ITVR20090029A1 - Metodo per l'individuazione di difetti nel legname . - Google Patents

Metodo per l'individuazione di difetti nel legname . Download PDF

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Description

METODO PER L’INDIVIDUAZIONE DI DIFETTI NEL LEGNAME
DESCRIZIONE
La presente invenzione ha per oggetto un metodo per l'individuazione nel legname di difetti, quali i nodi, in base aN’orientamento delle fibre del legno. In particolare la presente invenzione à ̈ destinata all’esame dei prodotti delle linee di lavorazione del legno, quali le tavole. A tali prodotti si farà quindi specifico riferimento nel seguito.
Le tavole di legno vengono generalmente tagliate in modo tale che la loro dimensione prevalente si estenda sostanzialmente parallela aliasse del tronco da cui sono state ottenute, nonché, conseguentemente, parallela alla direzione nominale delle fibre del legno. Questa scelta di taglio à ̈ di particolare importanza quando le tavole sono destinate ad un utilizzo di tipo strutturale. Infatti la resistenza meccanica del legno à ̈ notevolmente superiore quando le fibre si estendono parallelamente alla lunghezza della tavola.
Ciò nonostante, nella realtà pressoché nessuna tavola presenta tutte le fibre orientate secondo la direzione nominale in quanto durante la crescita degli alberi possono verificarsi molte circostanze che determinano una deviazione delle fibre rispetto alla loro direzione nominale. Di conseguenza, pressoché tutte le tavole presentano un certo grado di difettosità.
I difetti possono essere sia localizzati (come nel caso di nodi, di vuoti, di tessuto cicatriziale formatosi a seguito di ferite, di malattie che hanno colpito l’albero, ecc...) sia estesi lungo l’intero pezzo di legname (come nel caso di tronchi cresciuti inclinati, in torsione, ecc...).
La presente invenzione à ̈ in particolare destinata al riconoscimento dei difetti localizzati, anche se può essere utilizzata anche per l’individuazione dei difetti estesi.
I difetti localizzati quali i nodi, sono caratterizzati da una repentina variazione della direzione della fibra. Infatti, a titolo di esempio, mentre la direzione della fibra in assenza di difetti à ̈ come detto più o meno allineata alla direzione principale di sviluppo della tavole, in corrispondenza dei nodi la fibra à ̈ orientata sostanzialmente perpendicolarmente alla direzione nominale. Di conseguenza, la presenza dei difetti può essere determinata analizzando la direzione della fibra del legno lungo la superficie della tavola.
Nel corso degli anni sono state quindi sviluppate molte tecniche per cercare di individuare la direzione della fibra.
In particolare, la presente invenzione fa riferimento alla tecnica descritta per la prima volta nel brevetto US 3,976,384.
Tale tecnica à ̈ basata sull’apprezzamento che quando un raggio di luce (in particolare di luce laser) investe un pezzo di legno, parte del raggio viene riflessa dalla superficie mentre parte entra nel legno. Nel primo caso si parla di luce riflessa, nel secondo di luce trasmessa. Tuttavia, il legno à ̈ un materiale altamente anisotropo costituito da fibre allungate, e ciò si ripercuote sul comportamento della luce trasmessa. Infatti, la luce trasmessa che si propaga attraverso le pareti cellulari delle fibre viene attenuta più della luce trasmessa che si propaga lungo le fibre che, essendo costituite principalmente da acqua ed aria, presentano una costante di attenuazione quasi nulla. Durante la propagazione, inoltre, parte della luce trasmessa emerge dalla superficie del legno, formando una zona illuminata che, grazie alla propagazione preferenziale della luce trasmessa lungo la direzione di sviluppo della fibra, à ̈ allungata in quella direzione.
In accordo con il brevetto US 3,976,384, quindi, veniva proposto di illuminare la superficie del legno con fascio laser in modo tale da generare una linea luminosa perpendicolare alla direzione principale di sviluppo delle tavole e di osservare la luce emergente dalla superficie ad una certa distanza da tale linea (preferibilmente a circa 2 mm).
In presenza di legno privo di difetti, infatti, la luce, che si propaga parallelamente alle fibre (e quindi perpendicolarmente alla linea luminosa e parallelamente all’asse longitudinale della tavola), emerge sino in corrispondenza della zona di osservazione. Nel caso invece dei difetti, invece, la luce si propaga lungo una direzione trasversale all’asse longitudinale della tavola e quindi non può emergere in corrispondenza della zona di osservazione.
