ITMI20131447A1 - Macchina liofilizzatrice comprendente almeno un organo di guida per dispositivi di carico - Google Patents
Macchina liofilizzatrice comprendente almeno un organo di guida per dispositivi di caricoInfo
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Description
Descrizione del trovato avente per titolo:
"MACCHINA LIOFILIZZATRICE COMPRENDENTE ALMENO UN ORGANO DI GUIDA PER DISPOSITIVI DI CARICO"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad una macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice comprendente piani di carico ed almeno un organo di guida per la movimentazione di un dispositivo di carico, ad esempio definito da uno o più carri, che di volta in volta posiziona sui piani di carico i contenitori il cui contenuto è da sottoporre a trattamento.
In particolare, il presente trovato si riferisce ad uno o più organi di guida posizionati all’interno della camera di trattamento della macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice e aventi una o più funzioni accessorie a quella di guida lineare per i carri di carico.
STATO DELLA TECNICA
Sono noti gli apparati di movimentazione dei piani di carico delle macchine liofilizzatrici e/o sterilizzatrici.
Nel seguito, il richiamo alle macchine liofilizzatrici comprende sia macchine liofilizzatrici che sterilizzatrici che macchine combinate.
La movimentazione verticale di ciascun piano di carico all’interno della camera avviene tramite l’ausilio di tiranti verticali associati ad almeno uno dei piani di carico secondo una qualunque delle tecniche note.
Detti piani possono altresì cooperare con eventuali guide antisbandieramento disposte esterne ai piani stessi.
È noto l’utilizzo di carri di carico/scarico, o di altri mezzi analoghi od assimilabili, che spostano i contenitori da un piano di predisposizione, disposto esternamente alla camera di trattamento, al piano di carico, e viceversa.
E’ altresì noto che per detti carri di carico/scarico è preferibile che siano previsti appositi organi di guida, i quali, per la presenza dei citati tiranti verticali, o sono ribaltabili oppure vanno ad occupare spazi utili della superficie di carico di ciascun piano di carico.
Inoltre, l’ingombro laterale creato dai tiranti verticali può limitare e/o ostruire la presenza delle suddette guide orizzontali, siano esse mobili o fisse sul piano di carico.
Un inconveniente delle macchine liofilizzatrici consiste nel fatto che la potenza motrice e/o i segnali di comando e controllo vengono fomiti al carro di carico/scarico o mediante cavi che seguono il carro di carico/scarico stesso, ovvero mediante istruzioni trasmesse per via etere che vengono recepite da unità di controllo e comando a bordo carro.
Inoltre, la potenza necessaria per azionare gli organi interni del carro di carico/scarico, nonché i mezzi che generano i movimenti di volta in volta connessi con le funzioni dello stesso, è fornita o da cavi o da accumulatori a bordo carro.
Un ulteriore inconveniente è determinato dal fatto che il carro scorre su superfici sostanzialmente piane, comportando ciò sia pericoli di slittamento, e quindi de-sincronizzazione del carro di carico/scarico rispetto al ciclo di movimentazione dei contenitori, sia pericoli di sbandamento, e quindi perdita di ortogonalità rispetto alle vie di corsa delle parti del carro che agiscono sui contenitori.
Un ulteriore inconveniente delle macchine liofilizzatrici note è quello di richiedere lunghi periodi di fermo-macchina per la manutenzione dei piani di carico, ad esempio per la loro pulizia, consistente nel lavaggio e/o nella disinfezione delle relative superfici.
Tale pulizia viene generalmente effettuata dall’esterno della camera di trattamento, tipicamente un piano per volta.
La pulizia viene normalmente effettuata da un operatore utilizzando getti d’acqua, o di acqua miscelata a sostanze pulenti, o altri prodotti, nonché con l’eventuale ausilio di spazzole od altri strumenti di pulizia.
La pulizia dei piani di carico, che necessariamente deve essere accurata e che deve avvenire a macchina liofilizzatrice spenta, comporta la sospensione della attività della macchina liofilizzatrice, con conseguente aumento dei tempi e dei costi di lavorazione.
Inoltre, la pulizia manuale di cui sopra può risultare non sufficientemente accurata per la difficoltà da parte dell’operatore di raggiungere alcune zone dei piani di carico.
Un primo scopo del presente trovato è quello di fornire dall’esterno la potenza necessaria e/o istruzioni al carro di carico/scarico.
Un altro scopo è quello di controllare la posizione del carro di carico/scarico all’ interno della camera di trattamento.
Altro scopo del presente trovato è quello di realizzare una macchina liofilizzatrice, comprendente almeno una guida orizzontale indipendente per carri di carico, che permetta di contenere le tempistiche di pulizia dei piani di carico, riducendo di conseguenza i tempi di ciclo ed i costi di lavorazione, e che abbia produttività e qualità migliorata rispetto alle macchine liofilizzatrici note.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questo ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
II presente trovato è espresso e caratterizzato nella rivendicazione indipendente. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell’idea di soluzione principale.
In accordo con il suddetto scopo, una macchina liofilizzatrice secondo il presente trovato, che supera i limiti della tecnica nota ed elimina i difetti in essa presenti, comprende un apparato di movimentazione cooperante con una camera di trattamento della macchina liofilizzatrice configurato per movimentare contenitori il cui contenuto è da trattare.
L’apparato di movimentazione dei contenitori comprende almeno un organo di guida, o guida orizzontale, per la movimentazione di un dispositivo, o carro, di carico/scarico atto a trasferire i suddetti contenitori su piani di carico, dall’esterno all’interno, e viceversa, della camera di trattamento.
Il dispositivo, o carro, di carico/scarico, o altro mezzo idoneo a caricare e scaricare i contenitori, secondo il trovato è azionato con un motore elettrico o con un motore lineare magnetico, ovvero con organi generatori del moto voluto alimentati con corrente elettrica o con forze magnetiche.
In una soluzione secondo il trovato, una macchina liofilizzatrice comprende, all’interno della camera di trattamento, uno o più organi di guida per un carro di carico/scarico disposti ai lati della superficie di carico di ciascun piano di carico. Tali organi di guida, o guide orizzontali interne, sono indipendenti dal piano di carico e sostanzialmente non interferenti sia con la sua superficie utile di carico che con il movimento di spostamento verticale dello stesso.
