ITUA20163640A1 - Sistema di rimozione di una corona protesica da un impianto dentale - Google Patents
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Description
“SISTEMA DI RIMOZIONE DI UNA CORONA PROTESICA DA UN IMPIANTO DENTALE”
DESCRIZIONE
Campo tecnico
La presente invenzione riguarda il campo dei sistemi di implantologia dentale e più in particolare ha per oggetto un sistema o dispositivo di rimozione di una corona protesica cementata da un impianto dentale.
Forma oggetto dell’invenzione anche una corona protesica integrante tale sistema, un moncone di impianto integrante detto sistema, ed anche un complesso impianto dentale - corona protesica integrante il sistema.
Ulteriormente, forma oggetto dell’invenzione anche un metodo di rimozione di una corona protesica cementata dal moncone associato ad un impianto dentale.
Stato della tecnica
Come è noto, gli impianti dentali sono attualmente largamente utilizzati per la sostituzione di uno o più elementi dentali mancanti.
Allo stato dell’arte la protesi sugli impianti può essere realizzata con due diverse modalità. La prima prevede l’avvitamento diretto del dente artificiale (corona protesica) sull’impianto.
La vite che blocca la corona si impana sulla filettatura interna dell’impianto. Il tragitto della vite che è parallela all’asse implantare può venire a cadere in zone esteticamente visibili durante il sorriso del paziente. In questo caso la scelta clinica cade sulla protesi cementata. Sull’impianto viene avvitato un moncone protesico, l’analogo artificiale di un dente limato sul quale viene cementata la corona protesica.
Il cemento utilizzato è un materiale che passa dallo stato plastico allo stato rigido dopo la miscelazione e riempiendo gli spazi tra corona ed moncone crea un intimo legame tra le due strutture.
Altre situazioni in cui si opta per la protesi cementata sono quelle in cui esistono diversi impianti disparalleli tra loro in modo tale da poter più facilmente realizzare un restauro esteso che solidarizzi gli impianti tra di loro.
I vantaggi della protesi avvitata sono relativi alla possibile rimovibilità del lavoro.
Di contro richiede una maggiore precisione ed una maggiore passività. Infatti, soprattutto nel caso in cui venga avvitata direttamente su più impianti, la protesi deve contattare simultaneamente tutti gli impianti e mantenere il legame con loro senza forzare.
Tra i vari vantaggi della protesi cementata sono da annoverare quelli legati all’estetica e al fatto che l’unione tra il moncone avvitato direttamente sull’impianto e il restauro finale cementato avviene tramite l’interposizione di cemento, cosa che rende possibile la costruzione di un manufatto con una maggiore tolleranza.
Gli svantaggi sono legati alla presenza di cemento i cui eccessi possono essere difficili da rimuovere e alla difficoltà o impossibilità di rimozione del restauro cementato che si può rendere necessaria in casi di svitamento del moncone o di complicanze infettive sull’impianto stesso
Questo può portare a dover distruggere la corona protesica per accedere al moncone sottostante. In pratica, la protesi cementata non è “ispezionabile” al contrario della protesi semplicemente “avvitata”.
Relativamente alla protesi cementata non esiste al momento attuale nessun tipo di soluzione che consenta una sicura rimozione non distruttiva della corona in caso di intervento nel sottostante impianto.
Scopo e sommario dell’invenzione
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un sistema di rimozione di una corona protesica cementata da un impianto dentale che consenta la rimozione non distruttiva della stessa corona.
Con riferimento a tale scopo, altro importante scopo della presente invenzione è quello di realizzare un sistema di rimozione di una corona protesica cementata da un impianto dentale, che semplifichi l’intervento del dentista sulla bocca del paziente in caso di protesi cementata su impianti.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un sistema di rimozione di una corona protesica cementata da un impianto dentale che consenta un reintervento non traumatico nella bocca del paziente.
Ancora uno scopo della presente invenzione è quello di realizzare un sistema di rimozione di una corona protesica da un impianto dentale che sia semplice.
