ITTO990005A1 - Dispositivo di attuazione a velocita' di intervento migliorata. - Google Patents
Dispositivo di attuazione a velocita' di intervento migliorata.Info
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Description
Descrizione dell'invenzione industriale dal titolo:
“DISPOSITIVO DI ATTUAZIONE A VELOCITA’ DI INTERVENTO MIGLIORATA”
RIASSUNTO
Viene descritto un dispositivo di attuazione, comprendente:’
- un attuatore (1) avente un organo di attuazione mobile (3,8);
- almeno un elemento di trasmissione (23) suscettibile di spostamento da una rispettiva prima condizione operativa ad una rispettiva seconda condizione operativa sotto l’azione di detto organo di attuazione (3,8).
Secondo l’invenzione sono previsti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26), resi operativi da detto organo di attuazione (3,8) nel corso di un suo movimento, per imprimere a detto elemento di trasmissione (23) uno spostamento che avviene almeno in parte ad una velocità maggiore rispetto alla velocità di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
Il dispositivo trova un’applicazione vantaggiosa nella realizzazione di sistemi per il bloccaggio, in una posizione determinata, del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di attuazione come indicato al preambolo della rivendicazione 1, e ad un sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata, utilizzante un tale dispositivo di attuazione.
I dispositivi di attuazione del tipo citato sono generalmente noti ed impiegati in vari settori; essi constano solitamente di un attuatore comprendente almeno un organo di attuazione, mobile tra almeno una rispettiva prima posizione ed una rispettiva seconda posizione e viceversa, ed almeno un elemento di trasmissione, suscettibile di spostamento da una rispettiva prima condizione operativa ad una rispettiva seconda condizione operativa, sotto l’azione del detto organo di attuazione.
Tra i dispositivi di attuazione del tipo citato assumono ad esempio importanza significativa quelli basati sull’impiego di attuatori termici, in virtù della loro realizzazione semplice ed economica e della loro elevata affidabilità; loro ulteriori importanti vantaggi sono costituiti dalla notevole potenza sviluppabile, in rapporto alle loro dimensioni .contenute, e soprattutto la loro silenziosità di funzionamento.
Gli attuatori termici, noti anche con il nome di termoattuatori, comprendono di solito un involucro in materiale termicamente conduttivo (ad esempio metallo), che è connesso ad un riscaldatore elettrico. Nel citato involucro sono contenuti un materiale termicamente dilatabile (quale ad esempio della cera) ed un pistone, che costituisce l’organo di attuazione; il riscaldatore elettrico è tipicamente costituito da un resistore a coefficiente di temperatura positivo PTC, alimentato elettricamente tramite due terminali.
In presenza di tensione ai terminali di alimentazione, il riscaldatore elettrico, percorso dalla corrente, genera calore e provoca la dilatazione del materiale termicamente dilatabile: tale dilatazione a sua volta provoca lo spostamento lineare del pistone verso l'esterno dell'involucro, fino al raggiungimento di una determinata posizione, generalmente stabilita da un fine corsa meccanico, che può essere definita posizione finale di lavoro.
Al cessare dell’alimentazione elettrica, il riscaldatore e Pinvolucro del termoattuatore si raffreddano, ed il materiale termodilatabile si contrae, cosi provocando il ritorno del pistone nella posizione iniziale di riposo, con l'ausilio di un elemento elastico di richiamo, quale una molla.
Una delle caratteristiche peculiari degli attuatoti termici q elettrotermici è costituita dalla lentezza di azionamento, legata ai tempi necessari per ottenere il riscaldamento ed il raffreddamento del materiale termodilatabile, con la relativa espansione o contrazione, e quindi il movimento del pistone.
Ciò non limita, come detto, l’applicazione degli attuatoti termici in un vasto campo di settori, ove la rapidità di azionamento del dispositivo; sia nel corso della fase di alimentazione elettrica, che nella fase di ritorno alla condizione iniziale di riposo, non è necessaria.
Considerazioni analoghe a quelle in precedenza effettuate sono valide anche per altre tipologie di attuatori, caratterizzati da una certa lentezza di movimento nella fase di ritorno alla posizione iniziale di riposo, quali ad esempio quelli basati sull’impiego di motori elettrici e/o motoriduttori, che azionano delle camme rotanti a profilo sagomato. In talune applicazioni risulterebbe tuttavia assai conveniente poter disporre di un dispositivo di attuazione basato sull’impiego di un termoattuatore, che nel corso di almeno una sua fase operativa possa produrre un movimento più rapido rispetto a quello dettato dalla semplice velocità di riscaldamento o raffreddamento, e quindi espansione o contrazione, del materiale termodilatabile; parimenti, nel caso di un dispositivo attuatore a motore elettrico e/o motoriduttore, che aziona in rotazione una camma a profilo sagomato, sarebbe conveniente poter disporre di un movimento della camma verso una rispettiva posizione operativa che sia più rapido di quello dettato dalla semplice velocità di movimento angolare del motore che la aziona.
La presente invenzione si basa sul riconoscimento dei fatti suddetti, ed in tale ambito si propone di realizzare un dispositivo di attuazione che, almeno nel corso di una rispettiva fase operativa, possa produrre movimenti più rapidi rispetto a quelli dettati dai tempi di azionamento e/o dalla velocità intrinseca del relativo mezzo attuatore, detti movimenti più rapidi essendo in particolare ottenuti in un periodo terminale della fase operativa del mezzo attuatore.
Altro scopo dell’invenzione è quello di indicare un dispositivo di attuazione che sia in grado di realizzare almeno un tipo di attuazione che avviene in ritardo rispetto al momento in cui il mezzo attuatore in esso contenuto inizia a portarsi in una delle sue possibili condizioni di fine corsa.
Ulteriore scopo dell’invenzione è poi quello di indicare un sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata, che faccia uso di un tale dispositivo di attuazione.
Tali scopi vengono raggiunti, secondo la presente invenzione, da un dispositivo di attuazione e da un sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata aventi le caratteristiche delle rivendicazioni allegate, che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, forniti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta una vista laterale di un attuatore di tipo termico facente parte del dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione;
- la Fig. 2 rappresenta una vista in pianta dell'attuatore termico di Fig. 1,
- la Fig. 3 rappresenta una sezione dell'attuatore secondo l'asse A-A di Fig. 1; - la Fig. 4 rappresenta una sezione dell’attuatore secondo l'asse B-B di Fig. 1;
- le Figg. 5 e 6 rappresentano due viste prospettiche, secondo orientamenti diversi, di un dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione;
- le Figg. 7 e 8 rappresentano due viste prospettiche, secondo orientamenti diversi, di un dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione, in assenza di un elemento di copertura e/o attuazione;
- la Fig. 9 rappresenta una sezione del dispositivo di attuazione delle Figg. 5-8;
- le Figg. 10 e 11 rappresentano due viste in esploso, secondo orientamenti diversi, del dispositivo di attuazione delle Figg. 5-9;
- le Figg. 12 - 17 rappresentano schematicamente in sezione il dispositivo di attuazione delle figure precedenti, in sei diverse condizioni operative, con riferimento ad uno specifico esempio di applicazione della presente invenzione.
Nelle Figg. 1 - 4 è rappresentato un attuatore di tipo termico, di realizzazione sostanzialmente nota; si consideri al riguardo che attuatori del tipo di quello rappresentato nelle citate figure sono dei componenti standardizzati e largamente utilizzati in vari settori, quali ad esempio quello automobilistico, quello degli elettrodomestici, quello del condizionamento ambientale, eccetera.
