ITTO990126A1 - Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato. - Google Patents
Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato.Info
- Publication number
- ITTO990126A1 ITTO990126A1 IT1999TO000126A ITTO990126A ITTO990126A1 IT TO990126 A1 ITTO990126 A1 IT TO990126A1 IT 1999TO000126 A IT1999TO000126 A IT 1999TO000126A IT TO990126 A ITTO990126 A IT TO990126A IT TO990126 A1 ITTO990126 A1 IT TO990126A1
- Authority
- IT
- Italy
- Prior art keywords
- liquid
- sensor means
- duct
- sponge
- interception
- Prior art date
Links
Landscapes
- Control Of Combustion (AREA)
- Road Signs Or Road Markings (AREA)
- Air Bags (AREA)
Description
Descrizione dell’ invenzione industriale dal titolo:
"DISPOSITIVO DI SICUREZZA ANTI ALL AG AMENT O PERFEZIONATO"
RIASSUNTO
Viene descritto un dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, del tipo comprendente
- un primo condotto (6,9,10) di transito di un liquido, almeno in parte racchiuso entro un secondo condotto (7), tra detto primo condotto (6,9, 10) e detto secondo condotto (7) essendo definita un’intercapedine (18,18A,18B) atta a ritenere liquido di perdita che eventualmente fuoriesca da detto primo condotto (6,9,10);
- mezzi di intercettazione (19), previsti su detto primo condotto (6,9,10) e suscettibili di movimento da una prima posizione, in cui il transito del liquido entro deto primo condotto (6,9,10) è consentito, ad una seconda posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9, 10) è impedito;
- mezzi sensori (21) posti in detta intercapedine (18,18A,18B) o in comunicazione idraulica con essa, atti a rilevare la presenza di liquido entro l’ intercapedine (18,18A,18B) e a determinare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da detta prima posizione a detta seconda posizione. Secondo l’ invenzione:
- detti mezzi sensori (21) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da detta prima posizione a detta seconda posizione, - a seguito del loro contatto con del liquido eventualmente presente in detta intercapedine (18,18A,18B), detti mezzi sensori (21) sono atti a diminuire di consistenza o solidità, per consentire a detti mezzi di intercettazione (19) di assumere detta seconda posizione.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un dispositivo di sicurezza antiallagamento per apparati domestici, in particolare per macchine di lavaggio.
E' noto che ad esempio nel campo delle macchine di lavaggio, quali lavabiancheria e lavastoviglie, esiste in genere il rischio di un allagamento dell'abitazione, a seguito di una perdita improvvisa del sistema di caricamento del liquido di lavaggio; le cause di tali perdite impreviste possono ad esempio essere dovute a guasti dei dispositivi interni alla macchina (elettrovalvole o pressostato di caricamento inceppati, ecc.) ovvero a rotture dei tubi di adduzione del liquido di lavaggio.
Al fine di evitare tali rischi sono noti i dispositivi di sicurezza antiallagamento, che consentono di realizzare un controllo pressoché continuo della presenza di eventuali perdite di liquido; essi prevalentemente operano bloccando, tramite opportuni mezzi di intercettazione, l’ afflusso dell’acqua dalla rete idrica all’apparato utilizzatore, quando idonei mezzi sensori rilevano una perdita.
Una prima tipologia di tali dispositivi di sicurezza prevede generalmente almeno una elettrovalvola, posta all’inizio di un condotto di caricamento dell'acqua dalla rete idrica, ed un opportuno mezzo sensore, sistemato in un vassoio di raccolta di liquido posto inferiormente alla vasca di lavaggio all’apparato utilizzatore; in tale applicazione, i mezzi sensori sono tipicamente costituiti da un micro interruttore, la cui commutazione è prodotta dal l’innalzamento di un galleggiante, ovvero dall’espansione di un settore di spugna anidra che, venendo a contatto con acqua di perdita, aumenta di volume.
11 dispositivo di sicurezza comprende altresì un tubo esterno, il quale racchiude il citato condotto di caricamento dell'acqua dalla rete idrica, ed è in comunicazione con il citato vassoio di raccolta; tale tubo esterno è atto a far confluire nel vassoio di raccolta l’acqua che fuoriesce dal condotto di caricamento, in caso di rotture di quest’ultimo, ed il conseguente intervento dei mezzi sensori è tale da provocare la chiusura dell’elettrovalvola.
In alcuni dispositivi di sicurezza noti del tipo in precedenza citato, in luogo di valvole elettriche, vengono impiegate delie valvole ad azionamento pneumatico, alimentate tramite una opportuna elettropompa.
I dispositivi di sicurezza ad azionamento elettrico del tipo in precedenza citato, per quanto mediamente efficaci, presentano l’inconveniente di essere piuttosto complessi e costosi, e presuppongono che la macchina di lavaggio sia all’uopo predisposta di specifici mezzi (vaschetta di raccolta con mezzi sensori, connettore elettrico di alimentazione dell’elettrovalvola del dispositivo antiallagamento, connettore idraulico per il tubo esterno del dispositivo antiallagamento).
Sono anche noti dispositivi di sicurezza antiallagamento della tipologia suddetta che, in luogo di valvole elettriche o valvole comandate a mezzo di elettropompe, utilizzano esclusivamente componenti base di tipo meccanico.
I dispositivi ad azionamento meccanico, oltre agli inconvenienti in precedenza menzionati, presentano ulteriori problemi dovuti al posizionamento remoto dei. mezzi sensori e attuatori rispetto alla valvola di intercettazione del flusso dell’acqua.
Tra i mezzi sensori e la valvola debbono essere infatti previsti dei sistemi di collegamento o rinvio, che, per loro natura, sono esposti a rischi di rottura, usura e inceppamento; gli stessi sistemi sono di complessa realizzazione, installazione e montaggio, sicché mal si accordano sia con le esigenze dell’ assistenza tecnica sia con le esigenze degli utenti finali.
E’ anche nota una seconda tipologia dispositivi di sicurezza antiallagamento, cui la presente invenzione si riferisce in modo particolare, più semplice ed economica della precedente, e particolarmente diffusa, secondo la quale è previsto l’impiego di valvole ad azionamento meccanico, e l’intercapedine definita tra il condotto di caricamento dell’acqua ed il tubo esterno è chiusa anche all’estremità inferiore, ossia nella parte prossima alla macchina di lavaggio.
In questo caso sono previsti dei mezzi sensori ed attuatori, opportunamente disposti entro l’intercapedine (solitamente nella regione di un corpo valvola di connessione ad un rubinetto) che provvedono da un lato a percepire una perdita, e dall’altro ad azionare in modo meccanico un otturatore; in pratica, in caso di rottura del condotto di caricamento dell’acqua all’elettrodomestico, l’acqua di perdita si raccoglie progressivamente nell’intercapedine, sino a raggiungere i mezzi sensori - attuatori che, rilevando la perdita, producono la chiusura dell’otturatore, con la conseguente interruzione del flusso d’acqua dalla rete idrica al condotto di caricamento.
In tali applicazioni, i mezzi sensori - attuatori sono tipicamente costituiti da un elemento in spugna anidra, la cui espansione, a seguito del contato con l’acqua di perdita, genera una forza utilizzata per determinare il movimento in chiusura dell’oturatore.
Va sottolineato come le spugne del tipo normalmente utilizzato allo scopo sono in grado di espandersi anche quando vengono a contatto con quantità minime di acqua; ciò è principalmente consentito dalla loro notevole capacità di assorbimento e da una loro carateristica “memoria di forma”.
Molto schematicamente, ai fini della realizzazione di tali elementi sensori, il materiale spugnoso che li costituisce viene all’origine imbevuto d’acqua, al fine di ottenere una loro condizione di espansione; il pezzo così bagnato viene quindi compresso, sostanzialmente lungo la sua direzione di espansione e successivamente essiccato.
11 pezzo in spugna risulta così bloccato, a causa della rigidità indotta dall’essiccazione, in una condizione di precarico, ed è ato ad assumere nuovamente la propria forma originale, quando esso viene portato a contatto con un liquido.
Si noti che un elemento in spugna di pochi millimetri di spessore in condizione anidra è atto ad espandersi di parecchi centimetri; di conseguenza, tali elementi sono in grado di funzionare diretamente sia come sensori che come attuatori.
Nel documento DE-A-36 18 258 viene ad esempio descrito un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato, nel corpo valvola del quale è previsto un sistema di otturazione, atto a chiudere una luce di passaggio dell’acqua. Tale sistema comprende un otturatore, assiale alla luce di passaggio, ed un’asta che mantiene l’oturatore nella normale posizione di apertura della luce di passaggio, ove l’asta è suscettibile di movimento lungo una direzione sostanzialmente perpendicolare rispeto alla direzione di movimento dell’oturatore; tale asta è mantenuta nella normale posizione di lavoro da una molla e ad essa è associato un elemento in spugna anidra e compressa; il movimento dell’asta può avvenire nella stessa direzione di espansione dell’elemento in spugna. Nel caso in cui si verifichi una perdita dal tubo di caricamento, l’acqua raccolta entro l’intercapedine raggiunge l’elemento in spugna, provocandone l’espansione di volume; la spugna è orientata in modo che la sua espansione avvenga in una direzione determinata e generi una forza sufficiente a vincere la reazione contraria della citata molla, così provocando un movimento dell’asta che libera l’otturatore; l’otturatore può quindi chiudere la luce di passaggio dell’acqua, così interrompendo il flusso della stessa alla macchina di lavaggio.
Dal documento DE-A-37 43 842 è noto un simile dispositivo, in cui l’elemento in spugna anidra è direttamente associato ad una appendice dell’otturatore, il quale è mantenuto in posizione di normale apertura da una molla; l’elemento in spugna è vincolato ad espandersi nella stessa direzione di movimento assiale dell’otturatore. In tale applicazione, in caso di perdita dal condotto di caricamento, l’espansione dell’elemento in spugna genera una forza che, vincendo la forza contraria della molla, produce direttamente lo spostamento verso il basso dell’otturatore, in chiusura della relativa luce di passaggio dell’acqua.
Dal documento EP-A-0 609 842 è anche noto un simile dispositivo di sicurezza antiallagamento, ove i mezzi di attuazione dell’otturatore comprendono una coppia di magneti di uguale polarità contrapposta, il primo magnete essendo associato all’otturatore ed il secondo magnete essendo associato ad un componente che reca l’elemento in spugna.
In condizione di normale funzionamento, una molla tende a mantenere il componente che reca l’elemento in spugna, e quindi il secondo magnete, in prossimità del primo magnete; in tal modo, la forza di repulsione tra i magneti stessi mantiene l’otturatore in una posizione di apertura di una luce di passaggio dell’acqua.
