ITPD20130362A1 - Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree. - Google Patents

Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree.

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ITPD20130362A1
ITPD20130362A1 IT000362A ITPD20130362A ITPD20130362A1 IT PD20130362 A1 ITPD20130362 A1 IT PD20130362A1 IT 000362 A IT000362 A IT 000362A IT PD20130362 A ITPD20130362 A IT PD20130362A IT PD20130362 A1 ITPD20130362 A1 IT PD20130362A1
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IT
Italy
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obstacles
rotor
roadside
Prior art date
Application number
IT000362A
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English (en)
Inventor
Andrea Micheletti
Giorgio Micheletti
Paolo Zecchinelli
Original Assignee
Agribiomachine S R L
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    • A01AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
    • A01MCATCHING, TRAPPING OR SCARING OF ANIMALS; APPARATUS FOR THE DESTRUCTION OF NOXIOUS ANIMALS OR NOXIOUS PLANTS
    • A01M21/00Apparatus for the destruction of unwanted vegetation, e.g. weeds
    • A01M21/04Apparatus for destruction by steam, chemicals, burning, or electricity
    • AHUMAN NECESSITIES
    • A01AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
    • A01DHARVESTING; MOWING
    • A01D43/00Mowers combined with apparatus performing additional operations while mowing
    • A01D43/14Mowers combined with apparatus performing additional operations while mowing with dispensing apparatus, e.g. for fertilisers, herbicides or preservatives

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Description

APPARECCHIATURA PER LA DISTRUZIONE DEL COTICO ERBOSO, IN PARTICOLARE IN FILARI DI COLTURE ARBOREE.
DESCRIZIONE
La presente invenzione concerne un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree.
L’apparecchiatura di cui trattasi è destinata ad essere impiegata in agricoltura per ripulire da erbe infestanti le aree di terreno poste in prossimità di filari di frutteti ed in particolare di vigneti ovvero anche per ripulire i bordi delle strade da vegetazione infestante e che potrebbe compromettere sviluppandosi l’integrità del manto stradale.
L’invenzione in oggetto si inserisce pertanto nel settore industriale della produzione di macchine per l’agricoltura, per la movimentazione del terreno o per la manutenzione stradale.
Come è noto è attualmente particolarmente sentita l’esigenza di realizzare coltivazioni completamente biologiche ovvero anche solo con un ridotto impiego di prodotti chimici.
Il diserbo delle colture arboree, quali frutteti e vigneti, è stato per anni svolto con prodotti chimici con il principale inconveniente di generare un notevole inquinamento dell’ambiente con rischi per la salute di entità variabile a seconda dei prodotti chimici impiegati.
Più recentemente, assecondando una maggiore sensibilità ed attenzione generale della società verso l’ambiente anche nel settore agricolo, i trattamenti chimici sono stati almeno i parte sostituiti da trattamenti meccanici per la rimozione delle erbacce infestanti responsabili di ridurre l’apporto di nutrimento ed acqua alle piantagioni.
Dapprima si è impiegato principalmente un sistema di diserbo misto ovvero di tipo chimico tra i ceppi arborei lungo le file delle colture e di tipo meccanico di fianco alle file. Successivamente, sono state sviluppate molte macchine in grado di entrare ed uscire tra le colture allineate dei filari per andare a ripulire dalle erbacce infestanti anche lo spazio tra i ceppi.
In particolare, sono note sul mercato numerose tipologie di macchine volte a trattare meccanicamente il terreno lungo i filari per eliminare le infestazioni erbacee.
Un primo tipo noto di apparecchiatura impiega una lama sarchiatrice montata su un telaio portato da un trattore in corrispondenza di un suo fianco ventrale. Durante l’avanzamento del trattore lungo i filari, la lama avanza parallelamente al trattore e nel fare ciò taglia il terreno e ne rimescola il suo strato superficiale. Durante la sua azione di avanzamento, la lama trancia le erbacce sia nell’area di fianco ai filari sia nell’area compresa tra i ceppi dei filari. Allo scopo, è previsto un tastatore che rileva la presenza degli alberi o di pali lungo il filare e, mediante un attuatore idraulico collegato alla centralina di distribuzione dell’olio del trattore, comanda ripetutamente lo spostamento della lama rispetto alla linea del filare per consentire alla stessa lama di entrare ed uscire tra un ceppo e l’altro del filare.
