IT201700017726A1 - Brevetto di invenzione per un “impianto sollevatore multifunzione”, o “piattaforma multifunzione” o “passerella di servizio ed approdo multifunzione” o “spiaggetta intelligente” installabile su imbarcazioni specie da diporto, tale da svolgere in modo semplice, efficace, ergonomico e sicuro numerose attivita’ - Google Patents

Brevetto di invenzione per un “impianto sollevatore multifunzione”, o “piattaforma multifunzione” o “passerella di servizio ed approdo multifunzione” o “spiaggetta intelligente” installabile su imbarcazioni specie da diporto, tale da svolgere in modo semplice, efficace, ergonomico e sicuro numerose attivita’

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Description

DESCRIZIONE:
I “invenzione” oggetto del presente documento riguarda invece una superficie solida, piana, semovente da installare a poppavia di imbarcazioni (vedere Fig. 1 lettera I>), costituita da una piattaforma (parola che ne rappresenta l’essenza anche in rapporto a quanto già in uso nelle imbarcazioni, ma con caratteristiche uniche di innovatività, sicurezza, multi funzionai ita, ecc,), col legata a due elementi strutturali “impiantati” sui l’imbarcazione e che abbiamo già chiamato in modo generico "rotaie” (vedere Fig. 1 lettera H e Figure 3 e 4 lettere Hs ed Hi) in quanto svolgenti funzioni ottenibili con metodologie, strutture e componenti diverse. La larghezza della piattaforma è prossima alia larghezza dell’ imbarcazione, e la lunghezza è variabile e dettata da canoni strutturali, funzionali e stilistici.
La piattaforma può essere installata su una (se in posizione centrale rispetto all’asse della barca) o, meglio, due rotaie (poste rispettivamente a Dx e Sx, dell’asse longitudinale della barca); ed essendo il secondo caso quello più complesso, affidabile e “prestazionale”, la presente trattazione considera prioritariamente tale versione, che tecnicamente include e supera quanto occorra realizzare per costruire una piattaforma ad una sola rotaia centrale (o, comunque, una struttura centrale composta da due rotaie affiancate solidali).
Le rotaie possono essere costituite da due barre semi -verticali, parallele tra loro e semi-perpendicolari alla linea d’acqua; insistenti su un piano inclinato verticale o subverticale accostato allo specchio di poppa. Il piano di carico/calpestio di detta piattaforma, complanare alia superficie del mare, è capace di scorrere lungo i due elementi strutturali semi-verticali (“roto/e”), paralleli tra loro (....vedere i riferimenti nei disegni allegati, che si riferiscono alla versione di maggiore complessità).
La piattaforma è dunque mobile e può compiere un tragitto compreso tra alcune decine di centimetri sotto il livello del mare, fino al massimo livello del piano di calpestio più elevato dell’imbarcazione (es.: quello del fly- bridge); la piattaforma può essere fermata in qualsiasi posizione, anche intermedia tra quelle anzidette, secondo le necessità del caso (prendere visione dei riferimenti Ni, N2, Nj, NJ sia nella Fig. 2 che nelle Figg. 3 e 4, che rappresentano - o esemplificano - possibili posizioni-chiave assumibili più frequentemente in relazione al “lavoro da svolgere”; ma tenendo conto che la piattaforma può essere posizionata anche in ogni posizione intermedia tra Ni ed N-t); nella Fig. 3 la lettera Al posta in alto serve solo a caratterizzare la “vista da poppa”.
E quindi andiamo a considerare globalmente “V impianto nuiltìfnnzìone'\ oggetto del brevetto e basato sugli elementi-chiave più avanti indicati, che può essere progettato “ad hoc” sia per soddisfare esigenze di funzionamento che possiamo definire molteplici (trasporto persone su livelli sovrapposti, alaggio/varo tender, imbarco/sbarco cose o persone, sollevamento materiali) e quindi con possibilità di prevedente dimensionamenti e portate prefissate, o personalizzato per esigenze particolari manifestate dall’ utilizzato re. Un valore di portata che si può considerare adeguato all’impiego atteso, qui precisato solo per fornire un elemento di valutazione generico ma significativo nelle medie imbarcazioni da diporto, è di circa 1.000 kg; ma dipendentemente dalla dimensione della barca e dalla strategia dei progettisti dell’imbarcazione, detto valore diviene ampiamente discrezionale.
