ITPD20060109A1 - Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell'acqua sanitaria - Google Patents
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Description
PD200 6 A 00 0 1 09 P 26966
“MODULO DI PARETE ESTERNA DI EDIFICIO CON INTEGRATO UN IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE AMBIENTALE E DI RISCALDAMENTO DELL’ACQUA SANITARIA”
A nome: ELIO & EOLO S.R.L.
Con sede a: PADOVA
Inventore Designato: Sig. BEARZI VITTORIO
DESCRIZIONE
Il presente trovato ha per oggetto un modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria.
Come è noto, gli impianti di raccolta dell’energia solare, chiamati anche impianti eliotecnici, vengono utilizzati sia per la produzione di acqua calda di consumo sia per assicurare la climatizzazione degli ambienti di vita e di lavoro e presentano la caratteristica comune di essere disposti per lo più all 'esterno degli edifici, con soluzioni impiantistiche ed edili piuttosto complesse ed antiestetiche che inevitabilmente comportano difficoltà ed interferenze professionali e operative fra progettisti, costruttori e manutentori delle diverse specializzazioni.
Una soluzione a tali problemi è mostrata ad esempio nel brevetto italiano n° 01267723, in cui è mostrato un impianto di riscaldamento ad energia solare disposto nel vano di parete chiuso da un serramento vetrato, quale una finestra od una vetrata.
Tale impianto di riscaldamento ad energia solare comprende un involucro di contenimento chiuso da collettori solari piani realizzati da lastre captatrici idonee alla raccolta dell’energia solare con ricavati all’interno dei canali per
circolazione ed asporto del calore captato e trasferimento del calore stesso ad un
liquido termovettore; ovviamente tali collettori solari piani sono rivolti verso il
serramento vetrato.
In particolare l’involucro di contenimento con i collettori solari è
disposto nel vano di una parete su cui è definito un serramento vetrato (finestra o
vetrata).
Ai collettori solari sono connessi differenti utilizzi, quali moduli radianti
(termosifoni, ventilconvettori ecc.) rivolti verso l’ambiente interno dell’edificio,
serbatoi di acqua calda sanitaria, convertitori fotovoltaici ecc.
Ciascun utilizzo può essere convenientemente alloggiato aH’intemo dello
spessore della parete chiusa dal serramento vetrato e nel quale è alloggiato lo
stesso collettore solare.
Tale soluzione permette di ottenere un impianto solare che ha, oltre ai
vantaggi relativi alla disposizione in verticale dei collettori solari piani a certe
latitudini e nel periodo invernale già evidenziate nel citato brevetto, anche un
impatto visivo limitato, in quanto disposto internamente all’edificio stesso, con gli
evidenti vantaggi legati alla sua installazione e alla sua manutenzione.
Tale impianto può essere associato ad edifici già realizzati ed in generale
può essere associato o disassociato ad un serramento vetrato a seconda delle
SS
esigenze contingenti.
L’impianto descritto in tale brevetto risolve le problematiche evidenziate
nei tipi noti ma risulta confinato, negli esempi applicativi, all’ambito del
riscaldamento ambientale e quindi adatto ai periodi freddi, in cui c’è la necessità
di riscaldare le abitazioni.
Compito principale del presente trovato è quello di realizzare un modulo
di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria utilizzabile anche nei periodi caldi per raffrescare l’ambiente.
Nell'ambito del compito principale sopra esposto, un importante scopo del presente trovato è quello di realizzare un modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria che concorra a rinforzare la struttura dell’edificio nelle parti in cui è applicato.
Non ultimo scopo del presente trovato è quello di mettere a punto un modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, producibile con componenti e tecnologie note.
