ITVR20120110A1 - Tutore ortopedico per fratture metacarpali - Google Patents

Tutore ortopedico per fratture metacarpali Download PDF

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Description

“TUTORE ORTOPEDICO PER FRATTURE METACARPALIâ€
CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente invenzione riguarda un tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano, in particolare quelle relative al IV e V raggio.
Più particolarmente, la presente invenzione si riferisce ad un tutore ortopedico per le fratture metacarpali il quale, rispetto alle soluzioni note principalmente rappresentate dall’immobilizzazione a gesso, presenta il vantaggio di una maggior leggerezza del sistema, della massima facilità di gestione da parte del tecnico, con una conformazione sul paziente e applicazione che sono più rapide e pulite di un gesso, nonché la facilità di gestione da parte del paziente dovuta ad una struttura più aperta, quindi maggiore traspirabilità e migliore igiene, e soprattutto la possibilità di mobilizzazione del polso anche immediata.
La presente invenzione trova applicazione nell’industria medicale ed ortopedica ed in particolare nella produzione di busti in genere, come pure di protesi e di tutori principalmente utilizzabili nella terapia conservativa, post-traumatica, rieducativa e nel postoperatorio.
STATO DELLA TECNICA
È noto che le fratture metacarpali, in particolare quelle relative al IV e V raggio metacarpale, ossia quelle posizionate in corrispondenza delle ultime due dita della mano in corrispondenza di mignolo ed anulare, rappresentano circa il 25% di tutte le fratture della mano e si configurano, quindi, come di elevata rilevanza socio – economica in termini di giornate lavoro per gli operatori sanitari addetti.
Tutto questo ha portato, nel tempo, all’estensione dell’indicazione chirurgica quale tentativo di assicurare una più rapida ripresa lavorativa.
Circa l’85% delle fratture si avvale, comunque, di un trattamento non invasivo, ma in entrambi i casi, sia cioà ̈ in quello chirurgico che in quello conservativo, i protocolli indicano la necessità di una mobilizzazione attiva dell’articolazione il più rapida possibile onde evitare problematiche inerenti a rigidità articolari.
In generale a seguito del trattamento di riduzione della frattura segue una immobilizzazione delle articolazioni metacarpo – falangee in flessione da 60° a 90° in apparecchio gessato o similare per un periodo di circa 30gg. Il porre l’articolazione MTC-F del IV e V raggio ad un angolo di flessione come descritto, detende i muscoli interossei riducendo il rischio di scomposizioni secondarie delle fratture in oggetto.
Inoltre l’angolo di flessione stabilizza il IV e V raggio in modo tale da neutralizzare le forze flessorie ed estensorie in gioco nella normale biomeccanica del movimento di questi due segmenti scheletrici.
In aggiunta la posizione di flessione consente alla falange prossimale di esercitare un costante effetto di leva sulla testa del metacarpo che, ponendo in tensione i legamenti collaterali, si combina con gli effetti precedentemente descritti per apportare una presumibile riduzione della rigidità dell’articolazione alla rimozione dell’apparecchio gessato.
Attualmente sul mercato vi à ̈ la tendenza a presentare prodotti alternativi al gesso che, però, ne ricalcano le caratteristiche funzionali e strutturali
Nella maggior parte dei casi i prodotti alternativi al gesso sono costituiti da gusci in materiali plastici generalmente formabili a caldo che hanno lo scopo di immobilizzare l’articolazione, con conseguenze piuttosto negative per i fattori sopra evidenziati relativi alla mancanza di una mobilizzazione attiva dell’articolazione che in questo caso viene compromessa causando problematiche inerenti a rigidità articolari.
DESCRIZIONE DELL’INVENZIONE
La presente invenzione si propone di mettere a disposizione un tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano, in particolare quelle relative al IV e V raggio, che sia in grado di eliminare o quantomeno ridurre gli inconvenienti sopra evidenziati.
In particolare il tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo l’invenzione propone di porre rimedio agli inconvenienti causati dall’immobilizzazione a gesso o con materiali plastici generalmente formabili a caldo, che hanno lo scopo di immobilizzare l’articolazione, con conseguenze piuttosto negative inerenti alla mancanza di una mobilizzazione attiva dell’articolazione.
L’invenzione si propone inoltre di fornire un tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano che sia realizzabile senza eccessivo dispendio di materiali in modo da risultare economicamente vantaggioso oltre che assai efficiente dal punto di vista della sicurezza, della stabilità e della versatilità.
