ITUD20010022A1 - Apparecchiatura e metodo per la separazione di elementi o materiali eventi differenti dimensioni - Google Patents

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ITUD20010022A1
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    • B07SEPARATING SOLIDS FROM SOLIDS; SORTING
    • B07BSEPARATING SOLIDS FROM SOLIDS BY SIEVING, SCREENING, SIFTING OR BY USING GAS CURRENTS; SEPARATING BY OTHER DRY METHODS APPLICABLE TO BULK MATERIAL, e.g. LOOSE ARTICLES FIT TO BE HANDLED LIKE BULK MATERIAL
    • B07B1/00Sieving, screening, sifting, or sorting solid materials using networks, gratings, grids, or the like
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    • B07B1/14Roller screens
    • B07B1/15Roller screens using corrugated, grooved or ribbed rollers
    • DTEXTILES; PAPER
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Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"APPARECCHIATURA E METODO PER LA SEPARAZIONE DI ELEMENTI O MATERIALI AVENTI DIFFERENTI DIMENSIONI"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad un'apparecchiatura ed un metodo per separare elementi o materiali aventi diverse dimensioni, quali ad esempio schegge o trucioli di legno, comunemente noti con i termini inglesi "strands" o "wafers", per la produzione di pannelli tipo OSB (Oriented Structural Boards o Oriented Strands Boards), pezzi di carta o di materiale plastico. L'apparecchiatura ed il metodo consentono, in particolare, di fare una cernita o vagliatura, di una massa di materiali aventi differenti dimensioni, per separare i pezzi di dimensioni più piccole (cosiddetti fini o finissimi) da quelli di dimensioni più grandi, senza sollecitare eccessivamente questi ultimi che, per la loro fragilità, potrebbero facilmente danneggiarsi o frantumarsi.
STATO DELLA TECNICA
Per effettuare la vagliatura di elementi o di materiali di differenti dimensioni, soprattutto quelli di origine vegetale, come legno o simili, è noto il dispositivo descritto nella domanda di brevetto internazionale WO-A-98/40173 della stessa Richiedente. Tale dispositivo noto comprende una pluralità di rulli, rotanti tutti in uno stesso senso, i quali sono affacciati uno all'altro in modo che le cuspidi di ciascun rullo vadano ad inserirsi nelle corrispondenti gole a "V" dei rulli adiacenti, definendo così un profilo di scarico a zig-zag. I rulli sono anche distanziati lateralmente per definire fra loro gap regolabili, attraverso i quali possono passare solamente i pezzi aventi dimensioni uguali od inferiori ai gap stessi. Inoltre, le superfici di collegamento tra cuspidi e gole sono lavorate con protuberanze, sporgenze, incavi o sfaccettature che consentono di separare meglio i pezzi da vagliare.
Tale dispositivo noto, pur essendo molto efficace per la separazione e la suddivisione di pezzi relativamente piccoli, aventi cioè le dimensioni di alcuni millimetri, non è idoneo a separare materiali aventi grandi superfici in rapporto al loro volume, come nel caso degli strands o dei wafers, i guali pur avendo spessori relativamente sottili (circa da 0,4 a 1,0 mm) hanno le altre dimensioni relativamente grandi: lunghezza variabile da circa 60 mm a circa 180 mm e larghezza variabile da circa 20 mm a circa 80 mm. Questi ultimi infatti tendono a disporsi prevalentemente a strati orizzontali, inglobando fra loro sia pezzi più piccoli, detti anche micro-strands, sia pezzi di dimensioni molto piccole, tipo schegge, detti fini, sia pezzi di dimensioni minuscole, tipo segatura, detti finissimi.
E' anche noto un dispositivo per la separazione di pezzi di carta o cartone, aventi diverse dimensioni, in cui il vaglio comprende una serie di rulli cilindrici, disposti paralleli fra loro, su ognuno dei quali è calettata una pluralità di dischi distanziati assialmente uno dall'altro ed aventi ognuno la forma di una camma a più lobi (minimo tre), con i lobi raccordati ai vertici. I dischi di ciascun rullo sono esattamente allineati con quelli del rullo adiacente e l'interasse fra i rulli è tale per cui non c'è mai compenetrazione fra i dischi contrapposti, tant'è che fra questi ultimi viene mantenuto un gap costante, di un determinato valore, su tutta la lunghezza dei rulli.
