ITPD20000293A1 - Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti. - Google Patents

Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti. Download PDF

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ITPD20000293A1
ITPD20000293A1 IT2000PD000293A ITPD20000293A ITPD20000293A1 IT PD20000293 A1 ITPD20000293 A1 IT PD20000293A1 IT 2000PD000293 A IT2000PD000293 A IT 2000PD000293A IT PD20000293 A ITPD20000293 A IT PD20000293A IT PD20000293 A1 ITPD20000293 A1 IT PD20000293A1
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IT
Italy
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products
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IT2000PD000293A
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Bruno Zorzo
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A Z Internat S A Soc Ano Nyme
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Description

DESCRIZIONE
del brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE dal titolo:
“Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti”
TESTO DELLA DESCRIZIONE
Nel campo delle pulizie dei pavimenti una volta si provvedeva direttamente con gli stracci operando direttamente a mano. La sequenza degli interventi erano in ordine il lavaggio, la asciugatura e la lucidatura. I materiali adoperati erano i liquidi detergenti, l’acqua priva di additivi, le cere emulsionate.
Quando le superfici interessate erano piuttosto ampie allo straccio veniva associato lo spazzettone. La originaria associazione di straccio e spazzettone è stata in momenti successivi perfezionata realizzando vere scope composte da un manico e da una assicella dotata di portamanico inferiormente attrezzata con stracci opportunamente ancorati.
La quantità dei liquidi prima o della cera alla fine necessarie venivano versate dall’operatore direttamente sul pavimento con i vari contenitori e quindi distese utilizzando stracci e spazzettone, o dalle successive scope provviste di manico e assicella con sottostante elemento morbido.
Vista la difficoltà di effettuare un facile e regolare spandimento dei prodotti detergenti o lucidanti sui pavimenti si è avuta la comparsa di scope attrezzate con portabottiglie od attrezzate con proprio serbatoio collegati sia i portabottiglie che gli appositi serbatoi a particolari dispositivi per la regolazione di uscita dei prodotti fluidi (liquidi, cere, ecc.) in essi contenuti.
Rientrano nella serie di dette scope quelle comparse nel mercato con serbatoio coassiale al manico collegato inferiormente detto serbatoio ad un tubicino flessibile che scende verso il pavimento dopo aver attraversato ad una certa distanza dal pavimento la struttura del manico. Nelle scope presenti sul mercato la chiusura come pure la regolazione di uscita dei fluidi contenuti nel serbatoio attraverso il tubicino è determinata dalla entità dello schiacciamento del tubicino effettuato con opportuni mezzi in un determinato tratto del detto tubicino.
Il comando per lo schiacciamento del tubicino avviene operando su di un pomello posto sulla sommità del manico che a mezzo di un filo (tirante) o di una asta (puntone) va a contrastare la azione di una molla che durante la non utilizzazione della scopa tiene schiacciato il tubicino. Le scope con serbatoio applicato sul manico esistenti nel mercato che adottano la modalità di regolare il deflusso del liquido del loro serbatoio operando lo schiacciamento in un tratto del tubicino di materiale flessibile connesso alla parte inferiore del serbatoio sono realizzate come in appresso esposto.
Sono composte:
da un serbatoio configurato a bocca aperta montato coassialmente sul manico la cui parete esterna in continuazione col fondo risale al centro configurando una tubazione che investe il manico;
- da un tubicino di materiale flessibile che collega una appendice tubolare del fondo del serbatoio e scende verso il pavimento dopo un attraversamento del manico della scopa;
da un manico che sostiene un serbatoio e che a mezzo di snodo è connesso ad un asse di base che viene equipaggiato di tessuto; - da un pomello che sta sulla sommità della impugnatura del manico collegato al dispositivo che è in grado di comprimere il tubicino flessibile in corrispondenza del suo attraversamento del manico (o di una espansione del manico);
- da un dispositivo azionato da una molla che in condizione di riposo tiene completamente schiacciato il tubicino flessibile proveniente dal serbatoio, in corrispondenza del suo attraversamento del manico (o di una espansione del manico); da un coperchio configurato a tazza capovolta con cavità tubolare centrale scorrevole lungo il manico.
Internamente detto coperchio è provvisto di una bordatura per impegnarsi nella corrispondente bordatura esterna del serbatoio.
Sulla parte superiore esterna ed in prossimità del manico il coperchio è provvisto di una appendice tubolare alettata.
