ITBS20090161A1 - Metodo e sistema di sicurezza anticaduta - Google Patents

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ITBS20090161A1
ITBS20090161A1 IT000161A ITBS20090161A ITBS20090161A1 IT BS20090161 A1 ITBS20090161 A1 IT BS20090161A1 IT 000161 A IT000161 A IT 000161A IT BS20090161 A ITBS20090161 A IT BS20090161A IT BS20090161 A1 ITBS20090161 A1 IT BS20090161A1
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load
cover
bearing structure
rotation
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IT000161A
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Alberto Gandellini
Luca Magoni
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Gandellini Beniamino S R L
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Description

DESCRIZIONE
“METODO E SISTEMA DI SICUREZZA ANTICADUTAâ€
La presente invenzione ha per oggetto un dispositivo di sicurezza anticaduta da tetti di edifici e un relativo sistema e metodo di sicurezza anticaduta. In particolare l’invenzione riguarda un dispositivo di sicurezza anticaduta del tipo sottotegola, ossia destinato ad essere fissato sotto una tegola o in generale un elemento di copertura di un tetto.
Come à ̈ noto, esistono specifiche normative e prescrizioni circa la sicurezza negli ambienti lavorativi, le quali impongono l’impiego di opportuni dispositivi di protezione individuale e l’osservanza di comportamenti corretti ai fini di salvaguardare l’incolumità dei lavoratori che operano in condizioni di rischio o pericolo per la loro salute.
Con riferimento al settore tecnico della realizzazione di tetti o coperture di edifici, nonché della realizzazione di impianti tecnici, canali di gronda, canne fumarie o lucernari, e delle connesse fasi di verifica, riparazione e manutenzione degli stessi, à ̈ necessario impiegare dispositivi di protezione dalle cadute dall’alto, denominati comunemente dispositivi anticaduta, quali imbracature, cordini d’aggancio, funi di trattenuta, avvolgitori per cavi di sicurezza.
L’utilizzo di tali dispositivi per consentire il lavoro in sicurezza necessita di manufatti denominati dispositivi di ancoraggio, fissati in modo permanente al tetto (o strutture portanti) dell’edificio e dislocati su di esso in diversi punti, al fine di consentire di procedere in sicurezza su qualsiasi parte della struttura, a partire dal punto di accesso alla stessa, fino al punto più lontano. A tali dispositivi l’operatore ancora il cavo di sicurezza (tipicamente dotato di avvolgitore), o un altro dispositivo adatto, collegato alla propria imbracatura, per operare in completa sicurezza.
Nella tecnica nota tali dispositivi sono tipicamente costituiti da una piattina metallica sagomata, tipicamente in pezzo unico, di lunghezza in genere compresa tra 400mm e 1000mm, avente un’estremità stabilmente vincolata ad una struttura portante del tetto o dell’edificio, ad esempio per mezzo di ancoraggio chimico (ad esempio mediante una resina) o ancoraggio meccanico (ad esempio mediante tasselli o viti autofilettanti), e avente l’estremità opposta libera e provvista di un’asola o di un foro passante opportunamente conformato al quale à ̈ possibile collegare, mediante un moschettone o un elemento simile, l’avvolgitore portato dall’operatore. Tipicamente tali dispositivi, ad esempio quando installati su tetti aventi coperture in coppi, tegole o altri elementi di copertura, sporgono tra una fila orizzontale di elementi formanti la copertura e la fila sottostante, in modo tale da essere accessibili e utilizzabili da parte dell’operatore. Tipicamente, la parte di dispositivo vincolata al tetto rimane, in seguito all’installazione, al di sotto della copertura, mentre l’estremità libera sporge tra due file adiacenti o tra due elementi adiacenti di copertura. La parte sporgente corrisponde tipicamente ad una porzione di piattina e all’estremità provvista di asola.
Il documento brevettuale MI2007U000119 descrive un dispositivo di sicurezza sottotegola, atto a consentire interventi sul tetto di edifici, consistente in uno spezzone di fune ad esempio in acciaio zincato, e comprendente mezzi atti a consentire il fissaggio rispetto ad un elemento strutturale fisso del tetto.
I dispositivi noti presentano alcuni inconvenienti, ad esempio relativamente alla mancanza di flessibilità e/o alla scarsa capacità di adattamento della loro struttura alle diverse condizioni operative.
Innanzitutto, la mobilità limitata o pressoché nulla dei dispositivi noti impedisce loro di modificare la propria forma e/o configurazione per seguire in maniera efficiente i movimenti dell’operatore che, durante lo svolgimento del lavoro sul tetto, necessita di allontanarsi e avvicinarsi ripetutamente e in diverse direzioni dal punto di ancoraggio del dispositivo. Pertanto, quando il dispositivo non à ̈ in grado di rispondere con sufficiente pieghevolezza alla sollecitazione esercitata dall’avvolgitore, o da un altro dispositivo adatto, collegato all’imbracatura dell’operatore, esso determina una spinta sugli elementi di copertura adiacenti, che si traduce tipicamente in un sollevamento e/o spostamento di uno o più elementi della fila di elementi di copertura al di sotto del quale à ̈ fissato.