Tale apparecchiatura si è dimostrata nella pratica non scevra di inconvenienti. Un primo inconveniente risiede nel fatto che la lama sarchiatrice effettua un trattamento piuttosto invasivo e profondo sul terreno, che può in parte interferire con l’apparato radicale delle piante arboree della piantagione.
Un secondo inconveniente risiede nel fatto che le radici delle erbe infestanti rimangono sostanzialmente intatte ed almeno parzialmente interrate cosicché le stesse piante infestanti possono ricrescere e tornare ad assumere dimensioni notevoli anche in poche settimane.
Un terzo inconveniente risiede nel fatto che ad ogni passaggio della lama si ha un aumento del dosso di terreno sottofilare che rappresenta spesso uno spostamento eccessivo ed indesiderato del terreno medesimo.
È nota anche un’apparecchiatura che sfrutta un analogo principio meccanico e che dispone di due lame orizzontali rotanti calettate su di un albero verticale e poste al di sotto di una campana supportata da un telaio nella posizione ventrale di un trattore. Anche tale soluzione di apparecchiatura ha dimostrato analoghi inconvenienti di quella sopra illustrata.
Un secondo tipo noto di apparecchiatura descritta ad esempio nel brevetto IT 1370398 impiega un albero rotante disposto parallelo al terreno a cui è fissata una pluralità di filamenti flessibili in nylon, che, per azione della forza centrifuga, si dispongono radialmente per intercettare l’erba causandone il taglio. Tale soluzione di apparecchiatura consente di falciare l’erba anche tra i ceppi delle colture ma non incide a fondo nel loro apparato radicale cosicché le erbacce infestanti continuano a sottrarre sostanze nutrienti ed acqua alle colture e ricrescono in poco tempo.
È noto dal brevetto internazionale WO 2013/006921 un’apparecchiatura per eliminare le erbe infestanti associate ai filari delle colture arboree che impiega una o più teste di taglio, ciascuna delle quali è azionabile a tagliare le erbacce tra le piante di un filare ed a tale scopo è supportata da un braccio girevole di un telaio supportato da un trattore a muoversi lungi i filari. Ciascuna testa è provvista di un ugello in grado di eiettare un getto d’acqua orizzontale o con una leggera inclinazione verso il terreno ed è collegato ad un serbatoio di acqua attraverso una pompa. Tale pompa è in grado di produrre una pressione dell’ordine dei 30 bar sufficiente a tagliare le erbacce mediante il getto d’acqua eiettato dagli ugelli. Il getto d’acqua non produce alcun effetto sul terreno e non intacca minimamente l’apparato radicale delle piante infestanti che ricrescono in poco tempo tornando a sottrarre acqua, ossigeno e sostanze nutrienti alle colture. Dai brevetti GB 2093327 ed EP 1097625 sono inoltre note altre macchine per il taglio dell’erba mediante getti d’acqua ad alta pressione sostanzialmente paralleli al terreno. Tali macchine presentano i limiti sopra ricordati relativi alla provvisorietà dell’intervento di diserbo che necessita di essere ripetuto a breve distanza nel tempo stante che le piante infestanti, per nulla compromesse nella loro capacità di rigenerazione, tornano in breve tempo a limitare il corretto sviluppo delle piante arboree della coltivazione dei filari.
In questa situazione, il problema alla base della presente invenzione è quello di eliminare gli inconvenienti manifestati dalle soluzioni fino ad oggi note, mettendo a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale elimini le erbacce infestanti e riduca la loro ricrescita per un tempo prolungato.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale distrugga l’apparato radicale delle erbe infestanti impedendone una rapida ricrescita.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale tratti il terreno sminuzziandolo per uno strato superficiale idoneo a distruggere l’apparato radicale delle erbe infestanti.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale sia del tutto ecologica non rilasciando sostanze inquinanti sul terreno.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale sia semplice ed economica da realizzare.