In caso di perdita, la conseguente espansione dell’elemento in spugna genera una forza tale da vincere l’azione della molla e provocare uno spostamento del componente che reca l’elemento in spugna, e quindi del secondo magnete; in tal modo, venendo a mancare l’azione di repulsione del secondo magnete sul primo magnete, l’otturatore è libero di passare ad una posizione di chiusura della citata luce di passaggio, così interrompendo l’afflusso dell’acqua.
Anché le soluzioni testé citate, per quanto affidabili, presentano alcuni inconvenienti legati al fatto che l’elemento in spugna deve costituire un vero e proprio organo produttore di forza di azionamento, al fine di realizzare la funzione di attuazione del dispositivo di sicurezza.
Come detto, nelle soluzioni sopra citate, all’elemento in spugna è demandata la generazione della forza necessaria a consentire la chiusura dell’attuatore; ad esempio, nel caso di DE-A-36 18 258, l’elemento in spugna deve essere in grado di generare un forza sufficiente a vincere la reazione contraria di una molla e spostare un’asta su cui preme l’otturatore; Io stesso dicasi per DE-A-37 43 842 e EP-A-0 609 842. ove l’espansione dell’elemento in spugna deve essere in grado di vincere la forza contraria di una molla.
Oltre a ciò va considerato che l’attuazione basata sull’impiego di elementi in spugna può essere affetta negativamente da attriti nel movimento delle varie parti del dispositivo.
Ad esempio, nel caso di DE-A-36 18 258, l’asta di controllo è soggetta a propri attriti di movimento, che l’espansione dell’elemento in spugna deve vincere; nel caso di DE-A-37 43 842 non è presente un’asta di controllo, ma degli attriti permangono a causa della presenza di anelli di tenuta sull’otturatore; è poi chiaro che la realizzazione dell’otturatore è in sé più complessa, in quanto esso deve prevedere una specifica appendice, cui è solidamente associato un apposito contenitore dell’elemento in spugna; nel caso di EP-A-0 609 842, il componente che reca l’elemento in spugna deve essere guidato orizzontalmente, al fine di garantire l’orientamento del secondo magnete, con i conseguenti attriti di movimento.
Al riguardo, si noti che le varie molle previste dai dispositivi di tipo noto debbono essere di forza modesta, poiché tale forza deve essere vinta dalla semplice forza di azionamento liberata dall’espansione della spugna; la limitata forza sviluppabile da tali molle può essere un altro motivo di criticità nell’intervento dei dispositivi noti, anche a causa dei citati attriti cui le parti in movimento possono essere soggetti. E’ quindi chiaro che, al fine di poter utilizzare molle in grado di sviluppare maggiori potenze, dovranno essere utilizzati settori di spugna di dimensioni maggiori.
Da quanto sopra descritto si evince come l’elemento in spugna, costituendo un vero e proprio organo produttore di forza di azionamento, debba essere dimensionato in modo opportuno, al fine di poter generare la forza sufficiente allo scopo; al riguardo si consideri che, in alcuni dispositivi secondo l’arte nota, più elementi in spugna distinti debbono essere posti in serie tra loro.
E’ chiaro che, tanto maggiori sono le dimensioni che l’elemento in spugna deve avere, o tanto maggiore è il numero degli elementi in spugna impiegati, tanto maggiori saranno i costi finali di realizzazione del dispositivo di sicurezza.
I suddetti inconvenienti possono riflettersi negativamente anche sulle dimensioni del corpo valvola, in cui sono normalmente contenuti l’otturatore e l’elemento in spugna anidra; come detto, infatti, l’elemento in spugna anidra ha un sostanziale volume d’ingombro anche prima della sua espansione.
Problema aggiuntivo delle soluzioni citate è poi dovuto alla necessità di prevedere più pezzi per ottenere l’attuazione dell’otturatore (qual é il caso di DE-A-36 18 258 e, soprattutto, di EP-A-0 609 842), ovvero complicare la realizzazione di quest’ultimo (come in DE-A-37 43 842), con un conseguente aumento dei costi e delle dimensioni del corpo valvola.
A tal riguardo va anche considerato che, in generale, l’azione di spinta prodotta dall’espansione di un elemento in spugna anidra, destinata a produrre un’attuazione, può non essere estremamente riproducibile in modo predeterminato; da ciò l’ esigenza nelle soluzioni note di prevedere anche dei mezzi per “guidare” opportunamente l’espansione della spugna nel verso desiderato e/o prevedere un sovradimensionamento delle spugne volto ad assicurare un intervento certo dei mezzi attuatori.
La presente invenzione si propone di risolvere uno o più degli inconvenienti sopra citati e di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento, del tipo comprendente un primo condotto di passaggio di un liquido, almeno in parte racchiuso entro un’intercapedine, di realizzazione migliorata, più efficiente, compatta ed economica rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni.
In tale ambito generale, uno scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato impiegante mezzi sensori di perdita aventi dimensioni e costi contenuti rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni, in particolare anche per il caso in cui i mezzi sensori utilizzati siano della stessa tipologia impiegata secondo la tecnica nota.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato che impieghi un numero ridotto di componenti ed abbia un costo contenuto rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni. Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato in cui i mezzi sensori di perdita non debbano generare forze, o spinte, atte a produrre un’attuazione necessaria al funzionamento del dispositivo stesso, quest’ultima essendo demandata ad altri componenti del dispositivo.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento che possa garantire una forza di attuazione, e quindi una certezza di intervento, maggiore rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni, pur impiegando dei mezzi sensori di perdita di dimensioni inferiori rispetto all’arte nota. Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza àntiallàgamento del tipo citato in cui possano essere utilizzati degli elementi elastici o molle in grado di sviluppare forze maggiori rispetto alle forze sviluppabili dagli elementi elastici utilizzati nei dispositivi di sicurezza noti che adempiono alle medesime funzioni, al fine dì consentire una maggiore certezza di intervento.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato che impieghi componenti di concezione e geometria semplificata rispetto ai dispositivi noti che adempiono alle medesime funzioni.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato che preveda un numero minimo di parti in movimento, praticamente costituite dai soli mezzi otturatori di una luce di passaggio del liquido. Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato in cui il posizionamento dei mezzi sensori sia realizzato tramite elementi di struttura semplificata rispetto all’arte nota, pur garantendo la necessaria precisione di intervento.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di indicare un dispositivo di sicurezza antiallagamento del tipo citato i cui mezzi sensori di perdita siano opportunamente protetti dall’ambiente.
Per raggiungere uno o più di tali scopi, forma oggetto della presente invenzione un dispositivo di sicurezza antiallagamento incorporante le caratteristiche delle rivendicazioni allegate che formano parte integrante della presente descrizione.
Ulteriori scopi, caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulterannc chiari dalla descrizione particolareggiata che segue e dai disegni annessi, fomiti a puro titolo di esempio esplicativo e non limitativo, in cui:
- la Fig. 1 rappresenta schematicamente in vista laterale- un dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
la Fig. 2 rappresenta schematicamente in pianta il dispositivo di sicurezza antiallagamento di Fig. 1 ;
- <■ >la Fig. 3 rappresenta schematicamente in vista prospettica il dispositivo di sicurezza antiallagamento di Fig. 1;
- la Fig. 4 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse A-A di Fig. 2, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
- la Fig. 5 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse B-B di Fig. 2, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione, in una prima condizione operativa;
- la Fig. 6 rappresenta schematicamente un dettaglio ingrandito della sezione di Fig. 5; - la Fig. 7 rappresenta schematicamente un primo dettaglio ingrandito di una sezione, simile a quella di Fig. 4, relativo ad una possibile variante di un componente dell’invenzione,
- la Fig. 8 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse B-B di Fig. 2, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione, in una seconda condizione operativa;
- la Fig. 9 rappresenta schematicamente in vista esplosa il dispositivo di sicurezza antiallagamento di Fig. 1 ;
- la Fig. 10 rappresenta schematicamente un dettaglio ingrandito della sezione di Fig. 4; - la Fig. 11 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse C-C di Fig. 4, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
- la Fig. 12 rappresenta schematicamente un dettaglio ingrandito della sezione di Fig. 11;
- la Fig. 13 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse D-D di Fig. 4, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
- la Fig. 14 rappresenta schematicamente una sezione, secondo l’asse E-E di Fig. 4, del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione;
- la Fig. 15 rappresenta schematicamente in sezione una parte di un dispositivo di . sicurezza antiallagamento in accordo ad una seconda variante della presente invenzione, in una prima condizione operativa;
- la Fig. 16 rappresenta schematicamente in sezione la parte del dispositivo di sicurezza antiallagamento di Fig. 15 in una seconda condizione operativa.
Con particolare riferimento alle Figg. 1-3, con 1 viene indicato nel suo complesso un dispositivo di sicurezza antiallagamento per apparati domestici, in particolare per una macchina di lavaggio, realizzato secondo i dettami della presente invenzione.
Ad una sua prima estremità, il dispositivo 1 comprende un primo raccordo 2, di collegamento al rubinetto (non rappresentato) di una rete di alimentazione di un liquido, tipicamente acqua; all’altra estremità del dispositivo 1 è previsto un secondo raccordo 3, di collegamento ad un apposito attacco previsto sulla macchina di lavaggio cui il dispositivo stesso deve essere associato.
Al raccordo 2, immediatamente a valle di questo, è associato un corpo valvola 4, entro il quale sono disposti dei mezzi di intercettazione del flusso dell’acqua e dei mezzi sensori, atti a rilevare la presenza di acqua di perdita entro il dispositivo 1, e consentire conseguentemente l’attivazione dei mezzi di intercettazione (i mezzi di intercettazione ed i mezzi sensori e attuatori saranno in seguito descritti dettagliatamente); il corpo valvola 4 presenta un involucro esterno 5.
Con 6 viene indicato un primo tubo che, unitamente a dei passaggi interni al corpo valvola 4, definisce un condotto di caricamento dell’acqua proveniente dalla rete idrica alla macchina di lavaggio; come risulterà chiaro in seguito, tale condotto si estende in pratica dal raccordo 2 al raccórdo 3.
Con 7 viene indicato un secondo tubo, che si estende tra l’involucro 5 del corpo valvola 4 ed un elemento terminale 8 facente parte del raccordo 3, e che circonda completamente il tubo 6; come risulterà chiaro in seguito, il sopra citato condotto di caricamento dell’acqua risulta racchiuso completamente all’inteno di un complesso definito dal tubo 7 e da una cavità definita tra il corpo valvola 4 ed il relativo involucro 5; in tal modo, entro il dispositivo 1 è quindi definita un’intercapedine, in seguito descritta, avente la funzione di raccogliere dell’acqua di perdita che eventualmente fuoriesce dal tubo 6, a seguito di una rottura di quest’ultimo.
Preferibilmente il tubo interno 6 è in gomma rinforzata, mentre il tubo esterno 7 è del tipo corrugato in materiale plastico.