Tale attuatore termico, indicato nel suo complesso con 1, comprende un involucro esterno 2, preferibilmente ottenuto tramite aggancio reciproco di due semigusci 2A e 2B in materiale termoplastico; l’involucro 2 è dotato ad una sua estremità longitudinale (nel caso illustrato l’estremità superiore) di una apertura, dalla quale fuoriesce una porzione di un albero di azionamento 3; con 4 sono indicate due alette laterali dell’involucro 2, utilizzate per l’ancoraggio di quest’ultimo ad una parte fissa dell'apparato sul quale Pattuatore termico 1 viene impiegato.
Con 6 sono indicate delle aperture laterali dell’involucro 2, previste per il ricircolo dell’aria, al fine di velocizzare la fase di raffreddamento di componenti interni dell’attuatore termico 1.
Entro il corpo 2 è alloggiato un termoattuatore, del tipo noto anche con il nome di testina termica, indicato con 7; il termoattuatore 7 è dotato di un relativo elemento spintore o pistoncino 8; un'estremità del pistoncino 8 è confinata all'interno del corpo del termoattuatore 7, ed ivi immersa in un materiale termodilatabile, quale una cera, indicata nelle Figg. 3 e 4 con C; l'altra estremità del pistoncino 8 fuoriesce invece dal corpo del termoattuatore 7, per operare in spinta sull’albero di azionamento 3; termoattuatori del tipo di quello indicato con 7 sono largamente diffusi e non richiedono in questa sede una descrizione approfondita.
Il termoattuatore 7 è reso solidale, in modo in sé noto,, all’involucro 2, entro il quale è almeno parzialmente alloggiato anche l’albero 3.
L’albero 3 è mobile sotto l'azione del pistoncino 8 in contrasto all’azione di una molla 9; tale molla 9 risulta alloggiata all’interno dell’involucro 2, tra la parte superiore di quest’ultimo ed un allargamento 3 A dell'albero 3; come si nota, un'estremità dell'albero 3 risulta in contatto con il pistoncino 8, mentre l'estremità opposta fuoriesce dalla citata apertura superiore dell’involucro 2.
Con 10 è indicato un elemento riscaldante per il termoattuatore 7, quale un termistore a coefficiente di temperatura positivo o PTC, e con 11 sono indicati i rispettivi terminali di alimentazione elettrica. Come si nota, i terminali 11 presentano ciascuno una porzione che risulta alloggiata entro l’involucro 2; tali porzioni interne dei terminali 11 sono dotate di rispettive lamine di contatto 11A con l’elemento riscaldante 10 e con il corpo del termoattuatore 7, il quale è realizzato in materiale elettricamente e termicamente conduttivo; in tale modo può essere determinata una continuità elettrica tra i terminali 11, il termoattuatore 7 e l’elemento riscaldante 10.
Con 13 sono indicati dei riscontri, definiti nella parte superiore interna dell’involucro 2, la cui funzione è quella di realizzare dei fine corsa meccanici per il movimento dell'albero 3. Con 14 sono infine indicati dei supporti, ottenuti dallo stesso materiale plastico costituente l’involucro 2, aventi la funzione di definire una sede di posizionamento per il termoattuatore 7.
In presenza di alimentazione sui contatti 11, l’elemento riscaldante IO genera del calore, che viene trasferito al corpo del termoattuatore 7, in modo da provocare la dilatazione di un materiale termoespandibile, solitamente una cera, indicata nelle Figg. 3 e 4 con C, contenuto aH'interno del corpo stesso. Tale espansione provoca la movimentazione lineare del pistoncino 8, che continua sino a che l’allargamento 3A dell'albero 3 non giunge in battuta sui riscontri 13; in altre parole, quindi^ il termoattuatore 7 provoca una variazione della posizione relativa tra l'albero 3 e l’involucro 2.
Al cessare dell’alimentazione sui contatti 11, l’elemento termico 10 si raffredda, con la conseguente progressiva contrazione del materiale termoespandibile C, ed il pistoncino 8 e l’albero 3 ritornano alle posizioni iniziali di riposo, in virtù dell'azione della molla 9. Come si nota, quindi, l’attuatore termico 1 è dotato di un organo di attuazione, costituito nel caso esemplificato dal pistoncino 8 e dall’albero 3, che è mobile tra almeno una rispettiva prima posizione ed una rispettiva seconda posizione e viceversa.
Si rammenta inoltre che sono noti attuatori termici in cui la spinta prodotta dal pistoncino è utilizzata per realizzare dei movimenti in trazione di un albero di azionamento; in tali soluzioni, il pistoncino del termoattuatore determina una spinta in direzione inversa rispetto a quella illustrata nelle Figg. 1-4, ossia nel senso di tirare l’albero di azionamento verso l’interno dell’involucro 2, in contrasto all’azione di una molla.
Nelle Figg. 5-11 viene rappresentato, con viste diverse, il dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione, che contiene l’attuatore 1.
Tale dispositivo di attuazione, indicato nel suo complesso con 20, presenta un corpo principale 21, ad esempio in materiale termoplastico, aperto verso l’alto e dotato di quattro flange 21 A, aventi rispettivi fori 21B per il fissaggio a mezzo di viti; come si nota nelle figure, il corpo 21 può essere dotato di una appendice laterale 21C, per l’ancoraggio di un sensore 22 della condizione di lavoro de! dispositivo 20, di tipo in sé noto, quale un ad esempio un microinterruttore elettrico.
Con 23 è indicata una slitta, mobile all’interno del corpo 21, la quale presenta un’appendice di estremità 23 A, che fuoriesce da una apertura definita in una delle estremità longitudinali del corpo 21; con 24 è indicato un elemento elastico o resiliente, quale una molla a spirale, operante tra la slitta 23 ed il corpo 21; con 25 viene indicato un coperchio superiore e con 26 un cursore; dalie Figg. 10 e 11, in cui il coperchio è rappresentato capovolto per facilità di rappresentazione, si evince come nel caso esemplificato il cursore 26 sia solidale al coperchio 25.
La sezione rappresentata in Fig. 9 consente di individuare chiaramente il posizionamento di alcuni degli elementi del dispositivo di attuazione 20, in seguito descritti.
Come si nota, entro il corpo 21 è presente l’attuatore 1, le cui alette 4 sono inserite in rispettive sedi S definite nel corpo 21 stesso; il mantenimento della corretta posizione dell’attuatore 1 entro il corpo 21 viene ulteriormente garantito a mezzo di riscontri, uno dei quali indicato con 21D in Fig. 9, sono inoltre previsti appositi mezzi per assicurare ulteriormente una posizione relativa fissa tra l’attuatore 1 ed il corpo 21, che nell’esempio esemplificato nelle figure sono costituiti da almeno una fascetta elastica F. Con 23 viene indicata nel suo complesso la già citata slitta; tale slitta 23 è configurata in modo da presentare una cavità centrale A passante, di dimensioni maggiori rispetto all’ingombro dell’involucro 2 dell’attuatore 1; la slitta 23 è mobile entro il corpo 21 inferiormente ai contatti 11 dell’attuatore 1; in ogni caso, in termini generali, l’attuatore 1, la slitta 23 e la cavità A sono posizionati e configurati in modo che la slitta 23 sia suscettibile di movimento rispetto all’attuatore 1, senza che i contatti 11 determinino alcun intralcio per tale movimento.
Una prima estremità della slitta 23 definisce la già citata appendice 23A che, come detto risulta passante in un’apertura presente in una delle estremità longitudinali del corpo 21. La seconda estremità della slitta 23 presenta invece un ponte 23B sul quale è atta ad operare in spinta l’estremità dell’albero 3 dell’attuatore 1; nella parte centrale del ponte 23B è presente un punto di vincolo 23 C per la già citata molla a spirale 24; l’altra estremità della molla 24 è vincolata in un punto 21E definito nella parete longitudinale del corpo 21 opposta a quella da cui fuoriesce l’appendice 23 A.
Dal ponte 23B, lateralmente al punto di vincolo 23 C, si dipartono altresì dei mezzi di aggancio per la slitta 23 che, nel caso esemplificato, sono costituiti da due lamelle flessibili 23D, le cui estremità sono sagomate a definire rispettivi denti di aggancio 23E, ossia presentanti una superficie inclinata che termina in un gradino.
