ITTO930975A1 - Dispositivo di attivazione a comando codificato e corrispondente sistema antifurto. - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Dispositivo di attivazione a comando codificato e corrispondente sistema antifurto"
DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda in generale i dispositivi di attivazione a comando codificato e pi? specificamente riguarda i dispositivi di tale tipo destinati al comando dell'accensione di un motore termico di un autoveicolo.
Negli attuali autoveicoli sono sempre pi? diffusi sistemi antifurto di tipo elettronico. Tali sistemi possono svolgere due funzioni, e cio? una funzione di allarme in caso di intrusione da parte di una persona non autorizzata nel veicolo, ed una funzione di immobilizzazione atta ad impedire che una persona non autorizzata possa circolare con il veicolo in questione.
Tale funzione di immobilizzazione consiste normalmente nell'impedire il funzionamento del motore termico del veicolo ed ? presente nella pressoch? totalit? dei sistemi antifurto di impiego corrente. La funzione di immobilizzazione pu? essere attuata in diversi modi, ad esempio interrompendo circuiti elettrici indispensabili al funzionamento del motore termico quali i circuiti di alimentazione del motore d?avviamento e del relativo elettromagnete oppure impedendo l'alimentazione di combustibile al motore termico agendo, anche in questo caso elettricamente, sulla pompa del combustibile o su un'elettrovalvola posta sul condotto del combustibile.
Naturalmente ? fondamentale per un sistema antifurto sia che esso attui la funzione di allarme, la funzione di immobilizzazione o entrambe, poter riconoscere le persone autorizzate all'uso del veicolo in modo da consentirne loro l'uso e nel contempo essere il pi? possibile impervio ai tentativi di manomissione di eventuali malintenzionati.
A tale scopo gli attuali sistemi antifurto utilizzano, al fine di riconoscere le persone autorizzate all'uso del veicolo, un codice. Tale codice viene trasportato dal legittimo utente del veicolo e viene comunicato al sistema antifurto allo scopo di rendere operativo il veicolo. Il codice pu? presentarsi sotto varie forme, e parimenti pu? essere comunicato al sistema antifurto utilizzando differenti metodologie.
Si hanno cos? codici registrati su schede magnetiche, rappresentati mediante valori di resistenze elettriche, memorizzati in circuiti elettronici di vario tipo. I sistemi di comunicazione del codice possono essere ad esempio la trasmissione per mezzo di onde radio o di infrarossi, la lettura mediante sensori magnetici o la comunicazione mediante conduttori elettrici.
I sistemi attualmente pi? diffusi impiegano telecomandi nei quali la trasmissione del codice avviene per mezzo delle onde radio. Una variante di questo sistema prevede l'uso di un telecomando passivo denominato anche "transponder".
Tale telecomando viene detto passivo in quanto non ? alimentato, ? cio? sprovvisto degli accumulatori elettrici presenti in un telecomando tradizionale. Il telecomando passivo, o transponder, viene alimentato quando si trova in prossimit? di un'antenna induttiva facente parte del dispositivo di comunicazione del sistema antifurto.E' evidente che l'antenna induttiva del dispositivo di comunicazione del sistema antifurto deve essere in funzione in modo tale per cui all'avvicinarsi del transponder questo viene alimentato e pu? quindi essere riconosciuto dal sistema antifurto
Il transponder ? dotato anch'esso di un'antenna induttiva che riceve l'energia inviatagli dal dispositivo di comunicazione del sistema antifurto, la comunicazione del codice, una volta che il transponder ? alimentato, avviene tramite le stesse antenne induttive impiegate per l'alimentazione.Tale sistema ha il vantaggio di rendere il transponder un dispositivo altamente affidabile e di eliminare gli inconvenienti causati da un'accidentale scaricamento delle batterie o accumulatori elettrici di alimentazione.
E' altres? noto oggigiorno di miniaturizzare sempre pi? tali telecomandi per cui essi attualmente hanno raggiunto dimensioni tali da poter essere impiegati come portachiavi o da poter essere addirittura integrati nella chiave del veicolo.
Data la sempre maggiore diffusione di tali sistemi antifurto negli attuali autoveicoli si ? nel contempo ridotta notevolmente l'utilit? di alcuni dispositivi tradizionali. Uno di essi ? il cosiddetto blocchetto d'accensione, cio? quel dispositivo elettromeccanico costituito da una serratura meccanica di tipo tradizionale che comanda una serie di contatti elettrici di potenza destinati all'attivazione di differenti circuiti elettrici del veicolo tra cui quelli destinati all'accensione del motore termico. Negli attuali autoveicoli inoltre tale blocchetto d?accensione integra tipicamente un'altra funzione che ? quella di blocco meccanico dello sterzo e che ha anch?essa lo scopo di immobilizzare il veicolo.
