ITPD20130107A1 - Struttura ombreggiante manuale - Google Patents
Struttura ombreggiante manualeInfo
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Description
STRUTTURA OMBREGGIANTE MANUALE
La presente invenzione concerne una struttura ombreggiante manuale, del tipo cosiddetto “a vela†nel settore di pertinenza, azionabile in svolgimento ed avvolgimento attorno ad un tamburo o albero centrale di rotazione per ottenere la copertura temporanea di aree esterne definite in giardini, piazze, spiagge, piscine, terrazze di unità abitative o generici edifici, zone adiacenti un locale pubblico quale un bar, un ristorante, una pizzeria, un albergo e/o un qualsiasi spazio architettonico in cui à ̈ necessaria una copertura elegante, resistente e funzionale: ciò al fine di creare uno spazio di protezione all’aperto totalmente arieggiato comunque usufruibile e frequentabile in modo confortevole dalle persone in quanto offre riparo dagli agenti atmosferici critici quali soprattutto il sole, bilanciando il bisogno di freschezza con il desiderio di luce.
Come ormai ampiamente noto, per creare zone riparate di copertura in luoghi aperti quali piazze, giardini, parchi, piscine e così via, o per aumentare l'area riparata di copertura di esercizi commerciali pubblici quali alberghi, ristoranti, bar e similari, o di un qualsiasi edificio quale un’unità abitativa (ad esempio in corrispondenza della terrazza), si utilizzano particolari strutture ombreggianti avvolgibili, del tipo cosiddetto “a vela†in quanto sfruttano, mutuandole in maniera profonda, le tecnologie delle vele nautiche.
Tali strutture ombreggianti note, che possono raggiungere dimensioni di un certo rilievo (65 m<2>e più) quando in configurazioni di esercizio, si aprono/chiudono per coprire/scoprire un’area delimitata ad esse sottostante in modo rapido in ogni condizione atmosferica, presentano un notevole, raffinato ed elegante impatto estetico ed offrono grande versatilità di installazione, adattandosi a svariati ambienti applicativi.
Basilarmente, le strutture ombreggianti del tipo “a vela†reperibili sul mercato impiegano una o più superfici laminari installate ad una data altezza dal terreno (o suolo, come nel caso di un giardino, oppure una generica pavimentazione come nel caso di bar e ristoranti) e preposte specificatamente alla copertura almeno parziale dello spazio sottostante quando la struttura ombreggiante assume una delle configurazioni di esercizio, in modo tale che gli utenti o gli avventori possano occupare lo spazio sottostante stesso protetti dalle intemperie o da condizioni atmosferiche invasive (quali il sole cocente), pur rimanendo all’aria aperta. L’azionamento delle superfici laminari tanto in un verso, volto ad ottenere la posizione di copertura almeno parziale dello spazio sottostante – coincidente con una delle configurazioni di esercizio della struttura ombreggiante – quanto in senso opposto, volto ad ottenere la posizione di scopertura superiore dello spazio sottostante – coincidente con la configurazione di riposo della struttura ombreggiante – avviene nell’arte nota:
- in modo totalmente automatico – mediante il solo apporto di mezzi di motorizzazione –; - in modo semiautomatico – mediante mezzi di motorizzazione nella sola fase di apertura delle superfici laminari per disporle in una delle possibili posizioni di copertura e mediante opportuni mezzi elastici che, essendo operativamente connessi alle superfici laminari, le riportano nella posizione di scopertura per effetto del recupero dell’energia meccanica immagazzinata durante la fase di apertura –;
- in modo manuale – mediante il solo intervento dell’operatore o dell’utente che, agendo su adeguati mezzi di attuazione ad esso accessibili, movimenta le superfici laminari tra la posizione di scopertura ed una qualsiasi delle posizioni di copertura almeno parziale dello spazio sottostante –.
La presente invenzione si orienta in particolare alle strutture ombreggianti “a vela†di tipo manuale, in cui le superfici laminari vengono movimentate senza ricorrere a mezzi di motorizzazione.
Una tale tipologia di struttura ombreggiante attualmente disponibile sul mercato comprende almeno una superficie laminare, adatta ad essere distesa ad una determinata altezza dal terreno (nelle sue forme sopra definite) per la copertura di un’area sottostante, ed un albero di avvolgimento, che si sviluppa secondo un asse longitudinale ed al quale la superficie laminare à ̈ stabilmente vincolata.
In particolare, l’albero di avvolgimento viene associato tramite mezzi di fissaggio, quali ad esempio una coppia di montanti di supporto, ad una generica superficie di riferimento – appartenente all’intelaiatura di supporto della struttura ombreggiante stessa o ad un corpo portante distinto dalla struttura ombreggiante – affacciata all’area sottostante.
Una struttura ombreggiante manuale di tipo noto comprende, inoltre, mezzi di attuazione a disposizione dell’utente ed adatti ad essere manovrati da quest’ultimo per porre in rotazione l’albero di avvolgimento attorno all’asse longitudinale e provocare così lo svolgimento/avvolgimento della superficie laminare da/su l’albero di avvolgimento, disponendola tra la posizione di completa scopertura dell’area sottostante (posizione chiusa) ed una pluralità di posizioni di copertura almeno parziale dell’area sottostante stessa (posizione aperta).
In aggiunta, secondo la tecnica anteriore, una tipica struttura ombreggiante manuale include mezzi tenditori che collegano tra loro la superficie laminare ed i mezzi di attuazione: in genere, i mezzi tenditori comprendono almeno un cavo metallico provvisto di una prima estremità , fissata ai mezzi di attuazione, e di una seconda estremità fissata alla superficie laminare tramite mezzi di collegamento del tipo di per sé noto ad un tecnico esperto del ramo.
Vantaggiosamente, una struttura ombreggiante manuale di tipo noto à ̈ concepita su misura per adattarsi alle particolari esigenze dell'ambiente in cui deve essere installata e dispone altresì di meccanismi di sicurezza contro le raffiche improvvise di vento che ne determinano l’immediata a rapida automatica chiusura, con il riavvolgimento della superficie laminare sull’albero di avvolgimento.
