ITUD990202A1 - Scaffalatura modulare - Google Patents

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ITUD990202A1 IT1999UD000202A ITUD990202A ITUD990202A1 IT UD990202 A1 ITUD990202 A1 IT UD990202A1 IT 1999UD000202 A IT1999UD000202 A IT 1999UD000202A IT UD990202 A ITUD990202 A IT UD990202A IT UD990202 A1 ITUD990202 A1 IT UD990202A1
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Angelo Odorico
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Angelo Odorico
Marco Odorico
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Description

Descrizione del trovato avente per titolo:
"SCAFFALATURA MODULARE"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Forma oggetto del presente trovato una scaffalatura modulare in cui l'accoppiamento tra i ripiani ed i montanti di supporto, o tra due o più ripiani contigui, avviene tramite elementi di montaggio che consentono di semplificare e velocizzare le operazioni di assiemaggio, di assicurare una precisa unione anche in tempi successivi, di assicurare un adeguato sostegno dei ripiani ed una elevata stabilità dell'intera struttura, nonché di ridurre il numero e le lavorazioni sui componenti e quindi i costi.
Nel seguito, la descrizione farà riferimento ad una scaffalatura, intendendo comunque che i principi del trovato si applicano anche per tavoli, lavelli od altro tipo di mobile assimilabile.
STATO DELLA TECNICA
Sono note le scaffalature comprendenti una pluralità di montanti atti a supportare ripiani fissati tramite elementi di montaggio, o giunti, che rendono l'accoppiamento non definitivo.
Tra i vari tipi di giunto attualmente impiegati è noto quello comprendente un corpo principale, associabile ad un angolo del ripiano e definente un foro passante troncoconico convergente verso l'alto, ed una bussola atta a cooperare con un montante dotato di una pluralità di scanalature circonferenziali.
Tale bussola è internamente provvista di un risalto atto a cooperare con una di dette scanalature circonferenziali per vincolare il ripiano al montante ad una prestabilita altezza di quest'ultimo.
Un primo inconveniente di questo tipo di scaffalatura è dato dal fatto che i ripiani possono essere montati soltanto ad altezze predefinite.
Inoltre, tale soluzione richiede montanti con particolari lavorazioni che vanno ad incidere in modo rilevante sul costo finale della scaffalatura e non consente l'utilizzo di tubi normali.
Queste scaffalature, inoltre, sono ampliabili soltanto secondo una configurazione rettilinea e, in genere, non consentono né di allineare tra loro i ripiani di due moduli contigui, ma ne consentono solo il posizionamento sfalsato, né di affiancare ortogonalmente due o più moduli condividendo almeno un montante.
L'ampliamento successivo della scaffalatura comporta la necessità di dissociare i montanti terminali dai relativi giunti, ciò determinando ingenti perdite di tempo e difficoltà operative nel caso di ripiani carichi. Lo stesso avviene nel caso in cui un modulo debba essere separato da una scaffalatura esistente.
I giunti impiegati, inoltre, non consentono di ottenere scaffalature solide e stabili, ed in caso di vibrazioni sufficientemente elevate, è possibile che i montanti si allentino e si dissocino dal rispettivo giunto, con ovvie e pericolose conseguenze.
Ancora, i ripiani delle scaffalature note sono di difficile realizzazione, soprattutto per quanto riguarda la formazione degli spigoli che richiede complicate operazioni di piegatura della lamiera, oppure l'impiego di angolari di rinforzo.
In corrispondenza di tali spigoli, inoltre, la lamiera può risultare tagliente e quindi molto pericolosa per gli utenti.
Per risolvere questi inconvenienti e per ottenere ulteriori vantaggi, la Richiedente ha studiato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nella rivendicazione principale, le rivendicazioni secondarie espongono altre caratteristiche del trovato.
Uno scopo del presente trovato è quello di realizzare una scaffalatura modulare semplice e veloce da montare, molto stabile e sicura, ampliabile e modificabile in qualsiasi momento, in tempi brevi e secondo varie direzioni.
Altro scopo del trovato è quello di realizzare una scaffalatura modulare in cui i vari ripiani sono collocabili ad una qualsiasi altezza, sono allineabili uno all'altro orizzontalmente ed in cui i montanti possano essere costituiti da tubi normali semplicemente tagliati a misura.
Ulteriore scopo del trovato è quello di fornire una scaffalatura modulare in cui i ripiani non richiedono particolari e costose lavorazioni meccaniche per la loro realizzazione.
