ITVB20060001A1 - Ausilio alla coltivazione di piante in vaso - Google Patents

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ITVB20060001A1
ITVB20060001A1 ITVB20060001A ITVB20060001A1 IT VB20060001 A1 ITVB20060001 A1 IT VB20060001A1 IT VB20060001 A ITVB20060001 A IT VB20060001A IT VB20060001 A1 ITVB20060001 A1 IT VB20060001A1
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bag
draining
riv
water
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Attilio Mileto
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Attilio Mileto
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    • AHUMAN NECESSITIES
    • A01AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
    • A01GHORTICULTURE; CULTIVATION OF VEGETABLES, FLOWERS, RICE, FRUIT, VINES, HOPS OR SEAWEED; FORESTRY; WATERING
    • A01G9/00Cultivation in receptacles, forcing-frames or greenhouses; Edging for beds, lawn or the like
    • A01G9/02Receptacles, e.g. flower-pots or boxes; Glasses for cultivating flowers
    • AHUMAN NECESSITIES
    • A01AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
    • A01GHORTICULTURE; CULTIVATION OF VEGETABLES, FLOWERS, RICE, FRUIT, VINES, HOPS OR SEAWEED; FORESTRY; WATERING
    • A01G27/00Self-acting watering devices, e.g. for flower-pots
    • A01G27/04Self-acting watering devices, e.g. for flower-pots using wicks or the like

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Description

AUSILIO ALLA COLTIVAZIONE DI PIANTE VIVE ALLEVATE IN VASO O
CASSETTA
La presente invenzione ha per oggetto un dispositivo (di seguito denominato “sacca verde”) utilizzabile per la coltivazione di piante coltivate in vasi, contenitori o cassette.
STATO DELLA TECNICA
E' noto che perché una pianta coltivata in vaso cresca rigogliosa il terrìccio deve essere ben drenato.
Le tecniche normalmente utilizzate per garantire il drenaggio del terriccio consistono nei disporre alcuni cocci di terracotta sopra il foro o i fori di scolo presenti nella parte inferiore del contenitore, e nel ricoprirli con uno strato drenante, di spessore variabile tra i 2 e i 5 cm., costituito di sassolini, oppure ciottoli di fiume, granuli di perlite, granuli di vermiculite, foglie di leccio o quanfaltro.
Questo strato drenante viene poi ricoperto da un setto o strato filtrante costituito da una rete in nylon, oppure da un velo di lana di vetro, o da un qualsivoglia materiale in grado di ritardare l'occlusione dello strato drenante e del foro di scolo ad opera delle particelle di terrìccio, veicolate verso il basso dall'acqua di innaffiatura e dalla forza di gravità.
Infine, prima di procedere a posizionare la pianta, è consigliabile sovrapporre uno strato di fertilizzante organico e uno strato di terriccio alleggerito con sabbia, al fine di migliorare le prestazioni dello strato drenante sottostante.
Si tratta quindi di realizzare un vero e proprio "cocktail" drenante, la cui composizione e corretta realizzazione non è a conoscenza né alla portata di chiunque.
Infatti l'esecuzione di tutte queste operazioni, il reperimento di materiali cosi eterogenei, il loro immagazzinamento all'interno delle abitazioni, costituiscono spesso ostacoli difficili da superare per persone di media o scarsa capacità manuale, con poca disponibilità di spazio, di tempo o con limitato interesse all'esecuzione di lavori di giardinaggio. Inoltre la realizzazione del complesso drenante richiede una certa perìzia. Infatti, dopo avere reperito tutti i materiali necessari, occorre prepararli e adattarli all'uso. I cocci di terracotta vanno spezzati secondo le dimensioni del foro di scolo, la rete antiocciusione va ritagliata secondo la dimensione del vaso, ma lasciando una certa abbondanza che risalga la parete del vaso, per impedire che il terrìccio si infiltri comunque, annullando la funzione del filtro stesso e, in definitiva, dell'intero sistema drenante.
