IT8209367A1 - Circuito di regolazione termica dei veicoli corredati di un rallentatore elettrico - Google Patents
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Description
Descriz ione dell ' Invenz ione Industriale dal titolo : "CIRCUITO DI REGOLAZ IONE TERMICA EI VEICOLI CORREDA-TI DI UN RALLENTATORE ELETTRICO"
RIASSUNTO
Si tratta di un circuito destinato a regolare termica mente veicolo
elettrico , mettendo in opera la circolazione
di un liquido successivamente nel motore del veicolo , in un radiatore ed in una pompa di circolazione . Si prevede un tratto di circuito ausiliario comportante uno scambiatore termico atto a prelevare calorie pro venienti dal rallentatore od a cedere calorie alla corrente di aria proiettata dal retore di questo rallentatore, ed una elettrovalvola a tre vie atta a mettere oppure no in circuito queste tratto secondo che il rallentatore ? o non ? esercizio
temperatura del liquido nel radiatore oltrepassa o non oltrepassa una certa soglia. Un secondo tratto di circuito ausiliario permette di ris caldare l'abi= tacolo del veicolo .
DESCRIZIONE
L'invenzione si riferisce ad
ti un motore a combustione interna,,un circuito chi? so per regolare termicamente questo motore mediante & la circol?zione forzata di un liquido successivamente nel detto motore, in un radiatore di raffreddamen to di questo motore ed in una pompa di circolazione , ed un rallentatore elettrico a correnti di Foucault.
Nei modi di realizzazione noti dei veicoli del genere in questione, le calorie generate del radiale tutore al momento del suo funzionamento sono
te verso l'esterno del veicolo e sono previste
rotore di questo rallentatore alette di raffreddamen to formanti ventilatore per favorire un tale scarico.
Questa formula presenta le due conseguenze seguenti:
- le-calorie scaricate sosto perdute;
- l'azionamento del ventilatore richiede una certa energia che non ? sfruttata utilmente quando
il rallentatore ? freddo.
L' invenzione ha per scopo, soprattutto, di mi= gliorare i circuiti di regclazione termica consi
ti recuperando l'energia che ? spesa inutilmente almeno del primo dei due modi richiamati sopra.
A questo scopo, i detti circuiti di regolazio= ne termic secondo l'inve sono essenzialmente
cara tterizzati dal fa tt o che
to in parallelo su uno dei loro elementi di tuba zione costitutivi, un tratto di circuito atto ad essere percorso dalla corrente di liquid? suddetta, questo tratto comprendendo esclusivamente , oltre ai raccordi necessari , uno scambiatore termico associato termi camente al rallentatore in snodo tale che la dettacorrente di liquido recupera alcune delle calorie aerate dalla eccitazione del rallentatore, od una valvola a tre vie disposta in uno dei due punti di montaggio del tratto sull'elemento di tubazione e realizzata in mode da fare prendere al liquido circolante noi resto del circuito sia questo tratto sia questo elemento di tubazione.
In modi di realizzazione preferiti si ricorro all'ima e/o all'altra dello disposizioni seguenti:
- lo scambiatore termico ? associato termicamente al rallentatore in modo tale che la corrente,di liquido che lo percorre sia raffreddata dalla ventilazione creata dal rotore del rallentatore, al di fuo ri dei -periodi di eccitazione di quest'ultimo;
- lo scambiatore termico secondo il capoverso precedente ? costituito da un corpo metallico dur o attra versato internamente dalla corrente di liquido e spazzato esternamente dall'aria espulsa dal ventiatore colle gato si rotor i del rall entatore
- il corpo metallico cavo secondo . il capoverso precedente ? montato attraverso l' uscita di una vo= luta circondante il rallentatore,
- lo scambiatore termico ? costituito dallo sta tore del rallentatore , traforato in in moo da permet -tere il suo attraversamento da parte della corrente di liquido;
-? la valvola a tre vie ? una elettrovalvola il cui comando ? asservito all ?eccitazione del rallentatore , in modo tale che la corrente di liquido circoli nel tratto quando il r?llentatore ? eccitata e questa corrente circoli al contrario nell ' elemento di tubazione, salvo in alcuni casi, quando il rallen tatore ? diseccitato;
