ITMI20131864A1 - Innesto per la trasmissione di fluidi con guarnizione radiale. - Google Patents
Innesto per la trasmissione di fluidi con guarnizione radiale.Info
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Description
DESCRIZIONE
“Innesto per la trasmissione di fluidi con guarnizione radiale”
La presente invenzione concerne un innesto per la trasmissione di fluidi con guarnizione radiale.
Per la trasmissione di fluidi è frequentemente necessario disporre di raccordi che possano essere accoppiati rapidamente tra loro per collegare tramite tubazioni rigide o flessibili, un’alimentazione di fluido come ad esempio una macchina operatrice ed un attrezzo idraulico.
I noti raccordi ad accoppiamento rapido sono generalmente costituiti da due innesti, chiamati maschio e femmina, che sono fissati a rispettive tubazioni da congiungere e possono essere accoppiati tra loro mediante avvitamento o innesto a scatto.
I suddetti innesti maschio e femmina sono formati da parti fisse e parti assialmente scorrevoli, che a riposo si dispongono in posizione di chiusura di una luce di passaggio di fluido e in occasione dell'accoppiamento tra i due elementi sono spostate dall'impegno con corrispondenti parti dell'altro elemento in una posizione di apertura di detta luce di passaggio.
Le soluzioni attualmente in commercio per la trasmissione di fluidi mostrano come talvolta l’accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina avvenga in maniera poco agevole con sforzo incrementale con l’aumentare della pressione residua presente nel circuito.
La domanda di brevetto italiano n. MI2012A001254 della presente richiedente concerne un innesto per la trasmissione di fluidi collegabile con sforzo costante con un sistema di compensazione e scarico della pressione complesso e poco economico. Detto raccordo noto comprende inoltre un sistema di blocco centrale meccanicamente ingombrante ed inefficacie in alcune situazioni di azionamento accidentale dell’utente.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un raccordo per tubazioni, in cui lo sforzo richiesto per l’operazione di accoppiamento sia minimo ed indipendente dalla pressione residua presente nel circuito.
Ulteriore scopo della presente invenzione è che detto raccordo sia meccanicamente più semplice e che consenta un controllo idraulico idoneo a garantire la sicurezza dell’utente anche in occasione di azionamenti accidentali.
In accordo con tale invenzione tali scopi sono raggiunti mediante un raccordo per la trasmissione di fluidi comprendente un innesto femmina inserito all’ interno di un blocco di alimentazione idraulica, ed un innesto maschio accoppiabile a detto innesto femmina,
detto blocco prevedendo almeno una linea idraulica ed una linea di drenaggio, ed una leva solidale ad una camma atta a scaricare la pressione da una camera interna all’innesto femmina ed atta ad effettuare il disaccoppiamento dell’innesto maschio dall’innesto femmina,
detto innesto femmina prevedendo una valvola di scarico della pressione che mette in collegamento detta camera con la linea di drenaggio,
caratterizzato dal fatto che
l’innesto femmina comprende una guarnizione atta a chiudere un condotto di comunicazione calibrato, fra la camera e la linea idraulica, contenuto in un corpo interno così generando una differenza di pressione fra la linea idraulica e la camera, detta guarnizione avendo forma anulare, determinando una tenuta di tipo radiale e comprendendo una porzione indeformabile ed una porzione deformabile, al raggiungimento di una determinata pressione nominale la porzione deformabile piegandosi verso l’interno della camera determinando così l’ingresso del fluido in pressione nella camera dalla linea idraulica, al ritorno della pressione sotto detta pressione nominale la porzione deformabile tornando nella sua posizione iniziale ostruendo così il passaggio di fluido.
