ITUD940096A1 - Cristallizzatore a pareti sottili - Google Patents

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ITUD940096A1
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IT
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crystallizer
edges
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fluid
cooling
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IT94UD000096A
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Gianpietro Benedetti
Milorad Pavlicevic
Gianni Gensini
Alfredo Poloni
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Danieli Off Mecc
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Abstract

Cristallizzatore a pareti sottili per colata continua di billette o blumi (24) associato ad una lingottiera (10), detto cristallizzatore (11) comprendendo una struttura scatolare le cui pareti cooperano esternamente con camere di circolazione (14) fluido refrigerante ed internamente con la pelle delle billette o dei blumi (24) in formazione, il cristallizzatore (11) presentando uno spessore compreso tra 4 e 7 mm e la pressione del fluido refrigerante circolante all'interno delle camere di circolazione (14) essendo definita dalla spinta e dalle deformazioni che si vogliono indurre nella parete del cristallizzatore (11).

Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"CRISTALLIZZATORE A PARETI SOTTILI"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Forma oggetto del presente trovato un cristallizzatore a pareti sottili come espresso nella rivendicazione principale.
Il cristallizzatore a pareti sottili secondo il trovato viene utilizzato in un impianto di colata continua per la produzione di billette o di blumi di qualsivoglia tipo e sezione.
STATO DELLA TECNICA
Nel campo della colata continua sono ancora presentì una pluralità di problemi ancora non risolti legati alle elevate temperature a cui vengono sottoposte le pareti del cristallizzatore. Più particolarmente, è noto da molto tempo che la temperatura della parete del cristallizzatore, nonostante la intensa circolazione di fluido refrigerante, varia nel senso della direzione di colata con un massimo raggiunto nell'intorno del menisco del metallo liquido.
La temperatura non uniforme lungo le pareti longitudinali del cristallizzatore provoca una deformazione non uniforme delle stesse dovuta alla dilatazione termica del materiale con conseguenti problemi legati ai difetti superficiali che ciò provoca sulle billette o blumi in formazione.
Inoltre, è noto che durante la discesa all'interno del cristallizzatore, la pelle delle billette o blumi solidificantisi tende a ritirarsi.
Questo provoca un distacco della pelle della billetta o del blumo dalla parete del cristallizzatore riducendo enormemente lo scambio termico fra billetta o blumo e cristallizzatore a tal punto che il raffreddamento della billetta o del blumo, e quindi la formazione della pelle, viene praticamente bloccato con conseguenze molto gravi per la billetta o il blumo in formazione.
In fig. 4 è illustrata schematicamente, con una sezione longitudinale, una lingottiera rigida di tipo noto.
In questo tipo di lingottiere rigide, lo scambio termico ha valori accettabili solo per il primo tratto del cristallizzatore, che si estende per circa un quarto del cristallizzatore, in cui la pelle della billetta o del blumo è sostanzialmente a contatto con la parete del cristallizzatore.
Per assicurare che la billetta o blumo in uscita dal cristallizzatore abbia uno spessore della pelle tale da evitare la sua rottura e la conseguente fuoriuscita del metallo liquido è necessario adottare una velocità di colata molto ridotta.
Per evitare questo distacco della pelle della billetta o del blumo dalle pareti del cristallizzatore, sono stati proposti alcuni modelli di cristallizzatori a sezione variabile in cui le pareti laterali sono convergenti verso il basso.
Più particolarmente, la forma dell'andamento delle pareti del cristallizzatore lungo la direzione di colata è stata proposta essere funzione del coefficiente di ritiro del materiale.
In questo modo, nella maggior parte dei casi viene sostanzialmente evitato il distacco della pelle della billetta o del blumo dalla parete del cristallizzatore .
Questo sistema non è però economicamente proponibile in quanto il cristallizzatore deve essere sostituito ogni volta che cambia la composizione del metallo colato con un onere economico molto gravoso per l'utilizzatore .
Per cercare di ridurre la deformazione della parete del cristallizzatore sono stati adottati cristallizzatori rigidi le cui pareti hanno uno spessore, in corrispondenza del menisco, dell'ordine di 11 mm e anche superiore.
Con le diverse conicità del cristallizzatore si cerca di minimizzare l'interspazio d'aria che si viene a creare fra la faccia esterna della pelle solidificata e la parete del cristallizzatore in modo da evitare la notevole riduzione di flusso termico dovuta al basso coefficiente di scambio termico dell'aria.