Anche questo secondo dispositivo noto, a causa della notevole distanza fra i dischi adiacenti di uno stesso rullo e del gap che si determina sull'intera lunghezza dei rulli, non è certamente idoneo a vagliare pezzi aventi le sopra indicate dimensioni dei comuni strands o wafers. Infatti, come tutti i vagli a dischi, anch'esso ha l'inconveniente che i profili dei dischi tendono a ribaltare gli strands in posizione verticale o "a coltello", così che anche pezzi che non dovrebbero essere scartati, perché di dimensioni regolari, vengono invece eliminati insieme ai fini. Inoltre, la luce fra dischi adiacenti dello stesso rullo è ottenuta con distanziali fissi, per cui la modifica del valore della granulometria che si vuole ottenere risulta necessariamente laboriosa, in quanto richiede lo smontaggio di tutti i dischi e la sostituzione di tutti i distanziali. Con tale dispositivo noto è anche difficile ottenere più di due frazioni (ad esempio pezzi fini e pezzi accettati) da uno stesso dispositivo, in quanto non si possono creare su un unico letto di rulli aree esca da letto di vagliatura, e dall'altro che i materiali di dimensioni più grandi non vengano "scartati" insieme ai fini.
In accordo con tale scopo, l'apparecchiatura secondo il presente trovato comprende una camera di separazione nella quale è atto ad essere inserita la massa di materiale da separare, una pluralità di rulli di vagliatura montati all'interno di tale camera di separazione, girevoli su assi di rotazione paralleli fra loro e giacenti sostanzialmente su uno stesso piano. Secondo una caratteristica del presente trovato, ciascun rullo di vagliatura comprende una pluralità di elementi di vagliatura, ciascuno dei quali ha una forma sostanzialmente poligonale ed ha le superfici laterali convergenti dal centro verso la periferia, in modo da formare una cuspide in corrispondenza di ciascun vertice del relativo poligono. Gli elementi di vagliatura, affiancati fra loro, definiscono una pluralità di gole a forma di V. Ciascun rullo di vagliatura inoltre è sfalsato assialmente rispetto ai rulli adiacenti, in modo che le cuspidi degli elementi di vagliatura di ciascun rullo siano costantemente inserite, più o meno profondamente, nelle corrispondenti gole del rullo di vagliatura con diversa luce fra i dischi, a meno di non eliminare alternativamente il 50% dei dischi di una determinata area ed ottenere, in tal modo, luci di scarico esagerate in tale area, con conseguente copiosa perdita di strands regolari insieme ai fini. La tecnica nota comprende anche altri tipi di dispositivi a vaglio, come quelli a tamburo rotante, i vagli piani, oscillanti o vibranti.
I vagli a tamburo rotante, oltre ad essere molto ingombrati, hanno anche problemi di bassa efficienza specifica in quanto: solo la superficie inferiore è interessata dalla vagliatura; i fori dei setacci si otturano facilmente; molti pezzi lunghi, ma di ridotta larghezza, vengono erroneamente scartati insieme ai fini perché passano attraverso i fori disponendosi coassiali a questi ultimi. I vagli a tamburo rotante, inoltre, non consentono di modificare in modo semplice e rapido il valore della granulometria da ottenere, visto che tale operazione richiede la sostituzione completa dei setacci sulla periferia del tamburo, che richiede tempi notoriamente lunghi. La lunga permanenza degli strands all'interno del tamburo ed il loro continuo rimescolamento genera, fra l'altro, anche ulteriori fini .
I vagli piani, oscillanti o vibranti non sono in grado di disgregare i diversi strati di strands sovrapposti gli uni agli altri, a sandwich, che conglobano i materiali fini nel loro interno o li trattengono al di sopra di essi.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota ed ottenere ulteriori vantaggi, che sono di seguito esposti, la Richiedente ha ideato il metodo e realizzato l'apparecchiatura secondo il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni principali.
Altri aspetti caratteristici del presente trovato sono espressi nelle rivendicazioni secondarie.