Tale sollevamento à ̈ accentuato dal fatto che l’operatore porta il proprio cavo di sicurezza collegato, ad un’estremità, all’imbracatura, tipicamente all’altezza dei fianchi, mentre l’estremità opposta à ̈ connessa all’asola del dispositivo anticaduta, collocata sul tetto dell’edificio. Ciò determina una certa inclinazione del cavo di sicurezza rispetto al piano del tetto, con un conseguente sviluppo di una forza sul dispositivo avente una componente in direzione perpendicolare al piano del tetto, la quale tende a forzare il posizionamento degli elementi di copertura e a causarne il sollevamento.
Un ulteriore inconveniente dei dispositivi noti si riscontra ad esempio durante il movimento dell’operatore avente una componente lungo la direzione individuata dallo sviluppo longitudinale del dispositivo stesso, in quanto tale movimento determina, rispettivamente in avvicinamento o in allontanamento dal punto di fissaggio del dispositivo, un’azione di compressione o di trazione sul dispositivo stesso, il quale non à ̈ in grado di accorciarsi o allungarsi per adattare la propria forma alla particolare condizione operativa, con conseguente deformazione in direzioni diverse da quella longitudinale, tipicamente lateralmente e/o in allontanamento dal piano del tetto, e spostamento degli elementi di copertura adiacenti.
Gli spostamenti e/o i sollevamenti degli elementi di copertura determinano ulteriori inconvenienti, in quanto creano discontinuità e favoriscono infiltrazioni nella copertura, le quali possono rovinare il tetto o la copertura stessa e/o danneggiare l’isolamento e/o la coibentazione.
Un ulteriore inconveniente dei dispositivi noti deriva dal fatto che i punti utili per fissare saldamente l’estremità di fissaggio dei dispositivi sono tipicamente obbligati e/o limitati, ad esempio perché devono trovarsi in corrispondenza delle travi portanti e/o altre strutture di sostegno del tetto, e altrove il fissaggio del dispositivo può essere difficoltoso o non sicuro. D’altro canto, i punti di ancoraggio in cui si desidera siano posizionate le estremità di ancoraggio dei dispositivi di ancoraggio possono trovarsi in posizioni tali che il percorso che collega un punto utile al corrispondente punto di ancoraggio attraverso la copertura risulta particolarmente tortuoso. In tale circostanza, i dispositivi noti, a causa della loro nulla o limitata pieghevolezza, non sono in grado di adattarsi a tale percorso, e pertanto à ̈ necessario seguire percorsi meno tortuosi, con la conseguenza che i punti di ancoraggio non si possono disporre nelle posizioni desiderate.
Un ulteriore inconveniente dei dispositivi noti consiste nel fatto che per determinare i loro punti di fissaggio occorre tenere conto della conformazione della copertura che viene realizzata. Infatti, come detto sopra, essi non sono in grado di adattarsi a percorsi particolarmente sinuosi e/o tortuosi.
In questa situazione il compito tecnico posto alla base della presente invenzione à ̈ mettere a disposizione un dispositivo, un sistema e un metodo di sicurezza anticaduta che possano essere in grado di ovviare ad uno o più degli inconvenienti sopra citati.
Nell’ambito di tale compito tecnico, uno degli scopi della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ realizzare un dispositivo e un sistema di sicurezza anticaduta dotati di elevata flessibilità e/o pieghevolezza, in modo da poter modificare la propria configurazione assecondando il movimento di un operatore (vincolato a tale dispositivo) su un tetto di un edificio.
Uno dei possibili scopi della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ quello di prevedere un dispositivo di sicurezza anticaduta in grado di modificare la propria lunghezza, ad esempio tra il punto di fissaggio al tetto e il punto di ancoraggio del cavo di sicurezza dell’operatore, in base alle differenti condizioni operative.
Inoltre à ̈ un possibile scopo della presente invenzione, in uno o più dei suoi diversi aspetti, quello di prevedere un dispositivo, un sistema e un metodo di sicurezza anticaduta in grado di aumentare la libertà di movimento di un operatore su un tetto di un edificio.
Inoltre à ̈ un possibile scopo della presente invenzione, in uno o più dei suoi diversi aspetti, quello di realizzare un dispositivo di sicurezza anticaduta dotato di un punto di ancoraggio del cavo di sicurezza dell’operatore mobile rispetto al punto di fissaggio al tetto di un edificio.
Uno dei possibili scopi della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ quello di prevedere un dispositivo e un sistema di sicurezza anticaduta in grado di fornire una elevata flessibilità nel posizionamento del punto di ancoraggio per un cavo di sicurezza o un dispositivo simile, rispetto al rispettivo punto di fissaggio al tetto.
Inoltre à ̈ possibile scopo della presente invenzione, in uno o più dei suoi diversi aspetti, quello di prevedere un dispositivo e un sistema di sicurezza anticaduta avente l’estremità di ancoraggio per il cavo di sicurezza dell’operatore distanziata in qualsiasi direzione, sul piano del tetto, rispetto al punto di fissaggio dell’estremità di ancoraggio.
