IT201600108972A1 - Tunnel mobile di lunghezza variabile atto a dare protezione a pedoni che procedano in fila indiana. - Google Patents

Tunnel mobile di lunghezza variabile atto a dare protezione a pedoni che procedano in fila indiana.

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IT201600108972A1
IT201600108972A1 IT102016000108972A IT201600108972A IT201600108972A1 IT 201600108972 A1 IT201600108972 A1 IT 201600108972A1 IT 102016000108972 A IT102016000108972 A IT 102016000108972A IT 201600108972 A IT201600108972 A IT 201600108972A IT 201600108972 A1 IT201600108972 A1 IT 201600108972A1
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Patrizio Merelli
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Description

“TUNNEL MOBILE DI LUNGHEZZA VARIABILE ATTO A DARE PROTEZIONE A PEDONI CHE PROCEDANO IN FILA INDIANA”.
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per invenzione industriale ha per oggetto un tunnel mobile di lunghezza variabile, atto a dare protezione a pedoni che procedano in fila indiana, su una singola fila o su due file affiancate.
Il trovato in parola, che non conosce antecedenti diretti, è stato studiato per risolvere una problematica attualmente piuttosto sentita.
In molte città, infatti, è previsto che i bambini delle scuole elementari si rechino a scuola a piedi, formando una sorta di carovana gestita a turno dai rispettivi genitori aventi il compito di apri-fila e di serra-fila.
Nell’ambito di una simile carovana i bimbi avanzano su file sufficientemente ordinate e compatte, visto che tale condizione rende certamente più facile il controllo della carovana da parte degli anzidetti genitori.
Talvolta una simile carovana si forma nella sua interezza in corrispondenza di un punto di raccolta, configurabile come un autentico capolinea; in altri casi è invece previsto che si arricchisca progressivamente di nuovi componenti, raccolti via via lungo il tragitto compreso tra il punto di partenza e il punto di arrivo, presso la scuola di destinazione.
Le ormai lunghe esperienze effettuate hanno dimostrato che questa logica di condurre i bambini in carovana è certamente molto valida.
I principali vantaggi sono che i genitori non debbono utilizzare le auto, che non tutti i genitori – grazie alla loro turnazione – sono impegnati tutti i giorni dell’anno a portare a scuola i propri figli e che la vigilanza sui bambini è sicuramente esercitata in maniera attenta e responsabile.
A ciò si aggiunga che in tal modo i bimbi sono costretti a fare moto, rompendo il trend della dannosa vita sedentaria che coinvolge attualmente tanti soggetti di giovane età, specie nelle grandi città.
A fronte di tutti questi aspetti positivi, si è però potuto accertare che l’anzidetta pratica di conduzione collettiva dei bambini verso la scuola tende ad essere fortemente penalizzata dal maltempo.
Un simile disagio si manifesta anche in presenza di temperature particolarmente rigide, ma soprattutto in presenza di scrosci di pioggia o di precipitazioni nevose.
In tali casi, infatti, i bambini sono soliti coprirsi con gli ombrelli; tuttavia un simile rimedio non sempre risulta davvero efficace: non soltanto perché generalmente i bimbi piccoli non riescono a coprirsi in maniera adeguata, ma anche perché il gran numero di ombrelli aperti, unito ai disagi dovuti agli agenti atmosferici imperversanti, rende difficile mantenere sufficientemente compatta la carovana in movimento.
Ebbene il tunnel mobile secondo il trovato costituisce finalmente lo strumento che consente di superare la problematica appena segnalata, in virtù della sua capacità di offrire riparo dalla pioggia, dalla neve e dal freddo ai piccoli utenti e ai loro accompagnatori, durante la marcia dal punto partenza della carovana a quello di arrivo.
Questo tunnel, infatti, si configura come una sorta di lunga cabina, chiusa superiormente ed in corrispondenza dei due lati verticali, capace di avanzare su ruote e di alloggiare al suo intero una pluralità di persone che procedano in fila indiana.
All’interno di un simile tunnel i bimbi camminano normalmente, mentre la propulsione del tunnel – dunque la sua capacità di avanzare, seguendo passo passo la marcia dei bambini – è assicurata quanto meno dal genitore apri-fila e dal genitore serra-fila.
Il primo di tali genitori, infatti, è destinato a prendere posto all’interno del tunnel, alla testa della fila dei bambini, in una posizione utile per esercitare una trazione in avanti nei confronti dell’estremità anteriore del tunnel medesimo.