Ciò à ̈ ottenuto mediante un tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano presentante le caratteristiche descritte nella rivendicazione principale.
Le rivendicazioni dipendenti delineano forme di realizzazione vantaggiose dell’invenzione.
Gli scopi proposti vengono raggiunti, secondo l’invenzione, da un tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano che viene realizzato utilizzando tre elementi incernierati tra di loro detti elementi sono realizzati in materiale metallico per garantire l’adeguata resistenza meccanica e la possibilità di essere adattati alla conformazione anatomica del paziente.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Altre caratteristiche e vantaggi dell’invenzione risulteranno evidenti, alla lettura della descrizione seguente di una forma di realizzazione dell’invenzione, fornita a titolo esemplificativo, non limitativo, con l'ausilio dei disegni illustrati nelle tavole allegate, in cui:
- le figure 1 e 2 rappresentano viste schematiche del tutore adibito alle fratture metacarpali della mano secondo l’invenzione nel suo complesso rispettivamente come schema di posizionamento e con schema di blocco a 60°;
- la figura 3 à ̈ una vista schematica in esploso del telaio del tutore secondo l’invenzione in parziale esploso;
- la figura 4 rappresenta la vista schematica del telaio del tutore visto in pianta;
- la figura 5 illustra la vista schematica di un particolare dello snodo articolazione quinto dito del tutore secondo l’invenzione;
- la figura 6 à ̈ la vista schematica in esploso dello snodo articolazione quinto dito del tutore secondo l’invenzione;
- la figura 7 illustra la vista schematica in esploso in corrispondenza del polso dello snodo secondo l’invenzione.
DESCRIZIONE DI UNA FORMA DI REALIZZAZIONE DELL’INVENZIONE Facendo inizialmente riferimento alla figura 3, il tutore oggetto della presente invenzione, che ha dunque lo scopo di essere utilizzato come ausilio nelle terapie per il trattamento delle fratture del V metacarpo, risulta costituito da tre elementi incernierati tra di loro indicati con 20, 21 e 22, detti elementi essendo realizzati in materiale metallico modellabile per garantire l’adeguata resistenza meccanica e la possibilità di essere adattati alla conformazione anatomica del paziente.
Detti tre elementi sono rispettivamente posizionati il primo 20 in corrispondenza dell’avambraccio, il secondo 21 in corrispondenza della zona metatarsale della mano ed il terzo 22 in corrispondenza delle falangi ed in particolare in prossimità del 5 dito della mano.
Più precisamente il primo elemento 20 ha lo scopo di assicurare il tutore all’avambraccio tramite due cinturini 23 con sistema di chiusura velcro, il secondo elemento 21 à ̈ l’elemento di connessione tra il primo ed il terzo e che rimane disposto lungo il profilo esterno del palmo della mano ed à ̈ tenuto in posizione da un profilo sagomato 24 in tessuto che decorre superiormente ed inferiormente lungo il dorso ed il palmo della mano per andarsi ad ancorare, grazie ad una apertura ad occhiello 25, attorno al pollice.
La tenuta di detto profilo sagomato 24 in tessuto si attua facendolo passare attraverso due asole 26 ricavate nel profilo dell’elemento e chiudendo su se stesso il tessuto con un sistema a velcro.
Il posizionamento del profilo 21 e del decorso dello stesso attraverso le asole 26 Ã ̈ realizzato per evitare che in fase di posizionamento e tensionamento la direzione delle forze applicate potesse spostare il tutore dalla sua posizione ottimale.
Il terzo elemento 22 che compone il tutore à ̈ l’elemento distale che offre sostegno al IV e V dito, esso viene conformato in modo tale che le dita possano trovare appoggio su di esso e ad esso possano essere fissate attraverso un cinturino 27 con chiusura a velcro.
Gli elementi 20 e 21 risultano vincolati tra di loro a formare uno snodo a cerniera 28, e lo stesso tipo di collegamento si ha tra gli elementi 21 e 22 che formano, anch’essi, una cerniera 29.
Nel posizionamento del tutore sul paziente lo snodo 28, realizzato tra gli elementi 20 e 21, viene a trovarsi in corrispondenza dell’articolazione del polso ed ha la possibilità di essere bloccato in modo che tra gli elementi vi sia un angolo relativo di 0° o di 30°.
Questo blocco avviene utilizzando un elemento aggiuntivo 32, visibile in figura 3, realizzato, in questa configurazione, in materiale plastico e dotato di elementi che si inseriscono nelle asole di forma rettangolare ricavate nel frame delle aste.