Lo scopo del trovato è quello di mettere a punto un metodo e realizzare un'apparecchiatura per separare e cernere elementi o materiali aventi differenti dimensioni, in particolare, ma non esclusivamente, pezzi di legno tipo strands o wafers, ovvero sostanzialmente piatti, in modo da garantire da un lato che i materiali di piccole dimensioni, i cosiddetti fini o finissimi, vengano separati da quelli di dimensioni più grandi o regolari, prima che tutta la massa da selezionare adiacente, così da definire luci di scarico aventi un profilo a zig-zag.
Gli elementi di vagliatura hanno vantaggiosamente forma regolare, preferibilmente quadrata, oppure triangolare, pentagonale, esagonale od ettagonale. Le cuspidi possono essere appuntite a spigolo vivo o avere le punte e le creste raccordate, ribassate, o smussate.
Gli elementi di vagliatura di ciascun rullo sono montati su un albero centrale in modo che, vantaggiosamente, gli elementi di vagliatura di un rullo siano sfalsati angolarmente rispetto agli elementi di vagliatura del rullo adiacente.
Il gap fra gli elementi di vagliatura, ovvero la distanza fra le superfici laterali degli elementi di vagliatura di due rulli adiacenti, hanno dimensioni variabili fra circa 0,5 e 20 mm in funzione dell'interasse fra i rulli di vagliatura.
Le superfici laterali possono essere vantaggiosamente provviste di una pluralità di elementi irregolari quali avvallamenti, incavi, protuberanze, sporgenze, o sfaccettature.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di una forma preferita di esecuzione fatta a titolo esemplificativo e non limitativo, con l'ausilio degli annessi disegni in cui:
- fig. 1 è una vista in pianta, parzialmente sezionata, di un'apparecchiatura secondo il presente trovato;
- fig. 2 è una vista laterale, parzialmente sezionata, dell'apparecchiatura di fig. 1; - fig. 3 è una vista laterale, parzialmente sezionata, di una variante dell'apparecchiatura di fig. 1;
- fig. 4 è una sezione trasversale secondo la linea A-A di fig. 1;
- fig. 5 è un particolare ingrandito di fig. 4.
- fig. 6 è un particolare ingrandito di fig. 1, - fig. 7 è un particolare ingrandito di fig. 2;
- fig. 8 è un particolare ingrandito di fig. 6 in cui viene illustrata una prima forma di realizzazione degli elementi irregolari 27;
- fig. 9 è una vista laterale del particolare di fig. 8;
- fig. 10 è un particolare ingrandito di fig. 6 in cui viene illustrata una seconda forma di realizzazione degli elementi irregolari 27;
- fig. 11 è una vista laterale del particolare di fig. 10;
- fig. 12 è un particolare ingrandito di fig. 6 in cui viene illustrata una terza forma di realizzazione degli elementi irregolari 27;
- fig. 13 è una vista laterale del particolare di fig. 12;
- fig.14 è una vista laterale dell'apparecchiatura di fig. 1 in combinazione con una prima apparecchiatura di separazione di tipo noto;
- fig.15 è una vista laterale dell'apparecchiatura di fig. 1 in combinazione con una seconda apparecchiatura di separazione di tipo noto .
DESCRIZIONE DI UNA FORMA PREFERITA DI REALIZZAZIONE
Con riferimento alle figg. 1 e 2, un'apparecchiatura 10 per la separazione di elementi o materiali 11 aventi diverse dimensioni, secondo il presente trovato, comprende una struttura metallica portante 12 di forma sostanzialmente parallelepipeda, atta a definire una camera di separazione 13, su un lato della quale, attraverso un'imboccatura 15 a tramoggia è atta ad essere introdotta una massa incoerente del materiale 11. Questa massa può essere vantaggiosamente costituita da pezzi di materiale legnoso, in forma di fogli o strands, frammisti a micro-strands, ed altri materiali fini e finissimi. La camera 13 è chiusa superiormente da una lamiera di copertura 14 ed aperta verso il basso.
Al'interno della camera 13 è disposta una pluralità di rulli di vagliatura 16, montati girevoli su pareti laterali 18 e 19 della struttura 12. I rulli 16 hanno gli assi di rotazione paralleli fra loro e giacenti sostanzialmente su uno stesso piano X, in modo da formare un cosiddetto letto di vagliatura.