Il secondo genitore è invece destinato a mantenersi comunque all’interno del tunnel ma verso il fondo dello stesso, in una posizione che gli consenta di esercitare una trazione in avanti nei confronti dell’estremità posteriore dello stesso.
In tale contesto si comprende, per l’appunto, che tutti i bimbi che avanzano tra il genitore apri-fila e il genitore serrafila si trovano nella vantaggiosa condizione di mantenersi al riparo del tunnel mobile in questione.
Per poter garantire al tunnel medesimo un simile vantaggioso funzionamento è previsto che esso utilizzi come componente principale un carrello, destinato a cooperare con una speciale struttura sostanzialmente articolata ad esso agganciata.
In particolare quest’ultima struttura sfrutta la cooperazione tra una pluralità di telaietti a portale, anch’essi montati su ruote, ed un telo impermeabile in polietilene agganciato a questi stessi telaietti, il quale, in definitiva, funge da elemento di collegamento flessibile tra i telaietti medesimi.
Grazie ad una simile articolazione, infatti, il tunnel secondo il trovato risulta capace di allungarsi ed accorciarsi a discrezione, sostanzialmente a soffietto, in base alla lunghezza della fila dei bambini da ospitare, mentre la presenza delle anzidette ruote gli consente di avanzare lungo qualsiasi percorso pedonale.
L’adozione dell’anzidetta struttura articolata conferisce al tunnel medesimo anche la possibilità di assumere uno sviluppo curvo, particolarmente vantaggioso nel momento in cui si trovi ad avanzare in corrispondenza di una curva del tragitto pedonale che deve compiere.
In tale ottica si comprende meglio la funzione e l’importante dell’anzidetto carrello, il quale infatti, oltre a costituire il punto di fissaggio dell’anzidetto telo allungabile a soffietto, vanta un’ulteriore duplice funzionalità, a seconda che il tunnel in questione si trovi nella sua condizione operativa (dunque in marcia) o nella sua condizione di riposo (cioè in sosta).
In effetti, nel momento in cui il tunnel sia posto nella sua condizione operativa “allungata”, il carrello medesimo si presta ad accogliere e dunque a trasportare tutti gli zaini dei bimbi che marciano all’interno dello stesso.
Si comprende bene quanto vantaggiosa possa essere tale previsione, non soltanto perché i bimbi, privati del peso degli zaini, riescono a camminare più speditamente e in maniera posturalmente più corretta, ma anche perché riescono in tal modo a compattare maggiormente la fila, consentendo al tunnel in questione di alloggiare un maggior numero di piccoli utenti.
Nel momento in cui, invece, il tunnel sia condotto nella sua condizione non operativa “ritratta”, l’anzidetto carrello può essere utilizzato per il supporto di tutti gli altri componenti della struttura portante articolata – si allude agli anzidetti telaietti a portale montati su ruote – e del rispettivo telo impermeabile.
In particolare questi telaietti possono essere appesi al carrello anzidetto e compattati gli uni con gli altri, riducendo in maniera drastica il loro ingombro in lunghezza; inutile dire che tale compattamento dei telaietti è favorito dalla flessibilità – o per meglio dire della sua capacità di comprimersi a soffietto – del telo impermeabile che li collega.
Per maggiore chiarezza esplicativa la descrizione del trovato prosegue con riferimento alle tavole di disegno allegate, aventi solo valore illustrativo e non limitativo, in cui:
- la figura 1 è la vista laterale del carrello in dotazione al tunnel in questione;
- la figura 2 mostra, con una rappresentazione assonometrica, sostanzialmente in esploso, il carrello di figura 1, nonché la serie di telaietti a portale di cui si avvale la struttura articolata in dotazione al tunnel in questione;
- le figure 3 e 4 sono rispettivamente una vista laterale ed una rappresentazione assonometrica che mostrano i componenti di figura 2 nel loro assetto compatto;
- la figura 5 mostra, con una rappresentazione assonometrica integrale, il tunnel in questione completo del rispettivo telo impermeabile, nel suo assetto di massima estensione.
Con particolare riferimento alle figure da 1 a 4, va detto innanzitutto che il tunnel mobile secondo il trovato (T) si avvale di una struttura modulare che gli consente di essere realizzato in lunghezze variabili, a seconda del presumibile numero dei potenziali occupanti.
Il primo componente di tale struttura consiste in un carrello (10) di pianta sostanzialmente quadrata montato su quattro ruote (11), il quale adotta in corrispondenza della sua superficie superiore quattro colonnine (12), dislocate ai quattro angoli, nonché destinate al supporto di una ringhierina perimetrale (13).
