ITMI940609A1 - Coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive - Google Patents
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Description
COPPIA DI LENTI OFTALMICHE MULTIFOCALI PROGRESSIVE
La presente invenzione ha per oggetto una coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive, ciascuna delle quali comporta una superficie asferica che comprende una zona di visione lontana, una zona di visione vicina, una zona di visione intermedia, e un meridiano principale di progressione che attraversa queste tre zone.
Le lenti oftalmiche multifocali progressive sono ormai ben conosciute. Esse vengono utilizzate per correggere la presbiopia e per permettere all'utilizzatore degli occhiali di osservare degli oggetti in una vasta gamma di distanze senza dover togliere continuamente tali occhiali. Tali lenti comportano tipicamente una zona di visione lontana, situata nella parte alta della lente, una zona di visione vicina, situata nella parte bassa della lente ed una zona intermedia che collega la zona di visione vicina alla zona di visione lontana.
Generalmente, queste lenti oftalmiche multifocali progressive comportano una faccia anteriore asferica, che è la faccia opposta all'utilizzatore di occhiali ed una faccia posteriore torica o sferica, diretta verso l’utilizzatore di occhiali. Questa faccia torica o sferica permette di adattare la lente all'ametropia dell 'utilizzatore, in modo che una lente multifocale progressiva sia definita generalmente solo dalla sua superficie asferica.
Per equipaggiare un utilizzatore di lenti oftalmiche multifocali progressive, si utilizzano due lenti, che possono essere identiche e che sono allora girate l’una per rapporto all'altra al montaggio, di un angolo dell'ordine di 10°. Si è anche proposto di utilizzare delle lenti sinistra e destra simmetriche l'una con l'altra rispetto ad un piano verticale passante tra le due lenti e perpendicolare al piano di quest 'ultime.
Per creare delle lenti oftalmiche multifocali progressive, si comincia generalmente per fissare una linea chiamata meridiano principale di progressione, corrispondente all’intersezione della linea di sguardo del portatore e della superficie, quando il portatore guarda a distanze diverse nel piano sagittale. Si definisce in seguito la forma della superficie asferica su questo meridiano e nella sua zona vicina. Nel caso in cui il meridiano principale di progressione sia l’intersezione di un piano e della superficie asferica, vale a dire una linea retta in proiezione della lente su un piano, si possono utilizzare lenti identiche per l'occhio sinistro e per l'occhio destro decalandole al montaggio di un angolo dell’ordine di 10°. Se il meridiano principale di progressione non è una linea retta, si utilizzano generalmente lenti sinistra e destra simmetriche l'una con l'altra, rispetto al piano mediano nasale.
Le lenti oftalmiche multifocali, qualunque sia il loro tipo di appartenenza, presentano inevitabilmente delle aberrazioni ottiche (astigmatismo, curvatura del campo, deviazioni prismatiche, ecc.) che nuociono al conforto visivo, in visione statica come in visione dinamica.
Al di fuori della zona del meridiano principale di progressione e dei campi di visione stabile nelle zone di visione lontana'e di visione vicina, la visione con le lenti oftalmiche multifocali progressive presenta dei problemi a causa del carattere asferico delle lenti ed in particolare in visione periferica per il fatto che le lenti destra e sinistra non presentano necessariamente delle curvature orizzontali e verticali identiche, o almeno sufficientemente simili per evitare ogni disturbo. Si è constatato che le variazioni di curvature orizzontali davano infatti poco disturbo e si è proposto di limitare le variazioni delle curvature verticali in punti della lente situati ad una stessa ordinata y.
Più precisamente la richiedente nel suo brevetto FR 2 193 989 ha proposto di limitare la variazione di curvatura verticale tra un punto dato della lente ed il punto del meridiano principale di progressione che si trovano alla stessa ordinata y, in funzione del valore di aumento di potenza della lente. Questa soluzione ha permesso di ridurre le differenze prismatiche verticali e di migliorare cosi' il conforto delle lenti progressive. Tuttavia, questa soluzione non ha permesso di aumentare in modo sufficientemente significativo i campi di visione lontana e di visione vicina.
