ITTO950417A1 - Procedimento ed impianto per il trattamento di rifiuti. - Google Patents

Procedimento ed impianto per il trattamento di rifiuti. Download PDF

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Anna Giulia Corazzini
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Anna Giulia Corazzini
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Abstract

Il procedimento per il trattamento di rifiuti comprendenti una frazione solida ed una frazione liquida ed includenti componenti patogeni e/o tossici, in particolare rifiuti ospedalieri, comprendono le fasi di: triturare i rifiuti con l'ottenimento di un materiale macinato, compattare sotto pressione il materiale macinato con l'evacuazione di almeno il 50% della frazione liquida (58), e sterilizzare il materiale macinato e compattato che viene fatto fluire sotto pressione in un reattore tubolare riscaldato (14), consentendo l'evacuazione di un ulteriore parte della frazione liquida.Il relativo impianto comprende: un'unità di triturazione, un'unità di compattazione ed un reattore tubolare, nel quale viene effettuata la sterilizzazione.(Figura 1).

Description

DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Procedimento ed impianto per il trattamento di rifiuti"
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un pròcedimento e ad un impianto per il trattamento di rifiuti comprendenti una frazione solida ed una frazione liquida ed includenti componenti patogeni e/o tossici, in particolare rifiuti ospedalieri.
La scelta di un procedimento tecnicamente realizzabile e nello stesso tempo esente da rischi dal punto di vista dell'impatto ambientale per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri rappresenta un problema a cui al momento non è ancora stata trovata una soluzione completamente soddisfacente.
Tali rifiuti sono infatti molto eterogenei comprendendo gomme, plastiche e metalli (ad esempio derivati da siringhe o cateteri), fibre sia vegetali che sintetiche (ad esempio derivate da garze e lenzuola), residui di farmaci e disinfettanti, cosicché i procedimenti solitamente utilizzati per lo smaltimento di altri tipi di rifiuti non risultano completamente soddisfacenti in questo caso.
Ad esempio alcune delle sostanze sopra nominate generano, se sottoposte a riscaldamento, composti estremamente nocivi, quali le diossine, rendendo pròblematico l'utilizzo degli usuali procedimenti di incenerimento.
D'altronde lo smaltimento diretto dei rifiuti ospedalieri nelle discariche comunemente utilizzate per i generici rifiuti urbani è da escludere a causa dei rischi di propagazione incontrollata di germi patogeni che ne potrebbero derivare.
Per evitare questi rischi è già stato proposto di sterilizzare i rifiuti ospedalieri, prima di avviarli alle normali discariche per rifiuti urbani, lasciando però aperti i problemi di come adattare il procedimento di sterilizzazione a partite di rifiuti di composizione differente e degli elevati costi da sopportare per fornire alla massa dei rifiuti il carico termico necessario per provocarne la sterilizzazione.
Scopo della presente invenzione è pertanto quello di fornire un procedimento per la sterilizzazione di rifiuti tossici adattabile a differenti composizioni di questi ultimi e necessitante di un ridotto apporto di energia termica.
Tale scopo viene raggiunto grazie ad un procedimento del tipo indicato all'inizio della presente descrizione e che comprende le fasi di:
- triturare detti rifiuti con l'ottenimento di un materiale macinato.
compattare sotto pressione detto materiale macinato con l'evacuazione di almeno il 50% della frazione liquida, e
- sterilizzare il materiale macinato e compattato che viene fatto fluire sotto pressione in un reattore tubolare riscaldato, consentendo l'evacuazione di un'ulteriore parte della frazione liquida.
Il procedimento dell'invenzione, prevedendo l'espulsione di una parte rilevante della frazione acquosa dei rifiuti prima del trattamento di sterilizzazione vero e proprio, riduce grandemente la quantità di calore da fornire a questi ultimi. Infatti viene meno la necessità di fornire il calore di vaporizzazione ai liquidi espulsi, la cui entità per unità di massa è di gran lunga più elevata del calore sensibile da fornire per effettuare il riscaldamento dalla temperatura ambiente a quella di sterilizzazione (circa 160-170°C).
