ITCS20090007A1 - Sistema di tumulazione prefabbricato modulare a piu' livelli - Google Patents
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Description
“Sistema di tumulazione prefabbricato modulare a più livelli”
DESCRIZIONE
Oggetto: l’idea riguarda la costruzione di loculi ed ossari prefabbricati per tumulazione.
Lo stato della tecnica: attualmente, in tema di prefabbricazione di loculi e ossari esistono e sono commercializzate soluzioni realizzate con pannelli autoportanti in vetroresina (Bosisio - Milano), con struttura in alluminio e loculo in lamierino ( ACMOMAD ~ Reggio Emilia) e struttura in acciaio e loculo in vetroresina ( Ferrarini System - Verona).
I materiali utilizzati: la costruzione prevede la struttura portante intelaiata del tipo reticolare, realizzata con barre piene di Cloruro di Polivinile Rigido (PVC-U) e loculi in polipropilene (PP):
- Il Cloruro di Polivinile Rigido (PVC-U) possiede un’elevata stabilità chimica e un'ottima resistenza al fuoco (é autoestinguente). Appartiene alla categoria dei termoplastici ed ha una struttura amorfa. Presenta un’elevata solidità ed un elevato modulo d’elasticità. Si utilizza con temperature tra i - 10° C e 60° C e, fino a 60° C, è stabile alla maggior parte degli acidi diluiti o concentrati. E’ inerte da) lato fisiologico. E’ un buon isolante elettrico ed assorbe poca acqua. E’ inoltre saldabile ed incollabile, I semilavorati in PVC-U, facilmente reperibili in commercio, si presentano sotto forma di lastre, tubi, profilati, barre piene, barre forate, film, ecc. a costi relativamente contenuti.
Il polipropilene (PP) possiede elevate caratteristiche elettriche e chimiche, buona rigidità e solidità e si utilizza normalmente con temperature tra i 5° C e 90° C. Presenta un’elevata resistenza agli agenti chimici ed è saldabile. Si tratta di un materiale termoplastico, semicristallino che però, rispetto agli altri materiali simili, è più resistente e rigido e fonde ad una temperatura più elevata pur essendo di densità inferiore. Grazie alle caratteristiche di non polarità, il PP é molto resistente dal punto di vista chimico e, fino a 120° C, mantiene le proprie caratteristiche di resistenza anche in presenza di soluzioni acquose contenenti sali, acidi e alcali forti. In commercio è facilmente reperibile in semilavorati quali tubi, lastre, barre piene, profilati, cordoncini, ecc.
Appare evidente come il sistema proposto si differenzi da altri sistemi costruttivi non solo per i materiali utilizzati quand’anche, come si vedrà nel seguito, per tipologia costruttiva, semplicità di predisposizione e assemblaggio dei componenti, facilità di posa in opera, flessibilità di utilizzo, costi contenuti.
1) LOCULI
1.a) Struttura portante
La struttura portante dei loculi è prevista con intelaiatura del tipo reticolare realizzata per mezzo di barre piene di PVC-U. Il modulo progettuale, costituito dall’assemblaggio di montanti, pianali e controventi, risulta ripetibile all’infinito e realizzabile a più livelli.
Lo schema costruttivo prevede l adozione di montanti verticali d’opportuna sezione in PVC-U ai quali, ai vari livelli, si agganciano, con placchette angolari e fascette avvitate, i pianali che servono a sostenere i loculi veri e propri (fig. 1/a, 2/a, 4/a, 5/a).
I pianali sono previsti con traversi e longheroni d’opportuna sezione, anch’essi in PVC-U e solidali tra loro con lo stesso sistema di placchette angolari e fascette avvitate (fig.
2/b, 4/b).
I controventi ai piani sono anch’essi realizzati con barre piene di PVC-U d’opportuna sezione e, sempre con placchette angolari e fascette avvitate, sono resi solidali alla struttura.
