ITMI20002172A1 - Specola divaricabile per trattamenti idroterapeutici dell'intestino - Google Patents

Specola divaricabile per trattamenti idroterapeutici dell'intestino Download PDF

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Description

DESCRIZIONE PER BREVETTO DI INVENZIONE
Avente titolo:
SPECOLA DIVARICABILE PER TRATTAMENTI IDROTERAPEUTICI DELL'INTESTINO.
SFONDO DELL'INVENZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una nuova struttura di specola per trattamenti idroterapeutici della parte terminale dell'intestino o colon, adatta per essere collegata, mediante un tubo flessibile, ad un'apparecchiatura automatica di trattamento, mediante la quale si alimenta in modo controllato un flusso d'acqua di lavaggio che viene iniettata nell'intestino di un paziente, rispettivamente evacuata mediante la specola stessa.
STATO DELL'ARTE
Come noto, l'idroterapia dell'intestino, più propriamente detta colon, è una tecnica da lungo tempo utilizzata per rimuovere dall'intestino il contenuto fecale che tende a ristagnare e ad aderire alle pareti dell'intestino stesso, causando il possibile insorgere di malattie e di alterazioni funzionali.
In breve, l'idroterapia del colon consiste nell'iniettare dolcemente dell'acqua a diverse temperature nell'intestino del paziente, mediante una normale specola opportunamente collegata ad un'apparecchiatura automatica di controllo del flusso d'acqua, mediante un primo tubo flessibile di alimentazione dell'acqua pulìta, ed una seconda tubazione' flessibile di evacuazione dèll'acqua sporca di trascinamento dei depositi fecali, Una normale specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, è sostanzialmente costituita da un corto tubo rigido che si rastrema leggermente nella parte anterìore per facilitare una parziale introduzione della specola nella parte terminale dell'intestino del paziente .
Una normale specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, presenta un diametro massimo esterno di circa 20 mm, ed un diametro interno alla sua estremità anteriore di circa 16 mm, tale da garantire un suffidiente flusso di evacuazione dell'acqua di lavaggio e del contenuto fecale.
L'introduzione della spècola in generale è un'operazione delicata ed a volte dolorosa, specie per bambini o per persone malate, nonché per coloro che praticano dello sport in quanto la muscolatura in quella zona si rafforza, tendendo a restringere di molto lo sfintere.
Con le soluzioni convenzionali, si è altresì costretti a realizzare specole di diametro differente a seconda che debbano essere usate per persone adulte o per bambini.
Con le specole convenzionali, non è possibile aumentare le sue dimensioni, in particolare il diametro interno definente la sezione minima di passaggio del flusso d'acqua; pertanto esiste il rischio che materiale fecale di grosse dimensioni abbia difficoltà a defluire con l'acqua di lavaggio, attraverso la specola.
Inoltre, poiché le normali specole vengono collegate alle apparecchiature di esecuzione del trattamento idroterapeutico, mediante un tubo flessibile corrugato, succede sovente che il materiale fecale si arresti nelle pieghe del tubo occludendolo parzialmente o totalmente.
Con le normali specole non esiste alcuna possibilità di intervenire, se non quella di interrompere la terapia .
SCOPI DELL'INVENZIONE
Scopo generale della presente invenzione è di fornire una nuova struttura di specola atta a risolvere i problemi precedentemente riferiti.
Più in particolare, uno scopo della presente invenzione è di fornire una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, che non comporti alcuna conseguenza dolorosa al momento della sua introduzione, e che nello stesso tempo presenti una grossa sezione di deflusso dell'acqua di lavaggio, riducendo in questo modo i rischi di intasamento e di occlusione.
Un ulteriore scopo della presente invenzione è di fornire una specola per l'uso sopra precisato, che sia di impiego universale, vale a dire adatta indifferentemente sia per adulti che per bambini.
Il problema dei fecalomi è molto serio in quanto molto spesso fanno da tappo, bloccando il tubo flessibile di collegamento della specola all'apparecchiatura utilizzata per il trattamento terapeutico, con conseguenze negative per il paziente il quale tende a rifiutare questo tipo di terapia.
Pertanto, un ulteriore scopo della presente invenzione è di fornire una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, come precedentemente riferito, mediante la quale è possibile risolvere definitivamente questo problema, rendendo la terapia di facile esecuzione, facilmente accettata dal paziente.