In termini funzionali, durante lo svolgimento della superficie laminare, i mezzi di attuazione provocano la rotazione in un determinato verso dell’albero di avvolgimento attorno al primo asse longitudinale, permettendo così alla superficie laminare stessa di aprirsi e coprire l’area sottostante per la porzione desiderata.
Nella fase di avvolgimento della superficie laminare, i mezzi di attuazione ruotano l’albero di avvolgimento attorno al primo asse longitudinale in verso opposto al precedente, riavvolgendo la superficie laminare sull’albero stesso e scoprendo l’area sottostante dapprima solo parzialmente ed infine totalmente, quando la struttura ombreggiante, non più necessaria all’uso almeno per un determinato periodo, assume la configurazione di riposo. In particolare, le più diffuse strutture ombreggianti manuali della tecnica nota prevedono che la movimentazione della superficie laminare attorno all’albero diagonale di avvolgimento, sia nella fase di avvolgimento sia nella fase di svolgimento, avvenga innanzitutto per mezzo di una prima fune a disposizione dell’utente, entrambi i capi della quale pendono da un elemento avvolgibile vincolato ad un’estremità del suddetto albero di avvolgimento e sul quale la fune à ̈ libera di scorrere sotto l’azione manuale esercitata dalle mani dell’utente su entrambi i suoi capi.
La movimentazione della superficie laminare viene poi perfezionata mediante l’impiego di una seconda fune, anch’essa disponibile alla presa dell’utente e fissata al montante di supporto dei mezzi di fissaggio per mezzo dei quali, come detto, l’albero di avvolgimento à ̈ solitamente reso solidale alla superficie di riferimento: tale seconda fune permette di tendere la tenda e di sistemarla nella posizione migliore, comunque conseguita a seguito della movimentazione impartita dall’utente all’albero di avvolgimento agendo sui mezzi di attuazione.
Tuttavia, le strutture ombreggianti manuali dello stato attuale delle tecnica sommariamente appena descritte presentano alcuni riconosciuti inconvenienti.
Appare, infatti, palese come svantaggiosamente, nelle tradizionali strutture ombreggianti manuali dell’arte nota, il sistema di movimentazione della superficie laminare, predisposto al fine di disporla nelle varie posizioni di copertura e nella posizione di scopertura dello spazio sottostante, sia piuttosto complesso, laborioso ed articolato sia sotto il profilo costruttivo sia sotto il profilo operativo-funzionale.
Ciò à ̈ determinato dalla necessità di predisporre, da un lato, sistemi di attuazione in corrispondenza dell’albero di avvolgimento, per movimentare la superficie laminare, e, dall’altro lato, meccanismi di bloccaggio in corrispondenza di un montante laterale di supporto, per mantenere stabilmente la superficie laminare nella posizione raggiunta nella precedente fase di movimentazione: ne deriva una concezione costruttiva piuttosto complicata delle strutture ombreggianti manuali di tipo noto, con gli inevitabili svantaggi economici che ne conseguono, a parità di costi per la manodopera e per le materie prime. Inoltre, la concezione costruttiva di tali strutture ombreggianti manuali note impone in pratica la contemporanea presenza di due persone per manovrare in modo sufficientemente efficace e rapido la superficie laminare, l’una addetta alla manovra dei mezzi di attuazione per la rotazione dell’albero diagonale, l’altra addetta al rilascio e al successivo innesto dei mezzi di bloccaggio che cristallizzano la posizione raggiunta dalla superficie laminare a seguito della sua movimentazione.
Inoltre, l’operazione di movimentazione della superficie laminare risulta piuttosto macchinosa e complicata e non così agevole da eseguire da parte di un qualsiasi utente, a causa della rilevanza del carico (albero di avvolgimento e superficie laminare ad esso abbinata) da movimentare, specie nel caso in cui l'albero diagonale di avvolgimento presenti una lunghezza consistente (si pensi che l’albero di avvolgimento raggiunge lunghezze anche di 15 metri in certe realizzazioni).
Partendo, dunque, dalla consapevolezza dei suddetti inconvenienti dell’arte anteriore, la presente invenzione intende porvi compiuto rimedio.
Più in dettaglio, à ̈ scopo primario dell’attuale invenzione fornire una struttura ombreggiante manuale che presenti una concezione costruttiva e, di rimando, una funzionalità più semplici rispetto alla tecnica nota equivalente, specie per quanto concerne i componenti adatti a permettere la movimentazione della superficie laminare.
Nell’ambito dello scopo appena enunciato, à ̈ un primo compito della presente invenzione creare una struttura ombreggiante manuale che, pur conservando un’elevata efficacia operativa, presenti un costo di fabbricazione più competitivo rispetto a quello di strutture ombreggianti manuali di tipo noto, a parità di costo della manodopera e delle materie prime. E’ un altro compito dell’invenzione concretizzare una struttura ombreggiante manuale che preveda una movimentazione comunque efficace, corretta e precisa della superficie laminare ma senza richiedere la contemporanea presenza di più persone, come avviene invece nelle più moderne strutture ombreggianti manuali dell’arte nota.
E’ un ulteriore compito della presente invenzione rendere disponibile una struttura ombreggiante manuale i cui mezzi di attuazione siano manovrabili agevolmente, efficacemente ed in condizioni di assoluta sicurezza per la propria incolumità fisica da parte di qualsiasi persona, anche non esperta ed anche non necessariamente adulta.
E’ un non ultimo scopo dell’attuale invenzione ideare una struttura ombreggiante manuale che sia adatta ad essere installata in qualsiasi ambiente e che, per la gradevolezza dei materiali e dei particolari tecnici comunque da essa utilizzati, sia in grado di contribuire positivamente se non migliorare il pregio dell’ambiente stesso.
Gli scopi suddetti vengono conseguiti tramite una struttura ombreggiante manuale, del tipo cosiddetto “a vela†, come alla rivendicazione 1 allegata, cui si rinvia per brevità espositiva. Ulteriori caratteristiche tecniche di dettaglio della struttura ombreggiante manuale dell’invenzione sono contenute nelle rispettive rivendicazioni dipendenti.
Le suddette rivendicazioni, nel seguito specificatamente e concretamente definite, si intendono parte integrante della presente descrizione.