La sola piattaforma, quando posta in posizione immersa (assolutamente da evitare in navigazione), contrasta i fenomeni di rollio e beccheggio dell’ imbarcazione alla fonda, in quanto tali movimenti comportano lo spostamento della non trascurabile massa d’acqua marina che si trova sopra e sotto la piattaforma stessa.
La movimentazione della piattaforma lungo le rotaie avviene per effetto di attuatori di movimento. Gli attuatori possono essere di tipo idraulico, elettroidraulico, meccanico o elettromeccanico, con meccanismi traslanti o rotanti, a seconda delle scelte progettuali (soprattutto geometriche) e di portata. Anche le rotaie, nel nostro caso rappresentate di sezione circolare (tubo), potrebbero essere realizzate in tubo a sezione quadrata o addirittura rotaie a vista con carrelli trascinati da catene, cinghie dentate, 0 altro (la scelta del tubo appare la più valida dal punto di vista estetico ed anche tecnicamente più appropriata). Ogni sistema di movimentazione adotta componentistica d’uso comune che risulta già esistente e facilmente reperibile sul mercato.
1 comandi degli azionatoti di movimento possono essere allocati in diverse posizioni secondo scelte tecnicamente od opportunamente preferibili per le varie possibili esigenze. Indicativamente consideriamo le seguenti postazioni:
o Lato imbarcazione, da pannelli di comando posti in corrispondenza di ciascun “livello-chiave’' servito dalla corsa dell’elevatore.
o Da sopra la piattaforma semovente, da un analogo pannello posto, appunto, sulla piattaforma stessa.
o Eventualmente da telecomandi (seppure, per esperienza, non raccomandabili in quanto, nella maggior parte dei casi, molto, molto, poco affidabili quando facilmente esposti al contatto con l’acqua marina).
Tutti i pulsanti dovranno essere di tipo "non auto-ritenuto" (quindi se cessala pressione dell operatore sul pulsante, impianto si arresta immediatamente). In prossimità deirimpianto saranno posizionati dei pulsanti d’emergenza "a funghetto”, con sintetiche istruzioni, azionabili da chiunque ravvisi una situazione di pericolo; anche se colui che sta manovrando non se ne avvedesse, l’azionamento del "lunghetto” da parte di altri provoca l’arresto immediato dell’ impianto proprio per motivi di sicurezza (all’uopo, è necessario che dopo un "blocco” indotto da una vera o presunta anomalia, il successivo avviamento non possa avvenire nelfimmediatezza di un nuovo intervento su un pulsante di "start”, bensì sia ritardato di qualche secondo e preannunciato da un segnale acustico).
Due distinti pulsanti, ovunque collocati, che venissero azionati simultaneamente devono provocare il blocco immediato del sistema a prescindere dalla concordanzao discordanza dei segnali inviati. Tutte le pulsantiere dovranno essere poste in posizioni da cui è visibile il movimento della piattaforma e dei relativi intorni.
Durante il movimento della piattaforma sarà diffuso un segnale acustico e visivo (per es.: “cicalino” e "roto-allarme”). Detti segnali si attiveranno immediatamente all’azionamento del comando, ma il movimento "meccanico” inizierà con alcuni secondi di ritardo; analogamente per l’arresto, i segnali di pericolo persisteranno per pochi istanti ancora benché i movimenti siano già cessati al rilascio voluto o accidentale dei comandi di azionamento.
Per meglio descrivere l’invenzione, si rimanda agli allegati disegni, individuabili con i già citati riferimenti nelle “Fig,I”, Fig.2”, “Fig.3”, "Fig. 4” e “Fig. 5”; figure che, riportate più avanti, può essere opportuno tenere in evidenza durante la lettura del testo che segue.
La Fig. 1 è la vista laterale dal lato destro (a "dritta”) della parte poppiera della barca (quest’ ultima indicata con “A”); nella Fig. 2, Ì riferimenti ”P<" e "P2” rappresentano la posizione del piano di calpestio all’interno della barca (rispettivamente a livello del pozzetto ed al livello del fìy-bridge), che fanno riscontro ad alcune delle infinite posizioni raggiungibili dalla piattaforma nella sua possibile escursione,
II riferimento "M”, è la linea di galleggiamento nelle Figure S, 2 e 3; e permette di comprendere che la posizione assunta dalla piattaforma quando si trova al livello N-i (Fig. 2 e 3) è sotto il livello del mare.