In un punto intermedio delle lamelle 23D sono inoltre definiti dei risalti 23F, la cui funzione sarà chiarita in seguito; come si nota, ciascuno dei risalti 23F presenta almeno una superficie laterale inclinata, o comunque sagomata per agevolare lo scorrimento su di essa di una superficie di un altro componente funzionale del dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione (come si vedrà in seguito, tale altro componente funzionale è costituito dal cursore 26, il quale presenta delle appendici 26A destinate a scorrere sui risalti 23F).
Con 21F sono indicati dei perni di aggancio, che si dipartono verso l’alto dalla parete di fondo del corpo 21; tali perni 21F sono sostanzialmente allineati con le lamelle 23 D, sostanzialmente in corrispondenza della superficie inclinata dei denti di aggancio 23E; come si nota, la superficie dei perni 21F rivolta verso le lamelle 23D è sostanzialmente arrotondata o inclinata, e comunque idonea ad agevolare lo scorrimento su di essa della superficie inclinata dei denti di aggancio 23E, quando questi devono superare il vincolo realizzato dai perni 21F; la superficie dei perni 21 F opposta alle lamelle 23D è invece sostanzialmente piana.
Come risulterà chiaro in seguito, i denti 23E della slitta 23 sono atti all’aggancio sui perni 21F del corpo 21.
Con 23G è indicata un’appendice laterale della slitta 23, che fuoriesce da una parete laterale del corpo 21, attraverso un’apertura in essa definita; tale appendice laterale 23G è prevista per determinare la commutazione del microinterruttore 22, in particolare operando su di un elemento di azionamento del microinterruttore stesso, indicato con 22A nelle Figg. 10 e 13-17.
Con 26 viene indicato il già citato cursore, solidale alla superficie inferiore del coperchio 25; il cursore 26 è accoppiato meccanicamente all’albero 3 dell’attuatore 1; a tal fine, in particolare, una gola 27 del cursore 26 (Figg. 10 e 11) risulta inserita su di un restringimento (indicato con G nelle Figg. 1 e 2) dell’estremità dell’albero 3.
Il cursore 26, solidale al coperchio 25, è posto entro il corpo 21 ad un livello di altezza superiore rispetto alla slitta 23, ossia giace sostanzialmente al di sopra del ponte 23B; in termini generali, comunque, il cursore 26 ed il coperchio 25 non sono vincolati rispetto alla slitta 23, e sodo liberi di muoversi rispetto ad essa.
Nella sua parte inferiore, ossia nella parte rivolta verso la parete di fondo del corpo 21, il cursore 26 definisce due appendici laterali 26A, visibili nella sezione di Fig. 9, e nelle viste di Figg. 5, 10 e 11, le quali in uso risultano sostanzialmente allineate con i risalti inclinati 23F delle lamelle elastiche 23D; come risulterà più chiaro in seguito, dette appendici laterali 26 A del cursore 26 hanno la funzione di operare sui risalti inclinati 23 F, per determinare una flessione in apertura delle lamelle 23D tale da produrre lo sgancio dei denti 23E dai perni 21F.
Si sottolinea come, secondo l’invenzione, il coperchio 25 ed il cursore 26 potrebbero essere due parti distinte tra loro, il primo fissato al corpo 21, ed il secondo comunque libero di movimento con l’albero 3.
Il funzionamento del dispositivo secondo la presente invenzione verrà nel seguito descritto con riferimento ad un suo possibile impiego, ossia su macchine per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria a carica dall’alto, ai fini del bloccaggio del cesto di quest 'ultima in una predeterminata posizione; va tuttavia notato che tale esempio di applicazione del dispositivo 20 non deve essere considerato in alcun modo limitativo della presente invenzione, la quale è invece suscettibile di impiego anche in altri settori. Ai fini dell’esempio applicativo fornito, è noto che le macchine per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria a carica dall’alto comprendono solitamente un cesto per contenere i panni da lavare e/o asciugare, il quale è suscettibile di ruotare all’interno di una vasca di trattamento; la rotazione del cesto è solitamente prodotta da un motore elettrico, a mezzo di una cinghia che opera tra una prima puleggia, solidale all’albero di rotazione del cesto, ed una seconda puleggia, solidale all’albero del motore elettrico. E’ anche noto che, nelle macchine del tipo citato, il cesto è dotato di una apertura per il carico e lo scarico dei panni, definita sulla parete cilindrica del cesto stesso e normalmente chiusa a mezzo di uno o più lembi mobili; il mobile della macchina presenta poi nella sua parte superiore una apertura, chiudibile a mezzo di uno sportello, che consente l’accesso dall’alto alla vasca di lavaggio, e quindi al cesto; ovviamente, per poter procedere al carico e allo scarico dei panni dalla macchina, l’apertura del cesto deve essere portata sostanzialmente in corrispondenza dell’apertura superiore del mobile. Sono noti a tal fine dei dispositivi che, in modo automatico o previa pressione di un apposito tasto, consentono di realizzare il desiderato posizionamento del cesto, al termine di un ciclo di lavaggio o prima dell’avvio del medesimo, senza dover ruotare manualmente il cesto (si vedano ad esempio EP-A-0 401 734 o FR-A-2.522.343); taluni di tali dispositivi sono altresì previsti per prevenire l’apertura dello sportello del mobile della macchina, quando il cesto della stessa è ancora in movimento.
Nell’applicazione in seguito esemplificata, il segnale derivante dalla commutazione del microinterruttore 22 è utilizzato dal sistema di controllo della macchina per interrompere l’alimentazione al motore elettrico che produce la rotazione del cesto, quando quest’ultimo ha raggiunto la posizione desiderata.
Aggiuntivamente, come si vedrà in seguito, il microinterruttore 22 è altresì utilizzato per il controllo del funzionamento di un dispositivo elettrico atto a garantire la chiusura dello sportello della macchina in condizioni di potenziale pericolo per l’utente, cioè quando il cesto ancora ruota; anche tali dispositivi, noti generalmente con il nome di “bloccoporta” sono in sé noti, e non richiedono in questa sede di una descrizione dettagliata.
Pertanto, nel caso esemplificato di applicazione della presente invenzione, il dispositivo di attuazione 20 è previsto per assicurare il posizionamento automatico del cesto nella posizione di caricamento predeterminata, e ad esso è associato il microinterruttore 22, il quale è disposto per interrompere l’alimentazione elettrica al motore ed al bloccoporta della macchina, e quindi consentire l’apertura dello sportello della medesima, quando il cesto della stessa ha raggiunto la posizione predeterminata.
Il funzionamento del dispositivo di attuazione secondo la presente invenzione, nel caso dell’applicazione non limitativa su di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria, verrà ora descritto con riferimento alle Figg. 12-17.
Nelle Figg. 12-17, con 28 viene indicata una puleggia, che è solidale all’albero di rotazione del cesto della macchina. Infatti, come usuale nelle macchine' lavatrici e/o asciugatriei di biancheria, la rotazione del cesto è determinata da un motore elettrico, ove una cinghia opera tra la prima puleggia 28 solidale al cesto ed una seconda puleggia, solidale all’albero del motore elettrico (alcuni dei componenti citati, quali la seconda puleggia, il cesto, la cinghia, il bloccoporta, il sistema di controllo della macchina, sono in sé noti e non rappresentati nelle figure per semplicità).
In Fig. 12 è illustrata la condizione iniziale di riposo del dispositivo 20; nel caso dell’esempio fornito, tale situazione è quella che, tipicamente, precede l’avvio di un ciclo di lavaggio, o il suo termine, ossia la situazione in cui il cesto della macchina risulta bloccato a mezzo del dispositivo 20 nella posizione desiderata. In tale condizione, l’attuatore I non è elettricamente alimentato; il pistoncino 8 del termoattuatore 7 e l’albero 3 sono quindi completamente arretrati, in virtù dell’azione della molla 9 interna al corpo 2.
