ITUD20150055A1 - Macchina pelatrice per prodotti oblunghi - Google Patents
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Description
Descrizione del trovato avente per titolo:
"MACCHINA PELATRICE PER PRODOTTI OBLUNGHI"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad una macchina pelatrice per prodotti oblunghi, quali barre, tubi o prodotti simili ed assimilabili, preferibilmente assialsimmetrici.
La macchina pelatrice in accordo con il presente trovato ? utilizzata per ridurre, mediante asportazione di truciolo, il diametro del prodotto da lavorare, per mezzo di utensili disposti a raggiera su una testa rotante, in una cavit? centrale della quale ? disposto il prodotto da lavorare.
STATO DELLA TECNICA
Sono note macchine pelatrici che comprendono mezzi di avanzamento, idonei a far avanzare assialmente ciascun prodotto da lavorare lungo un suo asse longitudinale, ed una testa rotante che ? provvista di una cavit? centrale passante nella quale, in uso, viene fatto passare il prodotto da lavorare.
La testa rotante viene fatta ruotare rispetto ad un supporto f?sso, coassialmente al suddetto asse longitudinale, mediante primi mezzi motori.
Gli utensili sono installati sulla testa rotante e sono associati a corrispondenti dispositivi di regolazione i quali comprendono ciascuno un carrello mobile radialmente rispetto all?asse longitudinale e sul quale ? installato uno degli utensili.
Ciascun dispositivo di regolazione comprende, inoltre, un mozzo a cuneo collegato al carrello di supporto dell?utensile.
Il mozzo a cuneo, pu? essere movimentato in una direzione parallela all?asse longitudinale per azione di avvitamento in un verso o nell?altro di una vite calibrata disposta con il suo asse di rotazione sostanzialmente parallelo all?asse longitudinale, e che si avvita/svita dal mozzo a cuneo. La vite calibrata viene selettivamente azionata da secondi mezzi motori.
Mezzi di controllo ed un gruppo cinematico-differenziale sono interposti fra i secondi mezzi motori e la vite calibrata per determinare la selettiva e simultanea attivazione di quest?ultima e per effettuare la regolazione micrometrica della posizione radiale degli utensili anche mentre la testa rotante ? in rotazione.
In particolare, una rotazione dei secondi mezzi motori viene trasmessa alla vite calibrata tramite una schiera di ruote dentate per mettere in rotazione in un verso o nell?altro la vite calibrata, cos? spostando il mozzo a cuneo, e a sua volta i carrelli ed i relativi utensili, con conseguente variazione del diametro del prodotto.
La presenza di un mozzo a cuneo per determinare lo spostamento radiale degli utensili, limita fortemente l?escursione radiale cui possono essere sottoposti questi ultimi. Elevate escursioni radiali degli utensili comporterebbero, infatti, un incremento considerevole degli ingombri delle teste rotanti.
Inoltre, la macchina pelatrice nota sopra descritta, data la sua configurazione realizzativa, pu? essere utilizzata solo per limitati intervalli dimensionali del prodotto oblungo da lavorare, dettati dalle dimensioni particolari della testa rotante. Nel caso sia necessario processare prodotti oblunghi con valori dimensionali molto diversi ? necessario sostituire la testa rotante in funzione delle dimensioni del prodotto oblungo da processare.
La soluzione realizzativa nota sopra descritta, inoltre, risulta particolarmente complessa da realizzare e presenta notevoli difficolt? di calibrazione degli utensili a causa dell?elevato numero di componenti presenti, dei giochi meccanici presenti fra questi ultimi che rendono la macchina pelatrice poco precisa.
Esiste pertanto la necessit? di perfezionare una macchina pelatrice per prodotti oblunghi che possa superare almeno uno degli inconvenienti della tecnica nota.
In particolare, uno scopo del trovato ? quello di realizzare una macchina pelatrice che sia semplice da realizzare e compatta.
Un ulteriore scopo del presente trovato ? quello di realizzare una macchina pelatrice che sia estremamente versatile e possa essere impiegata per diversi intervalli dimensionali.
? anche uno scopo del presente trovato realizzare una macchina pelatrice pi? efficiente e precisa rispetto alle soluzioni note.
? anche uno scopo del presente trovato realizzare una macchina pelatrice che permetta una regolazione della posizione degli utensili anche durante il normale funzionamento della macchina pelatrice per ottenere un prodotto a diversi diametri.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato ? espresso e caratterizzato nelle rivendicazioni indipendenti. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell?idea di soluzione principale.
In accordo con i suddetti scopi, il presente trovato si riferisce ad una macchina pelatrice comprendente una testa rotante installata rotante attorno ad un asse di rotazione e provvista di una cavit? centrale nella quale, in uso, ? disposto un prodotto oblungo da lavorare e sulla quale sono installati una pluralit? di carrelli di supporto per supportare rispettivi utensili ed una pluralit? di gruppi di regolazione configurati per movimentare i carrelli di supporto in direzione radiale rispetto all?asse di rotazione.
