CH721586A2 - Apparecchiatura per elettroterapia - Google Patents
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Abstract
L'invenzione si riferisce ad un'apparecchiatura per elettroterapia (100) comprendente un terminale o manipolo (1), ed un elettrodo attivo (2) supportato dal terminale (1), destinato a ricevere una tensione elettrica da un'unità di controllo (10). L'elettrodo attivo (2) comprende un componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) ed il terminale (1) comprende un componente lettore (1a) del componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) supportato; il terminale (1) è configurato per determinare un'informazione identificativa del componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) e per comunicare all'unità di controllo (10) l'informazione identificativa.
Description
Campo di applicazione
[0001] La presente invenzione si riferisce al campo tecnico delle apparecchiature per elettroterapia, ed in particolare di quelle apparecchiature destinate ad applicare un segnale elettrico al corpo di un paziente tramite un elettrodo attivo, di tipo capacitivo o resistivo, destinato a ricevere il segnale da un generatore di un'unità di controllo, e tramite un elettrodo neutro di ritorno, destinato a entrare in contatto con il corpo del paziente. In particolare, la presente invenzione si riferisce ad una apparecchiatura del tipo sopra citato, per le cosiddette applicazioni di tecarterapia.
Arte nota
[0002] Un'apparecchiatura per elettroterapia serve per applicare al corpo umano forme d'onda di tensione o corrente a frequenza controllabile, nella banda della radiofrequenza, per produrre un effetto diatermico con lo scopo di realizzare un trattamento terapeutico o non terapeutico, ad esempio un trattamento fisioterapico o estetico, indotto da un calore in zone localizzate del corpo umano, a diverse profondità. La trasmissione di calore transcutanea mette in moto cariche elettriche nel tessuto biologico, stimola il metabolismo cellulare, aumenta la circolazione micro capillare e l'ossigenazione del tessuto, riattiva i processi riparativi ed anti infiammatori, senza impiegare energia radiante o riscaldamento per contatto che avrebbe effetto prevalentemente superficiale, poco utile in profondità.
[0003] L'apparecchiatura comprende un elettrodo attivo, azionato manualmente da un operatore nella zona da trattare, ed un elettrodo neutro di ritorno, posizionato sul corpo del paziente, per formare un circuito elettrico chiuso. Si possono effettuare diversi tipi trattamento, a seconda dell'dell'elettrodo attivo utilizzato: un elettrodo di tipo capacitivo è indirizzato a trattare i tessuti molli ad alto contenuto d'acqua, come i muscoli, il sistema venoso e linfatico e la cartilagine, ed invece un elettrodo attivo di tipo resistivo è adatto a trattare i tessuti a basso contenuto d'acqua, come le ossa, i legamenti, i tendini e le fasce muscolari. L'elettrodo attivo resistivo è conduttivo ed è destinato al contatto diretto con il corpo umano, invece l'elettrodo attivo capacitivo è dotato di un rivestimento isolante che separa un componente conduttivo dell'elettrodo dal contatto diretto con il corpo umano.
[0004] L'elettrodo attivo, sia resistivo sia capacitivo, è alimentato in tensione da un'unità di controllo dell'apparecchiatura. Le potenze possono essere piuttosto elevate, fino a 300 W a 220V per trattamento resistivo, pertanto l'apparecchiatura deve essere controllata per il funzionamento in sicurezza del paziente, senza alcun rischio di folgorazione. Per un elettrodo attivo capacitivo la potenza è diversa, ad esempio fino a 450VA ad una tensione di 600V, e pertanto è molto importante controllare la regolazione della potenza quando si cambia il trattamento, per evitare l'innesco di archi elettrici che danneggino il rivestimento isolante dell'elettrodo attivo capacito. Allo stesso tempo, il trattamento elettroterapico può richiedere svariate regolazioni, che dipendono da altre caratteristiche dell'elettrodo attivo, sia esso capacitivo o resistivo, come la dimensione superficiale dell'elettrodo, vale a dire la superficie destinata a contattare il corpo del paziente, ed è pertanto necessario poter consentire una regolazione, in sicurezza, ma con facilità d'uso per l'operatore.
[0005] Il problema tecnico alla base della presente invenzione è quello di escogitare un'apparecchiatura per trattamento elettroterapico che sia versatile, semplifichi l'attività dell'operatore, supporti elettrodi attivi resistivi o capacitivi aventi caratteristiche strutturali diverse, in particolare diverse superfici destinate al contatto con il paziente, aumentando al contempo la sicurezza dell'apparecchiatura, e prevenendo rischi associati a potenziali dimenticanze o errori dell'operatore.
Sommario dell'invenzione
[0006] L'idea alla base della presente invenzione è quella di predisporre un'apparecchiatura per elettroterapia comprendente un terminale „intelligente“ per il supporto di un elettrodo attivo, resistivo o capacitivo, destinato a ricevere una tensione elettrica da un'unità di controllo, laddove il terminale è configurato per rilevare le caratteristiche dall'elettrodo attivo, e per comunicare all'unità di controllo tali caratteristiche. L'unità di controllo, ricevendo le caratteristiche dell'elettrodo attivo inserito nel terminale, può verificare automaticamente che l'elettrodo sia adatto ad una modalità di trattamento impostata sull'unità di controllo dall'operatore, ad esempio, impedire di usare un elettrodo attivo resistivo con tensione /energia eccessiva come quella tipicamente impostata per un trattamento capacitivo.