Vantaggiosamente, la struttura ombreggiante manuale dell’invenzione presenta una concezione costruttiva ed una modalità operativa semplificate rispetto a quelle delle equivalenti strutture ombreggianti manuali dell’arte nota equivalente, specie per quanto concerne i componenti adatti a permettere la movimentazione della superficie laminare. Ciò grazie al fatto che, nell’invenzione che qui si presenta, i mezzi di attuazione includono mezzi auto-frenanti – di preferenza un argano frizionato – a disposizione dell’utente che, manovrandoli, provoca la rotazione dell’albero centrale e diagonale di avvolgimento, in maniera tale da determinare il passaggio progressivo e continuo della superficie laminare dalla posizione di completa scopertura dell’area sottostante ad una pluralità di posizioni di copertura almeno parziale dell’area sottostante medesima e viceversa.
Durante lo svolgimento o l’avvolgimento della superficie laminare, essa viene mantenuta perfettamente in tensione da mezzi elastici che, dall’interno dell’albero di avvolgimento in cui sono stabilmente alloggiati, contrastano la forza trasmessa dall’utente sulla superficie laminare tramite i suddetti mezzi auto-frenanti.
Ne consegue che, ancora vantaggiosamente, la struttura ombreggiante manuale dell’invenzione presenta, in generale, un costo di fabbricazione alquanto competitivo, inferiore rispetto a quello di strutture ombreggianti manuali di tipo noto, naturalmente a parità di costo della manodopera e delle materie prime impiegate, senza che ciò indica in modo negativo sul rendimento della struttura ombreggiante.
Altrettanto vantaggiosamente, la struttura ombreggiante manuale dell’invenzione semplifica le operazioni che devono essere eseguite per un’efficace, corretta e precisa movimentazione della superficie laminare, dal momento che la manovra dei mezzi di attuazione di cui à ̈ particolarmente provvista la struttura ombreggiante stessa non richiede la contemporanea presenza di più persone, come avviene invece nelle più moderne strutture ombreggianti manuali dell’arte nota: tale manovra viene comodamente, agevolmente ed efficacemente eseguita da un’unica persona in condizioni di assoluta sicurezza.
In maniera vantaggiosa, inoltre, la struttura ombreggiante manuale della presente invenzione include mezzi di attuazione manovrabili in condizioni di assoluta sicurezza, sotto il profilo della propria incolumità fisica, da qualsiasi utente, anche non esperto ed anche non necessariamente adulto.
In modo vantaggioso, inoltre, la struttura ombreggiante manuale dell’invenzione si presta ad essere installata in qualsiasi ambiente all’aperto, grazie al fatto che i mezzi auto-frenanti si adattano a varie soluzioni applicative, e contribuisce in misura sensibile ed evidente ad abbellire tale ambiente, grazie alla tipologia dei materiali impiegati per realizzare i componenti strutturali che rimangono in vista.
Gli scopi ed i vantaggi detti, così come altri che emergeranno nel corso dell’elaborato, risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione che segue, relativa ad una preferita forma esecutiva della struttura ombreggiante manuale della presente invenzione, data a titolo indicativo ed illustrativo, ma non limitativo, con riferimento alle allegate tavole di disegno in cui:
- la figura 1 Ã ̈ una vista assonometrica della struttura ombreggiante manuale nella configurazione di riposo;
- la figura 2 Ã ̈ una vista assonometrica della struttura ombreggiante manuale di figura 1 in una delle possibili configurazioni di esercizio;
- la figura 3 à ̈ una vista assonometrica a sé stante di un particolare costruttivo delle figure 1 e 2;
- la figura 4 Ã ̈ una vista laterale di figura 3;
- la figura 5 Ã ̈ una vista in spaccato del particolare di figura 3;
- la figura 6 Ã ̈ una vista assonometrica esplosa di un assieme costruttivo (i mezzi a cerniera) delle figure 1 e 2;
- la figura 7 à ̈ la vista laterale dell’assieme costruttivo di figura 6 in una prima possibile posizione operativa;
- la figura 8 à ̈ la vista laterale dell’assieme costruttivo di figura 7 in una seconda possibile posizione operativa;
- la figura 9 Ã ̈ la vista in pianta di figura 8.
La struttura ombreggiante manuale dell’invenzione, del tipo cosiddetto “a vela†ed avvolgibile, à ̈ illustrata in due differenti configurazioni operative nelle figure 1 e 2, dove viene globalmente numerata con 1.
Come si osserva in tali figure, la struttura ombreggiante manuale 1 comprende:
- due superfici laminari 2, 3, ciascuna delle quali adatta ad essere distesa ad una determinata altezza dal terreno T per la copertura di un’area sottostante A;
- un albero di avvolgimento 4, che si sviluppa secondo un primo asse longitudinale Z ed al quale le superfici laminari 2, 3 sono stabilmente vincolate, adatto ad essere associato tramite mezzi di fissaggio, nel complesso numerati con 5, ad una superficie di riferimento S affacciata all’area sottostante A;
- mezzi di attuazione, nell’insieme indicati con 6, adatti a porre in rotazione l’albero di avvolgimento 4 attorno al primo asse longitudinale Z per provocare lo svolgimento/avvolgimento delle superfici laminari 2, 3 da/su l’albero di avvolgimento 4 e disporla tra la posizione di completa scopertura dell’area sottostante A ed una pluralità di posizioni di copertura almeno parziale dell’area sottostante A;
- mezzi tenditori, complessivamente segnalati con 7, che collegano tra loro le superfici laminari 2, 3 ed i mezzi di attuazione 6.
In accordo con l’invenzione, i mezzi di attuazione 6 comprendono mezzi auto-frenanti, nel complesso indicati con 8, accoppiati alla superficie di riferimento S ad un’altezza dal terreno T tale da risultare accessibili all’utente e, durante lo svolgimento/avvolgimento delle superfici laminari 2, 3, cooperanti meccanicamente con mezzi elastici, non visibili, solidali internamente all’albero di avvolgimento 4 ed adatti ad essere caricati/rilasciati durante ancora lo svolgimento/avvolgimento delle superfici laminari 2, 3 per effetto della rotazione dell’albero di avvolgimento 4, in maniera tale che la movimentazione manuale dei mezzi auto-frenanti 8 determini il passaggio regolato, controllato e puntuale delle superfici laminari 2, 3 dalla posizione di completa scopertura dell’area sottostante A alla pluralità di posizioni di copertura almeno parziale dell’area sottostante A e viceversa.