Uno dei possibili scopi della presente invenzione, in uno o più dei suoi diversi aspetti, à ̈ quello di realizzare un dispositivo di sicurezza anticaduta installabile sul tetto di un edificio senza la necessità di tener conto della (e/o attendere la) realizzazione di una copertura di detto tetto e/o adattabile a diverse tipologie di copertura.
Uno dei possibili scopi della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ quello di fornire un dispositivo di sicurezza anticaduta dotato di elevata resistenza meccanica a rotture e/o caratterizzato da un ridotto ingombro.
Inoltre à ̈ possibile scopo della presente invenzione, in uno o più dei suoi diversi aspetti, quello di prevedere un dispositivo, un sistema e un metodo di sicurezza anticaduta in grado di velocizzare e semplificare considerevolmente le operazioni di realizzazione e/o riparazione e/o manutenzione di tetti e/o coperture di edifici e/o strutture presenti su di essi.
E’ un possibile scopo della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti mettere a disposizione un dispositivo di sicurezza anticaduta in grado di non modificare in modo considerevole l’aspetto e l’estetica del tetto sul quale à ̈ installato.
Un ulteriore possibile scopo della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ quello di mettere a disposizione un dispositivo e un sistema di sicurezza anticaduta che risultino maggiormente affidabili e/o soggetti in maniera minore a fenomeni di usura meccanica e/o necessitino di una ridotta o nulla manutenzione.
Un altro possibile scopo della presente invenzione in uno o più dei suoi diversi aspetti à ̈ quello di mettere a disposizione un dispositivo e un sistema di sicurezza anticaduta che risultino di semplice e/o economica progettazione e/o realizzazione e/o installazione e/o configurazione e/o operazione e/o manutenzione e/o immagazzinaggio e/o trasporto e/o smaltimento.
Uno o più degli scopi sopra, e altri eventuali, che meglio risulteranno nel corso della seguente descrizione, vengono sostanzialmente raggiunti da un dispositivo di sicurezza anticaduta, un sistema di sicurezza anticaduta comprendente tale dispositivo e un metodo di sicurezza anticaduta, secondo una o più delle unite rivendicazioni, ciascuna delle quali presa da sola (senza le relative dipendenze) o in qualsiasi combinazione con le altre rivendicazioni, nonché secondo i seguenti aspetti, variamente combinati, anche con le suddette rivendicazioni.
In un aspetto, l’invenzione riguarda un dispositivo di sicurezza anticaduta del tipo sottotegola, atto a consentire ad un operatore di operare in sicurezza su un tetto di un edificio, avente una prima estremità destinata ad essere fissata ad una struttura portante del tetto e una seconda estremità, longitudinalmente opposta a detta prima estremità, destinata ad essere ancorata ad un dispositivo di protezione individuale indossato dall’operatore, detto dispositivo comprendendo una pluralità di elementi di collegamento disposti in serie a collegare detta prima estremità con detta seconda estremità lungo una linea di sviluppo longitudinale, ciascun elemento di collegamento di detta pluralità essendo mutuamente accoppiato all’elemento di collegamento adiacente (da entrambi i lati), in modo tale da formare un giunto snodato atto a consentire almeno la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento rispetto a detto elemento di collegamento adiacente.
In un aspetto la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento rispetto a detto elemento di collegamento adiacente presenta almeno un primo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale (preferibilmente ortogonale) ad una direzione di sviluppo longitudinale di detto ciascun elemento.
In un aspetto, la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento rispetto al elemento di collegamento adiacente presenta almeno un secondo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale (preferibilmente ortogonale) a detta direzione di sviluppo longitudinale e inoltre ortogonale all’asse di rotazione del primo grado di libertà. Preferibilmente, la suddetta rotazione presenta un terzo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione parallelo a detta direzione di sviluppo longitudinale.
In un aspetto detto giunto snodato à ̈ atto a consentire la traslazione di detto ciascun elemento di collegamento rispetto a detto elemento adiacente lungo una direzione sostanzialmente parallela a detta direzione di sviluppo longitudinale.
In un aspetto detta prima estremità e/o detta seconda estremità comprendono rispettivamente un primo e un secondo foro passante.
In un aspetto detta prima estremità comprende un elemento per il fissaggio collegato ad un elemento di collegamento iniziale di detta pluralità di elementi di collegamento e atto a consentire il fissaggio del dispositivo ad una struttura portante del tetto.
In un aspetto detta seconda estremità comprende un elemento per l’ancoraggio collegato ad un elemento di collegamento terminale di detta pluralità di elementi di collegamento disposti in serie e atto a consentire l’ancoraggio del dispositivo di protezione individuale indossato dall’operatore. In un aspetto detto elemento per il fissaggio e/o detto elemento per l’ancoraggio comprendono un rispettivo foro passante.
In un aspetto il dispositivo comprende mezzi di collegamento atti a realizzare detto giunto snodato. In un aspetto ciascuno di detti elementi di collegamento à ̈ un elemento di forma anulare, tipicamente chiusa.
