ITUA20164514A1 - Palo per telecomunicazioni provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo - Google Patents

Palo per telecomunicazioni provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo Download PDF

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ITUA20164514A1
ITUA20164514A1 ITUA2016A004514A ITUA20164514A ITUA20164514A1 IT UA20164514 A1 ITUA20164514 A1 IT UA20164514A1 IT UA2016A004514 A ITUA2016A004514 A IT UA2016A004514A IT UA20164514 A ITUA20164514 A IT UA20164514A IT UA20164514 A1 ITUA20164514 A1 IT UA20164514A1
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Enzo Celant
Stefano Bazzoni
Stefano Grimaldi
Matteo Aldo Torregiani
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Enzo Celant
Stefano Bazzoni
Stefano Grimaldi
Matteo Aldo Torregiani
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Description

PALO PER TELECOMUNICAZIONI PROVVISTO DI UN DISPOSITIVO PER IL CONDIZIONAMENTO PASSIVO O SEMIPASSIVO
La presente invenzione si riferisce ad un contenitore di apparecchiature elettriche ed elettroniche, provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo di ambienti, in particolare un palo per il contenimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche per la telefonia cellulare.
Con il loro funzionamento, dette apparecchiature elettriche ed elettroniche producono calore, per cui si rende necessario il raffreddamento delle stesse mediante asportazione del calore prodotto dall’ ambiente in cui dette apparecchiature sono contenute.
Le tecniche normalmente impiegate comprendono la semplice ventilazione, il condizionamento attivo, cioè l’ utilizzo di condizionatori alimentati elettricamente, oppure il condizionamento passivo o semipassivo, cioè l’ utilizzo di speciali dispositivi che assorbono calore da detti ambienti da condizionare e lo cedono, successivamente, all'ambiente esterno. Detti dispositivi passivi o semipassivi non consumano energia se non in piccole quantità, nel caso in cui siano eventualmente presenti piccoli ventilatori, atti ad aumentare la circolazione d'aria per migliorare lo scambio termico, e/o piccole pompe, atte ad accelerare o provocare la circolazione di fluidi termovettori.
Il principio su cui si basano detti sistemi consiste nel predisporre all'interno dell'ambiente da condizionare una grande massa termica, costituita solitamente da acqua e/o sostanze a cambiamento di fase, la quale, durante il giorno, assorbe il calore prodotto dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche presenti nell'ambiente da condizionare e, durante la notte, lo cede all'ambiente esterno che, durante tale periodo di tempo, è a temperatura inferiore a quella raggiunta da detta massa termica. In questo modo la massa termica si raffredda ed è pronta per un nuovo ciclo giornaliero.
Il brevetto US4293030 descrive un dispositivo passivo per il raffreddamento di shelter comprendente un grande serbatoio d’ acqua, posto all’ interno dello shelter, collegato con un primo scambiatore interno, posto al di sotto del serbatoio, ed un secondo serbatoio esterno, posto al di sopra dello shelter. Durante la notte l’ acqua circola tra il serbatoio e lo scambiatore esterno e si raffredda. Durante il giorno l’ acqua refrigerata scende nello scambiatore interno, che è situato al di sotto del serbatoio. Qui l’ acqua si riscalda e risale nel serbatoio aumentando la temperatura dell’ acqua presente nel serbatoio stesso. Durante la notte avviene poi la rigenerazione per un altro ciclo giornaliero.
Nel caso in cui lo shelter ha le dimensioni di un palo per telecomunicazioni, è impossibile trovare nella parte superiore del palo stesso lo spazio necessario per un serbatoio di capacità adeguate, anche se integrato con sostanze a cambiamento di fase. Si rende quindi indispensabile posizionare il serbatoio nella parte inferiore del palo, o addirittura interrato. In questo modo tuttavia la circolazione tra il serbatoio e lo scambiatore interno è possibile solo con l’ impiego di una pompa, per cui il sistema non è più completamente passivo.