La detta parte superiore esterna del coperchio è configurata in maniera che, sollevato il coperchio verso l’alto, esso si impegni elasticamente sulla parte inferiore della impugnatura del manico così da essere trattenuto. Ciò consente all’operatore di avere disponibili entrambe le mani senza dover trattenere il coperchio durante gli interventi da effettuarsi con la bocca del serbatoio libera.
Per effettuare il deflusso del liquido dal serbatoio verso il basso si agisce sul pomello posto sulla sommità della impugnatura del manico abbassandolo. Con detto azionamento verso il basso si effettua la compressione dell’asta che collega il pomello con il dispositivo che comprime il tubicino flessibile in corrispondenza del suo attraversamento del manico (o di una espansione del manico). Variando l’entità dell’abbassamento del pomello, si varia l’entità della compressione dell’asta che contrasta in proporzione la azione della molla del dispositivo di schiacciamento del tubicino flessibile.
La scopa spandi liquido di mercato sopradescritta presenta alcuni inconvenienti che emergono dopo un breve periodo iniziale di utilizzo rendendo inutilizzabile la scopa stessa o richiedendo interventi piuttosto costosi per il ripristino della regolarità della originale prestazione.
Detti inconvenienti risultano esaltati qualora i prodotti da far arrivare al pavimento non siano dei semplici liquidi ma siano delle emulsioni di cere che in determinate parti del contenitore o lungo i percorsi per arrivare al pavimento perdendo i propri solventi o subendo problemi di polimerizzazione divengono densi fino a formare depositi colloidali, od incrostazioni compatte.
Ciò comporta la ostruzione dei piccoli orifizi e l’incollamento delle parti accoppiate che funzionalmente devono essere separate.
Per gli orifizi necessita intervenire con asticciole per disostruire il passaggio e per le parti in accoppiamento che devono essere separate, quali le impanature tra maschi e femmine necessita l’intervento di appropriati attrezzi essendo lo sforzo da superare di gran lunga superiore della forza di intervento che lo operatore è manualmente in grado di esercitare.
Detti interventi di disostruzione o di distacco oltre a richiedere tempi più o meno lunghi con i relativi costi, comportano pure il rischio di rotture delle parti stesse determinando anche il fuori uso della intera scopa.
Scopo del presente brevetto è quello di realizzare una scopa provvista di serbatoio con regolatore di uscita del liquido in esso contenuto in particolare le cere rese fluide, che elimina tutti gli inconvenienti rilevati nelle scope provviste di serbatoio con regolatore di uscita del liquido, esistenti nel mercato innovando i concetti funzionali e strutturali riducendo pure i costi di produzione e di manutenzione.
Le innovazione apportate nella scopa del brevetto eliminano gli inconvenienti sopra citati con soluzioni significative.
La prima innovazione riguarda lo scarico posto sul fondo del serbatoio. Viene realizzata in continuità con lo stampaggio del serbatoio una robusta appendice tubolare con un foro piuttosto ampio.
Ciò consente di intervenire, per eventuali incrostazioni che tendono ad ostruire il foro, in maniera facile e con sicurezza scongiurando lo stacco per rottura della detta appendice tubolare che comporterebbe il fuori uso del serbatoio stesso.
Per lo attacco del tubicino flessibile che fa scendere il liquido a pavimento si provvede a mezzo di un opportuno raccordino tubolare che viene fissato a tenuta ma in maniera amovibile sulla estremità della detta appendice tubolare del serbatoio. La eventuale pulizia del tratto tubolare di detto raccordino risulta facilitata sia perché consente la entrata con una astina di disotturazione da entrambe le estremità del detto tratto tubolare e sia per la esigua lunghezza del detto tratto tubolare. Nel caso poi la appendice tubolare di detto raccordino dovesse rompersi, ciò non determina problemi per la scopa perché detto raccordino costituisce un ricambio di costo ridotto e cautelativamente un secondo esemplare può essere fornito in dotazione contestualmente con la fornitura della scopa. La seconda innovazione sta nella applicazione del coperchio del serbatoio.
Attualmente il coperchio provvisto di cavità tubolare centrale che scorre lungo il manico della scopa si impegna con il serbatoio a mezzo di un accoppiamento a vite.