La macchina pelatrice comprende, inoltre, un gruppo di trasmissione configurato per trasmettere il moto da un primo motore alla testa rotante e portare in rotazione quest?ultima, e per trasmettere il moto da un secondo motore ai gruppi di regolazione per regolare simultaneamente la posizione radiale degli utensili.
In accordo con un aspetto del presente trovato, ciascun gruppo di regolazione comprende una vite senza fine, quale ad esempio una vite a ricircolo di rulli, disposta con il proprio asse di avvitamento in direzione radiale rispetto all?asse di rotazione ed avvitata sul carrello di supporto. L?utilizzo di una vite a ricircolo di rulli permette di ottenere un preciso posizionamento del carrello di supporto essendo i giochi meccanici fra i componenti molto ridotti.
In accordo con varianti realizzative la vite senza fine pu? eventualmente comprendere una vite a ricircolo di sfere.
In accordo con un ulteriore aspetto del presente trovato il gruppo di trasmissione ? collegato cinematicamente alle viti senza fine e comprende un dispositivo differenziale collegato cinematicamente fra il secondo motore ed i gruppi di regolazione in modo che all?azionamento del secondo motore corrisponda una regolazione degli utensili rispetto all?asse di rotazione.
Tale soluzione realizzativa permette di ottenere una macchina pelatrice estremamente compatta rispetto alle soluzioni tecniche note, permettendo di pelare prodotti metallici di lunghezza anche molto corta. Inoltre la presenza e la particolare disposizione di viti senza fine per la regolazione della posizione degli utensili permette di aumentare considerevolmente le corse che gli utensili possono compiere durante la lavorazione di asportazione di truciolo.
La soluzione realizzativa sopra descritta permette inoltre di ridurre le complessit? realizzative della trasmissione fra i motori e la testa rotante, riducendo anche il numero di componenti della macchina di pelatura, a vantaggio della precisione ed efficienza della lavorazione.
Infatti, grazie alla configurazione realizzativa sopra descritta ? possibile realizzare una testa di taglio che pu? essere utilizzata per coprire una vasta gamma dimensionale di materiali da processare.
Inoltre, la soluzione realizzativa pu? essere applicata a tutte le taglie di macchina consentendone la standardizzazione.
Qui e nel seguito della descrizione e delle rivendicazioni, salvo ove non espressamente specificato, con il termine collegamento cinematico ? inteso un collegamento realizzato mediante organi di collegamento meccanici configurati per trasmettere un moto rotatorio da un primo albero ad uno o pi? secondi alberi. La trasmissione cinematica pu? essere realizzata ad esempio con ingranaggi, ruote dentate e cinghie, ruote dentate e catene, o con altri dispositivi di collegamento cinematico noti ad un tecnico del ramo.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di forme di realizzazione, fornite a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui;
- la fig. 1 ? una vista schematica di una macchina pelatrice in accordo con il presente trovato;
- la fig. 2 ? una vista frontale di alcuni componenti di una macchina pelatrice in accordo con il presente trovato.
Per facilitare la comprensione, numeri di riferimento identici sono stati utilizzati, ove possibile, per identificare elementi comuni identici nelle figure. Va inteso che elementi e caratteristiche di una forma di realizzazione possono essere convenientemente incorporati in altre forme di realizzazione senza ulteriori precisazioni.
DESCRIZIONE DI FORME DI REALIZZAZIONE
La fig. 1 ? utilizzata per descrivere forme di realizzazione esemplificative di una macchina pelatrice 10 per la pelatura di prodotti oblunghi P e preferibilmente assialsimmetrici quali barre, tubi, pali o prodotti simili ed assimilabili, aventi uno sviluppo prevalentemente oblungo.
La macchina pelatrice 10 comprende una testa rotante 11 selettivamente ruotabile attorno ad un asse di rotazione Z e provvista di una cavit? centrale 12 nella quale, durante l?uso, ? posizionato passante il prodotto oblungo P.
In particolare, il prodotto oblungo P, durante la lavorazione, ? posizionato con il suo asse di sviluppo oblungo sostanzialmente parallelo e coincidente con l?asse di rotazione Z, e viene fatto avanzare lungo una direzione di avanzamento F, indicata in fig. 1, parallela all?asse di rotazione Z.
A solo titolo esemplificativo, la macchina pelatrice 10 pu? essere provvista di mezzi di avanzamento 57 previsti per far avanzare il prodotto oblungo P lungo l?asse di rotazione Z.
La macchina pelatrice 10 comprende un primo motore MI collegato tramite un gruppo di trasmissione 13 alla testa rotante 11 per portare selettivamente in rotazione quest?ultima attorno all?asse di rotazione Z. In accordo con la soluzione realizzativa di fig. 1, fra il primo motore MI ed il gruppo di trasmissione 13 ? interposto un primo gruppo di riduzione 20 configurato per ridurre la velocit? di rotazione del primo motore Mi e che viene trasmessa al primo gruppo di riduzione 20.