La realizzazione del complesso drenante risulta ancor più complicata nel caso in cui la pianta, a causa delle sue aumentate dimensioni, o di intasamento del sistema drenante o per altro motivo, debba essere rinvasata. Infatti in della superficie porosa e scabra aderiscono tenacemente alle terminazioni radicali.
• Energetici: gettare nella pattumiera il materiale drenante artificiale, non recuperabile, rappresenta uno spreco in termini energetici, in quanto la produzione di questi materiali è possibile unicamente in impianti industriali die utilizzano immense quantità di combustibile (forni rotativi). La necessità di riacquistarlo, gonfiando la domanda al di fuori deH’ambito edilizio, spinge il settore alla produzione di quantitativi in eccesso rispetto alle effettive necessità.
Ecologici: buttare nell'immondizia ghiaia o ciottoli naturali, materiale prelevato da cave o alvei fluviali, rappresenta uno spreco ecologico. Le cave di materiali lapidei si esauriscono, gli alvei fluviali vengono depredati e aprono la strade ad inondazioni sempre più distruttive. Evitare che la quota di materiale assorbito dal mercato florovivaistico, per quanto ridotta, possa aggravare il bilancio ecologico del pianeta, è un traguardo raggiungibile tramite la diffusione della “sacca verde” a livello mondiale
ULTERIORI VANTAGGI DERIVANTI DALL’USO DELL’INVENZIONE.
L'utilizzo della “sacca verde" di tipo “α”, “β” e γ” (secondo descrizione contenta nei successivi paragrafi) comporta i seguenti vantaggi:
• Nel punto vendita, piante pronto all'uso grazie alla “sacca verde”. L'utilizzo generalizzato fa diminuire drasticamente percentuali di mortalità, e permette di consegnare agli acquirenti piante pronte all'uso, evitando il forzato travaso in vasi da appartamento. Infatti i contenitori da vivaio non garantiscono corrette condizioni di vita all'apparato radicale: drenaggio inesistente, radici a bagno nell'acqua del sottovaso, ossigenazione nulla, temperatura eccessiva, fuoriuscita di particelle di terrìccio dai fori di drenaggio, tutte condizioni che creano freni all’acquisto di piante vive, comprimendo i consumi in modo artificioso.
• L'acqua è immagazzinata e mantenuta alla profondità utile per le piante, impedendo che si perda nel sottovaso o sul pavimento;
• Evita ristagni nel sottovaso, che su balconi e terrazzi può trasformarsi in ricettacolo di larve di insetti.
• nel caso di contenitori sprovvisti di fori di drenaggio la “sacca verde” assorbe liquidi in eccesso ed evita ristagni nocivi.
• La “sacca verde” assorbe qualsiasi elemento chimico che sia stato aggiunto all'acqua. Trattiene pertanto le soluzioni fertilizzanti, battericide, fungicide ecc. e le restituisce alle radici secondo il fabbisogno della pianta. Evita che queste sostanze raggiungano il sottovaso e vi ristagnino. Così gli animali domestici non possono bere accidentalmente acqua contaminata.
In serra la “sacca verde” permette di ridurre le innaffiature, evita necessità di recupero dell'acqua di irrigazione, mantiene livello ottimale di fertilizzante in ciascun vaso senza utilizzare concimi liquidi, che si riversano nelle reti fognarie o negli strati profondi del terreno, inquinando prima le falde acquifere e poi fiumi, laghi e mari.
La “sacca verde” si presta ad essere utilizzata a partire dalla fase di produzione in vivaio, per la facilità con la quale può essere inserito nei contenitori, anche in presenza di operazioni automatizzate.
In serra la “sacca verde” evita necessità di mantenere costantemente umida la base dei contenitori, evitando il conseguente dispendio idrico causato dall'evaporazione.