Ulteriore scopo del presente trovato è quello di mettere a disposizione un’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare agevolmente impiegabile per diserbare i bordi delle banchine a lato delle strade. Le caratteristiche tecniche del trovato, secondo i suddetti scopi, sono chiaramente riscontrabili dal contenuto delle rivendicazioni sotto-riportate ed i vantaggi dello stesso risulteranno maggiormente evidenti nella descrizione dettagliata che segue, fatta con riferimento ai disegni allegati, che ne rappresentano alcune forme di realizzazione puramente esemplificative e non limitative, in cui:
- la figura 1 mostra una vista schematica d’insieme dall’alto di una prima forma realizzativa dell’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, oggetto della presente invenzione, trainata da una trattrice;
- la figura 2 mostra un particolare ingrandito dell’apparecchiatura di figura 1 secondo l’invenzione relativo ad un rotore dotato di ugelli per eiettare getti di acqua sul terreno, in una vista in sezione secondo un piano verticale mediano; - la figura 3 mostra una vista prospettica di una seconda forma realizzativa dell’apparecchiatura secondo l’invenzione con alcune parti asportate per meglio evidenziarne altre.
Conformemente alle figure dei disegni allegati, è stata indicata nel suo complesso con 1 l’apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree oggetto della presente invenzione.
Essa potrà essere trainata o portata da un mezzo motorizzato indicato nel seguito genericamente con il termine di trattrice 2, lungo una direzione di avanzamento Y parallela a filari F di colture arboree A per trattare frutteti vigneti ecc, ovvero anche lungo la direzione di avanzamento di una strada per trattare almeno la parte più interna della banchina stradale non asfaltata, che corre ai lati della strada esternamente alla carreggiata.
L’apparecchiatura 1, oggetto della presente invenzione, comprende un telaio di supporto 3 suscettibile di consentire il montaggio meccanico dell’apparecchiatura 1 sulla trattrice 2 in posizione anteriore, o posteriore, o ventrale, ovvero ancora in posizione trainata su un rimorchio R della trattrice 2. Operativamente, quest’ultima è motorizzata per procedere nella direzione di avanzamento Y parallela ai filari F delle colture A, consentendo alla apparecchiatura 1 di trattare il terreno T come verrà chiarito nel seguito.
Con il termine telaio 3 della apparecchiatura 1 si dovranno intendere tutti quegli elementi strutturali necessari per collegare meccanicamente l’apparecchiatura 1, oggetto della presente invenzione, alla trattrice 2 e che potranno essere anche realizzati con staffature e intelaiature fisicamente separate tra loro come meglio precisato nel seguito, e direttamente fissate al telaio 3 proprio della stessa trattrice 2 (dotata o meno di rimorchio).
L’apparecchiatura 1 comprende una pompa principale ad alta pressione 4 montata sulla trattrice 2 attraverso il telaio 3, ed atta ad essere azionata da mezzi di motorizzazione 5, vantaggiosamente costituiti da un giunto cardanico della trattrice 2, ovvero da un’altra sua presa di forza ovvero ancora da un motore oleodinamico azionato da un previsto circuito idraulico della trattrice 2, non illustrato in dettaglio poiché ben noto al tecnico del settore.
L’apparecchiatura 1 comprende inoltre un serbatoio di liquido 6, vantaggiosamente di acqua, suscettibile di essere portato dalla trattrice 2 o, preferibilmente dal rimorchio R collegato posteriormente alla stessa trattrice 2. Il serbatoio 6 potrà avere una capacità ad esempio compresa tra mezzo metro cubo, per gli appezzamenti più piccoli ad alcuni metri cubi per le tenuta agricola di grandi dimensioni. La scelta delle dimensioni del serbatoio 6 potrà dipendere anche dalle distanza tra filari F e dalle possibilità di manovrare alle estremità dei filari. In caso di impiego dell’apparecchiatura per diserbare la banchina a lato delle carreggiate, la capacità del serbatoio potrà ad esempio dipendere anche dall’ingombro stradale.
Il serbatoio 6 alimenta la pompa ad alta pressione 4 mediante una condotta di alimentazione 8 preferibilmente intercettata da una pompa ausiliaria 9 di sovraalimentazione, suscettibile di garantire alla aspirazione della pompa principale 4 di alta pressione una prevalenza nella condotta di aspirazione 8’ maggiore di un prefissato valore di soglia, preferibilmente dell’ordine di alcuni bar, onde evitare fenomeni di cavitazione che potrebbero comprometterne il corretto funzionamento e rovinarla. Preferibilmente, a monte della pompa principale 4 il condotto di aspirazione 8’ intercetta mezzi di filtraggio 7 atti ad evitare l’ingresso di corpi indesiderati in grado di compromettere il funzionamento della pompa principale 4 medesima.