L’azione della molla 24 mantiene invece la slitta 23 in una prima posizione, in cui l’appendice 23A risulta inserita in una apposita cavità definita nella puleggia 28; in tal modo, quindi, il cesto della macchina risulta bloccato anche meccanicamente in una posizione determinata, in cui l’apertura di accesso all’interno del cesto risulta in corrispondenza dello sportello superiore della lavabiancheria.
Dalla Fig. 12 si nota si nota come i denti di aggancio 23E delle lamelle 23D non sono impegnati sui perni 21F ed il cursore 26, vincolato all’albero 3 dell’attuatore 1, risulta in una prima posizione, completamente arretrata verso l’attuatore stesso.
In tale condizione, l’appendice laterale 23G della slitta 23 tiene premuto l’elemento di azionamento 22A del microinterruttore 22, così mantenendo aperti i circuiti di alimentazione del motore della macchina e del citato bloccoporta, il cesto è quindi fermo, lo sportello della macchina può essere aperto e i panni introdotti entro il cesto (o eventualmente estratti dal medesimo).
In seguito, una volta effettuato il caricamento dei panni da lavare e/o asciugare e previa chiusura del cesto e dello sportello della macchina, il ciclo di lavaggio può essere avviato.
L’avviamento del ciclo di lavaggio determina, sotto il controllo di un programmatore o timer della macchina (non rappresentato), l’alimentazione elettrica del riscaldatore 10 contenuto nell’attuatore 1.
Si noti che il tempo necessario al riscaldamento del termoattuatore 7 è nell’ordine di alcune decine di secondi, e che durante tale tempo il motore non può essere alimentato (anche perché il microinterruttore 22 ha i propri contatti elettrici aperti) ed il cesto rimane bloccato, come evidenziato nella Fig. 12; tale riscaldamento avviene tuttavia in un lasso di tempo durante il quale non è necessaria la rotazione del cesto: si consideri al riguardo che un ciclo di lavaggio inizia solitamente con un caricamento di acqua dalla rete idrica, prima dell’avviamento della rotazione del cesto, e che il riscaldamento necessario al funzionamento dell’attuatore 1 può quindi essere ottenuto in tale fase. Si consideri in ogni caso che, anche nel caso di un lavaggio “a freddo”, il tempo di caricamento dell’acqua nella vasca è dello stesso ordine di tempo necessario al riscaldamento del termoattuatore 7.
Come in precedenza spiegato, il riscaldamento del corpo del termoattuatore 7 determina l’espansione del materiale termodilatabile in esso contenuto, con il conseguente movimento del pistoncino 8, e quindi dell’albero 3.
Come evidenziato in Fig. 13, la spinta prodotta dall’albero 3 sul ponte 23B della slitta 23 è tale da vincere la forza della molla 24, la slitta 23 quindi viene spostata (verso il basso, con riferimento alle figure) e l’appendice 23 A della slitta stessa arretra entro il corpo 21; conseguentemente l’appendice 23 A arretra anche rispetto alla cavità della puleggia 28, liberandola per la rotazione.
Il movimento della slitta 23 ha inoltre l’effetto di spostare l’appendice laterale 23 G, liberando l’elemento di azionamento 22A del microinterruttore 22; la commutazione del microinterruttore 22 viene utilizzata sistema di controllo della macchina anche come criterio per abilitare 1’awiamento del motore elettrico che produce la rotazione del cesto; come detto, tale commutazione può inoltre essere utilizzata per chiudere il circuito di alimentazione del bloccoporta, il quale provvede quindi ad inibire l’apertura dello sportello della macchina.
Sempre in Fig. 13 è possibile notare come l’albero 3 produca uno spostamento della slitta 23 tale che i denti 23E delle lamelle 23D possano superare i perni 21F; ciò è consentito in virtù dell’elasticità delle lamelle 23D, che possono flettere verso l’esterno, e del fatto che in tale fase la superficie inclinata dei denti 23E può scivolare sulla superficie all’uopo sagomata (arrotondata o inclinata) dei perni 21F; quando l’intera superficie inclinata, o comunque sagomata, dei denti 23E supera le superfici inclinate dei denti 21F, la reazione elastica delle lamelle 23D provoca il ritorno delle stesse nella rispettiva posizione originale; il gradino dei denti 23E risulta a questo punto allineato alla superficie piana dei perni 21F, risultando perciò in un impegno dei denti 23E sui perni 21F.
Il movimento dell’albero 3 dell’attuatore 1 determina inoltre il movimento del cursore 26, a cui è solidale attraverso la gola G, e quindi del coperchio 25, che avanza nella stessa direzione di movimento della slitta 23.
La condizione di funzionamento illustrata in Fig. 13, durante la quale l’attuatore 1 è alimentato elettricamente, è mantenuta per tutto il tempo di attuazione previsto per il dispositivo 20 ossia, nell’esempio applicativo fornito, per tutta la durata del ciclo di lavaggio.
Negli istanti terminati del ciclo di lavaggio, il programmatore della macchina provvede ad interrompere l’alimentazione elettrica dell’attuatore 1; in tale fase il programmatore provvede altresì a controllare il motore elettrico, affinché questo produca una rotazione lenta del cesto, nell’ordine dei 10-15 giri/minuto.
Il corpo del termoattuatore 7 inizia quindi a raffreddarsi, con la conseguente contrazione del materiale C in esso contenuto; il pistoncino 8 e quindi l’albero 3 possono quindi lentamente ritornare verso le rispettive posizioni iniziali, dietro l’ausilio della molla 9 che si trova all’interno dell’attuatore 1.
Venendo a mancare la spinta contraria prodotta dall’albero 3, anche la molla 24 tende a spingere la slitta 23 verso la posizione iniziale.
Come si nota in Fig. 14, tuttavia, tale movimento della slitta 23 viene arrestato quando i gradini dei denti di aggancio 23E giungono in contatto con le superfìci piane dei perni 21F; in altre parole, poco dopo l’inizio del ritorno della slitta 23 verso la posizione di partenza, quest’ultima viene bloccato a mezzo dei denti 23E che si impegnano sui perni 21F.
Il microinterruttore 22 viene quindi mantenuto in posizione di chiusura del circuito di alimentazione del bloccoporta, cosi impedendo l’apertura dello sportello della macchina; in caso contrario, potrebbero sussistere dei rischi per l’utente che apra in tale fase lo sportello della macchina, derivanti dalla rotazione seppure lenta del cesto.
Dall’altro lato, l’albero 3 è libero di proseguire nel suo movimento di rientro entro il corpo 2 dell’attuatore 1, come evidenziato in Fig. 15.
Da tale Fig. 15 si nota come tale rientro dell’albero 3 determini anche il progressivo arretramento del cursore 26, nel corso del quale le appendici laterali 26A del cursore stesso giungono in appoggio sui risalti inclinati 23F delle lamelle 23D.
Poiché l’azione della molla 9 é di forza tale da vincere l’elasticità delle lamelle 23D, lo scorrimento delle appendici laterali 26A del cursore 26 sulle superfìci inclinate dei risalti 23F è tale da determinare la progressiva flessione o allargamento reciproco delle lamelle 23D stesse; tale flessione aumenta man mano che l’albero 3, e quindi il cursore 26 ritornano verso le rispettive posizioni di riposo.
Come evidenziato in Fig. 16, al raggiungimento di un determinato valore di flessione delle lamelle 23D, i denti 23E si liberano dai perni 21F, i gradini dei primi disimpegnandosi dalle superfici piane dei secondi.