Questi ed altri scopi ancora, che più chiaramente appariranno in seguito, vengono raggiunti da un modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, caratterizzato dal fatto di comprendere
- un’intelaiatura realizzante lo scheletro di una parete,
- almeno un serramento vetrato, associato a detta intelaiatura, realizzante la facciata esterna del modulo di parete,
- almeno un collettore solare interno allo spazio delimitato dalla detta intelaiatura e rivolto verso detto almeno un serramento vetrato,
- un impianto frigorifero ad assorbimento, il cui generatore assorbe calore dal liquido termovettore circolante in un primo circuito includente detto almeno un collettore solare,
- mezzi di circolazione forzata dell’aria nell’ambiente, associati a detta
intelaiatura, direzionati verso l’interno dell’edificio e dotati di due indipendenti serpentine di scambio del calore con l’aria, rispettivamente una prima serpentina inclusa in un secondo circuito, in cui circola fluido refrigerante, associato all’evaporatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento, ed una seconda serpentina inclusa in un terzo circuito in cui circola acqua sanitaria da riscaldare, detta acqua sanitaria assorbendo calore dall’assorbitore e dal condensatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento, detto terzo circuito comprendendo almeno due serbatoi per il riscaldamento dell’acqua sanitaria, un primo serbatoio, connesso in ingresso con rimpianto idrico di acqua fredda ed un secondo serbatoio, disposto superiormente a detto primo serbatoio, connesso in uscita con le utenze, detto primo serbatoio essendo connesso a detto secondo serbatoio tramite un condotto di andata ed un condotto di ritorno atti a consentire una stratificazione naturale di acqua calda dal primo serbatoio verso il secondo serbatoio dovuta alla differente densità dell’acqua calda.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione di una sua forma di esecuzione preferita ma non esclusiva, illustrata a titolo indicativo e non limitativo nelle unite tavole di disegni, in cui:
- la figura 1 rappresenta una vista in sezione di un modulo di parete secondo il trovato;
- la figura 2 rappresenta una vista schematica di impianto di riscaldamento ad energia solare integrato nel modulo di parete secondo il trovato.
Negli esempi di realizzazione che seguono, singole caratteristiche, riportate in relazione a specifici esempi, potranno in realtà essere intercambiate con altre diverse caratteristiche, esistenti in altri esempi di realizzazione.
Inoltre, è da notare che tutto quello che nel corso della procedura di
otenimento del breveto si rivelasse essere già noto, si intende non essere rivendicato ed oggeto di stralcio dalle rivendicazioni.
Con riferimento alle figure precedentemente citate, un modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo il trovato, viene indicato complessivamente con il numero 10.
Tale modulo 10 comprende un’intelaiatura 11 realizzante lo scheletro di una parete esterna di edificio.
Tale intelaiatura 11 è costituita da longheroni Ila, traversi llb e da montanti non indicati nelle figure, e conferisce all’edificio carateristiche di resistenza strutturale.
A tale intelaiatura 11 sono associati, sulla parte esterna dell’ intelaiatura stessa, una pluralità di colletori solari 12 realizzanti la facciata esterna del modulo di parete 10.
Nelle figure sono schematizzati due colletori solari piani 12 (il numero di due è da considerarsi puramente esemplificativo e non limitativo, potendosi al limite utilizzare anche un unico collettore solare) comprendenti ciascuno un serramento vetrato 13 (costituito da un vetro esterno 14a, semplice o a vetrocamera o di altra tipologia, montato su di una cornice 14b a simulare un serramento di tipo tradizionale) ed una lastra captatrice 15, metallica, disposta dalla parte interna del serramento vetrato 13. SS Le lastre captatrici 15 possono essere metalliche o di altro materiale idoneo alla raccolta dell’energia solare, con ricavati all’interno canali (non mostrati nelle figure) per circolazione ed asporto del calore captato e trasferimento del calore stesso ad un liquido termovetore, come ad esempio acqua
<}>[ ^' 1 CACCHIN 6 O<p>a3⁄4o Ksifcni!e dei Consulenti hi Proprietà Industriale —
o una miscela di acqua con antigelo o altro adatto liquido termovettore.
A ridosso delle lastre captatrici 15, dalla parte interna dell’edificio, è presente uno strato di materiale isolante 16.
In alternativa a lastre captatrici 15 di tipo piano è possibile utilizzare collettori solari tubolari sottovuoto, anch’essi di tipologia in sé nota, equipaggiati con captatori a lamina metallica piana connessa a coppie di tubazioni al cui interno circola il liquido termovettore, od ancora equipaggiati con captatori a lamina metallica piana connessi con tubi di calore (heat pipe) od ancora equipaggiati con captatori a lamina metallica cilindrica o di altra forma assimilati a riflettori o concentratori parabolici o di altra forma e connessi a tubi di calore o con coppie di tubazioni al cui interno circola il liquido termovettore e in sintesi a captatori costruiti secondo tipologie in sé note.