Questi ed altri scopi, che saranno più chiari in seguito, sono raggiunti con un sistema o dispositivo di rimozione di una corona protesica da un impianto dentale del tipo comprendente un moncone a cui detta corona è cementata, comprendente
- un canale passante attraverso detta corona protesica aperto verso detto impianto,
- un elemento di spinta disponibile tra detta corona protesica e detto impianto,
- mezzi di rototraslazione per detto elemento di spinta, con direzione di traslazione da detta corona a detto impianto e/o viceversa;
l’elemento di spinta, durante l’operazione di rimozione, risulta in battuta sull’impianto ed in opposta battuta sulla corona protesica; detto elemento di spinta è atto ad essere messo in rototraslazione dal dentista, al momento dell’operazione di rimozione della corona protesica, tramite rotazione di un utensile dall’esterno della corona attraverso detto canale, in modo tale da generare una spinta verso la stessa corona, spingendo su quest’ultima e consentendone il distacco.
Preferibilmente, l’elemento di spinta, disponibile tra detta corona protesica e detto impianto, è
- atto ad essere inserito attraverso detto canale, al momento dell’operazione di rimozione della corona protesica, tra la corona protesica e l’impianto,
oppure
- già presente tra l’impianto e la corona protesica al momento dell’operazione di rimozione della corona.
Opportunamente, i mezzi di rototraslazione comprendono un foro inter namente filettato per l’accoppiamento girevole ad una porzione perniforme controfilettata realizzata sull’elemento di spinta.
Preferibilmente, il canale è allineato al foro, ovvero la proiezione di detto foro è contenuta nella proiezione del canale o viceversa; più preferibilmente, il foro e il canale sono coassiali.
Secondo forme realizzative preferite, la corona protesica comprende una porzione interna in materiale di rinforzo, preferibilmente metallico o altro materiale ad elevata resistenza; su tale porzione interna è definita una impronta di alloggiamento della parte di accoppiamento al moncone; all’interfaccia tra la porzione interna dell’impronta e il moncone è disponibile il materiale per la cementazione della stessa corona al moncone.
Secondo forme realizzative preferite dotate di foro filettato di accoppiamento rototraslazionale con l’elemento di spinta, il foro è realizzato su una porzione della corona protesica a contatto con l’impianto, e in cui la porzione perniforme controfilettata dell’elemento di spinta, durante la fase di rimozione della corona, è in presa con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro e in battuta con la propria estremità contro detto impianto, per cui ad una azione di rotazione dell’elemento di spinta verso l’impianto, corrisponde una forza di reazione dell’elemento di spinta sulla filettatura del foro e conseguentemente sulla corona protesica, nella direzione di distacco dall’impianto.
Preferibilmente, l’elemento di spinta è l’estremità di un utensile, distinto dal complesso impianto/corona protesica, utilizzabile dal dentista per la rimozione di detta corona; tale estremità dell’utensile è atta ad essere avvitata nel foro facendo passare la stessa estremità attraverso il canale. Alternativamente, elemento di spinta può essere una vite in presa sul foro, con la propria testa alloggiata nel canale; un utensile essendo atto ad entrare in detto canale e ad agire su detta testa di vite per metterla in rotazione. Alternativamente, tale vite può essere solamente estetica, ad esempio in materia plastica e del medesimo colore del dente, e chiudere il foro; al momento dell’intervento sull’impianto, la vite estetica viene rimossa e viene inserita la testa dell’utensile che funge da elemento di spinta.
Preferibilmente, può essere presente una vite temporanea, posizionata nel foro.
Preferibilmente, il canale presenta diametro maggiore rispetto al foro filettato.
Secondo forme realizzative preferite, il foro filettato è invece realizzato sull’impianto (preferibilmente sul moncone avvitato al corpo base dell’impianto); l’elemento di spinta è alloggiato in detto foro e la sua porzione perniforme controfilettata è in presa sulla filettatura dello stesso foro; durante la fase di rimozione della corona l’estremità dell’elemento di spinta va in battuta con una propria estremità contro la corona protesica ed in battuta con la propria filettatura sulla filettatura del foro, per cui ad una azione di rotazione dell’elemento di spinta verso la corona, corrisponde un tentativo di a traslazione dello stesso e pertanto una forza dello stesso elemento di spinta sulla corona protesica, nella direzione di distacco dall’impianto.
Preferibilmente, il foro filettato è coassiale alla cava di alloggiamento della testa della vite di fissaggio del moncone al corpo base.
Preferibilmente, il foro filettato è separato dalla cava di alloggiamento della testa della vite di fissaggio del moncone al corpo base.