Tale dispositivo oltre ad essere costoso presenta diversi inconvenienti dovuti alla necessit? di integrare commutatori elettrici di potenza con i componenti meccanici di una serratura tradizionale. Inoltre nel caso di un tentativo di manomissione da parte di malintenzionati il blocchetto d'accensione spesso risulta danneggiato in modo da tale da impedire l'utilizzo del veicolo anche da parte del legittimo proprietario.
Lo scopo della presente invenzione ? quello di realizzare un dispositivo di attivazione a comando codificato, ed il relativo sistema antifurto, che permetta di risolvere in modo soddisfacente tutti gli inconvenienti sopra indicati.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un dispositivo di attivazione a comando codificato e ad un sistema antifurto aventi le caratteristiche indicate nelle rivendicazioni che seguono la presente descrizione. Ulteriori vantaggi e caratteristiche della presente invenzione risulteranno evidenti dalla seguente dettagliata descrizione, effettuata con l'ausilio degli annessi disegni forniti a titolo di esempio non limitativo, in cui:
la figura 1 ? una rappresentazione schematica a blocchi di un sistema antifurto, comprendente un dispositivo di attivazione, secondo la presente invenzione,
la figura 2 ? una rappresentazione schematica, parzialmente in trasparenza, di una porzione del dispositivo di attivazione di figura 1 e della corrispondente chiave di attivazione,
la figura 3 ? una rappresentazione schematica a blocchi di una porzione del dispositivo di attivazione di figura 1,
le figure 4 e 5 sono rappresentazioni schematiche a blocchi di due forme di attuazione alternative di una porzione del dispositivo di attivazione secondo la presente invenzione.
La presente invenzione consiste essenzialmente nel sostituire al tradizionale blocchetto d'accensione un dispositivo di riconoscimento, attivabile mediante una chiave recante un codice, integrato in un sis :ema antifurto.
Con riferimento alia figura 1 ? rappresentato un sistema antifurto, comprendente un dispositivo di riconoscimento B, secondo la presente invenzione. Associata al dispositivo di riconoscimento B ? rappresentata una chiave K recante un codice e destinata all'attivazione del dispositivo B. Il dispositivo di riconoscimento B ? collegato mediante un canale di comunicazione C a uno o pi? dispositivi attuanti le funzioni rese operative dal dispositivo di riconoscimento B.Tali dispositivi possono essere ad esempio la centralina per il controllo dell'accensione/iniezione ECU di un motore termico e/o il quadro strumenti QS del veicolo.
In figura .2 sono rappresentate in maggior dettaglio la chiave K ed il dispositivo di riconoscimento B di figura 1. Come si pu? vedere la chiave K reca un circuito MC che memorizza il codice riconosciuto dal sistema antifurto. La chiave K pu? eventualmente conservare il gambo metallico recante la dentatura, o codifica meccanica, di tipo tradizionale. Essa pu? venire ancora impiegata secondo tale modalit? ad esempio per lo sblocco delle porte del veicolo o in caso di avaria di uno o pi? componenti del sistema antifurto.
Il dispositivo di riconoscimento B ? provvisto di una porzione girevole G, recante una sede F, cava, destinata ad accogliere la parte di gambo della chiave K. La chiave K pu? cos? venire inserita nella sede F e in tal modo venire utilizzata per provocare la rotazione della porzione girevole G.
Nel caso specifico la rotazione della porzione girevole G non ? asservita al riconoscimento del codice meccanico rappresentato dalla dentatura del gambo della chiave K ma ? invece libera. Nel dispositivo di riconoscimento B sono presenti inoltre mezzi atti a rilevare almeno una posizione angolare predeterminata della porzione girevole G. Tipicamente per? tali posizioni sono almeno due e cio?, come nei tradizionali blocchetti di accensione, una prima posizione per attivare i circuiti elettrici del veicolo ed una seconda posizione (temporanea) per comandare la messa in moto del motore termico del veicolo .