Le caratteristiche della presente invenzione saranno rese maggiormente evidenti dalla seguente descrizione dettagliata di un suo esempio non limitativo illustrato negli uniti disegni, in cui:
la figura 1 mostra una vista in sezione secondo la linea I-I di figura 26 di un raccordo per la trasmissione di fluidi con innesto maschio ed innesto femmina disaccoppiati;
la figura 2 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in fase di scarico della pressione residua dalla linea idraulica prima dell’accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina;
la figura 3 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo prima dell’accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, senza presenza di pressione residua nella linea idraulica;
la figura 4 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una prima fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con contatto fra una valvola dell’innesto maschio ed una valvola dell’innesto femmina; la figura 5 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una seconda fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con spostamento della parte interna dell’innesto femmina all’ interno del blocco di alimentazione idraulica e apertura dello scarica pressione posteriore;
le figure 6 e 7 mostrano due viste in sezione analoghe a quella di figura 1 del raccordo in una terza e quarta fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con spostamento radiale delle sfere di bloccaggio dell’innesto femmina aH’intemo dell’ alloggiamento di una ghiera di aggancio;
la figura 8 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una quinta fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con posizionamento delle sfere di bloccaggio all’intemo di una cava presente sul corpo maschio;
la figura 9 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una sesta fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con spostamento del gruppo esterno con sfere di bloccaggio fino alla posizione di bloccaggio dell’innesto maschio;
la figura 10 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una settima fase di accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con apertura della valvola maschio sotto l’effetto della spinta idraulica causata dall’alimentazione del circuito;
le figure 11 e 12 mostrano viste in sezione analoghe a quella di figura 1 del raccordo in una prima ed una seconda fase di disaccoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, con scarico della pressione e chiusura della valvola maschio;
la figura 13 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una terza fase di disaccoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, di spostamento delle parti interne fino allo svincolo delle sfere di bloccaggio;
la figura 14 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in una quarta fase di disaccoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina, di sblocco dell’ innesto maschio;
la figura 15 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo con l’innesto maschio e l’innesto femmina disaccoppiati;
la figura 16 mostra un particolare ingrandito contenuto nel tondo W di figura 1 ; la figura 17 mostra una vista in sezione secondo la linea XVII-XVII di figura 16; la figura 18 mostra un particolare ingrandito contenuto nel tondo U di figura 2; la figura 19 mostra una vista in sezione secondo la linea XIX-XIX di figura 18; la figura 20 mostra un particolare ingrandito contenuto nel tondo Z di figura 13; la figura 21 mostra una vista in sezione secondo la linea XXI-XXI di figura 20; la figura 22 mostra un particolare ingrandito contenuto nel tondo V di figura 27; la figura 23 mostra una vista in sezione secondo la linea XXIII-XXIII di figura 22;
la figura 24 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1, di un innesto femmina con una guarnizione radiale rappresentata anche ingrandita nel tondo B in accordo con una ulteriore forma di realizzazione;
la figura 25 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1, di un innesto femmina con una guarnizione radiale rappresentata anche ingrandita nel tondo C in accordo con una ancora ulteriore forma di realizzazione;
la figura 26 mostra una vista frontale del raccordo secondo la presente invenzione;
la figura 27 mostra una vista in sezione analoga a quella di figura 1 del raccordo in fase di scarico della pressione residua prima dell’accoppiamento tra innesto maschio ed innesto femmina della linea idraulica inferiore.
In figura 1 è mostrato un raccordo ad accoppiamento 100 comprendente un innesto femmina a valvola 47 inserito all’interno di un blocco 1 di alimentazione idraulica, ed un innesto maschio a valvola 48 accoppiabile a detto innesto femmina 47.
Il blocco 1, che provvede all’alimentazione di fluido, comprende almeno una linea idraulica 49 ed una linea di drenaggio 50 entrambe interfaccianti con uno o più innesti femmina 47.
Dr. Ing. Andrea Mittler
Nella descrizione del funzionamento ci si riferirà ad una sola linea maschiofemmina (quella rappresentata superiormente nei disegni), ma le considerazioni sono estendibili a tutte le linee di uno stesso raccordo. Si noti che nei disegni l’innesto maschio-femmina della linea inferiore non è rappresentato in sezione ma solo in vista, la sezione essendo comunque identica a quella della linea superiore.
Il blocco 1 comprende inoltre una leva 4 solidale ad una camma 7 atta a scaricare la pressione da una camera 54 interna all’innesto femmina 47, ed atta ad effettuare il disaccoppiamento dell’innesto maschio 48 dall’innesto femmina 47.