La superficie di riferimento S, presente all’aperto ed insistente sul terreno T, à ̈ in questo caso installata, ad esempio, in un giardino, una pavimentazione immediatamente adiacente i locali di esercizi commerciali pubblici quali ristoranti, bar, pizzerie, alberghi, chioschi di ristoro in parchi, spiagge e similari, oppure una pavimentazione di una terrazza di un edificio (ad esempio un’unità abitativa) o il bordo vasca di una piscina.
Nel caso specifico, a puro titolo indicativo ma non limitativo, la superficie di riferimento S appartiene alla struttura ombreggiante manuale 1 dell’invenzione che risulta in tal modo totalmente autoportante.
Ciò non esclude, tuttavia, che in altre varianti esecutive dell’invenzione, non raffigurate nei disegni allegati, la superficie di riferimento appartenga parzialmente o integralmente ad un corpo portante estraneo e distinto dalla struttura ombreggiante manuale qui rivendicata: in tal caso, la superficie di riferimento potrà essere costituita dalla parete esterna in muratura o da un pilastro di un edificio qualsivoglia (quale un’abitazione, una piscina, un albergo, un ristorante, un bar e così via), da un albero di un giardino o di un parco oppure da altri opportuni corpi portanti.
In maniera preferita ma non limitativa, la superficie di riferimento S include dunque in questo caso una coppia di primi montanti di supporto 9, 10 a sviluppo longitudinale tra loro contrapposti e simmetricamente disposti rispetto all’albero di avvolgimento 4; in opera, ciascuno dei primi montanti di supporto 9, 10 insiste sul terreno T ed uno di essi supporta stabilmente ed esternamente i mezzi auto-frenanti 8.
In modo preferito ma non esclusivo, l’albero di avvolgimento 4 à ̈ completamente tubolare e realizzato con forma cilindrica in materiale metallico, quale ad esempio acciaio; similmente, i primi montanti di supporto 9, 10 presentano forma cilindrica e profilo circolare, e sono realizzati in materiale metallico, quale acciaio.
In particolare, come evidenziano le figure 1 e 2, i mezzi auto-frenanti 8 sono opportunamente e vantaggiosamente provvisti di una manovella di manovra 11 a disposizione dell’utente che la ruota per determinare lo svolgimento/avvolgimento delle superfici laminari 2, 3 da/su l’albero di avvolgimento 4.
Preferibilmente ma non necessariamente, i mezzi auto-frenanti 8 comprendono un cosiddetto argano frizionato di trazione o trascinamento 12 del tipo di per sé noto in commercio, provvisto di un meccanismo a frizione 13, attivato automaticamente dal carico esercitato dalle superfici laminari 2, 3 cui l’argano frizionato 12 à ̈ reso solidale tramite i mezzi tenditori 7, nonché di un carter di protezione 14, realizzato in modo preferito ma non vincolante in materiale plastico, che racchiude e circonda il meccanismo a frizione 13, come si ricava osservando le figure 3-5.
L’argano frizionato 12 à ̈, in sostanza, provvisto di un gruppo frenante automatico di sicurezza, nel complesso numerato con 15 e ben visibile nella figura 5 (comprensivo di componenti ad attrito per impianti frenanti, noti anche con il nome commerciale di “ferodo†), che, durante la fase di avvolgimento delle superfici laminari 2, 3, permette di mantenere il carico (in questo caso, come detto, costituito dalle superfici laminari 2, 3) frenato, senza che l’utente agisca sulla manovella di manovra 11.
Il gruppo frenante automatico di sicurezza 15 à ̈, altresì, provvisto di un dente girevole ed elasticamente cedevole di contrasto 16 che, con il suo azionamento, consente in ultima analisi di rallentare la rotazione dell’albero di avvolgimento 4 durante la fase di avvolgimento delle superfici laminari 2, 3, determinata dal recupero dell’energia meccanica immagazzinata dai mezzi elastici durante la precedente fase di svolgimento di queste ultime.
Le figure 3-5 mostrano, inoltre, che la manovella di manovra 11 sporge esternamente dal carter di protezione 14 dell’argano frizionato 12 ed à ̈ accoppiata ad un albero di trasmissione 17 individuante un secondo asse longitudinale X attorno al quale l’utente ruota la manovella di manovra 11 per ottenere lo svolgimento/avvolgimento delle superfici laminari 2, 3 da/su l’albero di avvolgimento 4.
Come si osserva ancora nelle figure 1 e 2 e come già in parte accennato, i mezzi auto-frenanti 8 sono accoppiati alla parete esterna 9a del primo montante di supporto 9 (parte integrante della superficie di riferimento S) tramite mezzi di bloccaggio, nel complesso indicati con 18.
A titolo solamente preferito ed in funzione della composizione assunta in questo specifico caso dalla superficie di riferimento S, i mezzi di bloccaggio 18 comprendono una coppia di collarini (o fascette) metallici 19, 20 vincolati al carter di protezione 14 dell’argano frizionato di trazione o trascinamento 12 ed avvolgenti il primo montante di supporto 9.
Le figure sin qui citate illustrano, altresì, che il carter di protezione 14 dell’argano frizionato 12 à ̈ in questo caso opportunamente provvisto in corrispondenza di un bordo laterale 12a di una superficie concava 21, dovendo essere, in condizioni operative, accoppiato al primo montante di supporto 9 che, come detto, presenta profilo circolare: la superficie concava 21 si coniuga così perfettamente con la convessità della parete esterna 9a del primo montante di supporto 9.
Per quanto concerne le superfici laminari 2, 3, ciascuna di esse à ̈ fissata all’albero di avvolgimento 4 tramite mezzi di unione, non rappresentati e del tipo di per sé noto nel settore in questione, disposti in corrispondenza di un lembo laterale 2a, 3a della rispettiva superficie laminare 2, 3.