La “sacca verde” resiste alle temperature estreme: da -30°C a 120°C; resiste al gelo, e può essere utilizzato in altitudine;
La fettuccia in materiale plastico, che protegge la cucitura perimetrale della “sacca verde”, aiuta a localizzare il punto di contatto tra il drenaggio e il pane di terriccio, anche nel caso in cui lo sviluppo radicale abbia foderato l'interno del vaso. Grazie alla presenza dell’apposito lembo, basterà esercitare una modesta trazione per separare la “sacca verde" dal pane di terriccio e dalle radici, senza alcun danno per la pianta.
Al momento del rinvaso, l'efficacia della funzione nutritiva potrà essere reintegrata semplicemente aprendo la tasca del fertilizzante (dotata di cerniera in velcro o similare), e sostituendone il contenuto;
Nel punto vendita, piante pronto all'uso grazie alla “sacca verde”. L'utilizzo generalizzato fa diminuire drasticamente percentuali di mortalità, e permette di consegnare agli acquirenti piante pronte all'uso, evitando il forzato travaso in vasi da appartamento. Infatti i contenitori da vivaio non garantiscono corrette condizioni di vita all'apparato radicale: drenaggio inesistente, radici a bagno nell'acqua del sottovaso, ossigenazione nulla, temperatura eccessiva, fuoriuscita di particelle di terriccio dai fori di drenaggio, tutte condizioni che creano freni all’acquisto di piante vive, comprimendo i consumi in modo artificioso.
L'acqua è immagazzinata e mantenuta alla profondità utile per le piante, impedendo che si perda nel sottovaso o sul pavimento;
Evita ristagni nel sottovaso, che su balconi e terrazzi può trasformarsi in ricettacolo di larve di insetti. In particolare l’uso delia “sacca verde” evita il formarsi di condizioni propizie alla riproduzione di insetti emofiliaci (zanzara); La “sacca verde” assorbe qualsiasi elemento chimico che sia stato aggiunto all'acqua. Trattiene pertanto le soluzioni fertilizzanti, battericide, funghicide ecc. e le restituisce alle radici secondo il fabbisogno della pianta. Evita che queste sostanze raggiungano il sottovaso e vi ristagnino. Così gli animali domestici non possono bere accidentalmente acqua contaminata.
L'utilizzo della “sacca verde” di tipo “ δ ” comporta i seguenti vantaggi, che si assommano a quelli sopra elencati:
• La “sacca verde “ di tipo “δ” , se utilizzata in abbinamento ad un vaso opportunamente predisposto (il quale sarà oggetto di separata richiesta di protezione brevettale), permette la reintegrazione della funzioné nutritiva in ogni momento, operando sulla parte inferiore del vaso stesso: aprendo la tasca del fertilizzante, e sostituendone il contenuto, si assicurerà il fabbisogno nutritivo della pianta per l’intero anno successivo;
• La “sacca verde” di tipo “δ<*>facilitata l’estrazione del pane di terriccio, anche da vasi a superficie scabra o irregolare, grazie all'involucro che ricopre senza soluzione di continuità il pane di terra. In occasione di rinvasi, non sarà necessario sottoporre il vaso a martellate e scuotimenti potenzialmente dannosi.
• La “sacca verde” di tipo “δ” riduce necessità di annaffiature: una bagnatura abbondante ogni 7 / 10 giorni sarà sufficiente per la maggior parte delle piante da appartamento, e sino a 14 le piante mantengono condizioni vitali ottimali.
• In serra, come in casa, la “sacca verde” di tipo “δ” avvolge completamente il pane di terriccio con un vero e proprio "materasso d'acqua", che protegge l'apparato radicale dalle temperature eccessivamente elevate, o troppo rìgide.
• Gonfiandosi e contraendosi, per effetto strettamente meccanico, la “sacca verde” di tipo “δ" provoca un effetto benefico di rimozione del terreno, aerandolo e arricchendolo di ossigeno in continuazione.
• La “sacca verde” di tipo “δ” ricopre completamente la superficie interna dei vasi in cotto, riducendo la formazione di macchie di salnitro sulla superficie esterna, con risultati estetici apprezzabili.
