ITTO991040A1 - Dispositivo per l'erogazione dosata di prodotti scorrevoli. - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE dell'invenzione industriale dal titolo: "Dispositivo per l'erogazione dosata di prodotti scorrevoli"
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ai dispositivi per l'erogazione dosata di prodotti scorrevoli, la dizione prodotti scorrevoli (o "flussibili") essendo qui utilizzata per indicare prodotti quali, ad esempio, prodotti in polvere, granuli o microsfere suscettibili di essere convogliati facendoli scorrere o fluire. Prodotti di questo genere sono ampiamente utilizzati, ad esempio, nell'industria chimica, nell'industria alimentare o (con riferimento al settore di applicazione che verrà più volte menzionato nel seguito, peraltro senza intenti limitativi della portata dell'invenzione) nell'industria tessile, in particolare negli impianti per la preparazione di bagni di trattamento quali ad esempio bagni di tintura.
Una soluzione diffusa nella tecnica prevede che i prodotti in questione vengano immagazzinati in contenitori sostanzialmente assimilabili a vasche provviste, nella loro parte inferiore, di una bocca di erogazione. Alla bocca di erogazione è di solito associato un organo motorizzato, quale ad esempio una coclea, il cui azionamento produce la fuoriuscita controllata del materiale che si trova nel contenitore.
Nel ricorso a questo tipo di soluzione si riscontrano diversi problemi.
In primo luogo, è essenziale assicurare la precisione dell'azione di erogazione. La quantità esatta di materiale erogato costituisce infatti un fattore determinante per il risultato finale che si vuole conseguire. Un'elevata precisione di dosaggio può essere raggiunta impiegando organi di dosaggio di piccole dimensioni. Questa scelta contrasta però con l'esigenza di assicurare portate di erogazione rilevanti, ad esempio quando si procede all'erogazione dei componenti principali di una miscela.
In secondo luogo, la maggior parte dei prodotti scorrevoli citati in precedenza (si tratta di solito di polveri fini ovvero di materiali igroscopici ovvero ancora di materiali trattati in modo tale da ridurre la tendenza a disperdersi nell'ambiente in forma volatile) tendono ad agglomerarsi ovvero, come spesso si dice, ad "impaccarsi" nel contenitore di immagazzinamento. Per questo motivo, i contenitori di cui si parla vengono di solito provvisti, al disopra della bocca di erogazione, di organi agitatori, quali agitatori meccanici sostanzialmente assimilabili ad alberi a gomiti.
In EP-A-0 943 368 (utilizzato come riferimento per il preambolo della rivendicazione 1 che segue) è già stato proposto un dispositivo comprendente almeno una camera che definisce un rispettivo passaggio per i materiali in erogazione ed è limitata da almeno una parete suscettibile di essere mossa di un movimento vibratorio, di solito impartito tramite un dispositivo generatore di vibrazioni di tipo meccanico.
I risultati conseguibili con questa soluzione nota sono da ritenersi senz'altro soddisfacenti, anche per quanto riguarda la possibilità di ottenere una dosatura fine del prodotto in erogazione.
Sussiste comunque l'esigenza di migliorare ulteriormente le caratteristiche di funzionamento di tale dispositivo, soprattutto per quanto riguarda il funzionamento in presenza di elevate portate di erogazione, senza che questo vada a discapito della possibilità di realizzare un'azione di dosaggio fine.
La presente invenzione si prefigge lo scopo di fornire un dispositivo erogatore del tipo sopra specificato, ulteriormente perfezionato sotto questo ed altri punti di vista.
Secondo la presente invenzione, tale scopo viene raggiunto grazie ad un dispositivo avente le caratteristiche richiamate nelle rivendicazioni che seguono.
L'invenzione verrà ora descritta, a puro titolo di esempio non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, nei quali:
- le figure 1 e 2 sono due viste in prospettiva di un dispositivo erogatore secondo l'invenzione illustrato in due diverse possibili condizioni di funzionamento, e
la figura 3 è una vista in prospettiva parzialmente sezionata secondo un piano verticale identificato dalle frecce II-II della figura 1, la figura 3 essendo oltretutto rappresentata in scala leggermente magnificata rispetto alle figure 1 e 2.
Le varie figure dei disegni rappresentano la parte inferiore di un contenitore o vasca T destinata a contenere una certa quantità di prodotto o materiale scorrevole M: per il significato attribuito al termine "scorrevole" si rinvia alla premessa terminologica fatta nella parte introduttiva della presente descrizione.
