ITPD20090332A1 - Protezione para-schiena perfezionata - Google Patents

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ITPD20090332A1
ITPD20090332A1 IT000332A ITPD20090332A ITPD20090332A1 IT PD20090332 A1 ITPD20090332 A1 IT PD20090332A1 IT 000332 A IT000332 A IT 000332A IT PD20090332 A ITPD20090332 A IT PD20090332A IT PD20090332 A1 ITPD20090332 A1 IT PD20090332A1
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Bortoli Giuseppe De
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K22 Studio S R L Societa Uniperson Ale
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Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione riguarda una protezione para-schiena particolarmente studiata per uso motociclistico.
In tale ambito sono state sviluppate diverse protezioni e scudi destinati a salvaguardare i motociclisti da possibili danni alla colonna vertebrale nella eventualità di urti e/o cadute.
Un tipico esempio di questi dispositivi à ̈ descritto in EP 1 001 688.
Il principale inconveniente che ostacola la diffusione di queste protezioni à ̈ costituito dal loro ingombro quando non sono indossate. Per la evidente necessità di proteggere tutta la schiena esse presentano infatti un ingombro longitudinale notevole che inibisce la possibilità di riporle in modo comodo e compatto, quando non in uso, ad esempio nel bauletto o nelle borse laterali della moto.
Per ovviare a questo inconveniente sono state sinora proposte due possibili soluzioni entrambe basate sul fatto di realizzare la protezione in due porzioni contigue articolate l’una sull’altra.
La prima soluzione, proposta e commercializzata dalla ditta italiana SoulRace (wwwe.soul-race.com) prevede che, identificato un piano di giacenza della protezione ed una direttrice longitudinale, estesa parallelamente alla colonna vertebrale da proteggere, le due porzioni di protezione siano incernierate tra loro attorno ad un asse trasversale alla direttrice longitudinale e giacente nello stesso piano della protezione. così da poter ripiegare le due porzioni l’una sull’altra con le rispettive parti di imbottitura affacciate.
La seconda soluzione, descritta nel documento intitolato “Handy Backprotectore†pubblicato dal sito web www.leaninglab.org il 12 luglio 2008, ideata dal Sig. Franco Failli e premiata alla manifestazione K-idea (www.kilometrorosso.com) del 2008, si basa su di un analogo concetto in cui le due porzioni della protezione paraschiena sono incernierate l’una sull’altra attorno ad un asse perpendicolare sia al piano di giacenza che alla direttrice longitudinale e possono anche in questo caso essere ruotate l’una rispetto all’altra da una posizione in cui si sovrappongono ad una posizione in cui sono estese l’una in prolungamento dell’altra.
In entrambi i casi le soluzioni proposte presentano alcuni inconvenienti il cui superamento costituisce il problema tecnico alla base della presente invenzione.
Un primo inconveniente risiede nel fatto che l’incernieramento mediano tra le due porzioni contigue di protezione costituisce una grave discontinuità della protezione che ha pertanto un comportamento difforme nella zona di incernieramento rispetto alle restanti zone della medesima. E’ pertanto possibile che urti localizzati vengano trasmessi in modo non voluto alla colonna vertebrale del motociclista, nonostante la protezione sia correttamente indossata.
Inoltre la necessità di una rotazione completa tra le porzioni di protezione in corrispondenza della zona di incernieramento comporta indesiderati ingombri locali che possono alterare la distribuzione del materiale di imbottitura. Infine il vincolo di incernieramento tra le porzioni di imbottitura potrebbe non risolvere in modo efficace il problema dello stivaggio dell’imbottitura nel bauletto o nelle borse laterali della moto poiché le due parti debbono comunque essere stivate assieme.
L’invenzione si propone dunque il problema di realizzare una protezione paraschiena strutturalmente e funzionalmente concepita così da consentire il superamento di tutti gli inconvenienti lamentati con riferimento alla tecnica nota citata.
Tale problema à ̈ risolto dall’invenzione mediante una protezione paraschiena realizzata in accordo con le rivendicazioni che seguono.
Le caratteristiche ed i vantaggi del trovato meglio risulteranno dalla descrizione dettagliata di una sua forma di realizzazione preferita ma non esclusiva illustrata a titolo indicativo e non limitativo, con riferimento agli uniti disegni in cui:
- la fig. 1 Ã ̈ una vista schematica in pianta di una protezione paraschiena realizzata in accordo con il presente trovato, in posizione operativa;
- la fig. 2 Ã ̈ una vista in pianta della protezione di fig. 1 in posizione non operativa;
- le figg. 3 e 4 sono viste prospettiche da lati contrapposti di due elementi componenti della protezione delle figure precedenti in condizione accoppiata;
- le figg. 5 e 6 sono viste da uno stesso lato degli stessi elementi componenti delle figure 3 e 4 separati.