Nello stesso tempo l'espulsione di una parte rilevante dei liquidi rende più omogenee fra loro cariche di rifiuti originariamente di composizione differente e favorisce la ripetibilità dei parametri e delle prestazioni del procedimento dell'invenzione.
Ulteriormente, poiché la frazione liquida dei rifiuti è quella contenente la maggior parte dei composti chimici suscettibili - se assoggettati ad un riscaldamento eccessivo - di generare sostanze pericolose e/o nocive, la separazione della maggior parte della frazione liquida prima della fase di sterilizzazione riduce notevolmente il rischio che si verifichino tali inconvenienti.
Il fatto che il materiale compattato fluisca sotto pressione nel recipite ne aumenta il coefficiente di trasmissione termica, omogeneizzando il profilo di temperatura nelle varie sezioni del reattore e riducendo ulteriormente la quantità di calore da apportare dall'esterno per ottenere una data temperatura nel cuore del reattore.
La pressione esistente nel reattore consente inoltre di surriscaldare i liquidi rimasti, che possono così raggiungere la temperatura di sterilizzazione senza vaporizzare, riducendo ancora il quantitativo di calore da apportare dall'esterno.
Ulteriormente il fatto che il procedimento dell'invenzione non preveda la presenza di agitatori, organi rotanti o simili all'interno del recipiente dove al contrario l'unica entità in movimento è costituita dai rifiuti compattati, consente di controllare accuratamente i parametri di processo, in particolare la temperatura. Ciò significa che è possibile variare nel corso del trattamento, a seconda delle circostanze, le condizioni operative, ad esempio accrescendo il tempo di permanenza dei rifiuti nel recipiee, qualora per un qualche motivo la temperatura di regime non venga raggiunta nel tempo stabilito.
Preferibilmente il materiale macinato è compattato |_sot_to_una_>pressione|di almeno 20 bar, la sterilizzazione del materiale macinato e compattato è effettuata ad una temperatura di almeno 160 °C per un tempo di almeno 20 minuti, ed il rapporto fra i volumi occupati da una certa quantità di rifiuti prima e dopo la fase di compattazione è almeno pari a 8:1.
Costituisce un ulteriore oggetto della presente invenzione un impianto per l'effettuazione del procedimento sopra descritto e caratterizzato dal fatto che comprende:
- un'unità di triturazione dei rifiuti,
- un'unità di compattazione dei rifiuti triturati, provvista di mezzi di compressione di detti rifiuti e di uno scarico per la frazione liquida dei rifiuti, e
- un recipiene tubolare provvisto di mezzi di riscaldamento, fluendo nel quale i rifiuti triturati e compattati vengono sterilizzati.
Ulteriori vantaggi e caratteristiche della presente invenzione risulteranno evidenti dalla descrizione dettagliata che segue, fornita a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui:
la figura 1 è una rappresentazione schematica di un impianto realizzato secondo l'invenzione, e le figure 2 e 3 sono viste schematiche in sezione di rispettive forme alternative di realizzazione di componenti dell'impianto di figura 1.
Un impianto (fig. 1) per il trattamento di rifiuti comprendenti una frazione solida ed una frazione liquida ed includenti componenti patogeni e/o tossici, in particolare rifiuti ospedalieri, comprende: un'unità di triturazione 10, un'unità di compattazione 12 ed un tubolare 14 disposti in serie.
L' unità di triturazione 10 comprende una camera di carico 16, una tramoggia di carico 18 ed una coppia di organi controruotanti di macinazione 20. La camera di carico 16 è provvista di un portello di entrata 22 per l'immissione dei rifiuti e di un portello di uscita 24 per il loro scarico nella tramoggia 18. I due portelli 22, 24 non possono mai essere aperti contemporaneamente per evitare la contaminazione dell'ambiente esterno. Sempre a questo scopo l'intera unità di triturazione 10 è mantenuta in depressione, così da evitare in ogni caso la fuoriuscita accidentale di inquinanti patogeni.
In varianti di realizzazione non illustrate nelle figure, l'unità di triturazione 10 può comprendere un'ulteriore coppia di organi controruotanti di macinazione, disposti in serie e trasversalmente rispetto alla prima coppia di organi 20, così da permettere la comminuzione in frammenti minuti anche di articoli aventi notevole estensione longitudinale, come ad esempio le lenzuola.