[0007] Vantaggiosamente, il terminale può essere accoppiato ad uno tra plurimi elettrodi attivi resistivi di diverse dimensioni o caratteristiche strutturali o a uno tra plurimi elettrodi attivi capacitivi di diverse dimensioni o caratteristiche strutturali, e comunicare all'unità le caratteristiche dell'elettrodo attivo via via accoppiato, per immediato settaggio, nell'unità di controllo, del valore massimo di potenza e tensione applicabile al paziente tramite contatto dell'elettrodo attivo, in particolare tramite il contatto della superficie dell'elettrodo attivo destinata a contattare il paziente ed il paziente stesso. Il sopra citato valore massimo è un limite impostato dall'unità di controllo. L'operatore, intervenendo sull'unità di controllo, può modulare la tensione / energia da applicare al paziente, senza poter superare il limite impostato dall'unità di controllo.
[0008] Sulla base dell'inda di soluzione sopra esposta, il problema tecnico alla base della presente invenzione è risolto da un'apparecchiatura per elettroterapia secondo la rivendicazione 1. Forme di realizzazione preferite dell'apparecchiatura sono data dalle rivendicazioni da 2 a 15.
[0009] L'apparecchiatura per elettroterapia comprendente -un terminale o manipolo; -un elettrodo attivo supportato dal terminale, destinato a ricevere una tensione elettrica da un'unità di controllo;l'elettrodo attivo comprende un componente di identificazione dell'elettrodo attivo;
il terminale comprende un componente lettore del componente di identificazione dell'elettrodo attivo supportato;
il terminale è configurato per determinare un'informazione identificativa del componente di identificazione dell'elettrodo attivo e per comunicare all'unità di controllo l'informazione identificativa.
[0010] Vantaggiosamente, il terminale „intelligente“ impedisce di regolare la macchina con valori di tensione o potenza inadatti all'elettrodo.
[0011] Ad esempio, il componente di identificazione dell'elettrodo attivo comprende un sistema di codifica dell'informazione identificativa ed il componente lettore comprende un sistema di decodifica dell'informazione identificativa.
[0012] Il sistema di codifica e di decodifica possono essere implementati secondo svariate possibilità.
[0013] Ad esempio, il componente di identificazione dell'elettrodo attivo comprende un RFID tag e il componente lettore comprende un lettore di RFID tag, e l'informazione identificativa è memorizzata in una memoria permanente a stato solido dell'RFID tag. Tale informazione può essere codificata, ad esempio crittografata. Tuttavia, nulla vieta che l'informazione sia memorizzata in chiaro.
[0014] Il lettore di RFID tag comprende uno switch che abilita la lettura dell'RFID tag solo se l'elettrodo attivo è inserito nel terminale e disabilita la lettura se l'elettrodo attivo è disinserito. Lo switch evita che l'informazione identificativa di un RFID associato ad un elettrodo situato a portata radio del lettore di RFID tag ma non inserito nel terminale possa essere letta ed erroneamente comunicata all'unità di controllo. In una forma di realizzazione, è adottato un sistema magneti / sensore di hall per abilitare o disabilitare la lettura dell'RFID tag. L'RID tag è un tag passivo.
[0015] Il sistema di codifica dell'informazione identificativa, in alternativa, può essere un sistema di codifica di luce o onde radio.
[0016] In tal caso, il componente lettore è, rispettivamente, un sistema di decodifica della luce o delle onde radio. Ad esempio, il sistema di codifica è dotato di una sorgente di luce, come un LED, e di un profilo di codifica della luce, destinato a creare uno specifico pattern tra una pluralità di pattern previsti, ciascuno associato ad una diversa informazione di identificazione. Il sistema di decodifica determina l'informazione di identificazione sulla base del pattern di luce rilevato.
[0017] Altre tecnologie possono essere adottate per identificare e leggere, ad esempio QRcode, NFC, etc.
[0018] Il sistema di codifica dell'informazione identificativa può altresì essere di natura meccanica e comprendere un profilo geometrico, ad esempio un'asta graduata che funge da maschio, ed il sistema di decodifica è un sistema di riconoscimento del profilo geometrico, ad esempio una sede femmina atta a determinare la misura di inserimento dell'asta graduata, e sulla base di detta misura, l'informazione identificativa dell'elettrodo attivo (in tal caso ogni misura di inserimento è associata ad una diversa informazione identificativa).
[0019] L'elettrodo attivo è rimovibile dal terminale. Vantaggiosamente, ogni volta che l'elettrodo è sostituito, il terminale „legge“ l'informazione identificativa dell'elettrodo e la comunica all'unità di controllo (a parti funzionalmente accoppiate) per tarare l'apparecchiatura in sicurezza senza intervento dell'operatore.
[0020] L'informazione identificativa comprende una tipologia dell'elettrodo attivo tra due diverse tipologie: -una tipologia capacitiva o ad alta impedenza associata ad elettrodi attivo destinati all'utilizzo per contatto indiretto di una superficie conduttiva dell'elettrodo attivo con il corpo umano mediante interposizione di un isolante, e -una capacità resistiva o a bassa impedenza associata ad elettrodi attivo destinati all'utilizzo per contatto diretto di una superficie conduttiva dell'elettrodo attico con il corpo umano.