La presente invenzione propone una coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive che palliano gli inconvenienti delle lenti del tipo precedente e permettono un miglioramento della visione globale per un effetto di somma parziale binoculare dei campi di visione lontana da una parte e dei campi di visione vicina dall'altra, delle due lenti.
La coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive secondo la presente invenzione è tale che ciascuna delle lenti comporta una superficie asferica comprendente una zona di visione lontana, una zona di visione vicina, una zona di visione intermedia, un meridiano principale di progressione che attraversa queste tre zone, l'invenzione essendo caratterizzata dal fatto che i meridiani principali di progressione di dette lenti sono sensibilmente simmetrici l'uno con l'altro, e che l’una delle dette lenti è più particolarmente destinata alla visione lontana, essendo l'altra più particolarmente destinata alla visione vicina, la suddetta lente destinata alla visione lontana presentando una zona di visione lontana più estesa di quella della lente destinata alla visione vicina, e la suddetta lente destinata alla visione lontana presentando una zona di visione vicina meno estesa di quella della lente destinata alla visione vicina.
Cosi’, la coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive secondo l'invenzione permette di procurare all 'utilizzatore un'ampiezza di campo efficace in visione binoculare sia per la visione lontana che per la visione vicina, superiore a quella procurata dalle lenti del tipo già conosciuto aventi un meridiano di progressione identica a quella delle lenti secondo l’invenzione.
Secondo un modo di realizzazione dell'invenzione le scarti prismatiche verticali fra punti omologhi della suddetta lente destinata alla visione vicina e della suddetta lente destinata alla visione lontana sono inferiori a 0,5 diottrie prismatiche.
Secondo un altro modo di realizzazione dell'invenzione la superficie della zona di visione lontana della lente destinata alla visione lontana è almeno due volte più estesa della zona di visione lontana della lente destinata alla visione vicina.
La superficie della zona di visione vicina della lente destinata alla visione vicina può' essere almeno di due volte più estesa della zona di visione vicina della lente destinata alla visione lontana.
Secondo un modo particolare di realizzazione dell'invenzione, la zona di visione vicina della lente destinata alla visione vicina è circa tre volte più estesa della zona di visione vicina della lente destinata alla visione lontana.
Secondo un altro modo di realizzazione dell'invenzione il rapporto fra le larghezze della zona di visione vicina della lente destinata alla visione vicina e della zona di visione vicina della lente destinata alla visione lontana, misurate orizzontalmente a circa 14 mm al di sotto del centro geometrico della lente, è superiore o uguale a due.
Infine, è possibile che la larghezza della zona di visione vicina, misurata orizzontalmente circa 14 mm al di sotto del centro geometrico di una lente, sia superiore a 20 mm per la lente destinata alla visione vicina e sia dell'ordine di 9 mm per la zona di visione vicina della lente destinata alla visione lontana .
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione appariranno alla lettura della descrizione che segue di un modo di realizzazione dell'invenzione, data a titolo di esempio ed in riferimento ai disegni annessi che mostrano:
Figura 1 una veduta schematica di fronte di una lente multifocale progressiva;
Figura 2 una veduta di fronte di una lente sinistra secondo l'invenzione, indicante il meridiano principale di progressione e delle linee di livello della sfera media;
Figura 3 una veduta di fronte di una lente destra secondo l'invenzione, indicante il meridiano principale di progressione e delle linee di livello della sfera media;
Figura 4 una veduta della lente sinistra della figura 2, ma indicante delle linee di livello del cilindro;
Figura 5 una veduta della lente destra della figura 3, ma indicante delle linee di livello del cilindro.
Le figure 1 a 5 rappresentano le caratteristiche ottiche di diverse lenti, per un diametro dell'ordine di 60 mm.