Preferibilmente, l’elemento di spinta è un grano filettato, la cui estremità di spinta sulla corona è dotata di una sede di accoppiamento con l’estremità di un utensile inseribile attraverso detto foro ed atto a portare in rototraslazione tale grano.
Secondo un altro aspetto, l’invenzione riguarda anche una corona protesica comprendente una porzione interna in materiale di rinforzo sulla quale è definita una impronta di alloggiamento della parte di accoppiamento cementato al moncone di un impianto dentale; tale corona comprende un canale passante che si sviluppa dalla superficie masticatoria verso l’impronta, aperto su detta impronta; la parte estrema, rivolta verso l’impronta, di detto canale è formata da un foro filettato per l’accoppiamento ad un elemento di spinta filettato da utilizzare per la rimozione della corona protesica. Tale corona è preferibilmente associata ad un sistema di rimozione di corona da impianto secondo una o più delle configurazioni sopra descritte.
Secondo un altro aspetto, l’invenzione riguarda anche un moncone protesico di impianto dentale, sul quale è da cementare una corona protesica, comprendente una cava a sezione circolare aperta verso la corona protesica; tale cava è internamente filettata e atta ad alloggiare un elemento di spinta filettato da utilizzare per la rimozione di detta corona protesica. Tale moncone è preferibilmente associato ad un sistema di rimozione di corona da impianto secondo una o più delle configurazioni sopra descritte.
Secondo un altro aspetto, l’invenzione riguarda anche un metodo di rimozione di una corona protesica cementata dal moncone associato ad un impianto dentale, che prevede di
- disporre un elemento di spinta tra la corona protesica e l’ impianto, in modo che l’elemento di spinta vada in battuta sull’impianto ed in opposta battuta sulla corona protesica,
- mettere in rototraslazione, agendo in un canale passante realizzato attraverso la corona protesica, l’ elemento di spinta, tramite rotazione di un utensile dall’esterno della corona, attraverso detto canale, in modo tale da generare una spinta verso la corona, spingendo su quest’ultima e consentendone il distacco.
Secondo forme realizzative preferite, l’elemento di spinta è inserito tra la corona protesica e il moncone prima della cementazione della corona protesica all’impianto; preferibilmente l’elemento di spinta è inserito in un foro filettato realizzato sul moncone dell’impianto; durante la fase di rimozione della corona, l’estremità dell’elemento di spinta va in battuta con una propria estremità contro la corona protesica ed in battuta con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro, per cui ad una azione di rotazione dell’elemento di spinta verso la corona, corrisponde una forza dello stesso detto elemento di spinta sulla detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto moncone.
Secondo altre forme realizzative preferite, l’elemento di spinta è l’estremità di un utensile ed è inserito tra la corona protesica e l’impianto, attraverso detto canale, al momento dell’operazione di rimozione di detta corona protesica; preferibilmente l’elemento di spinta filettato viene accoppiato in un foro controfilettato, realizzato su una porzione interna in materiale di rinforzo di detta corona protesica, aperto verso l’impianto; durante la fase di rimozione della corona, l’estremità dell’utensile formante l’elemento di spinta è in presa con la propria filettatura sulla filettatura del foro e in battuta con la propria estremità conto l’impianto, per cui ad una azione di rototraslazione di detto elemento di spinta verso detto impianto corrisponde una forza di reazione di detto elemento di spinta sulla filettatura di detto foro e conseguentemente su detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto impianto (opportunamente l’impianto è formato dal moncone associato al corpo base che forma la porzione intraossea).
Secondo un altro aspetto, l’invenzione riguarda anche un complesso formato da un impianto dentale con moncone e corona protesica cementata su detto moncone, in cui l’impianto comprende un corpo base da ancorare all’osso del paziente, e mezzi di fissaggio reversibile del moncone al corpo base; opportunamente tale complesso comprende un sistema di rimozione della corona dall’impianto come ad una o più delle configurazioni sopra descritte.
Preferibilmente, i mezzi di fissaggio reversibile comprendono una vite di fissaggio disposta passante attraverso il basamento del moncone ed in presa all’interno di una corrispondente foratura realizzata nel corpo base.