Secondo l’idea alla base della presente invenzione, l’apparecchiatura 1 comprende inoltre almeno un rotore 10, girevolmente montato sul telaio 3 dell’apparecchiatura 1, in una posizione contraffacciata al terreno T (sia esso di una coltivazione o della banchina stradale).
Il rotore 10 è azionabile a ruotare attorno ad un asse di rotazione Z, sostanzialmente verticale, da mezzi di movimentazione 12.
Questi ultimi sono vantaggiosamente ottenuti con un primo motore oliodinamico che riceve olio in pressione dal circuito idraulico della trattrice 2.
Ovviamente, senza per questo uscire dall’ambito di protezione della presente privativa potranno essere previsti due rotori montati sui due fianchi della trattrice 2 per trattare contemporaneamente, durante l’avanzamento di quest’ultima, il terreno T di due filari F contigui.
Sul rotore 10 sono montati almeno due ugelli 11 che ricevono l’alimentazione dell’acqua dal condotto di mandata 40 della pompa principale 4 con un flusso di fluido ad alta pressione compresa tra 500 e 1500 bar. È previsto un giunto idraulico rotante 80 per alimentare il rotore 10 che ruota con il condotto della mandata 40 della pompa principale 4 che invece non ruota.
Gli ugelli 11 sono montati sul rotore 10 in posizioni atte a proiettare sul terreno getti rotanti 13 di fluido ad alta pressione, i quali incidono sul terreno T formando linee o strisce adiacenti, sostanzialmente a forma di cerchi o meglio più precisamente in forma di figure geometriche in cui le traiettorie circolari definite dagli ugelli rotanti rispetto alla macchina si sommano alle traiettorie lineari dell’avanzamento della macchina.
Allo scopo, gli ugelli 11 possono essere montati a differenti distanze radiali dall’asse di rotazione Z ovvero al contempo o in alternativa possono essere montati con inclinazioni differenti.
Ciascuno ugello 11 ha una direzione di incidenza X sul terreno che determina un angolo di incidenza α compreso tra 120 – 180 gradi valutati rispetto all’asse ortogonale al piano del terreno T con verso uscente dal terreno (e preferibilmente con angolo di incidenza α compreso tra 140 – 170 gradi).
Vantaggiosamente la distanza dal terreno degli ugelli è compresa nell’intervallo tra 1 e 8 centimetri.
I getti rotanti 13 indirizzati contro il terreno T sono quindi suscettibili di insinuarsi per una profondità superiore al centimetro, e vantaggiosamente compresa tra 1 e 4 cm, al di sotto della superficie del terreno T, con ciò determinando lo sminuzzamento meccanico delle radici delle erbe infestanti che formano il suddetto cotico erboso.
Le traiettorie circolari definite dagli ugelli 11 si sovrappongono a seguito dell’avanzamento della trattrice 2 definendo una fascia di terreno sminuzzato 14 (indicata schematicamente con una rete in figura 1) posta, nel caso di impiego della apparecchiatura su culture arboree, di fianco al filare F ed appena a ridosso della linea delle colture arboree A, e, nel caso di impiego della apparecchiatura su strade, di fianco alla carreggiata sul suo bordo esterno.
Preferibilmente, gli ugelli 11 sono in numero maggiore di due, vantaggiosamente in numero di quattro, e, ad esempio, angolarmente equidistanziati lungo circonferenze concentriche. Nel caso di quattro ugelli 11, questi ultimi sono angolarmente distanziati di 90 gradi l’uno dall’altro.
La bocca di eiezione 11’ degli ugelli 11 è posta, come detto, ad una distanza compresa tra 1-8 cm dal terreno T per, da una parte, evitare di disperdere eccessivamente la potenza fornita dalla pompa principale 4 e, d’altra parte, per definire sul terreno T un segno circolare preferibilmente di dimensioni comprese tra 0,8 cm e 5 cm.
Ovviamente, come detto le traiettorie dei segni disegnati sul terreno T non saranno perfettamente circolari ma in forma di ovali stante il contemporaneo avanzamento della trattrice 2 che fa avanzare gli ugelli 11 lungo i filari F.