- il circuito di regolazione comporta inoltre un secondo tratto di circuito ausiliario atto od escere percorse da. una porzione della corrente di li= quide suddetta o montato in parallelo sulla porzione, del detto circuito, comprendente il motore e la pom= pa, il dotto secondo tratto comprendendo un secondo . scambiatore termico apprestato in modo da trasferire le calorie di queste liquido all ?abitacolo del veicolo, od un rubinetti d? arrosto montato su queste se -condo tratto;
- il comanda dell ?elettrovalvola ? assicurato da termocontatto sensibile alla temperatura del liquido in circolazione, in speci al livello dal ra -diatore , in snodo tale che questo liquido circoli nel i primo tratto quando la detta temperatura oltrepassa una soglia T indipendentemente dallo stato eccitato o non eccitato del rallentatore;
- in un circuito secondo il capoverso precedente ? la potenza di scarico calorifico dovuta agli effetti combinati del radiatore e del ventilatore che serve a raffreddarlo ? prevista pi? debole, tutto il roste essendo d'altronde uguale, che per un veicolo non comportante un tale circuito;
- mezzi sono previsti per impedire che la valvo la possa essere messa nella sua posizione corrispon? dento alla messa in circuito del primo?tratto finch? la temperatura del liquido nel primo scambiatore re? sta inferiore ad una soglia data,
l' invenzione comprende, a parte queste disposi? aloni principali, certe altre disposizioni che si im piegano di preferenza contemporaneamente e di cui si parler? pi? esplicitamente qui di seguito.
In ci? che segue verranno descritti modi di rea l?zzazione preferiti dell'invenzione con riferimento ai disegni.annessi, in modo beninteso non limitativo? la
Figg.1 a 4 di questi disegni mostrano schematicamente un circuito di regolazione termica di veicolo realizzato conformemente all ' invenzione rispetti -vamente in quattro stati di funzionamento distinti; le
Figg.5 e 6 mostrano schematicamente* in visita laterale ed in sezione secondo VI? VI di Fig.5,un modo di realizzazione del rallentatore di questo veico lo e dello scambiatore termico ad esse associato.
In modo in s? noto, il veicolo considerato com prende :
- un motore a combustione interna 1;
- un rallentatore 2 a correnti di Foucault* supposto qui montato sull' albero 3, proprio all'uscita della scatola cambio-velocit? ;
- ed un circuito chiuso 4 che permetto di raffreddare il motore mediante circolazione di un liquido (generalmente acqua addizionata oppure non ad? diz?on?ta con antigel) , questo circuito comprendendo in serio una sezione 5 interna al motore? una pompa di circolazione 6 ed un radiatore 7.
Il radiatore 7 ? raffreddato da una corrente diaria che lo attraversa e che ? emessa da un venti? latore 3, azionato dal motore; questo azionamento ? di preferenza disinnestato automatic amente in qualunque modo desiderabile, in generale elettricamente, finch? la temperatura del liquido nei detto radiatore 7 restia inferiore ad una soglia Tche ? per esem= pio dell'ordine di 85?C?
In modo egualmente in s? noto, e bench? ci? non sia indispens?bile, una valvola 9 comandata da un termostato (non rappresentato) sensibile alla temperatura del liquido uscente dalla sezione 5 interna al motore permette d? richiudere automaticamente.su se st?ssa l'ansa 41 comprendente la detta sezione e la pompa 6 quando questa temperatura ? inferiore ad usa soglia data t che ? per esempio dell?ordine di 80?C, ed al contrario d? mettere in circuito l'ansa complementare 42 comprendente il radiatore 7 per lo temperature superiori a t.
Si preve/dono inoltre, secondo l'invenzione:
-un tratto di circuito ausiliario 10 comprer? dante esclusivamente, oltre i raccordi necessari, usa scambiatore temico 11 ( su cui s? ritorner?,in seguit?) montate in parallelo su un semplice alemon^ te di tubazione 4^ costitutive della ansa 4^ sucidet? ta;
- od un' elettrovalvola 12 a tre vie disposta ad uno dai punti di raccordo del tratto 10 con l'elemento 43 e.permettente, secondo la sua posizione, di far circolare a volont? il liquido trascinato della pa 6 sia la questo elemento 43, sia nel trat to 10.
Lo scambiatore termico 11 ? previsto in modo da assicurare il trasferimento di calorie in un senso o nell' altro tra il liquido circolante nel tratto 10 od il rallentatore 2?