Nella innovazione del presente brevetto il coperchio non si accoppia più per avvitamento ma per appoggio adeguatamente forzato con appropriati mezzi. In tal maniera per la separazione del coperchio, qualora si formassero eventuali incrostazioni che lo incollano al serbatoio, non dovendosi più superare gli attriti di scorrimento, si dovrà intervenire con sforzi che sono alla portata di qualsiasi operatore.
Gli appropriati mezzi per la chiusura della bocca superiore del serbatoio a mezzo del coperchio non avvitato potranno essere elementi di ammorsamento costituiti da bracci girevoli incernierati (elasticamente) per esempio su appendici del coperchio ed aventi una estremità configurata a gancio per impegnarsi su apposite appendici presenti sulla superficie esterna del serbatoio.
Altra innovazione presente nella scopa del presente brevetto sta nell’assicella porta tessuto connessa in maniera oscillante alla estremità del portamanico. Detta assicella in genere di forma cilindrica viene ricoperta con un panno confezionato a bustina i cui bordi della apertura longitudinale sono provvisti di bottoni. Affinché durante la movimentazione del panno sul pavimento, detto panno non scorra e non ruoti attorno alla assicella cilindrica, detta assicella è provvista lungo la generatrice superiore di alette rigide con disposizione radiale complanari con la staffa centrale corredata del'attacco per lo incernieramento con le estremità a forchetta del portamanico.
Altra innovazione sta nella modalità di fissaggio del pomello per il comando della regolazione di schiacciamento del tubicino flessibile, con la estremità superiore dell’asta.
Attualmente nelle scope di mercato il fissaggio tra il pomello e la estremità superiore dell’asta viene realizzato tramite una vite impegnata nel materiale plastico del pomello la quale vite agisce superficialmente sull’asta infilata assialmente nel pomello premendola contro la parete del foro. In detta maniera il fissaggio viene realizzato sfruttando la sola aderenza che ne deriva tra la parete del foro del pomello e la superficie dell’asta.
La movimentazione trasmessa dal pomello all’asta in tempi più o meno lunghi compromette il vicendevole fissaggio tenuto conto della precarietà della impanatura della vite trasversale nel materiale plastico del pomello. La impossibilità di realizzare il fissaggio in modo sicuro scongiurando possibili scorrimenti dell’asta rispetto alla vite di pressione compromette la efficienza della regolazione del deflusso attraverso il tubicino flessibile vista la dipendenza del suo schiacciamento dal perfetto posizionamento dell’asta.
La soluzione al problema è stata attuata realizzando una cavità trasversale nel pomello che incroci e sorpassi il foro assiale presente nel pomello entro cui viene infilata l’asta.
In detta cavità viene inserito un morsetto (preferibilmente a sezione prismatica) con foro trasversale corrispondente alla sezione trasversale dell’asta e con un foro assiale filettato in cui si avvita una vite.
Infilata l’asta nel pomello essa entra ed oltrepassa il foro trasversale del morsetto. Posizionata l’asta nella giusta posizione, si serra l’asta con la vite assiale del morsetto il quale morsetto diventa solidale con l’asta. L’accoppiamento così realizzato tra pomello ed asta risulta garantito essendosi realizzato con il morsetto sulla estremità dell’asta una specie di espansione che scarica gli sforzi assiali dell’asta sulle superfici della sede del pomello in cui il morsetto risulta alloggiato.
Detta innovazione facilita l’assiemaggio delle varie parti della scopa in fase di costruzione e consente di disimpegnare l’asta dal pomello di comando posto sulla sommità del manico ogni qual volta necessita la pulizia della scopa o per eventuali interventi sulla scopa, e ciò senza che si comprometta la bontà dello accoppiamento.
Una ulteriore innovazione riguarda la modalità di schiacciamento del tubicino affinché sia sempre garantito quando sia necessario il completo blocco di deflusso dei liquidi dal serbatoio senza possibilità di possibili trafilamenti indesiderati che risulterebbero deleteri durante l’uso della scopa e che potrebbero portare allo svuotamento del serbatoio quando la scopa non viene utilizzata.
Si provvede a proposito realizzando il nasello con il giusto raggio di curvatura rapportato al tipo di tubo flessibile da schiacciare e provvedendo a far sì che il nasello schiacci il tubo flessibile in mezzeria senza dissimmetrie.
Il richiesto centraggio del nasello sul tubo flessibile si ottiene o realizzando un accoppiamento prismatico tra pistoncino portante il nasello e la bussola entro la quale scorre il pistoncino, oppure allargando la base della nervatura la cui sommità costituisce il nasello in maniera che nella posizione prossima allo schiacciamento, detta base provvede ad autocentrarsi, appoggiandosi ai bordi della apertura della bussola entro cui scorre il pistoncino.