Il contenitore o vasca T in questione può essere una delle vasche comprese in un impianto automatico per la preparazione di tinture nella cosiddetta "cucina colori" di un impianto tessile. Impianti di questo genere sono ampiamente noti nella tecnica. Questo vale anche per quanto riguarda la possibile presenza, nello stesso impianto, di una pluralità di vasche quale la vasca T destinate a cooperare con una stazione di formulazione delle miscele (non illustrata). Qui si trova di solito una bilancia di pesatura con un contenitore di miscelazione nel quale vengono successivamente fatte ricadere quantità esattamente dosate di materiale prelevato dalle varie vasche.
Si ricorda comunque ancora una volta che lo specifico esempio di attuazione qui illustrato e il relativo campo di applicazione non devono essere in alcun modo visti come limitativi della portata dell'invenzione .
La vasca T presenta una porzione inferiore o di fondo TI (figura 3), avente di preferenza, ma non di necessità, una generale forma a conca o a canale convergente verso una bocca di erogazione 10. Nell’esempio di attuazione illustrato, la bocca 10 è collocata in posizione laterale rispetto al generale sviluppo della vasca T.
La struttura e la conformazione della vasca T possono essere peraltro diverse da quelle qui illustrate: il tutto secondo criteri noti nella tecnica, che non richiedono di essere illustrati in questa sede, anche perché di per sé non rilevanti ai fini della comprensione dell'invenzione. Ciò vale anche per quanto riguarda la previsione, nell'ambito della vasca T, di solito in adiacenza della porzione inferiore Tl, di organi agitatori meccanici 11, destinati ad impartire al materiale M, almeno al momento dell'erogazione, un certo qual movimento destinato ad eliminare eventuali aggregati formatisi nel materiale M durante l'immagazzinamento (stoccaggio).
Nell'esempio di attuazione illustrato (che, si sottolinea, è tale) la fuoriuscita del materiale M attraverso la bocca di erogazione 10 viene promossa tramite un convogliatore a coclea 12. Il convogliatore 12 viene trascinato in rotazione intorno ad un rispettivo asse di rotazione X12 (orizzontale, nell'esempio di attuazione illustrato) da un corrispondente organo di motorizzazione, non rappresentato nei disegni, ma di tipo noto.
La scelta, per il comando dell'erogazione del materiale M, di un convogliatore a coclea non è peraltro imperativa. Si tratta però di una scelta vantaggiosa in quanto consente di realizzare la bocca di erogazione 10 sotto forma di un corpo cilindrico 13 provvisto di una cavità assiale il cui asse coincide con l'asse X12. In questo modo, il tratto distale del convogliatore a coclea 12 può estendersi verso la corrispondente estremità della bocca di erogazione 10, dove si trova un elemento discoidale 14 montato sul corpo 13 così da presentare capacità di muoversi di moto vibratorio rispetto al corpo 13 stesso.
Nell'esempio di attuazione illustrato, tale risultato è ottenuto montando l'elemento 14 sul corpo 13 con l'interposizione di un corpo di materiale elastomero 14a sostanzialmente assimilabile ad una guarnizione anulare di un materiale quale gomma o un materiale analogo.
Nell'esempio di attuazione qui illustrato, l'elemento 14 risulta composto da:
- un corpo anulare esterno 140, la cui apertura centrale presenta una conformazione ed un diametro sostanzialmente corrispondenti alla conformazione ed al diametro della cavità interna del corpo 13, e una porzione centrale 141 (realizzata di preferenza come elemento separato rispetto al corpo esterno 140, così da poter essere agevolmente sostituito in funzione del tipo di materiale M erogato) costituente una sorta di diaframma che si estende attraverso l'apertura distale della bocca di erogazione 10.
Di solito, il diaframma 141 presenta una conformazione aperturata comprendente una pluralità di raggi che collegano il corpo anulare 140 ad una porzione centrale 142 allineata con l'asse X12 del convogliatore a coclea 12.
Di preferenza quest'ultimo è provvisto, in corrispondenza della sua estremità distale situata immediatamente a ridosso del diaframma 141, di un corpo palettato 120.
Durante la rotazione del convogliatore a coclea 12 intorno all'asse X12, il corpo palettato 120 ruota realizzando quindi, rispetto alle razze del diaframma 141, una sorta di azione di raschiamento che, pur in assenza di contatto, contrasta la tendenza alla formazione di aggregati o microaggregati di materiale M a ridosso delle razze del diaframma 141.