Vantaggiosamente, il modulo comprende un impianto frigorifero ad assorbimento, di tipo in sé noto, indicato complessivamente con 17, il cui generatore assorbe calore dal liquido termovettore circolante in un primo circuito idraulico 18 che include i collettori solari 12; tale primo circuito 18 prevede tubazioni di andata 19a del liquido termovettore dai collettori solari 12 verso un primo scambiatore di calore 20 che funge da generatore dell’impianto frigorifero ad assorbimento, e tubazioni di ritorno 19b dallo scambiatore di calore 20 verso i collettori solari 12.
Come è noto, nei cicli frigoriferi ad assorbimento, operano due fluidi miscelatoli tra loro: un fluido frigorigeno a più alta tensione di vapore (il soluto)
ed un solvente a tensione di vapore più bassa; insieme tali fluidi devono dare nelle condizioni operative della macchina una miscela omogenea in fase liquida (tipiche miscele sono ad esempio base di ammoniaca ed acqua).
Uv r!:7 Ordir·'! ' GAGGI UN il<ij>l Consulenti nelò Industriale L’impianto frigorifero ad assorbimento prevede un generatore in cui viene riscaldata la suddetta miscela; il riscaldamento libera Γ ammoniaca dalla miscela che viene inviata ad un condensatore dove cede all’esterno del calore; l’ammoniaca condensata viene laminata ed inviata in un evaporatore, dove vaporizza, assorbendo calore e conseguentemente realizzando la potenza frigorifera; il vapore di ammoniaca passa quindi in un assorbitore dove giunge anche la soluzione acquosa povera di ammoniaca; nell’assorbitore l’ammoniaca si dissolve nella soluzione povera con processo esotermico.
Il flusso nel primo circuito 18 è attuato da una prima pompa 21 che viene azionata quando una prima sonda (non mostrata nelle figure), disposta in corrispondenza dei collettori solari 12, rileva il raggiungimento di una temperatura di soglia del liquido termovettore (ad esempio 40°C).
Una alternativa alla circolazione del liquido termovettore è data dal fatto di progettare il baricentro termico del primo scambiatore di calore 20, generatore dell’impianto frigorifero ad assorbimento, ad un livello superiore rispetto al baricentro termico dei collettori solari 12, in modo da permettere una naturale circolazione del liquido termovettore senza necessità di mezzi di pompaggio ausiliari.
Il primo circuito 18 presenta un ramo di bypass 23 del primo scambiatore di calore 18 che svolge il compito di ricircolare il liquido termovettore nei collettori solari 12 fino a quando non viene raggiunto il livello termico voluto.
All’ingresso di tale ramo di bypass 23 è presente una valvola deviatrice 24, del tipo con fruizione termostatica.
Il modulo 10 comprende mezzi di circolazione forzata 25 dell’aria nell’ambiente, associati all’intelaiatura 11 e direzionati verso l’interno
dell’edificio, come ad esempio un ventilconvettore 26 dotato di due indipendenti serpentine di scambio del calore con l’aria, rispettivamente una prima serpentina 27 inclusa in un secondo circuito idraulico 28, in cui circola fluido refrigerante, associato all’evaporatore del impianto frigorifero ad assorbimento 17, ed una seconda serpentina 29 inclusa in un terzo circuito idraulico 30 in cui circola acqua sanitaria da riscaldare e acqua utile per riscaldare l’ambiente, come meglio descritto in seguito.
Il secondo circuito 28 prevede quindi un secondo scambiatore di calore 31 con l’evaporatore dell’impianto frigorifero 17, che permette la cessione di calore dal fluido circolante nello stesso secondo circuito 28 al soluto nel ciclo frigorifero.
Tale cessione di calore provoca il raffreddamento del fluido circolante che passa per la prima serpentina 27 e conseguente raffreddamento e deumidificazione dell’aria forzata dal ventilconvettore 26.