In accordo con tali scopi una scaffalatura modulare secondo il trovato comprende una pluralità di ripiani dotati di una faccia superiore, definente un piano di appoggio, e facce laterali rivolte verso il basso. Tali ripiani sono atti ad essere accoppiati a relativi montanti tramite mezzi di montaggio, ciascuno atto a cooperare con un rispettivo angolo degli stessi ripiani.
Secondo una caratteristica del presente trovato, tali mezzi di montaggio comprendono almeno un giunto atto a cooperare con una parte interna del ripiano ed almeno un controgiunto atto a cooperare con una parte esterna del ripiano.
Tale giunto ed il rispettivo controgiunto sono atti ad essere collegati tra loro, mediante mezzi di accoppiamento, attraverso almeno una apertura prevista in corrispondenza di un angolo del ripiano. Tali mezzi di accoppiamento sono atti ad avvicinare tra loro il giunto ed il controgiunto per ammorsare definiti tratti delle facce laterali del ripiano e bloccare quindi tali mezzi di montaggio all'angolo dello stesso ripiano.
In una soluzione del trovato, l'apertura prevista sul ripiano è definita superiormente da uno spigolo della sua faccia superiore e lateralmente da due lembi ripiegati verso l'interno delle sue facce laterali.
Secondo un'altra caratteristica del presente trovato, sono previsti diversi tipi di giunto e diversi tipi di controgiunto utilizzabili selettivamente in funzione della geometria della scaffalatura da realizzare con i vari moduli.
In particolare, l'utilizzo di uno o dell'altro giunto o controgiunto permette di accoppiare ripiani adiacenti in posizione allineata, oppure ortogonale, condividendo lo stesso o gli stessi montanti.
Secondo il trovato é anche previsto un controgiunto presentante una conformazione atta a definire lo spigolo di detto ripiano e quindi atto ad essere impiegato nei ripiani periferici della scaffalatura.
Un controgiunto di tipo differente può essere comunque utilizzato nei ripiani periferici nel caso si preveda un ampliamento successivo della scaffalatura.
Secondo un'ulteriore caratteristica del presente trovato, l'accoppiamento dei ripiani ai montanti avviene tramite uno specifico giunto dotato di un foro passante atto ad allinearsi con un corrispondente foro previsto sulla faccia superiore degli stessi ripiani per consentire l'inserimento di un rispettivo montante.
Secondo il trovato, agendo su opportuni mezzi di bloccaggio, il giunto è atto ad assumere una prima posizione bloccata in cui vincola stabilmente il ripiano al relativo montante ed una seconda posizione sbloccata in cui consente di regolare la posizione in altezza del ripiano lungo tale montante.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione della forma preferita di realizzazione, fornita a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni, in cui:
- la fig. 1 illustra una vista in pianta di una scaffalatura modulare secondo il trovato in una sua possibile configurazione di utilizzo;
- la fig. 2 illustra una vista laterale di fig.l; - la fig. 3 illustra in assonometria una vista dal basso del particolare A ingrandito di fig.l;
- la fig. 4 illustra una vista in esploso di fig.3; - la fig. 5 illustra una variante di fig.4;
- la fig. 6 illustra uno spigolo di un ripiano della scaffalatura secondo il trovato;
- le figg. 7, 8, 9, 10 e 11 illustrano, con uno spaccato e parzialmente in sezione, rispettivamente i particolari A, B, C, D ed E di fig.1;
- la fig. 12 illustra una variante di fig. 8;
- la fig. 13 illustra una vista laterale ingrandita di un particolare di fig: 12.
DESCRIZIONE DI UNA FORMA DI REALIZZAZIONE
PREFERENZIALE DEL TROVATO
Nelle figg.l e 2 è illustrata una scaffalatura 10 comprendente una pluralità di ripiani lla-llc accoppiati ad una pluralità di montanti 12 tramite elementi di montaggio 13.
Gli elementi di montaggio 13 sono costituiti da diverse tipologie di giunti 21-23 e coniugati controgiunti 31-34 utilizzabili selettivamente in funzione della geometria di reciproco assemblaggio fra i vari ripiani lla-llc ed in relazione al bloccaggio degli stessi ai relativi montanti 12.
In particolare, il giunto 21 viene impiegato nei vari ripiani lla-llc direttamente fissati ad un montante 12, mentre i giunti 22 e 23 vengono impiegati nei ripiani lla-llc, adiacenti ad altri ripiani e che non vengono direttamente fissati ad un montante 12 ma semplicemente lo condividono.