Preferibilmente, il moncone comprende una cava a sezione circolare aperta verso la corona protesica; sul fondo di tale cava è alloggiata la testa della vite di fissaggio del moncone al corpo base.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno maggiormente dalla descrizione di alcune sue forme di esecuzione preferite ma non esclusive, illustrate a titolo indicativo e non limitativo nelle allegate tavole di disegni, in cui
la figura 1 rappresenta una vista in sezione assiale di una prima forma realizzativa di sistema di rimozione di una corona protesica da un impianto secondo l’invenzione;
la figura 2 rappresenta il sistema di figura 1 durante la fase di rimozione della corona protesica, secondo l’invenzione;
le figure 3a e 3b rappresentano rispettivamente la sezione assiale e la vista in pianta del corpo base dell’impianto di figura 1;
le figure 4a e 4b rappresentano rispettivamente la sezione assiale e la vista in pianta del moncone dell’impianto di figura 1;
le figure 5a e 5b rappresentano rispettivamente la sezione assiale e la vista in pianta di un grano di spinta della corona protesica del complesso mostrato in figura 1;
le figure 6a e 6b rappresentano rispettivamente la sezione assiale e la vista in pianta della corona protesica del complesso mostrato in figura 1;
la figura 7 rappresenta una vista in sezione assiale di una seconda forma realizzativa di sistema di rimozione secondo l’invenzione, similare alla prima forma di figura 1, con l’asse del moncone inclinato di 60° rispetto all’asse dell’impianto;
la figura 8 rappresenta il sistema di figura 7 durante la fase di rimozione della corona protesica, secondo l’invenzione;
la figura 9 rappresenta una vista in sezione assiale di una terza forma realizzativa di sistema di rimozione secondo l’invenzione;
la figura 9a rappresenta una porzione della medesima vista della figura 9, con evidenziata la posizione di battuta dell’utensile sul moncone, ovvero nel momento in cui si genera la spinta che separa corona e moncone;
la figura 10 rappresenta il sistema di figura 9 durante la fase di rimozione della corona protesica, secondo l’invenzione.
Descrizione dettagliata di una forma realizzativa dell'invenzione
Nelle figure dalla 1 alla 6 precedentemente citate, sono mostrati un impianto dentale 11 da inserire nell’osso H del paziente e una corona protesica 12 cementata sull’impianto 11. A questi è associato un sistema o dispositivo di rimozione della corona protesica 12 dall’impianto 11, secondo l’invenzione, e descritto in dettaglio più avanti.
L’impianto dentale 11 comprende un corpo base 13, da inserire nell’osso, ed un moncone 14, fissabile, tramite mezzi di fissaggio reversibile 15, al corpo base 13, che sporge dall’osso del paziente.
Il corpo base 13 presenta una forma rastremata da una faccia 16 di connessione al moncone 14 alla punta da inserire nell’osso. Sulla superficie laterale del corpo base è presenta un filetto 13A di ancoraggio all’osso.
Sulla faccia di connessione 16 è presente una sede 17, in forma antirotazione, ad esempio una forma poligonale, e preferibilmente esagonale, atta ad accogliere il codolo 18 del moncone 14 che pertanto si accoppia al corpo base senza possibilità di ruotare.
Sul fondo della sede 17 è presente una foratura 19, filettata, atta ad accogliere una vite 20 di fissaggio del moncone al corpo base 13.
Il codolo 18 forma il basamento del moncone 14 e la vite di fissaggio 20 è disposta passante attraverso il basamento di detto moncone ed è in presa nella foratura 19.
In particolare, il moncone 14 comprende una cava 21, in questo esempio a sezione circolare, aperta verso la corona protesica 12. Sul fondo della cava 21 è alloggiata la testa 22 della vite di fissaggio 20.
Secondo l’invenzione, il sistema di rimozione della corona 12 dall’impianto 11 consente l’accesso all’impianto nei casi in cui vi è necessità di lavorare sullo stesso, una volta impiantato nell’osso.
La corona protesica 12 comprende un canale 23, passante, aperto verso l’impianto 11. Tale canale, quando l’impianto è installato, è chiuso sulla superfice masticatoria della corona da un opportuno materiale dentale, di per sé di tipo noto.
Il sistema, o dispositivo, di rimozione comprende un elemento di spinta 25 disponibile tra la corona protesica 12 e l’impianto 11.
Inoltre, il sistema di rimozione comprende mezzi di rototraslazione 26 per l’elemento di spinta 25, con direzione di traslazione dalla corona protesica 12 a detto impianto 11 e/o viceversa, come meglio descritto più avanti.