[0021] L'informazione identificativa comprende una dimensione superficiale dell'elettrodo attivo, relativa alla superficie di contatto massima tra l'elettrodo attivo ed il corpo umano durante l'uso.
[0022] In una forma preferita di realizzazione, il terminale è dotato di un tastierino, tattile o a pulsanti, per variare i parametri di funzionamento dell'unità di controllo, in particolare la tensione di corrente erogata all'elettrodo attivo, dal tastierino, e la potenza.
[0023] L'apparecchiatura per elettroterapia comprende anche l'unità di controllo. Essa è configurata per erogare all'elettrodo attivo una tensione, in particolare la tensione determinata dall'unità di controllo in base all'informazione identificativa del componente di identificazione dell'elettrodo trasmessa dal componente lettore del terminale.
[0024] L'unità di controllo comprende anche un modulo di riconoscimento del terminale tra N possibili tipologie di terminale destinati ad operare in N rispettive modalità di funzionamento.
[0025] Preferibilmente N=4 modalità, in particolare una modalità dinamica, fibrolisi, statica o dosimetrica.
[0026] In una forma di realizzazione, un terminale destinato ad operare nella modalità di funzionamento dinamica o fibrolisi supporta elettrodi di entrambe le tipologie, conduttiva e resistiva, ed un terminale destinato ad operare nella modalità di funzionamento statica o dosimetrica supporta elettrodi di una sola modalità, resistiva.
[0027] Tuttavia, nulla vieta, con debiti accorgimenti, che anche un terminale destinato ad operare nella modalità di funzionamento statica o dosimetrica possa supportare elettrodi di entrambe le tipologie, conduttiva e resistiva.
[0028] Ulteriormente, l'unità di controllo comprende un modulo di controllo della fase tra la corrente e la tensione. Il modulo è programmato per interrompere l'erogazione della tensione elettrica all'elettrodo attivo di tipo capacitivo se la fase tra corrente e tensione è diversa da 90°.
[0029] Ulteriori caratteristiche e vantaggio dell'apparecchiatura secondo la presente invenzione risulteranno evidenti dalla descrizione che segue, data con riferimento ai disegni allegati a solo scopo esemplificativo e non limitativo dell'ambito di protezione dell'invenzione.
Breve descrizione dei disegni
[0030] La figura 1 è una vista schematica di un terminale e di un elettrodo di un'apparecchiatura per elettroterapia secondo la presente invenzione. Le figure da 2 a 13 rappresentano schematicamente il posizionamento degli elettrodi attivo e capacitivo dell'apparecchiatura della presente invenzione, durante l'uso.
Descrizione dettagliata dell'invenzione
[0031] Con riferimento alla figura 1, sono schematicamente descritti nel seguito alcuni particolari dell'apparecchiatura per elettroterapia secondo la presente invenzione. L'apparecchiatura è globalmente indicata con 100 e comprende un terminale o manipolo 1, ed un elettrodo attivo 2 supportato dal terminale 1. È qui di seguito focalizzata la descrizione sulle caratteristiche del terminale 1 e dell'elettrodo attivo 2, salienti per l'invenzione.
[0032] Il terminale 1 è detto manipolo perché è destinato a essere impugnato da un operatore per portare in contatto l'elettrodo attivo 2 con il corpo del paziente, senza quindi dover impugnare direttamente l'elettrodo attivo 2, consentendo di posizionare e spostare l'elettrodo 2 con facilità, grazie ad una impugnatura formata su un corpo ergonomico del manipolo 1. Un cavo elettrico, schematicamente indicato in fig. 1 con 4, collega una presa (non visibile) per l'elettrodo, situata dentro al corpo del terminale 1, con un'unità di controllo 10 (descritta più specificatamente nel seguito) dell'apparecchiatura 100, preposta ad erogare una tensione di corrente elettrica all'elettrodo 2, tramite un generatore. Il generatore è alimentato da un alimentatore dell'apparecchiatura 100, destinato ad essere connesso alla rete elettrica di alimentazione. Il cavo elettrico 4 è rimovibile dall'unità di controllo 10, così che il terminale 1 possa essere rimosso dall'unità di controllo 10, sostituito con un altro terminale 1, e/o venduto anche separatamente dall'unità di controllo 10. In una forma di realizzazione, il cavo elettrico 4 non è rimovibile dal terminale 1, i.e. una estremità del cavo 4 è attestata inamovibilmente alla presa per l'elettrodo e l'altra estremità è applicabile e rimovibile alla/ dalla unità di controllo 10.