Inoltre, questi organi di guida permettono al carro di carico/scarico di non interferire con i tiranti verticali che servono per posizionare in modo noto i piani di carico.
E’ di tutta evidenza che l almeno una guida orizzontale deve essere coniugata a cooperare con detto carro di carico/scarico.
Ciascuna guida orizzontale presenta un piano di scorrimento stabile e definito o definibile di volta in volta a piacere in sé o in relazione al piano/ai piani di carico.
Secondo il trovato, in associazione con le guide orizzontali interne sono presenti mezzi di definito collegamento con le ruote o i cingoli, o altra tipologia di mezzo che permette al carro di carico/scarico di traslare al fine che detto non perda il proprio sincronismo nel ciclo di movimentazione dei contenitori, né la propria ortogonalità.
Secondo un altro aspetto del trovato, in cooperazione con le guide orizzontali interne ed al di sotto della loro superficie superiore, che definisce la superficie di scorrimento del carro di carico/scarico, sono presenti elementi conduttori e/o ricevitori di segnali idonei a porre in condizione di dialogo un’unità centrale di gestione, controllo e comando della macchina liofilizzatrice con un’unità di controllo e comando a bordo carro.
Secondo un ulteriore aspetto del trovato, sempre in cooperazione con le superfici di scorrimento delle guide orizzontali interne, sono presenti conduttori di energia idonei a trasferire a mezzi riceventi presenti nel carro di carico/scarico la forza motrice ed operativa necessaria.
Secondo un aspetto caratteristico del presente trovato, la camera di trattamento comprende mezzi di lavaggio associati all 'almeno una guida orizzontale e configurati per effettuare almeno la pulizia superficiale di uno o più dei suddetti piani di carico.
L’integrazione nelle guide orizzontali secondo il trovato ha il vantaggio di permettere di mantenere libere le superfici superiori delle stesse guide orizzontali interne ove scorre il carro di carico/scarico. Inoltre, il trovato rende più agevole la pulizia e consente di evitare eventuali contaminazioni della camera di trattamento dovute alla permanenza di residui di sporcizia o di fluidi di lavaggio.
Secondo il trovato, il lavaggio può essere automatico, programmabile o semi-automatico controllato da un operatore.
In particolare, secondo il trovato, i suddetti mezzi di lavaggio sono integrati nell 'almeno una guida orizzontale, essendo almeno parzialmente contenuti in essa, e comprendono almeno uno o più dispositivi di erogazione di fluidi di lavaggio ed un apparato di distribuzione di detti fluidi di lavaggio.
In questo modo, è possibile effettuare la pulizia di almeno un piano di carico per volta operando direttamente dall’ interno della camera di trattamento, con mezzi ivi previsti, ed in modo voluto, svincolando le relative operazioni dai tempi di esecuzione manuale delle stesse da parte di un operatore.
L’utilizzo di mezzi di lavaggio secondo il trovato permette di contenere tali tempi di esecuzione, e consente quindi una riduzione delle tempistiche globali di ciclo della macchina liofilizzatrice. È quindi possibile aumentare la produttività e ridurre i costi di trattamento rispetto a quanto avviene nella tecnica nota.
Il posizionamento dei mezzi di lavaggio all’ interno della camera di trattamento ha inoltre il vantaggio di garantire una pulizia più rapida, più efficiente, più in profondità, più uniforme, delle superfici dei piani di carico, dei piani di carico in sé ed eventualmente di ogni altro componente presente nella camera di trattamento.
I dispositivi di erogazione dei fluidi di lavaggio comprendono ugelli di lavaggio associati secondo le funzioni alla guida orizzontale.
Gli ugelli di lavaggio possono essere fissi o mobili, e possono essere configurati per assumere una posizione di riposo ed una posizione di lavoro. I suddetti ugelli di lavaggio sono associati ad un apparato di distribuzione di fluidi di lavaggio.
L’apparato di distribuzione comprende almeno un’unità centrale, quale un serbatoio di accumulo e/o una rete di distribuzione di uno o più fluidi che alimenta in modo voluto i suddetti ugelli di lavaggio.
I fluidi di lavaggio sono quelli idonei ad ottenere la voluta pulizia e/o disinfezione dei piani di carico.
Secondo il trovato, l’unità centrale può essere collegata a, e comandata da, un modulo di comando configurato per gestire e controllare, eventualmente anche in retroazione, tutte, o parte, delle funzioni di lavaggio.
Secondo il trovato, l’almeno una guida orizzontale può essere provvista di sensori di posizione, cooperanti con i piani di carico ed eventualmente con un corrispondente apparato di movimentazione dei piani di carico per determinare il voluto reciproco posizionamento tra la superficie superiore del piano di carico da caricare e la superficie superiore della guida orizzontale, sia in fase di carico/scarico, sia eventualmente in fase di lavaggio.
In una variante, anche i piani di carico sono provvisti di sensori di posizione, i quali cooperano con la guida orizzontale per determinare il loro voluto e di volta in volta corretto posizionamento.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di forme di realizzazione, fornita a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
- la fig. 1 è una vista schematica in assonometria di una parte di una macchina liofilizzatrice secondo il presente trovato;
- la fig. 2 è una vista schematica in pianta di fig. 1;
- le figg. 3a e 3b sono ingrandimenti di un particolare di fig. 1, secondo due forme di variante;
- le figg. da 4 a 8 sono viste parziali in sezione di particolare di fig. 1, secondo diverse forme di realizzazione;
- la fig. 9 è una rappresentazione schematica di una possibile forma di realizzazione del presente trovato.
DESCRIZIONE DI FORME DI REALIZZAZIONE
Con riferimento alle figg. 1 e 2, una macchina liofilizzatrice 10 secondo il presente trovato comprende almeno una camera di trattamento 11, ed un apparato di movimentazione 12 cooperante con detta camera di trattamento 11.