L'unità di compattazione 12 comprende un telaio 26, sul quale è montato rotante un tamburo 28, nel quale sono ricavate due camere di compressione 30a, 30b parallele all'asse 32 del tamburo 28 e sfalsate di 180°, ed un primo ed un secondo stantuffo 34, 36 suscettibili di compatta re i rifiuti nelle camere 30a, 30b. Gli stantuffi 34, 36 possono essere azionati elettricamente, pneumaticamente, idraulicamente o con un qualunque altro sistema noto. Il telaio 26 è provvisto di aperture 38a, 38b, 38c, 38d per consentire rispettivamente lo scarico della frazione liquida dei rifiuti, la penetrazione del primo e del secondo stantuffo 34, 36 nelle camere 30a, 30b ed il passaggio diretto dei rifiuti compattati nel
14.
Il primo stantuffo 34 è montato scorrevole in un serbatoio 40 suscettibile di ricevere i rifiuti provenienti dall'unità di triturazione 10. Il secondo stantuffo 36 è montato dalla parte opposta del tamburo 28 e sfalsato di 180° rispetto al primo stantuffo 34.
Il telaio 26 presenta inoltre un'ulteriore apertura 38e - affacciata a quella 38b che consente l'introduzione del primo stantuffo 34 nelle camere 30a, 30b del tamburo 28 - per consentire l'inserimento di distanziali nel corso dell'operazione di svuotamento del recipiee 14.
L'apertura 38d che consente il passaggio diretto dei rifiuti compattati nel 14 è affacciata all'apertura 38c che consente l'introduzione del secondo stantuffo 36 nelle camere 30a, 30b del tamburo 28 ed è provvista di una paratoia scorrevole di chiusura 42.
Il 14 ha struttura tubolare ed al suo interno è definito un canale di sezione circolare per il flusso dei rifiuti. Esso è provvisto di una camicia anulare (non illustrata nelle figure) nella quale fluisce un fluido termovettore riscaldato in un apposito circuito 44 di per sé noto e non descritto in dettaglio.
In alternativa o in aggiunta a questo sistema di riscaldamento può essere prevista la presenza di altri mezzi di riscaldamento, ad esempio del tipo a resistenza elettrica o a microonde.
Il 14 è formato da una pluralità di sezioni 46 disposte in serie e collegate da flange 48, in cui sono ricavati fori 50 per consentire l'evacuazione dei vapori che si generano a seguito del riscaldamento dei rifiuti.
L'ultima sezione 46r del recipiente 14 funge da sezione di raffreddamento. Pertanto nella camicia esterna della sezione 46r fluisce un fluido refrigerante alimentato da un rispettivo circuito 54 aneli'esso di per sé noto e non descritto in dettaglio.
Per ridurre l'ingombro del 14, le sezioni 46 sono disposte su più file affiancate ed il passaggio dei rifiuti da una fila all'altro è effettuato da unità di trasferimento 56 provviste di tamburi rotanti e stantuffi, analogamente all'unità di compattazione 12.
In alternativa, secondo varianti non illustrate di realizzazione, il 14 può avere configurazione anulare, in cui sezioni ad andamento rettilineo sono raccordate da sezioni ad andamento ricurvo, ed essere provvisto di rami di entrata ed uscita.
Viene ora descritto il funzionamento dell'impianto dell'invenzione.
I rifiuti ospedalieri da trattare sono usualmente composti per il 10-40% da una frazione liquida e per la restante parte da una frazione solida e sono solitamente forniti in sacchetti impermeabili e sigillati, a loro volta contenuti in recipienti di cartone, oppure in contenitori sigillati di materiale plastico, qualora si tratti di articoli taglienti o acuminati, quali aghi e similari.
I rifiuti vengono alimentati all'unità di triturazione 10, nella quale la frazione solida è ridotta dagli organi controruotanti 20 in frammenti di pezzatura di circa 2-6 cm. Grazie alla presenza dei due portelli 22, 24 nella camera di carico 16 ed al fatto che l'intera unità 10 funziona in depressione, si evita in ogni caso il deflusso accidentale all'esterno di inquinanti patogeni.