La figura 1 rappresenta una veduta di fronte di una lente multifocale progressiva 1. La lente 1 ha una faccia asferica rappresentata sulla figura 1 ed un'altra faccia sferica o torica. Si è rappresentato alla figura 1 in grassetto il meridiano principale di progressione MM' della lente, con i punti di misura della visione lontana L e di misura della visione vicina P.
Classicamente, la lente 1 comprende nella sua parte superiore una zona di visione lontana VL, nella sua parte inferiore una zona di visione vicina VP, e fra queste due zone una zona intermedia VI. Il punto 0 della figura 1 è il centro geometrico della lente 1. Il meridiano principale di progressione MM' della lente è costituito essenzialmente da tre segmenti di retta, il primo che si stende sensibilmente verticalmente dall'alto della lente, passando per il punto L, fino ad un punto D chiamato centro di montaggio e situato tra questo punto L ed il centro geometrico 0. Il secondo segmento si stende a partire dal punto D obliquamente in direzione del lato nasale della lente, ed il terzo segmento parte dall'estremità C del secondo segmento e passa per il punto P della misura della visione vicina. Gli angoli relativi di questi tre segmenti variano con vantaggio in funzione della addizione di potenza A.
Come si è visto, in ogni punto della superficie asferica, si definisce una sfera media D data dalla formula:
dove:
R1 e R2 sono i raggi di curvatura massima e minima, espressi in metri, e
n l'indice del materiale di cui è costituita la lente.
Si definisce cosi' un cilindro C, dato dalla formula
Nelle lenti del tipo precedente, ed in particolare nelle lenti della richiedente, la visione nella zona circondante il meridiano principale di progressione è del tutto soddisfacente.
Per migliorare la visione globale e specialmente nelle zone periferiche, la presente invenzione propone di utilizzare delle lenti sinistra e destra che non siano identiche, ne simmetriche. Più precisamente, l’invenzione propone di aumentare l'estensione del campo di sguardo utilizzabile per un effetto di somma parziale, dei campi di visione lontana da una parte e dei campi di visione vicina dall'altra parte, delle due lenti. Il campo di sguardo utilizzabile è il campo di visione binoculare per il quale l’utilizzatore dispone, da una parte, di una buona fusione delle immagini e, dall'altra, di una acutezza soddisfacente.
Le Figure 2 a 5 mostrano delle vedute di una coppia di lenti secondo l'invenzione, per un'addizione di potenza di 2 diottrie, scelta a titolo di esempio.
La Figura 2 è una veduta di fronte di una lente sinistra secondo l'invenzione, indicante il meridiano principale di progressione e delle linee di livello della sfera media. Si ritrovano sulla figura 2 gli elementi conosciuti rappresentati sulla Figura 1. Si sono portate inoltre sulla Figura 2 le linee d'isosfera, che sono le linee costituite dai punti della superficie presentante una sfera media dello stesso valore. Le linee di isosfera della figura 2 sono delle linee che presentano una sfera media superiore di 0,5, 1 o 1,5 diottrie superiore a quella del punto L di visione lontana. La linea 2 di punti che presenta una sfera media di 0,5 diottrie superiore a quella del punto L rappresenta sensibilmente il limite fra la zona di visione lontana VLp e la zona di visione intermedia VIp . La linea 3 è la linea di sfera media 1 diottria superiore alla sfera media del punto L. La linea 4 di sfera media 1,5 può' essere considerata pressappoco come il limite tra la zona di visione intermedia VIp e la zona di visione vicina VPp.
La figura 3 è una veduta di fronte di una lente destra secondo l'invenzione, indicante il meridiano principale di progressione e delle linee di livello della sfera media. Si ritrovano sulla figura 3, come sulla figura 2, gli elementi conosciuti rappresentati sulla figura 1. La figura 3 comporta delle linee d'isosfera 0,5, 1 e 1,5 come alla figura 2. Queste linee sono rispettivamente reperibili mediante i riferimenti numerici 5, 6 e 7.