Quanto in precedenza esposto risulta chiarito dallo esame delle allegate tavole dei disegni.
La fig. 1 mostra la scopa vista di fianco.
La fig. 2 mostra la scopa vista frontalmente.
La fig. 3 mostra la scopa vista assonometricamente.
La fig. 4 è la stessa rappresentazione della fig. 3 dove ora la bocca del serbatoio risulta libera ed il coperchio sollevato in alto è in presa con la parte inferiore della impugnatura.
La fig. 5 mostra sezionato l’assieme del dispositivo di schiacciamento del tubicino flessibile che scendendo dal fondo del serbatoio va a presentarsi in prossimità del pavimento sul davanti della assicella porta panno.
Si nota il tratto inferiore del manico attrezzato con una bussola entro cui può muoversi un pistoncino provvisto di nasello.
Quest’ultimo a riposo è spinto verso l’alto da una molla e durante il funzionamento contrastando l’azione della molla può essere spinto verso il basso, a mezzo di una asta interna al manico comandata da un pomello posto sulla sommità del manico,.
L’intero dispositivo, costituito dalla bussola, dal pistoncino con nasello e dalla molla, è contenuto all’interno del portamanico che risulta fissato al manico a mezzo di ghiera di serraggio e di due viti trasversali.
Come si vede il portamanico, la bussola solidale al manico ed il pistoncino con nasello sono interessati da apposite feritoie che consentono il passaggio del tubicino flessibile attraverso di loro.
Lo schiacciamento del tubicino flessibile è determinato dal nasello del pistoncino che spinto verso l’alto lo comprime contro il bordo della parete della bussola entro cui il pistoncino scorre.
La fig. 6 mostra in sezione fuori opera e cioè esternamente al portamanico ed in maniera esplosa le parti che costituiscono il dispositivo di schiacciamento del tubicino flessibile e cioè la bussola fissata alla parte inferiore del manico, il pistoncino provvisto di nasello e collegato con l’asta di manovra, la molla di spinta verso l’alto del pistoncino, una porzione di tubicino flessibile destinata ad attraversare le feritoie del portamanico, della bussola e del pistoncino con nasello.
La fig. 7 mostra in sezione il portamanico provvisto di ghiera di serraggio, di due sedi per le viti trasversali per il fissaggio della bussola connessa con il manico.
II portamanico configurato inferiormente a forcella è collegato alla sottostante assicella porta panno a mezzo di perno che ne permette la articolazione.
La fig. 8 mostra in sezione i vari elementi costituenti la parte superiore della scopa ed ancora il coperchio del serbatoio trattenuto dalla impugnatura del manico.
Si nota il manico, la impugnatura applicata al manico, la bussola con battente esterno, infilata sulla estremità superiore del manico, il pomello il cui maschio scorre all’interno della bussola con battente e l’asta di manovra fissata al pomello.
Si nota nella parte interna del coperchio i riscontri che vanno in appoggio alle parti di sommità del serbatoio, nonché le impanature per l’accoppiamento con le corrispondenti impanature presenti nella fascia superiore esterna del serbatoio.
Nella parte centrale il coperchio presenta una cavità tubolare la cui parete è pressoché aderente al manico.
Nella parte superiore esterna ed in prossimità del manico il coperchio è provvisto di una appendice tubolare aiettata che ne determina lo impegno elastico sulla parte inferiore della impugnatura.
La fig. 9 mostra il coperchio disimpegnato della impugnatura del manico ed in prossimità della bocca del serbatoio. Si notano le impanature sulla fascia superiore esterna del serbatoio per Io accoppiamento con il coperchio.
La fig. 10 mostra in sezione il serbatoio una porzione di manico, un raccordino che viene interposto tra il tubicino flessibile e la appendice tubolare che fa corpo con il fondo del serbatoio, una cuffia di protezione per il detto raccordino e la appendice tubolare. Detta cuffia di protezione viene montata al di sotto del serbatoio interessando il manico.
Si nota che il serbatoio è realizzato in un pezzo e la parete tubolare esterna e la parete tubolare della cavità interna sono in continuità con il fondo.
La fig. 11 mostra il morsetto applicato sull’estremità superiore dell’asta di comando per lo schiacciamento del tubicino flessibile contenuto al’interno del pomello che sormonta la impugnatura del manico.