La macchina liofilizzatrice 10 può includere, inoltre, un piano di predisposizione 13, sulla cui superficie superiore 14 vengono inviati e posizionati, in modo noto, contenitori 15 per essere inoltrati nella camera di trattamento 11 per subire il trattamento voluto, dalla quale vengono poi estratti, ricondotti al piano di predisposizione 13 e infine allontanati.
La macchina liofilizzatrice 10 può includere una pluralità di piani di carico 18, che vengono allineati in successione al piano di predisposizione 13 in modo che una loro superficie superiore, o superficie di carico 17, possa cooperare in modo voluto e controllato sia con la superficie superiore 14 del piano di predisposizione 13, sia con una superficie superiore 21 di uno o più organi di guida, o guide orizzontali interne 20, posizionate all’interno della camera di trattamento 11.
Le guide orizzontali interne 20 sono configurate per essere indipendenti rispetto ai piani di carico 18, ossia sostanzialmente non interferenti sia con la loro superficie di carico 17 che con il movimento degli stessi.
In modo noto, in fase di caricamento i contenitori 15 vengono spinti, attraversando una porta di carico 16, dalla superficie superiore 14 del piano di predisposizione 13 alla superficie di carico 17 di un piano di carico 18 della camera di trattamento 11.
In fase di scaricamento, i contenitori 15 vengono spinti, attraversando la stessa porta di carico 16, dalla superficie di carico 17 del piano di carico 18 allineato al piano di predisposizione 13, alla superficie superiore 14 di quest’ultimo.
Una porta sigillatrice 19 è prevista per sigillare la camera di trattamento 11 durante il trattamento.
In una possibile implementazione, la camera di trattamento 11 può includere aste continue anti-sbandieramento 35 previste a lato dei piani di carico 18. Ciascun piano di carico 18 può includere, oltre alla superficie di carico 17, una o più sedi passanti 29 cooperanti in modo libero con le guide orizzontali interne 20, nel caso di specie quattro.
Le sedi passanti 29, e quindi le guide orizzontali interne 20, si collocano tra la superficie di carico 17 ed una porzione laterale 24 del piano di carico 18 che serve per posizionare in modo coordinato e voluto mezzi di guida verticale, ad esempio tiranti verticali 32. Esternamente alla porzione laterale 24 possono essere presenti mezzi di posizionamento per le guide anti-sbandieramento 35. Nell’ esempio illustrato, essendo stati previsti cinque piani di carico 18, ciascun piano di carico 18 comprende in ogni rispettiva porzione laterale 24 opportuni gruppi da cinque fori passanti 31, che servono per collocare e guidare i tiranti verticali 32.
Le figg. 1 e 2 sono utilizzate per descrivere forme di realizzazione esemplificative per migliorare la comprensibilità del trovato.
Le guide orizzontali interne 20 cooperano liberamente con le sedi passanti 29, e le guide orizzontali interne 20 presentano una superficie superiore 21 che coopera di volta in volta con guide orizzontali 22 esterne alla camera di trattamento 11.
Sulle guide orizzontali 20 e 22 si muove il dispositivo di carico/scarico, nella fattispecie un carro di carico/scarico 23, o altro mezzo analogo, per lo svolgimento delle fasi di caricamento e scaricamento dei contenitori 15 sopra descritte.
La configurazione risultante permette la libera movimentazione del carro di carico/scarico 23, o altro mezzo analogo, lungo le guide orizzontali interne 20, senza problematiche di interferenza con i tiranti verticali 32.
Nel caso illustrato, tra le guide orizzontali interne 20 e le guide orizzontali esterne 22, esemplificativamente, sono presenti spazi intermedi 25. Detti spazi intermedi 25, che durante le fasi di caricamento e scaricamento dei contenitori 15 vengono occupati in modo noto per permettere il transito del carro di carico/scarico 23, permettono alla porta sigillatrice 19 di sigillare la porta di carico 16.
Nella fattispecie esemplificativa, il carro di carico/scarico 23 comprende una struttura portante composta da una base 26, eventualmente posizionabile verticalmente, e nel caso di specie da due pareti di spinta, fisse o posizionabili verticalmente, rispettivamente una parete verticale anteriore 27 ed una parete verticale posteriore. Dette pareti di spinta 27, 28, sono atte a spingere i contenitori 15 nella, o dalla, camera di trattamento 11 durante le fasi di caricamento e di scaricamento.
Con riferimento alle figg. 2, 3a e 3b, le summenzionate sedi passanti 29 sono esemplificativamente di forma rettangolare e, nel caso di specie, due per ogni lato. Tale conformazione è puramente esemplificativa, sì che le sedi passanti 29 possono avere una qualsiasi forma, purché adatta a cooperare con le guide orizzontali interne 20, permettendo ai piani di carico 18 di posizionarsi liberamente rispetto almeno alla posizione di carico/scarico.
Le guide orizzontali interne 20 anzidette possono essere fisse al pavimento od essere ancorate ad esempio alla struttura della camera di trattamento 11, in modo da posizionare le loro superfici superiori 21 sempre allineate reciprocamente, e sempre nella stessa voluta posizione in sede di carico/scarico e/o di lavaggio.
In tale posizione, durante le fasi di caricamento e di scaricamento, le superfici superiori 21 delle guide possono essere complanari con la superficie di carico 17, oppure sporgere superiormente da essa (figg. 3a e 3b).
In forme di realizzazione, illustrate esemplificativamente in fig. 7, le guide orizzontali interne 20 possono essere mobili verticalmente rispetto alla struttura della camera di trattamento 11, sì da posizionare la superficie superiore 21 nella posizione di volta in volta voluta.
A seconda delle specifiche soluzioni realizzative, tale posizione di caricamento può prevedere che la superficie di carico 17 e la superficie superiore 21 siano complanari, oppure giacere su altezze differenti.
Le figg. 3 a e 3b sono utilizzate per descrivere possibili forme di realizzazione secondo il trovato.
Tali forme di realizzazione possono prevedere che a ciascuna superficie superiore 21 delle guide orizzontali interne 20 sia associato un segmento di una via di corsa 36 lungo cui scorre un organo motore 37, che funge da mezzo di movimentazione per il carro di carico/scarico 23 dell’apparato di movimentazione 12.