DISEGNI
Per una migliore comprensione dell'invenzione ne vengono qui di seguito descritti alcuni esempi di realizzazione, a carattere non limitativo, facenti riferimento ai disegni annessi, die mostrano:
Le Figg.lA e 1B: viste in prospettiva e in sezione di un primo esempio preferito di realizzazione dell'invenzione (tipologia a);
La Fig.lC: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.lA e 1B correttamente inserita;
Le Figg.2A e 2B: viste in prospettiva e in sezione di un secondo esempio di realizzazione dell'invenzione
La Fig.2C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.2A e 2B correttamente inserita;
Le Figg.3A e 3B: viste in prospettiva e in sezione di un terzo esempio di realizzazione dell'invenzione (tipologia γ).
La Fig.3C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.3A e 3B correttamente inserita;
Le Figg.4A e 4B: viste in prospettiva di un quarto esempio di realizzazione dell'invenzione (tipologia δ).
La Fig.4C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.4A e 4B correttamente inserita;
ESEMPI PREFERITI DI REALIZZAZIONE DELL'INVENZIONE
Le Figg.lA e 1B rappresentano in prospettiva e in sezione un primo esempio preferito di realizzazione dell'invenzione, implementante la stessa nelle sue caratteristiche strettamente essenziali.
Secondo tale esempio la "sacca verde tipo a” è costituita da un involucro "A” realizzato in panno di materiale tessile o geotessile o non tessuto, e il cui contenuto “B” è costituito da materiale drenoassorbente (sotto forma di cristalli di poliacrìlamide - acetato di sodio (poliacrilamyde polymers) o altro materiale con caratteristiche equivalenti), oppure da materiale drenante (sotto forma di granuli in plastica, argilla espansa, polistirolo espanso, perlite, vermiculite, ecc., oppure di sabbia, ghiaia o ciotoli di fiume, o ancora sotto forma di cocci di terracotta o pietra pomice o altro materiale equivalente).
La “sacca verde" di tipo “a" è realizzata tramite accoppiamento di due strati di panno in materiale tessile o geotessile o non tessuto, cuciti o termosaldati o termoincollati, in modo da creare una sorta di trapuntatura, al cui interno sono così mantenuti i materiali drenoassorbenti o drenanti.
La funzione dei cristalli di poliacrìlamide, è quella di accumulare una riserva idrica, in quanto a contatto con acqua questo materiale aumenta lentamente il proprio volume, arrivando ad assorbire, nell’arco di circa sessanta minuti, sino a 450 volte il proprio peso in acqua.
Raggiunto il limite dì imbibizione, l'aspetto e il comportamento dei cristalli di poliacrìlamide muta radicalmente: la massa idratata assume un aspetto gelatinoso, sebbene i singoli cristalli restino comunque separati tra loro, e l’acqua ancora circolante viene respinta, e lasciata libera di percolare per gravità negli strati sottostanti. Tale comportamento mutageno, caratteristico di tale materiale, gli conferisce caratteristiche di "drenoassorbente” sintetico che il dispositivo adeguatamente sfrutta e valorizza.
L'acqua così accumulata viene poi rilasciata gradualmente, in funzione del fabbisogno della pianta ospite e del suo apparato radicale, che si trova a contatto con i cristalli di poliacrìlamide, ma che attraverso l'involucro in geotes La Fig.2C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.2A e 2B correttamente inserita;
Le Figg.3A e 3B: viste in prospettiva e in sezione di un terzo esempio di realizzazione dell'invenzione (tipologia γ).
La Fig.3C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.3A e 3B correttamente inserita;
Le Figg.4A e 4B: viste in prospettiva di un quarto esempio di realizzazione dell'invenzione (tipologia δ).
La Fig.4C: vista in sezione di un vaso con la sacca di Figg.4A e 4B correttamente inserita;
ESEMPI PREFERITI DI REALIZZAZIONE DELL'INVENZIONE
Le Figg.lA e 1B rappresentano in prospettiva e in sezione un primo esempio preferito di realizzazione dell'invenzione, implementante la stessa nelle sue caratteristiche strettamente essenziali.