Come in certe lenti del tipo anteriore, i meridiani di progressione principali delle lenti destra e sinistra rappresentati alle figure 2 e 3 sono simmetrici l'uno con l'altro. Questo procura un maggior conforto all'utilizzatore delle lenti.
Secondo l'invenzione, la comodità dell'utilizzatore di lenti multifocali progressive è migliorato se, come mostrano le figure 2 e 3, le lenti sinistra e destra presentano al di fuori della zona che circonda il meridiano principale di progressione, delle superfici asferiche differenti. Le linee di isosfera 2, 3 e 4 della lente sinistra e 5, 6 e 7 della lente destra non sono in effetti simmetriche le une rispetto alle altre.
Sulla lente sinistra della figura 2, la linea 4 d'isosfera 1,5, che delimita sensibilmente la zona di visione vicina VPp della lente sinistra, circonda una zona molto più estesa che la linea 7 d'isosfera 1,5 della lente destra della figura 3, che delimita sensibilmente la zona di visione vicina VP.Li della lente destra. Più precisamente se si misura la larghezza della zona di visione vicina, orizzontalmente da una parte e dall'altra del punto P d'ordinata -14 mm rispetto al centro geometrico 0 della lente, fino alla linea 4 o 7 d'isosfera uguale a 1,5 diottrie, si trova :
- per la lente sinistra, una larghezza di 24 mm e - per la lente destra, una larghezza di 11 mm.
Al contrario, sulla lente sinistra della figura 2, la linea 2 d'isosfera 0,5, che delimita sensibilmente la zona di visione lontana VLp circonda una zona molto meno estesa della linea 5 d'isosfera 0,5, che delimita sensibilmente la zona di visione lontana VLL della lente destra della figura 3. Più precisamente, la linea d'isosfera 2 della lente sinistra della figura 2 è costituita sensibilmente da due segmenti di retta passanti per il centro geometrico 0 della lente e formante con l'orizzontale un angolo dell'ordine di 30 o 40°. Cosi', la zona di visione lontana VLp della lente sinistra della figura 2 è costituita da un settore angolare di 110°. Sulla lente destra della figura 3, la linea 5 d'isosfera 0,5 coincide sensibilmente con un diametro orizzontale della lente, e la zona di visione lontana VLL è costituita sensibilmente dalla metà superiore della lente.
Cosi’ secondo l'invenzione, la lente sinistra presenta una zona di visione vicina VPp estesa ed una zona di visione lontana VLp ridotta, mentre la lente destra presenta una zona di visione vicina VPL ridotta ed una zona di visione lontana VL estesa. Le due lenti, inL
prossimità del meridiano principale di progressione, sono simmetriche. La visione globale dell'utilizzatore di lenti è migliorata dalla maggiore estensione del campo di sguardo utilizzabile. In visione vicina, la somma del campi VPp e VPL ed in visone lontana, la somma dei campi VLP e VLL procura all'utilizzatore un campo di sguardo utilizzabile più esteso di quello ottenuto con due lenti identiche del tipo già noto. Per permettere la fusione delle immagini anche nelle parti periferiche delle zone di visione lontana e di visione vicina, è previsto, secondo l'invenzione, di conservare le differenze delle scarti prismatiche verticali fra dei punti omologhi delle lenti sinistra e destra (vale a dire fra dei punti delle lenti sinistra e destra corrispondenti all'osservazione di un oggetto) a un valore massimo uguale a 0,5 diottrie prismatiche. In tale modo, la visione nelle parti periferiche delle zone di visione lontana e vicina resta binoculare, e si ha sempre una fusione soddisfacente delle due immagini.