La camma 7 è composta da due parti, una superiore 82 che agisce sull’innesto della linea idraulica superiore ed una inferiore 83 che agisce sull’innesto della linea idraulica inferiore (figura 1).
Le camme 82, 83 presentano ciascuna una porzione d’attacco a disco 821, 831 (figure 16-23) calettata su un albero centrale 5 a sezione sostanzialmente rettangolare con i lati corti 501 arrotondati (figura 16) in modo da permettere la rotazione di detto albero 5 in anse 822, 832 di dette porzioni d’attacco 821, 831. Sollecitando la leva 4 trasmette la rotazione dell’albero centrale 5 che in senso orario muove la porzione d’attacco 821 della camma superiore 82 ma essendo libero nell’ansa 832 non muove la porzione d’attacco 831 della camma inferiore 83, in senso antiorario muove la porzione d’attacco 831 della camma inferiore 83 ma essendo libero nell’ansa 822 non muove la porzione d’attacco 821 della camma superiore 82.
Dette anse 822, 832 hanno una forma sostanzialmente complementare alla forma dell’albero centrale 5, ma presentano una maggiore larghezza per consentire un gioco alla rotazione tale da riuscire a muovere una camma 82, mantenendo ferma l’altra 83, e viceversa come sarà più chiaro in seguito.
Le camme 82, 83 sono tenute in posizione tramite una molla 71 per esempio ad arco ma potrebbero esserci due molle a compressione. L’albero centrale 5 è a sua volta solidale con la leva 4.
L’innesto femmina 47 prevede una valvola 51 di scarico della pressione che mette in collegamento detta camera 54 con la linea di drenaggio 50 (figura 1).
Detta valvola 51 comprende un corpo valvola 23 che costituisce l’alloggio per un otturatore 25 scorrevole, sollecitato da una molla 26 che reagisce contro una sporgenza dell’otturatore 25 ed un ritegno 27. La tenuta è assicurata dal contatto fra una superficie conica 251 dell’ otturatore 25 ed uno spigolo 231 del corpo valvola 23 (figura 1)·
Su detto otturatore 25 agisce un bicchiere 72 traslante in direzione assiale e spinto da detta camma superiore 82 contro la spinta opposta di una molla 84. La camma superiore 82 è sempre in contatto con il bicchiere 72 che in posizione di disimpegno dall’otturatore 25 è spinto dalla molla 84 contro la camma 82. Detto bicchiere 72 è quindi mobile tra una posizione di impegno ed una di disimpegno con l’otturatore 25.
L’otturatore 25 presenta al suo interno un foro 252 (figura 2) per lo sfiato dell’ aria ed ha sezione di spinta idraulica ridotta al minimo. Tale sezione di spinta idraulica è determinata dal diametro di interfaccia fra la superficie conica 251 dell’ otturatore 25 ed il corpo valvola 23, ed il diametro di dimensione leggermente inferiore di una parte posteriore 263 dell’otturatore 25 su cui agisce una guarnizione 28. La descritta configurazione dell’ accoppiamento otturatore 25 - corpo valvola 23 permette di ridurre al minimo la forza di azionamento dell’otturatore 25 stesso in presenza di pressione residua presente all’interno della camera 54.
L’innesto femmina 47 comprende inoltre una valvola 52 assialmente scorrevole alPintemo di un gruppo esterno 53 dello stesso innesto femmina 47, ed una guarnizione 19 atta a generare una differenza di pressione fra la linea idraulica 49 e la camera 54.
Detta guarnizione 19 è atta a chiudere un condotto di comunicazione calibrato 191 fra la camera 54 e la linea idraulica 49 contenuto in un corpo interno 13 (figura 2).
Detta guarnizione 19 ha forma anulare, determina una tenuta di tipo radiale ovvero ortogonale all’asse del raccordo 100, e comprende una porzione indeformabile 192 ed una porzione deformabile 193.
Detto condotto 191 è esterno alla camera 54 ed il fluido in pressione in esso corrente insiste radialmente dall’esterno verso l’interno della camera 54 in corrispondenza della superficie esterna della guarnizione 19.
