ITCR20060016A1 - Formulazioni di detersivi a basso impatto ambientale - Google Patents

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ITCR20060016A1
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Description

“Formulazioni di detersivi a basso impatto ambientale”
DESCRIZIONE
OGGETTO DELL’INVENZIONE
L'invenzione riguarda formulazioni di detergenti per biancheria, lavastoviglie, multiuso per superfici dure, contenenti uno o più tensioattivi, eventualmente un elettrolita e uno o più sequestranti. Le formulazioni oggetto dell'invenzione si distinguono per le caratteristiche tossicologiche ed eco-tossicologiche, unite all'efficacia di lavaggio.
STATO DELL’ARTE
Le formulazioni note sostanzialmente si basano su un tensioattivo, eventualmente un elettrolita ed un sequestrante, o un insieme di questi componenti. Un esempio di formulazione secondo tecnica nota è dato da EP1137752 (Unilever) che contiene, tra l’altro, IDS o HIDS (0,05 - 1,5 % in peso) per detersivi lavabiancheria privi di
al fine di mantenere vivi i colori dei tessuti.
Un problema molto importante dei detersivi domestici è costituito dall’impatto ambientale e dalla pericolosità tossicologica.
I tensioattivi sono spesso tossici come è stato dimostrato, ad esempio, dal caso del nonilfenolo etossilato, tolto precipitosamente dal mercato quando lo si vide nella lista dei probabili disruptori endocrini, ma fino ad allora molto usato in svariate formulazioni. Essi inoltre possono creare problemi di vario genere negli ecosistemi acquatici, per la loro azione sulla tensione superficiale che provoca schiumeggiamenti sulla superficie dei corsi d'acqua con impedimento dello scambio ossigeno-anidride carbonica, permeazione di membrane naturali.
Ulteriore causa di tossicità e impatto ambientale è rappresentata dai sequestranti. I sequestranti non biodegradabili generalmente utilizzati nei detergenti sono: EDTA e sale sodico (C.A.S. 60-00-4 e 64-02-8), fosfonati (ATMP - C.A.S. 6419-19-8; EDTMP - C.A.S. 1429-50-1; HDTMP - C.A.S. 23605-74-5; DTPMP - C.A.S. 15827-60-8; HEDP, acido etidronico - C.A.S. 2809-21-4) e policarbossilati (omopolimeri di acido acrilico - C.A.S. 9003-04-7 e 9003-01-4; copolimeri di acido acrilico e anidride maleica - C.A.S. 52255-49-9).
Tutte queste sostanze, anzitutto, possono facilmente trasportare e concentrare i metalli pesanti (fra cui piombo, cadmio e mercurio) in sedi che abitualmente non li ospiterebbero, come alghe, pesci e i vari organismi della catena alimentare, con evidente pericolo per la salute. L'EDTA e i suoi sali sono scarsamente biodegradabili: è stata recentemente sperimentata una lenta biodegradazione a pH alcalini e in assenza di metalli pesanti, ma tali condizioni non si ritrovano né nelle acque superficiali né negli impianti di depurazione (European Union - Risk Assessment Report Vol.49: “Edetic acid (EDTA)”, 2004). I policarbossilati sono scarsamente biodegradabili per via aerobica e non lo sono per nulla per via anaerobica; negli impianti di depurazione vengono trattenuti nei fanghi (Danish EPA: “Environmental and Health Assessment of Substances in Household and Cosmetic Detergent Products”, 100-103, 615-2001).
I fosfonati sono pochissimo biodegradabili per via aerobica (HERA -Human & Environmental Risk Assessment on ingrediente of European household cleaning products: “Phosphonates”, 2004) e quasi per nulla per via anaerobica (Danish EPA: “Environmental and Health Assessment of Substances in Household and Cosmetic Detergent products”, 96-100, 615-2001); in determinate condizioni (catalisi da parte di ioni di alcuni metalli di transizione, a specifici intervalli di pH) sono fotodegradabili; tuttavia in ambiente reale la fotodegradazione viene ostacolata da altri meccanismi chimico-fisici, quali la ridotta esposizione alla luce solare (per esempio in acque profonde o torbide) e soprattutto l'adsorbimento su suolo e sedimenti, reversibile solo per azione di acidi forti o di soluzioni saline più concentrate, quindi non in condizioni ritrovabili in ambiente reale (FISCHER K: “Distribution and elimination of HEDP in aquatic test Systems", WATER RES; 27 (3).