Il primo gruppo di riduzione 20 comprende un primo albero di rotazione 21 collegato, nel caso di specie mediante un giunto, all? albero motore del primo motore M 1.
Il giunto pu? essere un giunto rigido, un giunto elastico, un giunto misto rigido-elastico, un giunto a frizione, o organi meccanici simili ed assimilabili.
Sul primo albero di rotazione 21 ? installata, ruotabile solidamente con esso, una prima ruota dentata pignone 22.
Il primo gruppo di riduzione 20 comprende, inoltre, un secondo albero di rotazione 25 sul quale sono installate solidalmente una prima ruota dentata condotta 23 ed una seconda ruota dentata condotta 24. La prima ruota dentata condotta 23 ingrana direttamente sulla prima ruota dentata pignone 22 mentre la seconda ruota dentata condotta 24 ? configurata per trasmettere il moto rotatorio verso il gruppo di trasmissione 13.
L?azionamento del primo motore MI, porta in rotazione la prima ruota dentata pignone 22 e conseguentemente anche la prima ruota dentata condotta 23 ad esso collegata e la seconda ruota dentata condotta 24, essendo collegata a quest?ultima mediante il secondo albero di rotazione 25. Pertanto, la seconda ruota dentata condotta 24 risulta ruotare con la stessa velocit? angolare della prima ruota dentata condotta 23, essendo entrambe solidali al secondo albero di rotazione 25.
Il gruppo di trasmissione 13 comprende una prima trasmissione cinematica 16 configurata per trasmettere il moto rotatorio dal primo motore M 1 alla testa rotante 11.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata in fig. 1, la prima trasmissione cinematica 16 comprende un albero cavo 17 collegato cinematicamente con il primo motore MI per determinare la sua rotazione attorno ad un asse di rotazione X.
In accordo con la forma realizzativa illustrata in fig. 1, l?albero cavo 17 ? collegato cinematicamente al primo motore MI attraverso il primo gruppo di riduzione 20.
Secondo la realizzazione della fig. 1, sull?albero cavo 17 ? installata una ruota dentata motrice 18 che ingrana cinematicamente con la seconda ruota dentata condotta 24 del primo gruppo di riduzione 20. L?albero cavo 17 ? collegato cinematicamente, a sua volta, alla testa rotante 11 in modo che il moto rotativo trasmesso dal primo motore MI venga trasmesso attraverso la prima trasmissione cinematica 16 alla testa rotante 11 per determinare la rotazione di quest?ultima attorno all?asse di rotazione Z.
In accordo con la realizzazione di fig. 1, l?albero cavo 17 pu? essere provvisto di una ruota dentata intermedia 19 calettata sull?albero cavo 17 e che ingrana su una ruota dentata motrice 26 installata solidalmente sulla testa rotante 11.
Secondo una possibile variante realizzativa, la ruota dentata motrice 26 pu? essere ingranata direttamente sulla ruota dentata motrice 18 dell?albero cavo 17 determinando una trasmissione diretta del moto dal primo motore MI alla testa rotante 11. Secondo un?ulteriore variante realizzativa, si pu? prevedere che il primo motore MI sia collegato direttamente alla ruota dentata motrice 18, ad esempio mediante una sua ruota dentata pignone, senza l?interposizione del primo gruppo di riduzione 20.
In accordo con la soluzione realizzativa di f?g. 1 il moto rotativo del motore MI viene trasmesso dal primo gruppo di riduzione 20 alla ruota dentata motrice 18, e pertanto all?albero cavo 17.
L?albero cavo 17 a sua volta porta in rotazione la ruota dentata intermedia 19 la quale, ingranando sulla ruota dentata motrice 26, determina la rotazione della testa rotante 11.
Sulla testa rotante 11 ? installata una pluralit? di carrelli di supporto 27 configurati per supportare ciascuno un utensile 28 di pelatura.
In accordo con la soluzione realizzativa di f?g. 1, la testa rotante 11 include un mandrino 14 ed un corpo di supporto 15 solidali tra loro e selettivamente ruotabili attorno al suddetto asse di rotazione Z.
Al mandrino 14 ? fissata solidalmente la ruota dentata motrice 26. Sul corpo di supporto 15 sono installati i carrelli di supporto 27.
I carrelli di supporto 27 possono essere installati scorrevoli su guide di scorrimento, non illustrate in f?g. 1, poste radialmente all?asse di rotazione Z e previste o ricavate nella testa rotante 1 1, nel caso di specie nel corpo di supporto 15.
Sulla testa rotante 11 sono installati, inoltre, una pluralit? di gruppi di regolazione 29 configurati per movimentare i carrelli di supporto 27 in una direzione radiale R rispetto all?asse di rotazione Z, come illustrato in f?g. 1.
I gruppi di regolazione 29 ed i carrelli di supporto 27, durante l?uso, sono portati in rotazione dalla testa rotante 11 attorno all?asse di rotazione Z.