La fig. 12, la fig. 13 e la fig. 14 mostrano fuori opera (cioè all’esterno del pomello) il morsetto applicato alla estremità superiore dell’asta, rispettivamente visto sezionato, visto di lato e visto di testa.
La fig. 15 mostra il pomello che viene posto sulla sommità della impugnatura del manico, provvisto della asta di manovra, per intervenire sullo schiacciamento del tubicino flessibile di deflusso del liquido.
La fig. 16 mostra la bussola con battente esterno che viene infilata sull’estremità superiore del manico, entro cui scorre il maschio del pomello connesso con l’asta di manovra.
La fig. 17 mostra il pomello della fig. 15 “con spaccato” che evidenzia lo allargamento realizzato nella parte superiore della cava presente sul maschio.
La fig. 18 mostra la bussola della fig. 16 “con spaccato” che evidenzia la chiavetta che si impegna nella cava del maschio del pomello.
La fig. 19 è la vista dal di sotto del pomello rappresentato nella fig. 15 che evidenzia la cava presente sul maschio del pomello.
La fig. 20 è la vista dal di sotto della bussola rappresentata nella fig. 16 che evidenzia la presenza della chiavetta.
La fig. 21 mostra ingrandita e sezionata la zona inferiore del serbatoio con la relativa appendice tubolare ed il relativo raccordino tubolare da applicare alla suddetta appendice provvisto detto raccordino del terminale per lo attacco del tubicino flessibile.
Si nota la aletta con foro che si stacca dalla appendice tubolare del serbatoio e le alette elastiche con fori del raccordino tubolare per realizzare un solidale accoppiamento a tenuta del raccordino con la appendice tubolare.
La fig. 22 è la rappresentazione corrispondente alla fig. 21 vista esternamente.
La fig. 23 è la rappresentazione corrispondente alla fig. 22 ruotata di 90 gradi.
La fig. 24 è la rappresentazione ravvicinata di tre parti e precisamente della parte superiore di un normale serbatoio, di un elemento anulare e di un tipo di coperchio privo di impanature.
Lo assiemaggio delle suddette tre parti consente di applicare e togliere il coperchio per la chiusura della bocca del serbatoio senza avvitamenti quando i liquidi impiegati possono realizzare incollamenti ed incrostazioni.
Sulla sommità del serbatoio viene applicato lo elemento anulare provvisto internamente di impanature e dotato esternamente di appendici o di una bordatura alare inferiormente realizzata con sottosquadro.
Il coperchio che è privo di impanatura interna è dotato sulla fascia esterna di almeno due levette imperniate elasticamente su detta fascia ed i cui braccetti inferiori hanno le estremità uncinate.
Lo accoppiamento tra coperchio ed elemento anulare non richiede vicendevoli rotazioni ma avviene per traslazione del coperchio che premuto forzatamente contro la sommità dell’elemento anulare rimane aggrappato sulle appendici dell’elemento anulare tramite i braccetti uncinati delle levette con cui è attrezzato. Per il disimpegno del coperchio si interviene su braccetti superiori delle levette facendole ruotare in senso opposto al precedente serraggio, i quali braccetti superiori facendo allargare i braccetti inferiori li disimpegnano dalle appendici dell’elemento anulare.
La ftg. 25 mostra il coperchio e lo elemento anulare della fìg. 24 in accoppiamento.
La fig. 26 mostra frontalmente il nasello per lo schiacciamento del tubicino flessibile (non disegnato nella figura) che emerge dalla apertura presente alla estremità inferiore della bussola solidale con il manico. Va fatto presente che la detta apertura nella parte più alta presenta un profilo semicircolare corrispondente al diametro esterno del tubicino flessibile (che come in precedenza detto qui non è disegnato), e che dopo un primo tratto si allarga verso il basso con i bordi aventi un andamento curvilineo.
Si evidenzia alla base della nervatura che costituisce superiormente il nasello la scarpetta i cui fianchi nella risalita verso l’alto vanno in appoggio ai bordi della apertura della bussola, imponendo il centraggio del nasello nei riguardi del profilo semicircolare che definisce la sommità della detta apertura della bussola. La realizzazione della apertura così configurata della bussola e la adozione della scarpetta alla base della nervatura costituente il nasello consente di ruotare il pomello posto alla sommità del manico (quando lo si vuole impegnare con la parte allargata della sua cava nella chiavetta della sua rispettiva bussola) senza imprimere una eccessiva torsione alla asta inferiormente solidale col pistoncino dotato di nasello.