Nel caso specifico di installazioni in zone temperate e sub-tropicali, in cui le temperature massime esterne sono, sia pure di poco, inferiori alla massima temperatura ammissibile all’ interno dello shelter, è possibile raffreddare l’ acqua anche durante una parte del giorno, riducendo quindi l’ entità della massa d’ acqua necessaria. Tuttavia nelle ore più calde del giorno, in particolare durante la stagione estiva, la differenza tra la temperatura dell’ acqua riscaldata dagli apparati e quella dell’ ambiente esterno è troppo piccola perché si riesca ad avere una circolazione apprezzabile. Inoltre anche il beneficio dovuto al raffreddamento è, per lo stesso motivo assai piccolo. In altre parole appare opportuno estendere la durata della rigenerazione ad una parte del giorno, bloccandola solo per poche ore.
Scopo della presente invenzione è quello di fornire un contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, conforme alla rivendicazione 1, provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo di ambienti, all’ interno dei quali sono contenute dette apparecchiature elettriche ed elettroniche, in particolare un palo per la telefonia cellulare, del tipo che comprende:
un primo serbatoio posto nella parte superiore di detto palo;
almeno uno scambiatore di calore interno per ciascuno di detti ambienti, atto ad assorbire il calore prodotto da dette apparecchiature elettriche ed elettroniche;
almeno uno scambiatore di calore esterno atto a cedere all’ ambiente esterno il calore assorbito da detti almeno uno scambiatore di calore interno;
una prima tubazione che collega la parte inferiore di detto scambiatore di calore esterno con detto primo serbatoio superiore;
una seconda tubazione che collega detto primo serbatoio superiore con la parte alta di detto scambiatore esterno;
detti primo serbatoio superiore, scambiatori di calore interni e tubazioni essendo riempiti con un fluido termovettore, caratterizzato dal fatto che:
detto primo serbatoio superiore è collegato tramite una terza tubazione con un secondo serbatoio situato nella parte bassa di detto palo, o interrato;
detto secondo serbatoio inferiore è collegato, tramite una quarta tubazione con detti almeno uno scambiatore di calore interno;
detti almeno uno scambiatore interno sono collegati tramite una quinta tubazione con detto primo serbatoio superiore;
essendo previsti mezzi atti a guidare il flusso di detto fluido termovettore verso detto primo serbatoio o verso la parte alta di detto scambiatore esterno, il percorso compiuto dal fluido termovettore essendo in funzione della differenza tra la temperatura del fluido termovettore all’ uscita da detti almeno uno scambiatore interno e la temperatura dell’ ambiente esterno in modo tale che:
se detta differenza di temperatura è sufficientemente elevata per provocare una circolazione naturale, è aperto un passaggio diretto verso lo scambiatore di calore esterno;
se detta differenza di temperatura non è sufficientemente elevata per provocare una circolazione naturale, il flusso proveniente da detta quinta tubazione si rimescola con il fluido termovettore presente nel primo serbatoio, dove si raffredda e viene riciclato per convezione naturale attraverso detta terza tubazione.
Completano l’ invenzione una speciale forma di realizzazione dello scambiatore di calore esterno ed alcuni accorgimenti atti a favorire lo scambio termico con l’ ambiente esterno.
L’ invenzione verrà ora descritta, a scopo illustrativo e non limitativo, secondo una forma preferita di attuazione e con riferimento alle figure allegate, in cui:
la figura 1 mostra contenitore di apparecchiature elettriche ed elettroniche secondo l’ invenzione;
le figure da 2 a 4 mostrano dei dettagli ingranditi del contenitore di apparecchiature elettriche ed elettroniche secondo l’ invenzione.
Con riferimento alla Fig. 1, con (1) è indicato un contenitore di apparecchiature elettriche ed elettroniche, provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo di ambienti, secondo l’ invenzione.
Secondo la forma di attuazione mostrata in Fig. 1, il contenitore (1) è un palo al cui interno sono contenute dette apparecchiature, mentre in cima a detto palo sono installate delle antenne (non rappresentate).