In particolare, il traverso di testa del pianale reca un’aletta aggettante per circa 1,5 cm, realizzata con una striscia di lastra piana di PVC-U d’opportuno spessore, avvitata al traverso stesso. Su tale aletta si colloca la lapide che, così, grava sulla struttura e non sulla borchia.
L’intera struttura, tramite “ piedini ’ regolabili in acciaio zincato posti alla base di ciascun montante, è messa in bolla e fissata, con viti e tasselli, ad una piastra di fondazione in calcestruzzo armato che trasmette le modeste tensioni indotte al terreno sottostante.
La struttura è stata calcolata da tecnici abilitati per un modulo 5 x 4 (5 file di loculi per 4 livelli) e per essere installata all’esterno, con riferimento alla seguente localizzazione geografica sul territorio nazionale:
* neve: zona III (sud Italia e isole), as < 200 m, carico qs = 60 N/m<2>;
• vento: zona 9 (isole e mare aperto, eccetto Sicilia e Sardegna), carico p - 120 N/m<2>.
Le dimensioni delle sezioni delle barre di PVC-U utilizzate rendono l’intelaiatura assemblata rispondente ai requisiti per la resistenza delle strutture, con particolare riferimento alle disposizioni per la realizzazione delle costruzioni in zone sismiche, considerando, oltre che al peso proprio ed alle sollecitazioni indotte da vento e neve, i sovraccarichi (250 kg/mq) sui pianali, come disposto per legge (D.P.R. 285/90).
Ovviamente, per strutture poste in altre zone dovranno essere eseguite le verifiche strutturali del caso, in funzione delle differenti sollecitazioni di sisma, vento e neve da applicare.
l.b) Tumulazione
La tumulazione avviene a mezzo di un “contenitore” che rappresenta il loculo vero e proprio. Il “contenitore”, sia esso per loculi di punta che di fascia, è realizzato con polipropilene alveolare (PP) in lastre, ma può essere impiegato anche PVC, DIBOND, ecc.
Le lastre di PP, tagliate a misura, sono assemblate e saldate lungo tutti gli spigoli interni ed esterni, così da creare un corpo unico a perfetta tenuta stagna (fìg. 3/a, 3/b, 3/c, 6/a , 6/b, 6/c ).
Il loculo, come per legge, è dimensionato al minimo con base 75 cm, altezza 70 cm e profondità 225 cm (misure nette interne) per i loculi di punta e con base 225 cm, altezza 70 cm e profondità 75 cm (misure nette interne) per i loculi di fascia.
li loculo, leggerissimo e molto resistente, poggia sul pianale della struttura portante che ha pendenza verso il fondo di almeno il 2 %, come per legge.
In particolare, il traverso di testa del pianale (compresa l’aletta reggi marmo) è montato un cm più in basso rispetto ai longheroni. Il “dente” che si forma accoglie la battuta alla bocca del loculo per la lastra di chiusura ed il loculo, così, poggia perfettamente ed interamente sul pianale. Con qualche vite autofilettante posta lungo il perimetro della bocca, infine, si fissa il loculo a traversi e montanti, realizzando una struttura unica. 1 0 Con tale sistema ogni feretro è collocato separatamente e il loculo, per il materiale impiegato e la saldatura effettuata, presenta tutte le pareti con impermeabilità duratura a liquidi e gas, rispondendo perfettamente alle vigenti norme dì legge in materia (D.P.R.
285/90).
Il loculo, per evidenti economie di trasporto, è previsto con svasatura fondo-testa, in maniera da consentirne l’impilaggio, anche se parziale.
1.c) Chiusura del loculo
La sigillatura del loculo, dopo l inserimento del feretro, avviene mediante un pannello di PP di precise dimensioni. Il pannello va sigillato contro la battuta sulla bocca del loculo con collante speciale per PP (Tangit) e rifinito con silicone lungo il perimetro (fìg. 3/b, 3/c, 6/b, 6/c).