Nelle Figg. 4-14 il dispositivo 1 e le sue parti componenti vengono illustrate in maggior dettaglio, a mezzo di viste in sezione ed in esploso.
Come si nota in Figg. 4, entro il corpo valvola 4, che è realizzato in un pezzo unico in materiale termoplastico, sono definiti un primo passaggio 9 ed un secondo passaggio 10, tra loro in comunicazione idraulica; come si nota anche nell’esempio raffigurato in Fig. 11 , i passaggi 9 e 10 non sono coassiali tra loro.
Dalle Figg. 4 e 9 si nota come il corpo valvola 4, in corrispondenza dell’estremità superiore del passaggio 9, è sagomato a definire una parte flangiata 11; inferiormente a tale parte flangiata 11, al corpo valvola 4 sono associati due semi-anelli 12, pure in materiale termoplastico e filettati nella loro parte esterna.
Il raccordo 2 consta di una ghiera 13, in materiale termoplastico, il cui passaggio interno è filettato alle due estremità; la filettatura inferiore della ghiera 13 è atta all’ avvitamento sui semi-anelli 12 tra loro accoppiati, mentre la filettatura superiore della stessa ghiera 13 è atta all’avvitamento al citato rubinetto della rete idrica.
Con 14 è indicato un regolatore di flusso, di tipo e funzionamento in sé noto, sistemato in un apposito alloggiamento definito all’estremità superiore del passaggio 9; come si nota in Fig. 9, il regolatore di flusso comprendente un piattello 14A dotato di passaggi calibrati, visibili nelle sezioni di Fig. 4 e 5, ed una membrana 14B in materiale elastico; superiormente al regolatore di flusso 14 è poi posto un filtro 15, pure di tipo in sé noto, e munito di una guarnizione di tenuta 15A.
Come si intuisce, in particolare dalle Figg. 4 e 5, il regolatore di flusso 14 è mantenuto entro il relativo alloggiamento a mezzo del filtro 15, e la posizione di quest’ultimo è garantita dalla ghiera 13 che preme su almeno parte del perimetro esterno della guarnizione 15 A.
Il corpo valvola 4, in corrispondenza dell’estremità inferiore del passaggio 10, è sagomato a definire un innesto 16 per il tubo interno 6; come si nota nelle Figg. 4 e 9, sull’innesto 16 viene infilata l’estremità superiore del tubo 6, e la precisa connessione tra le due parti viene poi assicurata a mezzo di una fascetta di chiusura 17, che può essere fissata tramite aggraffaggio o cianfrinatura.
Nel caso esemplificato nella figure, l’estremità superiore del tubo esterno 7 è sagomata a definire direttamente l’involucro 5 del corpo valvola 4; come si nota, l’ involucro 5 è provvisto di una scanalatura 5A lungo la sua circonferenza, atta a ricevere una fascetta 5B di serraggio dell’involucro stesso al corpo valvola 4.
In tal modo, e come si nota in Fig. 4, tra l’insieme costituito dal corpo valvola 4 e dal tubo 6, e l’insieme costituito dal tubo 7 con l’involucro 5, risulta definita un’intercapedine 18.
Con particolare riferimento alle Figg. 4, 5 e 9, con 19 viene indicato nel suo complesso un organo otturatore, il quale è in sostanza costituito da un’asta opportunamente sagomata in materiale termoplastico.
L’estremità superiore dell’otturatore 19 presenta una terminazione 19A, atta All’inserimento in una sede centrale del regolatore di flusso 14.
Inferiormente a tale terminazione 19A, l’otturatore 19 presenta un elemento di occlusione 19B, di forma sostanzialmente doppio tronco-conica, lungo la circonferenza massima del quale è previsto un anello di tenuta 19C; l’elemento di occlusione 19B, in particolare in corrispondenza del proprio anello di tenuta 19C, è di dimensioni tali da poter poggiare su un sottostante restringimento 9A del passaggio 9 entro il quale l’elemento di occlusione 19B risulta posizionato; come si intuisce, la chiusura dell’elemento di occlusione 19B sul restringimento 9A determina l’interruzione del collegamento idraulico tra il passaggio 9 ed il passaggio 10, e quindi l’interruzione di un flusso di acqua verso la macchina di lavaggio.
Una parte ad asta, indicata con 19D, dell’ otturatore 19 è parzialmente inserita in una sede di scorrimento 20, definita passante nel corpo valvola 4 a partire dal fondo del passaggio 9, in modo tale che l’estremità inferiore della stessa parte ad asta 19D risulti in appoggio su di elemento sensore o di supporto 21; nel caso esemplificato, tale elemento sensore o di supporto 21 è costituito da un elemento in spugna anidra compressa, del tipo noto e normalmente utilizzato nelle sicurezze antiallagamento, il quale è sostenuto da una appendice 22 del corpo valvola 4 che si estende entro l’intercapedine 18.
Come si nota nel dettaglio di Fig. 6, nella versione preferita dell’invenzione l’estremità inferiore della parte ad asta 19D dell’otturatore risulta praticamente piantata sull’elemento sensore o di supporto 21 in spugna; a tale scopo, come si nota in Fig. 6 e 9, l’estremità inferiore della parte ad asta 19D definisce un rilievo a punta, indicato con 19E.
La porzione della parte ad asta 19D che è inserita nella sede 20 è dotata di guarnizioni di tenuta 19F, ad esempio del tipo O-ring, mentre sulla porzione che fuoriesce nell’intercapedine 18 è posta una molla M, vincolata all’otturatore 19 a mezzo di un riscontro 19H; in particolare, la porzione inferiore della parte ad asta 19D presenta un restringimento di sezione, indicato con 19L in Fig. 9, sul quale è atto ad essere vincolato, ad esempio tramite un aggancio a scatto, il riscontro 19H; nel caso esemplificato, il riscontro 19H è internamente cavo ed ha una forma sostanzialmente a cilindro, il cui bordo inferiore è leggermente flangiato, per creare da un lato un gradino di appoggio per l’estremità inferiore della molla M, e dall’altro lato una ulteriore superficie d’appoggio per l’otturatore 19 sull’elemento 21.
Come si nota, quindi, la molla M opera tra il corpo valvola 4 ed il riscontro 19H solidale all’otturatore 19, nel senso di spingere quest’ultimo verso il basso, ossia sull’elemento sensore o di supporto 21.
Con 19M è indicata una corona di fine corsa, definita nell’otturatore 19 tra l’elemento di occlusione 19B e la porzione della parte ad asta 19D che è inserita nella sede 20; tale corona 19B è di diametro superiore a quello della sede di scorrimento 20, onde limitare la corsa verso il basso dell’otturatore 19, ai fini che risulteranno chiari in seguito.
Come in precedenza accennato, nel caso esemplificato nelle figure, l’elemento di sensore o di supporto 21 è realizzato in spugna anidra compressa.
Come detto, tale elemento in spugna 21 è posto su di una apposita appendice 22 definita dal corpo valvola 4 e posizionata entro l’intercapedine 18; come si nota nelle Figg. 4, 5 e 9, tale appendice 22 presenta lateralmente delle aperture, indicate con 22A, visibili anche in Figg. 13 e 14; dalle figure, ed in particolare dalla Fig. 6, si può altresì notare come nell’appendice 22 risulta vantaggiosamente definito un rilievo a punta 22C, rivolto verso l’elemento in spugna 21, in corrispondenza della posizione in cui quest’ultima deve essere alloggiata; su tale rilevo a punta 22C è praticamente piantato l’elemento in spugna 21.
Secondo l’invenzione, e a differenza dell’arte nota, l’elemento in spugna 21 non è utilizzato per generare l’energia o la forza necessaria a produrre lo spostamento di un dato organo del dispositivo; al contrario, tale elemento 21 è impiegato per mantenere o sostenere tale organo in una determinata posizione, eventualmente in contrasto all’azione di un elemento elastico, e per consentire al medesimo organo di spostarsi a seguito dell’espansione dell’elemento 21.
Come in precedenza accennato, la forza generabile dall’espansione di un elemento in spugna, o da più elementi in spugna posti in serie tra loro, è assai modesta; al contrario, un elemento in spugna è, in condizioni anidre, capace di contrastare, lungo sue superfici perpendicolari a quelle rivolte al verso di espansione, una forza esterna di parecchie volte superiore a quella generabile dall’espansione stessa. Ad esempio, un medesimo elemento in spugna può generare, lungo la sua direzione di espansione, una forza di alcuni ettogrammi, ma è in grado di contrastare, in condizioni anidre e secondo un direzione sostanzialmente perpendicolare a quelle di espansione, forze esterne di alcuni chilogrammi (un elemento in spugna anidra compressa avente dimensioni di circa 20 x 10 x 7 mm è in grado di sopportare un peso di circa 30 Kilogrammi).
In base alle suddette considerazioni, secondo l’invenzione, l’elemento in spugna è quindi previsto per:
- quando asciutto, mantenere in una certa posizione, a mezzo di almeno sue due superfici perpendicolari o comunque angolate rispetto al verso di espansione, un organo del dispositivo di sicurezza suscettibile di movimento; in tali condizioni, l’elemento in spugna si oppone lungo le suddette due superfici alla forza di movimento dell’organo;
- quando bagnato, e quindi a seguito dell’espansione e/o rammollimento, consentire al detto organo di muoversi; in tali condizioni l’espansione determina una notevole riduzione della consistenza dell’elemento in spugna lungo le suddette due superfici, ovvero una riduzione della capacità dell’elemento in spugna stesso ad opporsi alla forza di movimento dell’organo.
Pertanto, secondo l’invenzione, l’elemento sensore in spugna 21 viene orientato opportunamente all’inteno del dispositivo 1, in modo tale che la sua espansione avvenga in una direzione sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto alla direzione di movimento dell’organo che opera direttamente sull’elemento 21 stesso, qual é l’otturatore 19.
Nel caso specifico degli esempi raffigurati, le due suddette superfici sono quelle superiore ed inferiore dell’elemento in spugna 21; la superficie inferiore poggia sull’appendice 22, mentre sulla superficie superiore poggia l’otturatore 19; in base a quanto in precedenza chiarito, quindi, l’elemento 21 è in grado di mantenere agevolmente l’otturatore 19 in condizione di apertura del passaggio 9, nonostante l’azione della molla M e la spinta verso il basso che allo stesso otturatore viene impartita dall’acqua in ingresso al passaggio 9.
Dalle Figg. 4, 13 e 14 si nota come una prima superficie laterale dell’elemento in spugna 21 risulti in sostanza poggiata o comunque adiacente alla parete verticale 4A del corpo 4, dal quale l’appendice 22 si diparte orizzontalmente e nel quale è definito il passaggio 10.
La superficie laterale opposta dell’elemento in spugna 21 risulta invece rivolta verso l’interno dell’intercapedine 18.