In un aspetto detta pluralità di elementi di collegamento forma uno spezzone di catena.
In un aspetto, il dispositivo, nella configurazione in cui assume la massima lunghezza possibile (ad esempio quando sottoposto ad una sufficiente forza di trazione alle estremità), ha una lunghezza lungo la linea di sviluppo maggiore o uguale a 20 cm, preferibilmente maggiore o uguale a 30 cm , ancor più preferibilmente maggiore o uguale a 40 cm.
In un aspetto, il dispositivo nella configurazione in cui assume la massima lunghezza possibile ha una lunghezza lungo la direzione longitudinale minore o uguale a 150 cm, preferibilmente minore o uguale a 125 cm, ancor più preferibilmente minore o uguale a 100 cm (tipicamente 50 - 60cm). In un aspetto, l’invenzione riguarda un sistema di sicurezza anticaduta comprendente il suddetto dispositivo installato su un tetto di un edificio, il tetto comprendente una struttura portante e una copertura, in modo tale che detta prima estremità à ̈ fissata a detta struttura portante al di sotto della copertura e detta seconda estremità si trova al di sopra di detta copertura.
In aspetto la prima estremità à ̈ fissata al tetto tramite un mezzo di fissaggio, ad esempio un ancoraggio chimico (ad esempio una resina) o un ancoraggio meccanico (ad esempio un tassello o vite autofilettante).
In un aspetto, il sistema di sicurezza anticaduta comprende un cavo di sicurezza avente una estremità ancorata a detta seconda estremità del dispositivo.
In un aspetto l’invenzione riguarda un edificio avente un tetto al quale à ̈ fissato almeno un dispositivo secondo quanto sopra, tipicamente una pluralità di dispositivi tra loro opportunamente distanziati, ciascuno dei quali avente la prima estremità fissata tramite un elemento di fissaggio ad una struttura portante del tetto, al di sotto di un elemento di copertura, ad esempio una tegola. Preferibilmente detta seconda estremità si trova al di sopra di detta copertura.
In un ulteriore aspetto l’invenzione riguarda un metodo di sicurezza anticaduta comprendente le fasi di:
- fornire il dispositivo in accordo con la presente invenzione,
- installare detto dispositivo su un tetto di un edificio, il tetto comprendente una struttura portante e una copertura, in modo tale che detta prima estremità à ̈ fissata a detta struttura portante al di sotto della copertura e detta seconda estremità si trova al di sopra di detta copertura.
In un ulteriore aspetto l’invenzione riguarda un uso del dispositivo in accordo con la presente invenzione come dispositivo per la sicurezza anticaduta, comprendente la fase di installare detto dispositivo su un tetto di un edificio, il tetto comprendente una struttura portante e una copertura, in modo tale che detta prima estremità à ̈ fissata a detta struttura portante al di sotto della copertura e detta seconda estremità si trova al di sopra di detta copertura.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi risulteranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di alcune forme di realizzazione, tra cui anche una forma di esecuzione preferita, esemplari ma non esclusive, di un dispositivo, un sistema e un metodo di sicurezza anticaduta in accordo con la presente invenzione. Tale descrizione verrà esposta qui di seguito con riferimento agli uniti disegni, forniti a solo scopo indicativo e, pertanto, non limitativo, nei quali:
- la figura 1 Ã ̈ una vista prospettica di una possibile forma realizzativa del dispositivo di sicurezza anticaduta secondo la presente invenzione;
- la figura 2 Ã ̈ una vista laterale parzialmente sezionata che illustra il sistema di sicurezza anticaduta comprendente il dispositivo di figura 1 installato sul tetto di un edificio;
Con riferimento alle figure allegate, un dispositivo di sicurezza anticaduta secondo la presente invenzione à ̈ globalmente indicato con il numero di riferimento 1. Inoltre, un sistema di sicurezza anticaduta comprendente il dispositivo 1 à ̈ globalmente indicato con il numero di riferimento 100. In generale, lo stesso numero di riferimento à ̈ utilizzato per elementi uguali o simili, eventualmente nelle loro varianti realizzative.
Il dispositivo di sicurezza anticaduta 1, del tipo sottotegola, atto a consentire ad un operatore di operare in sicurezza su un tetto 2 di un edificio, à ̈ dotato di una prima estremità 5 destinata ad essere fissata ad una struttura portante 3 del tetto e di una seconda estremità 6, longitudinalmente opposta alla prima estremità, destinata ad essere ancorata ad un dispositivo di protezione individuale 4 indossato dall’operatore. Il dispositivo 1 comprende inoltre una pluralità 7 di elementi di collegamento disposti in serie a collegare detta prima estremità con detta seconda estremità lungo una linea di sviluppo longitudinale e ciascun elemento di collegamento 7a di tale pluralità à ̈ mutuamente accoppiato all’elemento di collegamento adiacente 7b (da entrambi i lati), in modo tale da formare un giunto snodato 10, atto a consentire almeno la rotazione di detto ciascun elemento 7a rispetto all†̃elemento adiacente 7b.