La fig. 27 mostra come si realizza lo schiacciamento del tubicino flessibile compresso dal nasello contro il bordo posto alla sommità della apertura della bussola solidale al manico quando il nasello possiede la posizione centrata. Si evidenzia lo accostamento della parete interna del tubicino flessibile su se stessa in maniera uniforme ottenendo una chiusura totale.
La fig. 28 mostra come si realizza lo schiacciamento del tubicino flessibile compresso dal nasello contro il bordo posto alla sommità della apertura della bussola solidale al manico, quando il nasello non possiede la posizione centrata. Si evidenzia la dissimmetria della deformazione del tubicino flessibile.
La parete interna del tubicino flessibile non si ripiega totalmente su se stessa, lasciando una lieve apertura.
Detta apertura anche se è piccola consente un trafilamento del liquido che scende dal serbatoio determinando evidenti problemi di esercizio, compreso il non desiderato svuotamento del serbatoio quando la scopa non viene usata e magari è stata collocata nel deposito attrezzi.
La fig. 29 mostra frontalmente la assicella porta panno.
Si notano le due alette ai lati che si ergono dalla sommità ed aventi la stessa giacitura della staffa provvista dell’attacco per il portamanico. Ciascuna delle alette presenta un ribasso al centro per consentire il passaggio del piolo maschio per la abbottonatura. La funzione delle alette è quella di impedire al panno avvolto ed abbottonato di ruotare e di traslare nei riguardi della assicella.
La fig. 30 è la vista della assicella porta panno corrispondente della fig.
29 presa dall’alto.
La fig. 31 è la vista della assicella porta panno della fig. 29 presa di testa.
La fig. 32 è una rappresentazione schematica che evidenzia come la abbottonatura del panno che avvolge la assicella avviene in corrispondenza del ribasso presente nelle alette.
Si è contraddistinto con 1 il manico; con 2 la impugnatura montata sul manico; con 3 il serbatoio del liquido applicato sul manico; con 4 il coperchio; con 5 il tubicino flessibile che collega il serbatoio 3 e che scende, dopo aver attraversato il portamanico 8, verso il pavimento; con 6 la assicella porta panno; con 7 le alette portate dalla assicella aventi la funzione di impedire traslazioni e rotazioni del panno nei riguardi della assicella 6; con 8 il portamanico; con 9 la ghiera di serraggio del portamanico 8; con 10 il pomello posto sulla sommità del manico collegato alla asta di manovra 12; con 11 la staffa solidale alla assicella per lo accoppiamento articolato con la forcella terminale del portamanico 8; con 12 l’asta che collega il pomello superiore 10 al pistoncino 13 il cui abbassamento riduce od azzera lo schiacciamento del tubicino flessibile 5 contrastando la spinta verso l’alto della molla 16; con 14 la bussola fissata alla estremità inferiore del manico 1 entro cui scorre il pistoncino 13 con nasello 20; con 15 e 15’ le feritoie contrapposte presenti nella parete del portamanico 8; con 17 la feritoia presente nella bussola 14; con 18 la apertura sagomata presente nella bussola 14 e contrapposta alla feritoia 17; con 19 la feritoia presente nel pistoncino 13 con nasello 20; con 20 il nasello del pistoncino 13 che a séguito della spinta verso l’alto del pistoncino 13 da parte della molla 16 viene premuto contro la sommità del bordo 18 della parete della bussola 14. Se il tubicino flessibile 5 si trova inserito nella feritoia 17 e 19, in condizione di riposo, viene schiacciato dal nasello 20 del pistoncino 13 contro la sommità del bordo 18 della parete della bussola 14.
Si è contraddistinto con 21 una prominenza che si erge sul fondo all’interno del portamanico che tiene in guida la parte inferiore della molla 16; con 22 e 22’ le due sedi diametralmente contrapposte per l’inserimento di viti che concorrono con la ghiera 9 al fissaggio della bussola 14 al portamanico 8; con 23 e 24 due rilievi esterni circonferenziali del portamanico 8 per la applicazione della bussola elastica 56 a protezione contro l’entrata della sporcizia attraverso le feritoie 15 e 15’.