I mezzi di movimentazione 12, suscettibili di portare in rotazione il rotore 10, potranno essere ottenuti dalla reazione alla stessa forza di eiezione dell’acqua dagli ugelli 11 quando sono disposti obliquamente rispetto al piano del terreno T. In accordo con una prima forma realizzativa della presente invenzione illustrata in figura 2, il rotore 10 comprende una piastra di supporto 15 su cui sono fissati gli ugelli 11 ed una campana rotante 16, la quale presenta una cavità 17 rivolta verso il terreno T ed alloggia al suo interno gli ugelli 11.
La campana 16 ruota solidalmente insieme agli ugelli 11 ed a tutto il rotore 10, e svolge la funzione di proteggere gli stessi ugelli 11 da eventuali ostacoli che dovessero incontrare durante il loro avanzamento a ridosso del terreno T, in particolare costituiti da sassi. Questi ultimi sbattendo sulla superficie esterna della campana rotante 16 vengono infatti spostati dalla traiettoria degli ugelli 11 preservando questi ultimi da possibili danneggiamenti.
In accordo con una seconda forma realizzativa preferenziale della presente invenzione illustrata in figura 3, il rotore 10 comprende una piastra di supporto 15’ di forma circolare sul cui bordo periferico sono montati gli ugelli 11.
Essi sono vantaggiosamente alimentati dal giunto idraulico rotante 80 attraverso tubi 81 disposti radialmente sulla piastra di supporto 15’.
Tale piastra 15’ è vantaggiosamente realizzata in materiale plastico ed in particolare con un disco in teflon con diametro compreso tra 200 ed 800 mm, fissata in particolare con viti all’albero di rotazione del motore oleodinamico 12.
Tale disco in teflon 15’ preferibilmente presenta i tubi 81 inseriti in fori radiali realizzati nel suo spessore che terminano in corrispondenza del bordo della piastra 15’ con degli ugelli 11.
Preferibilmente il rotore 10 così realizzato è montato su una struttura a mensola 100 per il suo supporto su cui sono vantaggiosamente predisposti anche i mezzi di movimentazione 12 ed il giunto idraulico 80.
Tale struttura a mensola 100 è verticalmente imperniata al telaio 3 collegato al trattore mediante una cerniera 101 così da poter ruotare rispetto ad un asse sostanzialmente verticale Z’ tra una posizione di interferenza P1 interna ai filari ed una posizione di non interferenza P2 esterna ai filari nel caso di culture arboree, ovvero tra una posizione interna ed una esterna rispetto ai montanti di un guardrail o più in generale ad ostacoli a bordo di una carreggiata, nel caso di una strada. In quest’ultimo caso oltre o al posto dei montanti del guardrail potranno essere presenti pali di insegne pubblicitarie, segnali stradali, panchine, cestini per i rifiuti, paracarri colonnine catarifrangenti o più in generale tutti i normali ostacoli che si possono trovare a bordo strada.
La struttura a mensola 100 è forzata da mezzi di spinta 102 a tornare sempre verso la posizione interna ai filari od agli ostacoli a bordo strada, ovvero verso la posizione di interferenza P1 con le piante dei filari o con gli ostacoli a bordo strada, durante l’avanzamento della trattrice lungo direzione di avanzamento parallela ai filari o alla strada.
La posizione di interferenza P1 interna ai filari o tra gli ostacoli a bordo strada rappresenta la posizione di stabilità in cui si pone la struttura a mensola, in particolare soggetta all’azione del suo peso e delle diverse molle come di seguito precisato.
Vantaggiosamente, la struttura a mensola 100 potrà essere scaricata almeno di parte del suo peso mediante mezzi di sospensione 103 preferibilmente ottenuti con una prima molla vantaggiosamente montata tra il telaio 3 e la struttura a mensola 100.
I mezzi di spinta 102 comprendono vantaggiosamente almeno primi mezzi elastici 104, semplicemente ad esempio ottenuti con una seconda molla, collegati tra la struttura a mensola 100 ed il telaio 3 e sono montati lungo una direzione di collegamento A avente una componente A1 nella direzione dei filari ovvero verso la posizione di interferenza P1 interna ai filari per portare la struttura a mensola 100 in tale posizione dopo che ha subito una spinta in allontanamento da tale medesima posizione a seguito dell’interferenza con la pianta o con un ostacolo a bordo strada durante l’avanzamento della trattrice.