In pratica, durante l’operazione di rimozione, l’elemento di spinta 25 è in battuta sul moncone 14 dell’impianto 11 ed in opposta battuta sula corona protesica 12, per cui, quando il dentista tramite un utensile U maneggiato dall’esterno della corona 12 (si veda la figura 2), mette in rototraslazione l’elemento di spinta 25, il quale, essendo in battuta sulla corona 12, genera una spinta verso la stessa, vincendo la resistenza di fissaggio prodotta dalla cementificazione, consentendone il distacco della stessa corona protesica dal moncone 14.
In questo esempio, l’elemento di spinta 25 è presente tra l’impianto 11 e la corona protesica 12 già al momento dell’operazione di rimozione della corona, essendo stato disposto in tale posizione al momento del completamento del complesso impianto/corona sulla bocca del paziente.
I mezzi di rototraslazione 26 comprendono un foro 27 internamente filettato per l’accoppiamento girevole ad una porzione perniforme controfilettata 25A dell’elemento di spinta 25. In questo esempio il foro 27 è coassiale a detta cava 21 di alloggiamento della testa 22 di detta vite di fissaggio 20 del moncone 14 al corpo base 13; in particolare, in questo esempio, la cava 21 è una continuazione del foro filettato 27.
In questo esempio, l’elemento di spinta 25 è un grano filettato dotato di un’impronta per un utensile tipo cacciavite, brugola ecc., per cui tutta la sua superficie laterale corrisponde alla porzione perniforme controfilettata 25A.
In questo esempio, il canale 23 è allineato al foro 27, ovvero la proiezione del canale 23 è contenuta nella proiezione del foro 27. In pratica, il canale presenta un diametro minore rispetto al foro filettato. Più in particolare, foro 27 e canale 23 sono coassiali.
Sempre in questo esempio, l’asse della vite 20 è parallelo all’asse di rotazione dell’elemento di spinta 25 e più preferibilmente sono coincidenti, ovvero coassiali.
La corona protesica 12 comprende una porzione interna 12A in materiale di rinforzo, preferibilmente metallico. Su tale porzione interna 12A è definita una impronta 12B di alloggiamento della parte di accoppiamento del moncone 14; all’interfaccia tra la porzione interna 12A dell’impronta 12B e il moncone 14 è disponibile il materiale per la cementazione della corona al moncone (il materiale non è indicato nelle figure, per semplicità grafica).
Da un punto di vista operativo, il dentista applica il corpo base 13 dell’impianto 11 sull’osso del paziente. Successivamente associa il moncone 14 al corpo base, bloccandolo con la vite 20. Successivamente avvita il grano /elemento di spinta 25 del foro filettato 27 e cementa la corona protesica 12 al moncone 14.
Nel caso in cui sia necessario intervenire sull’impianto, è necessario ri muovere la corona 12 per poter accedere alla vite 20. Per far questo, il dentista rimuove il materiale di copertura del canale 23 e inserisce la punta di un utensile U nel canale stesso, facendola andare in presa con l’impronta del grano /elemento di spinta 25. Il dentista mette in rotazione l’utensile, facendo rototraslare il grano 25 verso la corona. Il grano pertanto va in battuta conto la corona 12 e risulta in battuta sulla filettatura del foro 27 (è in presa su tale filettatura). Pertanto, ad una azione di rotazione del grano 25 corrisponde un suo movimento verso la corona. Il grano però è impedito dal movimento di traslazione dalla corona stessa e pertanto si genera su questa una spinta F che tende a separare la corona dal moncone, vincendo la forza di cementazione.
Nelle figure 7 e 8 è mostrata una seconda forma realizzativa dell’invenzione (i numeri sono rimasti invariati in quanto designano sostanzialmente i medesimi componenti dell’esempio precedente), variante rispetto al caso descritto più sopra, per il fatto che il foro 27 in cui è alloggiato l’elemento di spinta 25 è separato dalla cava 21 ed per il fatto che l’asse della vite 20 (e quindi l’asse X del corpo di base 13) è inclinato (ad esempio di 60°) rispetto all’asse Y di rotazione dell’elemento di spinta 25. In pratica, L’accesso alla vite 20 è differente dall’accesso all’elemento di spinta 25. La modalità operativa di azione sul sistema rimane comunque la medesima sopra descritta.