Una soluzione concettualmente analoga, sebbene tecnicamente più evoluta, à ̈ descritta anche nel brevetto EP 765471.
Questa prima soluzione realizzativa sebbene in grado di fornire buoni risultati, à ̈ però adatta ad essere utilizzata solo in impianti in cui le tavole vengono fatte avanzare parallelamente al proprio asse di sviluppo principale. In tali impianti, infatti, la linea luminosa viene ad essere perpendicolare alla direzione di avanzamento cosicché tutti i punti della tavola vengono via via interessati da essa.
Tuttavia, l’evoluzione degli impianti di lavorazione e la necessità di aumentare sempre più la produttività, ha comportato negli anni la necessità di far avanzare le tavole perpendicolarmente al proprio asse principale di sviluppo.
Di conseguenza, però, la soluzione realizzativa descritta nel brevetto US 3,976,384 si à ̈ rivelata non più utilizzabile, in quanto un’eventuale linea luminosa perpendicolare alla direzione di avanzamento sarebbe coincisa con la direzione nominale delle fibre prive di difetto con la conseguenza che la luce emergente sarebbe emersa in corrispondenza della linea illuminata. In secondo luogo, se la linea luminosa à ̈ perpendicolare alla direzione di avanzamento, non à ̈ possibile esaminare l’intera superficie del pezzo di legno durante il suo avanzamento, utilizzando la medesima linea luminosa. Per ovviare a tale inconveniente, à ̈ stata sviluppata una tecnica alternativa descritta nel brevetto EP 1 561 097 a nome di questa medesima richiedente. In accordo con tale brevetto, vengono generate più linee luminose tutte inclinate (preferibilmente di 45°) sia rispetto alla direzione di avanzamento A sia rispetto alla direzione nominale X delle fibre. Tale soluzione à ̈ rappresentata in figura 1 dove si vedono in pianta una tavola T e quattro linee illuminate inclinate L.
Tale soluzione si à ̈ rivelata soddisfacente in quanto permette di rilevare con buona precisione i nodi entranti o uscenti dalla superficie della tavola, come illustrato in figura 2 dove il cerchio rappresenta la sezione di un nodo N ad estensione perpendicolare alla superficie della tavola T. In figura 2 à ̈ inoltre raffigurato come si presenta la zona illuminata in corrispondenza del difetto e del legno privo di difetti. In corrispondenza del nodo, infatti, la linea luminosa L che si rileva à ̈ determinata esclusivamente dalla luce riflessa, ed ha uno spessore corrispondente a quello del fascio luminoso incidente. Tutta la luce trasmessa, infatti, entra nel legno lungo le fibre del nodo. In corrispondenza del legno privo di difetti, invece, la zona illuminata presenta uno spessore superiore rispetto al fascio incidente in quanto si ha la presenza di luce emergente a seguito della propagazione della luce trasmessa lungo la direzione delle fibre. Ovviamente, in questo caso lo spessore della zona illuminata à ̈ inferiore rispetto a quello che si potrebbe ottenere con la tecnica descritta nel brevetto US 3,976,384 (pari alla proiezione di quest’ultimo perpendicolarmente alla linea illuminata), ma à ̈ comunque rilevabile.
Anche questa tecnologia non si à ̈ però rilevata in grado di affrontare tutte le esigenze.
In particolare, si à ̈ potuto constatare che la tecnica descritta nel brevetto EP I 561 097 non si adatta al caso in cui la tavola sia stata tagliata in modo tale che le fibre di un nodo si estendano parallelamente alla superficie della tavola stessa e più o meno perpendicolarmente alla direzione nominale X delle fibre.
In questo caso, infatti, come rappresentato in figura 3, lo spessore della zona illuminata à ̈ lo stesso sia in presenza di legno privo di difetti sia in presenza del nodo che passa quindi inosservato.
In questa situazione il compito tecnico posto alla base della presente invenzione à ̈ di mettere a punto un metodo per l'individuazione di difetti nel legname che rimedi agli inconvenienti citati.
È in particolare compito tecnico della presente invenzione mettere a punto un metodo per l'individuazione di difetti nel legname che permetta di individuare qualsiasi orientamento delle fibre pur garantendo una produttività pari a quella dei metodi noti più produttivi.