Secondo tale esempio la “sacca verde tipo a” è costituita da un involucro “A” realizzato in panno di materiale tessile o geotessile o non tessuto, e il cui contenuto “B” è costituito da materiale drenoassorbente (sotto forma di cristalli di poiiacrìlamide - acetato di sodio (poliacrilamyde polymers) o altro materiale con caratteristiche equivalenti), oppure da materiale drenante (sotto forma di granuli in plastica, argilla espansa, polistirolo espanso, perlite, vermiculite, ecc., oppure di sabbia, ghiaia o ciotòli di fiume, o ancora sotto forma di cocci di terracotta o pietra pomice o altro materiale equivalente).
La “sacca verde” di tipo “a” è realizzata tramite accoppiamento di due strati di panno in materiale tessile o geotessile o non tessuto, cuciti o termosaldati o termoincollati, in modo da creare una sorta di trapuntatura, al cui interno sono così mantenuti i materiali drenoassorbenti o drenanti.
La funzione dei cristalli di poiiacrìlamide, è quella di accumulare una riserva idrica, in quanto a contatto con acqua questo materiale aumenta lentamente il proprio volume, arrivando ad assorbire, nell’arco di circa sessanta minuti, sino a 450 volte il proprio peso in acqua.
Raggiunto il limite di imbibizione, l’aspetto e il comportamento dei cristalli di poiiacrìlamide muta radicalmente: la massa idratata assume un aspetto gelatinoso, sebbene i singoli cristalli restino comunque separati tra loro, e l’acqua ancora circolante viene respinta, e lasciata libera di percolare per gravità negli strati sottostanti. Tale comportamento mutageno, caratteristico di tale materiale, gli conferisce caratteristiche di "drenoassorbente” sintetico che il dispositivo adeguatamente sfrutta e valori zza.
L'acqua così accumulata viene poi rilasciata gradualmente, in funzione del fabbisogno della pianta ospite e del suo apparato radicale, che si trova a contatto con i cristalli di poiiacrìlamide, ma che attraverso l'involucro in geotessuto ne resta fisicamente separato. I ‘‘cristalli d’acqua” sono reperibili sotto varie denominazioni commerciali (Water Crystals, Grain d’eau<®>, ecc.). I cristalli di poliacrilamide sono un prodotto puro, non tossico (controllato dall'Istituto Pasteur), e non comportano rìschi per gli animali;
Il panno in geotessile costituente l'involucro appena descrìtto (come possibile alternativa a materiali tessili o non tessuti), è reperìbile in commercio sotto vari nomi quali ad esempio Terram<e>, Polyfelt<®>, Stabilenka<®>ecc. Si tratta di un materiale permeabile ai liquidi, imputrescibile, atossico, resistente agli agenti chimici, inattaccabile da batteri, funghi, etc. I vantaggi derivanti dalla sua applicazione come involucro della “sacca verde” sono dovuti, oltre alla sua permeabilità all'acqua e alla sua imputrescibiiità, anche e soprattutto alla sua impenetrabilità da parte sia del terriccio, utilizzato come substrato dalla pianta ospite, sia delle terminazioni dell'apparato radicale.
Ciò comporta i seguenti notevoli vantaggi:
• perfetta e duratura separazione del materiale drenante, racchiuso nella sacca, dal terrìccio: il terrìccio manterrà pertanto la giusta composizione granulometrica, conservando caratteristiche fisico/chimiche ottimali;
• efficacia duratura del sistema drenante;
• grande semplificazione delle operazioni di rinvaso in quanto, non potendo l'apparato radicale della pianta penetrare all'interno del dispositivo, la separazione della “sacca verde” dal pane di terriccio risulta agevole, rapida e sicura, evitando ogni possibile compromissione degli apici radicali;
• possibilità di riutilizzare più volte la stessa “sacca verde” in successivi rinvasi.