Nel caso di billette o blumi a sezione quadrata, rettangolare o poligonale in generale, un altro problema è legato al fatto che gli spigoli della billetta del blumo sono soggetti ad un raffreddamento più intenso in quanto, in corrispondenza dei detti spigoli, il calore viene asportato su entrambi i lati dello spigolo.
Da ciò deriva che, in corrispondenza degli spigoli della billetta o del blumo, la pelle si forma più rapidamente ed il conseguente ritiro del materiale fa sì che la billetta o il blumo si stacchi molto presto dalla parete del cristallizzatore, interrompendo così il processo di raffreddamento e solidificazione.
Per questo motivo, in corrispondenza degli spigoli, la pelle della billetta o del blumo presenta uno spessore ridotto rispetto alle pareti laterali della billetta o del blumo e si instaurano dei gradienti di temperatura fra gli spigoli e le pareti laterali della billetta o del blumo.
Questi gradienti di temperatura generano delle tensioni, sia nella parete del cristallizzatore che all'interno della billetta o del blumo in raffreddamento, che portano alla formazione di cricche e di altri difetti superficiali che abbassano la qualità del prodotto in uscita.
Inoltre, per evitare un’abrasione eccessiva delle pareti del cristallizzatore, la faccia interna di dette pareti viene generalmente rivestita con Ni/Cr che però presenta un basso coefficiente di scorrevolezza.
Nei cristallizzatori noti si rende quindi necessario l'impiego di olii o di polveri lubrificanti che comportano un costo di produzione aggiuntivo e che riducono ulteriormente lo scambio termico.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere altri ed ulteriori vantaggi la proponente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nella rivendicazione principale.
Le rivendicazioni secondarie espongono varianti all'idea di soluzione principale.
Scopo del presente trovato è quello di fornire un cristallizzatore per colata continua di billette o blumi in cui, da una parte, venga evitato il distacco della pelle della billetta o del blumo solidificantesi dal cristallizzatore e, dall'altra parte, venga ridotta al minimo la deformazione termica dello stesso cristallizzatore.
Il cristallizzatore secondo il trovato presenta uno spessore ridotto, compreso tra 4 e 10 mm, vantaggiosamente tra 5 e 6 mm, che ne rendono "elastico" il comportamento.
Più particolarmente, il cristallizzatore secondo il trovato risulta essere di tipo elastico e si deforma in modo da adattarsi alle dimensioni ed alla forma della billetta o del blumo in formazione mano a mano che detta si solidifica attraversando il detto cristallizzatore.
Tale azione di deformazione è posta in essere dalla pressione del fluido refrigerante sì che, variando detta pressione, si varia la deformazione e si può adattare lo stesso cristallizzatore a più tipi di metallo colato.
Il cristallizzatore secondo il trovato viene realizzato in modo tale che le sue dimensioni, sia in senso trasversale che longitudinale, tengano già conto della dilatazione termica derivante dal suo riscaldamento .
Più particolarmente, il cristallizzatore secondo il trovato viene dimensionato in modo tale che la sua sezione trasversale, quando è allo stato dilatato per la presenza del metallo liquido al suo interno, corrisponde alla sezione della billetta o del blumo che si vuole ottenere in uscita.
Inoltre, il cristallizzatore secondo il trovato viene dimensionato in modo tale che la sua sezione longitudinale tenga conto di una dilatazione base nella gamma di acciai che si vogliono colare con detto cristallizzatore.
Le pareti del cristallizzatore cooperano esternamente con camere di circolazione in cui circola un fluido refrigerante in pressione, ad esempio acqua.
Più particolarmente, dette camere di raffreddamento presentano una parete intermedia, sostanzialmente parallela alla parete del cristallizzatore, a definire con detta un canale di circolazione, di sezione ridotta, che viene attraversato dal fluido refrigerante.
Il fluido refrigerante fluisce vantaggiosamente in controcorrente rispetto alla direzione di avanzamento della billetta o del blumo all'interno della camera di colata.
Infatti, la maggiore pressione del fluido di raffreddamento in ingresso, corrispondente alla sezione inferiore del cristallizzatore, consente di deformare le pareti del cristallizzatore verso l'interno minimizzando così l'interspazio d'aria che viene a crearsi tra la parete del cristallizzatore e la pelle del metallo solidificato, quando questa si ritira .