L’associazione tra la via di corsa 36 e le superfici superiori 21 può prevedere che i segmenti della prima poggino sulle seconde, potendo anche essere ad esse fissati, oppure che siano integrati ed almeno parzialmente posizionati al di sotto delle stesse.
A titolo esemplificativo di possibili realizzazioni del trovato, nelle figure 3a e 3b sono riportati, integrati nelle guide orizzontali interne 20, mezzi di alimentazione d’energia, ad esempio energia elettrica, e/o di trasmissione segnali di controllo e/o comando, eventualmente anche in retroazione, che nel complesso sono indicati con il riferimento numerico 38.
I mezzi di alimentazione e/o di trasmissione segnali 38 possono essere, ad esempio, conduttori elettrici, e possono essere asserviti sia ad uno o più organi motore 37, sia ad eventuali mezzi di controllo e comando 123 presenti a bordo carro di carico/scarico 23.
Tra i mezzi di controllo e comando 123 possono essere inclusi, esemplificativamente, un’unità di controllo 123a, eventuali accumulatori o batterie 123b e mezzi di comunicazione 123c, ad esempio senza fili, quali ad esempio ad infrarossi, ad onde radio secondo uno o l’altro dei protocolli noti (Wi-fi, Bluetooth, Zig-bee, ecc.), oppure a mezzo raggio laser. Eventuali dispositivi di controllo posizione 123d per il controllo e la verifica della posizione dell’uno o più organi motore 37 e/o del posizionamento di una od entrambe le pareti di spinta 27, 28 del carro di carico/scarico 23 possono essere previsti in cooperazione sia con i suddetti mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali 38 integrati nelle guide orizzontali interne 20, sia con l’unità di controllo 123a a bordo carro di carico/scarico 23.
I dispositivi di controllo posizione 123d ed i mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali 38 possono consentire all’unità di controllo 123a di agire, eventualmente in retroazione, sull’uno o più organi motore 37, per posizionare il carro di carico/scarico 23 nella voluta condizione di allineamento e per compensare eventuali sbandamenti o disallineamenti.
In fig. 3a è illustrato un esempio in cui l’organo motore 37 di movimentazione del carro di carico/scarico 23 include un cingolo 37a che coopera con la via di corsa 36, la quale è, nel caso, del tipo a cremagliera.
Nelle forme di realizzazione descritte con riferimento esemplificativo alla fig. 3a, i mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali 38 possono essere associati in un conduttore elettrico unico 39, integrato nella guida orizzontale interna 20.
Il conduttore elettrico unico 39 è configurato sia per fornire potenza al cingolo 37a di movimentazione del carro di carico/scarico 23, sia eventualmente per trasmettere verso, e ricevere da, quest’ultimo segnali ed informazioni di controllo e/o comando. Lo scambio dei segnali e delle informazioni di controllo e/o comando può avvenire verso uno o tutti i suddetti mezzi di controllo e comando 123 del carro di carico/scarico 23.
Vantaggiosamente, nel caso esemplificativo descritto con riferimento alla fig. 3 a, il conduttore elettrico unico 39 è posto al di sotto della superfìcie superiore 21 della guida orizzontale interna 20, in modo da poterlo isolare maggiormente da quest’ ultima e per mantenere il più possibile libera la stessa superficie superiore 21 di scorrimento del carro di carico/scarico 23.
Il conduttore elettrico unico 39 può essere collegato in modo noto a elementi captatori di energia, non riportati nelle figure, i quali a loro volta sono collegati al cingolo 37a e ad uno o più dei mezzi di controllo e comando 123 posti a bordo carro di carico/scarico 23 per fornire loro l’energia elettrica captata.
In fig. 3b è illustrato un esempio in cui l’organo motore 37 del carro di carico/scarico 23 include la parte attiva 37b di un motore lineare che coopera con la via di corsa 36, la quale definisce la parte passiva dello stesso motore lineare.
Si è detta parte passiva al solo scopo di evitare che all’interno della camera di trattamento 11 possano esserci sorgenti magnetiche durante la fase di trattamento.
Nella stessa guida orizzontale interna 20 riportata in fig. 3b è integrato un primo conduttore elettrico 40a configurato per fornire potenza alla via di corsa 36 ed eventualmente anche all’anzidetta parte attiva 37b.
Nel caso di specie, il primo conduttore elettrico 40a può essere posto inferiormente alla via di corsa 36 e, in possibili formulazioni vantaggiose, può essere posizionato, nella guida orizzontale interna 30, al di sotto della superficie superiore 21 di quest’ultima.
Analogamente a quanto sopra riportato, in possibili implementazioni il primo conduttore elettrico 40a può essere collegato ad uno o più dei suddetti mezzi di controllo e comando 123 per fornire ad essi energia, ad esempio di alimentazione elettrica. Inoltre, esemplificativamente, è previsto un secondo conduttore elettrico 40b, integrato nella guida orizzontale interna 20 ed isolato da essa, configurato per trasmettere verso, e da, il carro di carico/scarico 23 segnali ed informazioni, ad esempio almeno all’unità di controllo 123a posta a bordo carro di carico/scarico 23.
In possibili soluzioni realizzative del presente trovato, anche il secondo conduttore elettrico 40b può essere posizionato al di sotto della superficie superiore 21 della guida orizzontale interna 20.
Con riferimento alle figure allegate, esemplificativamente, ciascuna guida orizzontale interna 20 ha una forma scatolare in cui pareti laterali 42, una parete anteriore 43, rivolta verso la porta di carico 16, ed una parete posteriore 44, rivolta verso il fondo della camera di trattamento 11 delimitano un vano interno 45.
Quanto qui descritto è riferito a tale conformazione delle guide orizzontali interne 20 solamente a titolo esemplificativo, ma può essere facilmente adattato, da una persona esperta del ramo, anche ad altre conformazioni delle guide orizzontali interne 20, ad esempio in cui sono definite da un blocco unico lavorato per ricavarne sedi di alloggiamento o vani interni. Detto blocco unico può essere in metallo o plastica e presentare, ad esempio, nella zona ove transita il carro di carico/scarico 23, mezzi ad alta resistenza all’usura, quali metallo, ceramica, materiali plastici o compositi particolari.