II compito tecnico specificato e gli scopi indicati sono sostanzialmente raggiunti da un metodo per l’individuazione di difetti nel legname secondo quanto descritto nelle unite rivendicazioni.
Ulteriori caratteristiche ed i vantaggi della presente invenzione appariranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di alcune forme di attuazione preferite, ma non esclusive, di un metodo per l’individuazione di difetti nel legname, illustrate con riferimento agli uniti disegni, in cui:
- la figura 1 mostra in vista in pianta un metodo per l’individuazione di difetti nel legname in accordo con la tecnica nota;
- la figura 2 mostra un caso di applicazione del metodo noto cui si riferisce la figura 1;
- la figura 3 mostra un secondo caso di applicazione del metodo noto cui si riferisce la figura 1;
- la figura 4 illustra una fase operativa di un metodo per l’individuazione di difetti nel legname oggetto della presente invenzione, con riferimento ad uno spezzone di tavola;
- la figura 5 mostra una variante attuativa della fase operativa di figura 4; - la figura 6 illustra una ulteriore fase operativa del metodo oggetto della presente invenzione, sempre con riferimento ad uno spezzone di tavola; - la figura 7 mostra una variante attuativa della fase di figura 6;
- la figura 8 illustra la fase operativa di figura 6 con riferimento ad un diverso spezzone di tavola; e
- la figura 9 illustra la fase operativa di figura 6 con riferimento ad un ulteriore diverso spezzone di tavola.
Va notato che nelle figure da 4 a 9 sono raffigurati spezzoni trasversali di tavole più grandi aventi una direzione principale di sviluppo parallela all’asse nominale delle fibre. Ciò a solo titolo illustrativo.
Come già anticipato, il metodo oggetto della presente invenzione prevede l'individuazione della posizione di difetti nel legname (ed in particolare in prodotti semilavorati quali tavole) mediante un esame deN’ohentamento superficiale delle fibre del legno. Più in particolare, per la determinazione dell’orientamento delle fibre il metodo oggetto della presente invenzione à ̈ anch’esso basato sulla rilevazione della luce emergente dal legno a seguito della sua illuminazione con una sorgente luminosa (in particolare con luce laser).
Il metodo comprende innanzitutto la fase operativa di far avanzare un pezzo di legname 1 lungo una direzione di avanzamento A trasversale alla direzione principale di sviluppo del pezzo di legname 1 stesso.
Durante l’avanzamento il metodo prevede poi la fase operativa di indirizzare sulla superficie 2 del pezzo di legname 1 almeno un primo fascio di raggi di luce incidenti per illuminare una pluralità di corrispondenti zone illuminate 3 della superficie 2 del pezzo di legname 1 stesso. In particolare, la fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando i raggi di luce in modo tale che ciascuno di essi illumini una zona illuminata 3 della superficie 2 distinta e distanziata da quelle definite dagli altri raggi di luce.
Come apparirà più chiaro anche dalla descrizione che segue, la zona illuminata 3 da ciascun raggio di luce può essere considerata come costituita da due sottozone distinte, una prima sottozona 4 sulla quale incide direttamente il raggio di luce, ed una seconda sottozona 5 illuminata dalla luce emergente dal legno. In accordo con la presente invenzione, ciascun raggio di luce viene generato di dimensione tale da colpire un numero limitato di fibre di legno il cui orientamento possa essere considerato sostanzialmente costante. In altre parole, ciascun raggio di luce deve avere una dimensione tale che la prima sottozona 4 della zona illuminata 3 da esso illuminata comprenda al proprio interno un numero limitato di fibre di legno il cui orientamento possa essere considerato sostanzialmente costante. Vantaggiosamente tale risultato può essere ottenuto limitando la dimensione trasversale massima della prima sottozona 4 ad un ordine di grandezza di alcuni millimetri.
Sempre in accordo con la presente invenzione, poi, à ̈ previsto che la fase di indirizzamento venga effettuata indirizzando i raggi di luce in modo tale che la proiezione geometrica, su una retta perpendicolare R alla direzione di avanzamento A, di ciascuna zona 9 colpita da un raggio di luce del primo fascio, disti dalle proiezioni geometriche ad essa adiacenti non più di una prima distanza prefissata. La prima distanza prefissata dovrà essere scelta in modo tale che tra due punti, allineati lungo la direzione principale di sviluppo e distanziati della prima distanza prefissata, l'orientamento delle fibre possa essere assunto sostanzialmente costante e pari alla media tra gli orientamenti delle fibre in tali due punti. Va notato che a seconda del tipo di legno da esaminare, il tecnico del settore non avrà difficoltà ad individuare tale prima distanza prefissata massima sulla base delle proprie conoscenza delle proprietà di quel tipo di legno. Va notato infine che ciascuna zona 9 colpita da un raggio di luce corrisponde alla relativa prima sottozona 4.
