ITMI20122009A1 - Forma solida amorfa stabile di un derivato triazinico e relativo procedimento per la sua produzione - Google Patents

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ITMI20122009A1
ITMI20122009A1 IT002009A ITMI20122009A ITMI20122009A1 IT MI20122009 A1 ITMI20122009 A1 IT MI20122009A1 IT 002009 A IT002009 A IT 002009A IT MI20122009 A ITMI20122009 A IT MI20122009A IT MI20122009 A1 ITMI20122009 A1 IT MI20122009A1
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IT
Italy
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amorphous solid
amorphous
solvent
compound
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IT002009A
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Luca Bemporad
Ferruccio Berte
Massimo Fabbi
Francesco Maestri
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3V Sigma Spa
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    • C07ORGANIC CHEMISTRY
    • C07DHETEROCYCLIC COMPOUNDS
    • C07D251/00Heterocyclic compounds containing 1,3,5-triazine rings
    • C07D251/02Heterocyclic compounds containing 1,3,5-triazine rings not condensed with other rings
    • C07D251/12Heterocyclic compounds containing 1,3,5-triazine rings not condensed with other rings having three double bonds between ring members or between ring members and non-ring members
    • C07D251/26Heterocyclic compounds containing 1,3,5-triazine rings not condensed with other rings having three double bonds between ring members or between ring members and non-ring members with only hetero atoms directly attached to ring carbon atoms
    • C07D251/40Nitrogen atoms
    • C07D251/54Three nitrogen atoms
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Description

“FORMA SOLIDA AMORFA STABILE DI UN DERIVATO TRIAZINICO E RELATIVO PROCEDIMENTO PER LA SUA PRODUZIONEâ€
La presente invenzione riguarda la forma amorfa solida stabile di particolari derivati della s-triazina, il processo per la sua preparazione e il suo uso come filtro solare o stabilizzante alla luce.
Stato della tecnica
Come à ̈ noto la radiazione solare ultravioletta esercita un’azione dannosa sul tessuto cutaneo e provoca la degradazione dei polimeri. Mediante l’impiego di particolari composti, così detti filtri solari, capaci di assorbire la parte UV della radiazione solare, si possono impedire o quanto meno rallentare gli effetti nocivi e l’invecchiamento della pelle e dei materiali polimerici.
Come agenti protettivi sono state studiate e sperimentate numerose sostanze e a questo punto esiste una vasta letteratura brevettuale, un cui vengono proposti composti appartenenti a diverse classi chimiche capaci di assorbire nella regione dell’ultravioletto e particolarmente la radiazione compresa tra 290 e 320 nm, così detta UV-B, che à ̈ molto nociva.
Di questi composti solo relativamente pochi si sono dimostrati idonei per l’applicazione nella pratica. Fra questi gli esteri dell’acido p-metossicinnamico e dell’acido p-dimetilamminobenzoico, i benzotriazoli, gli idrossibenzofenoni.
Uno svantaggio comune a tutti questi composti à ̈ il loro basso potere di assorbimento della radiazione compresa fra 290 e 320 nm per cui à ̈ necessario l’impiego di quantità relativamente elevate per ottenere una capacità fotoprotettiva ottimale.
Un ottimo assorbitore UV-B dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: 1) Alta estinzione specifica à ̈ a 290-320 nm, così da permettere basse dosi di impiego e quindi economicità e minimo rischio tossicologico 2) Fotostabilità
3) Termostabilità
4) Stabilità verso l’ossidazione
5) Stabilità verso diversi pH
6) Buona solubilità, nelle sostanze basi, comunemente usate per i formulati dermatologici
7) Tossicità irrilevante
8) Colore e odore compatibili con le applicazioni previste
9) Peso molecolare elevato, con conseguente minore probabilità di assorbimento da parte della pelle e quindi maggiore sicurezza dal punto di vista tossicologico
10) Compatibilità con le diverse sostanze solitamente impiegate nelle formulazioni dermatologiche.