Ferma restando la generale conformazione aperturata, il diaframma 141 potrebbe presentarsi con un aspetto diverso da quello illustrato, ad esempio sotto forma di un corpo discoidale provvisto di aperture circolari, con una complessiva conformazione a rete e/o, in generale, con una qualunque conformazione in grado di assicurare una adeguata sezione di passaggio per il materiale M che viene erogato attraverso la bocca 10. Tutto questo realizzando comunque un'azione di contenimento del materiale M, così da evitarne l'incontrollata uscita dall’apertura distale della parte di bocca.
Osservando soprattutto le figure 1 e 2 si può notare che il corpo anulare 140 dell'elemento 14 è montato e sostenuto sul corpo della vasca T attraverso due bracci 15 che assumono, nell'esempio di attuazione illustrato, la forma di lamine. Queste si estendono ciascuna in un rispettivo piano verticale consentendo all'elemento 14 nel suo complesso di compiere un movimento di vibrazione rispetto alla vasca T ed al corpo 13 della parte di bocca 10 in una direzione che, nell'esempio di attuazione illustrato, è sostanzialmente orizzontale. Al riguardo si rammenta che l'elemento 14 è montato sul corpo 13 cui l'interposizione del corpo 14a, che ne consente la vibrazione.
Il suddetto movimento di vibrazione è indotto da un dispositivo vibratore 16 comprendente un generatore di vibrazioni, ad esempio di tipo meccanico. Generatori di questo tipo sono ampiamente noti nella tecnica, anche in diverse varianti realizzative (turbina eccentrica, elementi piezoelettrici, etc...), con la possibilità di produrre movimenti vibratori con frequenze comprese da alcun Hertz alle decine o centinaia di Hertz o superiori .
Si tratta di solito di dispositivi ad azionamento pneumatico od elettrico, alimentati tramite condotti o cavi non illustrati nei disegni.
Nell'esempio di attuazione illustrato, il generatore 16 si presenta sotto forma di un corpo cilindrico montato in posizione genericamente superiore rispetto alla bocca di erogazione 10 tramite due mensole 17. Le mensole 17 si estendono verso l'alto a partire dalle regioni diametralmente opposte in corrispondenza delle quali il corpo anulare 140 è sostenuto dai bracci 15.
Per motivi che risulteranno più chiari nel seguito, le mensole 17 sono realizzate di preferenza sotto forma di elementi ad L presentanti due rami 170 che sporgono in avanti sino a collocarsi con le loro estremità terminali in sostanziale allineamento con il piano verticale in cui si trova il diaframma 141.
Quando attivato, l'organo' 16 trasmette il suo movimento vibratorio attraverso le mensole 17 verso l'elemento 14. Questo è così in grado di vibrare (in via principale, in direzione orizzontale) rispetto al corpo 13 della bocca di erogazione 10: questo grazie al montaggio ottenuto tramite l'elemento elastomero 14a ed i bracci 15.
La soluzione di montaggio qui illustrata prevede quindi che l'organo 16 sia associato in modo stabile alla vasca T. Questa soluzione non è però imperativa: ferme restando le modalità di funzionamento meglio descritte nel seguito, è infatti possibile pensare di associare l'organo vibratore 16 ad una parte o ad un insieme di parti capace di accoppiarsi alla vasca T (ed in particolare all'elemento 14 che porta il diaframma 141) solo al momento in cui si desidera effettuare l'erogazione del materiale M a partire dalla vasca T. Ad esempio, l'organo vibratore 16 può essere associato alla stazione di dosaggio di un impianto di cui fa parte una pluralità di vasche T: tutto questo evitando di dover associare un rispettivo organo vibratore 16 a ciascuna delle vasche T, il cui numero complessivo può essere anche abbastanza elevato.
Il riferimento 18 indica un corpo a piastra (si tratta di solito di un corpo discoidale, qui rappresentato solo per una metà del suo sviluppo complessivo) il cui asse coincide con l'asse X12 della coclea. Il corpo discoidale 18 è montato, di solito tramite uno o più bracci 18a, su rispettivi elementi spingitori 19.