Inoltre, dato il ridotto spessore de cristallizzatore è possibile controllare le distorsioni e le deformazioni delle pareti del cristallizzatore dovute alla dilatazione termica utilizzando fluido refrigerante con pressioni differenziate lungo il cristallizzatore.
Secondo una variante, il fluido refrigerante fluisce in equicorrente con la billetta o blumo all'interno della camera di colata.
La combinazione delle pareti elastiche e della'. pressione differenziata del fluido refrigerante che agisce su dette, consente di ridurre notevolmente, se non addirittura di eliminare, il distacco della pelle della billetta o del blumo solidificantesi dalla parete del cristallizzatore, garantendo uno scambio termico sempre elevato.
Dato che lo spessore della pelle della billetta o del blumo è proporzionale alla quantità di calore sottratta alla billetta o al blumo, tanto maggiore sarà lo scambio termico tanto maggiore potrà essere la velocità di colata.
A parità di altre condizioni, il cristallizzatore secondo il trovato consente quindi di aumentare la velocità di colata, con conseguente aumento della produttività dell'impianto stesso.
Secondo una prima formulazione del cristallizzatore secondo il trovato, dette camere di raffreddamento non interessano le zone d'angolo del cristallizzatore per evitare di provocare un raffreddamento eccessivo degli spigoli della billetta o del blumo in formazione che cooperano con le dette zone d'angolo.
Secondo una variante, dette zone d'angolo vengono raffreddate direttamente o indirettamente.
In corrispondenza degli spigoli, i l cristallizzatore secondo il trovato presenta degli elementi angolari di irrigidimento che impediscono le deformazioni del cristallizzatore provocate dalla dilatazione termica conseguente al suo riscaldamento .
Detti elementi di irrigidimento possono essere ricavati direttamente nel cristallizzatore stesso. Secondo una variante, detti elementi di irrigidimento sono elementi ausiliari esterni che vengono fissati sugli spigoli del cristallizzatore. Secondo una variante, per aumentare lo scambio termico fra fluido refrigerante e parete del cristallizzatore, la faccia esterna del cristallizzatore a contatto con il fluido refrigerante coopera con mezzi perturbatori del flusso che, rompendo i filetti fluidi dello strato limite, portano il fluido refrigerante a scorrere in moto turbolento con conseguente aumento dello scambio termico.
Detti mezzi perturbatori possono anche aumentare l'area della superficie di scambio termico.
Detti mezzi perturbatori possono essere realizzati mediante rugosità ricavate sulla parete del cristallizzatore.
Detti mezzi perturbatori possono essere presenti sulla faccia esterna del cristallizzatore ed essere costituiti da una pluralità di cave parallele.
Dette cave possono essere sostanzialmente orizzontali, sostanzialmente verticali ovvero inclinate rispetto alla direzione del flusso del fluido refrigerante a seconda dell'effetto che si vuole ottenere.
Secondo una variante, le cave possono avere un andamento non parallelo fra loro.
Secondo un'altra variante ancora, la faccia interna della parete intermedia della camera di circolazione definente il canale di circolazione presenta un'alternanza di restringimenti ed allargamenti che, creando un effetto venturi, costringono il fluido refrigerante ad un moto turbolento e vorticoso che rompe i filetti dello strato limite e migliora lo scambio termico con la parete del cristallizzatore.
In una vantaggiosa forma di realizzazione del cristallizzatore secondo il trovato la parete intermedia della camera di circolazione è vantaggiosamente mobile trasversalmente, per avvicinarsi od allontanarsi dalla parete del cristallizzatore, allo scopo di variare la larghezza del canale di circolazione e quindi la sezione di passaggio del fluido refrigerante.
In questo modo, è possibile regolare la pressione e le velocità del detto fluido refrigerante all'interno del canale di circolazione per regolare lo scambio termico.
Il cristallizzatore secondo il trovato presenta vantaggiosamente la faccia interna rivestita con materiali di rivestimento aventi una buona conducibilità termica, una buona resistenza all'usura ed una elevata scorrevolezza (basso coefficiente di attrito) , quale ad esempio i carburi .