L'invenzione propone dunque di destinare ciascuna delle lenti della coppia di lenti multifocali progressive alla visione vicina o alla visione lontana. Si è descritto con riferimento alle figure 2 e 3 il caso in cui la lente sinistra è destinata alla visione vicina, e la lente destra destinata alla visione lontana. Ben inteso, questa scelta della lente sinistra o della lente destra potrebbe essere invertita. Sarebbe sufficiente per questo invertire le due lenti facendo loro subire una simmetria d'asse verticale. In effetti la scelta di destinare le lenti alla visone lontana o alla visione vicina è fatta per ciascun utilizzatore, in funzione della sua dominanza oculare o del suo occhio direttore. Nella presente domanda abbiamo chiamato VL la zona di visione lontana, e VP la zona di visione vicina e si identifica la lente destinata alla visione vicina con un indice "P" e quella destinata alla visione lontana con un indice "L".
La figura 4 è una veduta della lente sinistra della figura 2, ma che indica delle linee di livello del cilindro. Vi sono rappresentati, come sulle figure 2 e 3, gli elementi noti della figura 1. Secondo un principio analogo a quello spiegato per le linee d'isosfere, la figura 4 mostra le linee d'isocilindro della lente sinistra. Le linee 8 e 8', 9 e 9', 10 e 10' sono le linee di cilindro rispettivamente uguali a 0,5, 1 e 1,5 diottrie.
La figura 5 è una veduta della lente destra della figura 3, ma indicante delle linee di livello del cilindro; le linee’11 e 11’, 12 e 12', 13 e 13' sono le linee di cilindro rispettivamente uguali a 0,5, 1 e 1,5 diottrie.
Sulla figura 4 le linee d’isocilindro 0,5 diottrie, che costituiscono i limiti delle zone di visione lontana VLp e vicina VPp, sono sensibilmente confuse con le bisettrici della lente. In tale modo, la zona di visione lontana VLp della lente sinistra, delimitata dalla linea 2 d'isosfera 0,5 diottrie della figura 2 e dalle linee 8, 8' d'isocilindro 0,5 diottrie della figura 4, è costituita da un settore angolare di 90°. La zona di visione vicina VPp è delimitata dalla linea 4 d'isosfera 1,5 diottrie della figura 2 e dalle linee 8 e 8' d'isocilindro 0,5 diottrie della figura 4. La larghezza della zona di visione vicina VPp, orizzontalmente da una parte e dall'altra del punto P d'ordinata -14 mm rispetto al centro geometrico 0 della lente, fino alla linea 4 d'isosfera uguale a 1,5 diottrie, o fino alle linee 10, 10' d'isocilindro 0,5 diottrie, è superiore a 20 mm.Dal punto di vista della superficie, la zona di visione vicina VPp è costituita sulla lente sinistra, destinata alla visione vicina, da un settore angolare di circa 90°.
Sulla figura 5, la zona di visione lontana VL_ delimitata dalle linee 12, 12' d'isocilindro 0,5 diottrie, copre sensibilmente la metà superiore della lente come sulla figura 3. La larghezza della zona di visione vicina VP misurata orizzontalmente all'altezza del punto P e fino alle linee 12, 12’ d'isocilindro 0,5 diottrie, è di 9 min. La zona di visione vicina VPL è costituita sulla lente destra, destinata alla visione lontana, d'un settore angolare di circa 20°.
Cosi' nella coppia di lenti secondo l'invenzione, la zona di visione lontana VLL della lente destinata alla visione lontana è circa due volte più estesa della la zona di visione lontana VLp della lente destinata alla visione vicina. Inversamente, la larghezza della zona di visione vicina VPp della lente destinata alla visione vicina è più di due volte superiore alla larghezza della zona di visione vicina VPL della lente destinata alla visione lontana. La superficie della zona di visione vicina VPp della lente destinata alla visione vicina è circa tre volte superiore alla larghezza della zona di visione vicina VPL della lente destinata alla visione lontana.
L'invenzione apporta dunque dei campi di visione più larghi da una parte e dall'altra del meridiano principale di progressione e permette una buona visione dinamica e periferica, i disturbi causati dalla dissimmetria delle lenti essendo considerevolmente inferiori ai miglioramenti apportati dell'ampliamento dei campi di visione.
