ITTO940898A1 - Dispositivo distributore di oggetti. - Google Patents
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Abstract
Dispositivo distributore di oggetti (1) comprendente una unità di magazzino (3) delimitante un vano superiore (23) atto a contenere una o più chiavi (4), una unità di prelievo delimitante un vano inferiore (15) accessibile attraverso uno sportello (11) ed un condotto tubolare (7) atto a mettere in comunicazione il vano superiore (23) con il vano inferiore (15). L'unità di magazzino (3) è provvista di un dispositivo erogatore (35) mobile, in seguito al ricevimento di un segnale di attivazione, tra una prima posizione in cui la chiave (4) è alloggiata all'interno del vano superiore (23) ed una seconda posizione per cui la chiave (4) cade all'interno del condotto (7) attraverso il quale raggiunge il vano inferiore (15). Il dispositivo (1) è provvisto di una centralina di controllo (43) collegata con una linea telefonica (45) mediante la quale vengono trasmesse istruzioni codificate per la generazione del segnale di attivazione.[Fig. 2].
Description
D E S C R I Z I O N E
del brevetto per invenzione industriale
La presente invenzione è relativa ad un distributore di oggetti.
E' noto utilizzare unità di deposito e prelievo, ad esempio casseforti, delimitanti un vano interno atto ad alloggiare piccoli oggetti, ad esempio chiavi utilizzate per accedere a locali e sevizi di edifici (ad esempio banche) .
Tali unità di deposito e prelievo sono generalmente installate in un muro di un edificio (ad esempio un muro perimetrale) e presentano uno sportello provvisto di serratura per l'accesso al vano interno.
Le unità di deposito e prelievo sono normalmente disposte in zone dell'edificio a cui è possibile accedere con relativa facilità (talvolta vengono montate su muri perimetrali dell'edificio stesso). Per tale motivo le unità di deposito e prelievo sono facilmente "attaccabili" e possono essere manomesse, ad esempio intervenendo sulla serratura, al fine di asportare gli oggetti contenuti all'interno delle unità stesse.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un distributore di oggetti che superi gli inconvenienti delle unità di deposito e prelievo di tipo noto.
Il precedente scopo è raggiunto dalla presente invenzione in quanto essa è relativa ad un distributore di oggetti secondo la rivendicazione 1.
L'invenzione verrà ora illustrata con particolare riferimento alle figure allegate che rappresentano una preferita forma di realizzazione non limitativa in cui:
la figura 1 illustra, in modo schematico e parzialmente in sezione, un distributore di oggetti realizzato secondo la presente invenzione;
la figura 2 illustra uno schema circuitale semplificato di una centralina elettronica del dispositivo distributore di figura 1; e
la figura 3 illustra un diagramma logico a blocchi di funzionamento della centralina di figura 2.
Nella figura 1 è indicato con 1, nel suo insieme, un distributore di oggetti comprendente una unità di magazzino 3 atta a contenere oggetti 4 (in particolare chiavi), una unità di prelievo 5 ed un condotto di congiunzione 7 estendentesi tra le unità 3 e 5.
L'unità di prelievo 5 è realizzata da una cassaforte (rappresentata schematicamente) alloggiata stabilmente in un apertura 9 di un muro perimetrale 10 di un edificio (non rappresentato); la cassaforte 5 è limitata da una parete verticale 9a, da due pareti laterali verticali (non rappresentate) e da due pareti orizzontali 9b,9c opposte tra di loro e stabilmente fissate al muro 10.
La cassaforte 5 è inoltre provvista di uno sportello verticale 11 opposto alla parete 9a e rivolto verso una zona esterna 13 dell'edificio (non rappresentato); lo sportello 11 è atto a rendere possibile l'accesso ad un vano parallelepipedo 15 interno alla cassaforte 5.
Lo sportello 11 è inoltre accoppiato ad una elettro-serratura 17 (rappresentata schematicamente) atta a consentire l'apertura/chiusura della cassaforte 5.
L'unità di magazzino 3 è realizzata da una cassaforte la quale è alloggiata in una zona interna 20 dell'edificio (non rappresentato) disposta da parte opposta alla zona esterna 13 rispetto al muro 10; la cassaforte 3 delimita un vano parallelepipedo interno 23 al quale è possibile accedere mediante uno sportello 25 provvisto di una serratura 26.