Nel cristallizzatore secondo il trovato detti materiali di rivestimento vengono vantaggiosamente applicati mediante la tecnica della spruzzatura al plasma, denominata anche "plasma spray", che garantisce un'adesione ottimale dei materiali di rivestimento anche sulle pareti di rame.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Le figure allegate sono fornite a titolo esemplificativo non limitativo ed illustrano alcune soluzioni preferenziali del trovato.
Nelle tavole abbiamo che:
- la fig. 1 illustra con una sezione trasversale una lingottiera adottante cristallizzatore secondo il trovato; - le figg. da 2a a 2f illustrano con una sezione trasversale parziale alcune forme di realizzazione dell'elemento angolare di irrigidimento;
la fig. 3 illustra in scala ridotta una sezione longitudinale della lingottiera secondo il trovato;
- la fig 4 illustra una sezione longitudinale parziale di una lingottiera di tipo noto;
la fig. 5 illustra una sezione longitudinale parziale di una lingottiera secondo il trovato;
- la fig. 6 illustra in scala ingrandita una sezione parziale del cristallizzatore di fig.
3;
la fig. 7 illustra con una vista lungo la linea A-A la faccia esterna del cristallizzatore di fig. 6;
la fig. 8 illustra una variante della fig. 6; la fig. 9 illustra con una vista lungo la linea B-B la faccia esterna del cristallizzatore di fig. 8;
la fig . 10 illustra con una sezione trasversale parziale lungo la linea C-C del cristallizzatore di fig. 9.
DESCRIZIONE DEI DISEGNI
Con riferimento alle figure allegate, il numero di riferimento 10 indica generalmente una lingottiera secondo il trovato con cui viene fatto cooperare uno scaricatore 25 di metallo liquido.
Nel caso di specie, la lingottiera 10 illustrata nelle figure ha una sezione trasversale quadrata, ma il trovato si riferisce sia a lingottiere a sezione rettangolare, sia a lingottiere a sezione poligonale che a lingottiere aventi una qualsivoglia sezione trasversale.
La lingottiera 10 secondo il trovato comprende un cristallizzatore 11 avente uno spessore compreso tra 4 e 10 mm, vantaggiosamente tra 5 e 6 miti.
La faccia interna 12a del cristallizzatore 11 secondo il trovato è vantaggiosamente rivestita da materiali di rivestimento aventi una buona conducibilità termica, una buona resistenza all'usura ed una elevata scorrevolezza (basso coefficiente di attrito), quale ad esempio i carburi.
Detti materiali di rivestimento vengono vantaggiosamente applicati mediante la tecnica della spruzzatura al plasma, denominata anche "plasma spray".
La tecnica di spruzzatura al plasma utilizzata può essere sia quella di plasma spray in aria (APS) che la spruzzatura ipersonica (Detonation Jet o HVOF). La lingottiera 10 secondo il trovato comprende delle pareti di contenimento 13 disposte esternamente al cristallizzatore 11 e definenti con detto, delle camere di circolazione 14 in cui viene fatto scorrere il fluido refrigerante in pressione, ad esempio acqua.
Per aumentare lo scambio termico fra fluido refrigerante e cristallizzatore 11, e quindi migliorare il raffreddamento e la solidificazione della billetta o del blumo 24 in formazione, detto fluido refrigerante viene vantaggiosamente fatto scorrere in controcorrente, ovvero dal basso verso l'alto, alla billetta o al blumo 24 in formazione che scorre dall'alto verso il basso all'interno del cristallizzatore 11.
nel caso di specie, detta camera di circolazione 14 presenta un condotto di alimentazione 22a munito di mezzi a valvola di regolazione 23a ed un condotto di uscita 22b dotato anch'esso di mezzi a valvola di regolazione 23b.
Secondo una variante, il fluido refrigerante scorre in equicorrente all'interno delle camere di circolazione 14.
Nella lingottiera 10 secondo il trovato, dette camere di raffreddamento 14 presentano una parete intermedia 20, vantaggiosamente mobile trasversalmente secondo le frecce 17, che definisce con il cristallizzatore 11 un canale di circolazione 21 in cui il fluido refrigerante fluisce in controcorrente, o in equicorrente, al blumo o alla billetta 24 in formazione.
Posizionando trasversalmente detta parete intermedia 20 è possibile variare la larghezza del canale di circolazione 21 e quindi le condizioni idrauliche del flusso di fluido refrigerante.