Tali mezzi nel caso specifico sono rappresentati da un piccolo magnete permanente MAG provvisto sulla porzione girevole G e da due sensori elettromagnetici SI ed S2, ad esempio ad effetto Hall, disposti in prossimit? della porzione girevole G in posizioni predeterminate. E'inteso naturalmente che possono essere impiegati sistemi equivalenti di rilevamento della posizione angolare della porzione girevole G quali ad esempio sensori ottici o contatti elettrici.
Nel dispositivo di riconoscimento B ? infine compreso un circuito di riconoscimento RC ricevente in ingresso i segnali emessi dai sensori elettromagnetici SI, S2 e connesso al canale di comunicazione C. Il funzionamento del dispositivo di riconoscimento B, ed in particolare del circuito di riconoscimento RC verr? ora descritto in maggior dettaglio con riferimento anche alla figura 3.
La chiave K comprende, in una forma di attuazione al momento considerata preferenziale, un telecomando passivo, o transponder, del tipo citato in precedenza. Essa, quando viene inserita nella sede F, viene alimentata nel modo descritto dal circuito di riconoscimento RC. Il circuito di riconoscimento RC comprende infatti un'antenna induttiva AI sempre alimentata oppure alimentata all'inserimento della chiave K nella sede F. In tal modo quando la chiave K, la quale comprende anch'essa un'antenna induttiva essendo un transponder, si trova inserita nella sede F trasmette il suo codice, memorizzato nel circuito MC, al circuito di riconoscimento RC. Il circuito di riconoscimento RC riceve quindi il codice trasmesso dalla chiave K tramite la sua antenna induttiva AI.
L'antenna induttiva AI, tramite un circuito di interfaccia IR, comunica il codice ricevuto ad un circuito di controllo HW che costituisce il cuore del circuito di riconoscimento RC. Il circuito di controllo HW pu? eventualmente essere realizzato con. un microprocessore o meno a seconda della complessit? delle funzioni che ? chiamato a svolgere. Il circuito di controllo HW al ricevimento di un codice dall?antenna induttiva AI provvede a controllarne la validit?, ad esempio confrontandolo con un codice di accesso legittimo memorizzato in una memoria MEM.
Nel caso il circuito di controllo HW riconosca il codice ricevuto come valido si abilita in modo tale da eseguire i comandi che l'utente pu? impartire mediante la chiave K. Il dispositivo di riconoscimento B ? infatti configurato in modo tale che dal punto di vista dell'utente esso ? sostanzialmente identico ad un blocchetto di accensione tradizionale. Perci? quando l'utente ruota la chiave K in una prima posizione angolare il dispositivo di riconoscimento B attiva l'alimentazione di una serie di circuiti del veicolo, comunemente denominati in blocco "servizi", che tipicamente comprendono il quadro strumenti e le luci.
La rotazione della chiave K in questa prima posizione viene rilevata dal circuito RC mediante un segnale emesso dal sensore Si il quale rileva, per mezzo del magnete MAG, la rotazione della porzione girevole G trascinata dalla chiave K.
Se l'utente, dopo aver raggiunto la prima posizione qui descritta, continua la rotazione angolare della chiave K raggiunge una seconda posizione in cui si comanda l'avviamento del motore termico del veicolo. Anche in questo caso il raggiungimento di tale seconda posizione viene rilevato dal circuito RC mediante il sensore S2. Il circuito RC provvede quindi ad inviare, mediante il canale di comunicazione C, i segnali di comando necessari all'attivazione del motore di avviamento e della centralina di controllo ECU del motore termico.
Naturalmente, allo scopo di simulare in modo completo il comportamento di un blocchetto di accensione tradizionale, il dispositivo di riconoscimento B pu? essere dotato di mezzi meccanici, ad esempio una molla, che fanno s? che la chiave K non permanga stabilmente nella seconda posizione ma ritorni nella prima posizione quando viene rilasciata dall'utente.
Poich? come si ? detto nel dispositivo di riconoscimento B non sono presenti circuiti di potenza questi devono essere situati altrove. In una forma di attuazione al momento considerata preferenziale i rel? destinati all'attivazione di circuiti di potenza sono contenuti in un dispositivo separato, tipicamente una scatola rel?, BIC illustrata in figura 3. La scatola rel? BIC, facente anch'essa parte del sistema antifurto secondo la presente invenzione, ? connessa al dispositivo di riconoscimento B mediante il canale di comunicazione C.