[0033] L'elettrodo attivo 2 è inserito nella presa del terminale 1. L'elettrodo attivo 2 è rimovibile dalla presa del terminale 1, ed è sostituibile con un altro elettrodo attivo 2. L'elettrodo attivo 2 comprende un componente di identificazione 2a ed il terminale 1 comprende un componente lettore la del componente di identificazione 2a dell'elettrodo attivo 2 supportato. A parti accoppiate, il terminale 1 „legge“ un'informazione identificativa I del componente di identificazione 2a dell'elettrodo attivo 2 e comunica l'informazione identificativa I all'unità di controllo 10, affinché l'unità di controllo 10 possa impostare un limite L1 al valore di tensione e di potenza applicabile al paziente tramite contatto dello specifico elettrodo attivo inserito nel terminale 1 (ad es. un primo elettrodo attivo avente specifiche informazioni identificative I1). L'elettrodo attivo inserito, infatti, ha specifiche caratteristiche strutturali, come una prefissata superficie, ed è di una specifica tipologia tra quelle previste per gli elettrodi attivi, ad es. tipologia resistiva, e tali caratteristiche dell'elettrodo attivo (insieme alla potenza e tensione erogata dal generatore) determinano un trasferimento, verso il paziente, di una quantità di energia per unità di tempo maggiore o minore rispetto alla quantità di energia che sarebbe trasferita da un altro elettrodo attivo (a parità di potenza e corrente erogata dal generatore) avente diverse caratteristiche strutturali (ad esempio una maggiore superficie di contatto verso il paziente) o una diversa tipologia, ad es. capacitiva. Il sopra citato limite L1 del primo elettrodo attivo è, pertanto, un limite impostato dall'unità di controllo 10 in relazione al primo elettrodo attivo inserito nel terminale (l'elettrodo attivo avente le informazioni identificative I1); l'unità di controllo 10, tuttavia, calcola un altro limite L2 ogni qual volta è inserito un altro elettrodo attivo nel terminale (basandosi sulle specifiche informazioni identificative, ad esempio I2, dell'altro elettrodo attivo)). L'operatore, intervenendo sull'unità di controllo 10, può modulare la tensione / energia da applicare al paziente, senza poter superare il limite L1 impostato dall'unità di controllo 10, se l'elettrodo attivo inserito è quello avente le informazioni identificative Il o il limite L2 impostato dall'unità di controllo 10, se l'elettrodo attivo inserito è quello avente le informazioni identificative I2. Il limite L1 o il limite L2 sono costituiti da tensione, corrente e potenza. Il limite L1 rappresenta la massima energia EG1 trasferibile con la superficie di contatto del primo elettrodo (avente una certa superficie e tipologia); tale energia EG1 non è applicabile con un altro elettrodo (di diversa dimensione e tipologia), che potrà invece trasferire una energia massima EG2.
[0034] L'unità di controllo 10, in particolare, comprende una memoria che memorizza, per ciascuna informazione di identificazione I (cioè per ciascun tipo di elettrodo attivo 2), il limite massimo di tensione, potenza, corrente erogabile. La variazione manuale è consentita in senza superamento del limite massimo. Un microprocessore dell'unità di controllo 10 è configurato per effettuare la „lettura“ dell'informazione di identificazione I, la determinazione della tensione di corrente e potenza, ad altri controlli descritti nel seguito. Il manipolo o terminale 1 è detto anche terminale „intelligente“, per la possibilità di leggere l'elettrodo attivo 2 di volta in volta supportato (in esso inserito) e di comunicare l'informazione identificativa I all'unità di controllo. Il termine „leggere“ sopra utilizzato non è limitativo. Di fatti, il terminale 1 può effettivamente leggere l'informazione di identificazione I, quanto tale informazione è memorizzata nel componente di identificazione 2a, come ad esempio in una memoria di un RFID tag del componente di identificazione 2a, oppure può determinare indirettamente („decodificare“, „determinare“) l'informazione di identificazione I, per esempio da una caratteristica strutturale (di forma), elettrica o elettro magnetica (un segnale radio), ottica (un raggio luminoso) emesso dalla componente di identificazione 2a.
[0035] Il cavo elettrico 4 è attestato, ad una sua estremità, alla presa del terminale 1, ed è operativamente attestato, ad una sua contrapposta estremità, anche all'unità di controllo 10; in fig. 1 il numero di riferimento 4 è quindi indicato sia lato unità di controllo 10, sia lato terminale 1, ed è altresì indicato sul tratteggio che rappresenta l'estensione del cavo 4 tra le due parti (l'unità di controllo 10 e il terminale 1).
[0036] In modo analogo, un elettrodo neutro di ritorno è connesso all'unità di controllo 10; l'elettrodo neutro non è supportato da un terminale, in quando non necessita di essere afferrato per la manipolazione sul paziente, durante l'applicazione, ma rimane fermo in una posizione fissa sul (o sotto) al corpo del paziente. Quindi, il cavo elettrico termina direttamente nell'elettrodo neutro. L'elettrodo neutro di ritorno può essere una piastra in acciaio, ed è applicato in tutti i trattamenti per consentire un passaggio di corrente tramite la chiusura del circuito formato dall'unità di controllo 10, dall'elettrodo attivo 2, dal corpo del paziente e dall'elettro neutro. L'elettrodo neutro di ritorno deve essere ben aderente al corpo. Per il trattamento di ampie superfici, è utilizzato un elettrodo neutro di ritorno in combinazione ad elettrodi attivi di diametro superiore a 40 mm. L'elettrodo neutro è ad esempio in acciaio inossidabile, flessibile, rivestito almeno sui bordi da una gomma siliconica che riduce scivolamento sul piano d'appoggio.