US 4617390 e US 4724137 descrivono derivati della s-triazina ottenuti mediante reazione della triclorotriazina con esteri dell’acido p-ammino-benzoico e che assorbono intensamente nella zona dell’UV-B. Purtroppo la solubilità di questi composti nei solventi solitamente usati nella formulazione di creme solari à ̈ molto bassa e ciò rende il loro impiego pratico problematico e molto difficoltoso specialmente quando si deve aumentare la percentuale del fotoprotettore nella composizione per la preparazione di formulati con un elevato fattore di protezione solare.
In particolare uno di questi composti ovvero la 2,4,6-trianilino-p-(carbo-1’-etilesil-1’-oxi)-1,3,5-triazina, nota anche come Octyl Triazone, ha trovato largo impiego e relative autorizzazioni sul mercato come fotoprotettore di formulazioni e della pelle nel campo dei filtri solari cosmetici. Questo composto à ̈ identificato con numero CAS 88122-99-0, ha nome INCI Ethylhexyl Triazone ed à ̈ noto in commercio con vari nomi fra cui Uvinul T 150 (Basf) e Uvasorb ET (3V Sigma SpA).
La formula di struttura di questo composto à ̈:
OO
O O
HN N NH
N N
NH
O O
(I)
Negli anni sono stati fatti alcuni tentativi di migliorare la solubilità di questo composto nei solventi ed oli usati solitamente nei formulati cosmetici.
US4656272 descrive la preparazione di questo composto in presenza di esteri di acidi alcanoici ramificati e il suo isolamento in miscela con gli stessi.
US6531117 descrive dispersioni acquose stabili di vari filtri solari incluse dispersioni colloidali acquose stabili di questo composto nella sua forma amorfa o parzialmente amorfa in forma suddivisa a livello microscopico e ottenuta con particolari tecniche di precipitazione da solventi e in presenza di colloidi protettori.
US7074922 descrive la preparazione di una forma tautomerica di questo composto con un particolare processo di precipitazione delle sue forme tautomeriche da particolari miscele di solventi.
La forma amorfa vetrosa stabile di questo composto puro e delle sue eventuali forme tautomeriche non à ̈ nota.
Descrizione dell’invenzione
Abbiamo sorprendentemente scoperto che il composto di formula (I) può essere facilmente ottenuto ancora puro nella sua forma amorfa solida ovvero non cristallina per raffreddamento rapido della sua massa fusa o per eliminazione rapida del solvente da una sua soluzione a temperature inferiori a quelle di fusione.
La forma amorfa solida del composto (I) à ̈ stabile alle normali temperature di stoccaggio per tempi lunghi e può essere facilmente macinata in modo da ricavarne una polvere non impaccata e di facile uso.
La forma amorfa del composto (I) in forma di polvere, granuli o scaglie à ̈ molto più velocemente solubilizzabile nei comuni solventi ed oli cosmetici della corrispondente forma cristallina già nota e identificabile dall’esistenza di un ben preciso punto di fusione, generalmente compreso fra 126 e 132°C.
Abbiamo anche scoperto che in molti casi, a differenza della forma cristallina nota, la forma solida amorfa risulta solubile in tempi ragionevoli negli olii cosmetici a temperature decisamente inferiori e addirittura a temperatura ambiente.
La forma amorfa solida del composto (I) Ã ̈ facilmente identificabile con tecniche di analisi termica come per esempio la calorimetria differenziale a scansione (nota come DSC).
Con questa tecnica à ̈ possibile evidenziare che la forma amorfa solida presenta una transizione esotermica a temperature fra 50 e 90°C decisamente inferiori a quelle della transizione endotermica del punto di fusione della corrispondente forma cristallina. Le aree delle due transizioni sono di valore paragonabile e dimostrano che la sostanza ottenuta à ̈ pressoché totalmente amorfa.
Il composto (I) nella sua forma cristallina già nota non presenta alcuna transizione esotermica a bassa temperatura ma solo quelle relative alla fusione in prossimità o corrispondenza del punto di fusione.
Un primo oggetto dell’invenzione à ̈ pertanto la forma solida amorfa del composto di formula I caratterizzata da una transizione esotermica a temperature inferiori a 125°C e generalmente comprese fra 50 e 90°C determinata con calorimetria differenziale a scansione (DSC). La forma dell’invenzione si presenta in forma solida con aspetto vetroso.