Cos? questo scambiatore 11 ? in specie previsto in modo da poter trasferire al detto liquido una parte notevole delle calorie generate dal funzionamento del rallentatore 2, e -questo in specie per sco pi di recupero che saranno precisati'in seguito.
Questo scambiatore pu? a qu?sto scopo essere cositui to dallo statore stesso del rallentatore, la cui carcassa e le cui bobine sono allora attraversate da canali?per la circolazione del liquido* Secondo altri modi di realizzazione , lo scambiatore 11 in questione ? realizzato in modo non unicamente da recuperare le calor?e generate dal rallenta? tore in funzionamento, ma anche da sfruttare in sen= so inverso l'effetto raffreddante dovuto alla venti? Iazione generata dalle alette del rotore di questo rallentatore quando esso ? freddo.
Per lo sfruttamento, di questo effetto raffred? dante, le scambiatore 11 ? vantaggiosamente costitui to da un corpo metallco una grande perficie ras entata su un a delle sue
do in circolazione e sull 'altra sua faccia proiettata dal rotore del rallentatore ,
Esso si presenta in specie sotto i la forma di una. doppia parete metallica all ' interno della quale? circola il liquido in questiona, questa doppia te essendo farata da passaggi aaaltipli attraversati dalla corrente di aria suddetta?
II corpo traforato 11 in questione pu? essere montato attraverso l' uscita di una voluta o camera a spirale 22 (Figg,5 e 6) che circonda il rallentatore 2 in modo da guidare' verso questa uscita le, totolit? del volume di aria scaricata dal rotore. Una parte aliscafi di questa voluta 22 pu? anche far par= te dello scambiatore 11 ?
L'eccitazione dell' avvolgimento 1 3 dell ' elettro -valvola 12 ? asservita a quella di una degli stadi del rallentatore ( generalmente il -primo, ma eventualmente un altro, secondo le circostanze), questa ultima eccitazione essendo a sua volta comandata da una leva 14 od altro organo di comando come un pedale; questo asservimento ? previsto in modo tale che, finch? il r?llentatore resta non eccitato, la circo -Iazione .del liquido trascinato dalla pompa 6 us ufruisce dell' elemento d? circuito 43, (caso delle
e 4) ed al contrario questa circolazione usufruisce del tratto 10 dal momento in cui lo' stadio relativ del rallentatore ? e ecctato (Figg .2 o 3)
Si prevedono inoltre:
- un secondo tratto d? circuito ausiliario 15, in s? noto , destinato, a riscaldare 1 1 abitacolo del veicolo e comportante a questo scopo almeno un convettore di calore 1 6 disposto in questo abitacolo, tratto montato in parallelo sulla por zione dell ' sa 41 , che comprende la sezione interna 5 del motore e la pompa 6, questo secondo tratto essendo corredato' di un rubinetto di arresto 17 a comando generalmente manuale:
- ed un termocontatto 18 sens?bile alla temperatura del liquido nel' radiatore 7 e suscettibile di comandare, come la leva 14, leccitazione dell'? avvolgimento 13? quando questa temperatura oltrepassa la soglia T ed eventualmente Inoltre l' innesto del ventilatore 8*
Il funzionamento, dell' impianto suddetto 5 il seguente?
Per la situazione di partenza o di riposo illustrata sulla Fig. 1:
- il motore 1 ? freddo , ci? che corrisponde alla posizione della valvola 9 per cui il radiatore 7 ? fuori circuito ed alla posizione disinnestata del ventilatore 8; ?
- il. ralentatore 2 non ? eccitato, ci? che cor risponde alla posizione diseccitata dell'elettro-val vola 12;
- il riscaldamento dell' abitacolo non ? collegato, ci? che corrisponde alla chiusura del rubinetto 17.
Se in queste condiz ioni il motore 1 ? messo in marica , il liquido trascinato della pompa 6 usufruisce del circuito pi? corto possibile , costituito dal 'ansa 4, i sali orfani attraversati da questo liquido sono allora la sezione interna 5 del motore e la pompa 6.
Quando , a partire da questa situazio ne , la temperatura dell?acqua in circolazione nela detta ansa 41 raggiunge la soglia t, per esempio dell? ordine di 80? C, la valvola 9 ?, in modo in s? noto, automaticament azionata e passa nella sua posizione illustrata sulle Figg.3. a v, per cui. il radiatore 7 ? messo in circuito e contribuisce quindi a scaricare le calorie del motore.