1993. 485-493).
I detersivi per lavatrice in polvere contengono solitamente a zeoliti (C.A.S. 1318-02-1), che sono scambiatori ionici costituiti da alluminosilicati insolubili in acqua. Le zeoliti si sono rivelate dannose in quanto si accumulano sul fondo dei fiumi, e sono noti letti di fiumi che ormai sono completamente ricoperti da tali sostanze; creano problemi anche agli impianti di depurazione, perché aumentano di molto la quantità di fanghi da smaltire.
Altri composti ampiamente utilizzati, come gli antischiuma siliconici, sono poco o per nulla biodegradabili; nonostante la relativa inerzia chimica, la loro azione può essere molto dannosa per la permeazione di falde acquifere e di membrane naturali.
Per dare una impressione di maggior pulito, è diffuso l’impiego dei così detti candeggianti ottici. Benché l’impatto di queste sostanze sulla salute umana non sia preoccupante (HERA: “Fluorescent Brightener FWA-1”, 2004; “Fluorescent Brightener FWA-5", 2003), si tratta di sostanze del tutto inutili sotto il profilo dell'azione lavante, la cui azione, peraltro temporanea, riveste esclusivamente carattere commerciale. Sono quindi dannosi se non altro per il fatto che aumentano il carico organico delle formulazioni, ai fini della depurazione delle acque di scarico contenenti i detergenti.
Per quanto riguarda gli antirideponenti solitamente contenuti nei detersivi, fra essi figurano molecole dal comportamento vario: i polimeri acrilici e i copolimeri acrilico-maleici hanno basse tossicità acute e non sono pericolosi, ma vengono biodegradati molto lentamente; la CMC - carbossimetil cellulosa (C.A.S. 9004-32-4) invece è biodegradabile rapidamente, ma gli ultimi studi (database RTECS) testimoniano un effetto cancerogeno nei ratti all'applicazione subcutanea, nonché effetti mutageni sull'apparato riproduttore dopo somministrazione pervia orale.
Anche i conservanti e i profumi, di largo impiego, hanno pesanti conseguenze dal punto di vista ambientale e tossicologico.
I conservanti utilizzati generalmente nei detersivi sono lentamente biodegradabili, altamente tossici per gli organismi acquatici e sensibilizzanti. A titolo di esempio si possono citare il 5-cloro-2-metile-2H-isotiazolin-3-one e 2-metile-2H-isotiazolin-3-one che sono mutageni secondo l'Ames Test, e il 2-bromo-2-nitropropane-1,3-diolo (Bronopol) la cui degradazione può portare alla formazione delle cancerogene nitrosammine.
Gli agenti profumanti possono contenere, anche se in piccole quantità, molecole sensibilizzanti; molte di esse sono poco biodegradabili e tossiche o altamente tossiche per gli organismi acquatici. Esempi di tali molecole sono: limonene [(r)-p-menta-1,8-diene, C.A.S. 227-813-5; etichettatura: Xi, N R10-38-43-50/53], 2,4,6-trinitro-1,3-dimetil-5-terz-butilbenzene (C.A.S. 201-329-4, etichettatura: N R44, R51/53), idrossicitronellale (C.A.S. 203-518-7; etichettatura: Xi R36, R43), alcool cinnamico (C.A.S. 203-212-3, etichettatura: Xi R43), difenil etere (C.A.S. 202-981-2, etichettatura: Xi, N, R38, 51/53).
Le considerazioni ora esposte fanno comprendere quali siano l’elevato impatto ambientale e i pericoli legati al massiccio impiego di detersivi per biancheria, stoviglie e per la pulizia delle superfici. Si deve anche tenere conto che l’utilizzo comporta quasi sempre il contatto diretto o indiretto. Il contatto diretto, ad esempio, è sicuro nel caso di detersivi previsti per l'utilizzo a mano; il contatto indiretto è dovuto a residui di detergente presenti sulla biancheria e/o sulle stoviglie, perché le macchine lavatrici e lavastoviglie non riescono a sciacquare completamente il detersivo. Le ragioni di questo risciacquo incompleto vanno dalla porosità delle superfici e dei tessuti, alla presenza di sostanze (poliacrilati) che tendono a formare un film protettivo sulle superfici dure lavate (per ritardare la nuova formazione di sporco o calcare), alla relativa inefficienza delle macchine.