In una prima formulazione del trovato, dette camere di raffreddamento 14 non cooperano con gli spigoli 15 del cristallizzatore 11, che non vengono quindi raffreddati dal fluido refrigerante che scorre all'interno delle dette camere di raffreddamento 14.
Secondo una variante, dette camere di raffreddamento 14 interessano anche gli spigoli 15 del cristallizzatore 11 che possono venire raffreddati direttamente o indirettamente dal fluido refrigerante.
Nella forma di realizzazione illustrata nelle figg. 1 e 2f, la parete intermedia 20 presenta un tratto a spessore maggiorato 120 in corrispondenza degli spigoli 15 della lingottiera 11 in modo da ridurre lo scambio termico con il fluido refrigerante che circola all'interno della camera di circolazione 14.
Nelle dette figure 1 e 2f, il canale di circolazione 21 presenta le pareti laterali 30, coniugate al tratto 120 a spessore maggiorato della parete intermedia 20, svasate.
L'inclinazione delle dette pareti laterali 30 può essere variata a piacere in modo da modulare e da graduare lo scambio termico in corrispondenza degli spigoli 15 del cristallizzatore 11.
Il cristallizzatore 11, riscaldandosi per effetto del metallo liquido che scorre all'interno della camera di colata, si deforma in maniera elastica e la pressione del fluido refrigerante agisce in modo da compensare detta deformazione.
Ciò permette al cristallizzatore 11 di rimanere a contatto con la pelle della billetta o del blumo 24 solidif icantesi e quindi di mantenere elevato coefficiente di scambio termico fra billetta o blumo 24 e cristallizzatore 11 come illustrato nella fig.
5 .
Più particolarmente, nella fig. 5 è illustrata in doppia linea tratteggiata il cristallizzatore 11 allo stato non deformato mentre con linea tratteggiata semplice è illustrata il cristallizzatore 11 deformato sotto l'effetto del riscaldamento e della pressione del fluido refrigerante agente dall'esterno.
Variando la pressione del fluido refrigerante che circola all'interno della camera di circolazione 14, e quindi all'interno del canale di circolazione 21, è possibile far sostanzialmente aderire il cristallizzatore 11 alla pelle della billetta o del blumo 24 anche nella zona inferiore del cristallizzatore 11, per assicurare un alto coefficiente di scambio termico.
Nel caso di specie (fig. 1), con gli spigoli 15 del cristallizzatore cooperano elementi di irrigidimento angolare 16 che bloccano le deformazioni del cristallizzatore 11 provocate dalla dilatazione termica conseguente al suo riscaldamento .
Detti elementi di irrigidimento angolare 16 possono essere costituiti da elementi esterni autonomi (figg. 2e, 2f) che devono essere associati, ad esempio mediante brasatura, agli spigoli 15 del cristallizzatore 11 secondo il trovato ovvero possono essere parte integrante delle stesse pareti laterali 12 del cristallizzatore 11 (figg. 2a, 2b, 2c, 2d).
L'elemento di irrigidimento angolare 16 può essere conformato a forma di poligono cavo (fig. 2a), di poligono pieno (figg. 2b, 2c), a forma di "T" (fig.
2d), o altra forma.
Nel caso di elementi di irrigidimento 16 autonomi, essi possono essere conformati a "T" (fig. 2f) o ad "L" (fig. 2e), o avere anche altre forme.
Nella forma realizzativa illustrata nelle figg. 1 e 2f, l'elemento di irrigidimento 16 è conformato a "T" ed è inserito all'interno di un vano 29 ricavato nella parete di contenimento esterno 20 in corrispondenza degli spigoli del cristallizzatore 11.
Secondo una prima formulazione del trovato, l'elemento di irrigidimento 16 è raffreddato dal fluido refrigerante che scorre all’interno del vano 29.
Secondo una variante, il vano 29 non è percorso da fluido refrigerante.
Nel caso illustrato in figura 2e, l'elemento di irrigidimento 16 esterno assolve ad una duplice funzione di irrigidimento e di riduzione dello scambio termico in corrispondenza degli spigoli del cristallizzatore 11.
Per aumentare lo scambio termico fra fluido refrigerante e cristallizzatore 11, la faccia esterna 12b del cristallizzatore 11 può presentare vantaggiosamente degli elementi perturbatori 18 che, rompendo i filetti fluidi dello strato limite, portano il fluido refrigerante a scorrere con moto turbolento all'interno del canale di circolazione 20 con conseguente aumento dello scambio termico.