Al raggiungimento di una determinata pressione nominale la porzione deformabile 193 si piega verso l’interno della camera 54 determinando l’ingresso del fluido in pressione nella camera 54 dalla linea idraulica 49. Al ritorno della pressione sotto detta pressione nominale la porzione deformabile 193 torna nella sua posizione iniziale ostruendo il passaggio di fluido.
Detta guarnizione 19 è utilizzabile con identico principio di funzionamento anche in caso di innesti maschio-femmina a facce piane.
Il gruppo esterno 53 (figura 1) comprende un portaghiera 29, una ghiera 30 ed almeno una sfera di bloccaggio 32 collocata all’ interno di un alloggio ricavato nel portaghiera 29. Una molla 31, reagente contro opportune sporgenze presenti 292, 302, contro la ghiera 30, il portaghiera 29 ed il blocco 1, vincola il gruppo esterno 53 in una posizione centrale di riposo che garantisce il bloccaggio delfinnesto maschio 48 dopo l’accoppiamento.
Un fondello 16 è altresì scorrevole all’interno dell’innesto femmina 47 e presenta due tenute 14 e 17 (figura 9) rispettivamente sul lato della linea idraulica 49 e su quello della camera 54. La zona compresa fra le due tenute 14, 17 è in contatto con la linea di drenaggio 50 mediante il condotto 56. Il fondello 16 è tenuto in posizione da una molla 22.
L’innesto maschio 48 è mostrato a propria volta in figura 1 e comprende un corpo maschio 41 filettato per il collegamento ad un'utenza non mostrata, per esempio un attrezzo idraulico. All’intemo del corpo maschio 41 è presente una valvola 451 tenuta in posizione da una molla 44 che agisce su un fondello 42. Tale valvola 451 garantisce la tenuta dell’innesto maschio 48 in condizione disaccoppiata.
Nel funzionamento, all’intemo di una o più linee idrauliche 49 può essere presente della pressione residua. Muovendo verso destra la leva 4 viene azionata la camma superiore 82 che spinge il bicchiere 72 contro l’otturatore 25 mettendo in collegamento la linea idraulica 49 con la linea di drenaggio 50 permettendo lo scarico della pressione residua interna (figura 2). Durante tale funzione la guarnizione 19 si deforma radialmente in corrispondenza della porzione deformabile 193 permettendo il passaggio di fluido attraverso il condotto 191.
In questa fase la camma inferiore 83 non si muove perché l’albero 5 ruotando verso destra incontra un fianco dell’ansa 822 della camma superiore 82 trascinandola, mentre l’ansa 832 della porzione d’attacco 831 è larga a sufficienza per far ruotare l’albero 5 senza toccare un suo fianco (figure 18-19).
La forza applicata alla leva 4 deve essere tale da vincere la resistenza della molla 71 che in ogni caso tiene in posizione la camma inferiore 83.
Scaricata la pressione residua alfinterno della linea 49 il sistema è pronto per l’accoppiamento.
La prima fase di accoppiamento (figura 4) consiste nello spingere l’innesto maschio 48 dell’innesto femmina 47. Nella camera 57 a monte della valvola 451 può essere presente pressione residua. Avvicinando l’innesto maschio 48 all’innesto femmina 47, la valvola 451 viene a contatto con la valvola 52. In assenza di pressione residua nella camera 57 il carico delle molle 21 e 44 è analogo e si ha lo spostamento di entrambe le valvole 451, 52. In caso di pressione nella camera 57 si ha lo spostamento della sola valvola 52. Spingendo l’innesto maschio 48 all’intemo dell’innesto femmina 47, il corpo maschio 41 va in contatto con le sfere 32 spostando il gruppo esterno 53 aH’interno del blocco 1 (figura 5). Durante lo spostamento l’otturatore 25 va in contatto con il bicchiere 72 e la camma superiore 82 che a sua volta va in contatto con il blocco 1. Pertanto l’otturatore 25 si apre andando così a rendere la linea idraulica 49 un circuito aperto. Questa funzione permette lo scarico della pressione durante Γ accoppiamento anche senza l’utilizzo preliminare della leva 4. Nella posizione di otturatore 25 aperto, la camma superiore 82 non è libera di muoversi.