Nelle figure, con 1 Ã ̈ complessivamente indicata una protezione paraschiena realizzata in accordo con la presente invenzione.
La protezione 1 comprende una corazza 2 in materiale semi-rigido e resistente all’abrasione, ad esempio una resina sintetica caricata, ed una eventuale imbottitura applicata sul lato interno della corazza (non visibile in figura). La protezione viene indossata dal motociclista e trattenuta mediante una coppia di spallacci 3 ed una cintura ventrale 4.
La protezione à ̈ formata da due parti, rispettivamente indicate con 5 e 6, dotate rispettivamente di un primo ed un secondo scudo 7,8 che complessivamente formano la corazza 2.
I due scudi 7,8 sono collegati tra loro in modo da consentire una posizione operativa della protezione 1 (Fig. 1) in cui i due scudi sono disposti contigui in una condizione di massima estensione complessiva della corazza ed una posizione di stivaggio (Fig. 2) in cui i due scudi (e conseguentemente le due rispettive porzioni di protezione) sono separati per poter riporre la protezione in una condizione di minimo ingombro.
Ciò à ̈ consentito dal fatto che i due scudi 7,8 sono interconnessi in modo separabile l’uno all’altro. Essi comprendono ciascuno almeno una scaglia, ma preferibilmente una pluralità di scaglie 7a-c ed 8a-c in cui le scaglie affacciate 7a,8a sono quelle destinate all’interconnessione reciproca tra i due scudi. Concettualmente le restanti scaglie di ciascuno scudo sono collegate le une alle altre in modo limitatamente oscillabile nel piano del rispettivo scudo, secondo quanto descritto nel brevetto IT1350629 della stessa richiedente.
Il collegamento rimovibile tra le scaglie 7a ed 8a à ̈ ottenuto tramite una connessione di articolazione relativa 9 che ne consente l’oscillazione relativa in un piano essenzialmente contenente i due scudi in posizione operativa. Tale connessione di articolazione 9 comprende un gancio 10 molleggiato, incernierato attorno ad un asse 11 tra due spalle 12 della scaglia 7a ed avente contrapposte estremità rispettivamente piegata a formare una appendice di manovra 13 e provvista di un arpione 14. Quest’ultimo, come si vedrà, à ̈ destinato a costituire perno di articolazione tra il primo ed il secondo scudo.
L’arpione 14 ha una conformazione essenzialmente cilindrica ed à ̈ impegnabile in una prima asola 16 della scaglia 8a.
Tra lo scudo 8 à ̈ la prima asola 16 à ̈ formata una superficie 16a a rampa inclinata che serve ad accoppiare automaticamente la connessione 9 quando i due scudi 7,8 vengono forzati in accostamento l’uno verso l’altro come illustrato in figura 1. Un nasello 30 à ̈ esteso a sbalzo dalla scaglia 7a per impegnare un recesso 31 nella scaglia 8a al fine di dare supporto reciproco alle scaglie 7a, 8a.
L’appendice di manovra 13 à ̈ sporgente attraverso una finestratura 15 della scaglia 7a ed à ̈ piegata dalla stessa parte dell’arpione 14 di modo tale che l’arpione à ̈ mantenuto in impegno nella prima asola per una pressione esercitata sull’appendice di manovra verso il corrispondente scudo. L’arpione 14 à ̈ disimpegnato dalla prima asola soltanto per una azione di trazione dell’appendice di manovra in allontanamento dal corrispondente scudo.
Ciò rende il sistema di accoppiamento tra i due scudi intrinsecamente sicuro impedendo il disaccoppiamento tra i medesimi in caso di pressione accidentale sull’appendice di manovra, conseguente ad esempio ad una caduta del motociclista.
Come si à ̈ detto, le due scaglie 7a, 8a ed i conseguenti scudi 7,8 sono collegati tra loro in modo limitatamente oscillabile attorno al fulcro costituito dall’arpione 14. Sulla faccia a vista, o dorso, degli scudi sono previste corrispondenti superfici di attestatura e contro-attestatura 18,19 per permettere tale limitata oscillazione, sulla faccia contrapposta sono invece ricavate, sulla scaglia 8a, due seconde asole 20 disposte simmetricamente ai lati giustapposti della prima asola. Tali seconde asole sono aperte in corrispondenza di una rispettiva ansa 21 affacciata all’altro scudo definendo un rispettivo passaggio per ricevere una corrispondente appendice 22. Le appendici 22 sono disposte sulla scaglia 7a recante il gancio 10 in posizioni corrispondenti alle seconde asole e suscettibili di impegnarsi in esse attraverso le rispettive aperture delle seconde asole quando primo e secondo scudo sono collegati in posizione operativa.