Si è contraddistinto con 25 la appendice alettata presente sulla parte esterna superiore del coperchio del serbatoio in prossimità del manico; con 26 i tratti di impanatura presenti nella fascia interna inferiore del coperchio per l’accoppiamento con i tratti di impanatura presenti nella fascia esterna superiore del serbatoio; con 28 la guarnizione di tenuta applicata sull’esterno in prossimità del bordo superiore del serbatoio; con 29 la appendice tubolare posizionata sull’esterno del fondo del serbatoio 3 per essere investita da un raccordino tubolare 31 provvisto quest’ultimo di appendice 32 per lo attacco del tubicino flessibile 5; con 30 la aletta con foro che si stacca lateralmente dalla appendice tubolare 29 per venire compressa e stretta a vite tra le due alette elastiche 33 che si staccano lateralmente dal raccordino 31; con 34 la cuffia di protezione della appendice tubolare 29 e del raccordino 31 con relativa appendice 32 e di trattenimento della parte iniziale del tubicino flessibile 5; con 35 la guarnizione applicata all’esterno in prossimità del bordo superiore dell’elemento anulare 45; con 36 la bussola con battente infilata sulla sommità del manico 1; con 39 il maschio del pomello 10 che scorre entro la bussola 36; con 42 la chiavetta della bussola 36; che si impegna nella cava 40 del maschio 39 del pomello 10; con 41 lo allargamento della cava 40 entro cui, previa rotazione del pomello 10, può entrare la chiavetta 42 per mantenere il pomello 10 nella posizione ribassata raggiunta.
Si è contraddistinto con 37 il morsetto a sezione prismatica con foro trasversale per il passaggio dell’asta 12 e con foro filettato assiale per l’inserimento della vite 38 che determina lo ammorsamento dell’asta 12; con 44 la guarnizione di tenuta (OR) inserita nella apposita sede all’interno del raccordino 31; con 45 l’elemento anulare da applicare alla sommità del serbatoio 3 per realizzare un accoppiamento a pressione anziché a vite con il coperchio 48; con 46 il tratto di impanatura presente nella fascia interna dello elemento anulare 45 per impegnarsi con i corrispondenti tratti di impanatura 17 presenti sulla fascia superiore esterna del serbatoio 3; con 47 una appendice circolare smussata superiormente ed a sottosquadro inferiormente facente parte della struttura dello elemento anulare 45; con 49 delle levette incernierate elasticamente sulla fascia esterna del coperchio 48 dove il braccetto inferiore termina a gancio per impegnarsi nella bordatura a sottosquadro dello elemento anulare 45 e dove il braccetto superiore serve per togliere l’aggancio del braccetto inferiore.
La chiusura del coperchio 48 avviene a scatto premendo il coperchio contro lo elemento anulare 45, mentre per il disimpegno necessita agire su braccetti superiori delle levette 49 ed applicando una forza di sollevamento sul coperchio 48.
Si è contraddistinto con 50 i bordi sagomati della apertura 18 presente nella zona inferiore della bussola 14; con 51 la scarpetta allargata su cui si innalza la nervatura che superiormente costituisce il nasello 20; con 52 la apertura residua del foro interno del tubicino flessibile quando viene schiacciato in maniera dissimmetrica; con 53 la parte superiore della staffa 11 solidale alla assicella 6 che entra nella forcella di estremità del portamanico 8 per realizzare un accoppiamento articolato; con 54 il panno a bustina per avvolgere la assicella della scopa i cui bordi sono dotati dei bottoni 55 che sono posizionati nei tratti ribassati delle alette 7 della assicella 6; con 56 la parte tubolare interna del coperchio 4 che tramite una guarnizione anulare posta sul manico (non disegnata) fa tenuta con la parte superiore dello elemento tubolare del serbatoio che circonda il manico; con 57 un rilievo circonferenziale sulla superficie interna del coperchio 4 che determina l’arresto deH’avvitamento; con 58 la parte tubolare interna del coperchio 48 che tramite una guarnizione anulare posta sul manico (non disegnata) fa tenuta con la parte superiore dell’elemento tubolare del serbatoio che circonda il manico; con 59 un rilievo sulla superficie interna del coperchio 48 che determina l’arresto dello accostamento contro l’elemento anulare 45.
Dopo quanto in precedenza esposto risulta la validità della innovazione che caratterizza il presente brevetto che deve intendersi descritto e raffigurato a titolo esemplificativo secondo una soluzione preferenziale. Non si esce dal brevetto per ogni variante, anche migliorativa che persona esperta del ramo dovesse realizzare se utilizza gli insegnamenti derivanti dal concetto inventivo del brevetto stesso.