La slitta 23 risulta quindi sganciata, con la conseguenza che l’azione della molla 24 determina un subitaneo movimento della slitta 23-verso la rispettiva posizione originale; come si nota in Fig. 17, l’appendice 23 A della slitta 23 viene quindi premuta sulla puleggia 28, con la molla 24 che rimane ancora in parte caricata.
Va sottolineato come, nel caso esemplificato, le lamelle 23D, coi relativi denti 23E e risalti 23F, i perni 21F, ed il cursore 26, con le relative appendici 26A siano dimensionati in modo tale che lo sgancio dei denti 23E dai perni 21F avviene quando l’albero 3 è praticamente ritornato nella rispettiva posizione iniziale di riposo, a seguito della contrazione completa de! materiale termodilatabile, ed in virtù dell’azione della molla 9 interna all’attuatore 1; nell’esempio fornito, la corsa del cursore 26 è maggiore rispetto alla corsa utile delle lamelle elastiche 23D.
In tale fase la rotazione lenta del cesto può proseguire, vincendo l’azione frenante determinata dall’appendice 23A sulla puleggia 28, sino a che la citata cavità definita in quest’ultima non giunge in corrispondenza dell’appendice 23A.
In tale istante la molla 24 determina l’ultimo movimento della slitta 23, con l’inserimento certo dell’appendice 23A entro la detta cavità, così provocando il bloccaggio del movimento della puleggia 28 e del cesto ad essa associato, il dispositivo 1 ritorna quindi nella posizione illustrata nella Fig. 12 ed il cesto risulta bloccato nella posizione in cui la sua apertura di caricamento si trova in corrispondenza dello sportello della macchina. A seguito di tale ultimo movimento della slitta 23, si ottiene altresì la commutazione del microintermttore 22, in quanto l’appendice laterale 23G ritorna a premere l’elemento di azionamento 22A; la commutazione del microinterruttore 22 viene utilizzata dal sistema di controllo della macchina per interrompere l alimentazione al motore elettrico che produce la rotazione del cesto, ed il circuito di alimentazione del bloccoporta viene aperto.
A questo punto il cesto risulta quindi bloccato nella posizione desiderata, il motore è fermo e lo sportello della macchina può essere aperto.
Da quanto sopra, risulta quindi chiaro come il dispositivo secondo la presente invenzione consenta di ottenere, a mezzo di un unico attuatore termico e nel corso di una rispettiva fase operativa (ossia la fase di ritorno alla condizione di riposo), un movimento più rapido rispetto a quello che sarebbe dettato dalla semplice velocità di raffreddamento, e quindi contrazione, del materiale termodilatabile C.
Si noti che, al contrario del sistema esemplificato secondo la presente invenzione, un movimento lento e progressivo di un elemento di bloccaggio (quale è l’appendice 23) della puleggia, ossia determinato esclusivamente dalla velocità di contrazione di un materiale termodilatabile, potrebbe determinare malfunzionamenti e rischi di rottura dell’elemento di bloccaggio stesso; ciò a causa deH’inserimento iniziale, minimo e parziale, dell’elemento di bloccaggio nella cavità della puleggia, nel corso della rotazione di quest’ultima, non sufficiente ad arrestare quest’ultima.
Come in precedenza chiarito, il dispositivo di attuazione 20 secondo l’invenzione non deve intendersi di applicazione limitata al settore delle macchine di lavaggio, essendo il medesimo suscettibile di impiego in tutti i casi in cui possa essere utile disporre di un dispositivo di attuazione che, almeno nel corso di una rispettiva fase operativa, possa produrre movimenti più rapidi rispetto a quelli dettati dai tempi di azionamento e/o dalla velocità intrinseca del relativo mezzo attuatore.
In tali diverse applicazioni, ovviamente, il microinterruttore 22 potrebbe non essere necessario, o lo stesso potrebbe essere utilizzato quale semplice mezzo sensore della condizione operativa del dispositivo 20.
In accordo ad una possibile forma realizzativa alternativa dell’invenzione, il dispositivo di attuazione potrebbe essere concepito per realizzare lo sgancio della slitta 23 in modo inverso a quello in precedenza descritto, ossia nel corso di una fase di alimentazione dell’attuatore 1. Ciò può essere ad esempio -ottenuto ribaltando la posizione e la direzione di movimento dell’attuatore 1 e del cursore 26, in modo tale che:
- l’albero 3 spinga, ad attuatore 1 alimentato, il cursore 26 in una direzione opposta a quella in precedenza descritta, ma senza agire sulla slitta 23,
- la slitta 23 sia spinta verso la sua posizione di lavoro solo a mezzo della molla 24, e in direzione opposta dalla molla interna all’ attuatore 1.
In tale caso, quindi, il funzionamento del dispositivo di attuazione secondo l’invenzione sarebbe il seguente:
- nella posizione di riposo del dispositivo 20, la slitta 23 risulta agganciata a mezzo dei denti 23E e dei perni 21F, come descritto in precedenza;
- a seguito dell’alimentazione dell’attuatore 1, l’albero 3 spinge il cursore 26, a determinare la flessione delie lamelle 23D, sino a produrre lo sgancio della slitta 23, la molla 24 produce quindi il rapido movimento della slitta 23 verso la rispettiva posizione di lavoro;
- a seguito del successivo spegnimento dell’attuatore 1, l’albero 3, sotto l’azione della molla 9 interna all’ attuatore stesso, riporta il cursore 26 verso la rispettiva posizione di partenza;
- ad un certo punto di tale movimento di ritorno del cursore 26, quest’ultimo viene a contatto con la slitta 23, trascinandola poi verso la rispettiva posizione iniziale, sino a determinare un nuovo aggancio della slitta a mezzo dei denti 23E e dei perni 21F. E’ chiaro che, in accordo a tale forma realizzativa, la forza della molla 9 dovrà essere maggiore rispetto alla molla 24 e tale da consentire la necessaria flessione delle lamelle 23D, al fine di consentire l’aggancio della slitta 23 nella sua posizione di riposo.
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione. In particolare è stato descritto un dispositivo di attuazione, comprendente: - un attuatore 1, avente un organo di attuazione mobile costituito dall’albero 3 e/o dal pistoncino 8,
- almeno un elemento di trasmissione, costituito dalla slitta 23, suscettibile di spostamento da una prima condizione operativa (riposo o lavoro, rispettivamente) ad una seconda condizione operativa (lavoro o riposo, rispettivamente) sotto l’azione dell’organo di attuazione 3.
Secondo l’invenzione, il dispositivo prevede dei mezzi di azionamento, comprendenti i componenti 21F, 23D, 24, 26, resi operativi dall’organo di attuazione 3 nel corso di un suo movimento, per imprimere all’elemento di trasmissione 23 uno spostamento che avviene almeno in parte ad una velocità maggiore rispetto alla velocità di detto movimento dell’organo di attuazione 3.
Da un altro punto di vista dell’ invenzione, il dispositivo prevede dei mezzi di azionamento, comprendenti i componenti 21F, 23D, 24, 26, che sono resi operativi dall’organo di attuazione 3 nel corso di almeno una parte di un suo periodo di funzionamento, per imprimere all’elemento di trasmissione 23 uno spostamento che avviene in ritardo rispetto a detto movimento dell’organo di attuazione 3.
I citati mezzi di azionamento comprendono:
- mezzi di aggancio 21F e 23D, atti a ritenere l’elemento di trasmissione 23 in una sua condizione operativa, nel corso di almeno una prima parte del movimento dell’organo . di attuazione 3; tali mezzi di aggancio 21F, 23D sono atti ad essere rilasciati nel corso di almeno una seconda parte del movimento dell’ organo di attuazione 3.
- mezzi elastici o resilienti 24, caricati a mezzo dell’elemento di trasmissione 23 nel corso dello spostamento di quest’ultimo dalla rispettiva prima condizione operativa alla rispettiva seconda condizione operativa;
- mezzi di rilascio 23F, 26 resi operativi dall’organo di attuazione 3, per rilasciare i mezzi di aggancio 21F, 23D nel corso di almeno una seconda parte del movimento dell’organo di attuazione 3.