Preferibilmente la rotazione di ciascun elemento di collegamento 7a rispetto all’elemento di collegamento adiacente 7b presenta almeno un primo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale (preferibilmente ortogonale) ad una direzione di sviluppo longitudinale 9a di ciascun elemento di collegamento 7a.
Preferibilmente la rotazione di ciascun elemento di collegamento 7a rispetto all’elemento di collegamento adiacente 7b presenta almeno un secondo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale (preferibilmente ortogonale) alla direzione di sviluppo longitudinale 9a e/o ortogonale all’asse di rotazione del primo grado di libertà. Preferibilmente, la suddetta rotazione presenta un terzo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione parallelo alla direzione di sviluppo longitudinale 9a.
Preferibilmente il giunto snodato 10 à ̈ atto a consentire la traslazione di ciascun elemento di collegamento 7a rispetto all’elemento di collegamento 7b lungo una direzione sostanzialmente parallela alla direzione di sviluppo longitudinale 9a.
Tipicamente, quando il dispositivo à ̈ sottoposto a trazione alle estremità, la linea di sviluppo longitudinale à ̈ una direzione di sviluppo longitudinale.
La forma realizzativa illustrata nelle figure à ̈ costituita da una pluralità 7 di elementi di collegamento 7a, 7b che realizzano giunti 10 i quali possiedono i suddetti tre gradi di libertà rotazionali e inoltre consentono la sopraccitata traslazione degli elementi di collegamento 7a e 7b di ciascun giunto 10. I giunti snodati 10 mostrati in figura consentono rotazioni limitate, relative a ciascuno dei suddetti tre gradi di libertà rotazionali, e una traslazione limitata per ciascun elemento 7a e l’elemento adiacente 7b di ciascun giunto 10. Tali limitazioni (angolari per i gradi di libertà rotazionali e lineare per il movimento traslatorio) corrispondono alla condizione in cui à ̈ presente un’interferenza tra i due elementi di collegamento che compongono il giunto.
Preferibilmente, la prima estremità 5 e/o la seconda estremità 6 comprendono rispettivamente un primo foro passante 5a e un secondo foro passante 6a.
Preferibilmente, la prima estremità 5 comprende un elemento per il fissaggio 15 collegato ad un elemento di collegamento iniziale 7c della pluralità 7 di elementi di collegamento e atto a consentire il fissaggio del dispositivo 1 ad una struttura portante 3 del tetto 2.
Preferibilmente, la seconda estremità comprende un elemento per l’ancoraggio 16 collegato ad un elemento di collegamento terminale 7d della pluralità di elementi di collegamento 7 e atto a consentire l’ancoraggio del dispositivo di protezione individuale 4 indossato dall’operatore.
Preferibilmente, l’elemento per il fissaggio 15 e/o l’elemento per l’ancoraggio 16 comprendono ciascuno un rispettivo foro passante. Tali fori passanti corrispondono preferibilmente ai suddetti fori passanti 5a e 6a.
Preferibilmente l’elemento per il fissaggio 15 e/o l’elemento per l’ancoraggio 16 hanno conformazione sostanzialmente piastriforme sagomata, e possono essere ottenuti mediante un processo di piegatura e/o taglio di una lamiera.
Preferibilmente l’elemento per il fissaggio 15, quando il dispositivo 1 à ̈ installato sul tetto 2, può essere orientato parallelamente a un piano di sviluppo 2a del tetto.
Preferibilmente l’elemento per l’ancoraggio 16, quando il dispositivo 1 à ̈ installato sul tetto 2, può essere orientato perpendicolarmente al piano di sviluppo 2a del tetto.
Tale orientamento può consentire all’operatore un agevole ancoraggio del proprio cavo di sicurezza al dispositivo, in quanto la seconda estremità 6 (tipicamente l’elemento per l’ancoraggio 16) non aderisce alla superficie della copertura ma presenta il secondo foro passante 6a accessibile su entrambi i lati, tipicamente per l’inserimento di un moschettone 42
solidale al cavo di sicurezza 40 dell’operatore.
Preferibilmente l’elemento per il fissaggio 15 e l’elemento per l’ancoraggio 16 sono connessi rispettivamente con l’elemento di collegamento iniziale 7c e con l’elemento di collegamento terminale 7d ciascuno mediante un opportuno foro di collegamento. Tale foro di collegamento à ̈ indicato con 21a per l’elemento per il fissaggio 15 e con 21b per l’elemento per l’ancoraggio 16. Preferibilmente tali connessioni possono essere rimovibili, ovvero gli elementi 15 e 16 possono essere disconnessi rispettivamente dagli elementi di collegamento 7c e 7d, ad esempio per essere sostituiti o manutenuti.