Le due superfici laminari 2, 3 sono, inoltre, collegate tra loro in prossimità di tale lembo laterale 2a, 3a tramite mezzi di giunzione, anch’essi non raffigurati per semplicità espositiva e del tipo di per sé noto al tecnico esperto del ramo, comprendenti tipicamente un tratto di cucitura che si estende per la larghezza massima di ciascuna delle superfici laminari 2, 3. Ciascuna delle superfici laminari 2, 3 à ̈ preferibilmente quantunque ormai tipicamente costituita da un telo di derivazione navale realizzato in tessuto termoplastico noto anche con il marchio dacron®.
In aggiunta, ancora in modo preferenziale e non tassativo, ciascuna delle superfici laminari 2, 3 presenta in pianta un profilo sostanzialmente a forma di triangolo isoscele, in cui la base coincide con il lembo laterale 2a, 3a interessato dai mezzi di unione e dai mezzi di giunzione. Da un punto di vista operativo, si precisa che le due superfici laminari 2, 3 sono avvolte sull’albero di avvolgimento 4 secondo versi tra loro contrapposti.
Secondo la preferita forma esecutiva qui descritta dell’invenzione, i mezzi tenditori 7 comprendono:
- un primo cavo metallico 22 provvisto di una prima estremità 22a stabilmente vincolata all’interno dei mezzi auto-frenanti 8 e di una seconda estremità 22b, contrapposta alla prima estremità 22a, stabilmente vincolata ad un punto perimetrale esterno 2b di una prima delle superfici laminari 2, 3 tramite mezzi di bilanciamento, genericamente numerati con 23: nella fattispecie, il punto perimetrale esterno 2b coincide con il vertice del profilo triangolare della superficie laminare 2;
- un secondo cavo metallico 24 provvisto di una prima estremità 24a stabilmente vincolata ai mezzi di bilanciamento 23 e di una seconda estremità 24b, contrapposta alla prima estremità 24a, stabilmente vincolata alla superficie laminare 3, quella più lontana rispetto ai mezzi di attuazione 6.
Più in dettaglio, i mezzi di bilanciamento 23 comprendono una piastrina mobile 25, accoppiata frontalmente al punto perimetrale esterno 2b della prima superficie laminare 2 ed alla quale sono vincolati il primo cavo metallico 22 ed il secondo cavo metallico 24: tale piastrina mobile 25 individua un fulcro F attorno al quale ruota (o oscilla) di un determinato angolo quando i mezzi di attuazione 6 dispongono le superfici laminari 2, 3 in una delle posizioni di copertura e ciò con l’obiettivo vantaggioso di mantenere bilanciato il tensionamento delle superfici laminari 2, 3.
L’evidente maggiore lunghezza del secondo cavo metallico 24 rispetto al primo cavo metallico 22 che si riscontra nella preferita forma esecutiva qui descritta della struttura ombreggiante manuale dell’invenzione, rende, infatti, l’impiego dei mezzi di sbilanciamento 23 particolarmente opportuno e vantaggioso: la loro assenza causerebbe un inconsulto, inappropriato ed indesiderato sbilanciamento nel tensionamento delle superfici laminari 2, 3 ed il conseguente afflosciamento di una di esse, con inevitabile perdita almeno parziale dell’efficacia funzionale e con evidente compromissione dell’effetto estetico complessivo della struttura ombreggiante 1 dell’invenzione.
Secondo una soluzione costruttiva alternativa, non illustrata, della struttura ombreggiante manuale dell’invenzione, i mezzi tenditori potranno comprendere un unico cavo metallico provvisto di una prima estremità stabilmente vincolata all’interno dei mezzi auto-frenanti e di una seconda estremità , contrapposta alla prima estremità , stabilmente vincolata ad un punto perimetrale esterno della superficie laminare: ciò specie nel caso in cui la struttura ombreggiante manuale includa una sola superficie laminare.
In modo vantaggioso ma non esclusivo, i mezzi tenditori 7 cooperano meccanicamente con mezzi di rinvio, nel complesso indicati con 26, accoppiati alla superficie di riferimento S ed adatti ad contribuire al corretto tensionamento delle superfici laminari 2, 3.
In questo caso, in particolare, i mezzi di rinvio 26 sono fissati al primo montante di supporto 9, in corrispondenza della sua estremità superiore 9b, nonché, preferibilmente, anche al primo montante di supporto 10 contrapposto, in corrispondenza della sua estremità superiore 10b, tramite mezzi di aggancio (non indicati) del tipo di per sé noto al tecnico esperto del ramo.
I mezzi di rinvio 26 comprendono pertanto una prima puleggia (o carrucola) 27, su cui scorre il primo cavo metallico 22, associata stabilmente al primo montante di supporto 9, ed una seconda puleggia (o carrucola) 28, su cui scorre il secondo cavo metallico 24, associata stabilmente al primo montante di supporto 10.
Con riferimento ai mezzi di fissaggio 5 prima introdotti, essi comprendono in questo caso una coppia di secondi montanti di supporto 29, 30 a sviluppo longitudinale, ciascuno dei quali adatto ad insistere sul terreno T e provvisto di un’estremità superiore 29a, 30a accoppiata ad una degli estremi 4a, 4b dell’albero di avvolgimento 4 mediante mezzi a cerniera, complessivamente numerati con 31.
Similmente ai primi montanti di supporto 9, 10, anche ciascuno dei secondi montanti di supporto 29, 30 presenta ad esempio forma cilindrica e profilo circolare, ed à ̈ realizzato in materiale metallico, quale acciaio.
I mezzi a cerniera 31, visibili nelle figure 6-9, hanno la funzione di permettere all’installatore di regolare la posizione angolare dell’albero di avvolgimento 4 su un piano passante per il primo asse longitudinale Z, agevolando il corretto posizionamento di tale albero di avvolgimento 4 in ogni situazione applicativa, anche in presenza di una superficie di riferimento S composita, formata da elementi portanti irregolari, tra loro diversi e/o sfalsati o di difficile accesso.
Più specificatamente, i mezzi a cerniera 31 individuano un asse lineare di rotazione Y ortogonale al primo asse longitudinale Z definito dall’albero di avvolgimento 4.