Dalle Figg. 5, 13 e 14 è invece possibile notare l’assenza di vincoli rivolti di fronte alle altre due superfici laterali dell’elemento in spugna 21 che, secondo l’invenzione, sono le due superfici lungo le quali l’elemento stesso è destinato ad espandersi; si noti, ad esempio dalla Fig. 5, che lo spazio libero ai lati di ciascuna di tali due superfici laterali è almeno doppio rispetto alla sezione dell’elemento in spugna 21 quando asciutto.
Al riguardo del posizionamento dell’elemento in spugna 21 si noti infine che, in aggiunta o in alternativa al rilievo a punta 22C dell’appendice 22, un elemento appuntino 22D potrebbe anche essere previsto sulla parete verticale 4A, al fine di ulteriormente garantire il corretto posizionamento dell’elemento 21 stesso; tale possibile variante dell’invenzione viene illustrata nella sezione di Fig. 7.
Si noti al riguardo che i rilievi a punta 19E, 22C e/o 22D hanno la funzione di mantenere nella corretta posizione operativa l’elemento in spugna 21, senza tuttavia determinare ostacoli o attriti contrari alla sua espansione.
Come si nota, quindi, nel caso esemplificato, l’elemento in spugna 21 funge da mezzo di sostegno o ritegno per l’otturatore 19, per impedire che in condizioni normali il medesimo scorra in basso, sotto l’azione combinata della molla M e dell’acqua in ingresso al dispositivo 1.
Al riguardo va anche sottolineato come, nel dispositivo secondo l’invenzione, l’elemento sensore in spugna 21 è previsto, quando asciutto, per contrastare la forza di espansione o rilascio di un elemento elastico (M) e, quando bagnato, per consentire a tale elemento elastico (M) di espandersi o rilasciarsi. Al contrario, nelle soluzioni secondo l’arte nota, un elemento in spugna è disposto per consentire, quando asciutto, la condizione di rilascio o espansione di un elemento elastico e, quando bagnato, per comprimere tale elemento elastico.
Inoltre, secondo l’invenzione, l’elemento sensore in spugna é adatto ad essere, per così dire, penetrato dall’asta dell’attuatore consentendo a quest’ultimo di avere un ulteriore spazio di corsa che, sotto l’azione della molla M, viene utilizzato per passare in condizioni di chiusura.
Tornando alla Fig. 4 e 5, in essa si nota come le dimensioni della porzione del corpo valvola 4 in cui è definita l’appendice sede 22 sono tali che questa delimiti, nella parte superiore dell’intercapedine 18, una prima camera 18 A; si noti che tale camera 18A non è a tenuta ermetica rispetto all’intercapedine 18, stante la presenza delle aperture 22 A dell’appendice 22.
Sempre in Fig. 4, con 23 è indicato un passaggio, estendentesi parallelamente alla sede 20, atto a mettere in comunicazione la prima camera 18A con una seconda camera 18B, adiacente al passaggio 9, di alloggiamento di una valvola di sfiato 24; tale valvola di sfiato 24 è anche visibile in Fig. 11 e, in scala maggióre, nei dettagli di cui alle Figg. 10 e 12.
La valvola di sfiato 24 è dotata di un anello di tenuta 24A ed è provvista di primi denti di aggancio 24B a pareti inclinate, visibili in Fig. 10, idonee a esercitare una blanda azione di trattenimento in relative sedi 18B’ definite nella camera 18B.
La valvola di sfiato 24 è inoltre provvista di secondi denti di arresto 24D, visibili in Fig. 12, i quali sono previsti per limitare il movimento della valvola verso l’esterno della camera 18B, facendo battuta su apposite superfici 18B” definite in quest’ultima.
In condizioni di normale funzionamento del dispositivo 1, la valvola di sfiato 24 è nella posizione di chiusura, come rappresentata nelle varie figure, in modo da sigillare ermeticamente, grazie al proprio anello di tenuta 24A, la cavità interna del disposiivo 1 , costituita dall’intercapedine 18, dalla camera 18A e dalla camera 18B, rispetto all’ambiente.
Al verificarsi di una perdita, cui corrisponde un progressivo accumulo di acqui: entro l’intercapedine 18, la valvola di sfiato 24, sotto la crescente pressione dell’arii; entro l’intercapedine stessa, è portata a scivolare verso l’esterno della camera 18B, liberando i denti di aggancio 24B, ed aprendo un passaggio calibrato (visibile nella parte bassa di Fig. 10); in tal modo viene consentito un deflusso dell’aria dall’intercapedine 18 verso l’ambiente esterno, che è necessario al fine di permettere all’acqua derivante de. una perdita dal tubo 6 di risalire nell’intercapedine stessa, in modo da determinare l’espansione dell’elemento 21 e conseguentemente scongiurare possibili rischi di cedimento del tubo esterno 7 dovuti a sovrapressioni:
Si noti che il suddetto passaggio per il deflusso dell’aria è calibrato anche al fine di evitare eventuali eccessive fuoriuscite di acqua dal medesimo; va in ogni caso detto che l’alta velocità di espansione dell’elemento 21 consente in generale di ottenere una chiusura molto rapida dell’otturatore 19, rendendo minimo il suddetto rischio di fuoriuscite di acqua dal dispositivo 1.
Come si nota nelle Figg. 4 e 9, il raccordo 3 consta di un corpo 25 in materiale termoplastico, definente un condotto interno; una prima estremità del corpo 25 definisce una flangia 26, per la tenuta di una ghiera filettata 27, utilizzata per il fissaggio del dispositivo 1 alla macchina di lavaggio; tra l’estremità del corpo 25 e la ghiera 27 è presente una guarnizione 28, visibile in Fig. 9.
La seconda estremità del corpo 25 è sagomata a definire un innesto 29 per il tubo interno 6; come si nota nelle Figg. 4 e 9, sull’innesto 29 viene infilata l’estremità inferiore del tubo 6, e la precisa connessione tra le due parti viene poi assicurata a mezzo di una fascetta di chiusura 30, che può essere fissata tramite aggraffaggio o cianfrinatura.
Tra la flangia 26 e l’innesto 29, il corpo 25 definisce il già citato elemento terminale 8, il quale presenta una scanalatura 8A utilizzata per il fissaggio a tenuta dell’estremità inferiore del tubo esterno 7; l’estremità inferiore del tubo 7 termina in un rispettivo involucro di congiunzione 7A, provvisto di una scanalatura 7A’ (si veda in particolare la Fig. 9).
Ai fini del fissaggio, l’involucro di congiunzione 7A viene infilato sull’elemento terminale 8, in modo che le rispettive scanalature 7A’ e 8A coincidano; nella scanalatura 7A’ viene quindi serrata una fascetta 31 , atta a realizzare la necessaria tenuta ermetica del tubo esterno 7 suirelemento terminale 8.
Come si intuisce, il montaggio del dispositivo di sicurezza antiailagamento 1 secondo l’esempio realizzativo fornito è molto semplice, ed avviene con le seguenti modalità; a) inserimento dell 'otturatore 19, già dotato dei relativi anelli di tenuta 19C e 19F nella relativa sede di scorrimento 20;
b) inserimento della molla M sulla parte ad asta 19D dell’otturatore che fuoriesce inferiormente alla sede 20, e fissaggio del riscontro 19H sul restringimento 19L; c) sollevamento dell’otturatore 19, ad esempio tramite una trazione esercitata sulla terminazione 19A e posizionamento dell’elemento in spugna 21 sulla relativa appendice di posizionamento 22, nei modi e secondo l’orientamento in precedenza descritti e illustrati, avendo cura che, dopo il rilascio dell’otturatore 19, il rilievo a punta 19E dell’otturatore 19, il rilievo a punta 22C dell’appendice 22, o eventualmente il rilievo a punta 22D della parete 4A, risultino piantati nel corpo dell’elemento in spugna 21;
d) inserimento della valvola di sfiato 24, già dotata del relativo anello di tenuta 24A, nella relativa camera 18B;
e) posizionamento del regolatore di flusso 14 e del filtro 15 all’estremità superiore del condotto 9, in modo tale che la sede centrale del regolatore di flusso 14 sia innestata sulla terminazione 19A dell’otturatore 19;
f) associazione dei semi-anelli 12 al corpo valvola 4 ed avvitamento su di essi della ghiera 13;
g) associazione dell’estremità superiore del tubo interno 6 all’innesto 16 e serraggio della fascetta 17;
h) associazione dell’involucro 5 definito all’estremità superiore del tubo esterno 7 al corpo valvola 4, a mezzo della fascetta 5B;
i) associazione della ghiera 27 al corpo 25, con interposizione della guarnizione 28; l) associazione dell’estremità inferiore del tubo interno 6 all’innesto 29 del corpo 25 e serraggio della fascetta 30;
m) associazione dell’involucro 7 A definito all’estremità inferiore del tubo esterno 7 all’elemento di chiusura 8 del corpo 25, a mezzo della fascetta 31.
Quanto al passo c), si noti che, nel caso in cui il corpo valvola 4 presenti il rilevo 22C, l’elemento in spugna 21 verrà inizialmente posizionato leggermente più in alto rispetto all’appendice 22, per poi venire piantato sul rilevo 22C e poggiare sull’appendice 22 sotto la spinta dell 'otturatore 19, quando questo viene rilasciato dalla sua posizione sollevata (eventualmente anche in virtù di una spinta esterna, verso il basso, esercitata sull’otturatore); naturalmente, a seguito delle suddette operazioni, anche il rilevo 19E dell’otturatore 19 risulterà piantato sulla superficie superiore dell’elemento 21.
Nel caso in cui il corpo valvola 4 presenti invece il rilevo 22D sulla parete verticale 4A, l’elemento 21 può essere direttamente appoggiato sull’appendice 22, e fatto scorrere linearmente verso la parete 4A, a piantarsi sul rilevo 22D; anche in questo caso, quando l’elemento 21 verrà rilasciato e/o spinto verso il basso, il rilevo 19E dell’otturatore verrà piantato sulla superficie superiore deli 'elemento 21.
Il funzionamento del dispositivo di sicurezza antiallagamento secondo la presente invenzione, in condizioni di normale funzionamento, è il seguente.
Stante l’apertura del rubinetto delle rete idrica cui il dispositivo 1 è connesso, l’acqua è libera di fluire entro condotto di carico definito dai passaggi 9 e 10, dal tubo 6 e, ovviamente, dal passaggio interno al corpo 25.