Con tale sistema il loculo presenta chiusura a perfetta tenuta ermetica, rispondendo pienamente alle vìgenti norme di legge in materia D.P.R. 285/90).
1.d) Test eseguiti
Sul loculo, per accertarne la piena rispondenza all’ utilizzo, sono stati eseguiti i seguenti test:
Stabilità al carico: il piano del loculo, ove è appoggiato il feretro, è stato caricato in ragione di circa 300 kg/mq. Gli “alveoli” della lastra di PP sono rimasti perfettamente stabili e non si è osservato alcun cedimento e/o distorsione, anche a distanza di tempo.
Impermeabilità al gas: all’ interno del loculo è stato introdotto un fumogeno colorato e si è subito proceduto alla sigillatura a chiusura stagna a mezzo dell’apposito pannello in PP, nei termini sopra descritti. Non è apparsa alcuna traccia di fumo, anche a distanza di tempo.
Impermeabilità ai liquidi: all’ interno di un loculo posto verticalmente è stata introdotta acqua. Si è poi proceduto alla usuale sigillatura e, ribaltandolo in orizzontale, si è lasciato fermo il loculo per circa un mese. Non si è osservata alcuna perdita e/o essudazione, né sono state riscontrate tracce di umidità all 'esterno
1.e) Lapidi e simili
Il sistema costruttivo prevede che le lapidi, generalmente in lastre di pietra naturale, siano poggiate sull’aletta del traverso di testa del pianale (fìg.9/a, 9/b), mentre apposite borchie, poste agli angoli delle lapidi e fissate ai montanti della struttura mediante inserti filettati, provvedono a bloccarle (fìg.9/c, 9/d). In tal maniera il peso del marmo grava direttamente sulla struttura portante e le borchie non sono sollecitate.
II resto del rivestimento della facciata in vista, costituito da fascette laterali di perimetrazione, zoccolino di base e veletta di coronamento, generalmente anch’esse in pietra naturale, va incollato, a mezzo di silicone, alla struttura portante, sulla quale grava direttamente il peso.
istema costruttivo prevede la possibilità di rivestire anche le altre facciate (laterali e fondo). Il rivestimento può essere realizzato in pietra naturale dello stesso tipo delle idi e con identico sistema di appoggio, oppure con pannelli preconfezionati, avvitati i struttura portante, e rifiniti a intonaco o rivestiti.
I caso la costruzione debba avvenire al , è anche possibile realizzare la pertura che è costituita da travate in PVC-U, solidali ai montanti della struttura tante tramite placchette angolari e fascette avvitate. A tali travate si possono plicare pannelli d’ogni tipo, sui quali è possibile montare ogni tipo di manto, tipologia costruttiva consente ogni tipo di tetto (a 1 falda, a 2 falde, a padiglione,
Conclusioni
istema proposto è innovativo poiché, nel pieno rispetto delle norme di legge vigenti in teria, si differenzia da altri sistemi costruttivi per materiali utilizzati e tipologia truttiva garantendo, contemporaneamente, minore peso, facilità d’assemblaggio dei nponenti, rapidità di posa in opera, flessibilità di utilizzo, competitività dei costi, :ntuale possibilità di smontaggio e trasferimento in altro sito, ottima estetica.
Deso “a vuoto” d’ogni loculo risulta inferiore a 65 kg (contro i circa 1.000 kg del nento armato tradizionale e del C.A.V.) e, quindi, la tecnologia proposta consente di izzare anche terreni di consistenza geomeccanica assai scadente,
tecnica costruttiva è talmente semplice da permettere, in tempi molto rapidi, la disposizione e l’assemblaggio dei componenti di un consistente numero di loculi, semplicità di posa in opera consente interventi di estrema rapidità: a mero titolo icativo, per disporre di 20 loculi in cemento armato tradizionale disposti su 5 file per 4 eli occorrono almeno tre mesi (tempo di stagionatura minimo del calcestruzzo ai vari eli, copertura esclusa), mentre col il sistema proposto bastano appena 5 giorni circa pertura inclusa).