Nelle figure 9, 9a e 10 è mostrata una terza forma realizzativa dell’invenzione, variante in modo significativo rispetto agli esempi sopra riportati. In questo caso l’elemento di spinta non è inserito in una cava realizzata sull’impianto ma in un foro realizzato sulla corona protesica. I numeri di componenti simili nelle medesime posizioni degli esempi precedenti sono rimasti gli stessi degli esempi precedenti.
Anche in questo caso, la corona protesica 12 comprende un canale 23, passante, aperto verso l’impianto 11. Tale canale, quando l’impianto è installato, è chiuso sulla superfice masticatoria della corona da un opportuno materiale dentale, di per sé di tipo noto.
Anche in questo caso, il sistema o dispositivo di rimozione 124 della corona protesica 12 comprende un elemento di spinta 125 disponibile tra la corona protesica 12 e l’impianto 11. Ma differentemente dai casi precedenti, in questo esempio, l’elemento di spinta 125 è atto ad essere inserito attraverso il canale 23, tra la corona protesica stessa e l’impianto 11, solo al momento dell’operazione di rimozione della corona protesica 12.
Analogamente, il sistema o dispositivo di rimozione 24 comprende mezzi di rototraslazione 26 per l’elemento di spinta 25, con direzione di traslazione dalla corona protesica 12 a detto impianto 11 e/o viceversa, come meglio descritto più avanti.
I mezzi di rototraslazione 26 comprendono un foro internamente filettato 127 per l’accoppiamento girevole ad una porzione perniforme controfilettata dell’elemento di spinta 125.
Il foro filettato 127, come accennato, è realizzato sulla corona protesica 12, e più in particolare sulla porzione interna 12A in materiale di rinforzo, su cui è definita l’impronta 12B di alloggiamento della parte di accoppiamento del moncone 14 (all’interfaccia tra la porzione interna 12A dell’impronta 12B e il moncone 14 è disponibile il materiale per la cementazione della corona al moncone).
Il foro filettato 127 è realizzato in continuità del canale 23 e questi sono pertanto allineati, ovvero la proiezione del foro è contenuta nella proiezione di detto canale, preferibilmente il foro 127 e il canale 23 sono coassiali (presentano uno stesso asse Y. Più preferibilmente, in questo esempio il diametro del canale 23 è maggiore del diametro del foro 127.
Inoltre, in questo esempio, l’asse Y del foro 127 e del canale 23 è parallelo all’asse X della vite di fissaggio 20 del moncone 14 al corpo base 13, ma sono tra loro disassati, ovvero non sono coassiali.
Ad esempio, l’elemento di spinta 125 è l’estremità di un utensile K, distinto dal complesso impianto/corona protesica, utilizzabile dal dentista per la rimozione della corona; tale estremità dell’utensile è una porzione perniforme controfilettata 125A ed è atta ad essere avvitata nel foro 127, passando attraverso il canale 13.
In pratica, tale porzione perniforme controfilettata 125A dell’elemento di spinta 125 viene inserita nel canale 13, va in presa con la propria filettatura sulla filettatura del foro 127 e in battuta con la propria estremità contro una porzione dell’impianto (il moncone 14), per cui ad una azione di rotazione dell’utensile K da parte del dentista, ovvero una rototraslazione dell’elemento di spinta verso l’impianto (ovvero a far avvicinare l’estremità dell’elemento di spinta 125 al moncone 14) corrisponde una forza di reazione dello stesso elemento di spinta 125 sulla filettatura del foro e conseguentemente sulla corona protesica 12, nella direzione di distacco dal moncone 14. Tale spinta F è in grado di vincere la resistenza offerta dalla forza di cementazione tra corona e moncone.
In altri esempi, non mostrati in figura, nel foro 127 può essere alloggiata una vite, che funge da elemento di spinta. In pratica la vite è in presa su detto foro 127, con la propria testa alloggiata in detto canale. L’utensile è atto ad entrare nel canale 23 e ad agire sulla testa della vite per metterla in rototraslazione e consentirle di andare in battuta sul moncone e quindi di ottenere una reazione sul filetto del foro 127 ovvero sulla corona, consentendone il distacco. Alternativamente, tale vite può essere solamente estetica, ad esempio in materia plastica e del medesimo colore del dente, e chiudere il foro 127; al momento dell’intervento sull’impianto, la vite estetica viene rimossa e viene inserita la testa dell’utensile K che funge, come descritto, da elemento di spinta.