I giunti 22 vengono impiegati nei ripiani lla-llb con spigolo a 90° mentre i giunti 23 vengono impiegati in ripiani Ile con spigolo a 45°.
I vari controgiunti 31-34 vengono impiegati in funzione del tipo di geometria di assemblaggio eseguita tra i vari moduli.
In particolare, come si vedrà meglio in seguito, il controgiunto 31 realizza lo spigolo a 90° di un modulo periferico (fig.7), il controgiunto 32 realizza un collegamento tra due ripiani adiacenti a 180° (fig.8), il controgiunto 33 realizza un collegamento fra tre ripiani a 270° (fig.9) ed il controgiunto 34 realizza un collegamento fra quattro ripiani a 360° (fig.10).
Nel caso di specie, i ripiani Ila hanno forma rettangolare, quelli llb quadrata e quelli Ile triangolare.
E' ovvio che le considerazioni che seguono sono valide anche per ripiani di conformazione diversa da quella illustrata, e che i ripiani possono essere allo stesso modo lisci, forati, grigliati, in metallo, in plastica, ecc.
I montanti 12 sono costituiti da comuni tubolari metallici, ad esempio in acciaio inossidabile, tagliati a misura in funzione del tipo di applicazione.
Nel caso di specie, i ripiani lla-llc sono ottenuti per piegatura di un foglio di lamiera, ad esempio di acciaio inossidabile.
Come illustrato in fig.6, ogni ripiano lla-llc comprende una faccia superiore 14, avente funzione di piano di appoggio, facce laterali 15 ortogonali a tale faccia superiore 14 e rivolte verso il basso ed un bordo perimetrale inferiore 16 ripiegato verso 1'interno.
Secondo il trovato, in corrispondenza dei quattro angoli le facce laterali 15 sono ripiegate verso l'interno a definire due lembi 18, di larghezza sostanzialmente uguale a quella del bordo 16; tali lembi 18 definiscono, in cooperazione con uno spigolo smussato della faccia superiore 14, una apertura 19 atta ad alloggiare, come nel seguito meglio spiegato, una definita parte dei detti controgiunti 31-34.
Come detto, gli elementi di montaggio 13 comprendono, nel caso di specie, tre tipi diversi di giunto e quattro tipi diversi di controgiunto.
Il giunto 21 è illustrato nelle figg.3-5 e 7-11, il giunto 22 è illustrato nelle figg.8-10 ed il giunto 23 è illustrato in fig.ll.
I vari tipi di controgiunto sono illustrati, rispettivamente, il primo 31 nelle figg.3-5 e 7, il secondo 32 nelle figg.8 e 11, il terzo 33 in fig.9 ed il quarto 34 in fig.10.
I giunti 21, 22 e 23 sono atti ad essere associati all'interno di ogni ripiano lla-llc in corrispondenza di un rispettivo angolo, mentre i controgiunti 31, 32, 33 e 34 sono atti ad essere associati all'esterno di tale angolo in corrispondenza di detta apertura 19.
Come illustrato in fig.4, il giunto 21 è dotato di due superfici laterali 26 e 27 contigue atte ad accoppiarsi alle facce laterali interne 15 dei ripiani lla-llc. Sullo spigolo definito da dette superfici laterali 26 e 27 è ricavata una scanalatura 28 atta a cooperare con detti lembi 18. II giunto 21 è dotato, in posizione sostanzialmente centrale, di un foro passante 20 nel quale è inseribile e bloccabile un rispettivo montante 12. Tale foro passante 20 è atto ad allinearsi con un rispettivo foro 17 ricavato in corrispondenza di un angolo dei ripiani lla-llc.
La superficie laterale 26 del giunto 21 è dotata di una feritoia verticale 24 che lo rende elasticamente deformabile sì da consentirne bloccaggio al montante 12.
Tale bloccaggio viene ottenuto per interferenza serrando una vite di bloccaggio 25, disposta tangenziale rispetto al foro 20, e passante da parte a parte tale feritoia 24.
II sistema di bloccaggio al montante 12 così descritto, oltre ad essere molto stabile e sicuro, consente di montare i ripiani lla-llc a qualsiasi altezza, di allineare orizzontalmente ripiani di moduli diversi e di impiegare montanti 12 costituiti da comuni tubi metallici.
