ITPI20060120A1 - Metodo ed apparecchiatura per la terminazione dei capi di fasci di filo in nuclei di macchine dinamo-elettriche - Google Patents

Metodo ed apparecchiatura per la terminazione dei capi di fasci di filo in nuclei di macchine dinamo-elettriche Download PDF

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ITPI20060120A1
ITPI20060120A1 IT000120A ITPI20060120A ITPI20060120A1 IT PI20060120 A1 ITPI20060120 A1 IT PI20060120A1 IT 000120 A IT000120 A IT 000120A IT PI20060120 A ITPI20060120 A IT PI20060120A IT PI20060120 A1 ITPI20060120 A1 IT PI20060120A1
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IT
Italy
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wires
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seat
wire
Prior art date
Application number
IT000120A
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English (en)
Inventor
Rubino Corbinelli
Paolo Nesti
Gianfranco Stratico'
Original Assignee
Atop Spa
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    • HELECTRICITY
    • H02GENERATION; CONVERSION OR DISTRIBUTION OF ELECTRIC POWER
    • H02KDYNAMO-ELECTRIC MACHINES
    • H02K15/00Processes or apparatus specially adapted for manufacturing, assembling, maintaining or repairing of dynamo-electric machines
    • H02K15/30Manufacture of winding connections

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  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Manufacturing & Machinery (AREA)
  • Power Engineering (AREA)
  • Manufacture Of Motors, Generators (AREA)
  • Electrical Discharge Machining, Electrochemical Machining, And Combined Machining (AREA)

Description

Descrizione dell’invenzione industriale dal titolo:
“METODO ED APPARECCHIATURA PER LA TERMINAZIONE DEI CAPI DI
FASCI DI FILO IN NUCLEI DI MACCHINE DINAMO-ELETTRICHE”, a nome della ditta italiana ATOP S.p.A. con sede a Barberino 5 Val D’Elsa (FI).
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DESCRIZIONE
Ambito dell’invenzione.
La presente invenzione riguarda un metodo ed una 10 apparecchiatura per la terminazione di capi di bobine di filo avvolte su nuclei magnetici di componenti di macchine dinamo-elettriche, quali statori per motori elettrici o generatori.
Descrizione della tecnica nota.
15 Le bobine di filo possono essere formate avvolgendo simultaneamente un fascio di fili utilizzando un avvolgitore avente uno o più aghi dispensatori di filo che rilasciano il fascio di fili direttamente nelle cave del nucleo magnetico.
<20>Alternativamente, le bobine di filo possono essere inizialmente avvolte su una forma di avvolgimento, utilizzando un flier rotante, oppure possono essere avvolte ruotando la forma di avvolgimento in modo da tirare il fascio di fili ad avvolgersi su essa.
<25>Le bobine di filo finite sono successivamente separate
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 dalla forma di avvolgimento e disposte su un utensile, che è utilizzato per il trasferimento ad una unità di inserimento dove le bobine di filo vengono inserite all’interno delle cave del nucleo magnetico con aggiunta di 5 un isolante di copertura.
In generale, le bobine di filo sono formate da un numero predeterminato di spire di filo, dove ciascuna spira di filo consiste in rami di filo formati ciascuno da un certo numero di fili. Secondo questi principi sono noti<10>avvolgitori descritti, ad esempio, in EP1076401 e in US6557238.
I capi di filo possono essere estremità iniziali di una bobina di filo, estremità finali di una bobina di filo, o porzioni intermedie per collegare bobine di filo che sono<15>state avvolte in sequenza. Il collegamento dei capi ai terminali richiede il passaggio dei fili lungo percorsi predeterminati (cosiddetto “routing”), in particolare in una zona prossima alle estremità delle facce del nucleo, dove le bobine sporgono dalle relative scanalature. Qui, i<20>capi di filo devono essere diretti lungo determinati percorsi per raggiungere posizioni dove il fascio di fili può essere ritorto ai capi per facilitare l’inserimento del fascio di fili nei terminali. Prima dell’inserimento, le porzioni ritorte devono essere tagliate per avere estremità 25 che sono tutte pari e ad una distanza predeterminata dallo statore, in modo tale che possano essere facilmente Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 inserite nei terminali.