BREVE DESCRIZIONE DELL'INVENZIONE
Gli scopi precedentemente riferiti sono conseguibili mediante una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, secondo la rivendicazione 1.
Più in particolare, secondo l'invenzione, si è fornita una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, atta per essere collegata ad un'apparecchiatura per l'alimentazione e lo scarico di acqua di lavaggio, caratterizzata dal fatto di comprendere:
una testa di introduzione nell'intestino, ed un elemento tubolare in materiale plastico, per l'alimentazione e lo scarico dell'acqua di lavaggio;
la testa di introduzione della specola nell'intestino presenta una parte anteriore allungata, di diametro ridotto, comprendente una pluralità di diti elasticamente divaricabili, raccordati ad una parte cilindrica posteriore, di maggior diametro, per l'inserimento e la guida dell'elemento tubolare ne che causa la divaricazione;
l'elemento tubolare di divaricazione essendo assialmente scorrevole tra una posizione arretrata, in cui i diti longitudinali della testa sono totalmente ravvicinati, ed una posizione avanzata in cui detti diti sono totalmente divaricati; e
primi mezzi di aggancio, disimpegnabili, per bloccare lo scorrimento assiale dell'elemento tubolare di divaricazione rispetto alla testa della specola, nella posizione avanzata dello stesso elemento tubolare di divaricazione.
Secondo un altro aspetto dell'invenzione, l'elemento tubolare di divaricazione della testa della specola e di alimentazione e di scarico dell'acqua di lavaggio, a valle del raccordo di entrata dell'acqua presenta un tratto longitudinale di spessore ridotto, elasticamente comprimibile, ad esempio mediante una pinza o altro strumento adatto per bloccare il flusso d'acqua di lavaggio verso il paziente e per farlo rifluire verso lo scarico; in questo modo si rende possibile aumentare la portata dell'acqua mentre viene fatta ricircolare verso lo scarico, per rimuovere un eventuale fecaloma che ha intasato o bloccato il tubo flessibile di collegamento della specola all'apparecchiatura per il trattamento terapeutico.
Secondo un altro aspetto dell'invenzione, la testa della specola e l'elemento tubolare di alimentazione e di scarico dell'acqua di lavaggio, presentano ulteriori mezzi di aggancio che bloccano lo scorrimento a ritroso dell'elemento tubolare, in una posizione intermedia, impedendo la totale chiusura dei diti divaricati ed il conseguente pericolo di pinzatura della pelle del paziente .
BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI
Le caratteristiche generali éd una forma di realizzazione preferenziale di una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, secondo la presente invenzione, saranno maggiormente illustrate qui di seguito con riferimento ai disegni allegati, in cui:
Fig. 1 è una vista prospettica della specola, nella condizione non divaricata;
Fig. 2 è una vista prospettica della specola, nella condizione totalmente divaricata;
Fig. 3 è una sezione longitudinale dell'elemento .tubolare della specola di fig. 1;
Fig. 4 è una sezione simile a quella dì fig. 3, in un piano ortogonale al precedente;
Fig. 5 è una sezione longitudinale della testa della specola;
Fig. 6 è un particolare ingrandito atto a mostrare la condizione di aggancio tra la testa della specola e l'elemento tubolare di divaricazione durante la rimozione della specola al termine di un trattamento terapeutico .
DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL'INVENZIONE
Come precedentemente riferito, la presente invenzione è diretta ad una specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, che comprende una testa di introduzione della specola nella parte terminale dell'intestino, avente forma allungata, di piccolo diametro, la cui parte anteriore è resa elasticamente divaricabile mediante lo scorrimento di un elemento tubolare di maggior diametro, idoneo per l'adduzione e lo scarico di acqua di lavaggio alimentata e rispettivamente scaricata in modo controllato mediante un'apparecchiatura automatica appositamente dedicata per una pulizia intestinale, a cui l'elemento tubolare della specola risulta collegato mediante un condotto flessibile.
Nell'esempio mostrato di figure da 1 a 4, la specola comprende una testa 10 atte ad essere parzialmente introdotta nella parte terminale dell'intestino, ed un elemento tubolare 11 assialmente scorrevole rispetto alla testa 10, per l'alimentazione dell'acqua pulita, rispettivamente per lo scarico dell'acqua sporca di evacuazione dei residui fecali.