Il palo (1) secondo l’ invenzione comprende:
un primo serbatoio (2), preferibilmente coibentato, posto nella parte superiore del palo stesso;
una pluralità di ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f) all’ interno dei quali sono contenute dette apparecchiature elettriche ed elettroniche, detti ambienti essendo preferibilmente separati tra loro;
uno scambiatore di calore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) per ciascuno di detti ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f), atto ad assorbire il calore prodotto da dette apparecchiature elettriche ed elettroniche, ciascuno degli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) essendo preferibilmente provvisto di un piccolo ventilatore (4’ a, 4’ b, 4’ c, 4’ d, 4’ e, 4’ f) atto a provocare una circolazione d’ aria per aumentare lo scambio termico;
un secondo serbatoio (5), preferibilmente coibentato, posto nella parte inferiore del palo (1) o interrato; uno scambiatore di calore esterno (6) atto a cedere all’ ambiente esterno il calore assorbito dagli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f), detto scambiatore di calore esterno (6) essendo preferibilmente protetto da uno schermo (6a) atto a creare un condotto anulare compreso tra detto schermo (6a) e la struttura del palo (1), detto schermo (6a) avendo anche la funzione di impedire alla radiazione solare di raggiungere direttamente lo scambiatore di calore esterno (6);
una prima tubazione (7) che collega la parte inferiore dello scambiatore esterno (6) con il primo serbatoio (2);
una seconda tubazione (8) che collega il primo serbatoio (2) con la parte alta dello scambiatore esterno (6), detto collegamento avvenendo anche tramite una breve tubazione (12) e una valvola a tre vie (13), come meglio chiarito nel seguito;
una terza tubazione (9) che collega il primo serbatoio superiore (2) con il secondo serbatoio inferiore (5); una quarta tubazione (10) che collega il secondo serbatoio inferiore (5) con gli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f);
una quinta tubazione (11) che collega gli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) con il primo serbatoio superiore (2), detto collegamento avvenendo anche tramite detta valvola a tre vie (13) e detta seconda tubazione (8), come meglio chiarito nel seguito.
La parte superiore della quinta tubazione (11) è collegata, tramite detta valvola a tre vie (13), con dette seconda tubazione (8) e breve tubazione (12), per cui il fluido termovettore che percorre la quinta tubazione (11) può dirigersi verso la parte alta dello scambiatore di calore esterno (6), oppure verso il primo serbatoio superiore (2), a seconda di come è regolata la valvola a tre vie (13).
La regolazione della valvola a tre vie (13) è effettuata in funzione della temperatura dell’ ambiente esterno e della temperatura del fluido termovettore in uscita dagli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f), detta regolazione essendo effettuata tramite un servomeccanismo comandato da un comparatore di temperatura (non rappresentati).
Nel caso in cui la differenza tra la temperatura del fluido termovettore che giunge alla valvola a tre vie (13) attraverso la quinta tubazione (11) e la temperatura dell’ ambiente esterno sia sufficientemente elevata da sostenere una circolazione per convezione naturale, la valvola a tre vie (13) è regolata in modo da collegare la quinta tubazione (11) con la seconda tubazione (8), mentre se detta differenza di temperatura non è sufficiente a sostenere una convezione naturale, la valvola a tre vie (13) è regolata in modo da collegare la quinta tubazione (11) con la breve tubazione (12) che immette nel primo serbatoio (2).
La prima situazione si verifica tipicamente di notte, nelle ore mattutine e nelle ore serali, mentre nella parte centrale della giornata la temperatura esterna è più elevata e si avvicina a quella del fluido termovettore. Ovviamente la situazione descritta può variare in funzione delle stagioni e delle condizioni atmosferiche, per cui nella stagione invernale e nelle mezze stagioni e, non di rado, anche in quella estiva, possono verificarsi situazioni in cui la temperatura dell’ ambiente esterno sia sufficientemente più bassa di quella del fluido termovettore al punto da sostenere una circolazione naturale.
Abbiamo quindi due modi di funzionamento del dispositivo secondo l’ invenzione, illustrati nelle Figg. 2 (a, b).
Il primo modo di funzionamento (Fig. 2a) si verifica quando la temperatura dell’ ambiente esterno è sufficientemente più bassa di quella del fluido termovettore per sostenere la circolazione naturale. In detto primo modo di funzionamento, il fluido termovettore sale dal secondo serbatoio inferiore (2) verso gli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f), attraverso la quarta tubazione (10), quindi esce riscaldata da detti scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) e, percorrendo la quinta tubazione (11), la valvola a tre vie (13) e la seconda tubazione (8), giunge nella parte alta dello scambiatore esterno (6), dove si raffredda. Quindi esce dalla parte bassa dello scambiatore di calore esterno (6) attraverso la prima tubazione (7) e giunge nel primo serbatoio superiore (2) da cui, attraverso la terza tubazione (9), ritorna nel secondo serbatoio inferiore (5).