US6141864 propone un utensile avvolgitore che è applicato allo statore e che ha scanalature per ricevere temporaneamente i capi dei fili per disporli insieme e 5 tagliarli. I capi tagliati sono poi rimossi dalle scanalature e connessi insieme mediante ritorcitura. L’utensile avvolgitore ottimizza le operazioni manuali di disposizione insieme dei capi e il loro taglio.
Con i moderni statori, il numero di capi in un nucleo<10>che richiede l’operazione di routing e le cosiddette procedure di terminazione è maggiore rispetto al passato. Inoltre, sono anche maggiori che in passato la dimensione e il numero dei fili utilizzati per il fascio di fili. Di conseguenza, i tempi di produzione per i processi di<15>terminazione stanno diventando sempre più lunghi e le operazioni automatiche dei processi risultano sempre più complesse e difficili da eseguire.
In base a quanto sopra, è uno scopo della presente invenzione fornire metodi e apparecchiature per disporre<20>automaticamente capi di filo rispetto al nucleo e di ritorcere certe porzioni degli stessi capi dei fili per formare una sezione del fascio di fili di una determinata dimensione.
È un altro scopo della presente invenzione fornire le 25 suddette apparecchiature che possano essere rapidamente regolate per tenere conto delle variazioni richieste al Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 momento della disposizione dei capi di filo.
Un ulteriore problema deriva dall’esigenza che i nuclei magnetici completati siano estremamente compatti senza richiedere componenti addizionali per supportare i capi di 5 filo che sono stati fatti passare vicino alle facce di estremità del nucleo. Per raggiungere questo obiettivo, il routing dei capi di filo viene eseguito direttamente in contatto con le bobine, e da lì i capi possono diramarsi in determinate direzioni per essere ritorti.
<10>È quindi un altro scopo della presente invenzione fornire metodi ed apparecchiature per disporre automaticamente i capi di filo rispetto al nucleo e ritorcere certe porzioni degli stessi capi di filo per raggiungere una determinata dimensione della sezione delle<15>porzioni ritorte, senza richiedere l’uso di componenti addizionali che richiederebbero di essere permanentemente assemblati sul nucleo finito per supportare i capi di filo.
Sintesi dell’invenzione
La presente invenzione prevede il fatto di utilizzare<20>elementi di terminazione applicati temporaneamente ad almeno una estremità del nucleo magnetico, dopo aver avvolto le bobine di filo con un fascio di fili che vengono tirati contemporaneamente. Inizialmente, i capi di filo del fascio di fili sono tirati in una determinata posizione, 25 attorno al nucleo al termine di una procedura di avvolgimento. Successivamente, un manipolatore di filo Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 afferra selettivamente i capi formati dal fascio di fili e li muove lungo le facce di estremità del nucleo. In certe posizioni, il manipolatore tira il fascio di fili fino a rispettive sedi di elementi di terminazione. Muovendo la 5 pluralità di fili con il manipolatore, questi possono essere tirati contro superfici predeterminate degli elementi di terminazione, in modo tale che il fascio di fili diventi deformato per seguire configurazioni predeterminate che corrispondano ai percorsi dove i capi di<10>filo devono essere permanentemente posizionati adiacentemente alle estremità delle bobine.
Lungo tali percorsi il fascio di fili può essere fatto passare attraverso rispettive sedi degli elementi di terminazione. Nel fare ciò, il fascio di fili può essere<15>obbligato a cambiare direzione in modo tale che esso alla fine si estenda in una predeterminata direzione. La variazione di direzione avviene piegando il fascio di fili contro superfici di riferimento che esistono adiacentemente all’ingresso della sede. Di conseguenza, il fascio di fili<20>formante una tipica estremità uscirà dalla sede e si estenderà oltre essa in una predeterminata direzione. Una porzione del fascio di fili che si estende nella predeterminata direzione può essere ritorta per una certa lunghezza mediante movimenti programmati del manipolatore.