Nelle figure 4 e 5 sono rappresentate due forme di attuazione alternative della scatola rel? BIC. In figura 4 la scatola rel? BIC comprende, a titolo puramente esemplificativo, due rel? Ri ed R2 i quali controllano a loro volta l'alimentazione di due gruppi di dispositivi mediante gli interruttori INT1 e INT2. L'attivazione dei rel? RI ed R2 ? diretta il che vuol dire che il canale di comunicazione C deve comprendere un numero di conduttori sufficienti a consentire l'invio in parallelo dei segnali di comando per i rel? contenuti nella scatola BIC.
In alternativa la scatola rel? BIC pu? contenere un circuito elettronico di controllo, come illustrato in figura 5, destinato al controllo dei rel? Ri, R2 e di eventuali altri dispositivi presenti nella scatola BIC stessa. L'impiego di tali scatole rel? BIC dotate di elettronica di controllo, o di microprocessori di controllo, si va diffondendo negli attuali autoveicoli per cui esse possono venire vantaggiosamente impiegate in associazione al dispositivo di riconoscimento B.
In questo caso (figura 5) ? quindi presente nella scatola BIC un circuito di decodifica DEC il quale riceve i segnali di comando tramite il canale di comunicazione C e provvede in conseguenza a pilotare i rel? RI ed R2. La trasmissione mediante il canale di comunicazione C pu? quindi avvenire secondo modalit? diverse rispetto al caso precedentemente descritto grazie alla presenza del circuito elettronico DEC.
Ad esempio la trasmissione pu? avvenire mediante un protocollo seriale per cui ? sufficiente l'impiego di un solo conduttore consentendo quindi un risparmio ed una semplificazione dei cablaggi del dispositivo. Inoltre la trasmissione dei segnali di comando sul canale di comunicazione C pu? avvenire anch'essa in modo codificato, incrementando notevolmente la sicurezza del sistema antifurto, poich? il circuito elettronico DEC ? in grado di decifrare e riconoscere i comandi codificati ricevuti. Come ? stato detto in precedenza inoltre il dispositivo di riconoscimento B pu? trasmettere informazioni codificate anche alla centralina ECU per il controllo dell'iniezione/accensione del motore e/o al quadro strumenti QS, poich? anch'essi sono tipicamente dispositivi dotati di un microprocessore di controllo e quindi in grado di espletare le funzioni realizzate tramite la scatola rel? BIC. La trasmissione codificata pu? essere effettutata, per gli stessi motivi, anche verso la centralina di controllo ECU del motore termico.
La configurazione descritta permette inoltre al sistema antifurto secondo la presente invenzione di attuare un'ulteriore funzione non realizzabile nei sistemi antifurto secondo la tecnica nota.
Pu? verificarsi il caso in cui il transponder od il telecomando K diventino inoperativi a causa di un guasto, di smarrimento o di esaurimento delle batterie di alimentazione. In tal caso il veicolo diventa inutilizzabile anche per il legittimo utente .
E' possibile rimediare a tale inconveniente implementando nel sistema antifurto secondo l'invenzione un procedimento di riconoscimento di un codice di emergenza segreto. Ad esempio al legittimo utente viene comunicato un codice segreto da tenere sempre sulla propria persona o da memorizzare e da impiegarsi nella suddetta condizione di emergenza. Al verificarsi di tale condizione di emergenza l'utente legittimo potr? quindi comunicare al sistema antifurto il codice segreto il quale ? costituito da una particolare sequenza di attivazione dei comandi del veicolo .
Il codice segreto consiste cio? in pratica in una sequenza predeterminata di attivazioni dei comandi del veicolo quali: pressione di pedali (acceleratore, frizione, freno), attivazione luci, indicatori di direzione, tergicristalli, ecc.. Le combinazioni di comandi realizzabili in tal modo sono elevatissime per cui risulta praticamente impossibile riprodurre il codice segreto da chi non ne sia a conoscenza. L'utente pu? cos? eventualmente disporre di una procedura di emergenza per rendere operativo il,veicolo.
Il sistema antifurto secondo l'invenzione pu? inoltre essere anche vantaggiosamente impiegato in veicoli a propulsione elettrica, attualmente sempre pi? diffusi. Tipicamente tali veicoli impiegano per il controllo del motore elettrico destinato alla propulsione circuiti elettronici di potenza del tipo a commutazione o switching. Tali circuiti sono sovente controllati da una centralina o da un microprocessore. Ai fini del sistema antifurto tale microprocessore ? assimilabile alla centralina ECU dei tradizionali motori termici e pu? quindi venire impiegato secondo le modalit? sopra esposte.
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione.