La forma solida amorfa può coesistere con la forma cristallina già nota. Tuttavia la forma solida amorfa della presente invenzione à ̈ presente preferibilmente in misura superiore al 10% in peso, più preferibilmente superiore al 40% e ancora più preferibilmente superiore all’80% in peso.
La forma solida amorfa del composto (I) può essere caratterizzata anche con altre tecniche analitiche come per esempio la diffrattometria ai raggi X e le misure di densità.
La forma amorfa solida del composto (I) si ottiene facilmente ed efficientemente raffreddando rapidamente, ovvero sottoraffreddando in tempi inferiori a pochi secondi o minuti, il composto fuso a temperature superiori a 126-132°C fino a temperature inferiori a 60°C, preferibilmente inferiori a 40°C e ancora più preferibilmente inferiori a 30°C.
È preferibile generare la forma amorfa in tempi inferiori a due ore, preferibilmente inferiori a 20 minuti, più preferibilmente inferiori a 5 minuti e ancora più preferibilmente inferiori a 2 secondi.
Questo processo può essere realizzato, per esempio, colando il composto fuso sulla superficie fredda di una scagliettatrice opportunamente raffreddata oppure in un non solvente freddo e inerte come per esempio acqua, metanolo, etanolo, n-eptano.
Un raffreddamento più lento nel giro di alcune ore può permettere di raggiungere lo stesso scopo, ma in genere non risulta economico.
La forma amorfa solida del composto (I) può essere ottenuta anche da una sua soluzione in solvente asportando velocemente il solvente stesso e in particolare a temperature inferiori a quelle di fusione, per esempio, con l’ausilio del vuoto o di un flusso di aria o di gas inerte come per esempio l’azoto.
In molti casi può essere utile ricorrere all’uso di tecniche di raffreddamento rapido come lo spray-cooling oppure di asportazione veloce del liquido come lo spray-drying o l’essiccamento a letto fluido. In questi casi i tempi di solidificazione del prodotto possono essere molto ridotti fino ad arrivare anche alle frazioni di secondo.
In alternativa, una soluzione del composto (I) à ̈ colata in un sistema non solvente in modo che la sostanza precipiti e possa essere recuperata a temperature inferiori a quelle di fusione con metodi noti come, per esempio, la filtrazione e l’essiccamento.
Fra i solventi si possono usare alcoli come, per esempio etanolo, propanolo, isopropanolo, butanolo, isobutanolo, esanolo, 2-etilesanolo, ottanolo, dodecanolo; glicoli come, per esempio il glicole propilenico; chetoni come, per esempio, acetone, metiletilchetone, metilisobutilcetone; esteri come per esempio acetato di etile, acetato di butile; idrocarburi alifatici e aromatici come per esempio benzine, ragie minerali, benzene, toluene e xilene.
Fra i non solventi si possono usare per esempio acqua, metanolo, eptano, decano.
Il composto (I) può essere sintetizzato con le tecniche già note e descritte in US 4617390 e US 4724137 sopra citati per reazione di cloruro di cianurile con il p-amminobenzoato di 2-etilesile in un solvente come tagli idrocarburici o xilene. La forma cristallina del composto (I) à ̈ ottenuta per ricristallizzazione.
La forma amorfa solida della presente invenzione può anche essere prodotta in questi casi dalla soluzione del composto (I) ottenuta a fine reazione senza procedere alle successive fasi di ricristallizzazione ma eliminando prima il solvente e raffreddando velocemente la sostanza fusa ottenuta oppure eliminando velocemente e rapidamente il solvente in tempi brevi e a temperature inferiori a quelle della temperatura di fusione.
La forma amorfa solida può essere facilmente prodotta per fusione della forma cristallina a temperature superiori al suo punto di fusione (126-132°C) e per successivo raffreddamento rapido.
La forma amorfa solida può essere ottenuta anche per dissoluzione della forma cristallina in un suo solvente e per rapida eliminazione dello stesso a temperature inferiori a quella di fusione.
La forma solida amorfa del composto (I) dell'invenzione può essere vantaggiosamente impiegata sotto forma di polvere, granuli o scaglie nelle plastiche, nei coatings, nei formulati cosmetici e in particolare nei filtri solari.