[0037] L'elettrodo attivo 2 è intercambiabile. Sono disponibili elettrodi di due tipologie, diversi per dimensione, forma e caratteristiche dei materiali utilizzati. Gli elettrodi ad alta impedenza (CAP) sono in materiale conduttivo, differenti per trattamenti linfo-dinamici e termodinamici. Sono rivestiti da uno speciale film, di prefissato spessore, in un materiale con proprietà isolante elettricamente. Come sopra accennato, un RFID tag incorporato nell'elettrodo attivo memorizza l'informazione identificativa I dell'elettrodo: preferibilmente, l'informazione I comprende il tipo (capacitivo, resistivo), la dimensione, il lotto di produzione.
[0038] Gli elettrodi a bassa impedenza (RES) sono realizzati in acciaio inossidabile, non deperiscono e non sono soggetti a particolare usura (la durata è sostanzialmente quella dell'unità di controllo); anche in questo caso, l'RFID tag è inserito nell'elettrodo e ne memorizza l'informazione identificativa come il tipo, la dimensione, il lotto di produzione.
[0039] L'RFID tag è molto utile per fornire le caratteristiche dell'elettrodo e consente anche una tracciabilità dell'elettrodo, dato che esso può essere associato ad un numero univoco, non ripetibile nell'ambito dei lotti di produzione. Tuttavia, altre modalità e mezzi di contrassegno dell'elettrodo e di suo riconoscimento sono previste. Per esempio, l'elettrodo attivo 2 può comprendere un NFC tag ed il terminale 1 un lettore del segnale emesso dall'NFC tag. Il tag nell'elettrodo attivo 1 può essere attivo (alimentato elettricamente da una batteria propria) o preferibilmente passivo (alimentato dalle onde elettromagnetiche emessa dal lettore nel terminale 1, quando le due parti sono ravvicinate). Altre metodologie e dispositivi di comunicazione possono essere adottati, ad esempio Bluetooth. Il dispositivo (sia esso RFID tag, NFC, Bluetooth o altro) è accoppiato all'elettrodo senza formare profilo aggettante dall'elettrodo, preferibilmente a filo con una superfice esterna dell'elettrodo, ancor più preferibilmente con una superficie contrapposto alla superficie dell'elettrodo che entra in contatto con il corpo del paziente. L'accoppiamento è inamovibile. Ad esempio, una resina o rivestimento inamovibile è applicato sopra al dispositivo ed un tentativo di rimozione della resina o rivestimento compromette il funzionamento del dispositivo, causato ad esempio da una rottura di un contatto elettrico. In una forma di realizzazione, il dispositivo è termosaldato in un componente che forma parte dell'elettrodo.
[0040] Gli elettrodi attivi possono avere le seguenti caratteristiche elettriche e strutturali, pur essendo tutti supportati, uno ad uno, dallo stesso terminale 1, quindi avendo tutti un elemento maschio inseribile nella presa del terminale 1. In particolare, è previsto un elettrodo attivo 2 ad alta impedenza (capacitivo) con piano ipertermico di ø 30 mm, un elettrodo attivo 2 ad alta impedenza (capacitivo) con piano ipertermico ø 50 mm, ø 70 mm, a ø 90 mm, un elettrodo attivo ad alta impedenza (capacitivo) convesso ipertermico con diametro di 55 mm, un elettrodo attivo ad alta impedenza (capacitivo) convesso ipertermico ø 75 mm, un elettrodo attivo ad alta impedenza (CAP) convesso in ottone ipotermico di ø 50mm, un elettrodo attivo ad alta impedenza (CAP) piano a spessore maggiorato, in ottone, ipotermico di ø 60 mm, un elettrodo attivo a bassa impedenza (RES) di ø 35 mm, un elettrodo attivo a bassa impedenza (RES) di ø 50 mm, un elettrodo attivo a bassa impedenza (RES) di ø 65 mm, un elettrodo attivo a bassa impedenza (RES) di ø 90 mm e di ø 100 mm.
[0041] L'apparecchiatura 100, quando in funzione, cioè con gli elettrodi a contatto esterno superficiale con il corpo umano, è uno stimolatore biocellulare e della micro-macro circolazione, attuata mediante l'applicazione di un segnale di tensione/corrente alternata, a frequenza fissa, nel range della radiofrequenza (ad es. 0,447 MHz), per contatto sul tessuto biologico, con l'elettrodo attivo selezionato tra le due tipologie specifiche (capacitiva, resistiva). La stimolazione è fondata sul principio del resistore o del condensatore elettrico (quest'ultimo inteso come mezzo per accumulare e rilasciare cariche), ed è in grado di mobilitare le cariche elettriche presenti nel tessuto biologico, con conseguente biostimolazione del metabolismo cellulare. L'apparecchiatura è in grado di sviluppare un incremento locale della temperatura corporea, che riattiva il circolo micro-capillare e profondo, con aumento del flusso sanguigno/linfatico e conseguente rimozione dei cataboliti e/o apporto di nutrienti dei tessuti e incremento della loro ossigenazione. Il terminale può essere utilizzato con grande flessibilità dall'operatore localmente in zone da trattare per indurre variazioni fisiologiche micro-macro metriche in uno specifico distretto provocando una differenza di temperatura tra detto distretto ed uno limitrofo. Il trattamento elettroterapico in questione è anche noto cin Tecar terapia, per utilizzo in campo fisioterapico e riabilitativo, eventualmente estetico.