La macchina liofilizzatrice 10 secondo il trovato include mezzi di lavaggio 34, associati alle guide orizzontali interne 20 ed ai piani di carico 18 per effettuarne la pulizia.
In fig. 2 sono riportate esemplificativamente guide orizzontali interne 20 che includono ciascuna una pluralità di ugelli di lavaggio 41 che fungono da dispositivi di erogazione di fluidi di lavaggio verso almeno un piani di carico 18 per effettuarne la pulizia di almeno la più parte delle superfici.
In tale figura, almeno parte degli ugelli di lavaggio 41 è associata alle pareti laterali 42 delle guide orizzontali interne 20 ed eroga i suddetti fluidi di lavaggio almeno sulla superficie di carico 17.
Nella medesima figura, le guide orizzontali interne 20 più vicine alla porta di carico 16 includono un ugello di lavaggio 41 associato alla parete anteriore 43, mentre un ugello di lavaggio 41 è associato alla parete posteriore 44 delle due guide orizzontali interne 20 più vicine al fondo della camera di trattamento 11.
Ugelli di lavaggio 41 possono anche essere previsti per cooperare con le pareti anteriori 43 e/o posteriori 44 reciprocamente affacciate in ciascuna coppia di guide orizzontali interne 20.
Gli ugelli di lavaggio 41 possono essere scelti, sia come tipologia che come numero, nonché dimensionati in modo da erogare getti di diversa potenza, forma e dimensione, in ragione del risultato voluto.
In fig. 2, gli ugelli di lavaggio 41 sono disposti in modo da coprire con i propri getti la totalità della superficie di carico 17.
I getti erogati dagli ugelli di lavaggio 41 possono essere del tipo a lama, a cono pieno, o a cono cavo, ad impronta circolare o ad impronta ovale, ad impronta simmetrica, o asimmetrica, fissi oppure rotanti.
Gli ugelli di lavaggio 41 possono essere tutti uguali oppure diversificati a seconda del posizionamento lungo la corrispondente guida orizzontale interna 20.
Gli ugelli di lavaggio 41 possono essere configurati per l’erogazione esclusiva di liquidi, di varia tipologia e/o densità, oppure per l’erogazione esclusiva di fluidi gassosi, oppure per l’erogazione combinata sia di liquidi che di fluidi gassosi, premiscelati, detti prodotti erogati possono essere caldi o freddi.
In forme di realizzazione, i mezzi di lavaggio 34 di cui è provvista la macchina liofilizzatrice 10 includono un apparato di distribuzione 46, il quale ha la funzione di distribuire i fluidi di lavaggio agli ugelli di lavaggio 41.
In una forma possibile, i mezzi di lavaggio 34 includono gli ugelli di lavaggio 41, canali di adduzione 49 per l’adduzione dei fluidi di lavaggio agli ugelli di lavaggio 41, mezzi di intercettazione e/o selezione, quali valvole di intercettazione 66 e/o valvole di selezione 65, eventuali pompe erogatrici 50, un serbatoio di accumulo 47, nonché dispositivi di scarico fluidi esausti 59, 60 ed un eventuale modulo di comando 51.
Il serbatoio di accumulo 47 può essere anche una normale rete di distribuzione idrica, una rete di vapore, o altre tipologie di apparati di contenimento e/o distribuzione di sostanze utili per la pulizia o l’asciugamento di superfici.
Il serbatoio di accumulo 47 è collegato agli ugelli di lavaggio 41 per mezzo di collettori 48 di forma varia.
Nell’esempio, un collettore 48 alimenta condotti di distribuzione 49 che portano i fluidi di lavaggio ad uno o più ugelli di lavaggio 41.
I condotti di distribuzione 49 sono esemplificativamente illustrati inclinati in modo da scaricare il liquido eccedente nel collettore 48, in modo da evitare che in fase di trattamento siano presenti nella camera di trattamento 11 liquidi pulenti.
Secondo il trovato, in prossimità degli ugelli di lavaggio 41 ed associato a ciascun condotto di distribuzione 49, può essere previsto un dispositivo di insufflaggio di aria filtrata in pressione (non mostrato nei disegni), che ha lo scopo di eliminare totalmente i fluidi di lavaggio sia dagli ugelli di lavaggio 41, che dal vano interno 45 della guida orizzontale interna 20 corrispondente, e di conseguenza dalla camera di trattamento 11.
In possibili implementazioni, i condotti di distribuzione 49 possono essere collegati direttamente ed indipendentemente al serbatoio di accumulo 47, senza l’interposizione dei collettori 48.
L’apparato di distribuzione 46 può anche includere uno o più dispositivi di pompaggio, quali pompe erogatrici 50, che permettono di inviare i fluidi di lavaggio dal serbatoio di accumulo 47 agli ugelli di lavaggio 41 con una voluta pressione.
Nelle forme di realizzazione qui descritte, può essere prevista, quale dispositivo di intercettazione e/o selezione, una o più valvole di intercettazione 66, cooperanti con un collettore 48 o con tutti i collettori 48, posizionate a monte della camera di trattamento Il e configurate per isolare idraulicamente la camera di trattamento 11 dall’apparato di distribuzione 46 durante le fasi di trattamento, e per consentire il flusso di fluidi di lavaggio verso la camera di trattamento 11 durante le operazioni di pulizia dei piani di carico 18.
Con riferimento alla fig. 2, il modulo di comando 51, se previsto, è collegato al serbatoio di accumulo 47 e alle eventuali pompe erogatrici 50, nonché all’una o più valvole di intercettazione 66, per gestire nel modo voluto l’attività di pulizia.
Nelle figure da 4 a 9 è mostrata, per chiarezza grafica, una sola delle guide orizzontali interne 20, in sezione ed ingrandita, e la parte della camera di trattamento 11 corrispondente. Nel prosieguo della descrizione, il riferimento ad una guida orizzontale interna 20 avrà solo valenza esemplificativa di soluzioni adottabili per tutte le guide orizzontali interne 20 presenti nella camera di trattamento 11.