Più precisamente, come mostrato nelle figure 1 e 2 e nel particolare ingrandito di figura 5, la testa 10 comprende una parte anteriore di forma allungata, di diametro ridotto (fig. 1), formata da una pluralità di diti longitudinali 13 elasticamente divaricabili che terminano alla loro estremità con una parte curvata verso l'interno, atta a facilitare l'introduzione della testa nell'intestino. Ciascun dito 13, è collegato, mediante un tratto conico di raccordo, ad una parte posteriore cilindrica 14, avente un diametro notevolmente superiore a quello della parte anteriore formata dai diti divaricabili 13 della testa 10.
Più precisamente come risulta dalle figg. 1 e 2 dei disegni allegati, e dalla fig. 5, la parte anteriore della testa 10 è sottoforma di un lungo becco tubolare di sezione estremamente ridotta, ad esempio avente un diametro esterno di circa 10 mm., lungo circa 50 min., che si raccorda in modo dolce alla parte posteriore cilindrica 14, avente un diametro esterno di circa 24 mm., ed un diametro interno di circa 22 mm. o superiore; in questo modo la testa 10 della specola può essere facilmente introdotta senza causare traumi o creare dolori al paziente .
Facoltativamente la testa 10, in corrispondenza della parte cilindrica 14, presenta due bracci trasversali 15, con fori 16 per il passaggio di una cintura di fissaggio della specola al corpo di un paziente.
In posizioni diametralmente opposte, la parte cilindrica 14 della testa, presenta altresì una feritoia 17 a forma di L costituente parte di un sistema di aggancio a baionetta per l'elemento tubolare 11, come più avanti spiegato.
Al fine di garantire una divaricazione dolce e con il minimo sforzo, dei diti 13, questi ultimi sono separati da una sottile fessura 13' che si prolunga longiturionalmente per parte della testa 10 comprensiva dei diti divaricabili 13 e della parte conica di raccordo 13''.
L'elemento tubolare 11 della specola secondo l'esempio, presenta un diametro esterno di 22 irati, un diametro interno di 20 rara ed una lunghezza di 253 rara, oltre a consentire l'adduzione e lo scarico di acqua di lavaggio, svolge altresì la funzione di organo dilatatore dei diti 13 della testa 10.
Come mostrato nelle figg. 1 e 2 e nei particolari di figg. 3 e 4, l'elemento tubolare 11 comprende una parte anteriore 18 scorrevole lungo la testa 10, una parte posteriore 19 di collegamento ad un tubo flessibile di evacuazione dell'acqua sporca, provvista di un raccordo 20 di collegamento ad un tubo di alimentazione dell'acqua di lavaggio, nonché comprende una parte intermedia 21, di spessore ridotto, la quale è elasticamente comprimibile per le ragioni più avanti spiegate.
La parte anteriore 18 dell'elemento tubolare 11, in prossimità della zona intermedia 21 di spessore ridotto, presenta due alette laterali 22 che facilitano la presa con la mano, nonché comprende due piccoli denti 23, diametralmente opposti, destinati ad inserirsi ed agganciarsi in una restrittiva feritoia 17 mediante un movimento di scorrimento assiale e di rotazione all'elemento tubolare.
Oltre alle feritoie 17 ed ai denti 23 per l'aggancio in modo disimpegnabile dell'elemento tubolare 10 alla testa 11 della specola nella condizione avanzata di figura 2 dell'elemento tubolare 11 in cui si prolunga nella testa 10 quasi fino all'estremità anteriore dei diti 13 per causarne una loro divaricazione, la testa 10 e l'elemento tubolare 11 comprendono altresì secondi mezzi di aggancio che si impegnano durante lo sfilamento dell'elemento tubolare 11 al termine di un trattamento terapeutico, per mantenere ì diti 13 parzialmente aperti ed impedire loro di pinzare accidentalmente la pelle del paziente .
A tale proposito, come mostrato nelle figg. 3, 4, 5, e nel particolare ingrandito di fig. 6, l'elemento tubolare 11, anteriormente ai denti 23 di aggancio con la testa 10, sulla sua superficie esterna presenta una piccola cava anulare 24, destinata ad impegnarsi con una coppia di denti 25 ricavati internamente ed in prossimità del bordo posteriore della parte cilindrica 14 della testa 10.