La piattaforma (quando è “retratta”) è rappresentata nelle Fig. 2, 3, 4 e alle lettere li e W della Fig. 5; su alcune posizioni-chiave in verticale individuate dai riferimenti Ni, N2, N3, Ni, rispetto alle viste parziali laterale e posteriore dello scafo dell’ imbarcazione. La “corsa di scorrimento” della piattaforma lungo le “rotaie”, è simboleggiata nella Fig. 1 dalla doppia freccia 1. (riportata anche nella Fig. 4). Il modello di rotaie prescelto per questa rappresentazione è provviste di una scanalatura (fresata) sul lato interno del tubolare (vedere frecce e punto “2” nella Fig. 4) da cui fuoriescono le mensole (indicate con il punto 3} che rendono solidale la piattaforma con gii “attua tori” scorrevoli posti dentro le rotaie stesse; le note individuate dai numeri “1” nel riquadro, indicano la posizione delle staffe saldate ai tubolari (rotaie) ed imbullonate allo scafo per il fissaggio del tutto su tre livelli (Piano del Fly, Piano del pozzetto, ed in prossimità della linea di galleggiamento sotto la piattaforma); la posizione delie staffe è sintetizzata con dei piccoli rettangoli neri (una è vista in “trasparenza” sotto la piattaforma). Sempre la piattaforma, sarà dotata di un elemento sillabile ben visibile nella Fig. 1 con il riferimento “E” (ed anche EI/E2 quando si solleva all’estremità libera), che normalmente è posto all’interno della piattaforma stessa e non visibile a riposo; e compare anche nei dettagli “E”, alla Fig. 5. Detto elemento sillabile è inserito solo per esempio in quanto non intende aggiungere informazioni significative; ed avrà una larghezza prossima a quella della piattaforma e, azionando i correlati pulsanti di comando potrà “uscire” producendo l’estensione longitudinale della piattaforma per circa 1/2 ~ 2/3 della sua lunghezza (la corsa esprimibile dall’elemento sfilabile è rappresentata in Fig.l, con il riferimento “G”, e la citata corsa è ammortizzata, per evitare danni in caso di accosto accidentale al molo, mediante una molla posta in testa all’ attuai ore che produce il movimento), e nella citata Fig. S; nella quale, con riferimento ad un progetto in corso di completamento, si nota indicativamente anche il meccanismo dì estensione longitudinale della piattaforma (con un aiutatore lineare elettrico o idraulico indicato con Y). Con tale elemento sarà possibile gestire l’accostamento di poppa alla banchina in modo “millimetrico” dopo aver compiuto l’ormeggio della barca ad una distanza dalla banchina sufficientemente rassicurante rispetto al rischio di urto. Sempre l’elemento “E”, può “prodursi” in oscillazioni in senso verticale nella sua estremità lato terra, come rilevabile dai riferimenti “Et” ed ”E2”, in modo da adeguarsi senza danni alle inevitabili oscillazioni della barca rispetto al molo ove vi siano rischi di interferenza.
All’estremità dell’elemento sfilabile è previsto un ulteriore elemento ribaltabile manualmente (vedere Fig. 1, lettere F ed Fi). Detto demento, ove necessario, potrà creare uno “scìvolo verso quota zero” che annullerà ogni ostacolo tra piattaforma e molo (quest’ultimo individuato da “C”) per favorire Fimbarco/sbarco di materiali con comuni carrelli a ruote, ma anche di trolley, carrozzine, sedie a rotelle, ecc.
Si noti che la lettera “lì”, nella Fig.l, rappresenta l’acqua marina e la lettera M la linea di galleggiamento.
La piattaforma potrà incorporare una scaletta estraibile manualmente (ed in modo facile, anche da chi si trovi in acqua) per motivi di balneazione (e quindi per la risalita dal bagno) o di sicurezza nel caso in cui la posizione di “riposo” della piattaforma sia ad una distanza tale dal livello del mare da impedire ad un bagnante di risalire autonomamente a bordo; tale scaletta non è rappresentata nei disegni, ma di banale realizzazione o di facile reperimento sul mercato già in dimensioni standardizzate (con relativo “astuccio”).