Claims (12)
- RIVENDICAZIONI 1. Sistema antifurto per un autoveicolo comprendente mezzi di riconoscimento (B) caratterizzato dal fatto che detti mezzi di riconoscimento (B) comprendono : mezzi di comunicazione (AI, IR) atti a ricevere informazioni codificate trasmesse da un utente e memorizzate in mezzi di memoria (MC) associati a mezzi a chiave (K), mezzi di elaborazione (HW), operativamente connessi a detti mezzi di comunicazione (AI, IR), atti a verificare la validit? di dette informazioni codificate, mezzi mobili (6) relativamente a detti mezzi di riconoscimento (B), recanti una sede (F) atta a ricevere detti mezzi a chiave (K), mezzi rilevatori (Si, S2, MAG) atti a rilevare almeno una posizione predeterminata di detti mezzi mobili (G) relativamente a detti mezzi di riconoscimento (B), mezzi attuatori (ECU, QS, BIC) operativamente connessi a detti mezzi di elaborazione (HW) atti a rendere operativi una pluralit? di dispositivi di detto veicolo, detti mezzi di elaborazione (HW) essendo configurati in modo tale per cui/ nel caso detto utente abbia trasmesso informazioni codificate valide a detti mezzi di riconoscimento (B), al movimento di detti mezzi mobili (G), da parte di detto utente, in detta almeno una posizione predeterminata attivano almeno una parte di detta pluralit? di dispositivi.
- 2. Sistema secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi rilevatori (SI, S2, MAG) sono atti a rilevare un'ulteriore posizione predeterminata di detti mezzi mobili (G) e detti mezzi di elaborazione sono configurati per comandare, tramite detti mezzi attuatori (ECU, BIC), l'accensione di un motore termico di detto veicolo al raggiungimento di detta ulteriore posizione predeterminata .
- 3. Sistema secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi mobili comprendono un elemento girevole (G), associato a detti mezzi di riconoscimento (B), recante una sede cava (F) atta a ricevere una porzione di gambo di detti mezzi a chiave (K).
- 4. Sistema secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi rilevatori (SI, S2, MAG) comprendono un magnete (MAG) associato a detto elemento girevole (G) e sensori elettromagnetici (SI, S2).
- 5. Sistema secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi rilevatori (Si, S2, MAG) comprendono interruttori elettrici di bassa potenza.
- 6. Sistema secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 3 a 5, caratterizzato dal fatto che detti mezzi mobili (K) comprendono un telecomando atto a trasmettere dette informazioni codificate.
- 7. Sistema secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detto telecomando (K) ? un telecomando che viene alimentato mediante onde radio.
- 8. Sistema secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di riconoscimento (B) sono configurati per alimentare, tramite onde radio, detto telecomando (K) al suo inserimento in detta sede (F).
- 9. Sistema secondo la rivendicazione 7 o la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di comunicazione (AI, IR) comprendono un'antenna (AI) atta a trasmettere energia ed a comunicare con detto telecomando (K) e che detto telecomando (K) comprende un'antenna atta a ricevere energia ed a comunicare con detti mezzi di comunicazione (AI, IR) .
- 10. Sistema secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 6 a 9, caratterizzato dal fatto che detto telecomando (K) comprende mezzi di memoria (MC) atti a memorizzare dette informazioni codificate.
- 11. Sistema secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detti mezzi attuatori (ECU, QS, BIC) comprendono mezzi atti a compiere funzioni scelte nel gruppo costituito da: blocco/sblocco motore termico del veicolo, blocco/sblocco porte del veicolo, attivazione/disattivazione circuiti elettrici del veicolo, attivazione/disattivazione strumenti del veicolo, attivazione/disattivazione dispositivi di segnalazione acustica e/o luminosa del veicolo.
- 12. Sistema secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1 a 11, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di controllo (QS), in assenza della trasmissione di detti segnali codificati da parte di detto utente, sono configurati in modo tale da consentire l'uso del veicolo, tramite detti mezzi attuatori (ECU), successivamente all'esecuzione, da parte di detto utente, di una predeterminata sequenza di attivazione di dispositivi di comando di detto veicolo connessi a detti mezzi di elaborazione (QS). Il tutto sostanzialmente come descritto ed illustrato e.per gli scopi specificati.
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| ITTO930975A IT1261387B (it) | 1993-12-21 | 1993-12-21 | Dispositivo di attivazione a comando codificato e corrispondente sistema antifurto. |
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