Claims (8)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti caratterizzata dalla appendice tubolare (29) posta sul fondo del serbatoio (3) per il deflusso del liquido dimensionata con un foro adeguatamente ampio per essere facilmente pulito da eventuali depositi ed incrostazioni dovute a fluidi densi o semidensi, quali le cere da pavimenti e strutturata in continuità con il fondo del serbatoio (3) da resistere alle sollecitazioni inerenti alle eventuali disincrostazioni del tratto tubolare.
  2. 2) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti secondo la rivendicazione 1 caratterizzata dal raccordino (31) che viene montato sulla appendice tubolare (29) posta sul fondo del serbatoio (3) essendo detto raccordino (31) provvisto di appendice (32) dimensionata per essere inserita nel tubicino flessibile (5) per il deflusso del liquido contenuto nel serbatoio.
  3. 3) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti caratterizzata dal fatto che il nasello (20) che provvede allo schiacciamento del tubicino flessibile (5) per la regolazione o per l’arresto del fluido è configurato in maniera tale che quando si trova in prossimità dello schiacciamento si autocentra sui bordi (50) della apertura (18) della bussola (14) in cui si muove così da schiacciare in maniera simmetrica il tubicino flessibile (5) contro il bordo di volta della apertura (18) cosi da scongiurare possibili trafilamenti di liquido attraverso il tubicino.
  4. 4) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti secondo la rivendicazione 3 caratterizzata dal fatto che il nasello (20) quando si trova in fase di non schiacciamento del tubicino flessibile (5) che serve al deflusso del liquido dal serbatoio (3) può muoversi in senso trasversale rispetto ai bordi (50) della apertura (18) della bussola (14) consentendo piccole rotazioni senza torsioni della asta (12) inferte dal pomello (10) quando detto pomello (10) viene posizionato con lo allargamento (41) della cava (40) del suo maschio (39) in corrispondenza della chiavetta (42) presente nella bussola (36) in cui il detto maschio (39) si trova infilato.
  5. 5) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il 9) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti secondo la rivendicazione 8 caratterizzata dal fatto che le alette (7) sono ribassate nella zona centrale per consentire il passaggio della abbottonatura (55) del panno (54) così da evitare la traslazione del panno (54) nei riguardi della assicella (6). 10) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti caratterizzata dalla presenza di una bussola elastica applicata sul portamanico (8) in corrispondenza della zona di attraversamento del tubicino flessibile (5) che impedisce l’ingresso della sporcizia attraverso le feritoie del portamanico. 11) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti secondo le rivendicazioni precedenti tutte caratterizzata nel suo assieme come sostanzialmente descritta e raffigurata a titolo di esempio secondo soluzioni preferenziali. trattamento dei pavimenti caratterizzata dal fatto che il fissaggio della estremità superiore dell’asta (12) al pomello (10) avviene a mezzo di morsetto a sezione prismatica (37) con serraggio a vite (38) inserita in apposita cava del pomello.
  6. 6) Scopa con regolatore di uscita di prodotto per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti caratterizzata dal fatto che la chiusura della bocca del serbatoio si realizza a mezzo di coperchio che viene premuto contro la bocca dotando il coperchio (48) (o la fascia esterna superiore del serbatoio (3)) di appositi elementi (49) di agganciamento e la fascia esterna superiore del serbatoio (3) (o la fascia esterna del coperchio (48)) di apposite appendici (47) che consentono lo aggancio degli elementi di agganciamento (49).
  7. 7) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti secondo la rivendicazione 6 caratterizzata dal fatto che i normali serbatoi (3) dotati di impanatura vengono attrezzati con appositi elementi anulari (45) internamente dotati di impanatura a vite ed esternamente di appendici (47) per lo agganciamento, ottenendo una bocca di apertura tale da poter essere chiusa con coperchio (48) a pressione dotato di elementi di agganciamento (49).
  8. 8) Scopa con regolatore di uscita di prodotti per la pulizia ed il trattamento dei pavimenti caratterizzata dal fatto che la assicella (6) porta panno (54) è dotata di alette rigide (7) complanari con la staffa (11) per la attaccatura del portamanico (8) che impediscono la rotazione del panno (54) attorno alla assicella (6).
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