Se ? dalla si tuazion e iniziale i ll u stra ta sulla e
tata c on temporane ament e, ci? che metto in circuito di tratto 10 comportamen ls cambiatore 11 (Fig.2) .
Le calorie gonerato dal rallentatore sono allora trasferite in gran parto al liquido attraversante lo scambiatore 11 .
Le calorie cos? recuperate possono allora essere sfruttate;
- per accelerare la messa in temperatura del motore 1 finch? questo ? relativamente freddo ;
- e/o per riscaldare l' abitacolo del veicolo quando il rubinetto 17 ? ap erto , cose ? stato strato sulle, Fig. 2.
Bisogna notare che l?apertura del rubinetto 1 ? effettuata in modo totalmente indipendente dalle posi zioni delle valvola 9 o 12, cio? indipendentemente dalla,temperatura regnante nel liquide in circola zione e dallo stato eccitato e non eccitato del rallentatore; ? unicamente a titolo illustrativo e non limitativo che questa posizione aperta del rubinetto 17 ? stata rappresentata sullo Figg.2 e 3 e non sulla Figg?1 e 4.
Per la detta posizi one aperta del rubinetto 17 , una parte solamene liquido trascinato dalla pa 6
un' altra porzione del circuito di
4, porzio n e che pu? comprendere o non
uno almeno degli scambiatori 7 ed 11.
I riscaldamento dell' abitacolo risulta automa -ticamente dall' apertura del rubinetto 17 appena l?acqua in circolazione diventa sufficientemente calda Lo schema descritto pezzette di
ai fini di riscaldamento
rie dissipata rallentatore, e quindi di misu ra oltretutto la potenza calorifica
a questo riscaldamento , od anche a volte di rendere inutile qualunque contributo di . lario .
Questo recupero si rivela particolarmente vantaggioso nel caso in cui l?abitacolo da ricaldare ? quelle - di volume relativamente grande.
- di un autobus urbano soggetto a fre lentamenti ed il cui riscaldamento in invern o pone problemi speciali a causa della ripetizioni delle aperture delle sue porte di accesso ;
- e di un auto in particolare quando la ttemperatura ambiente ? relativ aemnte
Quando , a partire dalla situazione schematizzata sulla Fig.2, il motore 1 diventa sufficientiemente caldo, la valvola 9 & azionata automaticamente cane ? alato esplicitato prima, ci? che mette in circu?to il radiatore 7 come visibile sulla Fig.3.
Il modo di funzionamento schematizzato su que? sta Fig.3 ? pi? generalmeata quello che si osserva per qualsiasi eccitazione del rallentatore che interviene quando il* motore ? saldo?
In una tale ipotesi? il radiatore 7 ? sfruttato per scari cere non solamente lo calorie generato dal motore (e raccolte in 5) , ma anche quelle generate dal rallentatore (e raccolte in 11); ? inutile aumentare a questo scopo la capacit? d? scambio termico nozmale di questo radiatore. 7 poich?, quando il rallentatore ? eccitato, il motore gira a vuoto e si scalda quindi relativamente poco.
La Fig.4 riguarda il caso particolare per- cui l'impianto descr?tto sopra ? sfruttato non pi? in vista d? u? trasferimento di calorie del rallentatore verso il circuito d? regolazione termica, ma nel senso inverso, cio? dal circuito di regolazione termica verso il rallentatore e pi? precisamente verso lo scambiatore 11.
Per ' questo caso di figura, corrispondente allo stato caldo del motore e quindi alla posizione delle valvola 9 che mette in circuito il radiatore 7, l' elettrovelvola 12 ? anche automaticamente eccitata; ma essa non la ? pi? in conseguenza dell ' eccitazione dal rallentatore ; questa eccitazione dell'elettrovalvola 12 ? qu i dovuta al superamento della soglia di temperatura T (in specie dell'ordine di 85?C) da par te del liquido circolante nel radiatore 7, il termocontatto 18 essendo apprestato precisamente in modo da assicurare il detto costando a partire del supera? mento della detta coglia, indipendentemente della po sizione della leva 14?