La cassaforte 3 è disposta in una posizione superiore rispetto alla cassaforte 5 ed è supportata dal condotto di congiunzione 7. In particolare, il condotto di congiunzione 7 presenta un primo tratto tubolare rettilineo 7a il quale comunica con il vano 15 attraverso una apertura 31 e si estende dalla parete verticale 9a rispetto alla quale è inclinato di circa 45* . Il primo tratto 7a è accoppiato con un secondo tratto tubolare rettilineo 7b che forma un angolo di circa 135* con il tratto 7a. Il tratto tubolare 7b è superiormente fissato ad una parete orizzontale di base 30 della cassaforte 3 sulla quale si apre una apertura 32 comunicante con il condotto di congiunzione 7.
In questo modo, i vani 15, 23 comunicano tra di loro attraverso il condotto di congiunzione 7.
L'unità di magazzino 3 è inoltre provvista di un dispositivo erogatore 35 atto a realizzare la fuoriuscita degli oggetti dal vano 23 e l'ingresso degli oggetti nel condotto 7. Il dispositivo erogatore 35 può essere realizzato da un piano 37 mobile sotto la spinta di un attuatore 40 (ad esempio un motore a passo) tra una posizione di riposo per cui il piano è disposto orizzontale e chiude l'apertura 32 ed una posizione di attivazione per cui il piano 32 è sostanzialmente verticale e l'apertura 37 è accessibile.
Il distributore l è inoltre provvisto di una centralina di controllo 43 la quale presenta un ingresso comunicante con una linea telefonica 45 e presenta un prima uscita di pilotaggio che comunica, attraverso rispettive linee elettriche di comando 47,48, con l'attuatore 40 e l'elettro-serratura 17.
La centralina di controllo 43 presenta inoltre una seconda uscita la quale alimenta, attraverso rispettive linee elettriche 49,50, l'attuatore 40 e l 'elettro-serratura 17. La centralina 43, come sarà chiarito meglio in seguito, è atta ad attivare l'attuatore 40 e l'elettro-serratura 17 al ricevimento di un comando remoto comprendente un codice numerico.
La centralina 43 è provvista di un alimentatore stabilizzato 52 il quale genera una prima tensione stabilizzata di uscita (ad esempio pari a 27,8 Volt) fornita alle linee 49,50 ed una seconda tensione stabilizzata di uscita (ad esempio pari a 18,8 Volt) che alimenta un circuito di telecomando 54 comunicante in ingresso con la linea telefonica 45 ed in uscita con le linee 47,48. L'alimentatore 52 comunica inoltre con due batterie in tampone 56 atte a consentire l'alimentazione del circuito 54, dell'attuatore 40 e dell 'elettro-serratura 17 anche in mancanza di tensione di rete.
Con particolare riferimento alla figura 2 verrà ora descritto il circuito di telecomando 54.
Il circuito 54 comprende un interruttore 60 interposto tra la linea telefonica 54 ed un terminale di ingresso 62a di un commutatore 62 presentante primi 62b e secondi 62c terminali di uscita.
Il circuito 54 comprende un circuito convertitore di squilli 64 interposto tra il terminale 62b ed un primo ingresso 66a di un circuito microprocessore 66. Il circuito convertitore 64 (ed esempio realizzato dall'integrato PBS6620) è atto a convertire un segnale sinusoidale corrispondente agli squilli di chiamata di un segnale telefonico in impulsi TTL.
Il terminale 62c del commutatore 62 è collegato con un primo terminale di un resistore di carico 67 (il cui valore di resistenza è di circa 600 Ohm) avente un secondo terminale collegato ad un potenziale di riferimento. Il terminale 62 è inoltre collegato con un ingresso 69a di un amplificatore operazionale 69 atto ad amplificare il segnale presente su terminale 62c. L'amplificatore 69 presenta un'uscita 69b che è collegata ad un ingresso 71a di un circuito comparatore 71 presentante un'uscita 71b collegata con un secondo ingresso 66b del circuito microprocessore 66.
Il circuito comparatore 71 è atto a discriminare e convertire i segnali a bassa frequenza provenienti dall'amplificatore 69 in impulsi TTL.
Il circuito microprocessore 66 comprende al suo interno, tra l'altro, un circuito generatore di fischi 73 il quale presenta una uscita collegata con il terminale 62c mediante l'interposizione di un amplificatore operazionale 75.