25 I movimenti programmati del manipolatore sono tali che il fascio di fili diventi ritorto e venga tirato contro Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 superfici di riferimento che sono adiacenti agli ingressi delle sedi. Ciascuna sede mantiene il fascio di fili in una determinata posizione durante le operazioni di ritorcitura. Conseguentemente, la risultante posizione ritorta verrà 5 disposta in una predeterminata posizione dettata dalla sede e che si estende nella predeterminata direzione per una lunghezza desiderata.
Una cesoia può al termine tagliare le porzioni ritorte ad una lunghezza predeterminata dal nucleo in modo da<10>formare estremità rifinite per il collegamento ai terminali.
La ritorcitura fa formare un’elica a ciascun filo mediante spire che verranno disposte adiacenti e in contatto con spire delle eliche formate con gli altri fili.
<15>Le eliche dei vari fili dovranno essere simili, ossia il loro diametro e il loro passo dovrà essere lo stesso in modo da poter evitare l’incrocio dei fili.
L’utensile di terminazione di fili può anche includere superfici per pressare i capi di filo fatti passare contro<20>le bobine, in modo da limitare la dimensione complessiva del nucleo finito.
A causa dell’elevato numero di fili che può essere presente nel nucleo, ed anche per la complessità dei percorsi dove i fili devono essere esposti, le operazioni 25 di “routing” e ritorcitura dei vari capi può essere effettuata in varie fasi, che sono eseguite in sequenza per Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 completare il nucleo. Più specificamente, in ciascuna fase un numero di capi finiti, limitato rispetto al numero totale di capi, può essere fatto passare e ritorto utilizzando specifici elementi di terminazione dei fili. Di 5 conseguenza, varie apparecchiature di terminazione, ciascuna avente un manipolatore di filo e elementi specifici di terminazione di filo, possono processare in successione un dato nucleo per portarlo a finitura. Allo stesso tempo, le varie apparecchiature possono lavorare in<10>parallelo per effettuare i rispettivi passi di terminazione del ciclo su nuclei distinti, in modo da ridurre il tempo di produzione per un nucleo, e quindi aumentare la produttività.
In certi casi, il numero di capi che devono essere<15>ritorti è tale che un filo va a disporsi centralmente tra il fascio di fili in modo tale da non risultare ritorto. Questo filo può avere uno contatto ridotto con il terminale, poiché esso risulta completamente racchiuso all’interno degli altri fili, e per questo motivo è<20>preferibile evitare che un tale filo rimanga centralmente e senza essere ritorto. In questa situazione, il fascio di fili può essere ritorto in piccoli mazzetti, in modo da evitare che appunto che un filo rimanga centralmente e senza essere ritorto, e poi i mazzetti a loro volta possano 25 essere ritorti insieme, raggiungendo così lo scopo di una porzione finale che ha tutti i fili ritorti.
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e i vantaggi del metodo e della apparecchiatura secondo l’invenzione risulteranno più chiaramente con la descrizione che segue di alcune tipiche 5 realizzazioni, fatta a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, qui di seguito brevemente descritti.
- La figura 1 è una vista prospettica di una forma realizzativa illustrativa di uno statore ad uno stadio<10>intermedio di produzione secondo i principi della presente invenzione.
- La figura 2 è una vista prospettica di una forma realizzativa di un elemento di terminazione che può essere utilizzato per realizzare lo statore mostrato in<15>figura 1. Nella figura 2 gli elementi di terminazione sono illustrati trasparenti per chiarezza. La figura 2 mostra anche le porzioni dei capi di filo formate da un fascio di fili avvolti fatti passare lungo un percorso e ritorti secondo i principi dell’invenzione; tuttavia in<20>figura 2 lo statore é stato omesso per semplicità descrittiva.
- La figura 3 è una vista dalla direzione 3 di figura 2.