Moltissimi formulati cosmetici sono costituiti da emulsioni contenenti una fase olio. In particolare i formulati cosmetici contenenti filtri solari come per esempio il composto di formula (I) sono generalmente di questo tipo. Per la loro produzione il metodo più adottato prevede prima la dissoluzione del filtro nella fase olio e poi la produzione dell’emulsione. La velocità di dissoluzione del filtro solare e la temperatura alla quale questa dissoluzione avviene in tempi ragionevoli diventano quindi dei fattori economici importanti.
La forma solida amorfa dell’invenzione può essere disciolta facilmente in moltissimi emollienti e olii polari tipicamente usati in campo cosmetico e particolarmente in quello dei formulati per filtri solari. Esempi di questi olii sono (INCI Names): Hexyl Laurate, C12-13 Alkyl Lactate, PPG-3 Myristyl Ether, Propylene Glycol Monoisostearate, Di-C12-13 Alkyl Malate, C 12-13 Alkyl Octanoate, Cocoglycerides, Tridecyl Salicylate, Di-C12-13 Alkyl Tartrate, PEG-7 Hydrogenated Castor Oil, Dioctyl Adipate, Octyldodecanol, PPG-2 Myristyl Ether Propionate, Propylene Glycol Dicaprylate/ Dicaprate, Isopropyl PPG-2 Isodeceth-7-Carboxylate, PEG-7 Gliceryl Cocoate, Diisopropyl Adipate, Cetearyl Isononanoate, Coco Caprylate/Caprate, Dicaprylyl Maleate, Diethylhexyl Malate, Ethylhexyl Cocoate, Ethylhexyl Ethylhexanoate, Ethylhexyl Isostearate, Ethylhexyl Methoxycinnamate, Ethylhexyl Palmitate, Ethylhexyl Salicylate, C12-C15 Alkyl Benzoate, Caprylic/Capric Trigliceride, Isopropyl Myristate, Isopropyl Palmitate, Isopropyl Stearate, Ethylhexyl Stearate, Ethylhexyl Benzoate, Propylene Glycol Dicaprylate/Dicaprate.
La forma solida amorfa dell’invenzione può essere disciolta anche in tutti i suoi solventi tipici quali alcoli come per esempio etanolo, propanolo, isopropanolo, butanolo, 2-etilesanolo, glicoli come per esempio il glicole propilenico, esteri come per esempio acetato di etile, acetato di butile, eteri come per esempio tetraidrofurano, chetoni come per esempio acetone, metiletilchetone, metilisobutilchetone, idrocarburi alifatici e aromatici come per esempio il toluene e gli xileni.
La forma solida amorfa della presente invenzione può essere disciolta anche in altri filtri solari UVA e UVB allo stato liquido.
Nei limiti di solubilità più ristretti dovuti ai vari casi, la forma solida amorfa della presente invenzione può essere utilizzata anche in olii meno polari come per esempio il Paraffinum Liquidum e il Dicaprylyl Ether.
In particolare, la forma solida amorfa dell’invenzione può essere vantaggiosamente introdotta nelle formule per cosmesi, sia come unico filtro solare sia in combinazione con altri filtri solari noti, in sostituzione delle forme ottenute coi procedimenti noti.
Tali formulazioni costituiscono un secondo oggetto dell’invenzione. Dette formulazioni conterranno preferibilmente uno o più filtri solari UVA e UVB convenzionali come quelli elencati nell’Allegato VII della Direttiva Cosmetica Europea (76/768/EEC). Ancora più preferibilmente le formulazioni potranno contenere oltre alla forma solida amorfa dell’invenzione anche uno o più filtri solari scelti fra: p-metossicinammato di 2-etilesile, 2-idrossi-4-metossibenzofenone, acido 2-idrossi-4-metossibenzofenone-5-solfonico, 3-(4’-metilbenzilidene)-d,l-canfora, Dietilesil Butamido Triazone, 4-(ter-butil)-4’-metossi-dibenzoilmetano, estere 2-etilesilico dell’acido 2-ciano-3,3-difenilacrilico, bis-etilesilossifenol-metossifenil-triazina, metilene-bisbenzotriazolil-tetrametilbutilfenolo, 2-(4-dietilammino-2-idrossibenzoil)-esil estere dell’acido benzoico, biossido di titanio, zinco ossido.