Il circuito microprocessore 66 presenta una prima uscita di comando 66c collegata mediante una linea 76 con un ingresso di comando 62k del commutatore 62. In particolare, il commutatore 62 mette in comunicazione il terminale di ingresso 62a con il terminale di uscita 62b o 62c in base al valore logico (zero/uno) di tensione presente sulla linea 76.
Il circuito microprocessore 66 presenta una seconda uscita di comando 66d collegata mediante una linea 77 con un ingresso di comando 79k di un interruttore 79. In particolare, l'interruttore 79 è rispettivamente aperto/ chiuso in base al valore logico di tensione (zèro/uno) presente sulla linea 77. L'interruttore 79 è interposto tra una sorgente di tensione di riferimento (non rappresentata) e l'ingresso delle linee di comando 47, 48. In particolare, alla chiusura dell'interruttore 79 viene alimentato alle linee 47, 48 un impulso di tensione che causa l'attivazione dell'attuatore 40 e l'apertura dell'elettro serratura 17.
Con particolare riferimento alla figura 3 verrà illustrato, mediante l'ausilio di uno schema a blocchi, il funzionamento del circuito microprocessore 66.
Inizialmente si perviene ad un blocco 100 nel quale viene azzerato il contenuto K di un primo contatore secondo l'operazione logica K=0; in questa fase, inoltre, il terminale 62a comunica con il terminale 62b.
Il blocco 100 è seguito da un blocco 110 nel quale si attende il ricevimento di un impulso TTL (corrispondente ad uno squillo telefonico) all'ingresso 66a; in caso di ricevimento di un impulso TTL, dal blocco 110 si passa ad un blocco 120 che aumenta di una unità il contenuto K del primo contatore (memorizzando il ricevimento dello squillo) secondo l'operazione logica K=K+1. Il blocco 120 è seguito da un blocco 130 in cui il contenuto K del primo contatore viene confrontato con un valore di soglia, ad esempio pari a 4 (quattro); nel caso che il contenuto K del primo contatore sia pari alla soglia dal blocco 130 si passa ad un blocco 140 altrimenti si ritorna al blocco 110 che si dispone in attesa di un nuovo impulso TTL corrispondente ad un nuovo squillo telefonico. Il blocco 140 provvede ad inviare un segnale di comando sulla linea 76 in modo tale che il commutatore 62 commuta e l'ingresso 62a viene messo in comunicazione con l'uscita 62c. Viene pertanto disposto ai capi della linea telefonica 54 il resistore 67 avente valore di circa 600 Ohm simulando 1 'alzata della cornetta; in questo modo viene stabilito un collegamento telefonico tra la centralina 43 ed un terminale telefonico remoto 80 di un operatore (non rappresentato).
Il blocco 140 è seguito da un blocco 150 nel quale viene azzerato il contenuto I di un secondo contatore secondo l'operazione logica 1=0. Il blocco 150 è seguito da un blocco 160 che aumenta di una unità il contenuto I del secondo contatore, secondo l'operazione logica 1=1+1. Il blocco 160 è seguito da un blocco 170 in cui il contenuto I del secondo contatore viene confrontato con un valore di soglia, ad esempio pari a 10 (dieci) nel caso che il contenuto I del secondo contatore sia pari al valore di soglia dal blocco 170 si passa ad un blocco 190, altrimenti si passa ad un blocco 180.
Il blocco 180 provvede ad inviare un segnale di comando sulla linea 76 in modo tale che il commutatore 62 commuta e l'ingresso 62a viene messo in comunicazione con l'uscita 62b. Viene pertanto scollegato dai capi della linea telefonica 54 il resistore 67 simulando pertanto l'abbassamento della cornetta. Dal blocco 180, inoltre, si ritorna al blocco 110 finché il circuito 54 è attivo.
Il blocco 190 attiva il circuito generatore di fischi 73 che genera un I-esimo segnale in bassa frequenza non modulato in seguito chiamato per semplicità "fischio"; tale "fischio" viene amplificato dall'amplificatore 75 ed inviato alla linea telefonica 54. Il "fischio" è pertanto udibile dall'operatore (non rappresentato) che utilizza il terminale telefonico remoto 80.