Proseguendo con l’inserimento dell’innesto maschio 48 nell’innesto femmina 47 (figure 6-7), le sfere di bloccaggio 32 entrano nella sede 301 della ghiera 30 permettendo l’ingresso dell’innesto maschio 48 fino alla caduta delle sfere di bloccaggio 32 nella cava 411 ricavata nel corpo maschio 41 (figure 8-9).
In questa posizione la molla 31 lavorando sullo spallamelo 292 del portaghiera 29 riporta l’insieme composto dal gruppo esterno 53 e dall’innesto maschio 48 nella posizione di equilibrio accoppiato (figura 9). In caso di assenza di pressione nella camera 57, come anticipato prima, il fondello 16 non si è mosso tenuto in posizione dalla molla 22 e la valvola 451 è arretrata ed in questo caso il circuito è aperto e l’innesto è accoppiato come in figura 10.
In caso di pressione nella camera 57 si ha invece l’arretramento del fondello 16. A questo punto l’operazione manuale di accoppiamento meccanico è completata; l’innesto maschio 48 è meccanicamente agganciato all’innesto femmina 47, ma grazie al fatto che il fondello 16 era stato mosso verso l’interno dell’innesto femmina 47, la valvola 451 che trattiene la pressione residua all’interno dell’innesto maschio 48 non è stata ancora aperta. Pertanto lo sforzo richiesto per l’operazione di accoppiamento è indipendente dalla pressione residua presente all’interno dell’innesto maschio 48 in quanto non si agisce sulle valvole che trattengono la pressione residua.
Per l’apertura della valvola 451, in caso di pressione nella camera 57, è necessario inviare un impulso di pressione dalla linea idraulica 49 che passando attraverso il condotto 191 deforma la porzione deformabile 193 della guarnizione 19, riempie la camera 54 e spinge il fondello 16 che agisce sulla valvola 52 che apre la valvola 451 essendo la sezione di spinta del fondello 16 maggiore di quella della valvola 451. Durante il movimento del fondello 16 l’aria contenuta nella camera 451 può entrare ed uscire attraverso il condotto 56 (figura 10).
Quando il fondello 16 va in battuta sul corpo interno 13 si ha la totale apertura del circuito (ancora figura 10). In questa posizione la camera 54 rimane piena di olio ed in pressione non permettendo più il movimento del fondello 16 a meno di una movimentazione dell’otturatore 25 in quanto la guarnizione 19 non permette il ritorno del fluido verso la linea idraulica 49.
Il disaccoppiamento tra innesto maschio 48 ed innesto femmina 47 inizia agendo sulla leva 4 (figura 11) che muove la camma superiore 82, secondo le stesse modalità dello scarico iniziale sopra descritto mostrato nelle figure 2, 18 e 19, che va ad agire sull’otturatore 25 tramite il bicchiere 72 mettendo in comunicazione la linea idraulica 49 con la linea di drenaggio 50 scaricando la pressione all’interno delle stesse. In caso di pressione ed eventuale flusso all’interno della linea idraulica 49 (ad esempio a causa di un carico applicato a monte dell’innesto maschio) azionando l’otturatore 25 si ha la caduta di pressione nella camera 54 mentre la presenza della guarnizione 19 e del condotto calibrato 191 causa una pressione maggiore nella linea idraulica 49 che andando ad agire sulla tenuta 14 causa una spinta sul fondello 16 che vince la molla 22 andando cosi a far muovere il fondello stesso 16, la valvola 52 e la valvola 451 che si va a chiudere (figura 12).
Continuando con il movimento, la camma superiore 82 spinge il bicchiere 72 fino ad agire sul corpo valvola 23 che a sua volta muove l’insieme formato da innesto femmina 47 ed innesto maschio 48 verso l’esterno fino alla corrispondenza delle sfere di bloccaggio 32 con la cava 303 presente sulla ghiera di aggancio 30. In tale posizione le sfere di bloccaggio 32 escono dalla cava 411 presente nel corpo maschio 41 e lo svincolano lasciandolo uscire (figure 13-14).