E’ inteso che quanto illustrato rappresenta solo possibili forme di attuazione non limitative dell’invenzione, la quale può variare nelle forme e disposizioni senza uscire dall’ambito del concetto alla base dell’invenzione. L’eventuale presenza di numeri di riferimento nelle rivendicazioni allegate ha unicamente lo scopo di facilitarne la lettura alla luce della descrizione che precede e degli allegati disegni e non ne limita in alcun modo l’ambito di protezione.
Claims (19)
- “SISTEMA DI RIMOZIONE DI UNA CORONA PROTESICA DA UN IMPIANTO DENTALE” RIVENDICAZIONI 1) Sistema di rimozione di una corona protesica da un impianto dentale del tipo comprendente un moncone a cui detta corona è cementata, comprendente - un canale passante attraverso detta corona protesica aperto verso detto impianto, - un elemento di spinta disponibile tra detta corona protesica e detto impianto, - mezzi di rototraslazione per detto elemento di spinta, con direzione di traslazione da detta corona a detto impianto e/o viceversa, detto elemento di spinta, durante l’operazione di rimozione, risultando in battuta su detto impianto ed in opposta battuta su detta corona protesica; detto elemento di spinta essendo atto ad essere messo in rototraslazione dal dentista, al momento dell’operazione di rimozione di detta corona protesica, tramite rotazione di un utensile dall’esterno di detta corona attraverso detto canale, in modo tale da generare una spinta verso detta corona, spingendo su quest’ultima e consentendone il distacco.
- 2) Sistema secondo la rivendicazione 1, in cui detto elemento di spinta disponibile tra detta corona protesica e detto impianto è - atto ad essere inserito attraverso detto canale, al momento dell’operazione di rimozione di detta corona protesica, tra detta corona protesica e detto impianto, oppure - già presente tra detto impianto e detta corona protesica al momento dell’operazione di rimozione della corona.
- 3) Sistema secondo la rivendicazione 1 o 2, in cui detti mezzi di roto traslazione comprendono un foro internamente filettato per l’accoppiamento girevole ad una porzione perniforme controfilettata di detto elemento di spinta.
- 4) Sistema secondo la rivendicazione 3, in cui detto canale è allineato a detto foro, ovvero proiezione di detto foro è contenuta nella proiezione di detto canale o viceversa, preferibilmente detto foro e detto canale sono coassiali.
- 5) Sistema secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui detto moncone comprende una cava a sezione circolare aperta verso detta corona protesica.
- 6) Sistema dentale secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, in cui detta corona protesica comprende una porzione interna in materiale di rinforzo, preferibilmente metallico, su detta porzione interna essendo definita una impronta di alloggiamento della parte di accoppiamento detto moncone; all’interfaccia tra detta porzione interna dell’impronta e detto moncone essendo disponibile il materiale per la cementificazione di detta corona al moncone.
- 7) Sistema secondo una o più delle rivendicazioni dalla 3 alla 6, in cui detto foro è realizzato su una porzione di detta corona protesica a contatto con detto impianto, e in cui detta porzione perniforme controfilettata di detto elemento di spinta, durante la fase di rimozione della corona, è in presa con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro e in battuta con la propria estremità conto detto impianto, per cui ad una azione di rotazione di detto elemento di spinta verso detto impianto corrisponde una forza di reazione di detto elemento di spinta sulla filettatura di detto foro e conseguentemente su detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto impianto.
- 8) Sistema secondo la rivendicazione 7, in cui detto elemento di spinta è l’estremità di un utensile, distinto dal complesso impianto/corona protesica, utilizzabile dal dentista per la rimozione di detta corona; detta estremità dell’utensile essendo atta ad essere avvitata in detto foro facendo passare la stessa estremità attraverso detto canale della corona.
- 9) Sistema secondo la rivendicazione 7, in cui detto elemento di spinta è una vite in presa su detto foro, con la propria testa alloggiata in detto canale; un utensile essendo atto ad entrare in detto canale e ad agire su detta testa di vite per metterla in rotazione.