Questi ultimi, costituiti di solito da aste assimilabili a steli di rispettivi martinetti fluidici mobili in direzione parallela all'asse X12, consentono selettivamente di spostare l'elemento discoidale 18 fra:
una posizione distanziata rispetto al diaframma 141, rappresentata nei disegni allegati e che permette l'erogazione del materiale M, e
- una posizione di chiusura (non illustrata nei disegni, ma percepibile in modo intuitivo) in cui il corpo 18 si porta a ridosso del diaframma 141 (con la possibile interposizione delle ulteriori parti che verranno descritte nel seguito) così da occludere le aperture del diaframma 141 stesso.
Le ulteriori parti a cui si è appena accennato sono costituite essenzialmente da un ulteriore diaframma 20 nel complesso assimilabile al diaframma 141 e destinato a cooperare con quest'ultimo.
Il diaframma 20 (le cui caratteristiche verranno meglio descritte nel seguito) viene realizzato in modo tale da potersi portare selettivamente a ridosso del diaframma 141 e ad una certa distanza da esso a seconda dell'intensità del flusso del materiale M fuoriuscente dalla bocca di erogazione 10.
Nell'esempio di attuazione illustrato (si sottolinea che le stesse modalità di funzionamento possono essere ottenute anche in modo diverso, ad esempio tramite un apposito dispositivo di azionamento) il diaframma 20 costituisce la parte inferiore di un corpo laminare 21 montato a guisa di bilanciere su un albero 22 che si estende al collegamento delle estremità libere 170 delle staffe o mensole 17.
In particolare, l'albero 22 è capace di compiere un movimento di rotazione intorno ad un asse orizzontale (ortogonale rispetto all'asse X12) facendo sì che il diaframma 20, costituente il ramo inferiore della struttura a bilanciere, si avvicini ovvero si allontani rispetto al diaframma 141 quando l'estremità superiore della stessa struttura a bilanciere, indicata con 23 e situata superiormente all'albero 22, compie un movimento in verso opposto.
Sulla parte superiore 23 sono montati, sporgenti in avanti rispetto al complesso di parti descritte, dunque in allontanamento rispetto al corpo della vasca T, uno o più contrappesi 24 la cui funzione è tale da far sì che la struttura a bilanciere testé descritta tenda a tornare spontaneamente per gravità verso la posizione in cui il diaframma 20 si trova a ridosso del diaframma 141, in contatto con lo stesso (figura 2).
Naturalmente, variando il numero, le dimensioni e/o la conformazione del o dei contrappesi 24, oppure ricorrendo a soluzioni diverse, quali, ad esempio, molle di richiamo, è possibile variare selettivamente l'intensità della forza con la quale il diaframma 20 viene sospinto verso la suddetta posizione di equilibrio.
Lo stesso diaframma 20 presenta in generale una struttura laminare ed aperturata assimilabile a quella del diaframma 141 descritto in precedenza: ciò anche per quanto riguarda le possibili varianti realizzative inerenti al numero, la forma, le dimensioni e la distribuzione delle aperture.
Di preferenza, si preferisce però che le aperture provviste nel diaframma 20 siano tali per cui il loro numero, le loro dimensioni e/o la loro conformazione non coincidano esattamente con le caratteristiche omologhe delle aperture provviste nel diaframma 141.
Nell'esempio di attuazione illustrato, questo risultato è ottenuto semplicemente facendo in modo che le aperture nel diaframma 141 siano delimitate essenzialmente da elementi a razza estendentisi in direzione radiale rispetto al diaframma 141 stesso, mentre le aperture nel diaframma 20 si presentano come una schiera di fenditure allineate in una comune direzione diametrale rispetto allo sviluppo del diaframma 20 (qui realizzato - in modo preferenziale ma non imperativo - con una forma sostanzialmente circolare).
Oltre alla posizione di chiusura a cui si è già fatto riferimento in precedenza (quella in cui l'elemento discoidale 18 occlude l'apertura di erogazione del materiale M), il dispositivo erogatore secondo l'invenzione ammette due diverse posizioni di erogazione o, più correttamente, due insiemi di possibili posizioni di erogazione del materiale M.
La prima condizione di erogazione è quella conseguibile quando, allontanato l'elemento discoidale 18 dall'elemento 14 (ossia portando l'elemento 18 nella posizione illustrata in tutte e tre le figure dei disegni annessi), la coclea 12 viene attivata con una velocità di rotazione tale da far sì che la fuoriuscita del materiale M eserciti sul diaframma 20 una forza la cui intensità fa allontanare il diaframma 20 stesso dal diaframma In questa condizione di funzionamento (quella cui fanno riferimento le figure 1 e 3) il materiale M fuoriesce dalla bocca di erogazione 10 ricadendo verso il basso passando, per così dire, al disotto del diaframma 20, la cui presenza risulta praticamente ininfluente al flusso di erogazione.