Il blocco 190 è seguito da un blocco 200 nel quale il circuito microprocessore 66 verifica se viene ricevuto un impulso TTL all'ingresso 66b dopo un tempo T dalla generazione dell'I-esimo "fischio"; cioè, dal momento che gli impulsi TTL all'uscita del circuito comparatore 71 vengono generati in corrispondenza di segnali a bassa frequenza alimentati sulla linea telefonica 54, il circuito 66 verifica se l'operatore (non rappresentato) utilizzante il terminale telefonico remoto 80 ha emesso un suono dopo aver udito l'I-esimo "fischio".
In caso positivo, (impulso TTL presente sull'ingresso 66b) dal blocco 200 si passa ad un blocco 210, altrimenti (nessun impulso TTL presente sull'ingresso 66b) dal blocco 200 si ritorna al blocco 160 ed blocco 190 che provvede ad emettere un nuovo "fischio".
II blocco 210 verifica, mediante l'esame di un FLAG, se è stata riconosciuta una prima cifra del codice; in caso positivo (prima cifra del codice già riconosciuta) dal blocco 210 si passa ad un blocco 220 altrimenti (prima cifra del codice ancora da ricevere) dal blocco 210 si passa ad un blocco 230. Il blocco 230 verifica se il contenuto I del secondo contatore (pari al numero dei "fischi" fino a quel momento emessi) è uguale ad una prima cifra memorizzata Cl del codice; cioè il blocco 230 verifica se 1 'utilizzatore del terminale telefonico remoto 80 ha emesso un suono dopo Cl "fischi" emessi. In caso negativo (I diverso da Cl) dal blocco 230 si ritorna al blocco 160 altrimenti dal blocco 230 si passa ad un blocco 240 che memorizza il riconoscimento della prima cifra del codice modificando il FLAG. Dal blocco 240 si ritorna al blocco 150.
Il blocco 220 verifica se il contenuto I del secondo contatore (pari al numero dei "fischi" emessi dopo il riconoscimento del primo codice Cl) è uguale ad una seconda cifra memorizzata C2; cioè il blocco 220 verifica se 1 'utilizzatore del terminale telefonico remoto 80 ha emesso un suono dopo C2 "fischi" emessi. In caso negativo (I diverso da C2) dal blocco 220 si ritorna al blocco 160, altrimenti (I uguale a C2, cioè secondo codice riconosciuto) dal blocco 230 si passa ad un blocco 250.
Il blocco 250 provvede ad inviare sulla linea telefonica 54 un segnale modulato che indica all'operatore del terminale telefonico remoto 80 il riconoscimento di entrambi i codici C1,C2.
Il blocco 250 provvede inoltre ad inviare sulla linea 77 un segnale che provoca la chiusura dell'interruttore 79.
In uso, per la preparazione del distributore 1, un operatore (non rappresentato) apre la cassaforte 3 e dispone un oggetto 4 (o più oggetti), in particolare una chiave, all'interno del vano 23 appoggiando la chiave sul piano 37 disposto nella posizione di riposo.
In seguito al ricevimento ed al riconoscimento del codice trasmesso attraverso la linea telefonica 45, la centralina 43 genera un segnale di attivazione per l'attuatore- 40 che dispone il piano 37 nella posizione di attivazione rendendo accessibile l'apertura 32; in questo modo, la chiave 4 cade nel condotto 7 lungo il quale transita per gravità. La chiave 4 viene quindi inviata all'interno del vano 15 e si dispone, al termine della sua caduta, sulla parete 9c della cassaforte 5.
La centralina 43 comanda inoltre l'apertura della elettro-serratura 17 rendendo possibile l'apertura dalla cassaforte 5 ed il prelevamento della chiave 4.
Per la generazione del comando remoto, un operatore (non rappresentato) compone il numero telefonico corrispondente al terminale di utente a cui è collegata la centralina 43. Dopo aver composto il numero telefonico, l'operatore attende un numero prefissato di squilli (nell'esempio illustrato in figura 3 pari a cinque squilli) dopo di che il circuito microprocessore 66 comanda la commutazione del commutatore 62 in modo tale che la centralina 43 prende la linea mediante l'inserimento del resistore 67.
A tale punto il circuito microprocessore 66 inizia ad inviare una serie di fischi (blocco 190) sulla linea telefonica 54; tali fischi sono pertanto uditi dall'operatore (non rappresento).
L'operatore deve pertanto contare i fischi e deve emettere un suono dopo il Cl-esirao fischio, cioè deve emettere un suono dopo aver contato un numero di fischi pari alla prima cifra CI del codice (blocchi 200,230).