Molte sostanze tossiche e/o inquinanti non sono neppure dichiarate nelle schede di sicurezza dei detersivi, perché la loro concentrazione è inferiore ai limiti di legge (Dir 1999/45/CE sulla classificazione, l'imballaggio e l'etichettatura dei preparati pericolosi); di fatto però queste sostanze sono comunque presenti e, se poco biodegradabili, si accumulano nell'ambiente ed entrano nella catena alimentare.
La situazione è migliorata solo in parte con la recente entrata in vigore del Regolamento 2004/648/CE, che obbliga i produttori di detergenti (deroghe a parte) a utilizzare tensioattivi che rispettino le condizioni di biodegradabilità aerobica completa, ma si limita appunto ai tensioattivi senza considerare le numerose altre sostanze che possono essere anche ben più dannose.
Le considerazioni che sono state qui riassunte fanno comprendere quanto sia importante la ricerca di formulazioni di detergenti a basso impatto ambientale e bassa tossicità. Tra i consumatori più attenti, soprattutto in anni recenti, si è quindi diffusa la richiesta di prodotti eco-compatibili.
Per rispondere a queste esigenze, il mercato offre ormai numerosi detergenti per uso domestico che vengono definiti “ecologici”, ma se si considera attentamente la composizione di questi prodotti, si comprende che non possono assolutamente essere considerati soddisfacenti. Si tratta, nella sostanza, di prodotti che al pari di quelli convenzionali contengono vari componenti poco o per nulla biodegradabili.
A titolo di esempio, i detersivi per lavastoviglie attualmente proposti come ecologici contengono poliacrilati o poliacrilati-solfonati e festonati, e talvolta contengono anche CMC; nei detersivi ecologici per lavatrice si trovano fosfonati, poliacrilati, zeolite, copolimero acrilato/maleato, miscela siliconico-paraffinica, candeggiante ottico, CMC; nei detergenti ecologici multiuso sono impiegati fosfonati, policarbossilati, conservanti non ecologici (metilisotiazolinoni) e agenti profumanti allergizzanti (limonene).
Questi componenti non biodegradabili sono presenti in dosaggi che percentualmente possono sembrare bassi, ma si devono tenere presenti le enormi quantità riversate in ambiente ogni giorno, e la tendenza di queste sostanze all'accumulo.
SOMMARIO DELL’INVENZIONE
L’invenzione ha come scopo quello di provvedere delle formulazioni di detersivi a basso impatto ambientale e tossicologico, unite a buona efficacia di lavaggio.
Nella presente invenzione sono utilizzati solo componenti rapidamente e completamente biodegradabili secondo i Test OECD 301 A-F ed equivalenti (vd. anche riferimento normativo sul Reg 2004/648/CE), nonché con BCF < 100 e Log Kow < 3.
Queste caratteristiche non riguardano gli elettroliti minerali quali idrossidi, carbonati, idrogenocarbonati, silicati e cloruri di metalli alcalini, che sono formati da sostanze naturalmente presenti nell'ambiente e il cui pH tende a neutralizzarsi per semplice dissoluzione nelle acque di scarico.
Essendo le sostanze organiche presenti tutte rapidamente biodegradabili, i microrganismi naturalmente presenti negli ecosistemi sono in grado di smaltire in tempi ragionevoli i residui dei detergenti, anche nei numerosi casi in cui le acque di scarico non conferiscono a impianti di depurazione.
Questa caratteristica è coniugata con la scelta di molecole con bassa tossicità e, non ultimo, con un ottimo potere lavante delle formulazioni.
Le formulazioni descritte sono preferibilmente a base acquosa e possono essere liquide o in gel. Esse comprendono almeno un tensioattivo, o un insieme di tensioattivi, eventualmente un elettrolita e almeno un sequestrante, che è scelto nel gruppo seguente: sale di acido imminosuccinico tetrasodico (IDS), sale di acido glutammico Ν,Ν-diacetico tetrasodico (GLDA), glucoeptonato di sodio, gluconato di sodio.