Dal centro del bordo trasversale posteriore (10a) di tale carrello (10) aggetta un lungo montante (14) che sostiene sostanzialmente a sbalzo un’asta orizzontale (15), disposta in assetto ortogonale rispetto all’anzidetto bordo posteriore (10a) del carrello (10) e destinata ad estendersi in direzione del bordo trasversale anteriore (10b) del carrello medesimo (10).
In effetti la lunghezza di tale asta (15) è tale per cui la sua estremità posteriore (15a) si dispone in una posizione appena più arretrata rispetto all’anzidetto bordo traversale posteriore (10a) del carrello (10), mentre la sua estremità anteriore (15b) si dispone sostanzialmente all’altezza del bordo trasversale anteriore (10b) del carrello medesimo (10).
Detta asta (15) reca superiormente, in corrispondenza delle anzidette estremità (15a, 15b), due identici risalti verticali (16a, 16b), il primo dei quali (16a) è previsto in corrispondenza dell’estremità posteriore (15a) dell’asta (15), mentre il secondo (16b) è previsto in corrispondenza dell’estremità anteriore (15b) della stessa.
All’altezza dell’anzidetto bordo trasversale posteriore (10a) del carrello (10) è altresì fissato un primo telaietto (17), sostanzialmente a portale, formato da una coppia di gambe (17a) e da una traversa (17b) che le collega in sommità.
In particolare le estremità inferiori delle gambe (17a) di questo telaietto (17) sono fissate sull’esterno della coppia di colonnine (12) montate ai due lati dell’anzidetto bordo trasversale posteriore (10a) del carrello (10), mantenendosi sostanzialmente a filo con la superficie superiore dello stesso.
La traversa (17b) che collega in sommità le anzidette gambe (17a) è invece fissata al di sopra dell’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello (10), poco all’interno dell’anzidetto primo risalto (16a) dell’asta medesima (15).
Il carrello in questione (10) è altresì corredato di un secondo telaietto a portale (18), dotato di forme e dimensioni identiche a quelle dell’anzidetto primo telaietto (17); in effetti anche in questo secondo telaietto (18) sono previste una coppia di gambe (18a) e una traversa di sommità (18b).
Mentre l’anzidetto primo telaietto (17) è fissato rigidamente al carrello (10), questo secondo telaietto (18) risulta in grado di scorrere avanti e indietro lungo l’anzidetta asta (15) del carrello (10), sostanzialmente dall’uno all’altro degli anzidetti risalti (16a, 16b).
Un simile scorrimento è reso possibile dal fatto che la traversa (18b) di questo secondo telaietto (18) è semplicemente appoggiata, senza vincoli di sorta, sull’anzidetta asta orizzontale (15).
L’ultima dotazione dell’anzidetto carrello (10) consiste in una coppia di stanghe basculanti (19), montate sostanzialmente all’altezza dell’anzidetto bordo trasversale anteriore (10b) – preferibilmente all’assale che collega le due ruote anteriori (11) di detto carrello (10) –, nonché destinate a favorire il traino manuale di quest’ultimo.
In effetti tali stanghe (19) possono assumere alternativamente un assetto operativo, in corrispondenza del quale aggettano sul fronte del carrello medesimo (10), ed un assetto non operativo, in corrispondenza del quale assumono un assetto verticale, sostanzialmente a battuta contro il retrostante tratto dell’anzidetta ringhierina (13); la prima di tali condizioni è mostrata in figura 2, mentre la seconda è mostrata in figura 4.
Il secondo componente dell’anzidetta struttura modulare del tunnel in questione consiste in un terzo telaietto a portale (20), destinato ad essere utilizzato nel numero di esemplari desiderato, in funzione della lunghezza massima che si vuole attribuire al tunnel secondo il trovato (T).
Questo terzo telaietto (20) adotta profilo e dimensioni che, nelle loro linee generali, corrispondono a quelli degli anzidetti primo telaietto (17) e secondo telaietto (18).
Esso infatti è formato da una coppia di gambe (20a) collegate in sommità da una traversa (20b); essendo previsto che alla base di ciascuna gamba (20a) sia montata una rispettiva ruota (21) ad asse orizzontale, in cui detto asse risulta parallelo all’asse dell’anzidetta traversa di sommità (20b).