Ciascun rullo 16 (figg. 6 e 7) comprende un albero centrale 17 sostanzialmente cilindrico, sul quale è montata ed inchiavettata una pluralità di elementi di vagliatura 20 affiancati fra loro, i quali sono vantaggiosamente metallici, di gomma o di materiale sintetico.
Secondo un aspetto caratteristico del presente trovato, ciascun elemento 20 ha forma sostanzialmente poligonale, vantaggiosamente quadrata, ed ha le superfici laterali 21a, 21b convergenti dal centro verso la periferia, in modo da formare una pluralità di cuspidi 22 in corrispondenza di ciascun vertice del poligono. Così, ad esempio, se l'elemento 20 ha forma sostanzialmente quadrata, le cuspidi 22 sono quattro, disposte a 90° una rispetto all'altra.
Le cuspidi 22 possono essere o a spigolo vivo, come rappresentato nei disegni, oppure, secondo una variante rappresentata tratteggiata in fig. 7, almeno parzialmente raccordate o arrotondate.
La dimensione trasversale D di ciascun elemento 20 è vantaggiosamente compresa fra 130 e 250 mm.
L'angolo d'inclinazione a, formato dalle superfici laterali 21a e 21b, è vantaggiosamente compreso fra 25° e 50°.
Gli elementi 20, affiancati fra loro, eventualmente con l'interposizione di anelli distanziali 23, definiscono una pluralità di gole 24 a forma di V, alternate alle cuspidi 22.
Ciascun rullo di vagliatura 16 è montato in modo che le cuspidi 22 degli elementi 20 di ciascuno di essi sia costantemente inserito, più o meno profondamente, nelle corrispondenti gole 24 del rullo 16 adiacente, così da definire luci di scarico 25 aventi un profilo a zig-zag. Le luci di scarico 25, in particolare, comprendono gap 26 fra le superfici laterali 21a, 21b contrapposte.
Le dimensioni minime delle luci di scarico 25 e dei gap 26 sono variabili in funzione della granulometria del materiale che si vuole scartare, ovvero fare passare fra i rulli 16.
L'apparecchiatura 10 secondo il trovato consente anche di variare le luci di scarico 25 ed i gap 26, nonché di averli di differenti valori anche nell'ambito dello stesso letto di vagliatura, in un modo molto semplice, come verrà spiegato più avanti. II valore del gap 26 è vantaggiosamente variabile fra 0,5 e 20 mm.
Le superfici laterali 21a e 21b di ciascun elemento 20, anziché essere lisce, sono vantaggiosamente provviste di una pluralità di elementi irregolari 27, costituiti da avvallamenti, incavi, protuberanze, sporgenze, o sfaccettature, come illustrato, a titolo di esempio, nelle figure da 8 a 13.
I rulli 16, inoltre, sono montati sugli alberi 17 in modo che gli elementi 20 di ciascun rullo 16 siano angolarmente sfalsati rispetto agli elementi 20 del rullo 16 adiacente (fig.7), cosicché le cuspidi 22 degli elementi 20 di ciascun rullo 16 si trovino in corrispondenza di uno dei lati del poligono dell'elemento 20 contrapposto.
Secondo una variante rappresentata in fig. 3, il suddetto sfasamento angolare fra elementi 20 di due rulli 16 adiacenti non c'è, per cui le cuspidi 22 degli elementi 20 di ciascun rullo 16 si trovano sempre in corrispondenza delle cuspidi dei rulli 16 adiacenti.
Le estremità degli alberi 17 (figg. 2, 4 e 5) sono montate girevoli su cuscinetti, o boccole, 28 disposti scorrevolmente in feritoie di guida 29 delle pareti laterali 18 e 19.
Ad una estremità di ciascun albero 17, esternamente alla camera 13, è calettata una ruota dentata 30. In particolare, le ruote dentate 30 sono disposte, alternativamente sfalsate, o dal lato della parete laterale 18 o da guello della parete laterale 19, in modo che due rulli 16 adiacenti abbiano le rispettive ruote dentate 30 disposte da parti opposte rispetto alla struttura 12.