Nella forma realizzativa preferita illustrata in figura 4, comunque, la proiezione geometrica sulla retta perpendicolare R alla direzione di avanzamento A di tutte le zone 9 colpite da un raggio di luce del primo fascio, definisce un segmento continuo 6. In questo modo, infatti, à ̈ possibile garantire un esame deN’ohentamento della fibra sull’intera superficie 2 di un pezzo di legname 1 (secondo le modalità che appariranno più chiare nel seguito). In alcune forme realizzative, inoltre, la fase di indirizzamento dei raggi viene effettuata in modo tale che la proiezione geometrica sulla retta perpendicolare R alla direzione di avanzamento A di una zona 9 colpita da un raggio sia parzialmente sovrapposta alle proiezioni geometriche delle zone 9 ad essa contigue.
La figura 5 mostra una ulteriore possibile disposizione dei raggi di luce e, soprattutto delle zone 9 della superficie 2 da essi colpite. In figura 5, infatti, i raggi di luce sono disposti in modo tale che le zone 9, da essi colpite sulla superficie 2 del pezzo di legno, da un lato rispettino quanto sopra esposto in relazione alla loro proiezione geometrica sulla retta perpendicolare R e, dall’altro, siano allineate lungo due linee trasversali alla direzione di avanzamento A. Di conseguenza, le proiezioni geometriche delle zone 9 allineate lungo una di tali linee, sulla retta perpendicolare R, si alternano alle proiezioni geometriche delle zone 9 allineate lungo l’altra di tali linee. Come anticipato, in corrispondenza di ciascuna zona illuminata 3 il relativo raggio di luce incidente genera sia luce riflessa (che si irradia a partire dalla prima sottozona 4) sia luce emergente dal pezzo di legno (che si irradia dalla seconda sottozona 5). Parte del raggio di luce incidente, infatti, entra nelle fibre del legno e si trasmette principalmente lungo la loro estensione, in parte emergendo inoltre via via dalla superficie 2 del legno sino a smorzarsi completamente. Di conseguenza, la luce emergente à ̈ distribuita principalmente lungo la direzione di sviluppo che le fibre del legname presentano in corrispondenza della zona illuminata 3.
Alla luce di ciò, il metodo oggetto della presente invenzione prevede inoltre una fase operativa di osservazione di ciascuna zona illuminata 3 con un dispositivo di rilevamento per rilevare la luce di ritorno dalla zona illuminata 3 stessa, ed una fase operativa di determinazione della presenza di difetti in corrispondenza di ciascuna zona illuminata 3 sulla base della forma della zona illuminata 3 medesima che viene rilevata.
Le figure 6 e 7 mostrano ciò che viene rilevato nella fase di osservazione nel caso in cui il legno in esame sia privo di difetti e l'orientamento delle fibre sia parallelo alla direzione nominale X. In ciascuna figura à ̈ visibile una pluralità di zone illuminate 3 ciascuna costituita da un prima sottozona 4 circolare che rappresenta l’area illuminata direttamente dal raggio di luce incidente (e dalla quale quindi si diffonde la luce riflessa) e da una seconda sottozona 5 allungata i due lati della prima sottozona 4, che rappresenta l’area illuminata dalla luce trasmessa emergente. Va notato che mentre nel caso della figura 6 i raggi luminosi del primo fascio sono generati tutti giacenti in un medesimo piano di giacitura inclinato sia rispetto alla direzione di avanzamento A sia rispetto alla direzione principale di sviluppo (le prime sottozone sono tutte allineate lungo una linea, obliqua rispetto sia alla direzione di avanzamento A sia alla direzione nominale X di sviluppo delle fibre), nel caso di figura 7 i raggi luminosi del primo fascio sono generati giacenti in due piani di giacitura distinti tra loro paralleli ed inclinati sia rispetto alla direzione di avanzamento A sia rispetto alla direzione principale di sviluppo (in questo caso le prime sottozone sono allineate lungo due linee parallele, oblique rispetto sia alla direzione di avanzamento A sia alla direzione nominale X di sviluppo delle fibre).