Gli esempi che seguono illustrano l’invenzione in maggior dettaglio. Esempio 1
100 g di Uvasorb ET (3V Sigma SpA) sotto forma di polvere bianca cristallina (Campione 1C) con punto di fusione 128°C e corrispondente al composto di formula (I) furono fusi a 150°C ottenendo un liquido poco viscoso e furono colati velocemente su un vassoio piatto di PTFE a 25°C. Nel giro di 5 minuti si formò una massa vetrosa fragile che fu sottoposta a macinazione e vagliatura sotto 200 micron ottenendo una polvere bianca (Campione 1A).
I campioni 1C e 1A furono caratterizzati con la tecnica di calorimetria differenziale a scansione (DSC). Il campione 1C non evidenziò alcuna transizione termica fino all’atteso e noto picco endotermico di fusione a 128°C. Il campione 1A solido amorfo della presente invenzione evidenziò una prima transizione esotermica (corrispondente a formazione di forma cristallina) a temperature comprese fra 50 e 90°C e successivamente a 128°C la transizione endotermica corrispondente alla fusione della forma cristallina formatasi a temperature inferiori. Le aree sottese fra le due curve e la linea di base e corrispondenti alle energie coinvolte nelle transizioni si rivelarono di entità paragonabile.
Il campione 1A fu conservato per 12 mesi a temperatura ambiente e sottoposto a misura DSC una seconda volta. Il suo aspetto era ancora quello di polvere bianca. La curva DSC di questo campione invecchiato per 12 mesi mostrò ancora il picco esotermico fra 50 e 90°C e si rivelò completamente sovrapponibile a quella ottenuta un anno prima.
Il campione 1A Ã ̈ quindi una forma amorfa, solida e stabile nel tempo del composto di formula (I).
Esempio 2
L’esempio 1 fu ripetuto utilizzando 100 g di Uvinul T 150 (Basf) sotto forma di polvere bianca cristallina (Campione 2C) e ottenendo la corrispondente forma solida amorfa (Campione 2A).
Anche in questo esempio la tecnica DSC dimostrò il campione 2A era una forma amorfa e stabile nel tempo del composto di formula (I).
Esempio 3
L’esempio 1 della presente invenzione fu ripetuto utilizzando 100 g del composto (I) con punto di fusione 128°C ottenuto seguendo le condizioni sperimentali descritte nell’esempio 1 di US 4617390. Dalla sua fusione a 140°C e dal successivo raffreddamento rapido su una superficie fredda a 25°C si ottenne la forma solida amorfa che fu macinata e vagliata sotto i 200 micron (Campione 3A).
Anche in questo esempio la tecnica DSC dimostrò che il campione 3A era una forma amorfa e stabile nel tempo del composto di formula (I).
Esempio 4
10 g di Uvasorb ET furono sciolti in 10 ml di acetone ed essiccati sotto vuoto a 30°C massimo per 20 minuti. La massa vetrosa ottenuta fu macinata e vagliata sotto 200 micron ottenendo il campione 4A di forma solida amorfa.
Esempio applicativo 5
Descrizione del Test di velocità di dissoluzione.
4,0 g di polvere vennero dispersi sotto agitazione in 96,0 g di solvente Caprylic/Capric Triglyceride a 25°C.
Si misurò il tempo di dissoluzione totale con controllo visivo annotando il tempo di completa scomparsa delle disomogeneità in forma di particelle od opalescenza nella soluzione.
Risultati.
Campione 1A tempo di dissoluzione 15 minuti
Campione 2A 15 minuti
Campione 3A 15 minuti
Campione 1C maggiore di 90 minuti Campione 2C maggiore di 90 minuti Esempio applicativo 6
Descrizione del Test di velocità di dissoluzione.
4,0 g di polvere vennero dispersi sotto agitazione in 96,0 g di solvente Ethylhexyl Stearate a 25°C.
Si misurò il tempo di dissoluzione totale con controllo visivo annotando il tempo di completa scomparsa delle disomogeneità in forma di particelle od opalescenza nella soluzione.