Si noti che tale flusso di acqua viene normalmente abilitato dall’apertura di un’apposita elettrovalvola di carico posta internamente alla macchina di lavaggio cui il dispositivo 1 è connesso; tale elettrovalvola, che è presente praticamente in ogni macchina di lavaggio, è sottoposta al controllo di un programmatore o timer della macchina stessa. Come detto, l’otturatore 19 è mantenuto in apertura del passaggio 9 a mezzo dell’elemento in spugna 21, che si oppone all’azione della molla M e alla spinta verso il basso che allo stesso otturatore viene impartita dall’acqua in ingresso al dispositivo 1. Come in precedenza descritto, l’intercapedine 18 in cui è contenuto l’elemento in spugna anidra 21 è a tenuta ermetica; tale fatto consente di isolare completamente l’elemento 21 rispetto all’ambiente ed all’umidità in esso presente, al fine di garantire un elevato grado di mantenimento delle ottimali caratteristiche di funzionamento dell’elemento 21 stesso.
Il funzionamento del dispositivo 1 secondo l’invenzione, in caso di rottura o perdita dal tubo interno 6, è invece il seguente.
L’acqua di perdita che fuoriesce dal tubo 6, penetrando nell’intercapedine 18, esercita una compressione crescente dell’aria ivi contenuta.
Tale aumento della pressione dell’aria entro l’intercapedine 18 è tale da produrre il movimento della valvola di sfiato 24, che normalmente sigilla ermeticamente, grazie all’anello di tenuta 24A ed all’impegno dei denti 24B nelle rispettive sedi 18B’, l’intercapedine stessa; l’aria dall’intercapedine 18 è libera di trafilare attraverso le scanalature 22A, e quindi raggiungere le camere 18A e 18B, e infine l’ambiente esterno. La valvola di sfiato 24 viene quindi spinta dalla pressione dell’arìa a scivolare verso l’esterno della camera 18B, vincendo la blanda tenuta esercitata a mezzo dei denli 24B; tale movimento della valvola 24 libera, come detto, un passaggio calibrato, che permette il deflusso dell’aria contenuto nell’intercapedine 18-18A-18B verso l’ambiente.
L’uscita dell’aria consente quindi all’ulteriore acqua in perdita dal tubo 6 di penetrare agevolmenté nell’intercapedine 18, e riempire progressivamente quest’ultima; tale acqua è libera di risalire lungo l’intercapedine 18 sino a raggiungere le aperture 22A e venire a contatto con l’elemento in spugna 21.
L’elemento in spugna 21, assorbendo l’acqua, aumenta rapidamente di volume, secondo la direzione di espansione come in precedenza definita; in tal modo si determina una rapida perdita delle caratteristiche iniziali di solidità dell’elemento in spugna 21, ossia un suo cedimento, o rammollimento, o diminuzione della sua consistenza tra le sue superfici superiore ed inferiore; tale cedimento viene naturalmente favorito e reso rapido dalla spinta verso il basso prodotta dall’otturatore 19.
A seguito di tale cedimento l’elemento 21 non è più in grado di esercitare la propria azione di trattenimento o sostegno dell’otturatore 19, il quale quindi scorre verso il basso penetrando all’interno dell’elemento 21, sino a che l’elemento di occlusione 19B, con il relativo anello di tenuta 19C non giunga in appoggio sul restringimento 9A, e sia ivi mantenuto dalla pressione dell’acqua in ingresso dal raccordo 2 e dalla molla M; il condotto 9 risulta in tal modo chiuso, e ciò impedisce l’ulteriore afflusso di acqua verso il tubo 6.
Come già detto, la velocità di espansione dell’elemento 21, e quindi di diminuzione della relativa consistenza, consente in generale la rapida chiusura dell’otturatore 19, prima che l’acqua di perdita possa risalire sino alla camera 18B; in tal modo, quindi, vengono ridotti i rischi di fuoriuscite di acqua dal dispositivo 1.
Si noti altresì che l’eccessiva escursione verso il basso dell’otturatore 19 viene limitata a mezzo della corona di fine corsa 19M, la quale evita altresì che gli anelli di tenuta 19F fuoriescano dall’ambito della sede di scorrimento 20.
E’ chiaro che l’elemento sensore o di sostegno 21 può anche essere realizzato in un materiale diverso dalla spugna anidra, quale ad esempio una carta opportuna, o un impasto di fibre, o materiali di origine vegetale, o un ricavato della cellulosa, eventualmente comprensivo di opportuni agenti leganti e/o conservanti o, più in generale, un qualsiasi materiale soggetto, in caso di imbibimento, ad una rapida diminuzione della propria consistenza, ossia un rapido cedimento o perdita delle caratteristiche iniziali di solidità.
Tale materiale può essere di tipo poroso o permeabile, e in generale caratterizzato da una tensione superficiale capillare che ne faciliti l’assorbimento di liquido.
Tale materiale dovrebbe inoltre avere caratteristiche meccaniche sufficienti per resistere a sollecitazioni dovute ad urti e/o cadute a cui il dispositivo 1 potrebbe essere occasionalmente soggetto, ad esempio durante il trasporto e/o la vendita (si consideri al riguardo che i dispositivi di sicurezza antiallagamento sono spesso venduti come parti di ricambio, in negozi o grandi magazzini, e quindi soggetti a manipolazioni); in particolare, il materiale costituente l’elemento sensore o di sostegno 21 dovrebbe resistere a cadute del dispositivo 1 da altezze nell’ordine di almeno un metro.
Per il motivo suddetto, ad esempio, l’elemento 21 dovrebbe preferibilmente essere di tipo non solubile, stante la fragilità di tale tipo di materiali.
Si noti inoltre che, per consentire ad un otturatore di essere sostenuto tramite un sensore di perdita di tipo solubile, a quest’ultimo dovrebbe essere conferito un elevato grado di robustezza, e a tal fine il materiale solubile verrebbe ad avere una elevata compattezza e densità; tale necessità ridurrebbe però notevolmente la capacità e rapidità di scioglimento del sensore, determinando in tal modo un intervento ritardato del dispositivo di sicurezza, con la conseguente perdita d’acqua dallo stesso o addirittura la rottura del suo tubo esterno, a causa della notevole pressione che si realizzerebbe nel l’intercapedine di raccolta.
Dalla descrizione effettuata risultano pertanto chiare le caratteristiche della presente invenzione. Dalla descrizione effettuata risultano altresì chiari i vantaggi della medesima.
Secondo l’invenzione il sensore di perdita, che realizza il mezzo di sostegno 21, consente una realizzazione estremamente compatta' del dispositivo 1. In tale ottica, si sottolinea infatti come le dimensioni dell’elemento 21 possano essere nettamente inferiori a quelle dei settori di spugna anidra comunemente utilizzati sui dispositivi di sicurezza antiallagamento noti.
Nei dispositivi noti, infatti, ad un elemento in spugna è demandata la generazione di una forza atta a produrre l’attuazione del dispositivo; per tale motivo, l’elemento in spugna previsto nell’arte nota deve essere di dimensioni sufficienti allo scopo, tanto che in alcuni casi più elementi in spugna debbono essere disposti in serie tra loro.
Nel caso della presente invenzione, al contrario, l’elemento 21 può essere di dimensioni nettamente inferiori, in quanto ad esso viene demandata una semplice funzione di sostegno; tale funzione è esercitata dall’elemento 21 lungo una direzione sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto alla sua direzione: di espansione; come detto, nel dispositivo secondo l’invenzione, l’elemento sensore: in spugna 21 provvede, quando asciutto, a contrastare la forza di espansione o rilascio di un elemento elastico M e, quando bagnato, consente a tale elemento elastico M di espandersi o rilasciarsi.
Al contrario nelle soluzioni secondo l’arte nota, un elemento in spugna è disposto per consentire quando asciutto la condizione di espansione di un elemento elastico e, quando bagnato, per comprimere tale elemento elastico.
Inoltre nell’arte nota non vi sono esempi in cui i mezzi otturatori penetrano all’inteno dello spazio occupato dal sensore di perdite 21, quando questo si trova nelle condizioni di asciutto.
Tale approccio d’uso di un elemento in spugna, opposto a quello ricavabile dall’arte nota, fa si che il medesimo possa essere impiegato per sopportare carichi di parecchi chilogrammi.
Da quanto sopra, quindi, appare chiaro come l’elemento 21 secondo l’invenzione possa essere di dimensioni ridotte.
In considerazione del fatto che l’elemento 21 secondo l’invenzione è in grado di sopportare carichi di parecchi chilogrammi, appare poi chiaro che i mezzi elastici 19H, a cui l’elemento 21 si oppone, possano essere di tipo atto a generare una forza nettamente superiore rispetto alle forze consentite secondo l’arte nota; ciò consente un maggiore certezza di intervento del dispositivo di sicurezza, al fine di ottenere la chiusura dell’otturatore. Si noti ad esempio, che per il suddetto motivo, l’effetto di eventuali attriti prodotti dalle guarnizioni 19F risultano assolutamente ininfluenti.
Nonostante le sue ridotte dimensioni, inoltre, il materiale costituente l’elemento sensore 21 è in grado di resistere e mantenere inalterate le proprie caratteristiche meccaniche e di rapidità di intervento anche a seguito di urti, cadute o vibrazioni a cui il dispositivo 1 potrebbe essere occasionalmente soggetto.
Si noti infine che il dispositivo di sicurezza antiallagamento 1 secondo l’esempio fornito per l’invenzione è di funzionamento particolarmente semplice e sicuro, in quanto vi è praticamente un solo mezzo di intercettazione in movimento (19), aiutato da una semplice elemento elastico (M).
1 componenti del sistema di intercettazione del flusso di liquido sono quindi in numero limitato e di geometria semplificata; si noti che tale vantaggiò è ulteriormente accresciuto dal fatto che l’elemento 21 può essere un componente a sé stante, il quale non deve necessariamente essere collegato a, e mobile con, un organo del dispositivo (come è invece il caso di DE-A-36 18258), oppure alloggiato in un apposito contenitore (come è invece il caso di DE-A-3743 842 o di EP-A-0609 842).
Anche le parti in movimento sono in numero minimo, il che determina una riduzione drastica degli attriti di funzionamento; come detto, peraltro, il problema degli attriti può essere praticamente eliminato impiegando molle o elementi elastici di notevole potenza. Da quanto sopra consegue quindi anche che il costo del dispositivo di sicurezza antiallagamento 1 secondo l’invenzione è particolarmente contenuto, in virtù dell’impiego di elementi semplici, di alta ripetitività industriale e di dimensioni ridotte rispetto all’arte nota.
E' chiaro che numerose varianti sono possibili per l’uomo del ramo al dispositivo di sicurezza antiallagamento descritto come esempio, senza per questo uscire dai principi di novità insiti nell'idea inventiva.
In una versione particolarmente vantaggiosa della presente invenzione, nella quale sia prevista la valvola di sfiato 24, le pareti laterali di quest’ultima potrebbero essere di colore differente da quello del corpo valvola 4 (ad esempio rosso rispetto a grigio); ciò al fine di segnalare visivamente, e con estrema efficacia, l’awenuta perdita, quando le pareti laterali della stessa valvola di sfiato 24 sporgono dal corpo valvola 4 a seguito dell’azione di pressione dell’aria; è infatti chiaro al riguardo che, a seguito dell’intervento in sicurezza del dispositivo 1, la valvola di sfiato 24 rimane in condizione di apertura.