La figura 8 mostra invece la situazione nel caso in cui sulla superficie 2 siano presenti sia un nodo entrante/uscente 7 dalla superficie 2 stessa (schematicamente indicato con un cerchio), sia un nodo piano 8 con estensione parallela alla superficie 2 del pezzo di legno (schematicamente indicato con un triangolo). Come si può vedere, nel caso del nodo entrante/uscente 7, le zone illuminate 3 sono costituite solo dalla prima sottozona 4 da cui si irradia la luce riflessa. Tutta la luce trasmessa, infatti, diffonde verso l’interno del legno (dove si smorza) senza poter emergere. Nel caso del nodo piano 8, invece, si può notare come la seconda sottozona 5 si estenda parallelamente alle fibre del nodo, nel caso specifico perpendicolarmente alla direzione nominale X.
Un caso analogo à ̈ poi raffigurato in figura 9, dove però il nodo piano 8 si estende obliquamente rispetto alla direzione nominale X delle fibre.
In accordo con la presente invenzione, inoltre, la fase di indirizzamento viene effettuata in modo tale che la proiezione geometrica, sulla retta perpendicolare R alla direzione di avanzamento A di tutte le zone illuminate 3, interessi una lunghezza non inferiore alla lunghezza complessiva del pezzo di legname 1 (definendo o un solo segmento continuo 6 o una pluralità di spezzoni distanziati non più della prima distanza prefissata secondo quanto sopra indicato).
Per ottenere tale risultato può essere previsto o un solo fascio di raggi di luce, o una pluralità di fasci di raggi di luce ciascuno destinato all’esame di una fascia della superficie 2 del pezzo di legname 1 (a titolo di esempio si può considerare la pluralità di raggi di luce di ciascuna delle figure 6-9 come relativa ad un fascio al quale ne possono essere affiancati altri per coprire l’intera lunghezza del pezzo di legno).
Come detto, poi, il pezzo di legno viene fatto avanzare lungo una direzione di avanzamento A. Per ottenere un esame dell’intera superficie 2 à ̈ quindi previsto che le fasi sopra descritte di proiezione geometrica, osservazione e determinazione, vengano eseguite ogni volta che il pezzo di legno à ̈ avanzato di un passo prefissato.
Vantaggiosamente, poi, tale passo prefissato viene scelto in modo tale che le zone illuminate 3 dal medesimo raggio di luce per le quali vengono effettuate due determinazioni successive deN’orientamento delle fibre, distino tra loro di una seconda distanza prefissata tale che, tra le due zone illuminate 3, l'orientamento delle fibre possa essere assunto sostanzialmente costante e pari alla media degli orientamenti delle fibre in tali due zone illuminate 3. Preferibilmente, comunque, analogamente a quanto avviene per il posizionamento reciproco delle zone illuminate 3, anche in questo caso può essere previsto che la seconda distanza prefissata sia o nulla, cosicché le due zone illuminate 3 per le quali vengono realizzate due rilevazioni successive siano a contatto, o inferiore a zero, cosicché le due zone illuminate 3 siano parzialmente sovrapposte. La presente invenzione consegue importanti vantaggi.
Grazie alla presente invenzione, infatti, à ̈ possibile determinare la presenza di difetta rilevando l'orientamento della fibra per tutti i punti di un pezzo di legname 1, e ciò indipendentemente dal tipo di difetti presenti e con una produttività identica a quella dei metodi oggi noti più produttivi.
In particolare, grazie alla presente invenzione à ̈ possibile determinare l'orientamento della fibra in ogni punto (e quindi la presenza di difetti) pur facendo avanzare i pezzi di legno perpendicolarmente alla propria direzione principale di sviluppo.
Va inoltre rilevato che la presente invenzione risulta di relativamente facile realizzazione e che anche il costo connesso all’attuazione dell’invenzione non risulta molto elevato.
L’invenzione così concepita à ̈ suscettibile di numerose modifiche e varianti, tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo che la caratterizza.