In queste condizioni, le calorie generate dal motore 1 sono scaricate non solo dal radiatore 7, ma anche dal ventilatore che ? costituito dal rotore del rallentatore, in corrispondenza dello scambiatore 11; questo .scambiatore ? allora beninteso costituita in modo da rendere possibile un .tale raffreddamento per ventilazione, il quale ? soprattutto effettivo quando il rallentatore non genera a sua volta calorie - ? quindi non ? eccitato? ? Poich? la potesse, di raffreddamento dovuta a quest 'ultimo ventilatore ? dispon?bile ? in permanenza e non pu? quindi -a sera ridotta e d'altronde essa si aggiunge a quella dovuta si radiatore ? possibile che si raggiunga, nel caso della figura esaminate, una potenza cumulata di raffreddamento superiore ai bisogni ; si pu? trar partite da questa constatazione riducendo la parte del raffreddamento dovuta al radiatore 19 la sola condizione da soddisfare essendo che la potonsa di raffreddamento ondulata resti sufficiente per assicurare il raffreddamento deside? rato.
Questa riduzione della potenza di raffreddamento del radiatore ? la specie ottenuta*
- sia riducendo le distensioni di questa radiato, re rispetto a quelle richieste, tutto il resto esse do uguale d'altronde, quando il ventilatore del rallentatore non pu? essere sfrattato nella maniera opposta;
- sia riducendo sensibilmente le dimensioni del ventilatore 8;
- sia ancora comandando il disinnesto di questo ventilatore finch? la potenza cumulata di raffreddamento si rivela sovrabbondante, per - esempio asservendo rispettivamente l' eccitazione dell ' elettrovalvola 12 ed il detto comando di disinnesto al raggiun gimento di due temperature c diverse da parti del liquido circolante nel radiatore, la temperatura T2 essendo superiora a ma sempre infer?ore al valo re limite ammiss?bile in pratica.
Quest 'ultima franile permette di mantenere disinnestato il ventilatore 8 ed eccitata l'elettroval vola 12 finch? resta disponibile una porzione della potenza di raffreddamento dovuta alla ventilazione generata dal rotore del rallentatore; si recupera co el questa potenza - la quale sarebbe diversamente per duta - prima di consumare energia per azionare il ventilatore 8.
Ciascuna delle tre soluzioni preconizzate sopra per ridurre la potenza d? raffreddam?nto del radiatore, si traduce in una economia di energia, ci? che costituisce un vanteggio importante.
Per evitare ohe l'eccitazione dell'elettrovaia vola 12 ai traduca nella scesa in circolazione iame= Aiata di un volume di liquido molto pi? freddo di quello circolante subito prima di questa eccitazione nel circuito di regolazione considerata, pu? essere vantaggioso prevedere mezzi per differire questa messa in circolazione fiso a che questo volume non sia stato sufficientemente riscaldato?
Questi mezzi possono essere mezzi di temporizza zione od anche, come ? schematizzato sulla Fig.4, un termocontatto 19, 20 sensibile alla temperatura del liquide contenute nello scambiatore 11 o montato in snodo da stabilire il collegamento -tra la leva 14 e l'avvolgimento 13 solo quando la detta temperatura supera un valore determinato, per esempio dell' ordine di 40 o 50?C.
Un alltro perfezionamento schematizzato dal pulsante 21 sulla Fig.4 permette di eccitare l'elettrovalvola 12 a partire da messi diversi dalla leva 14 e dal termocontatto 16) questi altri messi potrebbe? ro per esempio essere un circuito ritardatore o ter? mo sensibile permettente di continuare a recuperare per un p? di tempo calorie del rallentatore dopo cia s cuna fine di eccitaziose di questo.
A titolo puramente illustrativo, si indica che il tasso medio d? recupero delle calorie dissipate dal rallentatore pu? raggiungere circa 30 a 40%.
Un tale tasso di recupero corrisponde, per un autobus urbano arrestantesi tre volte per chilometro , ad una potesse media recuperata dell?ordine di 8 Kw,? ci? che permette di soddisfare .praticamente i bisogni del riscaldamento dell'abitacolo del detto autobus finch? la temperatura esterna non ? inferiore a 5?C e tenuto conto del fatto ohe due porto del detto abitacolo sono aperto completamente una volta ogni minute durante circa 10 secondi.