Secondo il trovato, la scanalatura 28 ed il foro 20 comunicano tra loro attraverso un foro passante orizzontale 29 nel quale è inseribile una vite 30. II controgiunto 31 presenta una conformazione a prisma con base pentagonale atta ad alloggiare nell'apertura 19 dei ripiani lla-llc.
Tale prisma presenta due facce laterali, 43 e 45, atte a cooperare con i lembi 18, ed una faccia frontale di unione 44, di raccordo per dette facce contrapposte, atta a cooperare la scanalatura 28. Tale faccia di unione 44 è dotata di un foro filettato 35 nel quale è atta ad essere serrata la vite 30 .
Nel caso di specie, il serraggio della vite 30 è facilitato dalla presenza di un foro passante 36 ricavato sul giunto 21 in una posizione allineata al foro 29 secondo un asse parallelo alla faccia superiore 14, attraverso il quale è possibile inserire un opportuno utensile di avvitamento.
II serraggio della vite 30 determina l'avvicinamento del controgiunto 31 al giunto 21 e, di conseguenza, il bloccaggio dell'elemento di montaggio 13 al ripiano lla-llc.
Quando la vite 30 è completamente avvitata, infatti, i movimenti dell'elemento di montaggio 13 sono impediti, in senso verticale, dalla faccia superiore 14 e dal bordo perimetrale inferiore 16 e, in senso orizzontale, dai lembi 18.
Come illustrato in fig.3, in posizione montata il controgiunto 31 funge da spigolo per il relativo ripiano lla-llc consentendo sia di evitare laboriose operazioni di piegatura per realizzare gli angoli, sia di evitare la presenza di spigoli taglienti.
In fig.5 è illustrata una variante in cui il giunto 21 è dotato, al posto del foro 29, di una apertura 37 atta ad accogliere per sostanziale accoppiamento di forma una coniugata sporgenza 38 ricavata sulla faccia di unione 44 del controgiunto 31.
La sporgenza 38 è dotata di un foro filettato 40 verticale atto ad allinearsi con un foro 41 previsto in una posizione corrispondente sul giunto 21.
In tali fori 40 e 41 allineati secondo un asse ortogonale alla faccia superiore 14 è atta ad essere inserita una vite 42 di bloccaggio reciproco.
Un'ulteriore variante, non illustrata, prevede, in alternativa al foro 40, una cavità presentante la parete di fondo inclinata verso l'interno del ripiano lla-llc.
In questo modo, il serraggio della vite 42 nel foro 41, determina l'interferenza della punta della stessa vite 42 con la parete di fondo inclinata dell'apertura e, di conseguenza, l'avvicinamento del controgiunto 31 al giunto 21. Secondo un'ulteriore variante, tra la punta della vite 42 e la parete di fondo inclinata è previsto un elemento antiusura atto a scorrere su tale parete di fondo inclinata. Le varianti sopraindicate consentono di vincolare il controgiunto 31 al giunto 21, e quindi di bloccare il ripiano lla-llc al montante 12, anche con il montante 12 inserito nel foro 20, agendo dal sotto del ripiano stesso.
I giunti 21-23 sono intercambiabili tra loro in guanto sono tutti caratterizzati dal fatto di avere due superfici laterali 26 e 27 accoppiabili con le facce laterali 15 dei ripiani lla-llc, una scanalatura 28 accoppiabile con i lembi 18 degli stessi ripiani lla-llc ed un foro passante 29 atto ad accogliere una vite 30.
Anche i controgiunti 31-34, sono intercambiabili tra loro in quanto presentano tutti facce laterali, 43 e 45, accoppiabili con i lembi 18, una faccia frontale di unione 44 accoppiabile con una rispettiva scanalatura 28 e fori filettati 35 per il serraggio delle viti 30.
II controgiunto 32, come illustrato in fig.8, copre un angolo di 180° e presenta due fori filettati 35 ortogonali tra loro per l'inserimento ed il bloccaggio di due viti 30 di due ripiani Ila adiacenti ed allineati.
II controgiunto 33, come illustrato in fig.9, copre un angolo di 270° e presenta tre fori filettati 35 ortogonali tra loro per l'assemblaggio di tre ripiani Ila complanari ed allineati utilizzando soltanto due montanti 12 in comune.
II controgiunto 34, come illustrato in fig.10, copre un angolo di 360° e presenta quattro fori filettati 35 ortogonali tra loro per l'assemblaggio di quattro ripiani Ila complanari ed allineati utilizzando soltanto due montanti 12 in comune.