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’INVENZIONE
Nel seguito, l'invenzione viene illustrata più nel dettaglio con riferimento specifico ai tensioattivi e ai sequestranti utilizzati, e con riferimento ad alcune formulazioni di esempio.
Tensioattivi
I tensioattivi presenti possono essere di 3 categorie: anionici, non ionici e anfoteri/ zwitterionici.
La prima selezione operata riguarda l'impatto sull'ambiente e la tossicità: oltre a rispettare le caratteristiche di biodegradabilità completa secondo i test citati nel Reg 2004/648/CE (che equivalgono ai Test OECD 301 A-F per la biodegradabilità rapida), nonché essere biodegradabili in condizioni anaerobiche, devono avere una bassa tossicità nei confronti degli organismi acquatici (LC50 > 1mg/l), tenuto conto del fatto che qualsiasi tensioattivo - saponi vegetali compresi -e' piuttosto tossico per i pesci. Questa e' una delle ragioni per le quali e’ meglio utilizzare tensioattivi rapidamente biodegradabili, che quindi vengano mineralizzati rapidamente dai microrganismi e sia lasciato loro il minor tempo possibile per venire a contatto con le specie ittiche.
Preferibilmente nell’invenzione vengono utilizzati:
- alchil solfati di metalli alcalini (preferibilmente: alchile = C12 lineare);
- alchil etere solfati di metalli alcalini (a basso range di etossilazione corrispondente a <= 4 EO);
coccoli isetionati di metalli alcalini;
- saponi di metalli alcalini;
- alcooli grassi etossilati (a basso range di etossilazione, corrispondente a <= 6 EO);
- cocco dietanolammide;
- polialchilglucosidi (preferibilmente: alchile = C4 - C11);
- alchilamminodipropionato;
- alchilammidopropilbetaina.
Nella seguente tabella sono elencati valori medi di tossicità acuta, tratti da Danish EPA: “Environmental and Health Assessment of Substances in Household and Cosmetic Detergent products”, 17-93, 615-2001, nonché da US National Library of Medicine - SIS (Specialized Information Services):
Fra questi composti, alcuni sono schiumogeni, ma in modo non persistente; tale caratteristica permette di sfruttare le qualità della schiuma durante il lavaggio (per esempio per messa in evidenza della presenza del detergente sulle superfici che si lavano a mano); invece in fase di scarico tali schiume si abbattono facilmente, in tal modo non contaminando con la loro presenza la superficie dei corsi d'acqua che dovessero accogliere i detergenti senza previa depurazione. Come e' noto, la presenza di schiume persistenti crea grave danno agli ecosistemi acquatici, in quanto impedisce il naturale scambio di ossigeno e anidride carbonica sulla superficie dell'acqua.
Sequestranti / Builders
In un detergente, il sequestrante svolge principalmente la funzione di abbattere la concentrazione di calcio e magnesio nella soluzione lavante, al fine di evitarne la precipitazione sulle fibre e sulle superfici come carbonati e come esteri insolubili degli acidi grassi; inoltre vengono complessati ioni di metalli pesanti (Fe<3+>, Cu<2+>, etc.) che possono creare macchie colorate sui tessuti e sulle superfici.
Le formulazioni enunciate in questa invenzione contengono sequestranti, tutti rapidamente biodegradabili e a basso impatto tossicologico, scelti fra i seguenti:
• sale tetrasodico di acido imminosuccinico (IDS), denominato anche sale tetrasodico di acido N-(1,2-dicarbossietil)-aspartico, avente la seguente formula (I):
(l) sale tetrasodico di acido glutammico Ν,Ν-diacetico (GLDA), avente la seguente formula (II):
(II) glucoeptonato di sodio con la seguente formula (III):
(III) gluconato di sodio, con la seguente formula (IV):
(IV) Nella seguente tabella sono elencati valori medi di tossicità acuta, tratti dalla documentazione di sicurezza fornita dai Produttori delle materie prime:
Secondo ulteriori aspetti dell’invenzione, l'utilizzo di uno o più sequestranti scelti dal gruppo sopra descritto può essere accompagnato dall'uso di un builder scelto in un gruppo formato da ortofosfato, difosfato e trifosfato di metallo alcalino.