In tali condizioni, l'attivazione dell'organo vibratore 16 è tale da mettere in vibrazione l'elemento 140 e il diaframma 141 da esso portato. Il materiale M può essere fatto uscire dalla bocca di erogazione 10 anche con portate molto elevate, soprattutto quando in corrispondenza dell'estremità distale del convogliatore 12 sia presente il corpo palettato 120. In particolare, le esperienze condotte dalla Richiedente dimostrano che il fatto di applicare al diaframma un movimento vibratorio consenta di ottenere - a parità di altre condizioni di funzionamento - un marcato incremento della portata di erogazione del materiale M attraverso la bocca 10. In altre parole, la portata conseguibile con l'applicazione del suddetto movimento vibratorio risulta ampiamente superiore (anche del 40%) rispetto a quella conseguibile - a parità di altre condizioni - quando il dispositivo vibratore 16 viene mantenuto disattivato.
Pur senza volersi legare ad alcuna specifica teoria al riguardo, la Richiedente ha motivo di ritenere che tale fenomeno sia dovuto al fatto che l’intenso movimento di scotimento del diaframma 141 (in eventuale cooperazione con il corpo palettato 120, che di per sé non vibra, ma ruota con la coclea 12 su cui è montato) presenta un forte effetto antagonista nei confronti della formazione di aggregati o microaggregati del materiale M in corrispondenza dell’apertura della bocca di erogazione e, verosimilmente, delle regioni situate a monte dello stesso.
La seconda condizione di funzionamento è quella rappresentata nella figura 2, conseguibile in presenza di flussi di materiale M assai contenuti, tipici dello svolgimento di una operazione di erogazione dosata fine (microdosaggio). Questa condizione può essere raggiunta, ad esempio, riducendo, con opportune rampe di dosaggio, la velocità di rotazione della coclea (sino all'eventuale possibile arresto finale) mantenendo attivato l'organo vibratore 16. Oltre che all'elemento 14 ed al diaframma 141, il relativo movimento vibratorio si trasferisce, attraverso le mensole 17 e l’albero 22, anche alla struttura a bilanciere di cui fa parte il diaframma 20.
La suddetta struttura a bilanciere è di solito montata sulle estremità 170 delle mensole 17 in maniera tale da presentare un certo gioco nella direzione dell’albero 22.
In questo modo è possibile far si che, pur essendo messi in vibrazione dallo stesso organo 16, i due diaframmi 141 e 20 finiscano per avere movimenti vibratori sostanzialmente complanari, ma sfasati fra loro. Veduta anche la diversa conformazione delle rispettive aperture, le parti solide dei diaframmi 14 e 20 si muovono quindi con moti vibratori sfasati fra loro così da dare origine ad una sorta di effetto di "cesoiatura”.
In questo modo, eventuali aggregati o microaggregati che potrebbero tendere a formarsi nel materiale M che fuoriesce attraverso le luci congiuntamente definite dalle aperture dei due diaframmi 141 e 20 vengono sottoposti ad una azione demolitoria. Il microdosaggio può essere quindi realizzato con elevata precisione dal momento che il materiale M conserva la sua struttura particellare originaria, senza formazione di aggregati o, al più, con una possibile riduzione della sua struttura particellare in una struttura particellare più fine.
Nel contempo, il movimento vibratorio impartito dall'organo 16 induce la fuoriuscita del materiale M dall'apertura distale della parte di bocca 10 senza che il suddetto movimento richieda l'azionamento della coclea 12. Qualora l'operazione di dosaggio fine si protragga per un intervallo di tempo sufficientemente lungo da esaurire la quantità di materiale M disponibile in corrispondenza dell'estremità distale della coclea 12, la coclea 12 stessa può essere fatta avanzare per un tratto della sua corsa angolare (ad esempio di un passo del rispettivo motore di azionamento, qualora lo stesso sia un motore a passo), in modo da ricostituire a ridosso del diaframma 141 una scorta di materiale M sufficiente a far proseguire l'operazione di dosaggio .
Naturalmente, fermo restando il principio dell'invenzione, i particolari di realizzazione e le forme di attuazione potranno essere ampiamente variati rispetto a quanto descritto ed illustrato, senza per questo uscire dall'ambito della presente invenzione .