In particolare sull’asta 20 sono ricavate otto asole di forma rettangolare disposte radialmente a gruppi di due in modo che vi sia un angolo di 30° tra le asole della singola coppia, mentre sull’asta 21 ve ne sono quattro sempre di forma rettangolare disposte radialmente.
Nel movimento di rotazione relativo tra le aste le asole verranno a trovarsi in allineamento a 0° e 30° di flessione relativa, mentre inserendo l’elemento 32 in dette posizioni si ottiene il blocco dello snodo.
Lo snodo 29, realizzato tramite incernieramento a mezzo di un ribattino degli elementi 21 e 22, si trova posizionato a livello dell’articolazione MTF del V° dito, e su di esso viene montato a mezzo viti un elemento 30 che presenta tre fori in corrispondenza dei quali possono essere posizionate le viti che servono a regolare il ROM di detta articolazione.
In particolare tramite le viti 34 e 35 si ottiene la limitazione del ROM dell’articolazione in flessione rispettivamente tra 0° e 30° e tra 0° e 60°, dove tale limitazione à ̈ dovuta al fatto che dette viti trovano alloggiamento in fori filettati ricavati sul frame 21, e si troveranno a correre in un’asola 37 che ha un angolo di apertura di 120°, come visibile in figura 5.
Nel caso sia presente solamente la vite 34 si avrà che a causa del vincolo geometrico imposto gli elementi della cerniera potranno ruotare relativamente solamente tra 0° e 30° (dove il gambo della vite troverà la fine dell’asola).
Se dovesse essere utilizzata anche, o solo, la vite 35 posizionata nell’apposito alloggiamento tale limite si porterebbe a 60°.
Il blocco a 0°, che à ̈ sempre presente in quanto à ̈ necessario prevenire l’iperestensione dell’articolazione, si realizza tramite il componente 30 che à ̈ dotato di un pin 38, che può essere o meno rimovibile, che trova alloggiamento in un apposito foro ricavato sul frame 21 e all’estremità dell’asola ricavata nel frame 22 nella posizione che corrisponde all’allineamento tra i due frame (posizione di 0° di flessione relativa).
Il blocco della rotazione relativa a 60° dei componenti lo snodo 29 si realizza tramite l’utilizzo della vite 33, quando le due componenti dello snodo si trovano ad un angolo relativo di 60°, che, inserita nell’apposito foro filettato ricavato nel frame 22 si posiziona all’estremità opposta dell’asola rispetto alla posizione di 0° impedendo così il movimento relativo.
Una caratteristica ulteriore, ma opzionale, dello snodo 29 à ̈ quella di poter essere dotato di un elemento o tappo 36 che oppone alla flessione una resistenza di tipo viscoso, con l’obiettivo di rendere il tutore utile anche nella fase di riabilitazione in cui la presenza di una resistenza alla flessione potrebbe avere effetto allenante sulla muscolatura. Il tappo 36 si interpone nella sede centrale dello snodo 29 trattenendo parzialmente la rotazione reciproca dei due elementi 21 e 22.
Dal punto di vista operativo, sul paziente le cerniere 28 e 29 dovranno essere posizionate in corrispondenza dei centri di rotazione delle articolazioni del polso e del V metacarpo.
La struttura in materiale metallico del tutore, che viene realizzata preferibilmente in lega di alluminio, consente che il tutore stesso possa essere modellato per seguire le curve specifiche dell’anatomia del paziente, con il risultato che da un lato viene elevato il fattore di confort percepito, e dall’altro viene incrementata l’efficacia del tutore.
Ulteriori vantaggi ottenuti con il tutore secondo l’invenzione rispetto ad una soluzione “gessata†(o con materiali termoplastici), sono riferiti a:
a) una maggior leggerezza del sistema;
b) estrema facilità di gestione da parte del tecnico, con conformazione sagomabile sul paziente ed applicazione che sono assai più rapide e “pulite†di un gesso);
c) facilità di gestione da parte del paziente che deriva da una struttura più aperta, che offre quindi maggiore traspirabilità e migliore igiene;
d) possibilità di mobilizzazione del polso anche immediata.
L’invenzione à ̈ stata precedentemente descritta con riferimento ad una sua forma di realizzazione preferenziale. Tuttavia à ̈ chiaro che l’invenzione à ̈ suscettibile di numerose varianti che rientrano nel proprio ambito, nel quadro delle equivalenze tecniche.