In figura 4, la guida orizzontale interna 20 è ancorata al pavimento ed include, all’interno del proprio vano interno 45, una parte del collettore 48, dal quale si diramano condotti di distribuzione 49 aventi come terminali altrettanti ugelli di lavaggio 41.
Gli ugelli di lavaggio 41, e di conseguenza i condotti di distribuzione 49, sono disposti, nel caso di specie, orizzontalmente su quattro file sovrapposte verticalmente in ciascuna parete laterale 42 della guida orizzontale interna 20. Le file di ugelli di lavaggio 41 di una parete laterale 42 possono essere, come in figura 4, allineate orizzontalmente con quelle della parete laterale 42 contrapposta, su piani paralleli alla superficie di carico 17.
In questo modo possono essere pulite contemporaneamente sia la parte di piano di carico 18 compresa tra le guide orizzontali interne 20, sia la parte di piano di carico 18 definita dalle porzioni laterali 24.
Ciascun ugello di lavaggio 41 è alloggiato, nella fattispecie parzialmente, in una sede di alloggiamento 52 ricavata nella parete laterale 42 della guida orizzontale interna 20 e aperta verso l’esterno di quest’ultima.
Tale disposizione degli ugelli di lavaggio 41 può essere prevista per la pulizia contemporanea delle superfici di carico 17 di quattro piani di carico 18, ossia di tanti piani di carico quante sono le coppie di file contrapposte di ugelli di lavaggio 41.
La pulizia simultanea di piani di carico 18 in gruppi può anche essere associata ad una movimentazione degli stessi piani di carico 18 e ad una loro disposizione reciprocamente separata, per permettere l’erogazione dei fluidi di lavaggio negli interspazi che così si creano.
Dagli ugelli di lavaggio 41 può essere anche erogato, ad esempio, vapore con funzione sterilizzante e di asciugatura.
Da quanto sopra risulta chiaro che in forme di realizzazione semplificate, nelle quali è prevista un’unica coppia di file contrapposte di ugelli di lavaggio 41, può essere effettuata la pulizia di un piano di carico 18 per volta.
La fig. 5 è utilizzata per descrivere una possibile variante di fig. 4 in cui gli ugelli di lavaggio 41 sono disposti su otto coppie di file contrapposte sulle due pareti laterali 42 della guida orizzontale interna 20.
Sono anche presenti otto coppie di file di condotti di distribuzione 49 ed un collettore 48.
Le file di ugelli di lavaggio 41 di ciascuna parete laterale 42 possono essere alternate, sicché una fila provvede alla pulizia della superficie di carico 17 di un piano di carico 18 mentre la fila sottostante provvede, nel contempo, alla pulizia della superficie inferiore 53 di quest’ultimo.
Questa soluzione permette di velocizzare ulteriormente le tempistiche di pulizia dei piani di carico 18 ed è preferibile nel caso di un numero elevato di piani di carico 18.
In fig. 6 è riportato un esempio di soluzione realizzativa nel quale gli ugelli di lavaggio 41 sono disposti su quattro coppie di file contrapposte sulle pareti laterali 42 della guida orizzontale interna 20 e sono configurati per erogare ciascuno fluidi di lavaggio sia sulla superfìcie di carico 17 di un piano di carico 18, che sulla superficie inferiore 53 del piano di carico 18 soprastante.
La fig. 7 è utilizzata per descrivere forme di realizzazione nelle quali la guida orizzontale interna 20 non è ancorata al pavimento o al basamento della camera di trattamento 11, come nelle varianti di fig. 4 e fig. 5, ma è collegata ad un dispositivo di sollevamento 54.
Il dispositivo di sollevamento 54 può essere un attuatore lineare meccanico, pneumatico o idraulico, quale ad esempio un pistone od un martinetto a vite, od un altro qualsiasi tipo di attuatore idoneo allo scopo.
Il dispositivo di sollevamento 54 può avere sia la funzione di consentire un voluto posizionamento della superficie superiore 21 della guida orizzontale interna 20 per le fasi di caricamento/scaricamento, ad esempio modificandone l’altezza in base alla configurazione del carro di carico/scarico 23, sia eventualmente la funzione di permettere la movimentazione della guida orizzontale interna 20 durante le fasi di pulizia dei piani di carico 18.
Infatti, quando i piani di carico 18 sono un numero tale per cui sarebbero necessarie troppe file di ugelli di lavaggio 41 rispetto a quelle effettivamente alloggiabili nelle pareti della guida orizzontale interna 20, è possibile effettuare la pulizia di uno o di un gruppo di piani di carico 18 per volta movimentando la guida orizzontale interna 20 ad altezze successive corrispondenti all’altezza del piano di carico 18, o del gruppo di piani di carico 18, da pulire.
Un esempio di tale processo di pulitura può prevedere di posizionare la guida orizzontale interna 20 alla massima altezza, estendendo al massimo il dispositivo di sollevamento 54, effettuare un primo lavaggio di uno o di un gruppo di piani di carico 18, dopodiché proseguire ad un’altezza inferiore, ritraendo la guida orizzontale interna 20 all’interno di una propria sede di scorrimento 55.
Al termine della pulitura di tutti i piani di carico 18, la guida orizzontale interna 20 può essere posizionata nella propria condizione di lavoro, a fine corsa all’interno della sede di scorrimento 55. In tale posizione, mezzi di tenuta 55a della guida orizzontale interna 20 cooperano con la sede di scorrimento 55 per garantirne la sigillatura durante i cicli di liofilizzazione/sterilizzazione. La fig. 8 è utilizzata per descrivere possibili ulteriori forme di realizzazione, combinabili con le forme di realizzazione sopra descritte, in cui i mezzi di lavaggio includono anche un dispositivo di lavaggio guida 56, integrato nella guida orizzontale interna 20 e configurato per effettuarne la pulitura della superficie superiore 21.
Il dispositivo di lavaggio guida 56 può essere completamente o parzialmente contenuto all’interno di una sede di alloggiamento 52a ricavata nella parte superiore della guida orizzontale interna 20 e comunicante con l’esterno attraverso la sua superficie superiore 21.
Il dispositivo di lavaggio guida 56 può essere di tipo retrattile ed, esemplificativamente, includere uno stantuffo 57 scorrevole all’interno di un cilindro 58.