Ciascuna fila di ruote dentate 30 è costantemente ingranata con una catena di distribuzione 31, portata in rotazione da un corrispondente pignone 32 di un unico motore elettrico 33 con relativo riduttore.
Le catene di distribuzione 31 sono atte a ruotare entrambe in uno stesso senso (antiorario in fig. 2), per far ruotare anche tutti i rulli 16 nel medesimo senso .
Due coppie di elementi elastici 34 (delle quali solo una è rappresentata nei disegni) sono disposte all'interno delle catene di distribuzione 31 per tenerle in tensione.
La distanza fra i rulli 16, e conseguentemente l'entità dei gap 26, è definita da una pluralità di elementi distanziali 35 montati in modo amovibile nelle feritoie 29 delle pareti laterali 18 e 19. Per variare un determinato gap 26 fra due rulli 16 adiacenti, è sufficiente cambiare gli elementi distanziali 35 fra quei determinati rulli 16, senza dover smontare i rulli 16 stessi dalla struttura 12. L'apparecchiatura 10 è atta ad essere disposta con l'imboccatura 15 in corrispondenza di un'estremità di un nastro alimentatore 36, atto a scaricare nella camera 13 il materiale 11 da selezionare.
Al di sotto del letto di rulli 16 sono disposti uno o più elementi deviatori 38, posizionabili angolarmente ed atti a suddividerlo in due o più zone di selezione. Così, ad esempio, un primo elemento deviatore 38 può essere disposto a breve distanza dell'imboccatura 15, per definire una prima zona di selezione A avente i rulli 16 disposti relativamente vicini fra loro a formare gap 26 di alcuni millimetri, vantaggiosamente da 0,5 a 5 mm, attraverso i quali possono passare i cosiddetti fini. Un secondo elemento 38 può essere disposto in prossimità dell'ultimo rullo 16 (quello più a sinistra in fig. 2), per definire una seconda zona di selezione B avente i rulli 16 disposti più lontani uno dall'altro, a formare gap 26 di alcuni millimetri, vantaggiosamente da 5 a 20 mm, attraverso i quali possono passare i cosiddetti micro-strands.
Fra l'ultimo rullo 16 del letto di vagliatura, e l'estremità della camera 13 opposta all'imboccatura 15 si viene a definire una terza zona di selezione C, dalla quale escono solamente i pezzi accettati, ovvero quelli che non sono passati attraverso le luci di scarico 25, come ad esempio gli strands regolari.
La struttura metallica 12 (fig. 14) può essere anche inclinata fino a circa 40° rispetto al piano orizzontale, per orientare verso l'alto il piano X su cui giacciono gli assi di rotazione dei rulli 16 e definire un percorso in salita del materiale 11 introdotto nella camera 13.
Il metodo per separare materiali 11 aventi differenti dimensioni, mediante l'apparecchiatura 10 fin qui descritta, comprende le seguenti fasi: introdurre la massa di materiali 11 nella della camera di separazione 13, vantaggiosamente in corrispondenza del primo dei rulli di vagliatura 16 (quello più a destra in fig. 2); fare avanzare il materiale 11 introdotto verso la parte opposta della camera 13, mediante la rotazione simultanea, nello stesso senso, della pluralità di rulli 16, causando anche il contemporaneo sobbalzo, continuo e vantaggiosamente asincrono, del materiale 11 in una direzione ortogonale al piano X su cui giacciono gli assi di rotazione dei rulli 16; estrarre dalle luci di scarico 25, formate fra gli elementi di vagliatura 20, i materiali 11 scartati, ovvero aventi dimensioni uguali o inferiori a quelle definite da tali luci di scarico 25; estrarre da una zona di scarico C, posta a valle del letto di rulli 16, i materiali di dimensioni più grandi, ovvero quelli separati dagli altri ed accettati.
Secondo una caratteristica del presente trovato, la forma poligonale degli elementi di vagliatura 20, combinata con la costante compenetrazione delle cuspidi 22 nelle gole 24, e con la continua rotazione degli stessi elementi 20, causa il movimento sussultorio dei pezzi che compongono il materiale 11 al punto da staccarli gli uni dagli altri, anche se gli stessi hanno una superficie piana relativamente grande in rapporto al loro spessore, come nel caso degli strands. Ciò rende molto efficace l'apparecchiatura 10.