[0042] Nelle figure da 2 a 13 sono rappresentati schematicamente diversi elettrodi attivi secondo la presente invenzione. Tra questi, un elettrodo fibrolisore ad alta impedenza (capacitivo) è rappresentato nelle figure da 7 a 9; esso ha una forma ad uncino che si presta al contatto sul corpo umano lungo una porzione curvilinea rigida o semirigida o una porzione di punta a martelletto. Nelle pratiche fisioterapiche note, non è mai stato utilizzato un fibrolisore del tipo sopra citato, vale a dire uno strumento per applicazione sinergica di una stimolazione meccanica e elettroterapica. Sono previsti un elettrodo fibrolisore a bassa impedenza (resistivo), un Kit di elettrodi per trattamento resistivo RES di ø 50 mm, 75 mm, 90 mm, un elettrodo monouso a bassa impedenza (RES) con area di 136 cm<2>, un elettrodo monouso a bassa impedenza (RES) 82 cm<2>.
[0043] L'unità di controllo 10 è dotata di un'interfaccia comandi, frontalmente, e, posteriormente, di connettori d'uscita per i cavi verso gli elettrodi attivo e neutro e di presa/e USB. L'unità 10 riceve, ad esempio, alimentazione e frequenza di rete rispettivamente di 100 - 240 V e 50 - 60 Hz, è dotata di fusibili all'ingresso 2 x T5A H 250V, riceve una potenza in entrata di 380W, ha una frequenza di uscita di 0,447 MHz ± 0,05 MHz, una tensione e potenza d'uscita in modalità resistiva: 220V ± 5% / 300W ± 10%, ed in modalità capacitiva di 600V ± 5% /450VA ± 10%. Il consumo in stand by è di 25 W, ed in modalità risparmio di 1 W; le dimensioni ed il peso, in una forma di realizzazione, sono L 42 x P 36,5x H 22 cm e kg 8,9.
[0044] L'unità di controllo 10 comprende un display di visualizzazione che indica i valori dei parametri di trattamento ed una manopola di regolazione che consente la variazione (rotazione oraria per aumento, antioraria per diminuzione della potenza), in un intervallo predefinito, a partire da valori determinati autonomamente dall'unità di controllo 10 sulla base delle informazioni identificative I integrate nell'elettrodo attivo 2 e lette dal terminale 1. È prevista anche una tastiera di comandi a bordo dell'unità di controllo 10 per la navigazione di un menu di accesso e selezione dei parametri da configurare. Una spia luminosa, preferibilmente un LED, segnala la tipologia di trattamento RES/CAP in corso.
[0045] Preferibilmente il cavo di connessione per l'elettrodo neutro è di un colore (es. nero) diverso dal colore (es. grigio del cavo di connessione 4 per l'elettrodo attivo 2; preferibilmente, anche il numero di contatti del cavo di connessione per l'elettro neutro differisce dal numero di contatti del cavo di connessione per l'elettrodo attivo, per evitare collegamenti errati. L'aggancio è di tipo rapido. La presa USB consente di scaricare, tramite un dispositivo lettore ad essa collegato, i record (dati) dei trattamenti precedentemente effettuati (i quali sono memorizzati in una memoria interna dell'unità di controllo), ad es. nr. record del trattamento, orario d'inizio, energia erogata, modalità, durata del trattamento per modalità e tipologia.
[0046] Il terminale 1 comprende un display, preferibilmente OLED, a bordo della parte superiore del corpo del manipolo 1; esso visualizza in tempo reale il valore della corrente erogata, ed un grafico del rapporto percentuale tra la potenza erogata e la potenza massima disponibile. Un tastierino, comprendente almeno i tasti +/- di incremento / decremento sul terminale 1, permette di regolare la potenza erogata dall'unità di controllo durante il trattamento, quindi anche dopo l'avvio, sempre senza discostarsi dal valore preimpostato sulla base dell'informazione identificativa dell'elettrodo attivo oltre un intervallo predefinito.
[0047] L'accoppiamento tra il 1terminale 1 e l'elettrodo attivo 2 è ad aggancio rapido, e preferibilmente comporta un'interazione magnetica tra le due componenti, per facilitare e velocizzare l'inserzione e la sostituzione anche in corso di trattamento. L'unità di controllo 10 è informata immediatamente dal terminale 1 della nuova informazione identificativa I di un elettrodo attivo 2 inserito in sostituzione ad un precedente elettrodo attivo 2 anche in corso di trattamento. L'unità di controllo 10, in al caso, varia immediatamente le impostazioni per l'erogazione di tensione e potenza verso il nuovo elettrodo attivo 2.
[0048] In manipolo 1 è preferibilmente dotato di un sensore di Hall, e rileva la presenza dell'elettrodo nell'apposita presa, grazie all'attivazione della circuitazione del ricevitore RFID. In altre parole, fintanto che l'elettrodo attivo 2 non è inserito nella presa, è impedita la lettura dell'RFID tag a bordo dell'elettrodo attivo 2. A parti accoppiate (quanto l'elettrodo attivo 2 è nella presa del terminale 1), il terminale identifica le proprietà dell'elettrodo attivo 2 (tipologia, dimensione, etc), le comunica all'unità di controllo 10, che, a sua volta, le visualizza sul display.