La scaffalatura 10 secondo il trovato consente pertanto sia di risparmiare nell'utilizzo di montanti 12 sia di realizzare numerose configurazioni di utilizzo modificabili e/o ampliabili in qualsiasi momento ed in tempi brevissimi.
La scaffalatura 10 secondo il trovato consente anche di montare i ripiani lla-llc sfalsati tra loro sostituendo il controgiunto e/o il relativo giunto. Secondo una variante, è anche possibile montare direttamente controgiunti 32, 33 o 34 anche nei ripiani d'angolo di moduli periferici per consentire di ampliare la scaffalatura 10 senza intervenire sugli elementi di montaggio 13 già assemblati.
In questa variante possono anche essere previsti elementi di copertura atti a nascondere tali controgiunti 32, 33 o 34 predisposti per l'ampliamento, sì da migliorare l'estetica e la sicurezza della scaffalatura 10.
La variante illustrata nelle figg. 12 e 13 illustra il caso in cui si voglia ampliare in un secondo tempo una scaffalatura secondo una configurazione rettilinea aggiungendo un nuovo modulo.
In questo caso, un controgiunto 31 di un modulo già assemblato, ad esempio quello di destra, presenta integralmente un dente di aggancio 46, nel caso di specie a "T", sporgente verso l'esterno, il quale copre una parte dell'altezza del relativo controgiunto 31 a partire dal suo bordo inferiore. Una piastrina di copertura 47, che viene associata a detto controgiunto 31, presenta due sedi interne affiancate, rispettivamente 48a e 48b, di forma’ coniugata alla forma di tale dente di aggancio 46, e copre un'estensione di 180°.
Di tali due sedi 48a, 48b, la sede 48a è occupata dal dente 46, mentre la sede 48b è inizialmente libera.
Quando si rende necessario affiancare un nuovo modulo a quello preesistente, tale nuovo modulo viene predisposto separatamente, ed inserito montato facendo cooperare il dente di aggancio 46 presente nel relativo controgiunto 31 con la sede 48b presente nella piastrina 47.
Poiché il dente di aggancio 46 del nuovo modulo è ricavato speculare rispetto al dente 46 del modulo preesistente, cioè si estende dal bordo superiore del controgiunto 31 per un tratto che non raggiunge il suo bordo inferiore, l'inserimento di tale nuovo modulo può avvenire dall'alto fino a che detto dente 46 va in battuta contro il fondo della sede 48b.
In questo modo si ottiene un facile ampliamento rettilineo della scaffalatura 10, garantendo al contempo uno stabile collegamento strutturale assicurato dalla presenza della piastrina 47.
Secondo una variante, non illustrata, le viti 30 sono atte ad essere inserite dall'esterno sui controgiunti 31 ed essere serrate sui giunti 21 e 22; in questo caso, la piastrina 47 ha anche la funzione di coprire dall'esterno la testa di dette viti 30.
E1 ovvio comunque che alle soluzioni fin qui illustrate possono essere apportate modifiche od aggiunte di parti, senza per questo uscire dall'ambito del trovato.
I giunti 21-23 possono ad esempio essere dotati di estensioni laterali atte a cooperare con una parte sostanziale della lunghezza delle facce laterali 15 dei ripiani lla-llc.
Ancora, l'accoppiamento tra i giunti 21-23 ed i controgiunti 31-34 può anche essere eseguito con sistemi diversi da quelli illustrati come, ad esempio, tramite elementi di accoppiamento maschiofemmina.
Inoltre, la sezione dei montanti 12 può anche essere ovale, poligonale o mista ed il foro 20 dei giunti 21 presentare una conformazione correlata a detta sezione.
Tale scaffalatura può anche prevedere l'utilizzo di sistemi di ancoraggio ai montanti 12 più semplificati rispetto a quelli descritti, nel qual caso il giunto 21 può presentare un foro troncoconico ed essere associato ad una bussola di bloccaggio, la quale è idonea a cooperare con un montante scanalato, come è noto nella tecnica.
In questo caso, il giunto 21 può non presentare la scanalatura 24 e non richiedere l'inserimento della vite di bloccaggio 25.