Lo stantuffo 57 può includere a sua volta uno o più ugelli di lavaggio 41 configurati per il lavaggio della superficie superiore 21 della guida orizzontale interna 20.
In condizione di riposo, lo stantuffo 57 è completamente all’interno della guida orizzontale interna 20 ed una propria superficie sommitale 57a è sostanzialmente allineata alla superfìcie superiore 21 della stessa guida orizzontale interna 20.
Il cilindro 58 può essere collegato al collettore 48 e ricevere da esso fluidi di lavaggio che impattano su una superficie di spinta 57b dello stantuffo 57, opposta alla suddetta superfìcie sommitale 57a.
I fluidi di lavaggio sono posti in pressione dalla pompa di erogazione 50 interposta tra l’unità centrale 47 ed il collettore 48.
Nell’esempio raffigurato, per effetto della propria pressione, i fluidi di lavaggio spingono lo stantuffo 57 verso l’esterno del cilindro 58. Lo stantuffo 57 fuoriesce parzialmente dal cilindro 58, sollevandosi dalla superficie 21 della guida orizzontale interna 20 di una quantità tale da permettere il posizionamento degli ugelli di lavaggio 41 ad una voluta distanza da essa.
Quando lo stantuffo 57 è nella posizione estratta, gli ugelli di lavaggio 41 sono in grado di erogare i fluidi di lavaggio sulla superficie 21 della guida orizzontale interna 20.
La fig. 8 può essere utilizzata per descrivere anche forme di realizzazione nelle quali la macchina liofilizzatrice 10 include, sul basamento della propria camera di trattamento 11, un condotto di scarico 59, la cui apertura e chiusura può essere gestita da una valvola a serranda 60, ad esempio del tipo a sfera, comandata dal modulo di comando 51.
Vantaggiosamente, può essere previsto anche che il basamento della camera di trattamento 11 sia pendente con inclinazione convergente verso il condotto di scarico 59.
Nelle figg. da 4 a 9 sono riportati, a titolo esemplificativo, primi sensori di posizione 6 la, collegati alla parte superiore della guida orizzontale interna 20, e secondi sensori di posizione 61b, associati ai piani di carico 18 e posizionati su una o più delle pareti che delimitano le sedi passanti 29.
I secondi sensori di posizione 61b possono essere allineati, oppure affacciati, a primi sensori di posizione 6 la, per permettere in ogni istante di conoscere la posizione attuale della guida orizzontale interna 20 e/o del piano di carico 18 al quale sono associati.
Ciò permette di poter posizionare sempre correttamente i piani di carico 18 durante le operazioni di caricamento e scaricamento, nonché le guide orizzontali interne 20, reciprocamente ai piani di carico 18, durante le operazioni di manutenzione superficiale di questi ultimi.
In fig. 9 è riportato uno schema di una possibile forma di realizzazione della macchina liofilizzatrice 10, in particolare con riferimento all’apparato di distribuzione 46 dei fluidi di lavaggio.
Nella figura 9 sono riportati, da sinistra, il modulo di comando 51, collegato all’apparato di distribuzione 46, a sua volta avente ugelli di lavaggio 41 alloggiati nel vano interno 45 della guida orizzontale interna 20 e configurati per effettuare la pulitura di un piano di carico 18 interno alla camera di trattamento 11.
L’apparato di distribuzione 46 può includere uno o più organi di approvvigionamento 62, ad esempio una pompa, un compressore, od altri sistemi idraulici o pneumatici, configurati per approvvigionare i fluidi di lavaggio al serbatoio di accumulo 47. Gli organi di approvvigionamento 62, uno solo dei quali schematizzato in fig. 9, possono essere collegati alla rete idrica, a sistemi di distribuzione di fluidi gassosi, oppure ad uno o più magazzini di stoccaggio 63 di fluidi di lavaggio.
Il serbatoio di accumulo 47 può essere collegato ad una pluralità di serbatoi intermedi 64, ciascuno configurato per contenere temporaneamente una voluta quantità di un relativo fluido di lavaggio, ad esempio quella necessaria per effettuare un ciclo completo di lavaggio.
Ciascun serbatoio intermedio 64 può essere collegato al collettore 48 per riversarvi il proprio contenuto. Ad ogni serbatoio intermedio 64 è associata una valvola di selezione 65, interposta tra il corrispondente serbatoio intermedio 64 ed il collettore 48 e configurata per impedire o permettere selettivamente il passaggio al collettore 48 del fluido di lavaggio contenuto nel serbatoio intermedio 64.
In possibili soluzioni realizzative del presente trovato, ciascuna valvola di selezione 65 può essere comandata in apertura o chiusura dal modulo di comando 51.
L’apertura di più valvole di selezione 65 permette, ove richiesto, la miscelazione, nel collettore 48 a monte degli ugelli di lavaggio 41, di un pari numero di fluidi di lavaggio.
È chiaro che alla macchina liofilizzatrice 10 fin qui descrita possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall’ ambito del presente trovato.
È anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descrito con riferimento ad un esempio specifico, una persona esperta del ramo potrà senz’altro realizzare molte altre forme equivalenti di macchina liofilizzatrice, aventi le carateristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tute rientranti nell’ambito di protezione da esse definito.
Claims (17)
- RIVENDICAZIONI 1. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice, comprendente una camera di trattamento (11), una pluralità di piani di carico (18) aventi almeno una superficie di carico (17), disposti alfinterno di detta camera di trattamento (11), sovrapposti uno all’altro e posizionabili in modo voluto e noto a mezzo tiranti verticali (32), essendo eventualmente presenti anche guide antisbandieramento (35), un apparato di movimentazione (12) per caricare su, e scaricare da, la superficie di carico (17) di detti piani di carico (18) contenitori (15) il cui contenuto va trattato in detta camera di trattamento (11), in cui detto apparato di movimentazione (12) comprende almeno un dispositivo di carico/scarico (23), caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di carico/scarico (23) è mobile su guide orizzontali comprendenti almeno una guida orizzontale interna (20) a detta camera di trattamento (11), essendo detta almeno una guida orizzontale interna (20) indipendente ed autonoma dai piani di carico (18) e posta in corrispondenza di una porzione laterale (24) dei piani di carico (18) e tra detta superficie di carico (17) e detti tiranti verticali (32).