Detti elementi perturbatori 18 possono essere realizzati da rugosità ricavate sulla faccia esterna 12b del cristallizzatore 11 e/o da rugosità ricavate sulla faccia interna della parete intermedia 20.
Nel caso di specie, detti elementi perturbatori 18 comprendono una pluralità di cave 19 in cui il fluido refrigerante si insinua determinando la rottura dello strato limite che il fluido refrigerante crea sulla faccia esterna 12b del cristallizzatore.
Dette cave 19 possono avere un andamento sostanzialmente orizzontale 19a, ovvero inclinato 19b (figg. 3, 6 e 7).
Secondo una variante, dette cave 19 hanno un andamento sostanzialmente verticale 19c (figg. 8, 9, 10).
Nel caso di specie, dette cave longitudinali sostanzialmente verticali 19c sono realizzate mediante una pluralità di risalti 26 equidistanti.
Secondo un'altra variante ancora, anche la parete intermedia 20 presenta sulla sua faccia interna elementi perturbatori 18 comprendenti un'alternanza di allargamenti 27 e restringimenti 28 allo scopo di determinare sul fluido refrigerante circolante un effetto venturi che rende vorticoso e turbolento il moto del fluido refrigerante, accentuando così lo scambio termico.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1 - Cristallizzatore a pareti sottili per colata continua di billette o blumi (24) associato ad una lingottiera (10), detto cristallizzatore (11) comprendendo una struttura scatolare le cui pareti cooperano esternamente con camere di circolazione (14) fluido refrigerante ed internamente con la pelle delle billette o dei blumi (24) in formazione, caratterizzato dal fatto che il cristallizzatore (11) presenta uno spessore compreso tra 4 e 7 mm e che la pressione del fluido refrigerante circolante all'interno delle camere di circolazione (14) è definita dalla spinta e dalle deformazioni che si vogliono indurre nella parete del cristallizzatore (11). 2 - Cristallizzatore come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che presenta uno spessore compreso tra 5 e 6 mm. 3 - Cristallizzatore come alla rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che gli spigoli (15) del cristallizzatore (11) non sono raffreddati dal fluido refrigerante che circola nelle camere di raffreddamento (14). 4 - Cristallizzatore come alla rivendicazione 1 o 2, caratterizzato dal fatto che gli spigoli (15) del cristallizzatore (11) sono raffreddati direttamente o indirettamente dal fluido refrigerante che circola nelle camere di raffreddamento (14). 5 - Cristallizzatore come ad una o l’altra delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che presenta elementi di irrigidimento (16) associati agli spigoli (15) del cristallizzatore (11)· 6 - Cristallizzatore come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti fino a 5, caratterizzato dal fatto che gli elementi di irrigidimento (16) sono ricavati direttamente dal cristallizzatore (11)-7 - Cristallizzatore come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti fino a 5, caratterizzato dal fatto che gli elementi di irrigidimento (16) sono elementi ausiliari esterni che vengono fissati sugli spigoli (15) del cristallizzatore (11). 8 - Cristallizzatore come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la faccia esterna (12b) del cristallizzatore (11) a contatto con il fluido refrigerante coopera con elementi perturbatori (18) dello strato limite dei filetti fluidi. 9 - Cristallizzatore come alla rivendicazionrf precedente, caratterizzato dal fatto che detti elementi perturbatori (18) sono presenti nella faccia esterna (12b) del cristallizzatore (11) e comprendono una pluralità di cave (19) o risalti (26). 10 - Cristallizzatore come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti elementi perturbatori (18) sono presenti nella parete di contenimento (13) e comprendono un'alternanza di allargamenti (27) e restringimenti (28). 11 - Cristallizzatore come ad una o l'altra delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che la faccia interna (12a) del cristallizzatore (11) è rivestita con carburi. 12 - Cristallizzatore come alla rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che il rivestimento della faccia interna (12a) del cristallizzatore (11) viene realizzato mediante deposizione via plasma spray in aria. 13 - Cristallizzatore come alla rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che il rivestimento della faccia interna (12a) del cristallizzatore (11) viene realizzato mediante deposizione via spruzzatura ipersonica.
ITUD940096 1994-06-06 1994-06-06 Cristallizzatore a pareti sottili IT1267249B1 (it)

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