I fosfati, se utilizzati in piccole quantità, contribuiscono all'eutrofizzazione delle acque superficiali in modo molto limitato, rispetto alle quantità utilizzate in passato nei detergenti o attualmente in altri settori, in particolare l'agricoltura; utilizzandoli invece a basse concentrazioni in alcune formulazioni come coadiuvanti dell'azione di altri sequestranti, si può talvolta evitare l'utilizzo di componenti molto più dannosi per l'ambiente.
I descritti sequestranti possono essere affiancati da acido citrico sale di acido citrico tri metallo alcalino, poliaspartato.
Altri componenti
Nelle formulazioni oggetto della presente invenzione possono essere presenti altre sostanze con le caratteristiche tossicologiche ed eco-tossicologiche descritte in precedenza, fra cui: solventi (alcooli a catena corta quali etanolo e isopropanolo, esteri), addensanti, antirideponenti, agenti profumanti, coloranti, conservanti. La dicitura “altri componenti” è utilizzata con riferimento ai suddetti componenti, eventualmente specificando la natura dei solventi presenti.
ESEMPI
Nel seguito sono riportati alcuni esempi di formulazioni preferite per usi come lavabiancheria, lavastoviglie, multiuso, ecc...
Per ogni utilizzo sono riportate, a seconda dei casi, due o più formulazioni indicate come A, B, C, ...Per ogni componente sono riportati un intervallo preferito di concentrazione e un valore, tra parentesi, che si riferisce a una formulazione ancor più preferita per l’uso in questione. Le concentrazioni sono espresse in % (grammi di componente secco rispetto a 100 grammi di formulazione tal quale).
ESEMPIO 1: lavabiancheria a mano o in lavatrice.
Esempio 2: Prodotti lavapiatti a mano / detergente sgrassante per superfici dure
Esempio 3: prodotto lavastoviglie a macchina / lavabicchieri
Nella formulazione A) è particolarmente preferita una formulazione con 7% di Sodio glutammato Ν,Ν-diacetico e 4% Poliaspartato, oppure 8% Sodio glutammato Ν,Ν-diacetico e 3% Poliaspartato.
Esempio 4: brillantante per macchina lavastoviglie o anticalcare per superfici dure.
Esempio 5: prodoti multiuso per superfici dure.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Formulazione di detersivo, particolarmente per biancheria, stoviglie o superfici dure, contenente almeno un tensioattivo e almeno un sequestrante, caratterizzata dal fatto che il detto almeno un sequestrante comprende: - sale dì acido imminosuccinico tetrasodico (IDS) di formula:
    (l) - sale di acido glutammico Ν,Ν-diacetico tetrasodico (GLDA) di formula
    (II) glucoeptonato di sodio di formula:
    (III) gluconato di sodio di formula:
    (IV) da soli o in miscela tra loro.
  2. 2. Formulazione secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto almeno un tensioattivo è costituito da alchil solfati di metalli alcalini, alchil etere solfati di metalli alcalini, coccoli isetionati di metalli alcalini, saponi di metalli alcalini, alcooli grassi etossilati, cocco dietanolammide, polialchilglucosidi, alchilammino - dipropionato e alchilammido - propilbetaina, da soli o in miscela tra loro.
  3. 3. Formulazione secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzata dal fatto di comprendere inoltre solventi, addensanti, antirideponenti, agenti profumanti, coloranti e conservanti, da soli o in miscela tra loro.
  4. 4. Formulazione secondo una qualsiasi delle precedenti rivendicazioni, particolarmente per uso come lavabiancheria a mano o in lavatrice, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio lauril solfato 0,05 - 3,5 Sapone potassico 5,5 - 9,5 Alcooli grassi etossilati 5,0 - 9,0 Tensioattivo anfotero 0,05 - 3,5 Sodio gluconato 0,5 -4,5 Sodio carbonato 2,0 - 6,0 Sodio cloruro 0,05 - 3,5 Altri componenti, acqua q.b.