Dopo l'emissione del suono l'operatore deve nuovamente iniziare a contare da uno (blocco 150) e deve emettere nuovamente un suono dopo aver contato un numero di fischi pari alla seconda cifra C2 del codice (blocco 200,220). Se il codice C1,C2 è esatto il circuito microprocessore 66 invierà il comando di attivazione per l'attuatore 40 e l'elettro-serratura 17 (blocco 250). Il circuito microprocessore 66 provvede inoltre a generare un fischio modulato (blocco 250) a conferma dell 'avvenuto riconoscimento del codice C1,C2. Se il codice di riconoscimento trasmesso non è esatto, il circuito microprocessore 66 continuerà ad emettere fischi e dopo il decimo fischio (blocco 170) si staccherà automaticamente (blocco 180) dalla linea telefonica 54.
Da quanto precedentemente detto risultano chiari i vantaggi del distributore descritto.
Nel distributore 1, infatti, l'unità di prelievo 5 è accessibile dalla zona 13 (a bassa sicurezza) mentre l'unità di magazzino 3 è disposta nella zona 20 (ad alta sicurezza) ed il rilascio degli oggetti 4 all'interno della unità 5 avviene solamente in seguito al ricevimento del codice come precedentemente descritto.
Pertanto, l'oggetto 4 viene normalmente mantenuto nella zona 20 ad alta sicurezza e viene inviato nella unità di prelievo 5 solamente quando deve essere effettuato il prelievo dell'oggetto 4 stesso.
In caso di apertura fraudolenta della cassaforte 5, non è possibile accedere facilmente dal vano 15 al vano 23 a causa della forma del condotto 7 ed a causa della chiusura della apertura 32 da parte del piano 37.
Il circuito di telecomando 54 utilizzato, inoltre, presenta una elevata sicurezza ed un semplice funzionamento .
Risulta infine chiaro che modifiche e varianti possono essere apportate al dispositivo distributore descritto senza peraltro uscire dall'ambito protettivo del presente brevetto.
Il circuito di telecomando 54 è solo un esempio dei vari tipi di telecomando applicabili al distributore 1; ad esempio il circuito telecomando potrebbe riceve il codice mediante radio-trasmissione. Il codice trasmesso, inoltre, potrebbe essere diverso, ad esempio potrebbe comprendere più cifre.
La serratura 17, inoltre, potrebbe essere di tipo manuale azionabile dalla zona 13; in tale caso, il circuito di telecomando 54 azionerebbe solamente l'attuatore 40.
Claims (1)
- R I V E N D I C A Z I O N I 1.- Dispositivo distributore di oggetti (1), caratterizzato dal fatto di comprendere: - una unità di magazzino (3) definente un primo vano interno (23) atto a contenere almeno un oggetto (4); ~ una unità di prelievo (5) comprendente una cassaforte definente un secondo vano (15) accessibile attraverso uno sportello (11) provvisto di mezzi di chiusura (17); - un condotto tubolare (7) estendentesi tra detta unità di magazzino (3) e la detta unità di prelievo (5); il detto condotto (7) essendo atto a mettere in comunicazione detto primo vano interno (23) con il detto secondo vano interno (15); la detta unità di prelievo (5) essendo atta ad essere alloggiata in un muro (10) di un edificio con il detto sportello (il) rivolto verso una prima zona (13) dell'edificio e la detta unità di magazzino (3) alloggiata in una seconda zona (20) dell'edificio disposta da parte opposta alla prima zona (13) rispetto al detto muro (10); detta unità di magazzino (3) essendo provvista di mezzi erogatori (35) mobili tra una prima posizione in cui il detto oggetto (4) è mantenuto all'interno del detto primo vano (23) ed una seconda posizione per cui viene realizzato l'ingresso del detto oggetto (4) nel detto condotto (7); detta seconda posizione essendo raggiunta in seguito al ricevimento di un segnale di attivazione; detta unità di magazzino (3) essendo atta ad essere disposta in una posizione superiore rispetto alla detta unità di prelievo (5) ed il detto oggetto essendo atto a scendere, per gravità, lungo il detto condotto (7); detto dispositivo erogatore di oggetti (1) comprendendo inoltre mezzi elettronici di comando (43) atti a generare, in seguito al ricevimento ed al riconoscimento di un comando remoto (C1;C2), detto segnale di attivazione. 2.- Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che il detto condotto comprende un primo tratto rettilineo (7a) estendentesi da una parete (9a) della detta unità di prelievo (5) ed inclinato rispetto alla parte stessa (9a); il detto condotto (7) comprendendo inoltre un secondo tratto rettilineo (7b) disposto inclinato rispetto al primo tratto rettilineo (7a) e presentante una porzione di estremità fissata ad una parete di base (30) della detta unità di magazzino (3). 3.- Dispositivo secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che la detta unità di magazzino è limitata, tra l'altro, da una parete di base (30) presentante una apertura di erogazione (32) comunicante con il detto condotto (7); il detto dispositivo erogatore (35) comprendendo un piano (37) mobile sotto la spinta di un attuatore (40) tra una posizione di riposo per cui il piano (37) chiude l'apertura di erogazione (32) ed una posizione di attivazione per cui l'apertura di erogazione (32) è accessibile. 4.- Dispositivo secondo una gualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che i detti mezzi elettronici di comando (43) sono collegati in ingresso con una linea telefonica (45) ed il detto comando remoto (C1,C2) viene trasmesso attraverso la linea telefonica stessa (45). 5.- Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che il detto comando remoto comprende un codice composto da almeno una cifra (C1,C2) ; i detti mezzi elettronici di comando (43) comprendendo : - mezzi generatori di segnale (73,75,66,190) atti ad alimentare sulla detta linea telefonica (54) una sequenza di segnali equi-spaziati nel tempo e rilevabili come una serie di suoni equispaziati nel tempo mediante terminale telefonico (80) comunicante con i detti mezzi elettronici di comando (43); - mezzi rilevatori (69,71,66,200) atti a discriminare e rilevare un segnale entrante, in particolare un segnale vocale, trasmesso sulla detta linea telefonica (54) dal detto terminale telefonico (80) verso i detti mezzi elettronici di comando (43); - mezzi comparatori (66,230,220) atti a rilevare una relazione prestabilita tra la detta cifra (C1,C2) ed il numero (I) di segnali emessi, a partire da un istante iniziale (150), dai detti mezzi generatori di segnale (73,75,66,190) prima del ricevimento del detto segnale entrante; detti mezzi comparatori (66,230,220) essendo atti a generare il detto segnale di attivazione al rilevamento della detta relazione prestabilita. 6.- Dispositivo secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che il detto comando remoto comprende un codice composto da almeno due cifre (C1,C2) ; i detti mezzi elettronici di comando (43) comprendendo : - mezzi generatori di segnale (73,75,66,190) atti ad alimentare sulla detta linea telefonica (54) una sequenza di segnali equi-spaziati nel tempo e rilevabili come una serie di suoni equispaziati nel tempo mediante terminale telefonico (80) comunicante con i detti mezzi elettronici di comando (54); mezzi rilevatori (69,71,66,200) atti a discriminare e rilevare un segnale entrante, in particolare un segnale vocale, trasmesso sulla detta linea telefonica (54) dal detto terminale telefonico (80) ai detti mezzi elettronici di comando; - primi mezzi comparatori (66,230) atti a rilevare una prima relazione prestabilita tra una prima cifra (Cl) del detto codice (C1,C2) ed il numero (I) di segnali emessi, a partire da un istante iniziale (150), dai detti mezzi generatori di segnale (73,75,66,190) prima del ricevimento di un primo segnale entrante; detti primi mezzi comparatori (66,230,220) essendo atti a selezionare, al rilevamento della detta relazione prestabilita, secondi mezzi comparatori; detti secondi mezzi comparatori (66,220) essendo atti a rilevare una seconda relazione prestabilita tra la seconda cifra del detto codice (C1,C2) ed il numero (I) di segnali emessi, a partire della detta selezione di detti secondi mezzi comparatori, dai detti mezzi generatori di segnale (73,75,66,190) prima del ricevimento di un secondo segnale entrante; detti primi e secondi mezzi comparatori (66/230,220) essendo atti a generare il detto segnale di attivazione al rilevamento della detta prima e seconda relazione prestabilita. 7.- Dispositivo distributore di oggetti , sostanzialmente come descritto ed illustrato con riferimento ai disegni allegati.
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Legal Events
| Date | Code | Title | Description |
|---|---|---|---|
| 0001 | Granted | ||
| TA | Fee payment date (situation as of event date), data collected since 19931001 |
Effective date: 19971127 |