In particolare, come si nota in fig. 5 e nel dettaglio ingrandito di fig. 6, i denti 25 vengono a trovarsi in corrispondenza delle due feritoie 17, dove la parte posteriore 14 della testa 10 può subire una leggera dilatazione radiale; gli stessi denti 25 presentano una forma triangolare inclinata verso l'estremità anteriore della testa 10, per consentire l'introduzione e lo scorrimento in avanti dell'elemento tubolare 11, nonché un suo scorrimento a ritroso al momento dell'estrazione della specola, fino a che non si impegnano con la cava anulare 24.
In questa condizione, evidenziata in fig. 6, l'elemento tubolare 11 risulta arretrato per circa metà della sua corsa, consentendo solo una parziale chiusura dei diti 13 della testa 10.
L'uso della specola secondo la presente invenzione, risulta essere brevemente il seguente: inizialmente l'elemento tubolare 11 risulta totalmente estratto dalla testa 10 che si trova nella condizione chiusa di figura 1, in cui i diti elastici 13 sono ravvicinati, definendo una sorta di porzione tubolare di diametro estremamente ridotto; in questo modo la testa 10 può essere facilmente introdotta nella parte terminale dell'intestino, senza provocare danno o dolore al paziente.
Dopo aver fissato la testa 14 al corpo del paziente mediante un'opportuna cinghia collegata ai bracci 15, si procede ad inserire l'elemento tubolare 11 nella parte posteriore di guida 14 della testa 10, facendolo scorrere in avanti per l'intera lunghezza della testa 10, fino a divaricare completamente i diti 13 nella condizione mostrata in fig. 2.
Nell'ultimo tratto della corsa in avanti dell'elemento tubolare 11, i due dentelli radiali 23 entrano nelle feritoie 17 impegnandosi mediante una semplice rotazione dello stesso elemento tubolare 11.
Il raccordo di entrata 20 risulta collegato ad un tubo di alimentazione dell'acqua di lavaggio, l'estremità posteriore dell'elemento tubolare 11 risulta icollegato ad un tubo di evacuazione, per cui è possibile dare inizio alla terapia di lavaggio dell'intestino.
Completata la terapia, la specola può essere rimossa semplicemente ruotando l'elemento tubolare 18 in senso opposto al precedente arretrandolo leggermente per disimpegnare i denti 23 dalle feritoie 17, per poi sfilare parzialmente lo stesso elemento tubolare 11 fino ad impegnare la cava 24 con i denti di arresto 25.
In questa condizione, mostrata nel particolare ingrandito di fig. 6, i diti 13 della testa 14 risultano solo parzialmente chiusi, in una condizione intermedia tra quella di fig. 1 e quella di fig. 2.
La specola può essere ora rimossa esercitando una leggera trazione sull'elemento tubolare 19, senza causare dolore o danneggiare il paziente.
Se nel corso del trattamento, durante l'evacuazione dell'acqua di lavaggio, un fecaloma si arresta in qualsiasi punto del tubo corrugato che collega l'elemento tubolare 11 della specola con l'apparecchiatura di esecuzione della terapia, impedendo il deflusso dell'acqua verso lo scarico, l'operatore può facilmente liberare il tubo utilizzando l'acqua di lavaggio.
Usando un'apposita pinza, è possibile schiacciare completamente la zona indebolita 21 a parete sottile, dell'elemento tubolare 11 per impedire che il flusso d'acqua di lavaggio fluisca verso il paziente; pertanto l'acqua sarà costretta defluire verso lo scarico. A questo punto, aumentando il flusso d'acqua di lavaggio, è possibile rimuovere il fecaloma che ha intasato il tubo di scarico.
Nel caso in cui si usi un'apparecchiatura automatica per eseguire i trattamenti idroterapeutici dell'intestino, ad esempio una pinza del tipo a ganasce parallele, quest'ultima può esser dotata di opportuni sensori che forniscono all'apparecchiatura segnali di consenso per l'apertura e la chiusura di una valvola di alimentazione supplementare dell'acqua, in dose maggiore rispetto a quella necessaria per la terapia.
i Dalle varie figure si noterà che il tratto elasticamente comprimibile 21 dell'elemento tubolare 10, è posto immediatamente dopo, a valle del raccordo 20 di entrata dell'acqua di lavaggio; pertanto lo schiacciamento di tale zona isolerà completamente il paziente evitando che gli venga iniettata un'eccessiva quantità di acqua.