Ancora più in dettaglio, le figure 6 e 7 mostrano che i mezzi a cerniera 31 comprendono una prima semi-porzione sagomata 32 (avente un profilo ad U in vista frontale) appartenente ad un primo blocchetto 33 che viene accoppiato coassialmente all’albero di avvolgimento 4, ed una seconda semi-porzione contro-sagomata 34 (avente sempre un profilo ad U in vista frontale) che viene accoppiata alla prima semi-porzione sagomata 32 mediante un perno di interconnessione 35 ed appartiene ad un secondo blocchetto 36 che viene stabilmente posto a ridosso della superficie esterna 29b, 30b di ogni secondo montante di supporto 29, 30.
In particolare, le figure 8 e 9 evidenziano che quando la prima semi-porzione sagomata 32 e la seconda semi-porzione sagomata 34 sono orientate secondo il primo asse longitudinale Z, esse sono disposte l’una simmetricamente ed inversamente contrapposta all’altra rispetto a tale primo asse Z.
Inoltre, la prima semi-porzione sagomata 32 à ̈ orientabile angolarmente sino anche un angolo di 180° (a seconda delle esigenze applicative riscontrabili nell’ambiente di installazione) rispetto alla seconda semi-porzione contro-sagomata 34: ciò per permettere il raggiungimento della loro posizione reciproca corretta, in cui l’applicazione del perno di interconnessione 35 vincola stabilmente tra loro la prima semi-porzione sagomata 32 e la seconda semi-porzione contro-sagomata 34, successivamente fissata al secondo montante di supporto 29, 30.
Più precisamente, il primo blocchetto 33 comprende un corpo centrale 37 che ad una prima estremità 37a à ̈ provvisto della suddetta prima semi-porzione sagomata 32 ed alla seconda estremità 37b à ̈ provvisto di una rientranza cilindrica 38 che sporge assialmente dal corpo centrale 37 e viene innestata all’interno dell’albero di avvolgimento 4.
Il secondo blocchetto 36 comprende la suddetta seconda porzione contro-sagomata 34 che sporge, secondo un piano ortogonale, da una base di riscontro 39 che si coniuga perfettamente con la superficie esterna 29b, 30b di ciascuno dei secondi montanti di supporto 29, 30 contro i quali viene disposta esternamente a ridosso.
Ad esempio, nel caso illustrato nelle figure 6-9, la base di riscontro 39 presenta in corrispondenza di un bordo laterale 39a una parete concava 40 che si coniuga con il profilo circolare del secondo montante di supporto 29, 30.
In relazione ai mezzi elastici, preferibilmente ma non esclusivamente essi comprendono una molla elicoidale, non visibile nelle figure allegate, che si sviluppa lungo il primo asse longitudinale Z per una sezione predefinita della lunghezza dell’albero di avvolgimento 4 ed à ̈ provvista di un'estremità fissata ad un tampone cilindrico, ancora non visibile, posto all’interno dell’albero di avvolgimento 4; l'estremità opposta della molla elicoidale à ̈ collegata ad un tappo laterale di riscontro 41 disposto esternamente a ridosso del bordo laterale 4c dell’albero di avvolgimento 4.
I mezzi elastici – segnatamente la molla elicoidale nel caso descritto – contenuti all’interno dell’albero di avvolgimento 4 sono precaricati in fase di installazione direttamente in loco, per una forza di pre-caricamento che dipende dalle dimensioni (superficie quadrata e/o larghezza) della superficie laminare (in questo caso delle superfici laminari 2, 3) quando assume la posizione di chiusura (o scopertura dell’are sottostante A): ciò avviene mediante rotazione dell’albero di avvolgimento 4 in senso inverso a quello che permette lo svolgimento della superficie laminare 2, 3 per disporla nella posizione di copertura almeno parziale dell’area sottostate A.
Più in dettaglio, il tappo laterale di chiusura 41 presenta un foro assiale passante 42 che ne permette l’accoppiamento con la rientranza cilindrica 38 del primo blocchetto 33, come evidenziato dalla figura 7: ad installazione ultimata, il tappo laterale di chiusura 41 à ̈ così serrato tra il bordo laterale 4c e lo spallamento intermedio 43 del corpo centrale 37 del primo blocchetto 33.
La funzione del tappo laterale di chiusura 41 à ̈ duplice: impedire l’ingresso di aria e/o impurità , sempre dannose da un punto di vista dell’integrità strutturale dei componenti, all’interno dell’albero di avvolgimento 4 e rendere più gradevole, in quanto continuo e lineare, l’effetto estetico della struttura avvolgibile 1 in corrispondenza degli estremi 4a, 4b dell’albero di avvolgimento 4.
In altre realizzazioni della struttura ombreggiante manuale dell’invenzione, non illustrate, i mezzi elastici potranno comprendere una pluralità di molle elicoidali modulari, collegate in serie tra loro lungo il primo asse longitudinale, installate all’interno dell’albero di avvolgimento in numero variabile in funzione della variabilità della lunghezza dell’albero di avvolgimento stesso.
In condizioni di impiego, a partire dalla configurazione operativa della struttura ombreggiante manuale 1 illustrata in figura 1, in cui essa risulta già installata nell’ambiente sfruttando i mezzi di fissaggio 5 e la superficie di riferimento S e con i mezzi auto-frenanti 8 fissati al primo montante di supporto 9 della superficie di riferimento S stessa mediante i mezzi di bloccaggio 18, l’utente (anche una persona non esperta) ruota di un angolo qualsiasi (inferiore all’angolo giro o, più verosimilmente, per un numero di giri opportuno), con estrema facilità e con limitato sforzo fisico, la manovella di manovra 11 dell’argano frizionato 12 dei mezzi auto-frenanti 8, in modo tale da provocare lo svolgimento delle superfici laminari 2, 3 per la quantità desiderata, disponendole a copertura parziale o totale dell’area sottostante A.
Con tale manovra, altresì, l’utente pone in trazione i mezzi tenditori 7 e comprime i mezzi elastici interni all’albero di avvolgimento 4.