L'apparecchiatura 10 secondo il presente trovato è anche atta ad essere vantaggiosamente accoppiata ad un'apparecchiatura di separazione 40 di tipo noto, per esempio del tipo descritto nella sopra citata domanda di brevetto internazionale WO-A-98/40173.
La combinazione delle due apparecchiature 10 e 40 disposte la prima al di sopra della seconda, permette di selezionare il materiale 11 secondo almeno quattro granulometrie: l'insieme del materiale che passa fra i gap 26 dei rulli 16 della apparecchiatura 10 sovrastante, ovvero fini, finissimi e micro-strands, in uscita dalle zone A e B, va ad alimentare la sottostante apparecchiatura 40, che a sua volta provvede a suddividerli (finissimi in una zona F, fini in una zona G e mocro-stands in una zona H). Dall'apparecchiatura 10, attraverso la zona C continuano ad uscire gli strands regolari.
Secondo una variante, rappresentata in fig. 15, l'apparecchiatura 10 può anche essere vantaggiosamente accoppiata ad un sottostante trasportatore meccanico 41, predisposto per alimentare il materiale raccolto verso un vaglio 42 di tipo convenzionale, oscillante o vibrante.
E' chiaro che all'apparecchiatura 10 ed al metodo per separare elementi o materiali 11 aventi differenti dimensioni, fin qui descritti possono essere apportate modifiche od aggiunte di parti o di fasi, senza per questo uscire dall'ambito del presente trovato.
E<1 >altresì chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del settore potrà senz'altro realizzare molte altre forme di realizzazione equivalenti, tutte rientranti nell'oggetto del presente trovato.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1 - Apparecchiatura per separare una massa incoerente formata da elementi o materiali (11) di differenti dimensioni, vantaggiosamente del tipo aventi grandi superfici in rapporto al loro volume, come strands o wafers legnosi, comprendente una camera di separazione (13) nella quale è atto ad essere inserita detta massa, una pluralità di rulli di vagliatura (16), montati all'interno di detta camera (13) girevoli su assi di rotazione paralleli fra loro e giacenti sostanzialmente su uno stesso piano (X), caratterizzata dal fatto che ciascuno di detti rulli di vagliatura (16) comprende una pluralità di elementi di vagliatura (20), ciascuno dei quali ha una forma sostanzialmente poligonale, ed ha le superfici laterali (21a, 21b) convergenti dal centro verso la periferia, in modo da formare una cuspide (22) in corrispondenza di ciascun vertice del relativo poligono, che detti elementi di vagliatura (20) sono affiancati fra loro in modo che dette cuspidi (22) formino una pluralità di gole (24) a forma di V, e che detti rulli di vagliatura (16) sono fra loro sfalsati assialmente in modo che le cuspidi (22) degli elementi di vagliatura (20) di ciascun rullo (16) siano costantemente inserite, più o meno profondamente, nelle corrispondenti gole (24) del rullo di vagliatura (16) adiacente, così da definire luci di scarico (25) aventi un profilo a zig-zag. 2 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti elementi di vagliatura (20) hanno forma sostanzialmente quadrata, per cui ciascuno di essi presenta quattro cuspidi (22) disposte a 90° una rispetto all'altra. 3 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti elementi di vagliatura (20) hanno forma sostanzialmente triangolare, pentagonale, esagonale od ettagonale, 4 Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che dette cuspidi (22) sono appuntite a spigolo vivo. 5 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che dette cuspidi (22) hanno le punte raccordate, smussate, ribassate o arrotondate. 6 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che l'angolo d'inclinazione (a), formato da dette superfici laterali convergenti (21a, 21b), è vantaggiosamente compreso fra 25° e 50 ° . 7 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che gli elementi di vagliatura (20) di ciascuno di detti rulli (16) sono montati su un albero centrale (17), affiancati fra loro, eventualmente con l'interposizione di anelli distanziali (23). 8 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detti elementi di vagliatura (20) sono montati su detti alberi (17) in modo che gli elementi di vagliatura (20) di ciascuno di detti rulli (16) siano angolarmente sfalsati rispetto agli elementi di vagliatura (20) del rullo (16) adiacente così che le cuspidi (22) degli elementi di vagliatura (20) di ciascun rullo (16) si trovino in corrispondenza di uno dei lati del poligono dell'elemento di vagliatura (20) contrapposto. 