La piattaforma così concepita può essere dotata di un “golfare” (non indicato) sotto l’estremità estensibile della parte semovente della piattaforma complessiva, tale che con opportune brache o funi possa agire da gru (seppure di portata contenuta), rendendo possibile il trasferimento terra/nave e viceversa anche di materiali o componenti di armamento della barca stessa, ivi comprese partì meccaniche per manutenzione e/o per recuperare oggetti sommersi.
I.e rotaie, costituite da barre (tubo o profilato, in funzione della scelta operaia rispetto ai meccanismi di attuazione) preferibilmente di acciaio inox, o in materiali compositi dipendentemente dalla portata necessaria impianto per impianto e dalle caratteristiche costruttive dell’ imbarcazione asservita, saranno quindi installate a poppavìa dell’imbarcazione e, dipartendosi da una zona prossima alla linea di galleggiamento, raggiungeranno una elevazione superiore al piano di calpestio sul camminamento più alto dell’imbarcazione (di solito denominato fly-bridge). Di quanto superiore, dipende dalla scelta inerente il posizionamento dei dispositivi di motorizzazione del sistema. Se motore/i o attuatore/i saranno in basso (quindi sommergibili), le rotaie potranno terminare poco oltre il piano di calpestio più in alto (salvo proseguire per scelte meramente stilistiche); nel caso in cui motori/attuatori siano previsti in alto, la loro posizione sarà sicuramente ad una quota superiore rispetto al caso precedente, e dipendentemente dall’ingombro degli elementi scorrevoli prescelti per traslare sulle o nelle “rotaie”, trascinando la piattaforma.
In senso verticale, la piattaforma è quindi posizionatole “a comando’<'>’ dove sia più utile; il già citato piazzamento dei sistemi di movimentazione (motori elettrici o cilindri idraulici, o attuatori lineari, ecc.) può essere individuato all’estremità superiore delle cosiddette ‘‘rotaie”, quindi occultati da dei “carters”, o inserito all’interno della rotaia stessa, oppure alle estremità inferiori delle rotaie (e quindi come già accennato necessariamente idonei per funzionare anche “immersi”).
La “Fig. 1”, nel suo complesso, permette di intuire ìe molteplici funzioni rese possibili dal dispositivo oggetto del presente brevetto, quali: l’allineamento a banchina per la salita e la discesa; i sollevamenti di materiali; i trasporti di materiali terra/nave e viceversa; sbarco/ imbarco del tender ecc. li, tutto, sia al livello del pozzetto che a livello di ciascuno dei ponti dell’ imbarcazione. La fruibilità della piattaforma si può inoltre apprezzare sia “a riposo” come “spiaggetta”, in quanto libera e disponibile, che in elevazione come “terrazza sul mare” (e/o trampolino), ed anche all’ormeggio o in navigazione come ampliamento della superfìcie utile di pozzetto e fly-bridge. Detta “circostanza”, è effettivamente rappresentativa della versatilità e delle potenzialità del sistema.
Riassumendo, le funzioni eseguìbili dall’impianto ne consentiranno l’uso per:
- Passerella per salita/discesa a bordo.
- Piattaforma per alaggio/varo tender.
- Piattaforma e/o relativa scaletta estraibile per discesa e risalita da! mare.
- Gru per sollevamento tender (o altro) fin sopra il Fìy-bridge.
- Passerella di collegamento a terra, all’ormeggio, per carico/scarico e per salita/discesa anche di eventuali disabili su carrozzelle (o sbarco infortunati), passeggini per bambini, trolley, ecc.
- Passerella di allineamento laterale per trasferimento materiali o persone a/da altre imbarcazioni affiancate ìn mare aperto (o in caso di ormeggio all' “inglese” in un porto). - Attenuatore antirollio ed antibeccheggio (a barca ferma).
- Estensione della superfìcie del fìy-bridge o del pozzetto, con possibile uso come prendisole o addirittura trampolino.
Come già accennato, la movimentazione può essere realizzabile con servomeccanismi diversi, dall’elettrico (cilindri attuatori elettrici), all’oleodinamico (cilindri attuatori idraulici), al meccanico (attuatori lineari elettromeccanici, o catene di trasmissione variamente combinate con pignoni, cremagliere ed ingranaggi). In ogni caso con componenti reperìbili dal mercato ed in funzione delle diverse caratteristiche attese, specie in relazione alle dimensioni della barca e dei carichi prevedibili, nonché in termini di affidabilità attesa, precisione di funzionamento, velocità di movimentazione, ed altre specifiche definite con il coinvolgimento di progettisti, armatori o cantieri,
Se si opterà per un sistema oleodinamico si farà ricorso ad una centralina idraulica e comandi elettroidraulici. In caso di servomeccanismi elettromeccanici, dovranno essere comunque impiegati attuatori alimentati elettricamente e lutti dotati di grado di un protezione adeguato per la classe dei luoghi di riferimento e per la protezione dalla penetrazione di acqua negli involucri.