Il secondo modo di funzionamento (Fig. 2b) si verifica quando la temperatura dell’ ambiente esterno non è sufficientemente più bassa di quella del fluido termovettore per sostenere la circolazione naturale. In detto secondo modo di funzionamento, il fluido termovettore sale dal secondo serbatoio inferiore (2) verso gli scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f), attraverso la quarta tubazione (10), quindi esce riscaldata da detti scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) e, percorrendo la quinta tubazione (11), la valvola a tre vie (13) e la breve tubazione (12), giunge nel primo serbatoio superiore (2), dove si rimescola con il fluido termovettore presente in detto primo serbatoio superiore (2) e si raffredda. Quindi esce dal primo serbatoio superiore (2) attraverso la terza tubazione (9) e ritorna nel secondo serbatoio inferiore (5).
Il secondo modo di funzionamento ha una durata nel tempo limitata dalla capacità del primo serbatoio superiore (2). Infatti l’ afflusso di fluido termovettore caldo provoca un aumento della temperatura nel serbatoio (2) stesso, fino al punto che la circolazione si blocca. Questo fatto può verificarsi in cui la durata del periodo più caldo sia eccezionalmente più lungo del normale. Per ovviare a questo inconveniente è previsto l’ impiego di una pompa (10a), inserita al esempio sulla quarta tubazione (10), in prossimità del secondo serbatoio inferiore (5). In questo modo è assicurata la circolazione e il raffreddamento può continuare utilizzando il fluido termovettore ancora sufficientemente freddo presente nel secondo serbatoio inferiore (5).
Nella Figg. 3 (a, b) è mostrata una variante del dispositivo secondo l’ invenzione, in cui il primo serbatoio superiore (2) è collegato direttamente con la parte alta dello scambiatore di calore esterno (6) tramite una sesta tubazione (8a) mentre detta quinta tubazione (11) termina nella parte alta del primo serbatoio superiore (2). Secondo detta variante il flusso del fluido termovettore si regola automaticamente dando luogo agli stessi modi di funzionamento del caso precedente.
Nel primo modo di funzionamento (Fig. 3a) il fluido termovettore entra nel primo serbatoio superiore (2) e si stratifica nella parte alta del serbatoio (2) stesso. Grazie al fatto che la temperatura esterna è sufficientemente più bassa di quella del fluido termovettore, si stabilisce una circolazione per convezione naturale tra il primo serbatoio superiore (2) e lo scambiatore di calore esterno (6), attraverso la prima tubazione (7) e la sesta tubazione (8a). In questa situazione il fluido termovettore proveniente dalla quinta tubazione (11) è risucchiato e percorre lo scambiatore di calore esterno (6) e torna raffreddato nel primo serbatoio superiore (2) e di qui, attraverso la terza tubazione (9), ritorna nel secondo serbatoio inferiore (5).
Nel secondo modo di funzionamento (Fig. 3b) il fluido termovettore entra nel primo serbatoio superiore (2) e si stratifica nella parte alta del serbatoio (2) stesso. Poiché in questo secondo modo di funzionamento la temperatura esterna non è abbastanza più bassa di quella del fluido termovettore perché si stabilisca una circolazione per convezione naturale tra il primo serbatoio superiore (2) e lo scambiatore di calore esterno (6), il fluido termovettore proveniente dalla quinta tubazione (11) si rimescola con quello contenuto nel primo serbatoio superiore (2), quindi si raffredda e torna nel primo serbatoio inferiore (5) attraverso la terza tubazione (9).
Il vantaggio dell’ uso della valvola a tre vie (13) sta nel fatto che può essere scelto con cura il cambio di modo di funzionamento, con una efficienza impiantistica superiore. Per contro la variante è più semplice, economica e affidabile.