9 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che dette luci di scarico (25) ed i gap (26) hanno dimensioni variabili in funzione dell'interasse fra detti rulli di vagliatura (16). 10 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti gap (26) sono vantaggiosamente variabili fra circa 0,5 e 20 mm 11 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che dette superfici laterali (21a, 21b) sono provviste di una pluralità di elementi irregolari (27), costituiti da avvallamenti, incavi, protuberanze, sporgenze, o sfaccettature. 12 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che le estremità di detti alberi centrali (17) sono montate girevoli su mezzi di guida (28) disposti scorrevolmente in guide scanalate (29) di due pareti laterali (18, 19) di detta camera di separazione (13), e che ad una estremità di ciascun albero (17), esternamente a detta camera di separazione (13), è calettata una ruota dentata (30) ingranata con una catena di distribuzione (31), portata in rotazione da un corrispondente organo motore (33). 13 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto che dette ruote dentate (30) sono disposte, alternativamente sfalsate, da parti opposte rispetto a detta camera di separazione (13), ciascuna fila di ruote dentate (30) essendo costantemente associata ad una corrispondente catena di distribuzione (31) comandata da detto organo motore (33). 14 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto che la distanza fra detti rulli di vagliatura (16), e conseguentemente l'entità di dette luci di scarico (25), è definita da una pluralità di elementi distanziali (35) montati amovibilmente in dette guide scanalate (29) di dette pareti laterali (18, 19). 15 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che al di sotto di detti rulli di vagliatura (16) è disposto almeno un elemento deviatore (38), posizionabile angolarmente ed atto a suddividere detta camera di separazione (13) in almeno due zone di selezione. 16 - Apparecchiatura come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta camera di separazione (13) è atta ad essere inclinata fino a circa 40° rispetto al piano orizzontale, per orientare verso l'alto il piano (X) su cui giacciono gli assi di rotazione di detti rulli di vagliatura (16) e definire un percorso in salita di detto materiale (11). 17 - Metodo per separare una massa incoerente formata da elementi o materiali (11) di differenti dimensioni, vantaggiosamente del tipo aventi grandi superfici in rapporto al loro volume, come strands o wafers legnosi, comprendente la fase di introduzione di detta massa di materiali (11) in prossimità di un lato di una camera di separazione (13) nella quale è disposta una pluralità di rulli di vagliatura (16), montati girevoli su assi di rotazione paralleli fra loro e giacenti sostanzialmente su uno stesso piano (X), caratterizzato dal fatto che comprende le seguenti fasi: realizzare ciascuno di detti rulli di vagliatura (16) mediante una pluralità di elementi di vagliatura (20) affiancati fra loro, in cui ciascuno di detti elementi di vagliatura (20) ha una forma sostanzialmente poligonale ed ha le superfici laterali (21a, 21b) convergenti dal centro verso la periferia, in modo da formare una cuspide (22) in corrispondenza di ciascun vertice del relativo poligono, detti elementi di vagliatura (20) affiancati formando così una pluralità di gole (24) a forma di V; montare ciascuno di detti rulli di vagliatura (16) in modo che le cuspidi (22) dei propri elementi di vagliatura (20) siano costantemente inserite, più o meno profondamente, nelle corrispondenti gole (24) del rullo di vagliatura (16) adiacente, così da definire luci di scarico (25) aventi un profilo sostanzialmente a zig-zag; fare avanzare il materiale introdotto verso l'estremità opposta di detta camera di separazione (13) mediante la rotazione simultanea, nello stesso senso, di detta pluralità di rulli di vagliatura (16), causando anche il contemporaneo sobbalzo del materiale (11) in una direzione sostanzialmente ortogonale a detto piano (X); estrarre da dette luci di scarico (25) i materiali scartati; estrarre da una zona di scarico (C) posta a valle di detti rulli di vagliatura (16) i materiali accettati. 18 - Apparecchiatura e metodo per separare una massa incoerente formata da elementi o materiali (11) di differenti dimensioni, sostanzialmente come descritti, con riferimento agli annessi disegni,
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