nto vale anche per l’eventuale smontaggio ed il trasferimento in altro sito, flessibilità del sistema, poi, consente di utilizzare anche reliquati di spazio, sia interno di strutture già esistenti che all’aperto. Il tutto, ovviamente, con notevole trazione dei costi.
eticamente, i loculi realizzati con tale sistema non si differenziano da quelli dizionali
Appare ovvia, infine, l utilizzabilità di quanto descritto in campo industriale. Infati, la predisposizione e l’assemblaggio dei componenti avviene in laboratorio, con successivo loro trasporto e montaggio in sito.
2) OSSARI
2.a) Struttura portante - Sistema di tumulazione - Chiusura
Lo schema costrutivo prevede l’adozione di tre montanti verticali in PVC-U di sezione opportuna. Ai due montanti di testa, ai vari livelli, si agganciano, a mezzo di placchete angolari e fascete avvitate, i traversi, anch’essi in PVC-U di sezione opportuna (fìg.
7/a, 7/b, 8/a, 8/b ).
Anche in questo caso, il traverso reca un’aletta aggetante per circa 1,5 cm, realizzata con una striscia di lastra piana di PVC-U d’opportuno spessore avvitata al traverso stesso. Su tale aletta si colloca la lapide che, così, grava sulla struttura e non sulla borchia.
Tuti i montanti, alla base, sono provvisti di piedini regolabili in acciaio zincato che consentono la messa in bolla ed il perfetto posizionamento dell’intera fila. I piedini vengono fissati, con viti e tasselli, ad una piastra di fondazione in calcestruzzo armato che trasmette le modeste tensioni indotte al terreno sottostante.
Gli ossari, sta di punta che di fascia, sono costituiti da “cellette” realizzate con polipropilene alveolare (PP) in lastre, ma può essere impiegato anche PVC, DIBOND, ecc. Le lastre di PP vanno tagliate a misura e saldate lungo tutti gli spigoli, in maniera da creare un corpo unico (fìg. 7/c, 7/d, 7/e, 8/c, 8/d). Le “cellette” cosi realizzate vanno preassemblate in file verticali, rendendole solidali tramite viti o rivetti ai tre montanti. L’eventuale sigillatura dell’ossario, dopo l’inserimento della cassetta, può avvenire mediante un pannello di PP di precise dimensioni. Il pannello può essere eventualmente sigillato contro la battuta sulla bocca del loculo con collante speciale per PP ( Tangit ) (fìg. 7/e, 8/d).
La strutura ideata per gli ossari, qualora ci fosse la necessità di creare un “colombaio” misto, è tale da poter essere appoggiata e resa solidale a quella dei loculi.
La cella, come per legge, è dimensionata al minimo con base 30 cm, altezza 30 cm e^ profondità 70 cm (misure nette interne) per gli ossari di punta e con base 70 cm, altezza 30 cm e profondità 30 cm (misure nette interne) per gli ossari di fascia.
2.b) Lapidi e simili - Opere di complemento - Conclusioni
Vale quanto già deto per i loculi.
Claims (2)
- “Sistema di tumulazione prefabbricata modulare a più livelli” RIVENDICAZIONI 1) Il sistema costruttivo di loculi ed ossari, sia di fascia che di punta, nella sua interezza, secondo quanto indicato nei disegni, e realizzato con i materiali descritti.
- 2) Il “contenitore”/loculo e delle “cellette’/ossario, sia di fascia che di punta, realizzate con i materiali indicati e con le forme descritte e definite nei disegni, 3) Il sistema di posizionamento delle lapidi su apposita aletta del traverso di testa con posizionamento delle borchie agli angoli delle lapidi e loro fissaggio ai montanti della struttura mediante inserti filettati. Il sistema provvede soltanto a bloccar le lapidi, facendo gravare il loro peso sulla struttura e non sulle borchie.
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