Risultati.
Campione 1A tempo di dissoluzione 40 minuti
Campione 1C maggiore di 420 minuti (dispersione bianca opaca) Esempio applicativo 7
Descrizione del Test di velocità di dissoluzione.
4,0 g di polvere vennero dispersi sotto agitazione in 96,0 g di solvente Octyldodecanol a 25°C.
Si misurò il tempo di dissoluzione totale con controllo visivo annotando il tempo di completa scomparsa delle disomogeneità in forma di particelle od opalescenza nella soluzione.
Risultati.
Campione 1A tempo di dissoluzione 90 minuti
Campione 1C maggiore di 420 minuti (insolubile - dispersione bianca opaca)
Esempio applicativo 8
Il campione 1A solido amorfo della presente invenzione à ̈ stato utilizzato per preparare due formule cosmetiche di emulsione olio in acqua (formula cosmetica 1 e formula cosmetica 2). Su queste due formule à ̈ stato misurato il fattore di protezione solare in vitro (SPF in vitro) mediante strumento Labsphere UV-2000S, nella zona UV-visibile da 290 a 400 nm. Per la misura sperimentale dell’SPF la formula cosmetica à ̈ stata applicata su un supporto Transpore (3M Inc.) ad una concentrazione di 2,0 mg/cm<2>. Per ogni formula sono stati preparati n°3 supporti, effettuando n°12 letture per
supporto e rigettando le letture con covarianza >10% rispetto alla media.
Sono stati ottenuti i seguenti valori medi:
Formula cosmetica 1 SPF in vitro = 4.9
Formula cosmetica 2 SPF in vitro = 14.2
Formula cosmetica 1
Preparazione: fase I e fase II sono riscaldate separatamente, sotto
agitazione, a 70-75°C fino a completa solubilizzazione dei componenti. La
fase II Ã ̈ aggiunta alla fase I, mantenendo la medesima temperatura ed
emulsionando con omogeneizzatore Silverson a 3000 rpm. Dopo aver
aggiunto la fase III, la preparazione à ̈ raffreddata fino a 40°C. Dopo aggiunta
della fase IV si procede allo scarico del prodotto ottenuto.
Fase Ingrediente Nome INCI<%>
(p/p)
I<Cremophor>
GS32Polyglyceryl-3 Distearate 3 Crodet S40 PEG-40 Stearate 0,3 Lanette O Cetearyl Alcohol 2 Cutina GMS Glyceryl Stearate 1 Cetiol OE Dicaprylyl Ether 7,5 Ceraphyl 230 Diisopropyl Adipate 10,5 Campione 1A Ethylhexyl Triazone 3
II<Acqua Aqua>Up todemineralizzata100
EDTA EDTA 0,1
Synthalen K Carbomer 0,15<Glicole>
propilenicoPropylen Glycol 3 III Trietanolammina TEA 0,2
Methyl paraben, Ethyl paraben,
IV Microcare PM5 Propyl paraben, Butyl paraben, 0,5
Isobutyl paraben, 2-phenoxyethanol
Formula cosmetica 2
Preparazione: fase I e fase II sono riscaldate separatamente, sotto agitazione, a 70-75°C fino a completa solubilizzazione dei componenti. La fase II à ̈ aggiunta alla fase I, mantenendo la medesima temperatura ed emulsionando con omogeneizzatore Silverson a 3000 rpm. Dopo aver aggiunto la fase III, la preparazione à ̈ raffreddata fino a 40°C. Dopo aggiunta della fase IV si procede allo scarico del prodotto ottenuto.