In accordo con un aspetto del presente trovato, ciascun gruppo di regolazione 29 comprende una vite senza fine 30 disposta con il proprio asse di avvitamento Y in direzione radiale R rispetto all?asse di rotazione Z ed avvitata su uno dei carrelli di supporto 27.
In accordo con forme realizzative del trovato, la vite senza fine 30 pu? essere scelta fra una vite a ricircolo di rulli o una vite a ricircolo di sfere. In particolare, in accordo con la forma realizzativa della f?g. 1 , ciascun carrello di supporto 27 ? dotato di una madrevite 3 1 nella quale ? avvitata la vite senza fine 30.
La macchina pelatrice 10, secondo il presente trovato, include anche un secondo motore M2 collegato cinematicamente ai gruppi di regolazione 29 dei carrelli di supporto 27 attraverso il gruppo di trasmissione 13.
In accordo con un aspetto del presente trovato, il gruppo di trasmissione 13 ? collegato cinematicamente alle viti senza fine 30 per portare selettivamente in rotazione queste ultime e determinare la movimentazione in avvicinamento/allontanamento dall?asse di rotazione Z degli utensili 28.
Secondo un ulteriore aspetto del presente trovato, il gruppo di trasmissione 13 comprende un dispositivo differenziale 32 collegato cinematicamente fra il secondo motore M2 ed i gruppi di regolazione 29 in modo che all?azionamento del secondo motore M2 corrisponda una regolazione degli utensili 28 rispetto all?asse di rotazione Z.
In particolare, la combinazione fra la configurazione del gruppo di trasmissione 13 ed il dispositivo differenziale 32 permette di regolare la posizione degli utensili 28 anche se la testa rotante 11 sta ruotando attorno all?asse di rotazione Z.
Secondo la forma realizzativa illustrata in fig. 1, il gruppo di trasmissione 13 comprende una seconda trasmissione cinematica 33 collegata cinematicamente alle viti senza fine 30 e, attraverso il dispositivo differenziale 32, alla prima trasmissione cinematica 16.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata in f?g. 1, l?albero cavo 17 ? provvisto di una ruota dentata di trasmissione 42 ruotabile solidalmente con l?albero cavo 17 attorno all?asse di rotazione X.
La ruota dentata di trasmissione 42 ? collegata cinematicamente al dispositivo differenziale 32 e funge da ruota dentata solare per le ruote satelliti del dispositivo differenziale.
Il dispositivo differenziale 32 comprende almeno una prima ruota dentata satellite 44, nella fattispecie tre prime ruote dentate satelliti 44, che ingranano sulla ruota dentata di trasmissione 42.
Ciascuna prima ruota dentata satellite 44 ? installata solidalmente su un albero porta satellite 45. Su ciascun albero porta satellite 45 ? installata anche una seconda ruota satellite 46 ruotabile solidalmente con la prima ruota dentata satellite 44.
Il dispositivo differenziale 32 comprende, inoltre, una ruota porta satelliti 43 installata rotante attorno ad un asse coincidente con l?asse di rotazione X e configurata per supportare ruotabili in modo folle i suddetti alberi porta satellite 45, ed in modo che le prime ruote dentate satelliti 44 ingranino sulla ruota dentata di trasmissione 42. Gli assi di rotazione degli alberi porta satelliti 45 sono posti paralleli all?asse di rotazione X dell?albero cavo 17.
La ruota porta satelliti 43 ? provvista di sedi di alloggiamento 47 nelle quali sono posizionati passanti gli alberi porta satellite 45. Gli alberi porta satellite 45 possono essere installati ruotabili folli su elementi supporto, quali cuscinetti previsti nelle sedi di alloggiamento 47.
La ruota porta satelliti 43 ? collegata cinematicamente al secondo motore M2 il quale ? configurato per portare in rotazione la ruota porta satelliti 43 attorno all?asse di rotazione X facendo orbitare le prime ruote dentate satelliti 44 attorno alla ruota dentata di trasmissione 42, ovvero portando in rotazione gli alberi porta satelliti 45 attorno all?asse di rotazione X.
In accordo con il presente trovato, il secondo motore M2 ? configurato in modo che, nella sua configurazione non attiva, impedisca la rotazione della ruota porta satelliti 43. In questa condizione realizzativa pertanto gli alberi porta satelliti 45 sono ruotabili unicamente attorno ai propri assi di rotazione ma non attorno all?asse di rotazione X.
A titolo esemplificativo, il secondo motore M2 pu? essere un motore passo passo, un motore brushless, o un motore idoneo a definire una rotazione precisa ed accurata della ruota porta satelliti 43.
In accordo con la forma realizzativa della fig. 1, la ruota porta satelliti 43 ? provvista di una dentatura esterna 48 configurata per ingranare con un secondo gruppo di riduzione 49 interposto fra il secondo motore M2 e la ruota porta satelliti 43.
In accordo con varianti realizzative descritte utilizzando le figg. 1 e 2, il secondo gruppo di riduzione 49 comprende un pignone secondo motore 50 calettato su un albero secondo motore 51 ed una ruota condotta 52 calettata invece su un albero condotto 53.