I mezzi di aggancio 21F, 23D comprendono primi mezzi di aggancio 23D e secondi mezzi di aggancio 21F, atti al reciproco accoppiamento nel corso dello spostamento dell’elemento di trasmissione 23 dalla rispettiva· prima condizione operativa alla rispettiva seconda condizione operativa; i primi mezzi di aggancio 23D sono flessibili rispetto ai secondi mezzi di aggancio 21F, ai fini di realizzare il loro reciproco accoppiamento. A tal fine, una prima flessione dei primi mezzi di aggancio 23D è indotta dallo scorrimento di una prima superficie dei medesimi su di una prima superficie dei secondi mezzi di aggancio 21F, ove detta prima flessione termina sostanzialmente al superamento dello scorrimento di detta prima superficie dei primi mezzi di aggancio 23D su detta prima superficie dei secondi mezzi di aggancio 21F; al termine dello scorrimento di detta prima superfìcie dei primi mezzi di aggancio 23D su detta prima superficie dei secondi mezzi di aggancio 21F, i primi mezzi di aggancio 23D sono atti a ritornare nella rispettiva posizione originaria, in cui una loro seconda superficie risulta atta a cooperare con una seconda superficie dei secondi mezzi di aggancio 21F.
I mezzi di rilascio 23F, 26 comprendono riscontri 23F atti ad indurre una seconda flessione dei primi mezzi di aggancio 23D rispetto ai secondi mezzi di aggancio 21F; tale seconda flessione è di entità tale da realizzare il disaccoppiamento dei primi mezzi di aggancio 23D rispetto ai secondi mezzi di aggancio 21F.
I mezzi di rilascio 23F, 26 comprendono inoltre un elemento 26 associato allargano di attuazione 3 e mobile con esso; l’elemento mobile 26 è atto ad azionare i riscontri 23F, per produrre la citata seconda flessione dei primi mezzi di aggancio 23D, nel corso del movimento dell’organo di attuazione 3.
All’elemento di attuazione 23 possono essere connessi mezzi di rinvio, per l’effettuazione di una attuazione remota.
L’attuatore 1 è preferibilmente del tipo elettrotermico, e comprende:
- un contenitore 7 nel quale è contenuto un materiale termodilatabile C;
- un elemento spintore o pistoncino 8, un'estremità del quale è confinata all'interno del contenitore 7 ed ivi immersa nel materiale termodilatabile C, l'altra estremità dell’elemento spintore 8 fuoriuscendo dal contenitore 7;
- mezzi 10 per il riscaldamento del contenitore 7, al fine di provocare una dilatazione del materiale termodilatabile C.
II dispositivo secondo l’invenzione può essere concepito in modo tale che il movimento da un posizione ad un’altra dell’organo di attuazione 3 corrisponda al passaggio di quest’ultimo da una sua posizione di lavoro ad una sua posizione di riposo o viceversa, oppure corrisponda al passaggio da un ciclo di alimentazione ad un ciclo di spegnimento dell’attuatore o viceversa.
11 dispositivo descritto trova una possibile applicazione per realizzare il bloccaggio in una posizione determinata del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria. .
A tal fine, l’elemento di trasmissione 23 ha funzioni di elemento di bloccaggio, e presenta una porzione 23A atta a cooperare con un organo di trasmissione 28 del moto al cesto. Possono vantaggiosamente essere previsti mezzi sensori 22, azionati dall’elemento di bloccaggio 23, per il controllo del funzionamento di un dispositivo elettrico atto a garantire la chiusura dello sportello della macchina e/o di un motore che produce il movimento del cesto, o per altre funzioni.
All’elemento di bloccaggio possono eventualmente essere connessi mezzi di rinvio, per il controllo del funzionamento di un dispositivo meccanico atto a garantire la chiusura dello sportello della macchina.
Dalla descrizione effettuata risultano anche chiari i suoi vantaggi della presente invenzione; il particolare, l’invenzione consente di realizzare unrdispositivo di attuazione che, almeno nel corso di una rispettiva fase operativa, può produrre movimenti piu rapidi rispetto a quelli dettati dai tempi di azionamento e/o dalla velocità intrinseca del relativo mezzo attuatore; da quanto descritto risulta altresi chiaro come, in altre parole, il dispositivo di attuazione sia in grado di realizzare almeno un tipo di attuazione che avviene in ritardo rispetto al momento in cui l’attuatore in esso contenuto inizia a portarsi in una delle sue possibili condizioni di fine corsa.
Il dispositivo secondo l’invenzione è vantaggiosamente realizzato tramite componenti semplici e di costo contenuto, pur garantendo una notevole affidabilità.
E’ chiaro che numerose varianti sono possibili per l’uomo del ramo al dispositivo di attuazione descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti nell’idea inventiva.
Con riferimento all’esempio applicativo in precedenza descritto, relativo alla realizzazione di un dispositivo per il bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria, si segnala la possibilità di sfruttare il movimento della slitta 23 per realizzare il controllo di un dispositivo bloccoporta ad azionamento meccanico, anziché elettrico.
In particolare, in tale applicazione, l’estremità della slitta 23 in cui si trova l’appendice 23 A potrebbe essere connessa tramite appositi mezzi di rinvio, quale un cavo, ad un dispositivo bloccoporta comprende un elemento di aggancio, ad esempio del tipo a movimento angolare o a chiavistello, atto a ritenere lo sportello in posizione di chiusura. Secondo la variante proposta, nella condizione di Fig. 12, tale cavo non risulta teso, in modo che l’elemento di aggancio, contrastato da appositi, mezzi elastici, non blocchi l’apertura dello sportello.
Quando invece l’attuatore l viene alimentato,. e quindi la slitta 23 traslata come alla Fig. 13, il citato cavo viene teso, così da provocare un movimento angolare dell’elemento di aggancio, ovvero un movimento lineare del chiavistello, tale da determinare il bloccaggio dello sportello.
Solo dopo che l’alimentazione all’attuatòre 1 è stata interrotta e a seguito deH’inserimento dell’appendice 23 A nella cavità della puleggia 28 (ossia la fase che segue temporalmente quella illustrata in Fig. 17), la tensione del cavo risulterà sufficientemente allentata da consentire il ritorno dell’elemento di aggancio o del chiavistello nella rispettiva posizione iniziale, che non ritiene lo sportello in posizione di chiusura.
In tale applicazione, quindi, il microinterruttore 22 non sarebbe strettamente necessario, in quanto l’informazione necessaria al sistema di controllo della macchina per interrompere l’alimentazione del motore di azionamento del cesto (ossia l’informazione che il cesto è stato bloccato nella posizione desiderata) potrebbe essere tratta da una dinamo tachimetrica o altro mezzo sensore della velocità di rotazione del cesto.
E’ comunque chiaro che, al di là dell’esempio specifico fornito, il dispositivo di attuazione 20 è in grado di realizzare sia un’azione diretta e locale, tramite l’appendice 23 A della slitta, che una attuazione remota, a mezzo di opportuni mezzi di rinvio, quali il citato cavo o altro cinematismo atto scopo, connessi alla slitta 23 e/o al cursore 26.
In accordo ad una ulteriore possibile variante, le lamelle 23D, coi relativi denti 23E e risalti 23F, i perni 21F, ed il cursore 26, con le relative appendici 26A, potrebbero avere dimensioni, forme e/o ubicazioni rispettive diverse da quelle illustrate a mo’ d’esempio, al fine di ottenere un movimento della slitta 23 verso la propria posizione iniziale a velocità diverse.