Si noti peraltro che, in luogo della valvola 24, il dispositivo 1 secondo l’invenzione potrebbe al limite essere dotato di un semplice forellino di sfiato, in posizione analoga a quella in cui si trova tale valvola 24, al fine di consentire all’acqua di perdita di risalire lungo l’ intercapedine 18; al riguardo si consideri che, in generale, il perfetto isolamento dall’ambiente dell’elemento in spugna 21 non è condizione indispensabile per garantire il corretto funzionamento del dispositivo: un elemento in spugna può essere infatti liberamente a contatto con l’ambiente (ovviamente non a contatto con un liquido o con vapore) senza perdite sostanziali delle sue caratteristiche di intervento.
In ogni caso, a tal fine, in una sua forma realizzativa vantaggiosa, l’elemento 21 potrebbe comprendere un involucro pellicolare di resistenza prestabilita alla rottura, ossia tale da resistere alla eventuale e modesta dilatazione della spugna anidra causata dall’umidità ambientale, e da rompersi invece rapidamente quando la spugna viene investita dall’acqua.
Tale involucro, indicato schematicamente con 21A in Fig. 9, può ad esempio essere costituito da carta con caratteristiche di buona resistenza meccanica alle condizioni igroscopiche di normale funzionamento del dispositivo, ma non sufficiente per resistere alla spinta generata dall’espansione della spugna, quando investita dall’acqua di perdita. Il detto involucro può essere realizzato in qualunque materiale idoneo, anche in materiale sintetico, con superficie eventualmente traforata e/o con linee di rottura prestabilite, tarate per resistere finché la sollecitazione indotta dall’espansione della spugna, dall’inteno verso l’esterno dello stesso involucro, non superi un determinato valore, che può essere raggiunto solo a seguito dell’espansione dovuta al contatto con acqua.
L’involucro potrebbe essere del tipo parzialmente permeabile e/o previsto per non ricoprire tutte le superfici dell’elemento 21; in particolare, con riferimento all’esempio realìzzativo in precedenza fornito, l’involucro potrebbe cingere solo le superfici laterali dell’elemento 21, lasciando invece esposte le superfici superiore ed inferiore dello stesso, che sono a contatto con l’otturatore 19 e l’appendice 22 rispettivamente.
Si noti che la presenza del suddetto involucro per l’elemento in spugna 21 non determina praticamente alcun aumento delle dimensioni del medesimo, così da garantire comunque tutti i vantaggi in precedenza elencati.
E’ poi chiaro che il principio di base dell 'invenzione può essere vantaggiosamente utilizzato anche con sistemi di attuazione diversi da quelli in precedenza descritti a mo’ d'esempio.
Ad esempio, nelle Figg. 15 e 16 viene illustrata, tramite delle sezioni schematiche, una prima possibile variante realizzativa della presente invenzione, del tipo di quella indicata in EP-A-0 609 842; in tali figure vengono in parte utilizzati i medesimi numeri di riferimento delle figure precedenti, per indicare elementi tecnicamente equivalenti. In tale forma realizzativa, i mezzi per l’attuazione dell’otturatore del dispositivo comprendono una coppia di magneti presentanti le polarità uguali contrapposte, e l’otturatore stesso non è configurato ad asta.
In Fig. 15, con 19” è indicato un organo otturatore, utilizzato per occludere il passaggio 9 in caso di perdita del condotto; tale organo otturatore 19” è soggetto superiormente alla spinta di una molla M’ ed inferiormente presenta un primo magnete 40.
Con 41 è indicato un secondo magnete, di uguale polarità rispetto al primo magnete, e posto inferiormente ad esso; si noti che tra i due magneti 40 e 41 è presente una parete continua 4B del corpo valvola 4.
II secondo magnete 41 è alloggiato in un cassetto 42, il quale è sostenuto in una posizione prossima al primo magnete 40 da un sottostante elemento in spugna 21; tale elemento è del tutto analogo a quello indicato e descritto con riferimento alle figure precedenti. Si noti che anche in questo caso l’elemento 21 è posizionato su di una appendice 22 del corpo valvola 4, dotata di un rilevo a punta 22C sul quale lo stesso elemento 21 è piantato; parimenti, nella parte inferiore del cassetto 42 è definito un rilevo a punta 42E, atto ad essere piantato nell’elemento 21.
Con M” viene indicata una molla, che opera tra la parete 4B ed il cassetto 42, nel senso di spingere quest’ultimo verso il basso; chiaramente, e come spiegato in precedenza, l'elemento 21 può agevolmente sopportare il carico di tale molla M”, anche se notevole. Anche nel caso della variante proposta, l’elemento di spugna 21 è orientato opportunamente, secondo le indicazioni in precedenza fomite, ossia in modo che la. sua espansione avvenga in una direzione sostanzialmente perpendicolare rispetto alla direzione di movimento del cassetto 42, e alla direzione di spinta della molla M”.
La condizione illustrata in Fig. 15 è quella di normale funzionamento del dispositivo di sicurezza; in tale situazione, l’azione di repulsione tra i due magneti 40 e 41 presentanti le polarità uguali contrapposte mantiene l’otturatore 19” in apertura del passaggio 9 (le zone di repulsione sono schematicamente rappresentate dalla linee di campo magnetico curve che di dipartono dai lati affacciati dei magneti).
Nel caso in cui si verifichi una perdita entro il condotto, l’acqua che risale l’intercapedine 18, giunge in contatto con l’elemento in spugna 21, provocandone l’espansione.
Tale espansione determina una diminuzione della consistenza dell’elemento 21, ovvero della sua capacità di sopportare un carico lungo una direzione sostanzialmente perpendicolare al proprio verso di espansione.
Il cassetto 42 è quindi libero di spostarsi verso il basso, anche in virtù dell’azione della molla M”, sicché l’area dove viene generato il campo magnetico dal secondo magnete 41 rispetto al primo magnete 40 viene spostata verso il basso. Essendo il campo magnetico prodotto dal secondo magnete 41 percepibile in un’area limitata, lo spostamento verso il basso del secondo magnete 41 fa si che non vi sia più una forza di repulsione esercitata sul primo magnete 40.
Conseguentemente, anche il primo magnete 40 può spostarsi in basso, sotto l’azione della molla M’ e della spinta dell’acqua in ingresso al dispositivo, determinando la chiusura del passaggio 9 da parte dell’otturatore 19”.
Tale condizione di intervento del dispositivo viene illustrata in Fig. 16.
Anche se la variante di cui alle Figg. 15 e 16 comporta sostanzialmente l’impiego dello stesso numero di componenti previsti secondo la soluzione nota di cui a EP-A-0 609 842, è chiaro che la medesima consente di raggiungere tutti gli altri vantaggi dell’invenzione in precedenza enunciati.
Tra questi vanno ancora una volta ricordati le ridotte dimensioni dell’elemento 21, con i vantaggi che da ciò derivano, e la possibilità di utilizzare delle molle, ed in particolare la molla M”, atta a generare una forza nettamente superiore rispetto a quanto previsto dall’arte nota, al fine di aumentare la certezza di intervento del dispositivo e rendere trascurabili i problemi di attrito nel movimento del cassetto 42.
Si segnala che il concetto di base dell’invenzione, come applicato nel caso della variante di Figg. 15 e 16, può essere utilizzato anche nel caso in cui due magneti le cui polarità uguali siano contrapposte siano suscettibili di movimento in direzioni tra loro perpendicolari, ossia con un movimento del magnete 40 in direzione verticale, ed un movimento del magnete 41 in direzione orizzontale.
In tale ottica, l’elemento in spugna 21, opportunamente orientato, può essere disposto lateralmente al cassetto 42, e la molla M” può essere disposta in orizzontale, per spingere tale cassetto 42 in una direzione perpendicolare rispetto alla direzione di movimento del primo magnete 40.
In caso di una perdita d’acqua, quindi, la diminuzione della consistenza dell’elemento 21 consente il movimento orizzontale del cassetto 42, sotto la spinta della molla M”, sicché l’area di repulsione esercitata dal secondo magnete 41 rispetto al primo magnete 40 viene traslata lateralmente rispetto alla posizione d’origine.
Conseguentemente, anche il primo magnete 40 può spostarsi in basso, sotto Fazione della molla M’ e della spinta dell’acqua in ingresso al dispositivo, determinando la chiusura del passaggio 9 da parte dell’otturatore 19”.
E’ comunque chiaro che numerose altre varianti sono possibili all’uomo del ramo al dispositivo di sicurezza antiallagamento per apparati domestici, in particolare per macchine di lavaggio, descritto come esempio, senza per questo uscire dagli ambiti di novità insiti nell’idea inventiva.
In precedenza si è fatto riferimento all’impiego di spugna anidra di tipo compresso; è tuttavia chiaro che l’elemento sensore 21 secondo l’invenzione potrebbe essere anche in spugna anidra essiccata quando si trova già in condizione espansa; è chiaro che in tale caso, anche se le dimensioni di partenza dell’elemento 21 sono maggiori di quanto in precedenza descritto, il materiale costituente il pezzo è esattamente il medesimo, e quindi senza alcun incremento dei costi. Anche in tale applicazione, comunque, in caso di contatto con acqua di perdita, l’elemento 21 in spugna anidra già espansa tenderà a cedere rapidamente, sotto l’effetto della molla, senza sostanziali espansioni di volume, proprio in virtù del fatto che il medesimo si trova già in una condizione di espansione. Come detto, il materiale costituente l’elemento 21 potrà essere di varia natura, purché di tipo atto a realizzare una struttura non fragile, atta al rammollimento quando a contatto con un liquido.
Si segnala infine che, secondo una possibile ulteriore variante dell’invenzione, in alternativa o in aggiunta ad una molla, la chiusura dell’otturatore e/o il cedimento dell’elemento 21 potrebbe essere favorito associando all’otturatore stesso un peso, ovvero realizzando l’otturatore con un materiale avente un peso specifico sufficiente allo scopo; tale variante realizzativa è valida ovviamente anche al fine della realizzazione del cassetto 42 delle Figg. 15 e 16.
In tale ottica, quindi, l’elemento sensore 21 è operativo per mantenere o sostenere i mezzi di intercettazione 19 nella rispettiva posizione di apertura in contrasto all’azione di gravità di un peso, associato all’elemento sensore stesso e/o associato o inerente ai mezzi di intercettazione 19.