In conseguenza di ci? e qualunque sia il.modo
Claims (10)
1) Circuito chiuso di liquido (4) per la rego? lazione termica di un veicolo corredato di un rallentatore elettrico (2), che matto in opera la circolazione forzata del detto liquido successivamente nel motore(1,5) del veicolo9 nel radiatore (7) di raffreddemento di questo motore ed in una pompa di circolasi ano (6), caratterizzate del fatto che esso comporta, montato in parallelo su uno dei suoi elementi di tubazione costitutivi (43), un tratto di circuito (10) atto ad essere percorso dalla
te di liquido suddetta,questo tratto comprendendo esclusivamente, oltre ai raccordi necessari, uno scambiatore termico (11) associato termicamente al rallentatore (2) in modo tale che la detta corrent di liquido recupera alcune delle calorie generate dalla eccitazione dal rallentatore, ed una valvola a tre vie (12) disposta in uno dei due punti di snoa taggio del tratto culi'elemento di tubazione e realizzate in mod? da far percorrere dal liquido circo? lente nel resto del circuito aia questo tratto sia questo desiente di tubazione?
2) Circuito di r?golazione termica secondo la rivendicazione caratterizzato dal fatto che lo scambiatore termico (11) ? associato tem icamente al rallentatore (2) in attrita tale che la corrente di liquido che lo percorra sia raffreddata dalla ventilazione creata dal rotore del rallentatore, al di fuori dei periodi di eccitazione di quest 'ultimo.
3) Circuito di regolazione termica secondo la rivendi cazione 2, caratterizzata dal fatto che lo scambiatore tem ico (11) ? costituito da un corpo metallico cavo, attraverso della cor rente di liquido e spazzate esternamente dall'aria espulsa dal ventilatore collegato al rotore del rallentatore (2),
4) Circuito di regolazione termica ascondo .la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che il corpo metallico (11) ? montato attraverso l'uscita di una Voluta (22) circondaste il rallentatore?
5) Circuito di regolasiose termica seconde al? peno la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che lo scambiatore termico (11) ? costituito dallo statore del rallentatore, traforato in modo da permettere il suo attraversamento da parte della cor? rente di liquido.
6) Circuite di regolazione tezsniea secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratte? rizzato dal fatto che la valvola a tre vie ? una e?-lettro valvola (12, 13), il cui cornando ? asservito all 'eccitazione dd rallentatore (2) in sodo tale che la corrente di liquide circola nel tratto (10) quando il rallentatore ? eccitato e che questa corrento circola al contrario nell'lemento di tubazio? ne (43), salvo alcuni casi, quando il rallentatore ? diseccitato.
7) Circuito di regolazione termica secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, caratterizzato dal fatto che esso comporta,inoltro un secondo tratto di circuito (15) atto ad essere per so da una porzione della corrente di liquido
ta e montato in parallelo sulla porzi one, del detto circuito, comprendente il motore (5) e la pompa (6), il detto secondo tratto comprendendo un secondo scambiatore termico (16) apprestato in modo da trasfe rire le calorie da que sto liquido all 'abitacolo del vei colo , ed un rubinetto di arresto (17) montato su questo secondo tratto?
8) Circuito di regolazione termica secondo almeno le rivendicazioni 2 e 6, caratterizzato dal fat to che il costando dell?elettrovalvola (12, 13) ? assicurato inoltre da un termostato (18) sensibile alla temperatura del liquido in circolazione, in spe? cie in corrispondenza del radiatore (7), in modo tale che questo liquido circola nel primo tratto (10) quando la detta temperatura oltrepassa una soglia T indipendentemente dallo stato eccitato o non eccita? to del rallentatore?
9) Circuito di regolazione termica secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che la po tenza di scarico calorifico dovute agli effetti com? binati del radiatore (7) e del ventilatore (8) che serve a raffreddarlo ? prevista pi?. debole, tutto il resto essendo d'altronde uguale, che per ini. veicolo non comportante un tale circuito .
10) Circuito di regolazione termica seconde una qualsiasi dello precedenti rivendicazioni, rizzato dal fatto che esso com prende mezz i per dire che la valvola (12) possa essere neces la sua posizione corrispondente alla messa in cir -cuito del primo tratto (10) finch? la temperatura del liquido nel primo scambiatore (11) resta superiore ad una soglia data.
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