E' anche ovvio che, sebbene la descrizione faccia riferimento ad un esempio specifico, un esperto del settore potrà senz'altro realizzare molte altre forme equivalenti di scaffalatura modulare, tutte rientranti nell'oggetto del presente trovato.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1 - Scaffalatura modulare comprendente una pluralità di ripiani (lla-llc) dotati di una faccia superiore (14) definente un piano di appoggio e facce laterali (15) rivolte verso il basso, detti ripiani (lla-llc) essendo atti ad essere accoppiati a relativi montanti (12) tramite elementi di montaggio ciascuno atto a cooperare con un rispettivo angolo di detti ripiani (lla-llc), caratterizzata dal fatto che ciascuno di detti elementi di montaggio (13) comprende almeno un giunto (21-23) atto a cooperare con una parte interna di detto ripiano (lla-llb) ed almeno un controgiunto (31-34) atto a cooperare con una parte esterna dello stesso ripiano (lla-llb), mezzi di accoppiamento essendo atti a collegare uno selezionato fra detti giunti (21-23) ad uno selezionato fra detti controgiunti (31-34) attraverso almeno una apertura (19) prevista in corrispondenza di detto angolo, detti mezzi di accoppiamento essendo atti ad ammorsare tra loro definiti tratti (18) di dette facce laterali (15). 2 - Scaffalatura come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti giunti (21-23) comprendono almeno un primo giunto (21) atto ad essere impiegato nei ripiani (lla-llc) direttamente fissati ad un relativo montante (12). 3 - Scaffalatura come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti giunti (21-23) comprendono un secondo giunto (22) atto ad essere impiegato nei ripiani non direttamente collegati ad un montante (12) ed aventi spigolo a 90°, ed un terzo giunto (23) atto ad essere impiegato nei ripiani non direttamente collegati ad un montante (12) ed aventi spigolo minore di 90°. 4 - Scaffalatura come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti controgiunti (31-34) comprendono un primo controgiunto (31) atto a realizzare lo spigolo a 90° di un modulo periferico, un secondo controgiunto (32) atto a collegare due ripiani adiacenti a 180°, un terzo controgiunto (33) atto a collegare tre ripiani adiacenti a 270° ed un quarto controgiunto (34) atto a collegare quattro ripiani adiacenti a 360°. 5 - Scaffalatura come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta apertura (19) è definita superiormente da uno spigolo di detta faccia superiore (14) e lateralmente da due lembi (18) ripiegati verso l'interno di dette facce laterali (15), detti lembi (18) essendo atti ad essere ammorsati fra uno di detti giunti (21-23) ed uno di detti controgiunti (31-34). 6 - Scaffalatura come alla rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di accoppiamento comprendono almeno una vite (30) atta ad essere inserita e serrata in fori (29,35 e 40,41) previsti in posizioni corrispondenti su detto giunto (21-23) e sul relativo controgiunto (31-34). 7 - Scaffalatura come alla rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti fori allineati (29,35) presentano asse parallelo alla faccia superiore (14). 8 - Scaffalatura come alla rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti fori allineati (40,41) presentano asse ortogonale a detta faccia superiore (14). 9 - Scaffalatura come alla rivendicazione 4 e 6, caratterizzata dal fatto che detti controgiunti (31, 32, 33 e 34) presentano rispettivamente uno, due, tre, e quattro fori (35,41) per l'inserimento di viti (30) dì rispettivi ripiani (lla-llc). 10 - Scaffalatura come alla rivendicazione 2, caratterizzata dal fatto che detto primo giunto (21) è dotato di un foro passante (20) atto ad allinearsi con un corrispondente foro (17) previsto su detta faccia superiore (14) ed entro il quale è atto ad essere inserito e bloccato un rispettivo montante (12), detto giunto (21) presentando una prima posizione bloccata in cui è vincolato a detto montante (12). 11 - Scaffalatura come alla rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che detto primo giunto (21) è dotato di una feritoia verticale (24) che lo rende elasticamente deformabile ed atta ad essere attraversata da mezzi di bloccaggio (25) in posizione tangenziale rispetto a detto foro (20). 12 - Scaffalatura modulare come alla rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detto controgiunto (31) presenta un dente di aggancio (46), sporgente esternamente, atto a cooperare con una piastrina (47) di collegamento e copertura, detta piastrina (47) presentando una prima sede (48a) atta ad alloggiare detto dente di aggancio (46) ed. una seconda sede (48b), affiancata alla prima, atta ad alloggiare il dente di aggancio (46) del controgiunto (31) di un modulo adiacente della scaffalatura aggiunto successivamente. 13 - Scaffalatura modulare, sostanzialmente come descritta con riferimento agli annessi disegni.
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