Per la circolazione del fluido refrigerante nel secondo circuito idraulico 28 viene utilizzata, in questa forma realizzativa, una pompa 32, ma, alternativamente, il fluido frigorigeno può ad esempio venir convogliato direttamente alla serpentina del ventilconvettore 26 che funge così da evaporatore per rimpianto frigorifero ad assorbimento; ciò può avvenire per semplice evaporazione e successiva condensazione del refrigerante secondo tecniche in sé
note.
Il terzo circuito idraulico 30 è composto da tre serbatoi, un primo serbatoio 33, inferiore, connesso in ingresso con l’impianto idrico di acqua fredda 34, un secondo serbatoio 35, disposto superiormente al primo serbatoio 33, connesso in uscita con le utenze, indicate genericamente con 36, ed un terzo
<iJr>- *<:>·3· ALBERTO BACCHIN OwiTrn felurrelo ri;-i Consulenti ta Freprielà Industriale serbatoio 37, intermedio, disposto tra il primo serbatoio 33 ed il secondo serbatoio ;35. ;Dal primo serbatoio 33 si sviluppa un primo tratto di tubazione 38 in cui ;scorre acqua da riscaldare e che attraversa in serie due terzi scambiatori di calore ;39 rispettivamente con l’assorbitore ed il condensatore dell’impianto frigorifero ;ad assorbimento 17, assorbendo calore; tale primo tratto di tubazione 38 termina ;sulla suddetta seconda serpentina 29 del ventilconvettore 26. ;Dalla seconda serpentina 29 del ventilconvettore 26 si sviluppa un secondo ;tratto di tubazione 40 che si collega al secondo serbatoio 35, portandovi acqua ;calda. ;La seconda serpentina 29 è preposta al postriscaldamento dopo ;deumidificazione, per ridare all’ambiente, se necessario, la temperatura voluta, ;secondo tecnica in sé nota. ;In questa configurazione però, non facendo funzionare con diverso ;pilatoggio il secondo circuito idraulico 28 preposto alla refrigerazione e ;deumidificazione, il ventilconvettore 26 permette di riscaldare l’ambiente ;forzando aria attraverso la seconda serpentina 29, calda. ;Il pratica il ventilconvettore 26 forza sia aria fredda che aria calda, ;permettendo così di ottenere il completo ciclo annuale di condizionamento ;ambientale utilizzando la sola fonte solare per fornire energia termica sia positiva, ;sia negativa. ;Il primo serbatoio 33 è connesso al terzo serbatoio 37 tramite un primo ;
condotto verticale di andata 41 ed un primo condotto verticale di ritorno 42 e, ;analogamente, il terzo serbatoio 37 è connesso al secondo serbatoio 35 tramite un ;secondo condotto verticale di andata 43 ed un secondo condotto verticale di ;;10 ι3⁄4ι? ν';,.. '.ΐ αί^ Jtii Consulenti fci ftcprietà Industriali ritorno 44. ;Tali condotti verticali di andate e ritorno 41, 42, 43 e 44 permettono una stratificazione naturale di acqua calda dal primo serbatoio 33 verso il secondo serbatoio 35, passando per il terzo serbatoio 37, dovuta alla differente densità dell’acqua calda rispetto a quella fredda che proviene dall’impianto idrico di acqua fredda 34, quale la rete idrica pubblica (i condotti verticali di andata permettono il salire dell’acqua calda, mentre i condotti di ritorno permettono lo scendere dell’acqua più fredda). ;In questa forma realizzativa è stata mostrata una configurazione con tre serbatoi, che esalta l’effetto della stratificazione dell’acqua; in altre forme varianti è possibile utilizzare anche due soli serbatoi od anche più di tre, a seconda delle esigenze. ;Nel terzo circuito idraulico è presente un tratto di bypass 45 che collega il secondo tratto di tubazione 40 con il primo tratto di tubazione 38 a monte e a valle della seconda serpentina 29. ;Tale tratto di bypass 45 è gestito da una valvola automatica di chiusura o parzializzazione 46 che permette di correggere l’apporto di acqua calda in entrata alla seconda serpentina 29 e quindi di regolare la temperatura dell’aria forzata attraverso la stessa seconda serpentina 29 per renderla gradevole dopo la deumidificazione ottenuta con il passaggio attraverso la prima serpentina 27, attuando così il postriscaldamento estivo, tipica funzione del ciclo completo di condizionamento dell’aria. ;Raggiunta la temperatura voluta in ambiente la valvola automatica di chiusura o parzializzazione 46 viene regolata per permettere il passaggio dell’acqua verso il secondo serbatoio 35, quello contenete l’acqua più calda. ;; ;