[0049] In una variante di realizzazione, è lasciata la possibilità per l'operatore di selezionare la tipologia di trattamento sull'unità di controllo 10, i.e. resistiva o capacitiva, ma per garantire la sicurezza elettrica, un sistema di controllo ridondante tra il tipo di modalità selezionata dall'operatore ed il tipo di elettrodo attivo resistivo o capacitivo inserito nel manipolo, avvisa l'operatore di eventuale discordanza, sospendendo l'erogazione della potenza di trattamento in caso di discordanza, per impedire potenziali rischi per il paziente.
[0050] L'apparecchiatura è utilizzabile secondo varie modalità. In particolare sono previste le modalità dinamica, fibrolisi, statica e dosimetrica. La modalità è selezionabile manualmente. A seconda della modalità selezionata sono visualizzati i relativi parametri regolabili sul display dell'unità di controllo. Tuttavia, in una forma di realizzazione anche la modalità è determinata automaticamente dall'unità di controllo sulla base delle informazioni identificative I lette dall'elettrodo attivo 2 e comunicate dal terminale 1, così come già spiegato per la tipologia (capacitivo, resistivo) dell'elettrodo attivo, ed anche in tal caso (modalità impostata automaticamente, i relativi parametri regolabili manualmente dall'operatore sono visualizzati sul display dell'unità di controllo 10.
[0051] L'apparecchiatura 100 in particolare comprende, nell'unità di controllo 10, un modulo di riconoscimento 10a del terminale 1 tra N possibili tipologie di terminale destinati ad operare in N rispettive modalità di funzionamento, una modalità dinamica, fibrolisi, statica o dosimetrica. Il terminale 1 comprende una chiave elettronica e il modulo di riconoscimento 10a dell'unità di controllo 10 comprende un lettore della chiave elettronica del terminale 1. La chiave elettronica è associata ad una tra le N possibili tipologie di terminale. Pertanto, quando il terminale 1 è inserito operativamente nell'unità di controllo 10, in particolare quando l'estremità del cavo di connessione 4 è inserita nel connettore dell'unità di controllo 10 e l'unità di controllo 10 è in funzione, il modulo di riconoscimento 10a determina la tipologia del terminale 1 dalla chiave elettronica ed imposta immeditatamente alcuni parametri di funzionamento, sulla base della chiave elettronica. Per esempio, il terminale 1 inserito risulta essere destinato ad operare in una modalità di funzionamento A sulla base delle informazioni determinate dal modulo di riconoscimento 10a, e l'operatore ha impostato manualmente l'unità di controllo 10 per effettuare il trattamento in una modalità di funzionamento A'; l'unità di controllo 10 verifica la corrispondenza tra A ed A', vale a dire la compatibilità della selezione effettuata dall'operatore e del terminale inserito 1; in caso di compatibilità, l'unità di controllo 10 imposta il limite massimo dei valori di potenza, corrente e tensione applicabili, secondo quanto già descritto in precedenza. Nel caso di incompatibilità l'unità di controllo segnala con informazione a display tale incongruenza richiedendo l'inserimento del terminale corretto.
[0052] La determinazione della tipologia di elettrodo attivo è effettuata dal terminale 1 quando l'elettrodo è inserito nel terminale 1. Tale determinazione può essere effettuata prima che il terminale 1 sia inserito nell'unità di controllo 10; a questo proposito, il terminale 1 può essere dotato di una alimentazione autonoma, ad esempio una batteria ricaricabile, per la determinazione dell'informazione identificativa I dell'elettrodo attivo 2. Tuttavia, la determinazione può essere effettuata dopo che il terminale 1 è inserito nell'unità di controllo 10; a questo proposito, il terminale 1 può essere anche privo di una alimentazione autonoma ed alimentato dall'unità di controllo 10. In tal caso, l'unità di controllo 10 imposta la tensione e la potenza erogabili solo dopo aver acquisito l'informazione relativa al tipo id terminale, dalla chiave elettronica del terminale, e l'informazione identificativa dell'elettrodo attivo, dall'elettrodo attivo, per mezzo del terminale. E' ulteriormente previsto un controllo (SMART Adattive System) per determinare il livello massimo di potenza erogabile in funzione dell'elettrodo utilizzato e dell'impedenza rilevata dopo il contatto con il paziente, al fine di aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di scottature.
[0053] Le modalità di funzionamento hanno caratteristiche diverse. Nella modalità dinamica, possono essere usati elettrodi attivi capacitivi e resistivi. Con elettrodi attivi capacitivi l'unità di controllo 10 controlla preferibilmente anche la fase tra la corrente e la tensione, ed interrompe l'erogazione della tensione elettrica all'elettrodo attivo se la fase tra corrente e tensione è diversa da 90°. Se tale fase è diversa da 90° può essere infatti indicativa di usura del rivestimento isolante dell'elettrodo attivo, e quindi di pericolo, considerate le tensioni elevate di funzionamento con elettrodo capacitivo. Le tensioni e potenza sono in modalità di funzionamento dinamica con elettrodo resistivo di 220V e 1300watt, in modalità di funzionamento dinamica con elettrodo capacitivo di 600V e 450VA, in modalità di funzionamento fibrolisi con resistivo di 160V e 92watt, in modalità di funzionamento fibrolisi con elettrodo capacitivo di 300V e di 300VA.