La Fig.lC mostra in sezione trasversale un vaso con la “sacca verde” di Figg.lA e 1B correttamente inserita. L'involucro della sacca risulta, a motivo dell'estrema pieghevolezza e flessibilità del panno in geotessile, perfettamente aderente alle pareti della parte inferiore del vaso con il risvolto C che risale lungo la parete del vaso per impedire al terriccio di infiltrasi lateralmente lungo la parete.
Le Figg.2A e 2B rappresentano in prospettiva e in sezione un secondo esempio preferito di realizzazione dell'invenzione.
Secondo tale esempio la “sacca verde tipo p” è costituito ancora da un involucro “A” realizzato in panno di materiale geotessile e con contenuto B costituito da materiale drenante. Tuttavia la sacca presenta all'interno dell'involucro “A”, come caratteristica aggiuntiva, una tasca “D” di contorno circolare (in Fig.2A ne è mostrata a tratteggio la sezione) contenente materiale suscettibile di ritenzione ed accumulo idrico, quale ad esempio cristalli di poliacrilamide (descritti ai punto precedente), oppure granuli di argilla naturale, bentonite, torba, humus ecc.
La Fig.2C mostra in sezione trasversale un vaso con la “sacca verde tipo β ’ di Figg.2A e 2B correttamente inserita
Le Figg.3A e 3B rappresentano in prospettiva e in sezione un terzo esempio preferito di realizzazione dell'invenzione.
Rispetto al secondo esempio la "sacca verde tipo γ” presenta, oltre a una tasca D di forma anulare (contenente ancora materiale di accumulo idrico) una seconda tasca E di contorno circolare contenente un prodotto fertilizzante (organico o minerale) a lenta cessione (in Fig.3A è mostrata a tratteggio la sezione delle due tasche). Il tipo di nutriente potrà essere variato in base all'utilizzo previsto, ad es. per piante acidofile potrà essere prevista una tasca con fertilizzante a base compatibile.
La presenza di questa seconda tasca consente un effetto fertilizzante completo, di durata temporale sufficiente a soddisfare il fabbisogno nutritivo dell’intera stagione vegetativa (pari a sei - otto mesi), che potrà essere soddisfatto grazie ad una singola “sacca verde” del tipo appena descritto.
Al momento del rinvaso, l'efficacia della funzione nutritiva potrà essere reintegrata semplicemente aprendo la tasca del fertilizzante (dotata di cerniera in velcro o similare), e sostituendone il contenuto.
La Fig.3C mostra in sezione trasversale un vaso con la “sacca verde tipo Y" di Figg.3A e 3B correttamente inserita.
Come osservato in precedenza una “sacca verde” di tipo “α”, “β” e “γ”, secondo l'invenzione, deve essere di misura adeguata al contenitore. Ciò vuol dire che, volendo soddisfare il fabbisogno relativo ai vasi di forma troncoconica normalmente in commercio, occorrerà predisporre sacche drenanti di vario diametro (3 - 4 differenti misure), ogni misura potendosi adattare a vasi di dimensioni comprese entro un certo intervallo. Ad esempio una “sacca verde" di diametro 14 cm. potrà essere utilizzata in vasi con diametro interno pari a 12, 14, o 16 cm., una sacca di diametro 20 cm. in vasi da 18, 20 o 22 cm. e così via.
Le Fìgg.4A e 4B rappresentano in prospettiva e in sezione un quarto esempio preferito di realizzazione dell'invenzione, denominato “sacca verde tipo δ”
Rispetto agli esempi precedenti l'involucro “A” si prolunga in una falda di conformazione geometrica fioriforme, o altra forma da definire in funzione del vaso da equipaggiare, dotata di elementi strutturali in materiale plastico o vegetale. La struttura in questione può eventualmente ricoprire interamente il lato della sacca “A” destinato a restare a contatto con la parete del vaso entro il quale è inserita, al fine di mantenere l’equilibrio idrico del materiale drenoassorbente in essa contenuto; tale equilibrio potrebbe essere infatti compromesso se il contenitore è costituito da materiale poroso (terracotta, cemento, tufo ecc.).