L’acqua nel terzo circuito idraulico 30 è fatta circolare da una pompa 47a disposta in ingresso al secondo serbatoio 35. ;Ad uno dei serbatoi 33, 35 o 37 (nell’esempio il terzo serbatoio 35), è associato un sensore termico 47 preposto al controllo della temperatura prefissata dell’acqua calda sanitaria (ad esempio 40 °C). ;Tale sensore termico 47 è associato ad una valvola deviatrice 48 atta a deviare l’acqua verso un dissipatore di calore 49, ad esempio una normale serpentina associata ad una ventola, tipo dissipatore nei sistemi di condizionamento a “split”. ;Quando il sensore termico 47 rileva il superamento della soglia prefissata, la valvola deviatrice 48 si porterà nella posizione di massimo raffreddamento che corrisponde a far passare all’entrata in circolazione della serpentina del dissipatore di calore 49, la cui ventola resterà momentaneamente in quiete. ;L’ulteriore elevarsi della temperatura rilevata dal sensore termico 47 comporta Γ avviamento della ventola a servizio del dissipatore di calore 49, funzionamento che si protrarrà fino a quando la temperatura rilevata dal sensore termico 47 non scende al di sotto della soglia predeterminata. ;Il dissipatore di calore 49 può essere convenientemente installato esternamente allo spazio definito internamente all’ intelaiatura 11, e rivolto verso l’ambiente esterno (può essere integrato sia nello spessore della parete dell’edifico che appeso esternamente a tale parete, a seconda delle esigenze). ;Tale modulo di parete, trova preferibilmente, ma non esclusivamente, posto su facciate di edifici esposte ad ovest, tenuto conto del miglior impatto dei raggi solari su tale versante durante i mesi estivi e tenuto conto che è ;;12 Or. ing. ALBERTO<['>Ai C! II! ;Ore!»·» Milane!· rial Cotuol orili ;Ss Proprietà Industriale propriamente nell’adiacenze di tale parete che il locale da servire si troverà soggetto ai massimi carichi termici caratteristici delle ore pomeridiane. ;Si è in pratica constatato come il trovato così descritto porti a compimento gli scopi ed i compiti ad esso preposti. ;Infatti, si è realizzato un modulo che realizza una vera e propria parete di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, in quanto è costituito da una intelaiatura a cui sono fissati i componenti dell’impianto di riscaldamento, che possiede caratteristiche di resistenza strutturale. ;A tale intelaiatura sono ancorati i serramenti vetrati che simulano un vero e proprio serramento di edificio, i collettori solari, ed i componenti interni, tra i quali rimpianto frigorifero ad assorbimento che associato al ventilconvettore permette di raffrescare l’ambiente. ;AH’intemo dell’intelaiatura, che presenta uno spessore sostanzialmente pari a quello delle pareti che delimitano il vano su cui è disposta, possono trovare alloggiamento materiali coibenti ed isolanti acustici, nonché contenere elementi dell’impianto di riscaldamento solare quali i serbatoi di riscaldamento dell’acqua sanitaria o altri componenti (risulta evidente che questi possono essere alloggiati anche esternamente all’intelaiatura) . ;Il modulo di parete con integrato l’impianto di riscaldamento solare è ;
manutenibile e integralmente sostituibile daH’intemo dell’edificio senza necessità di operare all’esterno dell’edificio, con gli evidenti vantaggi che ne derivano. ;Il particolare sistema di riscaldamento ed accumulo dell’acqua calda sanitaria presenta un sistema di stratificazione termica dell’acqua estremamente conveniente in termini energetici e consente l’afflusso ai servizi di acqua alla ;;Or log. ALBERTO BACCKIN 13 Oré Ttnì<i>B Nazloiffìla cioi Corsoi enti to Proprietà industriale — — temperatura ottimale per Γ utilizzo. ;Con il presente trovato, la produzione dell’acqua calda sanitaria si ;realizza d’estate in modo estremamente semplice ed economico. ;Infatti l’energia solare è particolarmente copiosa nei mesi estivi e ;pertanto il ciclo frigorifero si attiva specialmente nei periodi nei quali gli edifici ;subiscono un forte surriscaldamento (ed in tali periodi c’è forte necessità di ;rinfrescare gli ambienti). ;L’impianto si comporta come un diodo termico