I frammenti triturati vengono scaricati nel serbatoio 40 dell'unità di compattazione 12, dal quale vengono spinti mediante il primo stantuffo 34 nella camera 30a del tamburo 28 preventivamente allineata all'asse dello stantuffo 34.
Quindi il tamburo 28 ruota di mezzo giro intorno all'asse 32, in modo tale che la prima camera 30a si trova allineata con il secondo stantuffo 36. Quest'ultimo, penetrando nella camera, comprime i rifiuti contro la paratoia 42 mantenuta in posizione di chiusura così da impedire la comunicazione con il 14. I rifiuti subiscono una riduzione di volume dell'ordine di 10 volte e nello stesso tempo una porzione notevole, pari almeno al 50%, della loro frazione liquida viene evacuata attraverso l'apertura 38a. La paratoia 42 è infine aperta cosicché lo stantuffo 36 può spingere i rifiuti compattati all'inter -no del 14.
Contemporaneamente allo svolgimento di queste operazioni da parte del secondo stantuffo 36, il primo stantuffo 34 spinge una nuova carica di rifiuti nella seconda camera 30b, a cui si trova allineato a seguito della rotazione del tamburo 28.
Tale sequenza si ripete poi ciclicamente fornendo un'alimentazione continua di rifiuti compattati al re 14. A questo proposito occorre notare che la chiusura della paratoia 42 per consentire la compattazione dei rifiuti da parte del secondo stantuffo 36 è necessaria solo in occasione dei primi cicli di funzionamento. In seguito infatti la contropressi esercitata dai rifiuti già alimentati entro il teore 14 rende superflua quest'operazione.
I liquidi 58 evacuati dall'unità di compattazione 12 vengono poi trattati e smaltiti secondo metodologie note, non descritte in questa sede.
Una volta penetrati nel reattoroe tubolare 14, i rifiuti vi vengono spinti in avanti grazie all'azione esercitata dallo stantuffo 36 sulla porzione di rifiuti di volta in volta immessa.
Defluendo nel 14 i rifiuti vengono portati fino alla temperatura di sterilizzazione di circa 160°C, a cui debbono rimanere per circa 20 minuti. Naturalmente più la temperatura è elevata più si riduce il tempo di permanenza nel 14 necessario per ottenere la sterilizzazione. Il valore massimo di tale temperatura è limitato dalla necessità di evitare reazioni chimico-fisiche suscettibili di generare composti tossici e/o nocivi.
Vantaggiosamente la temperatura dei rifiuti è controllata per l'intero sviluppo del , eventualmente variando di conseguenza i parametri di processo, così da garantire che in ogni caso la sterilizzazione dei rifiuti sia effettuata in modo efficace e completo.
E'possibile ottenere il tempo di permanenza desiderato nel cealiote per una certa portata di rifiuti da smaltire, dimensionando opportunamente la lunghezza del recipiente 14. Come illustrato nella figura 1, il può avere un andamento a serpentina per ridurre il suo ingombro. Il passaggio dei rifiuti fra le varie sezioni della serpentina è effettuato mediante unità di trasferimento 56 funzionanti secondo lo stesso principio sopra descritto con riferimento all'unità di compattazione 12.
La pressione esistente nel reattore 14 è preferibilmente compresa fra 20 e 100 bar, in modo tale per cui il coefficiente di conduzione termica dei rifiuti risulta notevolmente accresciuto, diminuendo l'apporto di energia termica che occorre fornire al recipiente 14 e favorendo l'omogeneizzazione del profilo di temperatura al suo interno.
A questo proposito l'impiego di mezzi di riscaldamento a microonde che agiscono direttamente sulle molecole d'acqua contenute nell'intera massa dei rifiuti consente una omogeneizzazione ancora migliore del profilo di temperatura e la riduzione del tempo di transitorio termico nel tratto iniziale del recipi ente
Nel recipiente 14 si generano inoltre vapori che vengono evacuati attraverso i fori 50 delle flange 48 e di qui avviati mediante appositi condotti 60 ad un dispositivo di condensazione 62. I liquidi 64 fuoriuscenti da quest'ultimo vengono poi inviati in modo di per sé noto al trattamento di sterilizzazione, mentre le sostanze incondensabili 66 possono essere scaricate previo eventuale trattamento di deodorizzazione.