In figura 3 gli elementi di terminazione sono illustrati trasparenti per chiarezza illustrativa. La figura 3 25 mostra anche che gli elementi di terminazione possono essere montati sullo statore di figura 1, che è mostrato Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 con linea a tratto discontinuo. Inoltre, la figura 3 mostra un manipolatore nel procedimento di far seguire un determinato percorso ad un capo formato da una pluralità di fili.
5 - La figura 4 è una sezione parziale vista dalle direzioni 4-4 di figura 3 e illustra gli elementi di terminazione applicati allo statore mostrato nelle figure 1 e 3. Per motivi di chiarezza, la figura 4 mostra i capi di figura 2 e 3 nelle loro condizioni prima di essere ritorti e<10>senza il manipolatore mostrato in figura 3.
- La figura 4a è una sezione parziale vista dalle direzioni 4a-4a di figura 4.
- La figura 4b è una sezione parziale vista dalle direzioni 4b-4b di figura 4.
<15>- La figura 4c è una sezione parziale vista dalla direzione 4c di figura 4 e illustra parti che sono state omesse in figura 4, a causa della linea di strappo di figura 4 introdotta per ragioni di chiarezza.
- La figura 5 è una vista parziale dalla direzione 5 di<20>figura 4 che illustra le fasi di far seguire un percorso ad un capo di filo secondo i principi dell’invenzione. - Le figure 6-9 sono viste parziali dalla direzione 6 di figura 4, con certe parti che sono state omesse per motivi di chiarezza, che illustrano varie fasi di far 25 seguire un percorso e di formare una porzione ritorta di un capo di filo secondo i principi dell’invenzione;
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 - le figure 10-13 sono viste analoghe alle figure 5 e 6 che illustrano diverse fasi di far seguire un percorso e formare una porzione ritorta di un capo di filo secondo i principi dell’invenzione.
5 - La figura 14 è una vista similare alla figura 3 e mostra un ambiente di produzione con una molteplicità di stazioni per la terminazione del nucleo.
Descrizione dettagliata di alcune forme realizzative Le figure 1, 3 e 4 mostrano lo statore 10 avvolto con<10>bobine 11 da cui si diramano capi di filo 12, ciascuno consistente di un fascio di fili W. Le bobine sono state avvolte in cave 13. Le estremità 14 delle bobine 11 si estendono oltre le facce 15 del nucleo. In figura 1, alcuni dei capi di filo 12 sono stati tirati fino a predeterminate<15>posizioni radiali attorno al nucleo statorico per prepararsi a far seguire percorsi predeterminati ai capi di filo e ad eseguire la loro terminazione in terminali secondo i principi della presente invenzione.
Nelle figure 1, 2 e 3 altri capi 16 e 17 sono stati<20>adattati lungo il relativo percorso, ritorti e tagliati secondo i principi dell’invenzione.
Più precisamente, la porzione ritorta 16’ del capo 16 è in posizione eretta nella direzione 33 rispetto alle estremità 14 delle bobine per effetto della piegatura in 25 corrispondenza della posizione 18. Inoltre, la porzione
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 ritorta 16’ è stata tagliata ad una determinata distanza rispetto alla faccia di estremità 15 (si vedano anche le figure 2 e 3).
In modo analogo, la porzione ritorta 17’ del capo 17 è 5 in posizione eretta nella direzione 34 rispetto alle estremità 14 delle bobine per effetto della piegatura in corrispondenza della posizione 19. Inoltre, la porzione ritorta 17’ è stata tagliata pari e ad una determinata distanza rispetto alla faccia di estremità 15 (si vedano<10>anche le figure 2 e 3).
Il diametro D delle porzioni ritorte 16’ e 17’ (si veda la figura 2) deve essere contenuto entro prescritte tolleranze per potersi collegare correttamente ai terminali.
<15>La figura 2 mostra un utensile di terminazione 21 consistente in due elementi 22 e 23 senza la presenza dello statore 10. Le figure 3 e 4 mostrano gli elementi 22 e 23 assemblati sullo statore, in modo idoneo a far seguire un determinato percorso ai capi 16 e 17 e per formare le<20>porzioni ritorte 16’ e 17’.