Da quanto detto e mostrato si sarà dunque compreso che si è fornita una nuova struttura di specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, la quale si caratterizza per due elementi fondamentali, precisamente per il fatto che è possibile aumentare i diametri dell'elemento tubolare di alimentazione di scarico dell'acqua di lavaggio, senza creare difficoltà all'operatore nell'introdurre la sonda e senza alcun danno o dolore per il paziente.
Con la specola secondo l'invenzione è altresì possibile risolvere definitivamente il serio problema dei fecalomi che a volte intasano il tubo di scarico e che costringono ad interrompere una terapia in corso, causando sporcizia e blocco dello sviluppo di questa terapia.
I vantaggi conseguibili mediante la specola secondo l'invenzione sono dunque notevoli. In particolare, per l'introduzione della specola nella parte terminale dell'intestino di un paziente, non si richiede più un operatore particolarmente esperto; inoltre la specola può essere utilizzata indipendentemente sia per persone adulte che per bambini in quanto non comporta alcun rischio di infiammazione della parte. Infatti la specola secondo l'invenzione non crea alcun dolore in quanto lo scorrimento in avanti dell'elemento tubolare 11 non provoca alcuna frizione ma una semplice dilatazione radiale della testa 10 contro la mucosa interna dell'intestino di per se morbida.
Risulta altresì importante il vantaggio di poter utilizzare specole di diametro maggiorato rispetto alle specole tradizionali, nonché di eliminare facilmente eventuali fecalomi, contribuendo in questo modo a creare le condizioni per un maggior sviluppo di questa terapia.
Si intende comunque che quanto è stato detto e mostrato con riferimento ai disegni allegati, è stato dato a puro titolo esemplificativo delle caratteristiche generali della specola secondo l'invenzione, nonché di una sua forma di realizzazione preferenziale; pertanto altre modifiche o varianti potranno esser apportate senza con ciò allontanarsi da quanto rivendicato.

Claims (6)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Specola per trattamenti idroterapeutici dell'intestino, atta per essere collegata ad un'apparecchiatura per l'alimentazione e lo scarico di acqua di lavaggio, caratterizzata dal fatto di comprendere: una testa di introduzione nell'intestino, ed un elemento tubolare in materiale plastico, per l'alimentazione e lo scarico dell'acqua di lavaggio; la testa di introduzione della specola nell'intestino presenta una parte anteriore allungata, di diametro ridotto, comprendente una pluralità di diti elasticamente divaricabili, raccordati ad una parte cilindrica posteriore, di maggior diametro, per l'inserimento e la guida dell'elemento tubolare ne che causa la divaricazione; l'elemento tubolare di divaricazione essendo assialmente scorrevole tra una posizione arretrata, in cui i diti longitudinali della testa sono totalmente ravvicinati, ed una posizione avanzata in cui detti diti sono totalmente divaricati; e primi mezzi di aggancio, disimpegnabìli, per bloccare lo scorrimento assiale dell'elemento tubolare di divaricazione rispetto alla testa della specola, nella posizione avanzata dello stesso elemento tubolare di divar cazione.
  2. 2. Specola secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che l'elemento tubolare di divaricazione dei diti elastici della testa, a valle del raccordo di entrata dell'acqua di lavaggio, presenta un tratto longitudinale di spessore ridotto, elasticamente comprimibile, ad esempio mediante una pinza o altro strumento adatto per bloccare il flusso d'acqua di lavaggio verso il paziente e per farlo rifluire verso lo scarico; in questo modo si rende possibile aumentare la portata dell'acqua mentre viene fatta ricircolare verso lo scarico, per rimuovere un eventuale fecaloma che ha intasato o bloccato il tubo flessibile di collegamento della specola all'apparecchiatura per il trattamento terapeutico .
  3. 3. Specola secondo la rivendicazione 1, ulteriormente caratterizzata dal fatto che detta testa e detto elemento tubolare della specola presentano secondi mezzi di aggancio, impegnabili dopo un parziale sfilamento dell'elemento tubolare.
  4. 4. Specola secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che i secondi mezzi di aggancio comprendono dei denti interni in prossimità dell'estremità posteriore della testa, ed una cava anulare esterna, in una posizione intermedia della parte anteriore dell'elemento tubolare.
  5. 5. Specola secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che l' elemento tubolare presenta delle alette radiali di presa con le mani.
  6. 6. Specola secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che la testa presenta dei bracci laterali di collegamento ad una cintura di fissaggio al corpo di un paziente.
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