che massimizza l’energia ;utile all’azionamento del frigorifero, esattamente in concomitanza con la massima ;richiesta di raffrescamento degli ambienti. ;Il frigorifero ad assorbimento realizza un ciclo statico basato sul diverso ;comportamento di miscele liquide e sulla parziale evaporazione delle stesse, per ;l’azionato di una semplice pompa, a differenza dei modelli a compressore ;caratterizzati dall’elevato impiego di energia pregiata ed inquinante (elettrica), ;mentre il ciclo ad assorbimento qui considerato viene attivato da energia termica ;“gratuita”. ;Inoltre, ai ridotti consumi di energia pregiata fa anche riscontro l’assenza ;di rumorosità percettibile, cosa che in impianti frigoriferi con compressori non ;avviene, essendo, come noto, rumorosi. ;Il trovato così concepito è suscettibile di numerose modifiche e varianti, ;tutte rientranti nell’ambito del concetto inventivo; inoltre, tutti i dettagli potranno ;
essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti. ;In pratica, i materiali impiegati, purché compatibili con l’uso specifico, ;nonché le dimensioni, potranno essere qualsiasi secondo le esigenze e lo stato ;della tecnica. ;; ;
Ove le caratteristiche e tecniche menzionate in qualsiasi rivendicazione siano seguite da segni di riferimento, tali segni di riferimento sono stati acclusi al solo scopo di aumentare l’intelligibilità delle rivendicazioni e di conseguenza tali segni di riferimento non hanno alcun effetto limitante sull 'interpretazione di ciascun elemento identificato a titolo di esempio da tali segni di riferimento. ;; ;;;
O. tng. ALBERTO BACCf-ίίΝ 15 Ordin<i>K&zlonal· dai Consulenti ;<;l>’ *3⁄4Drieti Industriala —
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, caratterizzato dal fatto di comprendere - un’intelaiatura (11) realizzante lo scheletro di una parete, - almeno un serramento vetrato (13), associato a detta intelaiatura (11), realizzante la facciata esterna del modulo di parete (10), - almeno un collettore solare (12) interno allo spazio delimitato dalla detta intelaiatura (11) e rivolto verso detto almeno un serramento vetrato (13), - un impianto frigorifero ad assorbimento (17), il cui generatore assorbe calore dal liquido termo vettore circolante in un primo circuito idraulico (18) includente detto almeno un collettore solare (12), - un secondo circuito idraulico (28), di refrigerazione, associato all’evaporatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento (17) che comprende mezzi di circolazione forzata (25) dell’aria nell’ambiente direzionati verso l’interno dell’edificio, - un terzo circuito idraulico (30), di riscaldamento per l’ambiente e/o per l’acqua sanitaria, associato all’assorbitore e/o al condensatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento (17), detto terzo circuito idraulico (30) comprendendo almeno due serbatoi (33, 35) per il riscaldamento dell’acqua sanitaria, un primo serbatoio (33), connesso in ingresso con rimpianto idrico di acqua fredda (34) ed un secondo serbatoio (35), disposto superiormente a detto primo serbatoio (33), connesso in uscita con le utenze (36), detto primo serbatoio (33) essendo connesso a detto secondo serbatoio (35) tramite un condotto di andata (41, 43) ed un condotto di ritorno (42, 44) atti a consentire una stratificazione naturale di acquacalda dal primo serbatoio (33) verso il secondo serbatoio (35) dovuta alla differente densità dell’acqua calda.
- 2) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto primo circuito (18) prevede tubazioni di andata (19a) del liquido termo vettore dal detto almeno un collettore solare (12) verso un primo scambiatore di calore (20) generatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento (17), e tubazioni ritorno (19b) dallo stesso detto scambiatore di calore (20) verso il detto almeno un collettore solare (12), il detto primo circuito (18) presentando un ramo di bypass (23) del detto primo scambiatore di calore (18) che svolge il compito di ricircolare il liquido termovettore nel detto almeno un collettore solare (12) fino a quando non viene raggiunto il livello termico voluto, all’ingresso di detto ramo di bypass (23) essendo presente una valvola deviatrice (24).