La seconda tasca (E) è suscettibile di essere aperta e richiusa tramite una cerniera lampo o in velcro o altro sistema equivalente, e l’introduzione del materiale fertilizzante può essere eseguito dal basso, senza arrecare disturbo all’apparato radicale della pianta ospite, in quanto detta tasca è accessibile semplicemente estraendo l’intero pane di terriccio dal contenitore.
La Fig.4C mostra in sezione trasversale un vaso con la "sacca verde tipo δ ” di Figg.4A e 4B correttamente inserita.
La "sacca verde" di tipo "δ” , se utilizzata in abbinamento ad un vaso (F) opportunamente predisposto (il quale sarà oggetto di separata richiesta di protezione brevettale), permette la reintegrazione della funzione nutritiva in ogni momento, operando sulla parte inferiore del vaso stesso: aprendo la tasca del fertilizzante, e sostituendone il contenuto, si assicurerà il fabbisogno nutritivo della pianta per l’intero anno successivo;
La “sacca verde” di tipo "δ”, grazie alla struttura flessibile in materiale plastico o vegetale, si dischiude spontaneamente e può essere appoggiata sul contenitore, spinta verso il fondo e centrata sul foro di drenaggio o di ricarica del fertilizzante (se usato in abbinamento al vaso appena descritto). A questo punto si può completare l'operazione di invaso/rinvaso come d’abitudine.
E' evidente che agli esempi di realizzazione precedentemente descritti a titolo illustrativo e non limitativo, potranno essere apportate numerose modificazioni, adattamenti, varianti e sostituzioni di elementi con altri funzionalmente equivalenti, senza peraltro uscire dall'ambito di protezione delle seguenti rivendicazioni.

Claims (3)

  1. RIVENDICAZIONI 1 Ausilio alla coltivazione di piante coltivate in vaso 0 casseta, consistente in un dispositivo destinato ad essere posto sul fondo di un vaso o contenitore ad uso florovivaistico, in corrispondenza dei fori di drenaggio eventualmente presenti. Il dispositivo è caraterizzato dalla presenza in combinazione di: - un involucro chiuso (A) realizzato in panno di materiale tessile o geotessile o non tessuto, in materiale organico, inorganico o vegetale; - un materiale drenante 0 drenoassorbente (B) in granuli, cristalli 0 altra forma racchiuso al suo interno.
  2. 2 Assieme come alla Riv. 1 caraterizzato dal fato che l’involucro della sacca comprende una prima tasca (D) chiusa contenente materiale suscetibile di ritenzione ed accumulo idrico oppure materiale fertilizzante.
  3. 3 Assieme come alla Riv.1 caraterizzato dal fato che l'involucro della sacca comprende una seconda tasca (E) chiusa o apribile, che contiene, (qualora la suddetta prima tasca contenga materiale suscetibile di ritenzione e accumulo idrico), materiale fertilizzante Assieme come alla Riv. 1 caraterizzato dal fato che il materiale drenoassorbente è costituito da cristalli di poliacrilamide (acetato di sodio) o altro materiale con carateristiche equivalenti, ovvero di materiale che posto a contato con acqua la assorbe aumentando il proprio volume, arrivando ad assorbire, nell’arco di circa sessanta minuti, sino a 450 volte il proprio peso in acqua. Raggiunto il limite di imbibizione, l’aspeto e il comportamento dei cristalli di poliacrilamide muta radicalmente: la massa idratata assume un aspeto gelatinoso, sebbene i singoli cristalli restino comunque separati tra loro, l’acqua ancora circolante viene respinta, e lasciata libera di percolare per gravità negli strati sotostanti. Tale comportamento mutageno, carateristico di tale materiale, gli conferisce carateristiche di "drenoassorbente” sintetico che il dispositivo adeguatamente sfruta e valorizza; ove si parla di materiale drenante si deve intendere granuli in plastica, argilla espansa, polistirolo espanso, perlite, vermiculite, oppure sabbia, ghiaia o ciotoli di fiume, oppure cocci di terracota o pietra pomice o altro materiale equivalente. 