non presenta magnetizzazione residua, può essere trasportato e usato più agevolmente evitando forze di attrazione indesiderate verso altri materiali magnetici.
Secondo la presente invenzione sono considerati funzionalmente uguali ai materiali magnetizzabili o ferromagnetici anche quei materiali aventi una magnetizzazione residua bassa ma non nulla, in particolare inferiore a 3 MGO, più preferibilmente inferiore a 1 MGO.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Ausilio di presa per una mano con un deficit motorio, comprendente una porzione indossabile (1) con un elemento magnetico di connessione (2), un’unità magnetica (3) per un attrezzo o strumento a mano collegabile in modo rilasciabile all’elemento magnetico di connessione (2), detta unità magnetica (3) inglobando un materiale magnetizzabile, e una prima e una seconda porzione di connessione di forma (19, 32) impegnate fra loro quando l’elemento magnetico di connessione (2) e l’unità magnetica (3) sono mantenute a contatto da una forza magnetica di attrazione, le dette prima e seconda porzione di connessione di forma (19, 32) definendo, quando reciprocamente impegnate, una battuta che delimita il movimento massimo relativo fra l’elemento magnetico di connessione (2) e l’unità magnetica (3) ad un valore inferiore a 4 millimetri lungo almeno una direzione di movimento relativo.
  2. 2. Ausilio di presa secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il detto elemento magnetico di connessione (2) comprende un involucro (20) stagno per alloggiare un materiale magnetico con magnetizzazione residua e proteggere detto materiale magnetico dall’umidità.
  3. 3. Ausilio di presa secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che il detto materiale magnetico con magnetizzazione residua presenta un prodotto di energia compreso fra 7 e 60 MGO.
  4. 4. Ausilio di presa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta prima o seconda porzione di connessione di forma (19, 32) comprende una sede (19) avente una geometria fissa.
  5. 5. Ausilio di presa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la detta prima o seconda porzione di connessione di forma (19, 32) comprende almeno due settori (22) rigidi collegati fra loro tramite un elemento elastico (21), almeno uno dei due settori (22) definendo o la detta sede (19) o un risalto (32) dei detti prima o seconda porzione di connessione di forma (19, 32).
  6. 6. Ausilio di presa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l’elemento magnetico di connessione (2) e l’unità magnetica (3) presentano una densità complessiva di flusso magnetico diversa in modo da contribuire in modo diverso alla forza magnetica di attrazione reciproca.
  7. 7. Unità magnetica (3) per un ausilio di presa di una mano con un deficit motorio, comprendente una prima porzione di connessione di forma (32) impegnabile in una seconda porzione di connessione di forma (19) di una porzione indossabile (1) del detto ausilio di presa, e una connessione multiuso (45, 52) per trattenere in modo intercambiabile un oggetto o un attrezzo (42, 54, 55) a bordo della detta unità magnetica (3), detta unità magnetica (3) inglobando un materiale magnetizzabile.
  8. 8. Unità magnetica secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che la detta connessione multiuso (45, 52) comprende un adattatore elastico (41, 53) che applica un carico di attrito al detto oggetto o attrezzo (42, 54, 55) quando quest’ultimo è montato sulla detta unità magnetica (3).
  9. 9. Unità magnetica secondo una delle rivendicazioni 7 o 8, caratterizzata dal fatto di comprendere un appoggio (56) per mantenere la porzione di connessione di forma (32) in una posizione stabile su una superficie piana quando la detta unità magnetica trattiene il detto oggetto o attrezzo, la porzione di connessione di forma (32) essendo distanziata dalla detta superficie piana per facilitare la connessione tramite attrazione magnetica con la detta porzione indossabile (2) nella detta posizione stabile.
  10. 10. Unità magnetica per un ausilio di presa secondo una qualsiasi delle rivendicazioni dalla 1 alla 5.
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Citations (2)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
GB2476968A (en) * 2010-01-15 2011-07-20 Gareth Edwards Golf training aid
US20120285289A1 (en) * 2011-05-10 2012-11-15 Innovative Mobility Solutions, LLC Magnetic steering device for physically handicapped persons

Patent Citations (2)

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