Vantaggiosamente, un telaio di appoggio 105 è disposto attorno al rotore 10 ed è volto ad andare in battuta contro il tronco delle piante o contro un ostacolo a bordo strada durante l’avanzamento della apparecchiatura 1 e conseguentemente sospingere in allontanamento la struttura a mensola 100 facendola ruotare attorno al suo asse di rotazione sostanzialmente verticale Z’ dalla posizione interna ai filari o agli ostacoli alla posizione esterna ai filari o agli ostacoli.
Tale telaio di appoggio 105 è ad esempio ottenuto con un anello metallico supportato dalla struttura a mensola 100 a pochi centimetri dal bordo del rotore 10.
In accordo con la forma realizzativa illustrata in figura 3, la struttura a mensola 100 comprende una piastra di sostegno 106 al di sotto della quale è montato il rotore 10 mediante il giunto idraulico rotante 80, da cui si sviluppa verso il telaio 3 un braccio 107 che porta alla sua estremità libera una boccola 108 atta a realizzare la camicia del perno della cerniera 101.
Tale boccola 108 ha un profilo inclinato 108’ che poggia su un supporto inclinato 3’ del telaio 3 così da essere forzata dal suo peso verso la posizione interna ai filari.
La boccola 108 può scorrere verticalmente lungo il perno della cerniera 101 ed è contrastata nel suo sollevamento dall’appoggio sulla superficie inclinata 3’ del telaio 3 dall’azione di una terza molla 109 volta a sospingere la boccola 108 verso il basso. La suddetta terza molla 109 è montata coassialmente al perno ed agisce tra un dado di finecorsa 120 montato sul perno e la suddetta boccola 108. In caso di sollecitazioni verticali trasmesse dal telaio 3 alla struttura a mensola 100, ad esempio a causa di sassi o asperità del terreno, quest’ultima potrà sollevarsi scorrendo con la boccola 108 lungo il perno della cerniera 101 per assecondare la sollecitazione ricevuta.
I mezzi di spinta 102 comprendono, secondo una forma preferenziale dell’invenzione in aggiunta a quelli già citati vantaggiosamente anche secondi mezzi elastici 110, ad esempio ottenuti con una quarta molla, anch’essi collegati tra la struttura a mensola 100 ed il telaio 3 ma montati lungo una direzione di collegamento B avente una componente B1 nella direzione verso la posizione esterna ai filari avente lo scopo di evitare un eccessivamente profondo inserimento del rotore 10 tra le piante o gli ostacoli a bordo strada quando il rotore si è spostato oltre la posizione interna ai filari in una posizione ancora più distanziata dalla trattrice 2 con il braccio ella mensola 100 ancora più esternamente aperto.
Pertanto, la struttura a mensola 100 è forzata dai mezzi di spinta 102 a tornare sempre verso la posizione di interferenza interna P1 ai filari o agli ostacoli a bordo strada essendo sempre forzata verso tale posizione sia dopo avere intercettato un tronco od un ostacolo ed essersi allontanata da esso (in questo caso agendo i primi mezzi elastici 104), sia dopo essersi inserita eccessivamente tra i filari o gli ostacoli (in quest’ultimo caso agendo i secondi mezzi elastici 110).
Operativamente la struttura a mensola 100, preferibilmente ma non necessariamente scaricata almeno parte del suo peso che gravita sulla cerniera 101 grazie all’azione della prima e/o seconda e/o quarta molla 103, 104, 110, oscilla con poco attrito tra le due posizioni interna (o di interferenza) ed esterna (o di non interferenza) ai filari a seguito dei colpi che riceve andando a cozzare con il suo telaio di appoggio 105 contro i fusti degli alberi dei filari o contro gli ostacoli a bordo strada.
Per tutto lo spazio che intercorre tra filare e filare od ostacolo ed ostacolo, la struttura a mensola 100 si trova in posizione stabile interna ai filari mentre ogni volta che giunge in battuta con il telaio di appoggio 105 contro il fusto di un albero del filare o contro un ostacolo a bordo strada si sposta verso la posizione esterna di non interferenza fintanto che viene meno l’interferenza con il fusto della pianta o con l’ostacolo a bordo strada e può rientrare nella posizione di interferenza P1 tra i filari o tra gli ostacoli a bordo strada.