Si noti che l’ansa 832 della camma inferiore 83 è larga a sufficienza per consentire un doppio movimento della camma superiore 82, al termine del secondo movimento l’albero 5 andando quasi in battuta su un fianco di detta ansa 832 (figure 20-21).
L’innesto maschio 48 non vincolato, per effetto della spinta delle molle interne viene disaccoppiato. Rilasciate le sfere 32 la molla 31 lavorando sull’anello 37 riporta innesto femmina 47 nella posizione di riposo (figure 15 e 1).
Il sistema risulta pronto per un nuovo collegamento.
Quando accoppiato, in caso di trazione dell’innesto maschio 48, l’innesto femmina 47 agganciato tramite le sfere di bloccaggio 32 viene trascinato verso l’esterno. Quando le sfere di bloccaggio 32 raggiungono la cava 303 della ghiera 30 il maschio 48 viene disaccoppiato (disaccoppiamento accidentale, funzione “break away”).
L’innesto della linea inferiore è analogo a quello della linea superiore, essendo da notare il movimento in senso opposto verso sinistra della leva 4 (figura 27): l’interazione tra l’albero 5 e la porzione d’attacco 831 della camma inferiore 83 è analoga a quella sopra descritta per la porzione d’attacco 821 della camma superiore 82 la cui ansa 822 permette la rotazione della porzione d’attacco 831 della camma inferiore 83 senza muovere la camma superiore 82.
Nelle figure 24-25 sono mostrati innesti femmina 47 con guarnizioni 19 secondo due ulteriori forme di realizzazione.
La guarnizione 19 di figura 24 non è posta direttamente sulla bocca del condotto 191, essendo prevista un’intercapedine anulare 194 ricavata sul corpo valvola 23 che permette di limitare l’usura della guarnizione 19 stessa che prevede ancora una porzione indeformabile 192 ed una porzione deformabile 193.
Detta intercapedine 194 permette di direzionare il fluido uscente in pressione dalla bocca del condotto 191 verso prima la porzione indeformabile 192, poi sulla porzione deformabile 193, entrambe a lato di detta bocca del condotto 191.
Detta porzione deformabile 193 ha uno spessore ridotto rispetto alla porzione indeformabile 192, che si riduce ulteriormente allontanandosi dalla porzione indeformabile 192. Quando c’è pressione nella camera 54 la porzione deformabile 193 preme su una superficie conica 232 del corpo valvola 23. Quando non c’è pressione nella camera 54, il fluido in pressione della linea idraulica 49 piega la porzione deformabile 193 verso l’interno a partire dalla parte più lontana dalla porzione indeformabile 192.
La guarnizione 19 di figura 25 prevede invece la porzione indeformabile 192 in materiale più rigido affacciata direttamente sulla bocca del condotto 191.
Detta porzione indeformabile 192 ha una sezione ad L ed è atta a direzionare il fluido in pressione proveniente dal condotto 191 verso la porzione deformabile 193 che non si affaccia direttamente sulla bocca del condotto 191. Come evidente nell’ ingrandimento contenuto nel tondo C la L è ruotata di 90° in senso orario a formare anche in questo caso una intercapedine anulare 194: la parte corta della L chiude ad una estremità la bocca del condotto 191, mentre la parte lunga della L, che è poco più lunga della larghezza della bocca del condotto 191, dirige il fluido in pressione verso la porzione deformabile 193 della guarnizione 19.
Conseguentemente anche secondo questa forma di realizzazione si limita l’usura della guarnizione 19 derivante proprio dall’interazione diretta tra la bocca del condotto 191 e la porzione deformabile 193 della guarnizione 192, che viene così esclusa.