% Fase Ingrediente Nome INCI
(p/p)
ISimusol 165<Glyceryl Stearate (and) PEG-100>
Stearate2 Lanette O Cetearyl Alcohol 0,5 Cetiol AB C12-15 Alkyl Benzoate 18 Campione 1A Ethylhexyl Triazone 2 Eusolex 9020 Butyl Methoxydibenzoylmethane 5 Eusolex OCR Octocrylene 5 Ueusolex 2292 Ethyhexyl Metoxycinnamate 0,1
II<Acqua>
demineralizzataAqua Up to 100 Glicerina Glycerin 3 Synthalen K Carbomer 0,15 III Trietanolammina TEA 0,2
Methyl paraben, Ethyl paraben,
IV Microcare PM5 Propyl paraben, Butyl paraben, 0,5
Isobutyl paraben, 2-phenoxyethanol

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Forma solida amorfa del composto di formula (I) caratterizzata da una transizione esotermica a temperature inferiori a 125°C determinata con calorimetria differenziale a scansione (DSC). OO O O HN N NH N N NH O O (I) 2. Forma solida amorfa secondo la rivendicazione 1 caratterizzata da una transizione esotermica a temperature comprese tra 50 e 90°C determinata con calorimetria differenziale a scansione (DSC). 3. Forma solida secondo la rivendicazione 1 o 2 in cui la parte amorfa à ̈ presente in una quantità superiore al 10% in peso, preferibilmente superiore al 40% in peso e preferibilmente superiore all’80% in peso. 4. Processo per la produzione della forma solida amorfa delle rivendicazioni 1-3 per raffreddamento rapido del fuso del composto (I) su una superficie fredda o in un fluido freddo. 5. Processo secondo la rivendicazione 4 in cui il fluido à ̈ scelto fra azoto, aria o un non solvente scelto fra acqua, alcol, eptano. 6. Processo per la produzione della forma solida amorfa delle rivendicazioni 1-3 per eliminazione veloce del solvente da una soluzione del composto (I) a temperature inferiori a quella di fusione. 7. Processo secondo la rivendicazione 6 in cui il solvente à ̈ un alcol, un chetone, un estere, un idrocarburo. 8. Processo secondo la rivendicazione 7 in cui il solvente à ̈ un alcol alifatico C4-C12. 9. Processo secondo la rivendicazione 8 in cui il solvente à ̈ un ottanolo, in particolare il 2-etilesanolo. 10. Uso della forma solida amorfa delle rivendicazioni 1-3 sotto forma di polvere, granuli o scaglie nelle plastiche, nei coatings, nei formulati cosmetici e in particolare nei filtri solari. 11. Uso della forma solida amorfa secondo la rivendicazione 10 sotto forma di polvere, granuli o scaglie in combinazione con altri filtri solari UVA e UVB noti. 12. Uso secondo la rivendicazione 11 in cui i filtri solari UVA e UVB sono scelti fra p-metossicinammato di 2-etilesile, 2-idrossi-4-metossibenzofenone, acido 2-idrossi-4-metossibenzofenone-5-solfonico, 3-(4’-metilbenzilidene)-d,l-canfora, Dietilesil Butamido Triazone, 4-(ter-butil)-4’-metossidibenzoilmetano, estere 2-etilesilico dell’acido 2-ciano-3,3-difenilacrilico, bis-etilesilossifenol-metossifenil-triazina, metilene-bis-benzotriazoliltetrametilbutilfenolo, 2-(4-dietilammino-2-idrossibenzoil)-esil estere dell’acido benzoico, biossido di titanio, zinco ossido. 13. Formulazioni cosmetiche comprendenti la forma solida amorfa delle rivendicazioni 1-3 eventualmente in miscele con altri filtri UVA o UVB. 14. Formulazioni cosmetiche secondo la rivendicazione 13 in cui i filtri UVA e UVB addizionali sono scelti fra p-metossicinammato di 2-etilesile, 2-idrossi-4-metossibenzofenone, acido 2-idrossi-4-metossibenzofenone-5-solfonico, 3-(4’-metilbenzilidene)-d,l-canfora, Dietilesil Butamido Triazone, 4-(ter-butil)-4’-metossi-dibenzoilmetano, estere 2-etilesilico dell’acido 2-ciano-3,3-difenilacrilico, bis-etilesilossifenol-metossifenil-triazina, metilene-bis-benzotriazolil-tetrametilbutilfenolo, 2-(4-dietilammino-2-idrossibenzoil)-esil estere dell’acido benzoico, biossido di titanio, zinco ossido. 15. Metodo per la preparazione di formulati cosmetici che comprende la solubilizzazione della forma amorfa delle rivendicazioni 1-3 in un olio cosmetico.
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