In questo movimento oscillante i mezzi di spinta 102 sono volti a fare recuperare nel più breve tempo possibile al rotore 10 la posizione di interferenza P1 interna ai filari. In accordo con la previsione di ottenere i mezzi di spinta 12 almeno con secondi mezzi elastici 104, questi ultimi saranno volti a riportare velocemente la mensola 100 verso la suddetta posizione interna non appena cessa la presenza della pianta o dell’ostacolo.
In accordo con una vantaggiosa caratteristica di questa seconda forma realizzativa, nella parte posteriore del telaio di appoggio 105 ovvero quella opposta alla trattrice 2, è montato un carter di protezione 111 ad esempio ottenuto con delle catene. Tale carter di protezione 111 è atto ad impedire che gli spruzzi o anche piccoli sassi vengano eiettati da detto rotore 10 verso la macchina o comunque verso zone esterne all’area in prossimità del rotore.
Vantaggiosamente il telaio 3 della apparecchiatura 1 è provvisto di una ruota 200 di appoggio al terreno T la quale montata su un montante del telaio 3 in maniera regolabile per variare l’altezza del rotore 10 rispetto al terreno.
In accordo con una caratteristica dell’invenzione, il piano della piastra 15’ ovvero ancora il profilo di apertura della campana 16 potranno definire un piano di giacitura π del rotore 10 che è vantaggiosamente inclinato in avanti, ovvero nel verso di avanzamento della trattrice 2, di un angolo β inferiore a 8 gradi per spostare parte del terreno trattato dagli ugelli 11, durante l’avanzamento della apparecchiatura 1, verso la parte posteriore dello stesso rotore 10 che rimane quindi preferibilmente leggermente sollevata dal terreno T.
Lo stesso piano di giacitura π del rotore 10 potrà essere inclinato lateralmente rispetto alla direzione di avanzamento Y del rotore 10 parallela a quella di avanzamento Y della trattrice 2, di un angolo γ (non illustrato) per restare sostanzialmente contraffacciato in maniera complanare al rincalzo del filare F della coltura arborea, ovvero a quel dosso di terra che è normalmente previsto lungo il filare F.
I mezzi di movimentazione 12 sono suscettibili di portare in rotazione il rotore 10 ad una velocità compresa tra 300 e 1000 giri al minuto per distribuire uniformemente l’azione dei getti 13 su tutta la fascia di terreno interessata dall’avanzamento del rotore sul terreno T, in seguito all’avanzamento della trattrice 2.
Il trovato così concepito raggiunge pertanto gli scopi prefissi.
Ovviamente il presente trovato potrà assumere, nella sua realizzazione pratica, anche forme e configurazioni diverse da quella sopra illustrata senza che, per questo, si esca dal presente ambito di protezione. Inoltre tutti i particolari potranno essere sostituiti da elementi tecnicamente equivalenti e le forme, le dimensioni ed i materiali impiegati potranno essere qualsiasi a seconda delle esigenze.

Claims (16)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso, in particolare in filari di colture arboree, la quale comprende: - un telaio di supporto (3) suscettibile di essere portato o trainato mediante una trattrice (2) in una direzione di avanzamento (Y) parallela ai filari (F) di dette colture (A) o alla direzione di una strada; - una pompa ad alta pressione (4) montata su detto telaio (3) ed atta ad essere azionata da mezzi di motorizzazione (5) associati a detta trattrice (2); un serbatoio di liquido (6) suscettibile di essere portato o trainato da detta trattrice (2), il quale alimenta detta pompa ad alta pressione (4); - almeno un rotore (10) girevolmente montato su detto telaio (3) in posizione contraffacciata rispetto al terreno (T), azionato a ruotare attorno ad un asse di rotazione (Z) sostanzialmente verticale da mezzi di movimentazione (12); - almeno due ugelli (11) montati su detto rotore (10) a differente distanza radiale da detto asse di rotazione (Y), con direzione (X) di incidenza al terreno compresa tra 130 – 155 gradi rispetto ad un asse ortogonale al piano del terreno (T), alimentati da detta pompa (4) con un flusso di fluido a pressione compresa tra 500 e 1500 bar emettendo getti rotanti (13) indirizzati contro il terreno (T) suscettibili di insinuarsi per almeno un centimetro sotto la superficie del terreno sminuzzando l’apparato radicale di detto cotico erboso.