5 Assieme come alla Riv. 1 e 2 caraterizzato dal fato che il materiale suscetibile di ritenzione ed accumulo idrico è costituito da cristalli di poliacrilamide (acetato di sodio) e/o granuli di argilla naturale e/o bentonite e/o torba e/o humus e/o altro materiale con carateristiche e/o prestazioni equivalenti. 6 Assieme come alle Riv. 2 e 3 caratterizzato dal fatto che il materiale fertilizzante è di tipo organico o minerale, a lenta cessione, sotto forma di granuli, bastoncini, coni, anelli o altra conformazione geometrica utile a distribuire nel terriccio le sostanze nutritive in misura graduale e controllata, tale da rendere possibile il corretto e intuitivo dosaggio della quantità di materiale fertilizzante da parte dell’utilizzatore, in funzione delle dimensioni del vaso da equipaggiare e/o del fabbisogno effettivo della pianta ospite. 7. Assieme come alla Riv.1 caratterizzato dal fatto che l'involucro della sacca “A” si prolunga in una falda anulare (C) o fioriforme, o altra forma da definire in funzione del vaso da equipaggiare, eventualmente rifinita con fettuccia in materiale plastico e/o dotata di elementi strutturali in materiale plastico o vegetale. Detta falda, a sua volta chiusa e suddivisa in una serie di tasche più ridotte, contiene un materiale drenante o drenoassorbente (B) in granuli, cristalli o altra forma racchiuso al suo interno. La struttura in questione può eventualmente ricoprire, in misura totale o parziale, il lato della sacca “A” destinato a restare a contatto con la parete del vaso entro il quale è inserita, al fine di mantenere l’equilibrio idrico del materiale drenoassorbente contenuto nella falda C medesima; tale equilibrio potrebbe essere infatti compromesso laddove il contenitore è costituito da materiale poroso (terracotta, cemento, tufo ecc.). 8. Assieme come alle Riv. 1 e 7 caratterizzato dal fatto che la falda “C” presenta una serie di comparti chiusi, conformati in maniera tale da poter variare la dimensione complessiva del dispositivo semplicemente asportando uno o più ordini di comparti, riducendo di conseguenza il perìmetro della falda “C” suddetta 9. Assieme come alla Riv. 3 caratterizzato dal fatto che la seconda tasca (E) è suscettibile di essere aperta e richiusa tramite una cerniera lampo o in velcro o altro sistema equivalente, e l’introduzione del materiale fertilizzante può essere eseguito dall’alto oppure dal basso. 10. Assieme come alle Riv. 3 e 7 caratterizzato da fatto che l’introduzione del materiale fertilizzante eseguita dal basso verso l’alto può essere eseguita senza arrecare disturbo all’apparato radicale della pianta ospite, in quanto detta tasca è accessibile semplicemente estraendo l’intero pane di terriccio dal contenitore. Tale operazione risulta facilitata dalla conformazione descritta dagli esempi preferiti di realizzazione illustrati alle fig. 4A e 4B. 11. L’ausilio alla coltivazione di cui alle Riv. da 1 a 9 può assumere forme geometriche differenti a seconda delle necessità del contenitore, e assumere varie con formazioni al fine di essere facilmente trasportato, distribuito e commercializzato. Può essere pieghevole, oppure composto da più elementi di forma e dimensione identica, posti in condizione di ruotare intorno all’asse costituito dall’asse verticale della sacca “E” (v. figg. 4A e 4B), al fine di ridurre la dimensioni del dispositivo non in uso. 12. Assieme come alle Riv. 1, 2, 3 e 7 caratterizzato dal fatto che l'unione del materiale utilizzato per la costruzione della “sacca verde” può essere realizzato tramite incollaggio realizzato e caldo oppure tramite termosaldatura oppure cucitura manuale e/o meccanica.
ITVB20060001 2005-03-11 2006-01-30 Ausilio alla coltivazione di piante in vaso ITVB20060001A1 (it)

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