Claims (15)
1. Apparecchiatura per elettroterapia (100) comprendente
–un terminale o manipolo (1);
–un elettrodo attivo (2) supportato dal terminale (1), destinato a ricevere una tensione elettrica da un'unità di controllo (10);
caratterizzato dal fatto che
l'elettrodo attivo (2) comprende un componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) ed
il terminale (1) comprende un componente lettore (1a) del componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) supportato,
il terminale (1) essendo configurato per determinare un'informazione identificativa (I) del componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) e per comunicare all'unità di controllo (100) l'informazione identificativa (I).
2. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che il componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) comprende un sistema di codifica dell'informazione identificativa (I) ed il componente lettore (1a) comprende un sistema di decodifica dell'informazione identificativa (I).
3. Apparecchiatura secondo le rivendicazioni 1 o 2 caratterizzata dal fatto che il componente di identificazione (2a) dell'elettrodo attivo (2) comprende un RFID tag e il componente lettore (1a) comprende un lettore di RFID tag, detta informazione identificativa (I) essendo memorizzata in una memoria permanente a stato solido dell'RFID tag.
4. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 2 caratterizzata dal fatto che il lettore di RFID tag comprende uno switch che abilita la lettura dell'RFID tag solo se l'elettrodo attivo (2) è inserito nel terminale (2) e disabilita la lettura se l'elettrodo attivo (2) è disinserito.
5. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che il sistema di codifica dell'informazione identificativa (I) è un sistema di codifica di luce o onde radio, ed il componente lettore (1a) è un sistema di decodifica della luce o delle onde radio.
6. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che il sistema di codifica dell'informazione identificativa (I) è un profilo geometrico ed il sistema di decodifica è un sistema di riconoscimento del profilo geometrico.
7. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che l'elettrodo attivo (2) è rimovibile dal terminale (1).
8. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che l'informazione identificativa (I) comprende una tipologia dell'elettrodo attivo (2) tra due diverse tipologie, una tipologia capacitiva o ad alta impedenza associata ad elettrodi attivo destinati all'utilizzo per contatto indiretto di una superficie conduttiva dell'elettrodo attivo con il corpo umano mediante interposizione di un isolante, e una capacità resistiva o a bassa impedenza associata ad elettrodi attivo destinati all'utilizzo per contatto diretto di una superficie conduttiva dell'elettrodo attico con il corpo umano.
9. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che l'informazione identificativa (I) comprende una dimensione superficiale dell'elettrodo attivo (2), relativa alla superficie di contatto massima tra l'elettrodo attivo ed il corpo umano durante l'uso.
10. Apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal fatto che il terminale (1) è dotato di un tastierino (1), tattile o a pulsanti, per variare i parametri di funzionamento dell'unità di controllo, in particolare la tensione di corrente erogata all'elettrodo attivo (2), dal tastierino.
11. Apparecchiatura per elettroterapia (100) secondo la rivendicazione 1 comprendente l'unità di controllo (10), configurata per erogare all'elettrodo (2) una tensione, detta tensione essendo determinata dall'unità di controllo (10) in base all'informazione identificativa (I) del componente di identificazione (2a) dell'elettrodo (2) trasmessa dal componente lettore (1a) del terminale (1).
12. Apparecchiatura per elettroterapia (100) secondo la rivendicazione 11 caratterizzata dal fatto che l'unità di controllo (10) comprende un modulo di riconoscimento (10a) del terminale (1) tra N possibili tipologie di terminale destinati ad operare in N rispettive modalità di funzionamento, preferibilmente N=4 modalità, in particolare una modalità dinamica, fibrolisi, statica o dosimetrica.
13. Apparecchiatura per elettroterapia (100) secondo le rivendicazioni 12 caratterizzata dal fatto che il terminale (1) comprende una chiave elettronica e il modulo di riconoscimento (10a) dell'unità di controllo (10) comprende un lettore della chiave elettronica del terminale (1), detta chiave elettronica essendo associata ad una tra le N possibili tipologie di terminale.
14. Apparecchiatura per elettroterapia (100) secondo le rivendicazioni 7 e 12 caratterizzata dal fatto che il terminale (1) destinato ad operare nella modalità di funzionamento dinamica, fibrolisi, statica o dosimetrica supporta elettrodi attivi (2) di qualsiasi tipologia tra le N possibili tipologie.
15. Apparecchiatura per elettroterapia (100) secondo le rivendicazioni 1, caratterizzata dal fatto che l'unità di controllo (10) comprendere un modulo di controllo della fase tra la corrente e la tensione, detto modulo di controllo essendo programmano per interrompere l'erogazione della tensione elettrica all'elettrodo attivo, di tipologia capacitiva, se la fase tra corrente e tensione è diversa da 90°.
Priority Applications (2)
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| CH000160/2024A CH721586A2 (it) | 2024-02-15 | 2024-02-15 | Apparecchiatura per elettroterapia |
Publications (1)
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| CH000160/2024A CH721586A2 (it) | 2024-02-15 | 2024-02-15 | Apparecchiatura per elettroterapia |
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