Si è descritto, sulle figure 2 a 5, un esempio di realizzazione dell'invenzione per una coppia di lenti multifocali progressive d'addizione 2 diottrie. E' sottinteso che l'invenzione si applica ad altri valori di addizione e che si possono costituire degli insiemi di coppia di lenti secondo l'invenzione. I valori dei rapporti fra le superfici delle zone di visione lontana VLL e VLP delle lenti, fra le superfici o le larghezze delle zone di visione vicina VPL e VPP delle lenti possono variare in funzione dell'addizione.
Ben inteso la presente invenzione non è limitata ai modi di realizzazione descritti e rappresentati, ma essa è suscettibile di numerose variazioni accessibili all'esperto, senza che ci si allontani dallo spirito dell'invenzione.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1. - Coppia di lenti oftalmiche multifocali progressive, ciascuna delle lenti comportante una superficie asferica comprendente una zona di visione lontana (VLL, VLp ) , una zona di visione vicina (VPL, VPp ) , una zona di visione intermedia (VIL, VIp), un meridiano principale di progressione (MM') traversante queste tre zone, caratterizzata dal fatto che i meridiani principali di progressione (ΜΜ') delle suddette lenti sono sensibilmente simmetrici l'uno con l'altro, e dal fatto che una delle suddette lenti è più particolarmente destinata alla visione lontana, l'altra essendo più particolarmente destinata alla visione vicina, la suddetta lente destinata alla visione lontana presenta una zona di visione lontana (VLL) più estesa di quella (VLp) della lente destinata alla visione vicina, e la suddetta lente destinata alla visione lontana che presenta una zona di visione vicina (VPIJ) meno estesa di quella (VPr) della lente destinata alla visione vicina. 2. - Coppia di lenti secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che le scarti prismatiche verticali fra due punti omologhi della suddetta lente destinata alla visione vicina e della suddetta lente destinata alla visione lontana sono inferiori a 0,5 diottrie prismatiche. 3. - Coppia di lenti secondo la rivendicazione l o 2, caratterizzata dal fatto che la superficie della zona di visione lontana ( VLT ) della lente destinata alla visione lontana è almeno due volte più estesa della zona di visione lontana (VLp) della lente destinata alla visione vicina. 4. - Coppia di lenti secondo una delle rivendicazioni da 1 a 3, caratterizzata dal fatto che la superficie della zona di visione vicina (VPp) della lente destinata alla visione vicina è almeno due volte più estesa della zona di visione vicina (VPL) della lente destinata alla visione lontana. 5. - Coppia di lenti secondo una delle rivendicazioni da 1 a 4, caratterizzata dal fatto che la superficie della zona di visione vicina (VPP) della lente destinata alla visione vicina è circa tre volte più estesa della zona di visione vicina (VPL) della lente destinata alla visione lontana. 6. - Coppia di lenti secondo una delle rivendicazioni da 1 a 5, caratterizzata dal fatto che il rapporto fra le larghezze della zona di visione vicina (VPp) della lente destinata alla visione vicina e la zona di visione vicina (VPL) della lente destinata alla visione lontana, misurate orizzontalmente a circa 14 mm al di sotto del centro geometrico (O) della lente, è superiore o uguale a due. 7. - Coppia di lenti secondo una delle rivendicazioni da 1 a 6, caratterizzata dal fatto che la larghezza della zona di visione vicina, misurata orizzontalmente circa 14 mm al di sotto del centro geometrico (0) di una lente, è superiore a 20 mm per la zona di visione vicina (VPp) della lente destinata alla visione vicina, ed è dell'ordine di 9 mm per la zona di visione vicina (vpL) della lente destinata alla visione lontana. Il sottoscritto dichiara che la suddetta traduzione è una traduzione fedele al testo originario della Domanda di Brevetto depositata in Francia, al meglio delle sue conoscenze e convinzioni.
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