Più in particolare, e con riferimento alla figura 4, gli elementi 22 e 23 sono stati montati coassialmente all’asse 10’ dello statore 10. Questo può essere effettuato grazie alla battuta e al centraggio fornito dallo 25 spallamento cilindrico 24 dell’elemento 23 nei confronti della faccia 15 e delle pareti cave dello statore.
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 L’elemento 22 ha una forma che si inserisce a manicotto nella cavità interna cilindrica 25 dell’elemento 23. In aggiunta, l’elemento 22 è riferito angolarmente attorno all’asse 10’ rispetto all’elemento 23 mediante un impegno a 5 chiavetta (non mostrato) esistente tra l’elemento 22 e l’elemento 23. In modo analogo, l’elemento 23 è riferito angolarmente attorno all’asse 10’ rispetto allo statore mediante un impegno a chiavetta (non mostrato) che esiste tra l’elemento 23 e lo statore 10. Di conseguenza,<10>l’elemento 22 è riferito angolarmente attorno all’asse 10’ rispetto allo statore 10. Questa catena di riferimenti ottiene il risultato che i capi che provengono dalle cave statoriche risultano riferiti rispetto alle superfici di routing degli elementi 22 e 23.
<15>Quando è necessario passare i fili sui percorsi e ritorcere i capi, gli elementi 22 e 23 possono essere bloccati allo statore 10 per mezzo del gruppo 50 (si vedano le figure 4, 4a, 4b e 4c). Lo stesso gruppo bloccherà lo statore 10 ad una opportuna sede di una stazione, come<20>risulterà evidente più avanti.
L’elemento 22 può essere bloccato nello statore per mezzo dell’albero 51, che ha un’estremità allargata 51’ premente sullo spallamento 58 dell’elemento 22 quando l’albero 51 viene tirato nella direzione 52’ (in modo 25 parallelo all’asse 10’) mediante l’attuatore lineare 53.
In modo analogo, l’elemento 23 può essere bloccato per Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 mezzo del tubo 55, che ha l’estremità allargata 55’ che preme sullo spallamento 59 dell’elemento 23 quando il tubo 55 viene tirato nella direzione 52’ dall’attuatore lineare 56.
5 L’elemento 22 può muoversi nella direzione 52 e 52’ rispetto all’elemento 23 grazie all’accoppiamento scorrevole assialmente che esiste nella cavità 25. Un perno 70 che può andare a battuta contro gli spallamenti 71 e 72 dell’elemento 23 limita il movimento dell’elemento 22<10>rispetto all’elemento 23. In aggiunta, il perno 70 può agire come una connessione che preme tra gli elementi 22 e 23. Infatti, il bloccaggio degli elementi 22 e 23 allo statore 10 può essere effettuato premendo con una l’estremità allargata 51’ sullo spallamento 58 e con<15>l’estremità allargata 55’ sullo spallamento 59, ossia nella direzione 52’. Di conseguenza, il perno 70 può premere sullo spallamento 72 mentre lo spallamento cilindrico 24 dell’elemento 23 preme sulla faccia 15 per bloccare l’elemento 23 allo statore. Di conseguenza, l’elemento 22<20>diventa bloccato rispetto allo statore facendo premere il perno 70 contro lo spallamento 71.
L’attuatore lineare 53 è connesso all’albero 51 per mezzo di un accoppiamento 54, il quale permette la rotazione attorno all’asse 10’. In modo analogo, 25 l’attuatore lineare 53 è connesso al tubo 55 per mezzo di bracci di accoppiamento 57, che permettono la rotazione Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 attorno all’asse 10’ grazie a un cuscinetto 57’ montato tra il tubo 55 e il braccio di accoppiamento 57.
L’albero 51 può essere ruotato attorno all’asse 10’ per orientare l’estremità allargata 51’ rispetto al passaggio 5 60 dell’elemento 22, in modo da bloccare l’elemento 22.