Si segnala infine che sull’appendice 22 potrebbero essere previsti idonei mezzi, quali ad esempio dei rilievi, per indicare e/o guidare, durante le fasi di montaggio del dispositivo 1, al corretto orientamento dell’elemento 21, onde evitare un erroneo posizionamento di quest’ultimo, ma senza tuttavia costituire un intralcio alla sua espansione.
Claims (67)
- RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, del tipo comprendente - un primo condotto (6,9,10) di transito di un liquido, almeno in parte in parte racchiuso entro un secondo condoto (7), tra detto primo condoto (6,9,10) e detto secondo condotto (7) essendo definita un’intercapedine (18,18A,18B) atta a ritenere liquido di perdita che eventualmente fuoriesce da detto primo condoto (6,9,10); - mezzi di intercettazione (19), previsti su detto primo condoto (6,9,10) e suscettibili di movimento da una prima posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condoto (6,9,10) è consentito, ad una seconda posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9,10) è impedito; - mezzi sensori (21) posti in deta intercapedine (18,18A,18B) o in comunicazione idraulica con essa, atti a rilevare la presenza di liquido entro detta intercapedine (18,18A,18B) e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da deta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - detti mezzi sensori (21) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da detta prima posizione a detta seconda posizione, - a seguito del loro contatto con del liquido eventualmente presente in detta intercapedine (18,18A,18B), detti mezzi sensori (21) sono atti a diminuire di consistenza o solidità, per consentire a detti mezzi di intercettazione (19) di assumere detta seconda posizione.
- 2. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono normalmente operativi per mantenere o sostenere detti mezzi di intercettazione (19) in detta prima posizione in contrasto all’azione di una forza.
- 3. Dispositivo, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta forza è prodotta da un elemento elastico e/o alla spinta del liquido in ingresso a detto primo condotto (9,10).
- 4. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono operativi per mantenere o sostenere detti mezzi di intercettazione (19) in detta prima posizione in contrasto all’azione di una forza di gravità.
- 5. Dispositivo, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta forza di gravità è indotta da un peso, in particolare associato a detti mezzi sensori (21) e/o associato o inerente a detti mezzi di intercettazione (19).
- 6. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di sostegno che mantengono detti mezzi di intercettazione (19) in detta prima posizione, detti mezzi di sostegno essendo realizzati da detti mezzi sensori (21).
- 7. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21). sono realizzati con un materiale soggetto, in caso di imbibimento di liquido, ad un rammollimento e/o una rapida diminuzione della propria consistenza o delle sue caratteristiche iniziali di solidità.
- 8. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono realizzati con un materiale avente caratteristiche meccaniche atte a resistere a sollecitazioni dovute ad urti e/o cadute e/o vibrazioni a cui il dispositivo (1) può essere occasionalmente soggetto.
- 9. Dispositivo, secondo la rivendicazione 6 o 7, caratterizzato dal fatto che detto materiale comprende carta e/o un impasto di fibre e/o un materiale di origine vegetale e/o un ricavato della cellulosa, con l’eventuale aggiunta di agenti leganti e/o conservanti.
- 10. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto materiale è di tipo poroso o permeabile e/o presentante una tensione superficiale capillare che faciliti l’assorbimento di liquido.
- 11. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto materiale comprende un materiale spugnoso.
- 12. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto materiale non è di tipo solubile.
- 13. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori comprendono un elemento in spugna anidra (21).
- 14. Dispositivo, secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detta spugna anidra (21 ) è essiccata allo stato compresso.
- 15. Dispositivo, secondo la rivendicazione 7 o 13, caratterizzato dal fatto che detto materiale o spugna anidra (21) è di tipo espanso.
- 16. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che almeno una parte di detti mezzi di intercettazione (19) è direttamente a contatto con e/o in appoggio su detti mezzi sensori o elemento in spugna (21).
- 17. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono atti ad espandersi di volume in accordo ad una prima direzione sostanzialmente predefinita, quando a contatto con detto liquido presente in detta intercapedine (18,18A, 18B).
- 18. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che la consistenza di detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) diminuisce in accordo ad una seconda direzione, angolata e/o perpendicolare rispetto a detta prima direzione di espansione.
- 19. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 16 e 17, caratterizzato dal fatto che la superficie di detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) che è a contatto con detti mezzi di intercettazione (19) è sostanzialmente parallela rispetto a detta prima direzione di espansione.
- 20. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 16 e 17, caratterizzato dal fatte» che detti mezzi di intercettazione (19) poggiano su detti mezzi sensori o elemento in spugna (21 ) secondo una direzione che è sostanzialmente perpendicolare rispetto a detta prima direzione di espansione.
- 21. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono un componente a sé stante.
- 22. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) non sono previsti per generare forze, o spinte, volte a produrre uno spostamento di detti mezzi di intercettazione (19).
- 23. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato che è previsto un corpo valvola (4) a cui detti mezzi di intercettazione (19) sono associati.
- 24. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione comprendono un organo otturatore (19; 19”, 40-42).
- 25. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fato che detto organo otturatore (19; 19”) comprende un elemento di occlusione (19B).
- 26. Dispositivo, secondo la rivendicazione 26, caratterizzato dal fatto che detto organo otturatore (19;19”) comprende un elemento scorrevole (19D;42), per l’appoggio su detti mezzi sensori o elemento in spugna (21).
- 27. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fato che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono orientati in modo tale che la loto espansione avvenga in una direzione sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto alla direzione di movimento di detto elemento scorrevole (19D;42).
- 28. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 25 e 26, caratterizzato dal fatto che detto elemento scorrevole (19D) e detto elemento di occlusione (19B) sono tra loro solidali e/o in un pezzo unico.
- 29. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 23 e 26, caratterizzato dal fatto che detto elemento scorrevole (19D) è almeno parzialmente inserito in una sede (20), definita passante in una parete di detto corpo valvola (4).
- 30. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che sulla porzione di detto elemento scorrevole (19D) inserita in detta nella sede (20) sono previsti mezzi di tenuta (19F).
- 31. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi elastici comprendono una molla (M) operante tra detto corpo valvola (4) e detto elemento scorrevole (19D), in particolare sull’estremità di quest’ultimo che poggia su detti mezzi sensori o detto elemento in spugna (21).
- 32. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento elastico o molla (M) costituisce un elemento produttore di energia per l’attuazione di detti mezzi di intercettazione (19).
- 33. Dispositivo, secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto peso costituisce un elemento produttore di energia per l’attuazione di detti mezzi di intercettazione (19).
- 34. Dispositivo, secondo la rivendicazione 31 , caratterizzato dal fatto che a detto elemento scorrevole (19D) è associato un riscontro (19H) che realizza un vincolo per un’estremità di detta molla (M).
- 35. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che è prevista un’appendice (22) su cui detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono posizionati, detta appendice (22) essendo in particolare parte di detto corpo valvola (4).
- 36. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detta appendice (22) presenta una o più fessure (22A) per favorire l’imbibimento detti mezzi sensori o elemento in spugna (21).
- 37. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che sono previsti mezzi di posizionamento (19E,22C,22D) per mantenere detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) nella sua corretta posizione operativa, senza tuttavia determinare ostacoli o attriti alla sua espansione.
- 38. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono uno o più rilievi appuntiti (19E,22C,22D), atti ad essere piantati in detti mezzi sensori o elemento in spugna (21).
- 39. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono almeno un primo rilievo a punta (19E) definito ad un’estremità di detto elemento scorrevole (19D).
- 40. Dispositivo, secondo le rivendicazione 35 e 38, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono almeno un secondo rilievo a punta (19E) definito in detta appendice (22), in corrispondenza della posizione in cui detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) sono posti.
- 41. Dispositivo, secondo le rivendicazioni 23 e 39, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di posizionamento comprendono almeno un rilevo a punta (22D) definito in detto corpo valvola (4) e rivolto in direzione sostanzialmente perpendicolare rispetto a detto primo rilievo a punta (19E).
- 42. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dai fatto che sono previsti mezzi di sfiato (24), per consentire, in caso di perdita da detto primo condotto (6,9,10), un deflusso di aria da detta intercapedine (18,18 A, 18B) verso l’ambiente esterno, al fine di consentire al liquido di perdita di risalire in detta intercapedine (18,18A,18B) ed evitare rischi di cedimento a detto condotto esterno (7).
- 43. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sfiato comprendono una valvola di sfiato (24) che - in condizioni di normale funzionamento del dispositivo, è chiusa per isolare detta intercapedine (18,18A,18B) rispetto all’ambiente esterno; - in caso di perdita da detto condotto interno (6,9,10) è atta ad aprirsi sotto la crescente pressione dell’aria entro detta intercapedine (18,18A, 18B).
- 44. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detta valvola di sfiato (24) è atta a mantenere una volta raggiunta la propria condizione di apertura.
- 45. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che le pareti laterali di detta valvola di sfiato (24) sono di colore differente rispetto a detto corpo valvola (4), al fine di segnalare l’avvenuto intervento di detto dispositivo di sicurezza (1).
- 46. Dispositivo, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori o elemento in spugna (21 ) comprendono un involucro pellicolare (21 A) di resistenza prestabilita alla rottura, in particolare tale da resistere ad una eventuale e modesta dilatazione di mezzi sensori o elemento in spugna (21) causata dall’umidità ambientale, e da rompersi invece rapidamente a seguito dell’espansione di detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) quando questi vengono a contatto con del liquido.
- 47. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detti involucro (21 A) comprende carta o un materiale sintetico, con superficie eventualmente traforata e/o con linee di rottura prestabilite.
- 48. Dispositivo, secondo la rivendicazione 46 o 47, caratterizzato dal fatto che detto involucro (21 A) è di tipo parzialmente permeabile e/o previsto per non ricoprire tutte le superici di detto elemento (21).
- 49. Dispositivo, secondo la rivendicazione 1 o 13, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di intercettazione comprendono un primo ed un secondo magnete (40,41) aventi le loro polarità uguali tra loro contrapposte, il primo magnete (40) essendo associato ad un organo otturatore (19")
- SO. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che in condizioni di normale funzionamento del dispositivo (1), detto secondo magnete (41 ) è mantenuto in una posizione prossima a detto primo magnete (31) a mezzo di detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) ed in contrasto all’azione di un elemento elastico (M"), l’azione di repulsione tra detti magneti (40,41) mantenendo detto organo otturatore (19”) in una prima posizione in cui il passaggio del liquido in detto primo condotto (6,9, 10) è consentito.
- 51. Dispositivo, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che, in caso di perdita, la diminuzione di consistenza di detti mezzi sensori o elemento in spugna (21) consente a detto secondo magnete (41) di spostarsi sotto l’azione di detto elemento elastico (M”), cosi spostando l’area di repulsione esercitata da detto secondo magnete (41) rispetto a detto primo magnete (40) e consentendo a detto ergano otturatore (19”) di assumere una seconda posizione in cui il passaggio del liquido in detto primo condotto (6,9,10) è impedito.