  5. 5. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come lavabiancheria a mano o in lavatrice, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio lauril solfato 0,01 - 3,0 Sodio lauril etere solfato 5,0 - 9,0 Sapone potassico 5,5 - 9,5 Alcooli grassi etossilati 5,0 - 9,0 Tensioattivo anfotero 0,05 - 3,5 Sodio gluconato 0,5 - 4,5 Sodio carbonato 2,0 - 6,0 Sodio cloruro 0,05 - 3,5 Altri componenti, acqua q.b.
  6. 6. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come lavapiatti a mano o detergente sgrassante per superfici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio lauril solfato 3.5 - 7,5 Alcooli grassi etossilati 1.5 - 5,5 Alchilammido betaina 0,05 - 4,0 Sodio imminodisuccinato 0,05 - 2,5 Acido citrico 0,01 - 1,5 Sodio cloruro 0,05 - 4,0 Altri componenti, acqua q.b.
  7. 7. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come lavapiatti a mano o detergente sgrassante per superfici dure, caratteri zzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio lauril solfato 7,5 - 11,5 Alcooli grassi etossilati 7,0 - 11,0 Alchilammido betaina 0,05 - 4,0 Potassio stearato 0,05 - 3,0 Acido citrico 0,01 - 1,5 Sodio gluconato 0,5 -4,5 Sodio cloruro 0,05 - 4,0 Altri componenti, acqua q.b.
  8. 8. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come lavastoviglie a macchina, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale) Sodio glutammato N,N-diacetico 5,0-10,0 Sodio citrato diidrato 5.0-10,0 Tensioattivo anfotero 0,05-3,0 Alcooli grassi etossilati 0,05-3,0 Sodio idrossido 0,05-3,5 Sodio metasilicato.5H20 3.0 -7,0 Poliaspartato 2,0 -7,0 Acqua q.b.
  9. 9. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come lavastoviglie a macchina, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale) Sodio glutammato N,N-diacetico 8,0-13,0 Sodio citrato di idrato 5.0-10,0 Tensioattivo anfotero 0,01 -2,5 Alcooli grassi etossilati 0,01-2,5 Sodio idrossido 9.0-13,0 Poliaspartato 2.0 -7,0 Acqua q.b.
  10. 10. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come brillantante lavastoviglie o anticalcare per superfici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio imminodisuccinato 0,05 - 2,5 Acido citrico monoidrato 3,0 - 7,0 Tensioattivo anfotero 9,0 - 13,0 Alcooli grassi etossilati 9,0 - 13,0 Alcooli a catena corta 5,0 - 9,0 Etil lattato 0,05 - 3,0 Altri componenti, acqua q.b.
  11. 11. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come brillantante per lavastoviglie o anticalcare per superfici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio imminodisuccinato 0,05 - 2,5 Acido citrico monoidrato 10,0- 14,0 Alcooli grassi etossilati 16,0 - 21 ,0 Alcooli a catena corta 11,0 - 16,0 Altri componenti, acqua q.b.
  12. 12. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per uso come brillantante per lavastoviglie o anticalcare per superfici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio imminodisuccinato 0,05 - 3,0 Acido citrico monoidrato 10,0- 14,0 Tensioattivo anfotero 0,05 - 3,0 Alcooli a catena corta 3,0 - 7,0 Altri componenti, acqua q.b.
  13. 13. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per prodotto multiuso per superici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio imminodisuccinato 0,05 - 2,0 Tensioattivo anfotero 4,0 - 8,0 Alcooli grassi etossilati 0,05 - 2,5 Alcooli a catena corta 5,0 - 10,0 Etil lattato 0,05 - 3,0 Altri componenti, acqua q.b.
  14. 14. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 1 a 3, particolarmente per prodotto multiuso per superfici dure, caratterizzata dalla seguente composizione (g di componente secco / 100 g di formulazione tal quale): Sodio imminodisuccinato 0,05 - 2,0 Tensioattivo anfotero 0,05 - 3,0 Alcooli grassi etossilati 0,05 - 2,5 Alcooli a catena corta 5,0 - 10,0 Altri componenti, acqua q.b.
  15. 15. Formulazione secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di essere una formulazione in soluzione acquosa o in gel a base acquosa.
  16. 16. Detersivo per biancheria, stoviglie o superficì dure, avente una formulazione secondo una o più delle rivendicazioni precedenti.
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