- 3) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che detto primo circuito (18) presenta una prima pompa (21) operativamente connessa ad una prima sonda di rilevamento del raggiungimento di una temperatura di soglia del liquido (jn termovettore.
- 4) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione 2, caratterizzato dal fatto che il baricentro termico del detto primo scambiatore di calore (20) è ad un livello superiore rispetto al baricentro termico del detto almeno un collettore solare (12), in modo da permettere unanaturale circolazione del liquido termo vettore.
- 5) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detti mezzi di circolazione forzata (25) dell’aria nell’ambiente comprendono un ventilconvettore (26) dotato di due indipendenti serpentine di scambio del calore con l’aria, rispettivamente una prima serpentina (27) inclusa in detto secondo circuito idraulico (28), in cui circola fluido refrigerante, associato all’evaporatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento (17), ed una seconda serpentina (29) inclusa in detto terzo circuito idraulico (30) in cui circola acqua sanitaria da riscaldare e/o acqua utile per riscaldare l’ambiente.
- 6) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che dal detto primo serbatoio (33) si sviluppa un primo tratto di tubazione (38) in cui scorre acqua da riscaldare e che attraversa in serie due terzi scambiatori di calore (39) rispettivamente con l’assorbitore ed il condensatore del detto impianto frigorifero ad assorbimento (17), assorbendo calore, detto primo tratto di tubazione (38) terminando sulla detta seconda serpentina (29) del detto ventilconvettore (26), dalla detta seconda serpentina (29) del detto ventilconvettore (26) sviluppandosi un secondo tratto di tubazione (40) che si collega al detto secondo serbatoio (35), portandovi acqua calda, nel detto terzo circuito idraulico (30) essendo presente un tratto di bypass (45) che collega il detto secondo tratto di tubazione (40) con il primo tratto di tubazione (38) a monte e a valle della detta seconda serpentina (29), detto tratto di bypass (45) essendo gestito da una valvola automatica di chiusura oparzializzazione (46) ata a correggere l’apporto di acqua calda in entrata alla deta seconda serpentina (29).
- 7) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che il detto terzo circuito idraulico (30) presenta una pompa (47a) disposta in ingresso ad uno dei deti serbatoi (33, 35, 37), ad uno dei deti serbatoi (33, 35, 36) essendo associato un sensore termico (47) preposto al controllo della temperatura prefissata dell’acqua calda sanitaria deto sensore termico (47) essendo associato ad una valvola deviatrice (48) ata a deviare l’acqua verso un dissipatore di calore (49).
- 8) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che deto dissipatore di calore (49) è del tipo comprendente una serpentina associata ad una ventola, quando il deto sensore termico (47) rileva il superamento della soglia prefissata, la deta valvola deviatrice essendo ata a far passare, con deta ventola ferma, in deta serpentina del deto dissipatore di calore (49) l’acqua sanitaria, l’ulteriore elevarsi della temperatura rilevata dal deto sensore termico (47) comportando 1’awiamento della ventola a servizio del detto dissipatore di calore (49).
- 9) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo la rivendicazione precedente, caratterizzato dal fatto che ciascun collettore solare (12) comprende un serramento vetrato (13), a sua volta costituito da un vetro esterno (14a) , montato su di una cornice (14b), ed una lastra captatrice (15), disposta dalla parte interna del deto serramento vetrato (13), a ridosso delle dete »!- !->g. ALBERTO BAGCK1N 19 Ordire Nazionale tifi Consulenti fcj Proprietà Industrialelastre captatoci (15), dalla parte interna dell’edificio, essendo presente uno strato di materiale isolante (16).
- 10) Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell’acqua sanitaria, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, che si caratterizza per quanto descritto ed illustrato nelle allegate tavole di disegni. Per incaricoELIO & EOLO S.R.L.
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| ITPD20060109 ITPD20060109A1 (it) | 2006-03-28 | 2006-03-28 | Modulo di parete esterna di edificio con integrato un impianto di climatizzazione ambientale e di riscaldamento dell'acqua sanitaria |
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2006
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