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1. - Dispositivo per l'erogazione dosata di prodotti scorrevoli, comprendente almeno un passaggio (10) per il materiale (M) in erogazione con associata almeno una parte (141) suscettibile di essere mossa di un movimento vibratorio, caratterizzato dal fatto che: - detto passaggio è sostanzialmente costituito da un condotto (10) terminante con un diaframma (141) provvisto di aperture per il passaggio del materiale (M) in erogazione, e detto diaframma (141) costituisce detta almeno una parte suscettibile di essere mossa di movimento vibratorio. 2. - Dispositivo secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto diaframma (141) è associato a detto condotto (13) con l'interposizione di mezzi di sospensione (14a, 15) suscettibili di consentire detto movimento vibratorio. 3. - Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sospensione comprendono un corpo di materiale elastomero (14a). 4. - Dispositivo secondo la rivendicazione 3 caratterizzato dal fatto che detto corpo di materiale di elastomero presenta uno sviluppo complessivamente anulare. 5. - Dispositivo secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di sospensione comprendono almeno un braccio flessibile (15). 6. - Dispositivo secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto almeno un braccio (15) presenta una generale configurazione a lamella. 7. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che detto diaframma (141) porta associato almeno un elemento di sopporto (17, 170) suscettibile di cooperare con un organo generatore di vibrazioni (16). 8. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende un organo generatore di vibrazioni (16) costituente una parte del dispositivo stesso. 9. - Dispositivo secondo la rivendicazione 7 e la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detto organo generatore di vibrazioni (16) è montato su detto almeno un elemento di sopporto (17, 170). 10. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende un convogliatore a coclea (12) suscettibile di far affluire il materiale in erogazione (M) verso detto diaframma (141). 11. - Dispositivo secondo la rivendicazione 10, caratterizzato dal fatto che detto passaggio (10) è definito da un corpo cilindrico (13) con una rispettiva cavità assiale e dal fatto che detto convogliatore a coclea (12) si estende con la sua parte distale attraverso detto corpo cilindrico (13). 12. - Dispositivo secondo la rivendicazione 10 o la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detto convogliatore a coclea (12) comprende, in corrispondenza della sua estremità distale, un corpo palettato (120) suscettibile di ruotare in stretta adiacenza di detto diaframma (141) per effetto dell'azionamento del convogliatore stesso (12). 13. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni caratterizzato dal fatto che comprende un ulteriore diaframma (20) provvisto di rispettive aperture per il passaggio di detto materiale in erogazione (M), detto ulteriore diaframma (20) essendo selettivamente mobile fra: almeno una prima condizione di funzionamento, in cui detto ulteriore diaframma (20) è sostanzialmente disimpegnato rispetto a detto diaframma (141), e almeno una seconda condizione di funzionamento, in cui detto secondo diaframma (20) è situato a ridosso di detto diaframma (141). 14. - Dispositivo secondo la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detto ulteriore diaframma (20) è parte di una struttura orientabile con associati mezzi di richiamo (24) suscettibili di portare detto ulteriore diaframma (20) a ridosso di detto diaframma (141). 15. - Dispositivo secondo la rivendicazione 14, caratterizzato dal fatto che detta struttura è una struttura a bilanciere. 16. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 13 a 15, caratterizzato dal fatto che detto ulteriore diaframma (20) è anch'esso suscettibile di essere mosso di un movimento vibratorio. 17. - Dispositivo secondo la rivendicazione 16, caratterizzato dal fatto che detto ulteriore diaframma (20) è montato su una struttura di sopporto comune (17, 170, 22) con detto diaframma (141). 18. - Dispositivo secondo la rivendicazione 10 e la rivendicazione 13, caratterizzato dal fatto che detto ulteriore diaframma (20) è sostenuto da detto almeno un elemento di sopporto (17) portante montato detto organo generatore di vibrazioni (16). 19. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 13 a 19, caratterizzato dal fatto che dette rispettive aperture di detto ulteriore diaframma (20) risultano diverse dalle aperture di detto diaframma (141) per almeno una caratteristica scelta nel gruppo costituito da numero, dimensioni e conformazione di dette aperture e di dette rispettive aperture. 20. - Dispositivo secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che comprende inoltre un corpo di chiusura (18) selettivamente mobile verso una posizione di occlusione di detto passaggio (10 a ridosso di detto diaframma (141)
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