Si consideri ancora che ciascun esemplare dell’anzidetto terzo telaietto a portale (20) reca un’altezza, misurata dal punto di appoggio al suolo delle ruote (21) alla traversa (20b), leggermente inferiore alla distanza che si stabilisce, in seno all’anzidetto carrello (10) tra il punto di appoggio al suolo delle rispettive ruote (11) e la faccia superiore dell’anzidetta asta orizzontale (15).
Sull’interno delle due gambe (20a) di tale terzo telaietto (20) sono altresì previste due brevi barre orizzontali (22), rivolte l’una verso l’altra e disposte alla medesima altezza, il cui compito è quello di fungere da maniglie di presa per gli utenti del tunnel secondo il trovato (T).
Con particolare riferimento alla figura 5, l’ulteriore componente del tunnel secondo il trovato (T) consiste in un telo impermeabile (30), atto ad essere allungato e accorciato a soffietto, nonché capace di assumere un profilo ad “U” capovolta che gli consente di rivestire stabilmente sia l’anzidetto carrello (10), che i tutti i vari esemplari dell’anzidetto terzo telaietto (20).
È previsto infatti che l’estremità posteriore (30a) di detto telo (30) sia fissata in corrispondenza dell’anzidetto primo telaietto a portale (17), quello previsto a bordo del carrello (10), mentre l’anzidetto secondo telaietto (18) e i vari esemplari del terzo telaietto (20) sono fissati ad intervalli regolari di spazio lungo la restante superficie interna del telo medesimo (30).
Il fissaggio dei vari lembi di detto telo (30) con gli anzidetti telaietti (17, 18, 20) può essere ottenuto tramite pinze, cinturini, cerniere o qualsiasi altro mezzo di fissaggio atto ad essere rapidamente posto in opera ed altrettanto rapidamente rimosso.
Si può dire in ogni caso che un simile telo (30) rappresenti l’elemento di collegamento tra il carrello (10) e i vari esemplari del terzo telaietto (20).
Inoltre detto telo (30), essendo dotato di struttura flessibile, costituisce anche il mezzo che rende possibile l’allungamento e l’accorciamento del tunnel secondo il trovato (T) – inteso anche come allontanamento e avvicinamento dei vari terzi telaietti (20) rispetto al carrello (10) – così come la curvatura dello stesso in corrispondenza delle curve che dovesse incontrare nel corso del suo avanzamento.
La citata figura 5 permette di verificare come le pareti laterali del telo (30) lascino scoperte tanto le ruote (11) del carrello (10), quanto le ruote (21) dei vari esemplari del terzo telaietto (20), senza essere d’alcuno intralcio per lo scorrimento delle stesse sul terreno in occasione dell’avanzamento del tunnel in questione (T).
L’osservazione delle figure 2 e 3 permette di verificare le modalità di cooperazione dell’anzidetto carrello (10) con i vari esemplari del terzo telaietto (20), a seconda che l’intero tunnel (T) debba assumere il proprio assetto operativo allungato (o, per meglio dire, il suo tipico assetto di marcia) o il proprio assetto compatto non operativo.
A tale riguardo si precisa che se anche tali figure non mostrano, per maggiore semplicità grafica, l’anzidetto telo (30), resta inteso che le due differenti modalità di interazione tra il carrello (10) e i vari esemplari del terzo telaietto (20), alle quali conseguono i due differenti assetti assumibili dal tunnel in questione (T), richiedono naturalmente la cooperazione essenziale del telo medesimo (30), proprio in quanto mezzo di collegamento tra il carrello (10) e i terzi telaietti (20).
In particolare l’osservazione combinata delle figure 2 e 5 permette di accertare come, nella condizione operativa del tunnel (T), i vari esemplari del terzo telaietto (20) debbano disporsi sul fronte del carrello (10), a debita e progressiva distanza dallo stesso, mentre l’anzidetto secondo telaietto (18) si porta a battuta, nella medesima condizione, contro il secondo risalto (16b) dell’asta (15).
In tal modo il tunnel (T) assume la sua massima lunghezza, in una condizione utile per ospitare al suo interno una fila di bimbi, insieme con i genitori apri-fila e serra-fila.
L’accesso di tutte queste persone all’interno del tunnel (T) può avvenire attraverso il pannello mobile (30b) previsto in corrispondenza dell’estremità anteriore del telo (30), alla stregua di una vera e propria porta.
La figura 5 serve anche a verificare come il telo (30) in dotazione al tunnel in questione (T) rechi una fila di finestre (31) su ciascuna delle sue pareti laterali, essendo previsto che ognuna di tali finestre (31) debba occupare, nell’assetto operativo del tunnel medesimo (T), lo spazio compreso tra due successivi esemplari del terzo telaietto (20).