L?albero secondo motore 51 ? collegato al secondo motore M2 ad esempio mediante un giunto meccanico. L?albero condotto 53 ? installato ruotante in modo folle attorno al proprio asse di rotazione, ad esempio su supporti quali cuscinetti o bronzine.
Inoltre, la ruota condotta 52 ? collegata alla ruota porta satelliti 43 del dispositivo differenziale 32.
L?azionamento del secondo motore M2, porta quindi in rotazione il pignone secondo motore 50 e conseguentemente anche la ruota condotta 52 ad esso collegata, che a sua volta trasmette il moto alla ruota porta satelliti 43.
Le seconde ruote satellite 46 sono collegate cinematicamente alla seconda trasmissione cinematica 33 definendo in questo modo il collegamento cinematico fra la prima trasmissione cinematica 16, il dispositivo differenziale 32 e i gruppi di regolazione 29.
La seconda trasmissione cinematica 33 comprende una prima ruota dentata 54 che ingrana sull?almeno una seconda ruota dentata satellite 46, nella fattispecie su tre ruote dentate satellite 46, definendo in questo modo il collegamento cinematico fra il dispositivo differenziale 32 e la seconda trasmissione cinematica 33. La prima ruota dentata 54 ? installata rotante attorno al proprio asse che coincide con l?asse di rotazione X dell?albero cavo 17. La prima ruota dentata 54 funge da ruota dentata solare per le seconde ruote dentate satelliti 46.
In accordo con la forma realizzativa della fig. 1 , le prime ruote dentate satelliti 44 hanno un diametro nominale uguale al diametro nominale della prima ruota dentata 54 mentre le seconde ruote dentate satelliti 46 hanno lo stesso diametro nominale della ruota dentata di trasmissione 42. In accordo con la variante realizzativa della fig. 1, la prima ruota dentata 54 ? installata solidalmente su un albero di trasmissione 55 installato nella cavit? assiale dell?albero cavo 17 e coassiale con esso. Tale soluzione realizzativa permette di compattare drasticamente gli ingombri complessivi della macchina pelatrice 10 permettendo la lavorazione anche di prodotti oblunghi di lunghezza ridotta.
In particolare, l?albero di trasmissione 55 ? posizionato sporgente a sbalzo con le rispettive estremit? da un lato e dall?altro dell?albero cavo 17.
La prima ruota dentata 54 ? installata ad una delle estremit? dell?albero di trasmissione 55.
In accordo con la soluzione realizzativa della fig. 1, l?albero di trasmissione 55 ? installato su supporti, o cuscinetti, fissati nella cavit? dell?albero cavo 17. Non si esclude, tuttavia che i supporti dell?albero di trasmissione 55 siano installati esternamente all?albero cavo 17.
In accordo con la soluzione realizzativa di f?g. 1, l?albero di trasmissione 55 ? provvisto di una seconda ruota dentata 56, installata solidalmente sull?estremit? opposta dell?albero di trasmissione 55 a quella di installazione della prima ruota dentata 54.
La seconda ruota dentata 56 ? collegata cinematicamente ai gruppi di regolazione 29 per definire una regolazione della posizione degli utensili 28.
La seconda trasmissione cinematica 33 ? configurata in modo che nella condizione di secondo motore M2 non attivo le viti senza fine 30 non vengano portare in rotazione, mentre nella condizione di secondo motore M2 attivo le viti senza fine 30 vengono portate in rotazione determinando una regolazione della posizione degli utensili 28.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata in fig. 1, la testa rotante 11 ? provvista di una corona dentata 34 installata sul corpo di supporto 15 in modo selettivamente ruotabile, anche rispetto al corpo di supporto 15, attorno ad un asse coincidente con l?asse di rotazione Z. La corona dentata 34 ? collegata cinematicamente alle viti senza fine 30 ed alla seconda trasmissione cinematica 33.
In accordo con la soluzione realizzativa della fig. 1 , la corona dentata 34 ? collegata alla seconda ruota dentata 56 dell?albero di trasmissione 55, per ricevere il moto da essa. Nel caso in cui il secondo motore M2 sia fisso, ovvero non attivo, il dispositivo differenziale 32 e la seconda trasmissione cinematica 33 sono configurate in modo che la velocit? periferica di rotazione della seconda ruota dentata 56, corrisponda con la velocit? periferica di rotazione della testa rotante 11. Tale condizione realizzativa evita che fra la corona dentata 34 e la testa rotante 11 si instauri un moto rotativo relativo che determini un azionamento dei gruppi di regolazione 29.
In particolare, fra la corona dentata 34 e ciascuna delle viti senza fine 30 sono previsti ingranaggi intermedi 35 installati su detto corpo di supporto 15 e mobili solidalmente con la rotazione della testa rotante 11.