Tutti i dettagli sono sostituibili da altri elementi tecnicamente equivalenti.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Metodo per l’individuazione di difetti nel legname, comprendente le fasi operative di: far avanzare un pezzo di legname (1) avente una propria direzione principale di sviluppo, lungo una direzione di avanzamento (A) trasversale alla direzione principale di sviluppo; indirizzare sulla superficie (2) del pezzo di legname (1) almeno un primo fascio di raggi di luce incidenti per illuminare una pluralità di corrispondenti zone illuminate (3) della superficie (2) del pezzo di legname (1), in corrispondenza di ciascuna zona illuminata (3) il relativo raggio di luce incidente generando luce riflessa ed eventualmente luce emergente dal pezzo di legno, la luce emergente essendo distribuita principalmente lungo la direzione di sviluppo delle fibre del legname in corrispondenza della zona illuminata (3); osservare ciascuna zona illuminata (3) con un dispositivo di rilevamento per rilevare la luce di ritorno dalla zona illuminata (3); e determinare la presenza di difetti in corrispondenza di ciascuna zona illuminata (3) sulla base della forma della zona illuminata (3) medesima; caratterizzato: dal fatto che detta fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando detti raggi di luce in modo tale che ciascuna zona illuminata (3) sia distinta e distanziata dalle altre; e dal fatto che ciascun raggio di luce viene generato di dimensione tale da colpire un numero limitato di fibre di legno il cui orientamento possa essere considerato sostanzialmente costante.
  2. 2. Metodo secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che detta fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando detti raggi di luce in modo tale che le proiezioni geometriche, su una retta perpendicolare (R) (A) detta direzione di avanzamento A, di ciascuna zona (9) colpita da un raggio di luce del primo fascio, definiscano un segmento continuo (6).
  3. 3. Metodo secondo la rivendicazione 2 caratterizzato dal fatto che detta fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando detti raggi di luce in modo tale che la proiezione geometrica sulla retta perpendicolare (R) alla direzione di avanzamento (A) di ciascuna zona (9) colpita da un raggio di luce sia parzialmente sovrapposta alle proiezioni geometriche ad essa contigue di altre zone (9) colpite dai raggi di luce.
  4. 4. Metodo secondo la rivendicazione 1 caratterizzato dal fatto che detta fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando detti raggi di luce in modo tale che la proiezione geometrica, su una retta perpendicolare (R) (A) detta direzione di avanzamento A, di ciascuna zona (9) colpita da un raggio di luce del primo fascio, disti dalle proiezioni geometriche ad essa adiacenti di una prima distanza prefissata tale che tra due punti, allineati lungo la direzione principale di sviluppo e distanziati della stessa prima distanza prefissata, l'orientamento delle fibre possa essere assunto sostanzialmente costante e pari alla media tra gli orientamenti delle fibre in tali due punti.
  5. 5. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto che detti raggi luminosi del primo fascio vengono generati tutti giacenti in un medesimo piano di giacitura inclinato sia rispetto alla direzione di avanzamento (A) sia rispetto alla direzione principale di sviluppo.
  6. 6. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto che detta fase di indirizzamento prevede la proiezione geometrica sulla superficie (2) del pezzo di legname (1) di una pluralità di fasci di raggi di luce ciascuno destinato all’esame di una fascia della superficie (2) del pezzo di legname (1).
  7. 7. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto che detta fase di indirizzamento viene effettuata indirizzando detti raggi di luce in modo tale che la proiezione geometrica sulla retta perpendicolare (R) (A) detta direzione di avanzamento (A) di tutte le zone illuminate (3), definisce un segmento continuo (6) di lunghezza non inferiore alla lunghezza del pezzo di legname (1).
  8. 8. Metodo secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzato dal fatto che dette fasi di proiezione geometrica, osservazione e determinazione vengono eseguite ogni volta che il pezzo di legno à ̈ avanzato di un passo prefissato.
  9. 9. Metodo secondo la rivendicazione 8 caratterizzato dal fatto che detto passo prefissato viene scelto in modo tale che le zone illuminate (3) dal medesimo raggio di luce per le quali vengono effettuate due determinazioni successive dell’orientamento delle fibre, distino tra loro di una seconda distanza prefissata tale che, tra le due zone illuminate (3), l'orientamento delle fibre possa essere assunto sostanzialmente costante e pari alla media degli orientamenti delle fibre in tali due zone illuminate (3).
  10. 10. Metodo secondo la rivendicazione 9 caratterizzato dal fatto che detta seconda distanza prefissata à ̈ o nulla cosicché le due zone illuminate (3) siano (A) contatto, o inferiore (A) zero cosicché le due zone illuminate (3) siano parzialmente sovrapposte.
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