Tramite tali variazioni di dimensioni, forme e/o ubicazioni, potrebbero infatti essere agevolmente ottenute:
- una prima fase di movimento lento della slitta 23, che avrebbe inizio al momento dell’interruzione dell’ alimentazione elettrica all’attuatore 1; la velocità di tale fase sarebbe determinata dalla sola velocità di raffreddamento del materiale termodilatabile e dall’azione della molla 9 interna all’attuatore 11; tale fase avrebbe termine quando i gradini dei denti 23E giungono a contatto con le superici piane dei perni 21F;
- una seconda fase di movimento rapido della slitta 23, che avrebbe inizio al momento dello sgancio dei denti 23E rispetto ai perni 21F, nel modo in precedenza descritto in virtù del movimento dell’albero 3 e del cursore 26 ad esso associato; la maggiore velocità di tale fase sarebbe determinata dall’azione della molla 24, poiché in tale momento la contrazione del materiale termodilatabile C sarebbe già completata e l’albero 3 si troverebbe già nella propria posizione di riposo.
E’ poi chiaro che, tramite un opportuno dimensionamento degli elementi suddetti (lamelle 23D, denti 23E, risalti 23F, perni 21F, cursore 26) e la previsione di più serie di denti 23E, risalti 23F e perni 21F, nell’ambito di un medesimo movimento di ritorno della slitta 23 potrebbero essere ottenute più fasi di movimento distinte, sostanzialmente a scatti.
Una ulteriore possibile variante riguarda il tipo di realizzazione del termoattuatore 7, che potrebbe essere del tipo impiegante, quale materiale termodilatabile, un liquido (ad esempio un particolare tipo di alcool o solvente), in luogo di una cera.
Si noti poi che l’attuatore 1 potrebbe essere del tipo a trazione, anziché a spinta come nel caso esemplificato nelle figure, variando opportunamente l’orientamento dei componenti in precedenza descritti e/o il loro verso di movimento.
Nel caso esemplificato, il cursore 26 risulta solidale al coperchio 25, che quindi è mobile unitamente all’albero 3 dell’attuatore 1; come detto, peraltro, è evidente che il coperchio 21 potrebbe essere invece fissato al corpo 21, nel qual caso il cursore 26 sarà ovviamente un elemento distinto dal coperchio stesso, e mobile indipendentemente da esso.
Riguardo al caso di coperchio 25 mobile, si segnala che il corpo 21 o la slitta 23 potrebbero presentare dei piolini rivolti verso l’alto, inseriti in apposite asole definite nel coperchio 25, lo scorrimento di tali asole rispetto a tali piolini consentendo di guidare con precisione il movimento del coperchio.
E’ poi chiaro che il sensore 22, quando necessario, potrebbe essere costituito da un qualsiasi idoneo sensore di posizione della slitta 23, quale ad esempio un sensore del tipo induttivo o ad effetto di Hall, e non necessariamente da un microinterruttore.
In luogo di una molla 24 caricata in compressione ed operante tra la slitta 23 ed il corpo 21, potrebbe essere prevista una molla, o altro elemento resiliente, caricata in tensione ed operante tra l’attuatore 1 e la slitta 23.
I risalti 23 F inoltre non debbono essere necessariamente parte integrante delle lamelle 23D; essi potrebbero ad esempio essere costituiti da autonomi elementi flessibili, ad esempio solidali alla parete del corpo 21, ed atti ad essere mossi dal cursore 26 nel senso di flettere o divaricare le lamelle 23D.
E’ parimenti chiaro che gli elementi suscettibili di flessione e quelli fissi, ai fini di realizzare l’aggancio/sgancio della slitta 23, potrebbero avere disposizione inversa rispetto a quella esemplificata nelle figure, ossia gli elementi di aggancio flessibili potrebbero essere solidali al corpo 21, e gli elementi di aggancio fissi potrebbero essere solidali alla slitta 23.
E’ parimenti ovvio i perni 21F non debbono essere necessariamente parte del corpo 21, in quanto quest’ultimo potrebbe all 'occorrenza non presentare una parete di fondo.
Con riferimento all’applicazione del dispositivo 20 nella realizzazione di un sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata, si segnala infine la possibilità di associare alle flange 21A e/o ai fori 21B per i relativi mezzi di fissaggio, degli elementi ammortizzatori, quali dei gommini elastici o resilienti, al fine di ridurre le sollecitazioni meccaniche e di funzionamento sul corpo 21.
Come detto, infine, l’invenzione è suscettibile di applicazione anche in abbinamento ad attuatoli diversi da quelli di tipo termico, quali ad esempio motori elettrici e/o motoriduttori, che azionano una camma.
Claims (49)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di attuazione, comprendente: - un attuatore (1) avente un organo di attuazione mobile (3,8); - almeno un elemento di trasmissione (23) suscettibile di spostamento da una rispettiva prima condizione operativa ad una rispettiva seconda condizione operativa sotto l’azione di detto organo di attuazione (3,8); caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26), resi operativi da detto organo di attuazione (3,8) nel corso di un suo movimento, per imprimere a detto elemento di trasmissione (23) uno spostamento che avviene almeno in parte ad una velocità maggiore rispetto alla velocità di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 2. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26) comprendono mezzi di aggancio (21F,23D) atti a ritenere detto elemento di trasmissione (23) nella rispettiva seconda condizione operativa, nel corso di almeno una prima parte di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 3. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di aggancio (21F,23D) sono atti ad essere rilasciati nel corso di almeno una seconda parte di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 4. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26) comprendo mezzi di rilascio (23F.26) resi operativi da detto organo di attuazione (3,8), per rilasciare detti mezzi di aggancio (21F,23D) nel corso di almeno una seconda parte di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 5. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26) comprendono mezzi elastici o resilienti (24), caricati a mezzo di detto elemento di trasmissione (23) nel corso dello spostamento di quest’ultimo dalla rispettiva prima condizione operativa alla rispettiva seconda condizione operativa.
- 6. Dispositivo di attuazione, secondo le rivendicazioni 4 e 5, caratterizzato dal fatto che l’energia di detti mezzi elastici (24), atta ad imprimere a detto elemento di trasmissione (23) detto spostamento di velocità maggiore, è resa operativa a seguito del rilascio di detti mezzi di aggancio (21F,23D).
- 7. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 2 o 3, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di aggancio (21F.23D) comprendono primi mezzi di aggancio (23D) e secondi mezzi di aggancio (21 F) atti al reciproco accoppiamento nel corso dello spostamento di detto elemento di trasmissione (23) dalla rispettiva prima condizione operativa alla rispettiva seconda condizione operativa.
- 8. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detti primi mezzi di aggancio (23D) sono flessibili rispetto a detti secondi mezzi di aggancio (21 F).
- 9. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzato dal fatto che detti primi mezzi di aggancio (23D) sono associati a detto elemento di trasmissione (23) e mobili in funzione del movimento di quest’ultimo rispetto a detti secondi mezzi di aggancio (21F).
- 10. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzato dal fatto che detti secondi mezzi di aggancio (21 F) sono in posizione fissa rispetto a detto elemento di trasmissione (23).
- 11. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 7 o 8, caratterizzato dal fatto che una prima flessione di detti primi mezzi di aggancio (23D) è indotta dallo scorrimento di una prima superficie dei medesimi su di una prima superficie di detti secondi mezzi di aggancio (21F), al fine di realizzare il loro reciproco accoppiamento.
- 12. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detta prima flessione termina sostanzialmente al superamento dello scorrimento di detta prima superficie di detti primi mezzi di aggancio (23D) su detta prima superficie di detti secondi mezzi di aggancio (21 F).
- 13. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 12, caratterizzato dal fatto che, al termine dello scorrimento di detta prima superficie di detti primi mezzi di aggancio (23D) su detta prima superficie di detti secondi mezzi di aggancio (21F), detti primi mezzi di aggancio (23D) sono atti a ritornare verso la rispettiva posizione originaria, in cui una seconda superficie di detti primi mezzi di aggancio (23D) risulta atta a cooperare con una seconda superficie di detti secondi mezzi di aggancio (21F).