A tal fine gli elementi di collegamento 7c e 7d possono ciascuno comprendere vantaggiosamente un moschettone di assemblaggio 25, illustrato in figura 1, o un altro dispositivo adatto allo scopo. Tali moschettoni 25 possono essere aperti o richiusi per consentire l’inserimento o l’estrazione dell’elemento di collegamento 7c nel foro di collegamento 21a dell’elemento per il fissaggio 15 o l’inserimento o l’estrazione dell’elemento di collegamento 7d nel foro di collegamento 21b dell’elemento per l’ancoraggio 16. I due moschettoni 25 possono risultare utili durante il montaggio del dispositivo 1. I moschettoni 25 possono essere considerati elementi di collegamento appartenenti alla pluralità 7.
Preferibilmente, ciascuno degli elementi di collegamento à ̈ un elemento di forma anulare 19, tipicamente chiusa. Preferibilmente, come mostrato esemplarmente nelle figure, la pluralità di elementi di collegamento 7 forma uno spezzone di catena 20.
In generale gli elementi di collegamento compresi nella suddetta pluralità 7 possono essere di differenti tipologie, ad esempio anelli inseriti in serie l’uno nell’altro e saldati per rendere il montaggio irreversibile (come l’esempio illustrato) o anelli a forma di C inseriti ciascuno negli anelli adiacenti e stretti a sufficienza affinché il loro collegamento resista alle sollecitazioni operative.
In un ulteriore esempio (non mostrato), gli elementi sono collegati in serie per mezzo di opportuni mezzi di collegamento. Esemplarmente tali mezzi di collegamento possono consistere in uno snodo sferico (del tipo noto) interposto tra ciascun elemento e l’elemento adiacente di ciascun giunto, e gli elementi di collegamento possono consistere in elementi di forma allungata connessi, alle opposte estremità, agli snodi sferici. Tale tipologia di catena realizza una successione di giunti snodati aventi i suddetti gradi di libertà rotazionali e/o traslazionali.
In alternativa, la pluralità di elementi di collegamento può consistere in una pluralità di elementi sagomati, ad esempio piattine metalliche opportunamente conformate, connessi in serie mediante opportuni mezzi di collegamento, quali ad esempio fori o asole passanti..
Preferibilmente, come nella forma realizzativa esemplarmente mostrata nelle figure, il dispositivo comprende un numero di elementi di collegamento maggiore o uguale di 5, preferibilmente maggiore o uguale di 10,. Preferibilmente, il dispositivo comprende un numero di elementi di collegamento minore di o uguale a quaranta, preferibilmente minore di o uguale a trenta, ancor più preferibilmente minore di o uguale a venti. Tipicamente, gli elementi di collegamento che compongono la suddetta pluralità 7 sono circa quindici.
Esemplarmente, il dispositivo 1, nella configurazione in cui assume la massima lunghezza possibile (ad esempio quando sottoposto ad una sufficiente forza di trazione alle estremità), ha una lunghezza lungo la linea di sviluppo, di circa 50 – 60 cm.
Preferibilmente, gli elementi di collegamento e/o l’elemento per il fissaggio e/o l’elemento per l’ancoraggio possono essere realizzati in acciaio, alluminio, in una lega metallica, in materiale plastico o in qualsiasi materiale di altro tipo adatto allo scopo.
In figura 2 à ̈ mostrato un sistema di sicurezza anticaduta 100 comprendente il suddetto dispositivo 1 installato su un tetto 2 di un edificio. Il tetto comprende una struttura portante 3 e una copertura 30, in modo tale che la prima estremità 5 à ̈ fissata a tale struttura portante 3 al di sotto della copertura 30 e la seconda estremità 6 si trova al di sopra della copertura. Tale copertura à ̈ costituita da una pluralità di elementi di copertura 33 disposti affiancati o parzialmente sovrapposti in modo tale da ricoprire, ad esempio totalmente, la superficie del tetto. Tipicamente la posa degli elementi di copertura 33 (ad esempio coppi, tegole, lamiere, lastre, listoni o pannelli) avviene per file orizzontali, partendo dal bordo inferiore del tetto, tipicamente fornito di grondaia o di dispositivo simile per la raccolta e lo scolo delle acque piovane, fino a giungere al colmo del tetto stesso.
Preferibilmente, la prima estremità 5 à ̈ fissata al tetto 2 tramite un mezzo di fissaggio 31, ad esempio un chiodo o una vite o un bullone 32.
Preferibilmente, il sistema 100 comprende inoltre un cavo di sicurezza 40 avente una estremità di aggancio 41 ancorata alla seconda estremità 6 del dispositivo 1. Tipicamente tale ancoraggio avviene per mezzo del moschettone 42 solidale all’estremità di aggancio 41 del cavo di sicurezza 40 e atto a essere inserito rimovibilmente all’interno del suddetto secondo foro passante 6a della seconda estremità 6.
La posizione e/o la configurazione e/o l’orientamento del dispositivo 1 e/o del cavo di sicurezza mostrati in figura 2 sono puramente a scopo illustrativo e possono non corrispondere ad alcuna posizione operativa durante l’installazione e/o l’utilizzo del sistema 100.