Ciascuna scaglia reca inoltre ulteriori appendici 23 preposte all’accoppiamento con asole o fori non illustrati di una scaglia adiacente a formare il corrispondente scudo, nonché nervature ed altri mezzi di irrigidimento complessivamente indicati con 24.
A partire dalla posizione non operativa di figura 2, per agganciare i due scudi tra loro a formare la corazza unitaria della protezione 1 à ̈ sufficiente imboccare il gancio 10 sulla superficie a rampa 16a dell’asola 16. Proseguendo l’accostamento tra i due scudi si otterrà l’accoppiamento a scatto dell’arpione 14 nella prima asola 16 nonché l’impegno delle appendici 22 nelle seconde asole 20, a ridosso della rispettiva ansa 21 e del nasello 30 nel recesso 31, con conseguente trattenimento dei due scudi in posizione operativa accoppiata.
Per riporre la protezione, à ̈ sufficiente esercitare una trazione sull’appendice di manovra del gancio 10 così da disimpegnare l’arpione 14 dalla prima asola 16. Oscillando gli scudi uno rispetto all’altro si ottiene il disimpegno delle appendici 22 dalle rispettive seconde asole 21 ottenendo di poter separare i due scudi.
Il trovato risolve così il problema proposto consentendo di disporre di una protezione efficace e priva di discontinuità strutturali che à ̈ al tempo stesso facilmente separabile in due (o più) parti le quali possono essere facilmente stivabili anche separatamente, secondo la disponibilità di stivaggio.

Claims (10)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Protezione para-schiena comprendente una corazza con almeno un primo ed un secondo scudo tra loro collegati in modo da consentire una posizione operativa della protezione in cui i due scudi sono disposti contigui in una condizione di massima estensione complessiva della corazza ed una posizione di stivaggio, caratterizzata dal fatto che detti scudi sono interconnessi in modo separabile l’uno all’altro.
  2. 2. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 1 in cui detti scudi sono interconnessi tramite una connessione di articolazione relativa che ne consente l’oscillazione relativa in un piano essenzialmente contenente i due scudi in posizione operativa.
  3. 3. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 1 o 2 in cui detta connessione di articolazione comprende un gancio molleggiato il cui arpione costituisce perno di articolazione tra il primo ed il secondo scudo.
  4. 4. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 3 in cui detto gancio à ̈ montato su uno di detti scudi e detto arpione à ̈ rimovibilmente impegnato in una prima asola sull’altro di detti scudi.
  5. 5. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 4 in cui detto gancio comprende una appendice di manovra sporgente attraverso il corrispondente scudo, detto gancio e detto arpione essendo conformati così che detto arpione à ̈ mantenuto in impegno nella prima asola per una pressione esercitata sull’appendice di manovra verso il corrispondente scudo.
  6. 6. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 5 in cui detto arpione à ̈ disimpegnato da detta prima asola soltanto per una azione di trazione dell’appendice di manovra in allontanamento dal corrispondente scudo.
  7. 7. Protezione para-schiena secondo una o più delle rivendicazioni precedenti in cui almeno uno di detti scudi comprende una pluralità di scaglie adiacenti interconnesse l’una all’altra in modo limitatamente oscillabile.
  8. 8. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 7 in cui detto gancio e detta prima asola sono disposti su rispettive scaglie giustapposte dei rispettivi scudi le quali sono ulteriormente interconnesse l’una all’altra in modo rimovibile e limitatamente oscillabile.
  9. 9. Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 8 in cui la scaglia recante detta prima asola comprende due ulteriori seconde asole disposte simmetricamente rispetto a detta prima asola, da parti contrapposte di essa, aperte in corrispondenza di una rispettiva ansa affacciata all’altro scudo, la scaglia recante detto gancio comprende due rispettive appendici corrispondenti a dette seconde asole e suscettibili di impegnarsi in esse attraverso le rispettive aperture delle seconde asole quando detto primo e secondo scudo sono collegati in posizione operativa.
  10. 10.Protezione para-schiena secondo la rivendicazione 8 o 9 in cui detta connessione comprende un nasello ed un rispettivo recesso per l’accoglimento del medesimo su dette rispettive scaglie giustapposte del primo e del secondo scudo.
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Citations (3)

* Cited by examiner, † Cited by third party
Publication number Priority date Publication date Assignee Title
EP1001688B1 (en) * 1997-07-24 2001-11-28 Dainese S.p.A. Back protector, in particular for motorcyclists
WO2003013668A1 (en) * 2001-08-10 2003-02-20 Alpinestars Research Srl Freely jointed arrangement for protecting the back against bumps
WO2006041352A1 (en) * 2004-09-06 2006-04-20 Poc Sweden Ab Adjustable back protection shield system

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