Durante la rotazione della manovella di manovra 11, l’argano frizionato 12 dei mezzi autofrenanti 8 attiva il gruppo frenante automatico di sicurezza 15 che istantaneamente, non appena l’utente arresta la rotazione della manovella di manovra 11, blocca stabilmente nella posizione raggiunta le superfici laminari 2, 3.
Raggiunta il livello voluto di distensione (o di apertura), illustrato ad esempio in figura 2, le superfici laminari 2, 3 rimangono così efficacemente distese e tese, offrendo così alle persone che occupano l’area sottostante A una protezione efficace contro gli agenti atmosferici, come ad esempio il sole, la pioggia battente e così via.
Nella fase di avvolgimento, l’utente ruota la manovella di manovra 11 di un piccolo angolo ma in senso opposto al precedente, così da disimpegnare il gruppo frenante automatico di sicurezza 13 dell’argano frizionato 12 e permettere ai mezzi elastici di riportare, grazie al recupero dell’energia meccanica immagazzinata durante la fase di svolgimento, le superfici laminari 2, 3 nella posizione di chiusura (o scopertura dell’area sottostante A) e la struttura ombreggiante manuale 1 nella configurazione di riposo: nella fase di avvolgimento, i mezzi elastici determinano la rotazione dell’albero di avvolgimento 4 attorno al primo asse longitudinale Z in senso opposto a quello della fase di svolgimento.
In ogni caso, il riavvolgimento delle superfici laminari 2, 3 attorno all’albero di avvolgimento 4 à ̈ opportunamente rallentato e controllato in modo costante dal dente girevole ed elasticamente cedevole di contrasto 16, per effetto del suo contrasto con i vari denti della corona 44 dell’ingranaggio 45 dell’argano frizionato 12 con cui entra progressivamente in contatto: tale accorgimento determina condizioni di sicurezza per l’utente durante la fase pur sempre delicata di avvolgimento delle superfici laminari 2, 3 attorno all’albero di avvolgimento 4.
Al termine della fase di avvolgimento, i mezzi elastici sono completamente rilasciati ed assumono quindi la posizione di riposo.
In base alla descrizione appena fornita, si comprende, perciò, che la struttura ombreggiante manuale della presente invenzione raggiunge gli scopi e realizza i vantaggi già menzionati. In fase esecutiva, potranno essere apportate modifiche alla struttura ombreggiante manuale dell’invenzione, consistenti, per esempio, in mezzi di fissaggio, mediante i quali l’albero di avvolgimento viene associato alla superficie di riferimento, differenti da quelli descritti in precedenza ed illustrati nelle figure allegate.
Oltre a ciò, potranno sussistere altre varianti esecutive della struttura ombreggiante manuale dell’attuale invenzione, non raffigurate, nelle quali i mezzi tenditori presentano una composizione costruttiva diversa da quelle evidenziate nel corso della descrizione, tale composizione dipendendo anche e specialmente dalle scelte progettuali e dal numero di superfici laminari previste dalla specifica soluzione di struttura ombreggiante.
A tal proposito, si precisa che in ulteriori realizzazioni dell’invenzione, ancora non illustrate, la struttura ombreggiante manuale della presente invenzione potrà includere un numero di superfici laminari diverso da due, tale numero potendo variare infatti a seconda delle scelte costruttive a partire da uno.
La struttura ombreggiante manuale dell’invenzione potrà essere così disponibile in vari esemplari, alcuno dei quali potranno prevedere un'unica superficie laminare a profilo triangolare o squadrato (quadrato, rettangolare o trapezoidale).
Inoltre, esecuzioni alternative ed opzionali della struttura ombreggiante manuale che qui si rivendica in esclusiva, sempre non accompagnata da disegni di riferimento, potranno prevedere mezzi elastici interni all’albero di avvolgimento di tipo differenti da quello indicato in precedenza, il che non inficia il vantaggio apportato dalla presente invenzione. E’ chiaro, infine, che numerose altre varianti possono essere apportate alla struttura ombreggiante manuale, di tipo avvolgibile, in questione, senza per questo uscire dai principi di novità insiti nell’idea inventiva, così come à ̈ chiaro che, nella pratica attuazione dell’invenzione, i materiali, le forme e le dimensioni dei dettagli illustrati potranno essere qualsiasi, a seconda delle esigenze, e potranno essere sostituiti con altri tecnicamente equivalenti.
Ove le caratteristiche costruttive e le tecniche menzionate nelle successive rivendicazioni siano seguite da segni o numeri di riferimento, tali segni di riferimento sono stati introdotti con il solo obiettivo di aumentare l’intelligibilità delle rivendicazioni stesse e, di conseguenza, essi non presentano alcun effetto limitante sull’interpretazione di ciascun elemento identificato, a titolo puramente di esempio, da tali segni di riferimento.
Claims (15)
- RIVENDICAZIONI 1. Struttura ombreggiante manuale (1) comprendente: - almeno una superficie laminare (2, 3) atta ad essere distesa ad una determinata altezza dal terreno (T) per la copertura di un’area sottostante (A); - un albero di avvolgimento (4), che si sviluppa secondo un primo asse longitudinale (Z) ed al quale detta superficie laminare (2, 3) à ̈ stabilmente vincolata, atto ad essere associato tramite mezzi di fissaggio (5) ad una superficie di riferimento (S) affacciata a detta area sottostante (A); - mezzi di attuazione (6) atti a porre in rotazione detto albero di avvolgimento (4) attorno a detto primo asse longitudinale (Z) per provocare lo svolgimento/avvolgimento di detta superficie laminare (2, 3) da/su detto albero di avvolgimento (4) e disporla tra la posizione di completa scopertura di detta area sottostante (A) ed una pluralità di posizioni di copertura almeno parziale di detta area sottostante (A); - mezzi tenditori (7) che collegano tra loro detta superficie laminare (2, 3) e detti mezzi di attuazione (6), caratterizzata dal fatto che detti mezzi di attuazione (6) comprendono mezzi auto-frenanti (8) accoppiati a detta superficie di riferimento (S) ad un’altezza da detto terreno (T) tale da risultare accessibili all’utente e, durante lo svolgimento/avvolgimento di detta superficie laminare (2, 3), cooperanti meccanicamente con mezzi elastici solidali internamente a detto albero di avvolgimento (4) ed atti ad essere caricati/rilasciati durante lo svolgimento/avvolgimento di detta superficie laminare (2, 3) per effetto della rotazione di detto albero di avvolgimento (4), in maniera tale che la movimentazione manuale di mezzi auto-frenanti (8) determini il passaggio progressivo e continuo di detta superficie laminare (2, 3) da detta posizione di completa scopertura di detta area sottostante (A) a detta pluralità di posizioni di copertura almeno parziale di detta area sottostante (A) e viceversa.