Un importante parametro di valutazione del palo secondo l’ invenzione è l’ estetica, al fine di limitare l’ impatto ambientale. Per questo motivo è assai apprezzabile che non ci siano elementi che sporgano dal profilo esterno del palo stesso. Per ottenere questo risultato, lo scambiatore di calore esterno (6) ha la forma di una serpentina elicoidale a uno o più ranghi, di diametro inferiore al diametro esterno del palo, in modo da potersi inserire su una parte (20), di diametro ridotto, del palo (1) ed essere interamente contenuta all’ interno di detto schermo (6a), che riprende il profilo esterno del palo (1) stesso.
Detta parte sostanzialmente cilindrica (20) è collegata con il resto del palo (1) tramite elementi di raccordo (20a, 20b). Secondo una forma preferita di attuazione, detti elementi di raccordo (20a, 20b) hanno una forma tronco conica o similare, in modo da individuare, insieme alla parte sostanzialmente cilindrica (20) e allo schermo (6a) una sorta di condotto anulare che circonda lo scambiatore di calore esterno (6). In questo modo, in seguito al riscaldamento dell’ aria presente in detto condotto anulare, si forma una corrente ascendente che lambisce lo scambiatore di calore esterno (6) aumentando lo scambio termico.
Ovviamente, al fine di poter inserire lo scambiatore di calore esterno (6) sulla parte cilindrica (20), il palo (1) è realizzato in modo da essere scomponibile.
Al fine di ridurre gli effetti negativi dell’ irraggiamento solare, lo schermo solare (6a) è coibentato.
Nelle Figg. 4 (a, b) sono mostrati due ambienti (3a, 3b) atti al contenimento di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ad esempio degli accumulatori elettrici (21) e delle apparecchiature elettroniche (22).
Poiché gli accumulatori elettrici (21) sono seriamente danneggiati da temperature elevate, lo scomparto (3a) in cui sono alloggiati gli accumulatori (21) è vantaggiosamente coibentato.
La Fig. 4a è un semplice ingrandimento di detti scomparti (3a, 3b), mentre in Fig. 4b è mostrato un flusso d’ aria generato dai ventilatori (4’ a, 4’ b). Il flusso caldo sale dalle apparecchiature (21, 22) e, sospinto dai ventilatori (4’ a, 4’ b) attraversa gli scambiatori di calore interni (4a, 4b), si raffredda e scende lungo le pareti per tornare a lambire le apparecchiature (21, 22).
L’ invenzione è stata descritta a scopo illustrativo secondo una forma preferita di attuazione ed una variante. Il tecnico esperto del settore potrà trovare numerose altre forme di attuazione, tutte ricadenti nell’ ambito di protezione delle rivendicazioni allegate.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo o semipassivo di ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f) all’ interno dei quali sono contenute dette apparecchiature elettriche ed elettroniche, in particolare un palo (1) per la telefonia cellulare, del tipo che comprende: un primo serbatoio (2) posto nella parte superiore di detto palo (1); almeno uno scambiatore di calore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) per ciascuno di detti ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f), atto ad assorbire il calore prodotto da dette apparecchiature elettriche ed elettroniche; almeno uno scambiatore di calore esterno (6) atto a cedere all’ ambiente esterno il calore assorbito da detti almeno uno scambiatore di calore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f); una prima tubazione (7) che collega la parte inferiore di detto scambiatore di calore esterno (6) con detto primo serbatoio superiore (2); una seconda tubazione (8, 8a) che collega detto primo serbatoio superiore (2) con la parte alta di detto scambiatore esterno (6); detti primo serbatoio superiore (2), scambiatori di calore interni (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) e tubazioni (7, 8, 8a, 9) essendo riempiti con un fluido termovettore, caratterizzato dal fatto che: detto primo serbatoio superiore (2) è collegato tramite una terza tubazione (9) con un secondo serbatoio (5) situato nella parte bassa di detto palo (1), o interrato; detto secondo serbatoio inferiore (5) è collegato, tramite una quarta tubazione (10) con detti almeno uno scambiatore di calore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f); detti almeno uno scambiatore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) sono collegati tramite una quinta tubazione (11) con detto primo serbatoio superiore (2); essendo previsti mezzi atti a guidare il flusso di detto fluido termovettore verso detto primo serbatoio (2) o verso la parte alta di detto scambiatore esterno (6), il percorso compiuto dal fluido termovettore essendo in funzione della differenza tra la temperatura del fluido termovettore all’ uscita da detti almeno uno scambiatore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) e la temperatura dell’ ambiente esterno in modo tale che: se detta differenza di temperatura è sufficientemente elevata per provocare una circolazione naturale, è aperto un passaggio diretto verso lo scambiatore di calore esterno (6); se detta differenza di temperatura non è sufficientemente elevata per provocare una circolazione naturale, il flusso proveniente da detta quinta tubazione (11) si rimescola con il fluido termovettore presente nel primo serbatoio (2), dove si raffredda e viene riciclato per convezione naturale attraverso detta terza tubazione (9).