Claims (10)

  1. “TUTORE ORTOPEDICO PER FRATTURE METACARPALI†RIVENDICAZIONI 1. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano, in particolare quelle relative al IV e V raggio, caratterizzato dal fatto di essere costituito da tre elementi incernierati tra di loro (20, 21 e 22), detti elementi essendo realizzati in materiale rigido ma modellabile per garantire l’adeguata resistenza meccanica e la possibilità di essere adattati alla conformazione anatomica del paziente sul cui braccio à ̈ fissabile mediante cinghiaggi, detti tre elementi essendo rispettivamente posizionati il primo (20) in corrispondenza dell’avambraccio, il secondo (21) in corrispondenza della zona metatarsale della mano ed il terzo (22) in corrispondenza delle falangi ed in particolare in prossimità del quinto dito della mano, e caratterizzato dal fatto che gli elementi (20, 21) risultano vincolati tra di loro a formare uno snodo a cerniera (28), e gli elementi (21, 22) formano, anch’essi, una cerniera (29).
  2. 2. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto primo elemento (20) assicura il tutore all’avambraccio tramite due cinturini (23), il secondo elemento (21) à ̈ l’elemento di connessione tra il primo ed il terzo e che rimane disposto lungo il profilo esterno del palmo della mano ed à ̈ tenuto in posizione da un profilo sagomato (24) in tessuto che decorre superiormente ed inferiormente lungo il dorso ed il palmo della mano per andarsi ad ancorare, grazie ad una apertura ad occhiello (25), attorno al pollice e dal fatto che la tenuta di detto profilo sagomato (24) in tessuto si attua facendolo passare attraverso due asole (26) ricavate nel profilo dell’elemento e chiudendo su se stesso il tessuto con un sistema a velcro.
  3. 3. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il terzo elemento (22) che compone il tutore à ̈ l’elemento distale che offre sostegno al IV e V dito, esso viene conformato in modo tale che le dita possano trovare appoggio su di esso e ad esso possano essere fissate attraverso un cinturino (27) con chiusura a velcro o simili.
  4. 4. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che gli elementi (20, 21) risultano vincolati tra di loro a formare uno snodo a cerniera (28), e lo stesso tipo di collegamento si ha tra gli elementi (21, 22) che formano, anch’essi, una cerniera (29).
  5. 5. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nel posizionamento del tutore sul paziente lo snodo (28), realizzato tra gli elementi (20, 21), viene a trovarsi in corrispondenza dell’articolazione del polso ed ha la possibilità di essere bloccato in modo che tra gli elementi vi sia un angolo relativo di 0° o di 30°, e dal fatto che detto blocco avviene utilizzando un elemento aggiuntivo (32) dotato di elementi che si inseriscono nelle asole di forma rettangolare ricavate nel frame delle aste.
  6. 6. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che sull’asta (20) sono ricavate otto asole di forma rettangolare disposte radialmente a gruppi di due in modo che vi sia un angolo di 30° tra le asole della singola coppia, mentre sull’asta (21) ve ne sono quattro sempre di forma rettangolare disposte radialmente.
  7. 7. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che nel movimento di rotazione relativo tra le aste le asole verranno a trovarsi in allineamento a 0° e 30° di flessione relativa, mentre inserendo l’elemento (32) in dette posizioni si ottiene il blocco dello snodo
  8. 8. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto snodo (29), realizzato tramite incernieramento a mezzo di un ribattino degli elementi (21, 22), si trova posizionato a livello dell’articolazione MTF del V° dito, e su di esso viene montato a mezzo viti un elemento (30) che presenta tre fori in corrispondenza dei quali possono essere posizionate le viti che servono a regolare il ROM di detta articolazione.
  9. 9. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che tramite le viti (34, 35) si ottiene la limitazione del ROM dell’articolazione in flessione rispettivamente tra 0° e 30° e tra 0° e 60°, dove tale limitazione à ̈ dovuta al fatto che dette viti trovano alloggiamento in fori filettati ricavati sul frame (21), e si troveranno a correre in un’asola (37) che ha un angolo di apertura di 120°.
  10. 10. Tutore ortopedico particolarmente adibito alle fratture metacarpali della mano secondo una delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto di poter essere dotato di un elemento o tappo (36) che oppone alla flessione una resistenza di tipo viscoso, con l’obiettivo di rendere il tutore utile anche nella fase di riabilitazione in cui la presenza di una resistenza alla flessione potrebbe avere effetto allenante sulla muscolatura, ed in cui detto tappo (36) si interpone nella sede centrale dello snodo (29) trattenendo parzialmente la rotazione reciproca dei due elementi (21, 22).
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