La prima trasmissione cinematica 16 e la seconda trasmissione cinematica 33 sono configurate in modo che, nella condizione di secondo motore M2 non attivo, il rapporto di trasmissione che si instaura tra il primo motore MI e la testa rotante 11 ? lo stesso che si instaura tra il primo motore MI e la corona dentata 34. Tale condizione comporta che la corona dentata 34 venga portata in rotazione assieme al corpo di supporto 15 senza un movimento relativo rispetto a quest?ultimo. Gli ingranaggi intermedi 35 fra la corona dentata 34 e le viti senza fine 30 non determinano una rotazione di quest?ultima e pertanto gli utensili 28 restano fissi.
Nella condizione di secondo motore M2 attivo, il dispositivo differenziale 32 ? configurato per determinare un differenziale di rotazione fra la corona dentata 34 ed il corpo di supporto 15 della testa rotante 1 1.
Il differenziale di velocit? fra la corona dentata 34 ed il corpo di supporto 15 determina un?attivazione degli ingranaggi intermedi 35 e pertanto una rotazione delle viti senza fine 30 attorno all?asse di avvitamento Y.
In particolare, quando il secondo motore M2 viene azionato, la ruota porta satelliti 43 porta in rotazione gli alberi porta satelliti 45 attorno all?asse di rotazione X, facendo orbitare le prime ruote dentate satelliti 44 attorno alla ruota dentata di trasmissione 42 e le seconde ruote dentate satelliti 46 attorno alla prima ruota dentata 54.
A seconda del verso di rotazione della ruota porta satelliti 43, ? possibile accelerare o decelerare l?entit? di rotazione delle prime ruote dentate satelliti 44 e delle seconde ruote dentate satelliti 46 attorno ai propri assi generando un?accelerazione o una decelerazione di velocit? di rotazione della prima ruota dentata 54.
In accordo con la soluzione realizzativa illustrata nella fig. 1, la corona dentata 34 ? provvista di una dentatura interna 36 ricavata sulla superf?cie interna della corona dentata 34 e collegata cinematicamente con gli ingranaggi intermedi 35 e di una dentatura esterna 37, ricavata sulla superficie esterna della corona dentata 34 e collegata cinematicamente alla seconda trasmissione cinematica 33 nel caso di specie attraverso la seconda ruota dentata 56.
Secondo la forma realizzativa illustrata in fig. 1, gli ingranaggi intermedi 35 comprendono, per ciascun gruppo di regolazione 29, una ruota dentata di calibratura 38 che ingrana sulla dentatura interna 36 della corona dentata 34 e che ? installata rotante attorno ad un albero 39. L?albero 39 ? installato rotante attorno al proprio asse di rotazione su supporti fissati sul corpo di supporto 15. L?asse di rotazione dell?albero 39 ? posto sostanzialmente parallelo all?asse di rotazione Z.
A ciascun albero 39 ? associata una prima ruota dentata conica 40 ruotabile solidalmente con l?albero 39.
Ciascuna prima ruota dentata conica 40 ingrana a sua volta su una rispettiva seconda ruota dentata conica 41 associata solidalmente ad una delle viti senza fine 30.
In questo modo, nel caso in cui il dispositivo differenziale 32 generi una rotazione relativa della corona dentata 34 rispetto al corpo di supporto 15 della testa rotante 1 1, si determina una rotazione delle ruote dentate di calibratura 38 e congiuntamente della prima ruota dentata conica 40. La rotazione della prima ruota dentata conica 40 determina una rotazione anche della seconda ruota dentata conica 41 e pertanto della vite senza fine 30.
In accordo con varianti realizzative, al primo motore MI ed al secondo motore M2 possono essere associati dei trasduttori di posizione. In accordo con varianti realizzative, i trasduttori di posizione possono essere, ad esempio, degli encoder.
In accordo con ulteriori varianti realizzative, i trasduttori di posizione possono essere collegati ad un?unit? di controllo.
I trasduttori di posizione sono configurati per inviare all?unit? di controllo il dato di posizione angolare del relativo motore MI, M2.
L?unit? di controllo pu? essere collegata anche ai mezzi di avanzamento 57 ed a sensori di posizione, ed essere predisposta per controllare costantemente i dati forniti dai trasduttori di posizione e confrontarli con quelli inviati dai sensori di posizione per regolare gli utensili 28 in base al profilo programmato del prodotto oblungo P da lavorare, o in lavorazione, che si vuole ottenere.
In accordo con ulteriori varianti realizzative, pu? essere previsto un arresto di sicurezza della macchina pelatrice 10 nel caso in cui i dati di sensori di posizione e trasduttori di posizione non convergano con quelli di una funzione caricata nell?unit? di controllo.
In accordo con ulteriori varianti realizzative, pu? essere previsto anche un dispositivo a raggio laser, posizionato a valle degli utensili 28 e collegato all?unit? di controllo.
Il dispositivo a raggio laser ha la funzione di controllare costantemente l?effettiva dimensione del prodotto oblungo P gi? lavorato, ed inviare i dati all?unit? di controllo, la quale ? programmata per definire i valori di regolazione degli utensili 28, in funzione dello scostamento fra la dimensione programmata e quella effettiva del prodotto oblungo P, che potrebbero essere diverse fra loro, a causa dell?usura degli utensili 28.