L’invenzione è pensata anche per soddisfare esigenze diverse eventualmente al di fuori del diporto e quindi in ambienti lavorativi e per particolari necessità legate ad operazioni portuali o comunque marittime (per esempio di bonifica o neil’allevamento ittico), per le quali gli elementi descritti sarebbero semplificabili, talvolta come numero di rotaie e prevedibilmente con la scelta di dimensioni e materiali più grossolani, ma più resistenti, seppure concettualmente del tutto analoghi, inoltre la ricerca di soluzioni esteticamente meno “raffinate” lascerebbe il posto alla semplificazione strutturale con conseguente riduzione delle implicazioni manutentive e di costo iniziale.
In conclusione, lo “schema complessivo” dell’invenzione permette di assommare in un unico articolato macchinario alcune utili funzioni innovative oltre a quelle fino ad oggi ottenibili con almeno tre complessi e separati impianti; e con molta maggiore semplicità, sicurezza, versatilità, affidabilità nonché con peso» ingombro e costi globalmente inferiori.

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI: 1 ) Impianto di sollevamento applicabile a poppa di imbarcazioni da diporto, composto da: a. due dementi tubolari, in acciaio, a sezione circolare definiti “rotaie” (fìg. 4, pos. HI-2); b. due elementi scorrevoli internamente alle “rotaie” definiti “pistoni” (di sezione coerente con la sezione delle “rotaie”); c. sistema di movimentazione dei “pistoni” realizzabile con cilindri/attuatori lineari ad azionamento elettrico; d. una piattaforma dì poppa che, attraverso degli intagli (fìg. 4 pos. 2) presenti sulle rotaie, è stabilmente collegata mediante delle mensole (fìg. 4 pos. 3), ai “pistoni” semoventi, 2) Struttura, come quella di cui alla rivendicazione 1 ), ma con le seguenti varianti: a, due elementi tubolari, in acciaio, a sezione polig onale (quadrata o rettangolare) definiti “rotaie” (conseguentemente Ì pistoni avranno, in sezione, la stessa forma delle “rotaie”); c. sistema di movimentazione dei “pistoni” realizzabile con cilindri attuatori/attuatori lineari ad azionamento idraulico. 3) Struttura, come quella di cui alle rivendicazioni 1) e 2), ma con la seguente variante: c. sistema di movimentazione dei “pistoni” con meccanismi a vite-madrevite, altresi detti “martinetti a vite-madrevite”, azionati con motori elettrici. 4) Piattaforma di poppa semovente (fìg, 4 p.to. E), comunemente definita “spiaggetta”, scorrevole in modo lineare lungo le rotaie (ftgg. 2 e 3, p.ti Ni ÷ N4) da una posizione sommersa sotto la linea di galleggiamento della nave, fino al piano di “calpestio” più alto dell’ imbarcazione; potendo essere discrezionalmente fermata ad ogni livello intermedio. 5) Piattaforma di poppa semovente costituita da: e. un involucro esterno in acciaio, vetroresina e teak (fìg. 5 p.ti U, W); f. un elemento scorrevole (estraibile) aneli’ esso in acciaio, vetroresina e teak, posto interno all’involucro di cui al punto e. di questo paragrafo, come da fìg. 5 p.to E; g. un attuato re lineare (fig. 5 p.to Y), che produce il movimento di “sfilo” e “rientro” dell’elemento estraibile interno della piattaforma affinché essa possa essere usata come passerella di salita/discesa a terra; h. elemento estraibile interno alla piattaforma “incernierato” alla base e quindi oscillante (fig. 1 p.ti E, Ei, E2); 6) “Rotaie”, indipendentemente dalle opzioni in merito alla forma, fissate con mensole (fig. 4 p.to 1), applicate su diversi livelli della struttura dell’imbarcazione. 7) “Ribaltina” per creare un raccordo “carrellatale” ed “oscillante” tra la piattaforma ed il molo (fig. 1 p.ti F ed Fi).
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