- 10) Sistema secondo la rivendicazione 7, 8 o 9, in cui detto canale presenta diametro maggiore rispetto a detto foro filettato.
- 11) Sistema secondo una o più delle rivendicazioni dalla 3 alla 6, in cui detto foro filettato è realizzato su detto impianto, detto elemento di spinta essendo alloggiato in detto foro e la sua detta porzione perniforme controfilettata è in presa sulla filettatura di detto foro; durante la fase di rimozione della corona l’estremità di detto elemento di spinta va in battuta con una propria estremità contro detta corona protesica ed in battuta con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro, per cui ad una azione di rotazione di detto elemento di spinta verso detta corona, corrisponde una forza dello stesso detto elemento di spinta sulla detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto impianto.
- 12) Sistema secondo le rivendicazioni 7 e 11, in cui detto foro filettato è coassiale a detta cava di alloggiamento della testa di detta vite di fissaggio del moncone al corpo base.
- 13) Sistema secondo la rivendicazione 11 in cui detto foro filettato è separato da detta cava di alloggiamento del moncone.
- 14) Sistema secondo la rivendicazione 11, 12 o 13, in cui detto elemento di spinta è un grano filettato, la cui estremità di spinta sulla corona è dotata di una sede di accoppiamento con l’estremità di un utensile inseribile attraverso detto foto ed atto a portare in rototraslazione detto grano.
- 15) Corona protesica comprendente una porzione interna in materiale di rinforzo sulla quale è definita una impronta di alloggiamento della parte di accoppiamento cementato al moncone di un impianto dentale, caratterizzata dal fatto di comprendere un canale passante che si sviluppa dalla superficie masticatoria verso detta impronta, aperto su detta impronta; la parte estrema verso detta impronta di detto canale essendo formata da un foro filettato per l’accoppiamento ad un elemento di spinta filettato da utilizzare per la rimozione di detta corona protesica, preferibilmente relativo ad un sistema di rimozione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
- 16) Moncone protesico di impianto dentale, sul quale è d cementare una corona protesica, comprendente una cava a sezione circolare aperta verso la corona protesica, detta cava essendo internamente filettata, e atta ad alloggiare un elemento di spinta filettato da utilizzare per la rimozione di detta corona protesica, preferibilmente relativo ad un sistema di rimozione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
- 17) Metodo di rimozione di una corona protesica cementata dal moncone associato ad un impianto dentale, che prevede di - disporre un elemento di spinta tra detta corona protesica e detto impianto, in modo che detto elemento di spinta vada in battuta su detto impianto ed in opposta battuta su detta corona protesica, - mettere in rototraslazione, agendo in un canale passante realizzato attraverso la corona protesica, detto elemento di spinta, tramite rotazione di un utensile dall’esterno di detta corona attraverso detto canale, in modo tale da generare una spinta verso detta corona, spingendo su quest’ultima e consentendone il distacco.
- 18) Metodo secondo la rivendicazione 17, in cui detto elemento di spinta è inserito tra detta corona protesica e detto impianto prima della cementazione della corona protesica all’impianto; preferibilmente detto elemento di spinta è inserito in un foro filettato realizzato sul moncone di detto impianto; durante la fase di rimozione della corona l’estremità di detto elemento di spinta va in battuta con una propria estremità contro detta corona protesica ed in battuta con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro, per cui ad una azione di rotazione di detto elemento di spinta verso detta corona, corrisponde una forza dello stesso detto elemento di spinta sulla detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto moncone.
- 19) Metodo secondo la rivendicazione 17, in cui detto elemento di spinta è l’estremità di un utensile ed è inserito tra detta corona protesica e detto impianto, attraverso detto canale, al momento dell’operazione di rimozione di detta corona protesica; preferibilmente detto elemento di spinta filettato e viene accoppiato in un foro controfilettato, realizzato su una porzione interna in materiale di rinforzo di detta corona protesica, aperto verso l’impianto; durante la fase di rimozione della corona, detta estremità dell’utensile formante il detto elemento di spinta essendo in presa con la propria filettatura sulla filettatura di detto foro e in battuta con la propria estremità conto detto impianto, per cui ad una azione di rotazione di detto elemento di spinta verso detto impianto corrisponde una forza di reazione di detto elemento di spinta sulla filettatura di detto foro e conseguentemente su detta corona protesica, nella direzione di distacco da detto impianto.
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