- 52. Dispositivo, secondo le rivendicazioni precedenti da 49 a 51, caratterizzato dal fatto che detti magneti (40,41) sono mobili lungo una stessa direzione assiale.
- 53. Dispositivo, secondo le rivendicazioni precedenti da 49 a 51, caratterizzato dal fatto che detti magneti (40,41) sono mobili in direzioni tra loro perpendicolari o comunque angolate.
- 54. Metodo di azionamento di un dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, del tipo comprendente un primo condotto (6,9, 10) di transito di un liquido, almeno in parte in parte racchiuso entro un secondo condotto (7), tra detto primo condotto (6,9,10) e detto secondo condotto (7) essendo definita un’intercapedine (18,18A,18B) atta a ritenere liquido di perdita che eventualmente fuoriesce da detto primo condotto (6,9,10), dove su detto primo condotto (6,9,10) sono previsti mezzi di intercettazione (19), atti ad interrompere il transito del liquido a seguito di una rilevazione della presenza di quest’ultimo entro detta intercapedine (18,18 A, 18B), detta rilevazione essendo effettuata tramite mezzi sensori (21) posti in detta intercapedine (18,18A,18B) o in comunicazione idraulica con essa, caratterizzato dal fatto che - in condizioni di normale funzionamento del dispositivo (1) detti mezzi sensori (21) presentano una consistenza o solidità sufficiente per mantenere detti mezzi di intercettazione (19) in una prima posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9,10) è consentito, - la rilevazione della presenza di liquido entro detta intercapedine (18,18A,183) è determinata da una diminuzione di consistenza o solidità di detti mezzi sensori (21) quando in contatto con del liquido, detta diminuzione di consistenza o solidità consentendo il passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) in una seconda posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9,10) risulta interrotto.
- 55. Metodo, secondo la rivendicazione 54, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono normalmente operativi per contrastare la forza di rilascio di un elemento elastico (M) e che, a seguito del loro contatto con del liquido eventualmente presente in detta intercapedine (18,18A,18B), detti mezzi sensori (21) consentono a detto elemento elastico (M) di rilasciarsi.
- 56. Metodo, secondo la rivendicazione 54 o 55, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono atti ad assorbire liquido, aumentando rapidamente di volume secondo una prima direzione predefmita, e determinando un rammollimento, e/o una rapida perdita delle loro caratteristiche iniziali di solidità o consistenza, lungo una seconda direzione, sostanzialmente perpendicolare o comunque angolata rispetto a eletta prima direzione.
- 57. Metodo, secondo la rivendicazione 54 o 55, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) sono atti ad assorbire acqua anche senza sostanziali espansioni di volume, per determinare un rammollimento, e/o una rapida perdita delle loro caratteristiche iniziali di solidità o consistenza.
- 58. Metodo, secondo la rivendicazione 54, caratterizzato dal fatto che detti mezzi sensori (21) non sono utilizzati per generare direttamente un’energia o forza necessaria a produrre lo spostamento di un componente del dispositivo di sicurezza.
- 59. Metodo di montaggio di un dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, del tipo comprendente un primo condotto (6,9,10) di transito di un liquido, almeno in parte in parte racchiuso entro un secondo condotto (7), tra detto primo condotto (6,9,10) e detto secondo condotto (7) essendo definita un’intercapedine (18,18A,18B) atta a ritenere liquido di perdita che eventualmente fuoriesce da detto primo condotto (6,9,10), dove su detto primo condotto (6,9,10) sono previsti mezzi di intercettazione (19), atti ad interrompere il transito del liquido a seguito di una rilevazione della presenza di quest’ultimo entro detta intercapedine (18,18A,I8B), detta rilevazione essendo effettuata tramite mezzi sensori (21) posti in deta intercapedine (18,18A,18B) o in comunicazione idraulica con essa, caraterizzato dal fato che comprende almeno i seguenti passi: a) posizionamento di deti mezzi di intercetazione (19) in un corpo valvola (4); b) posizionamento, in deto corpo valvola (4), di un elemento elastico (M) atto ad attuare detti mezzi di intercettazione (19) verso una posizione di chiusura di detto primo condoto (6,9,10); c) posizionamento di un elemento sensore (21) atto a rilevare la presenza di liquido entro detta intercapedine (18,18A,18B); d) vincolo di deto elemento sensore (21) in detta intercapedine (18,18A,18B), in modo che detto elemento sensore (21) mantenga detti mezzi di intercettazione (19) in una posizione di apertura di detto primo condotto (6,9,10).
- 60. Metodo di montaggio, secondo la rivendicazione 59, caratterizzato dal fatto che ai fini dell’esecuzione del passo c), deti mezzi di intercetazione (19) vengono sollevati in contrasto all’azione di detto elemento elastico (M).
- 61. Metodo di montaggio, secondo la rivendicazione 59, caratterizzato dal fatto che detto elemento sensore (21) viene fissato su detta superficie di appoggio (22) a mezzo di rilievi a punta (19E,22C, 22D) definiti in detti mezzi di intercettazione (19) do in detta superfìcie di appoggio (22) e/o in deto corpo valvola (4).
- 62. Metodo di montaggio, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento sensore (21) è inizialmente posizionato leggermente più in alto rispetto a detta superficie di appoggio (22), per poi venire piantato su un rilevo a punta (22C) in essa definito, sotto una spinta di detti mezzi di intercettazione (19).
- 63. Metodo di montaggio, secondo almeno una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto elemento sensore (21) viene direttamente appoggialo su detta superficie di appoggio (22) e fatto scorrere linearmente verso una parete (4A) di detto corpo valvola (4), a piantarsi su un rilevo a punta (22D) in questa definito.
- 64. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, del tipo comprendente - un primo condotto (6,9,10) di transito di un liquido, almeno in parte in parte racchiuso entro un secondo condotto (7), tra detto primo condotto (6,9,10) e detto secondo condotto (7) essendo definita un’intercapedine (18,18A,18B) atta a ritenere liquido di perdita che eventualmente fuoriesce da detto primo condotto (6,9,10); - mezzi di intercettazione (19), previsti su detto primo condotto (6,9,10) e suscettibili di movimento da una prima posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9, 10) è consentito, ad una seconda posizione, in cui il transito del liquido entro detto primo condotto (6,9,10) è impedito; - mezzi sensori (21) posti in detta intercapedine (18,18A,18B) o in comunicazione idraulica con essa, atti a rilevare la presenza di liquido entro detta intercapedine (18,18 A, 18B) e a causare di conseguenza il passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da detta prima posizione a detta seconda posizione, caratterizzato dal fatto che - detti mezzi sensori (21 ) sono normalmente operativi per opporsi al passaggio di detti mezzi di intercettazione (19) da detta prima posizione a detta seconda posizione, - a seguito del loro contatto con del liquido eventualmente presente in detta intercapedine (18,18A,18B), detti mezzi sensori (21) sono atti a lasciare spazio a ditti mezzi di intercettazione (19,40,41,42) in modo che questi possano passare da detta prima a detta seconda posizione.
- 65. Dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi!.
- 66. Metodo di azionamento di un dispositivo dì sicurezza antiallagamenlo, in particolare per apparati domestici, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
- 67. Metodo di montaggio di un dispositivo di sicurezza antiallagamento, in particolare per apparati domestici, secondo gli insegnamenti della presente descrizione e dei disegni annessi.
Priority Applications (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT1999TO000126 IT1308377B1 (it) | 1999-02-19 | 1999-02-19 | Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato. |
Applications Claiming Priority (1)
| Application Number | Priority Date | Filing Date | Title |
|---|---|---|---|
| IT1999TO000126 IT1308377B1 (it) | 1999-02-19 | 1999-02-19 | Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato. |
Publications (2)
| Publication Number | Publication Date |
|---|---|
| ITTO990126A1 true ITTO990126A1 (it) | 2000-08-19 |
| IT1308377B1 IT1308377B1 (it) | 2001-12-17 |
Family
ID=11417492
Family Applications (1)
| Application Number | Title | Priority Date | Filing Date |
|---|---|---|---|
| IT1999TO000126 IT1308377B1 (it) | 1999-02-19 | 1999-02-19 | Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato. |
Country Status (1)
| Country | Link |
|---|---|
| IT (1) | IT1308377B1 (it) |
-
1999
- 1999-02-19 IT IT1999TO000126 patent/IT1308377B1/it active
Also Published As
| Publication number | Publication date |
|---|---|
| IT1308377B1 (it) | 2001-12-17 |
Similar Documents
| Publication | Publication Date | Title |
|---|---|---|
| JP7358693B2 (ja) | ドラム式洗濯機 | |
| KR102583692B1 (ko) | 세탁기 내조의 배수 제어 기구 및 세탁기 | |
| CN108612890B (zh) | 一种家庭燃气管路的安全监控系统 | |
| ITTO20110337A1 (it) | Dispositivo di sicurezza contro perdite di fluido per elettrodomestici | |
| KR20170116058A (ko) | 세탁기 내통의 잠금 기구 및 세탁기 | |
| PL359555A1 (en) | Sealing device | |
| ITTO20110338A1 (it) | Dispositivo di sicurezza contro perdite di fluido per elettrodomestici | |
| KR102020602B1 (ko) | 무소음 솔레노이드 밸브 | |
| KR101631050B1 (ko) | U자형 디스크패킹이 구비된 준비 작동식 밸브 | |
| ITTO990126A1 (it) | Dispositivo di sicurezza antiallagamento perfezionato. | |
| ITTO990127A1 (it) | Rilevatore di liquido e dispositivo di sicurezza antiallagamento im-piegante tale rilevatore. | |
| CN201513572U (zh) | 防漏水阀门 | |
| ITTO990787A1 (it) | Sensore per dispositivi idraulici di elettrodomestici, in particolaremacchine di lavaggio, e dispositivo idraulico integrante tale sensore | |
| CN115210672B (zh) | 减压器 | |
| ITTO990708A1 (it) | Valvola d'espansione. | |
| WO2011048174A1 (en) | Controlled - activation gas cylinder | |
| CN102644317A (zh) | 废水提升装置 | |
| ITTO20000091U1 (it) | Dispositivo di caricamento di liquido in un apparato domestico, in particolare una macchina di lavaggio. | |
| CN103062416A (zh) | 单座软密封阀装置 | |
| KR101204446B1 (ko) | 스윙 체크 밸브 | |
| KR0130724Y1 (ko) | 세탁기의 배수밸브 | |
| CN212869730U (zh) | 一种新型的汽包大开孔结构 | |
| WO2018020381A1 (en) | Safety valve for a hydraulic circuit of a household appliance | |
| KR102765273B1 (ko) | 욕조 배수구 마개 | |
| KR101788037B1 (ko) | 세탁기용 세탁물 끼임 검출용 센서 조립체 |