- 14. Dispositivo di attuazione, secondo le rivendicazioni 4 e 8, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilascio (23F,26) comprendono riscontri (23F) atti ad indurre una seconda flessione di detti primi mezzi di aggancio (23 D) rispetto a detti secondi mezzi di aggancio (21F).
- 15. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detta seconda flessione è di entità atta a realizzare il disaccoppiamento di detti primi mezzi di aggancio (23D) rispetto a detti secondi mezzi di aggancio (21F).
- 16. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di rilascio (23F,26) comprendono un elemento mobile (26) associato a detto organo di attuazione (3,8).
- 17. Dispositivo di attuazione, secondo le rivendicazioni 14 e 16, caratterizzato dal fatto che detto elemento mobile (26) è atto ad azionare detti riscontri (23F), per produrre detta seconda flessione, nel corso di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 18. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detti riscontri (23F) sono associati e/o solidali a detti primi mezzi di aggancio (23E).
- 19. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento mobile effettua una corsa utile maggiore di quella di detti primi mezzi di aggancio (23D).
- 20. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di rinvio, connessi a detto elemento di trasmissione (23), per l’effettuazione di una attuazione remota.
- 21. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detto spostamento di detto elemento di trasmissione (23) dalla rispettiva seconda condizione operativa verso la rispettiva prima condizione operativa comprende almeno una fase di movimento realizzata sostanzialmente a detta seconda velocità ed avente inizio a seguito del disaccoppiamento reciproco tra detti tra detti primi e secondi mezzi di aggancio (21F,23D), eventualmente preceduta da una fase di movimento realizzata sostanzialmente a detta prima velocità, che termina a seguito dell’ accoppiamento reciproco tra detti primi e secondi mezzi di aggancio (21F,23D);
- 22. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26) sono configurati per ottenere più fasi di movimento distinte per detto elemento di trasmissione (23), sostanzialmente a scatti, nel corso di detto spostamento di detto elemento di trasmissione (23) dalla rispettiva seconda condizione operativa verso la rispettiva prima condizione operativa.
- 23. Dispositivo di attuazione, secondo una o piu delie rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di trasmissione comprende un elemento scorrevole (23).
- 24. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di azionamento comprendono un cursore (26).
- 25. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto cursore (26) comprende almeno una appendice (26A) atta ad operare su detti riscontri (23 F). .
- 26. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di aggancio (21F,23D) comprendono una o più lamine elastiche (23D), in particolare solidali a detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23).
- 27. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dette lamine elastiche (23D) presentano denti di aggancio (23E).
- 28. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 26, caratterizzato dal fatto che dette lamine elastiche (23D) presentano detti riscontri (23F).
- 29. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di aggancio (21F,23D) comprendono uno o più perni (21F) in posizione fissa rispetto a detto organo di attuazione (3,8) e/o detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23).
- 30. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che è previsto un corpo principale (21), entro il quale detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23) è suscettibile di movimento lineare.
- 31. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici (24) operano tra una superficie di detto corpo (21) e detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23), detti mezzi elastici comprendendo in particolare una molla che lavora a compressione.
- 32. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 30, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici comprendono una molla a tensione, in particolare operante tra detto attuatore (1) e detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23).
- 33. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto attuatore (1) è di tipo elettrico*
- 34. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto attuatore (1) è del tipo termico o termoelettrico.
- 35. Dispositivo di attuazione, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto attuatore (1) comprende: - un contenitore (7) per un materiale termodilatabile (C); - un elemento spintore o pistoncino (8), un'estremità del quale è confinata aH'interno di detto contenitore (7) ed ivi immersa in detto materiale termodilatabile (C), l'altra estremità di detto elemento spintore (8) fuoriuscendo da detto contenitore (7); - mezzi per il riscaldamento (10) di detto contenitore (7), al fine di provocare una dilatazione di detto materiale termodilatabile (C).
- 36. Dispositivo di attuazione, secondo le rivendicazioni 30 e 35, caratterizzato dal fatto che attuatore (1) comprende inoltre un involucro (2) avente mezzi di accoppiamento (4) a detto corpo principale (21).
- 37. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23) presenta una cavità centrale passante (A), in corrispondenza di detta cavità essendo posizionato detto attuatore (1), detta cavità (A) essendo dimensionata e/o detto elemento di attuazione o elemento scorrevole (23) essendo configurato in modo che quest’ultimo sia libero di muoversi rispetto a detto attuatore (1).
- 38. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto corpo principale (21) presenta un coperchio (25).
- 39. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento mobile o cursore (26) è solidale a detto coperchio (25), detto coperchio (25) essendo mobile con detto cursore (26).
- 40. Dispositivo di attuazione, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi sensori (22) della condizione operativa e/o della posizione di detto elemento di trasmissione o elemento scorrevole (23).
- 41. Dispositivo di attuazione, comprendente: - un attuatore (1) avente un organo di attuazione mobile (3,8); - almeno un elemento di trasmissione (23) suscettibile di spostamento da una rispettiva prima condizione operativa ad una rispettiva seconda condizione operativa sotto l’azione di detto organo di attuazione (3,8); caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26), resi operativi da detto organo di attuazione (3,8) nel corso di almeno una parte di un suo periodo di funzionamento, per imprimere a detto elemento di trasmissione (23) uno spostamento che avviene in ritardo rispetto al movimento di detto organo di attuazione (3,8).
- 42. Uso del dispositivo di attuazione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in un sistema per il bloccaggio in una posizione determinata del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria.
- 43. Sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata, comprendente: - un attuatore (1) avente un organo di attuazione mobile (3,8); - almeno un elemento di bloccaggio (23) suscettibile di spostamento, sotto l’azione di detto organo di attuazione (3,8), da una condizione operativa in cui detto cesto risulta bloccato in detta determinata posizione ad una seconda condizione operativa in cui detto cesto risulta libero di movimento, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di azionamento (21F,23D,24,26), resi operativi da detto organo di attuazione (3,8) nel corso di un suo movimento, per imprimere a detto elemento di bloccaggio (23) uno spostamento che avviene almeno in parte ad una velocità maggiore rispetto alla velocità di detto movimento di detto organo di attuazione (3,8). 44. Sistema di bloccaggio, secondo la rivendicazione 43, caratterizzato dal fatto che detto elemento di bloccaggio (23) presenta una porzione (23 A) atta a cooperare con un organo di trasmissione (28) del moto a detto cesto.
- 44. Sistema di bloccaggio, secondo la rivendicazione 43, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi sensori (22), azionati tramite detto elemento di bloccaggio (23) per il controllo del funzionamento di un dispositivo elettrico atto a garantire la chiusura di uno sportello della macchina.
- 45. Sistema di bloccaggio, secondo la rivendicazione 43, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi sensori (22), azionati tramite detto elemento di bloccaggio (23) per il controllo del funzionamento di un motore che produce il movimento di detto cesto.
- 46. Sistema di bloccaggio, secondo la rivendicazione 43, caratterizzato dal fatto che a detto elemento di bloccaggio (23) sono connessi mezzi di rinvio, per il controllo del funzionamento di un dispositivo meccanico atto a garantire la chiusura di uno sportello della macchina.
- 47. Sistema di bloccaggio comprendente il dispositivo di attuazione secondo una o più delle rivendicazioni da 1 a 41.
- 48. Macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria, in particolare del tipo a carica daH’alto, del tipo comprendente il dispositivo di attuazione e/o il sistema di bloccaggio secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
- 49. Dispositivo di attuazione, e/o uso di un dispositivo di attuazione, e/o sistema di bloccaggio del cesto di una macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria in una posizione determinata, e/o macchina per il lavaggio e/o l’asciugatura di biancheria, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
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