Un’ulteriore finestra (32) è invece prevista in corrispondenza dell’anzidetto pannello anteriore mobile (30b), con l’evidente funzione di consentire al genitore apri-fila di verificare la direzione di marcia del tunnel (30) e dunque della comitiva ospitata al suo interno.
In un simile contesto la presenza delle anzidette coppie di barre orizzontali (22), fungenti da maniglie, in dotazione ai vari esemplari del terzo telaietto (20) risulta vantaggiosa proprio perché consente quanto meno al genitore apri-fila, ma eventualmente anche a ciascuno dei bimbi ospitati nel tunnel (T), di esercitare con le mani una spinta in avanti sul rispettivo terzo telaietto (20), necessaria per assicurare l’avanzamento del tunnel medesimo (T).
Per garantire la migliore propulsione al tunnel in questione (T) si può tuttavia contare sull’anzidetta coppia di stanghe (19), destinate ad essere impugnate e tirate dal genitore serra-fila, opportunamente posizionato in fondo alla fila dei bimbi, appena di fronte al carrello (10).
Oltretutto un simile traino diretto del carrello (10) consente anche di evitare che si crei un’eccessiva tensione tra l’estremità posteriore (30a) del telo (30) e il rispettivo mezzo di aggancio a bordo posteriore (10a) del carrello (10), consistente per l’appunto nell’anzidetto primo telaietto a portale (17).
La figura 3 mostra invece come, nella condizione non operativa del tunnel (T), tutti gli esemplari del terzo telaietto (20) debbano essere appesi all’anzidetta asta (15) del carrello (10), in un assetto estremamente ravvicinato.
In questo caso essi si compattano tra di loro ed anche con l’anzidetto anzidetto secondo telaietto (18), ormai giunto a battuta contro il primo risalto (16a) dell’asta (15) e dunque, sostanzialmente, contro l’anzidetto primo telaietto fisso (17).
Più precisamente è previsto che la traversa (20b) di ciascun esemplare del terzo telaietto (20) sia posta a cavallo dell’asta orizzontale (15) che si estende alla sommità del carrello (10), dopo che abbia oltrepassato, grazie ad un opportuno sollevamento del rispettivo terzo telaietto (20), l’anzidetto secondo risalto (16b) montato in corrispondenza dell’estremità anteriore (15b) dell’asta medesima (15).
Il fatto che le traverse (20b) dei vari terzi telaietti (20) restino sul retro dell’anzidetto secondo risalto (16b) in dotazione all’asta (15) assicura che nessuno di tali telaietti (20) possa sfilarsi e dunque cadere incontrollatamente dall’asta medesima (15).
Allo stesso modo la presenza dell’anzidetto primo risalto (16a) dell’asta (15) garantisce che i medesimi terzi telaietti (20), così come l’anzidetto secondo telaietto (18), non possano sfilarsi incontrollatamente neppure verso il retro del carrello (10).
Si consideri peraltro che la minore altezza conferita al terzo telaietto (20) rispetto all’ingombro verticale complessivo del carrello (10) assicura che, nella condizione appena descritta, le ruote (21) di tutti i vari esemplari di detto terzo telaietto (20) rimangano sollevate dal suolo, senza creare alcuna interferenza allo scorrimento del carrello medesimo (10), magari fintanto che lo si debba spostare per riporlo in una rimessa, prima di un successivo impiego.
In tale ottica si comprende bene che quando si tratti di ricondurre invece i terzi telaietti a portale (20) nel loro assetto operativo – o, per meglio dire, di “scaricarli” dall’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello (10) –, occorrerà provvedere a sollevarli brevemente, in maniera tale che la traversa (20b) di ciascuna di essi possa scavalcare l’anzidetto secondo risalto (16b) previsto in corrispondenza dell’estremità anteriore (15b) dell’asta medesima (15).
Si precisa, infine, che il tunnel secondo il trovato può essere utilizzato non soltanto per ospitare una singola fila di bambini che procedano in fila indiana, ma all’occorrenza anche per ospitare due file affiancate di bambini.
In quest’ultima evenienza i bimbi che compongono le due diverse file si trovano ad avanzare per coppie affiancate, in una condizione in cui uno dei bimbi di ciascuna coppia potrà contribuire a spingere in avanti il tunnel impugnando con la mano destra una delle anzidette barre orizzontali (22) appartenenti ad un rispettivo esemplare del terzo telaietto (20), mentre il secondo bambino potrà fare lo stesso dopo aver impugnato con la mano sinistra l’altra barra orizzontale (22) in dotazione al medesimo terzo telaietto (20).