  2. 2) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto rotore (10) comprende una piastra di supporto (15’) di forma circolare sul cui bordo periferico sono montati detti ugelli (11).
  3. 3) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta piastra (15’) ha fissati tubi a raggiera di alimentazione di detti ugelli (11).
  4. 4) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto di comprendere una struttura a mensola (100), la quale supporta detto rotore (10) ed è verticalmente imperniata a detto telaio (3) essendo suscettibile di ruotare rispetto ad un asse sostanzialmente verticale (Z) tra una posizione stabile di interferenza (P1) interna ai filari o agli ostacoli a bordo strada ed una posizione di non interferenza (P2) esterna ai filari o ad ostacoli a bordo strada.
  5. 5) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detta struttura a mensola (100) è suscettibile di essere spostata da detta posizione interna (P1) ai filari o ad ostacoli a bordo strada a detta posizione esterna (P2) ai filari o ad ostacoli a bordo strada dall’interazione con il fusto dei filari di dette colture (A).
  6. 6) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto di comprendere mezzi di spinta (102) atti a sospingere detta struttura a mensola (100) verso detta posizione stabile di interferenza (P1) interna ai filari o agli ostacoli a bordo strada.
  7. 7) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 6, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di spinta (102) comprendono almeno primi mezzi elastici (104) collegati tra la struttura a mensola (100) ed il telaio (3) lungo una direzione di collegamento (A) avente una componente nella direzione di detti filari (F) per sospingere detta struttura a mensola (100) da detta posizione esterna (P2) ai filari o agli ostacoli a bordo strada a detta posizione interna (P1) ai filari o agli ostacoli a bordo strada.
  8. 8) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto di comprendere un telaio di appoggio (105) disposto attorno a detto rotore (10) e volto ad andare in battuta contro il fusto delle piante o contro ostacoli a bordo strada durante l’avanzamento di detta apparecchiatura per spostare detta struttura a mensola (100) girevolmente attorno al suo asse di rotazione sostanzialmente verticale (Z) da detta posizione interna (P1) ai filari o ad ostacoli a bordo strada a detta posizione esterna (P2) ai filari o ad ostacoli a bordo strada.
  9. 9) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto che detta struttura a mensola (100) comprende una piastra di sostegno (106) al di sotto della quale è montato il rotore (10) mediante un giunto idraulico rotante (80), dalla quale si sviluppa un braccio (107) imperniato alla estremità a detto telaio (3) mediante una boccola con profilo di scorrimento sul telaio inclinato per essere forzata dal peso verso detta posizione interna ai filari o ad ostacoli a bordo strada.
  10. 10) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 4, caratterizzata dal fatto di comprendere mezzi di sospensione (103), in particolare ottenuti con almeno una molla (3, 4, 12) vantaggiosamente montati tra detto telaio (3) e detta struttura a mensola (100).
  11. 11) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto rotore (10) comprende una campana rotante (16), la quale ha una cavità (17) rivolta verso il terreno ed alloggia al suo interno detti ugelli (11) per proteggerli da ostacoli durante l’avanzamento del rotore a ridosso del terreno.
  12. 12) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti ugelli (11) presentano la bocca di eiezione (11’) disposta ad una distanza compresa tra 1-8 cm dal terreno.
  13. 13) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto rotore (10) è suscettibile di essere azionato da detti mezzi di movimentazione (12) a ruotare ad una velocità compresa tra 300 e 1000 giri al minuto per distribuire uniformemente l’azione dei getti sul terreno in seguito all’avanzamento della trattrice.
  14. 14) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti ugelli (11) hanno ciascuno una direzione di incidenza (X) sul terreno che determina un angolo di incidenza (α) compreso tra 120 – 180 gradi valutati rispetto all’asse ortogonale al piano del terreno (T) con verso uscente dal terreno.
  15. 15) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti ugelli (11) giacciono su di un piano inclinato in avanti di un angolo inferiore a 8 gradi per spostare verso la parte posteriore durante l’avanzamento parte del terreno trattato.
  16. 16) Apparecchiatura per la distruzione del cotico erboso secondo una qualunque delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti ugelli (11) giacciono su di un piano inclinato lateralmente rispetto alla direzione di avanzamento del rotore (10) parallela a quella di detta trattrice (2) essendo sostanzialmente complanarmente contraffacciato al rincalzo del filare di coltura arborea.
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