Considerando comunque che la maggior parte della frazione liquida viene espulsa prima dell'immissione dei rifiuti nel recipiente 14, le dimensioni del dispositivo di condensazione 62 sono molto contenute come pure il quantitativo di sostanze incondensabili 66 eventualmente da deodorizzare.
Passando nell'ultima sezione 46r del recipiente 14 i rifiuti vengono raffreddati fino ad una temperatura di circa 60°C, così da non risultare pericolosi all 'esterno.
Il prodotto finale del trattamento fuoriuscente dal recipiee 14 è un cilindro continuo di consistenza di tipo legnoso, che contiene una percentuale di liquidi inferiore al 2% ed ha una crosta derivata dalla fusione delle pla \stiche presenti nei rifiuti. Il cilindro può venire tagliato in tronchi di lunghezza desiderata, che vengono poi avviati in discarica senza bisogno di ulteriori trattamenti e con ridotti costi di trasporto, considerando la notevole riduzione di volume subita. Si ha inoltre l'ulteriore vantaggio che il ridotto tenore di liquidi riduce notevolmente il problema del percolamento in discarica.
In alternativa allo smaltimento in discarica, tali tronchi possono essere utilizzati come combuslibile avendo un potere calorifico di circa 2500 kcal/kg.
La figura 2 illustra un'ulteriore forma di attuazione di un'unità di compattazione per un impianto di trattamento di rifiuti altrimenti analogo a quello precedentemente descritto.Nella figura 2 parti uguali o equivalenti a quelle precedentemente descritte vengono contrassegnate con gli stessi numeri di riferimento .
L'unità di compattazione 12, adatta per basse portate, comprende una camera 30 disposta ortogonalmente rispetto al tratto di entrata del recipien 14, con il quale è posta in comunicazione da un'apertura 38d. Nella camera 40 è montato scorrevole uno stantuffo 34 che comprime i rifiuti nel tratto di entrata del reattore 14. All'interno di quest'ultimo è definito un unico canale 67 di sezione circolare per il flusso dei rifiuti, che è determinato da un ulteriore stantuffo non illustrato nella figura ed agente lungo l'asse longitudinale del recipie 14. Tale unità di compattazione è quindi costruttivamente assai più semplice di quella a tamburo rotante precedentemente descritta.
La figura 3 illustra un'ulteriore forma di attuazione dell'unità di compattazione 12 e del
JOB 14 di un impianto di trattamento di rifiuti altrimenti analogo a quello precedentemente descritto. Nella figura 3 parti uguali o equivalenti a quelle precedentemente descritte vengono contrassegnate con gli stessi numeri di riferimento.
In questo caso all'interno del recipiene 14 è definita una coppia di canali separati 68, 70 aventi ciascuno sezione semicircolare per il flusso dei rifiuti e provvisti di una rispettiva unità di alimentazione 12 analoga a quella descritta con riferimento alla figura 2. I canali 68, 70 sono separati per l'intero sviluppo longitudinale del recipte -14 da una parete 72. Convenientemente certi tratti di quest'ultima possono essere realizzati cavi, così da consentire al loro interno il flusso di un fluido termovettore, accrescendo quindi la quantità di calore trasmessa ai rifiuti per unità di.lunghezza del recipiee In tal modo si può accrescere la portata di rifiuti trattata o ridurre il loro tempo di trattamento .
Naturalmente si intende che, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno ampiamente variare rispetto a quanto descritto ed illustrato nei disegni, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione. Ad esempio l'intero impianto dell'invenzione può essere realizzato fisso oppure mobile, così da poter essere spostato in differenti località di impiego, che non producono una quantità rifiuti tale da giustificare la costruzione di un impianto fisso.

Claims (15)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Procedimento per il trattamento di rifiuti comprendenti una frazione solida ed una frazione liquida ed includenti componenti patogeni e/o tossici, in particolare rifiuti ospedalieri, detto procedimento comprendendo le fasi di: - triturare detti rifiuti con l'ottenimento di un materiale macinato, -{compattare sotto pressione|detto materiale macinato con l'evacuazione di almeno il 50% della frazione liquida (58), e - sterilizzare il materiale macinato e compattato che viene fatto fluire sotto pressionein un-reat tore tubolare riscaldato (14), consentendo l'evacuazione di un'ulteriore parte della frazione liquida.