La regolazione radiale degli utensili 28, rispetto all?asse longitudinale Z avviene nel modo seguente.
In condizioni operative normali, il primo motore MI ruota, controllato dall?unit? di controllo, mentre il secondo motore M2 ? fermo. In tale condizione, poich? la testa rotante 11 ed il gruppo di regolazione 29 ruotano alla stessa velocit? angolare, gli utensili 28 mantengono una determinata posizione radiale rispetto all?asse longitudinale Z.
Quando si vuole variare la posizione radiale degli utensili 28, e quindi il diametro del prodotto oblungo P in lavorazione, ? necessario attivare il secondo motore M2 e far ruotare il pignone secondo motore 50, in senso orario, o antiorario, per diminuire o aumentare, rispettivamente, il diametro del prodotto oblungo P in lavorazione.
Questa operazione di regolazione pu? essere effettuata anche mentre la testa rotante 11 sta ruotando, ossia senza fermare il primo motore MI. In particolare, la regolazione della posizione radiale degli utensili 28 avviene nel seguente modo:
- il secondo motore M2 viene messo in rotazione da un segnale dell?unit? di controllo facendogli compiere un numero di giri, e/o una frazione di giro, pari alla correzione desiderata. Nella fattispecie, il valore della correzione sul diametro del prodotto oblungo P ? pari a 0,01 mm per ogni 22,5 gradi di rotazione del secondo motore M2, cio? per ogni sedicesimo di giro;
- la rotazione del secondo motore M2 viene controllata dal trasduttore di posizione;
- il pignone secondo motore 50 trasmette la rotazione alla ruota condotta 52 e quindi alla ruota porta satelliti 43;
- la ruota porta satelliti 43 mette in rotazione gli alberi porta satelliti 45 e quindi impone una velocit? relativa alle seconde ruote dentate satelliti 46 rispetto alla prima ruota dentata 54, che aumentano, o sottraggono, velocit? alla prima ruota dentata 54, collegata mediante l?albero di trasmissione 55 alla seconda ruota dentata 56;
- la seconda ruota dentata 56, tramite la corona dentata 34 e le ruote dentate di calibratura 38, aumenta, o sottrae, velocit? alle prime ruote dentate coniche 40, che, tramite le seconde ruote dentate coniche 41, mettono in rotazione, destrorsa, o sinistrorsa, le viti senza fine 30;
- ciascuna vite senza fine 30, ruotando, sposta in avvicinamento, o in allontanamento, rispetto all?asse longitudinale Z, la madrevite 31, che a sua volta muove radialmente il carrello di supporto 27, su cui ? montato un corrispondente utensile 28, con conseguente variazione del diametro del prodotto oblungo P.
? chiaro che alla macchina pelatrice 10 ed al relativo procedimento fin qui descritti possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall?ambito del presente trovato.
? anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del ramo potr? senz?altro realizzare molte altre forme equivalenti di macchina pelatrice 10 e relativo procedimento, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tutte rientranti nell?ambito di protezione da esse definito.
Claims (11)
- RIVENDICAZIONI 1. Macchina pelatrice comprendente una testa rotante (11) installata rotante attorno ad un asse di rotazione (Z) e provvista di una cavit? centrale (12) nella quale, in uso, ? disposto un prodotto oblungo (P) da lavorare e sulla quale sono installati una pluralit? di carrelli di supporto (27) per supportare rispettivi utensili (28) ed una pluralit? di gruppi di regolazione (29) configurati per movimentare detti carrelli di supporto (27) in una direzione radiale (R) rispetto a detto asse di rotazione (Z), detta macchina comprendendo, inoltre, un gruppo di trasmissione (13) configurato per trasmettere il moto da un primo motore (MI) a detta testa rotante (11) e portare in rotazione quest?ultima, e per trasmettere il moto da un secondo motore (M2) a detti gruppi di regolazione (29) per regolare simultaneamente la posizione radiale di detti utensili (28), caratterizzata dal fatto che ciascun gruppo di regolazione (29) comprende una vite senza fine (30) disposta con il proprio asse di avvitamento (Y) in direzione radiale (R) rispetto a detto asse di rotazione (Z) ed avvitata su detto carrello di supporto (27), e che detto gruppo di trasmissione (13) ? collegato cinematicamente a dette viti senza fine (30) e comprende un dispositivo differenziale (32) collegato cinematicamente fra detto secondo motore (M2) e detti gruppi di regolazione (29) in modo che all?azionamento di detto secondo motore (M2) corrisponda una regolazione della posizione di detti utensili (28) rispetto a detto asse di rotazione (Z).
- 2. Macchina come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto gruppo di trasmissione (13) comprende una prima trasmissione cinematica (16) configurata per trasmettere il moto rotatorio da detto primo motore (MI) alla testa rotante (11), ed una seconda trasmissione cinematica (33) collegata cinematicamente alle viti senza fine (30) e, attraverso il dispositivo differenziale (32), alla prima trasmissione cinematica (16).