- 2. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta almeno una guida orizzontale interna (20) è posizionata tra la superficie di carico (17) ed almeno una porzione laterale (24) cooperante con i tiranti verticali (32), detta porzione laterale (24) essendo parte di detti piani di carico (18).
- 3. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 1 o 2, caratterizzata dal fatto che detta guida orizzontale interna (20) è associata a mezzi di lavaggio (34) configurati per effettuare la pulizia di almeno detta superficie di carico (17) di almeno uno di detti piani di carico (18), detti mezzi di lavaggio (34) essendo integrati e almeno parzialmente contenuti nell’ almeno una guida orizzontale interna (20) e comprendendo uno o più dispositivi di erogazione (41) di fluidi di lavaggio cooperante con un apparato di distribuzione (46) di detti fluidi di lavaggio controllato e/o gestito da un modulo di comando (51).
- 4. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detti dispositivi di erogazione (41) sono associati ad almeno una parete (42, 43, 44, 21) della rispettiva guida orizzontale interna (20).
- 5. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detti dispositivi di erogazione (41) sono fissi e/o mobili relativamente alle pareti (42, 43, 44, 21) di applicazione.
- 6. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come in una qualsiasi delle rivendicazioni da 3 a 5, caratterizzata dal fatto che detti dispositivi di erogazione (41) sono retrattili e configurati per assumere almeno una posizione di riposo all’ interno del perimetro di detta guida orizzontale interna (20) ed una posizione di lavoro almeno parzialmente esterna a detta guida orizzontale interna (20).
- 7. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni da 3 a 6, caratterizzata dal fatto che detto apparato di distribuzione (46) comprende almeno un serbatoio di accumulo (47) a cui sono associati uno o più condotti di distribuzione (48, 49), almeno in parte interni a detta almeno una guida orizzontale interna (20), alimentanti detti dispositivi di erogazione (41).
- 8. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detto apparato di distribuzione (46) comprende almeno un collettore (48), interposto tra detto serbatoio di accumulo (47) e detti condotti di distribuzione (49), detti condotti di distribuzione (49) diramandosi da detto collettore (48) verso detti dispositivi di erogazione (41) ed essendo inclinati verticalmente in modo convergente verso detto collettore (48).
- 9. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni 7 o 8, caratterizzata dal fatto che detto apparato di distribuzione (46) comprende almeno un dispositivo di pompaggio (50) collegato a detto serbatoio di accumulo (47) e configurato per prelevare ed inviare a detti dispositivi di erogazione (41) i fluidi di lavaggio contenuti in detto serbatoio di accumulo (47).
- 10. Macchina liofllizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni da 7 a 9, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di lavaggio (34) comprendono mezzi di intercettazione e/o selezione (65, 66), associati a detto apparato di distribuzione (46) ed interposti tra detto serbatoio di accumulo (47) e detta camera di trattamento (11) e configurati per selettivamente isolare idraulicamente detta camera di trattamento (11) o permettere il flusso di fluidi di lavaggio verso detti dispositivi di erogazione (41).
- 11. Macchina liofllizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni da 3 a 10, caratterizzata dal fatto che detti dispositivi di erogazione (41) sono disposti, lungo l’estensione longitudinale della guida orizzontale interna (20), in almeno una fila, in cui i dispositivi di erogazione (41) di almeno detta fila sono configurati per erogare detti fluidi di lavaggio verso almeno una tra detta superficie di carico (17) ed una superficie inferiore (53) di almeno un piano di carico (18).
- 12. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni da 1 a 11 , caratterizzata dal fatto che comprende almeno un dispositivo di sollevamento (54) collegato a detta almeno una guida orizzontale interna (20) e configurato per posizionare verticalmente di volta in volta detta guida orizzontale interna (20).
- 13. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come in una o l’altra delle rivendicazioni da 1 a 12, caratterizzata dal fatto che la superficie superiore (21) dell 'almeno una guida orizzontale interna (20) presenta almeno un segmento di via di corsa (36) temporalmente associabile in modo univoco con mezzi di movimentazione (37) di detto dispositivo di carico/scarico (23), mezzi di controllo e comando (123) essendo previsti almeno per il controllo e/o il comando almeno di detti mezzi di movimentazione (37) di detto dispositivo di carico/scarico (23).
- 14. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 13, caratterizzata dal fatto che detta almeno una guida orizzontale interna (20) è integrata con mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali (38) comprendenti almeno mezzi di alimentazione d’energia (39, 40a) cooperanti con mezzi di captazione di detta energia a bordo di detto dispositivo di carico/scarico (23) per alimentare i mezzi di movimentazione (37) ed i mezzi di controllo e comando (123).
- 15. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nella rivendicazione 14, caratterizzata dal fatto che detta almeno una guida orizzontale interna (20) è integrata con mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali (38) comprendenti almeno mezzi di trasporto di segnali di controllo e/o comando (39, 40b) cooperanti con detti mezzi di controllo e comando (123) del dispositivo di carico/scarico (23).
- 16. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice nelle rivendicazioni 14 o 15, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali (38) di controllo e/o comando sono associati almeno in un conduttore unico (39) configurato per fornire ai mezzi di movimentazione (37) e/o ai mezzi di controllo e comando (123) presenti nel dispositivo di carico/scarico (23), la voluta potenza e/o segnali ed informazioni.
- 17. Macchina liofilizzatrice e/o sterilizzatrice come nelle rivendicazioni 14 o 15, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di alimentazione e/o trasmissione segnali (38) di controllo e/o comando comprendono un primo conduttore elettrico (40a) cooperante con detta via di corsa (36) per fornire potenza ai mezzi di movimentazione (37) del dispositivo di carico/scarico (23) ed un secondo conduttore elettrico (40b), posizionato all’interno di detta almeno una guida orizzontale interna (20), configurato per trasmettere verso, e ricevere da, i mezzi di controllo e comando (123) di detto dispositivo di carico/scarico (23), segnali ed informazioni.
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