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Tunnel mobile di lunghezza variabile, atto a dare protezione a pedoni in marcia, comprendente: - un telo impermeabile (30) atto ad assumere un profilo ad “U” capovolta, nonché atto ad essere allungato, accorciato e curvato a soffietto - un carrello sostanzialmente quadrato (10) munito di ruote (11), nonché atto a sostenere in corrispondenza del proprio bordo trasversale posteriore (10a): • un montante centrale (14) che reca in sommità un’asta orizzontale (15), la cui estremità anteriore (15a) si sviluppa in direzione del bordo trasversale anteriore (10b) del carrello medesimo (10) • un primo telaietto a portale (17) atto ad essere rivestito esattamente dall’anzidetto telo impermeabile (30) e a costituire il punto di aggancio per l’estremità posteriore (30a) del telo medesimo (30), nonché formato da una coppia di gambe (17a) fissate alle due estremità dell’anzidetto bordo trasversale posteriore (10a) del carrello (10) e collegate in sommità da una traversa (17b) - una pluralità di terzi telaietti a portale (20), aventi forma e dimensioni corrispondenti con quelle dell’anzidetto primo telaietto (17), ed altresì atti ad essere esattamente rivestiti ed agganciati dall’anzidetto telo impermeabile (30); in cui ciascuno di tali terzi telaietti (20) è formato da una coppia di gambe (20a) collegate in sommità da una traversa (20b), ciascuna gamba (20a) essendo dotata alla base di una ruota (21) avente asse orizzontale parallelo all’asse dell’anzidetta traversa (20b) del medesimo terzo telaietto (20); in cui l’anzidetta traversa (20b) risulta altresì atta, dopo un opportuno sollevamento del rispettivo terzo telaietto (20), ad essere appoggiata a cavallo dell’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello (10), in una condizione per cui le ruote del rispettivo terzo telaietto a portale (20) restano sollevate dal suolo.
  2. 2) Tunnel secondo la rivendicazione 1, in cui la traversa (17b) dell’anzidetto primo telaietto a portale (17) è appoggiata stabilmente al di sopra dell’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello (10).
  3. 3) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetto carrello (10) reca superiormente, ai quattro angoli, altrettante colonnine (12) atte a sostenere una ringhierina perimetrale (13).
  4. 4) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetto carrello (10) è corredato di un secondo telaietto a portale (18), avente forme e dimensioni identiche a quello dell’anzidetto primo telaietto (17) e dunque dotato di una rispettiva coppia di gambe (18a) e di una rispettiva traversa di sommità (18b); in cui detta traversa (18b) è appoggiata scorrevolmente all’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello medesimo (10), con possibilità di portarsi alternativamente dalla prima (15a) alla seconda estremità (15b) di detta asta (15).
  5. 5) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetta asta orizzontale (15) in dotazione al carrello (10) reca, in corrispondenza delle proprie estremità (15a, 15b), due rispettivi risalti aggettanti verso l’alto (16a, 16b).
  6. 6) Tunnel secondo una della rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetto carrello (10) reca, sostanzialmente all’altezza del suo anzidetto bordo trasversale anteriore (10b), una coppia di stanghe di traino (19).
  7. 7) Tunnel secondo la rivendicazione 6, in cui le anzidette stanghe (19) sono fulcrate all’anzidetto carrello (10), sì da poter assumere alternativamente un assetto sporgente in avanti, rispetto all’anzidetto bordo trasversale anteriore (10b) del carrello medesimo (10), ed un assetto verticale sostanzialmente all’altezza di questo stesso bordo trasversale anteriore (10b).
  8. 8) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui ciascuno degli anzidetti terzi telaietti a portale (20) reca, in corrispondenza delle rispettive gambe (20a), una coppia di barre orizzontali (22), rivolte l’una verso l’altra o dislocate alla medesima altezza.
  9. 9) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetto telo (30) risulta dotato, in corrispondenza della propria estremità anteriore, di un pannello mobile (30b) fungente da porta di accesso, nonché corredato di una rispettiva finestra (32).
  10. 10) Tunnel secondo una delle rivendicazioni precedenti, in cui l’anzidetto telo (30) reca, nel momento in cui abbia assunto l’anzidetto profilo ad “U” capovolta, due rispettive serie di finestre laterali (31).
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