  2. 2. Procedimento secondo la rivendicazione 1, in cui il materiale macinato è compattato sotto una pressione di almeno 20 bar.
  3. 3. Procedimento secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, in cui la sterilizzazione del materiale macinato e compattato è effettuata ad una temperatura di almeno 160°C per un tempo di almeno 20 minuti.
  4. 4. Procedimento secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, in cui la temperatura dei rifiuti è tenuta sotto controllo nella fase di sterilizzazione, così da garantirne la completa efficacia.
  5. 5. Procedimento secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni, in cui il rapporto fra i volumi occupati da una certa quantità di rifiuti prima e dopo la fase di compattazione è almeno pari a 8:1.
  6. 6. Impianto per il trattamento di rifiuti comprendenti una frazione solida ed una frazione liquida ed includenti componenti patogeni e/o tossici, in particolare rifiuti ospedalieri, detto impianto essendo caratterizzato dal fatto che comprende: - un'unità di triturazione (10) dei rifiuti, - un'unità di compattazione (12) dei rifiuti triturati, provvista di mezzi di compressione di detti rifiuti e di uno scarico (38a) per la frazione liquida dei rifiuti, e - un recipite tubolare (14) provvisto di mezzi di riscaldamento, fluendo nel quale i rifiuti triturati e compattati vengono sterilizzati.
  7. 7. Impianto secondo la rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che detta unità di triturazione (10) comprende una tramoggia di carico (18) ed una prima coppia di organi controruotanti di macinazione (20).
  8. 8. Impianto secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che l'unità di triturazione (10) comprende una seconda coppia di organi controruotanti di macinazione, disposti in serie e trasversalmente rispetto alla prima coppia di organi (20).
  9. 9. Impianto secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni da 6 a 8, caratterizzato dal fatto che detta unità di compattazione (12) comprende almeno una camera di compressione (30a, 30b), provvista di mezzi (42) suscettibili di porla selettivamente in comunicazione con detto recipiente·(14) ed associabile ad uno stantuffo di compattazione (36).
  10. 10. Impianto secondo la rivendicazione 9, caratterizzato dal fatto che detta unità di compattazione (12) comprende un telaio (26) su cui è montato rotante un tamburo (28), nel quale sono ricavate almeno due camere di compressione (30a, 30b), ed un primo ed un secondo stantuffo (34, 36} suscettibili di compatttare i rifiuti entro dette camere (30a, 30b), detto telaio (26) essendo provvisto di aperture (38a, 38b, 38c, 38d) per consentire lo scarico della frazione liquida (58) dei rifiuti, la penetrazione del primo e del secondo stantuffo (34, 36) in dette camere (30a, 30b) ed il passaggio diretto dei rifiuti compattati nel recipiee (14).
  11. 11. Impianto secondo una qualunque delle rivendicazioni da 6 a 10, caratterizzato dal fatto che i mezzi di riscaldamento del recipiente (14) sono del tipo a resistenza elettrica, a microonde o camicia esterna, nella quale fluisce un fluido termovettore.
  12. 12. Impianto secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni da 6 a 11, caratterizzato dal fatto che detto reattore.(14) è formato da una pluralità di sezioni (46) disposte in serie e collegate da flange (48) , in cui sono ricavati fori (50) per consentire l'evacuazione dei vapori che si generano a seguito del riscaldamento.
  13. 13. Impianto secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che l'ultima sezione (46r) di detto recipiente (14) è provvista di una camicia esterna, in cui fluisce un fluido refrigerante, fungendo così da sezione di raffreddamento dei rifiuti trattati prima della loro uscita dal recipinte (14).
  14. 14. Impianto secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni da 6 a 13, caratterizzato dal fatto che all'interno di detto reattore (14) è definito un unico canale (67) di sezione circolare per il flusso dei rifiuti.
  15. 15. Impianto secondo una qualunque delle precedenti rivendicazioni da 6 a 13, caratterizzato dal fatto che all'interno di detto (14) è definita una coppia di canali séparati (68, 70) aventi ciascuno sezione semicircolare per il flusso dei rifiuti.
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