Il funzionamento del sistema 100 prevede che il dispositivo 1 venga installato su una struttura portante 3 del tetto 2 tramite la suddetta prima estremità 5, la quale viene vincolata al tetto mediante un mezzo di fissaggio 31, ad esempio un ancoraggio chimico (ad esempio una resina) o un ancoraggio meccanico (ad esempio un tassello o una vite autofilettante 32), rigidamente connesso al tetto. Tipicamente, l’installazione del dispositivo (e.g. il fissaggio della prima estremità) avviene precedentemente alla realizzazione della copertura 30: ciò fa sì che la prima estremità 5, fissata alla struttura portante del tetto e aderente ad essa, rimanga al di sotto della copertura quando quest’ultima viene realizzata, mentre la seconda estremità 6, libera per accogliere il cavo di sicurezza 40 che ad essa viene vincolato, viene mantenuta al di sopra della copertura facendola sporgere tra due elementi di copertura 33 adiacenti (tipicamente tra due file adiacenti e parzialmente sovrapposte di elementi di copertura, quali ad esempio coppi o tegole). Le due estremità 5 e 6 rimangono collegate dalla pluralità 7 di elementi di collegamento interposti in serie tra di esse, come esemplarmente mostrato nelle figure. In questo modo, al termine della realizzazione della copertura, il sistema così installato rende accessibile la prima estremità del dispositivo e preferibilmente parte della pluralità di elementi di collegamento, mentre la restante parte di detta pluralità e la prima estremità rimangono sovrastati dalla copertura realizzata sul tetto.
In particolare, la struttura flessibile del dispositivo 1 consente, durante la realizzazione della copertura, di predisporre la seconda estremità in una precisa posizione, in funzione delle esigenze di installazione (entro una distanza massima, definita dalla lunghezza in senso longitudinale del dispositivo, dal punto di fissaggio della prima estremità) al di sopra della copertura stessa. Infatti, i gradi di libertà rotazionali e traslazionale degli elementi di collegamento del dispositivo 1, ad esempio come illustrati in figura 1, permettono di piegare, allungare, accorciare, curvare o avvolgere su se stessa tale pluralità di elementi, in modo tale che essi si sviluppino lungo un percorso curvo anziché lungo l’iniziale linea di sviluppo. Tale percorso à ̈ configurabile (in modo reversibile e/o senza modificare o deformare permanentemente la struttura del dispositivo) in modo tale che esso risulti opportuno per raggiungere un determinato punto della copertura dal quale si intende far sporgere la seconda estremità del dispositivo.
La flessibilità del dispositivo 1 consente inoltre di raggiungere, senza tensionare o creare sforzi interni alla struttura del dispositivo, la quota in altezza, rispetto al piano di sviluppo del tetto, relativa ad un piano di sviluppo della copertura, dalla quale sporge la suddetta seconda estremità. Tali caratteristiche possono consentire di distanziare la seconda estremità, sul piano della copertura, lungo ogni direzione, tipicamente all’interno di un’area sostanzialmente circolare avente per centro il punto di fissaggio della prima estremità.
Nella forma realizzativa illustrata in figura 1, lo spezzone di catena costituito dalla pluralità di elementi di collegamento consente, grazie ai gradi di libertà rotazionali e traslazionali di ciascun giunto composto da una coppia di elementi di collegamento adiacenti, di modificare la forma del dispositivo per adattarlo al luogo di installazione e/o al tipo di copertura e/o per posizionare la seconda estremità nel punto desiderato al di sopra della copertura.
In generale, le strutture fisse del tetto sono tipicamente gli elementi strutturali dello stesso, ad esempio travi o assi, oppure la soletta che sorregge il tetto stesso. Tipicamente su un singolo tetto vengono installati più dispositivi, distanziati e distribuiti sulla superficie calpestabile del tetto, in modo tale che l’operatore possa, durante lo svolgimento del lavoro, vincolandosi di volta in volta ad un diverso dispositivo ovvero, passando dal dispositivo al quale si trova collegato ad uno vicino, percorrere in ogni direzione il tetto e/o la copertura a seconda delle esigenze lavorative, rimanendo sempre assicurato al tetto al fine di eliminare i rischi di infortunio per caduta dall’alto. Tipicamente un dispositivo di sicurezza anticaduta viene collocato in corrispondenza del punto di accesso al tetto (ad esempio un’apertura, un abbaino, una botola, un balcone, un cornicione) e tale dispositivo à ̈ il primo al quale l’operatore si assicura prima di iniziare ad operare sul tetto. Successivamente, muovendosi sulla superficie del tetto, l’operatore raggiunge la distanza limite (dettata dalla lunghezza utile del proprio cavo di sicurezza) dal dispositivo al quale à ̈ vincolato, pertanto scollega l’estremità libera del proprio cavo di sicurezza (l’estremità opposta essendo fissata all’imbracatura) e la collega al dispositivo adiacente, installato inizialmente ad una distanza dagli altri dispositivi presenti sul tetto tale da garantire sempre la disponibilità di un dispositivo di sicurezza al quale ancorare il cavo di sicurezza. Quando necessario, ad esempio per evitare l’effetto pendolo in caso di caduta o per operare in posizioni scomode o particolarmente inclinate o ancora per assicurare l’operatore durante i suddetti passaggi di ancoraggio da un dispositivo di sicurezza ad uno adiacente, l’operatore può utilizzare contemporaneamente due cavi di sicurezza fissati alla propria imbracatura e vincolati alle opposte estremità a due differenti dispositivi di sicurezza installati sul tetto oppure ad un dispositivo di sicurezza e ad una linea di ancoraggio sul colmo del tetto.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Dispositivo (1) di sicurezza anticaduta del tipo sottotegola, atto a consentire ad un operatore di operare in sicurezza su un tetto (2) di un edificio, avente una prima estremità (5) destinata ad essere fissata ad una struttura portante (3) del tetto e una seconda estremità (6), longitudinalmente opposta a detta prima estremità, destinata ad essere ancorata ad un dispositivo di protezione individuale (4) indossato dall’operatore, detto dispositivo (1) di sicurezza comprendendo una pluralità (7) di elementi di collegamento disposti in serie a collegare detta prima estremità (5) con detta seconda estremità (6) lungo una linea di sviluppo longitudinale, ciascun elemento di collegamento (7a) di detta pluralità (7) essendo mutuamente accoppiato all’elemento di collegamento adiacente (7b), in modo tale da formare un giunto snodato (10) atto a consentire almeno la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento (7a) rispetto a detto elemento di collegamento adiacente (7b).