  2. 2. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi atti a guidare il flusso di detto fluido termovettore verso detto primo serbatoio (2) o verso la parte alta di detto scambiatore esterno (6), comprendono una valvola a tre vie (13) azionata da un servomeccanismo comandato da un comparatore di temperatura atto a valutare la differenza tra la temperatura dell’ ambiente esterno e quella del fluido termovettore che giunge a detta valvola a tre vie (13).
  3. 3. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detti mezzi atti a guidare il flusso di detto fluido termovettore verso detto primo serbatoio (2) o verso la parte alta di detto scambiatore esterno (6), comprendono un collegamento diretto tra detto primo serbatoio superiore (2) e la parte alta dello scambiatore di calore esterno (6) tramite una sesta tubazione (8a) e un’ immissione diretta di detta quinta tubazione (11) nella parte alta di detto primo serbatoio superiore (2), il flusso del fluido termovettore autoregolandosi in funzione della differenza tra la temperatura di detto fluido termovettore e la temperatura dell’ ambiente esterno.
  4. 4. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detto scambiatore di calore esterno (6) ha la forma di una serpentina elicoidale a uno o più ranghi.
  5. 5. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta serpentina elicoidale è protetta, contro l’irraggiamento solare, da uno schermo (6a).
  6. 6. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detto schermo solare (6a) è coibentato.
  7. 7. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detta serpentina ha un diametro inferiore al diametro esterno del palo (1), in modo da potersi inserire su una parte (20), di diametro ridotto, di detto palo (1) ed essere interamente contenuta all’interno di detto schermo (6a), che riprende il profilo esterno del palo (1).
  8. 8. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 4 a 7, caratterizzato dal fatto che detto schermo (6a) e detta parte sostanzialmente cilindrica (20) individuano una sorta di condotto anulare che contiene lo scambiatore di calore esterno (6), in modo tale che, in seguito al riscaldamento dell’aria presente in detto condotto anulare, si forma una corrente ascendente che lambisce lo scambiatore di calore esterno (6), aumentando lo scambio termico.
  9. 9. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 4 a 8, caratterizzato dal fatto che detta parte sostanzialmente cilindrica (20) è collegata con il resto del palo (1) tramite elementi di raccordo (20a, 20b) di forma tronco conica o similare.
  10. 10. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 4 a 9, caratterizzato dal fatto che detto palo (1) è scomponibile.
  11. 11. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 10, caratterizzato dal fatto che detti ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f) per il contenimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche sono separati tra loro.
  12. 12. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 11, caratterizzato dal fatto che detti almeno uno scambiatore di calore interno (4a, 4b, 4c, 4d, 4e, 4f) sono provvisti di un piccolo ventilatore (4’a, 4’b, 4’c, 4’d, 4’e, 4’f).
  13. 13. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 12, caratterizzato dal fatto che uno o più di detti ambienti (3a, 3b, 3c, 3d, 3e, 3f) all’interno dei quali sono contenute dette apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono coibentati.
  14. 14. Contenitore per apparecchiature elettriche ed elettroniche, secondo almeno una delle rivendicazioni da 1 a 13, caratterizzato dal fatto di prevedere l’impiego di una pompa (10a), atta ad assicurare la circolazione del fluido termovettore nei casi in cui la durata del periodo più caldo sia eccezionalmente più lungo del normale.
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IT202100028517A1 (it) * 2021-11-16 2023-05-16 Celant Tel S R L Contenitore di apparecchiature elettriche e/o elettroniche provvisto di un dispositivo per il condizionamento passivo a due fluidi termovettori

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