- 3. Macchina come nella rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che detta seconda trasmissione cinematica (33) ? configurata in modo che nella condizione di secondo motore (M2) non attivo le viti senza fine (30) non vengano portare in rotazione, mentre nella condizione di secondo motore (M2) attivo le viti senza fine (30) vengano portate in rotazione determinando una regolazione della posizione degli utensili (28).
- 4. Macchina come nella rivendicazione 2 o 3, caratterizzata dal fatto che detta testa rotante (11) include un corpo di supporto (15) sul quale sono installati scorrevoli detti carrelli di supporto (27), che detta testa rotante (11) ? provvista di una corona dentata (34) installata sul corpo di supporto (15) in modo selettivamente ruotabile anche rispetto a detto corpo di supporto (15) attorno ad un asse coincidente con detto asse di rotazione (Z), e che detta corona dentata (34) ? collegata cinematicamente a dette viti senza fine (30) ed a detta seconda trasmissione cinematica (33).
- 5. Macchina come nella rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detta prima trasmissione cinematica (16) e detta seconda trasmissione cinematica (33) sono configurare in modo che, nella condizione di secondo motore (M2) non attivo, il rapporto di trasmissione che si instaura tra detto primo motore (Mi) e detta testa rotante (11) ? lo stesso che si instaura tra detto primo motore (MI) e detta corona dentata (34), mentre nella condizione di secondo motore (M2) attivo, il dispositivo differenziale (32) ? configurato per determinare un differenziale di rotazione fra detta corona dentata (34) e detto corpo di supporto (15) della testa rotante (11).
- 6. Macchina come nella rivendicazione 4 o 5, caratterizzata dal fatto che detta corona dentata (34) ? provvista di una dentatura interna (36) collegata cinematicamente a dette viti senza fine (30) e di una dentatura esterna (37) collegata cinematicamente a detta seconda trasmissione cinematica (33).
- 7. Macchina come in una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 6, caratterizzata dal fatto che detta prima trasmissione cinematica (16) comprende un albero cavo (17) collegato cinematicamente con detto primo motore (MI) per determinare la rotazione dell?albero cavo (17), e che detto albero cavo (17) ? provvisto di una ruota dentata di trasmissione (42) ruotabile solidalmente con l?albero cavo (17) e collegata cinematicamente a detto dispositivo differenziale (32).
- 8. Macchina come nella rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detta seconda trasmissione cinematica (33) comprende una prima ruota dentata (54) che definisce il collegamento cinematico fra il dispositivo differenziale (32) e la seconda trasmissione cinematica (33), e che detta prima ruota dentata (54) ? installata solidalmente su un albero di trasmissione (55) installato nella cavit? assiale dell?albero cavo (17) e coassiale con quest?ultimo.
- 9. Macchina come nella rivendicazione 8, caratterizzata dal fatto che detto albero di trasmissione (55) ? provvisto di una seconda ruota dentata (56), installata solidalmente sull?estremit? opposta dell?albero di trasmissione (55) a quella di installazione della prima ruota dentata (54), e che la seconda ruota dentata (56) ? collegata cinematicamente a detti gruppi di regolazione (29) per definire una regolazione della posizione degli utensili (28).
- 10. Macchina come nella rivendicazione 9 ed una qualsiasi delle rivendicazioni 4, 5 o 6, caratterizzato dal fatto che detta corona dentata (34) ? collegata alla seconda ruota dentata (56) di detto albero di trasmissione (55), per ricevere il moto da essa.
- 11. Procedimento di pelatura di un prodotto oblungo (P) che viene fatto transitare all?interno di una cavit? centrale (12) di una testa rotante (11), detta testa rotante (11) supportando una pluralit? di carrelli di supporto (27) sul quale sono installati rispettivi utensili (28) ed essendo fatta ruotare per mezzo di un primo motore (MI) attorno ad un?asse di rotazione (Z), detto procedimento prevedendo anche una regolazione della posizione di detti utensili (28) mediante gruppi di regolazione (29) azionati da un secondo motore (M2) e che movimentano radialmente rispetto a detto asse di rotazione (Z), detti carrelli di supporto (27), caratterizzato dal fatto che la regolazione della posizione di detti utensili (28) prevede di portare in rotazione attorno ad un proprio asse di avvitamento (Y) viti senza fine (30) avvitate su detti carrelli di supporto (27) e disposte con il loro asse di avvitamento (Y) in direzione radiale (R) rispetto a detto asse di rotazione (Z), dette viti senza fine (30) essendo collegate cinematicamente ad un gruppo di trasmissione (13) il quale comprende un dispositivo differenziale (32) collegato cinematicamente fra detto secondo motore (M2) e detti gruppi di regolazione (29) in modo che all?azionamento di detto secondo motore (M2) corrisponda una regolazione della posizione di detti utensili (28) rispetto a detto asse di rotazione (Z).
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