  2. 2. Dispositivo (1) secondo la rivendicazione 1, dove la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento (7a) rispetto a detto elemento di collegamento adiacente (7b) presenta almeno un primo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale ad una direzione di sviluppo longitudinale (9a) di detto ciascun elemento.
  3. 3. Dispositivo (1) secondo la rivendicazione 2, dove la rotazione di detto ciascun elemento di collegamento (7a) rispetto a detto elemento di collegamento adiacente (7b) presenta almeno un secondo grado di libertà rotazionale avente asse di rotazione trasversale a detta direzione di sviluppo longitudinale (9a) e inoltre ortogonale all’asse di rotazione del primo grado di libertà.
  4. 4. Dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, dove detto giunto snodato (10) Ã ̈ atto a consentire la traslazione di detto ciascun elemento di collegamento (7a) rispetto a detto elemento adiacente (7b) lungo una direzione sostanzialmente parallela a detta direzione di sviluppo longitudinale (9a).
  5. 5. Dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, dove detta prima estremità (5) comprende un elemento per il fissaggio (15) collegato ad un elemento di collegamento iniziale (7c) di detta pluralità (7) di elementi di collegamento e atto a consentire il fissaggio del dispositivo ad una struttura portante (3) del tetto (2) e detta seconda estremità (6) comprende un elemento per l’ancoraggio (16) collegato ad un elemento di collegamento terminale (7d) di detta pluralità (7) di elementi di collegamento disposti in serie e atto a consentire l’ancoraggio del dispositivo di protezione individuale (4) indossato dall’operatore.
  6. 6. Dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, dove detta pluralità (7) di elementi di collegamento forma uno spezzone di catena (20).
  7. 7. Dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, dove il dispositivo, nella configurazione in cui assume la massima lunghezza possibile ha una lunghezza, lungo la linea di sviluppo, maggiore o uguale a 20 cm e/o minore o uguale a 150 cm.
  8. 8. Sistema (100) di sicurezza anticaduta comprendente il dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, dove il dispositivo (1) à ̈ installato su un tetto (2) di un edificio, il tetto comprendente una struttura portante (3) e una copertura (30), in modo tale che detta prima estremità (5) à ̈ fissata a detta struttura portante al di sotto della copertura e detta seconda estremità (6) si trova al di sopra di detta copertura.
  9. 9. Edificio avente un tetto (2) al quale à ̈ fissato almeno un dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 7, il tetto (2) comprendente una struttura portante (3) e una copertura (30) avente almeno un elemento di copertura (33), dove il dispositivo ha la prima estremità (5) fissata alla struttura portante del tetto, al di sotto di un elemento di copertura.
  10. 10. Metodo di sicurezza anticaduta comprendente le fasi di: - fornire il dispositivo (1) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 7, - installare detto dispositivo su un tetto (2) di un edificio, il tetto comprendente una struttura portante (3) e una copertura (30), in modo tale che detta prima estremità (5) à ̈ fissata a detta struttura portante al di sotto della copertura e detta seconda estremità (6) si trova al di sopra di detta copertura.
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* Cited by examiner, † Cited by third party
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DE7504291U (de) * 1975-02-13 1975-06-19 Schmidt K Sicherheitsvorrichtung gegen absturz von ziegeldaechern
DE3246764A1 (de) * 1982-12-17 1984-06-20 Hans 4000 Düsseldorf Gielissen Vorrichtung zum befestigen einer leiter o.dgl. auf einem dach
EP0881339A1 (fr) * 1997-05-30 1998-12-02 Dimos, Société Anonyme Dispositif d'ancrage permanent d'un crochet de sécurité à un élément de charpente

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