Claims (8)
- RIVENDICAZIONI 1. Raccordo (100) per la trasmissione di fluidi comprendente un innesto femmina (47) inserito all’interno di un blocco (1) di alimentazione idraulica, ed un innesto maschio (48) accoppiabile a detto innesto femmina (47), detto blocco (1) prevedendo almeno una linea idraulica (49) ed una linea di drenaggio (50), ed una leva (4) solidale ad una camma (7) atta a scaricare la pressione da una camera (54) interna all’ innesto femmina (47) ed atta ad effettuare il disaccoppiamento dell’innesto maschio (48) dall’innesto femmina (47), detto innesto femmina (47) prevedendo una valvola (51) di scarico della pressione che mette in collegamento detta camera (54) con la linea di drenaggio (50), caratterizzato dal fatto che l’innesto femmina (47) comprende una guarnizione (19) atta a chiudere un condotto di comunicazione calibrato (191), fra la camera (54) e la linea idraulica (49), contenuto in un corpo interno (13) così generando una differenza di pressione fra la linea idraulica (49) e la camera (54), detta guarnizione (19) avendo forma anulare, determinando una tenuta di tipo radiale e comprendendo una porzione indeformabile (192) ed una porzione deformabile (193), al raggiungimento di una determinata pressione nominale la porzione deformabile (193) piegandosi verso l’interno della camera (54) determinando così l’ingresso del fluido in pressione nella camera (54) dalla linea idraulica (49), al ritorno della pressione sotto detta pressione nominale la porzione deformabile (193) tornando nella sua posizione iniziale ostruendo così il passaggio di fluido.
- 2. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che su un corpo valvola (23) dell’innesto femmina (47) è prevista una intercapedine anulare (194) tra la bocca del condotto di comunicazione calibrato (191) e la guarnizione (19).
- 3. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che detta intercapedine anulare (194) permette di direzionare il fluido uscente in pressione dalla bocca del condotto di comunicazione calibrato (191) verso prima la porzione indeformabile (192) poi sulla porzione deformabile (193), entrambe (192, 193) a lato di detta bocca del condotto di comunicazione calibrato (191).
- 4. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 3, caratterizzato dal fatto che detta porzione deformabile (193) ha uno spessore ridotto rispetto alla porzione indeformabile (192), che si riduce ulteriormente allontanandosi dalla porzione indeformabile (192), quando c’è pressione nella camera (54) la porzione deformabile (193) premendo su una superficie conica (232) del corpo valvola (23), quando non c’è pressione nella camera (54), il fluido in pressione della linea idraulica (49) piegando la porzione deformabile (193) verso l’interno a partire dalla parte più lontana dalla porzione indeformabile (192).
- 5. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che la guarnizione (19) prevede la porzione indeformabile (192) in materiale più rigido rispetto alla porzione deformabile (193), detta porzione indeformabile (192) essendo affacciata sulla bocca del condotto di comunicazione calibrato (191) a formare detta intercapedine anulare (194).
- 6. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 5, caratterizzato dal fatto che detta porzione indeformabile (192) ha una sezione ad L ed è atta a direzionare il fluido in pressione proveniente dal condotto di comunicazione calibrato (191) verso la porzione deformabile (193), detta L essendo ruotata di 90° in senso orario a formare detta intercapedine anulare (194) in cui la parte corta della L chiude ad una estremità la bocca del condotto di comunicazione calibrato (191), mentre la parte lunga della L, che è poco più lunga della larghezza della bocca del condotto di comunicazione calibrato (191), dirige il fluido in pressione verso la porzione deformabile (193) della guarnizione (19).
- 7. Raccordo (100) secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta valvola (51) comprende un corpo valvola (23) che costituisce l’alloggio per un otturatore (25) scorrevole, sollecitato da una molla (26) che reagisce contro una sporgenza dell’otturatore (25) ed un ritegno (27), la tenuta essendo assicurata dal contatto fra una superficie conica (251) dell’otturatore (25) ed uno spigolo (231) del corpo valvola (23).
- 8. Raccordo (100) secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che l’otturatore (25) presenta al suo interno un foro (252) per lo sfiato dell’aria ed ha sezione di spinta idraulica ridotta al minimo essendo determinata dal diametro di interfaccia fra la superficie conica (251) dell’otturatore (25) ed il corpo valvola (23), ed il diametro di dimensione leggermente inferiore di una parte posteriore (263) dell’otturatore (25) su cui agisce una guarnizione (28).
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