- 2. Struttura (1) come alla rivendicazione 1) caratterizzata dal fatto che detti mezzi autofrenanti (8) sono provvisti di una manovella di manovra (11) a disposizione dell’utente che la aziona per ottenere lo svolgimento/avvolgimento di detta superficie laminare (2, 3) da/su detto albero di avvolgimento (4).
- 3. Struttura (1) come alla rivendicazione 1) o 2) caratterizzata dal fatto che detti mezzi autofrenanti (8) comprendono un argano frizionato (12) provvisto di un meccanismo a frizione (13), attivato automaticamente dal carico esercitato da detta superficie laminare (2, 3) cui detto argano frizionato (12) Ã ̈ reso solidale tramite detti mezzi tenditori (7), e di un carter di protezione (14) che racchiude e circonda detto meccanismo a frizione (13).
- 4. Struttura (1) come alla rivendicazione 3) quando dipendente dalla rivendicazione 2) caratterizzata dal fatto che detta manovella di manovra (11) sporge esternamente da detto carter di protezione (14) di detto argano frizionato (12) ed à ̈ accoppiata ad un albero di trasmissione (17) individuante un secondo asse longitudinale (X) attorno al quale detto utente ruota detta manovella di manovra (11) per determinare lo svolgimento/avvolgimento di detta superficie laminare (2, 3) da/su detto albero di avvolgimento (4).
- 5. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detti mezzi auto-frenanti (8) sono accoppiati alla parete esterna (9a) di detta superficie di riferimento (S) tramite mezzi di bloccaggio (18).
- 6. Struttura come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detti mezzi tenditori includono un cavo metallico dotato di una prima estremità stabilmente vincolata all’interno di detti mezzi auto-frenanti e di una seconda estremità , contrapposta a detta prima estremità , stabilmente vincolata ad un punto perimetrale esterno di detta superficie laminare.
- 7. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto di includere due superfici laminari (2, 3) collegate tra loro in prossimità di un lembo laterale (2a, 3a) tramite mezzi di giunzione.
- 8. Struttura (1) come alla rivendicazione 7) caratterizzata dal fatto che detti mezzi tenditori (7) comprendono: - un primo cavo metallico (22) fornito di una prima estremità (22a) stabilmente vincolata all’interno di detti mezzi auto-frenanti (8) e di una seconda estremità (22b), contrapposta a detta prima estremità (22a), stabilmente vincolata tramite mezzi di bilanciamento (23) ad un punto perimetrale esterno (2b) di una prima di dette superfici laminari (2, 3); - un secondo cavo metallico (24) fornito di una prima estremità (24a) stabilmente vincolata a detti mezzi di bilanciamento (23) e di una seconda estremità (24b), contrapposta a detta prima estremità (24a), stabilmente vincolata ad una seconda di dette superfici laminari (2, 3).
- 9. Struttura (1) come alla rivendicazione 8) caratterizzata dal fatto che detti mezzi di bilanciamento (23) comprendono una piastrina mobile (25), accoppiata frontalmente a detto punto perimetrale esterno (2b) di detta prima superficie laminare (2) ed alla quale sono vincolati detto primo cavo metallico (22) e detto secondo cavo metallico (24), individuante un fulcro (F) attorno al quale à ̈ atta a ruotare di un determinato angolo quando detti mezzi di attuazione (6) dispongono dette superfici laminari (2, 3) in una di dette posizioni di copertura per mantenere bilanciato il tensionamento di dette superfici laminari (2, 3).
- 10. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detti mezzi tenditori (7) cooperano meccanicamente con mezzi di rinvio (26) accoppiati a detta superficie di riferimento (S) ed atti ad contribuire al corretto tensionamento di detta superficie laminare (2, 3).
- 11. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detta superficie di riferimento (S) include almeno un primo montante di supporto (9, 10) a sviluppo longitudinale, atto ad insistere su detto terreno (T) ed al quale detti mezzi autofrenanti (8) sono accoppiati esternamente tramite mezzi di bloccaggio (18).
- 12. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detti mezzi di fissaggio (5) comprendono almeno un secondo montante di supporto (29, 30) a sviluppo longitudinale, atto ad insistere su detto terreno (T) e fornito di un’estremità superiore (29a, 30a) accoppiata ad un estremo (4a, 4b) di detto albero di avvolgimento (4) tramite mezzi a cerniera (31) atti a permettere la regolazione della posizione angolare di detto albero di avvolgimento (4) su un piano passante per detto primo asse longitudinale (Z).
- 13. Struttura (1) come alla rivendicazione 12) caratterizzata dal fatto che detti mezzi a cerniera (31) individuano un asse lineare di rotazione (Y) ortogonale a detto primo asse longitudinale (Z).
- 14. Struttura (1) come una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti caratterizzata dal fatto che detti mezzi elastici comprendono almeno una molla elicoidale che si sviluppa lungo detto primo asse longitudinale (Z) per una sezione predefinita della lunghezza di detto albero di avvolgimento (4), provvista di un'estremità fissata ad un tampone cilindrico disposto all’interno di detti albero di avvolgimento (4) e dell'estremità opposta collegata ad un tappo laterale di riscontro (41) disposto esternamente a ridosso del bordo laterale (4c) di detto albero di avvolgimento (4).
- 15. Struttura come alla rivendicazione 14) caratterizzata dal fatto che detti mezzi elastici comprendono una pluralità di molle elicoidali modulari, collegate in serie tra loro lungo detto primo asse longitudinale, installate in detto albero di avvolgimento in numero variabile in funzione della variabilità di detta lunghezza di detto albero di avvolgimento.
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