Nella posizione di figura 4a, la testa allargata 51’ preme sullo spallamento 58 e quindi è orientata di 90° rispetto all’asse 60’. Per far passare l’estremità allargata 51’ attraverso il passaggio 60, in modo da rimuovere gli<10>elementi 22 dallo statore, l’albero 51 deve essere ruotato di 90° per riallineare a 0° l’estremità allargata 51’ con l’asse 60’. In questo modo, la forma a sezione ellittica della testa 51’ potrà passare attraverso la corrispondente forma del passaggio 60.
<15>Il modo analogo, la testa allargata 55’ del tubo 55 ha una forma a sezione ellittica atta a passare attraverso una corrispondente forma del passaggio 61. Il tubo 55 può essere ruotato attorno all’asse 10’ per orientare la testa allargata 55’ rispetto al passaggio 61 dell’elemento 23.
<20>Nella posizione di figura 4b, la testa allargata 55’ preme sullo spallamento 59 e quindi è orientata a 90° rispetto all’asse 61’. Per far passare la testa allargata 55’ attraverso il passaggio 61 in modo da rimuovere l’elemento 23 dallo statore, il tubo 55 deve essere ruotato di 90° per 25 riallineare a 0° la testa allargata 55’ con l’asse 61’.
La rotazione dell’albero 51 attorno all’asse 10’ per Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 orientare la testa allargata 51’ può essere effettuata utilizzando il gruppo 62, che consiste nell’attuatore lineare 63 che è in grado di far traslare avanti e indietro la cremagliera 64. La cremagliera 64 si impegna con 5 l’ingranaggio 65 montato sull’albero 51 ed è in grado di trasmettere una rotazione attraverso la chiavetta 66. La chiavetta 66 è montata sull’albero 51 ed è in grado di scorrere nella sua scanalatura di accoppiamento dell’ingranaggio 65 quando l’albero 51 viene mosso nella<10>direzione 52 e 52’.
In modo analogo, la rotazione del tubo 55 attorno all’asse 16’ per orientare la testa allargata 55 può essere raggiunta utilizzando il gruppo 67, che consiste in un attuatore lineare 68 che è in grado di far traslare in<15>avanti e indietro la cremagliera 69. La cremagliera 69 ingrana con l’ingranaggio 69’ montato sul tubo 55 ed è in grado di trasmettere una rotazione attraverso la chiavetta 69”. La chiavetta 69” è montata sull’albero tubolare 55 ed è in grado di muoversi nella sua scanalatura di<20>accoppiamento dell’ingranaggio 69’ quando il tubo 55 viene mosso nella direzione 52 e 52’.
Quindi, le teste allargate 51’ e 55’ possono essere ruotate da una posizione in cui vengono bloccati gli elementi 22 e 23, e una posizione in cui gli elementi 22 e 25 23 vengono rilasciati.
Quando gli elementi 22 e 23 vengono rilasciati, essi Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 possono essere rimossi dallo statore 10 inserendo la testa di presa 73 nel foro 74 dell’elemento 22. La testa di presa 73 ha chiavette espandibili 73’ che possono afferrare la superficie interna del foro 74. La testa di presa 73 ha 5 anche un anello di battuta 73”, che può impegnare la superficie superiore dell’elemento 22 per garantire un preciso riferimento tra la testa di presa 73 e elemento 22. La testa di presa 73 fa parte di un dispositivo di trasferimento 105 mostrato in figura 14. La testa di presa<10>73 si muove in direzione 52 per rimuovere gli elementi 22 e 23. La battuta del perno 70 contro lo spallamento 72 garantirà che l’elemento 22 porti con sé l’elemento 23 quando la testa di presa 73 si muove nella direzione 52 (parallela all’asse 10’) per rimuovere gli elementi 22 e<15>23.
La figura 4c mostra l’elemento di supporto 80 che ha una cava 81 per alloggiare lo statore 10 in allineamento con l’asse 10’. Lo statore 10 può essere premuto sul fondo della scanalatura 81 grazie alla pressione esercitata con<20>la superficie di battuta 24 dell’elemento 23 sulla faccia 15. Il supporto 80 può essere montato su una tavola di trasferimento come quella descritta con riferimento alla figura 14. Il supporto 80 diventa allineato con l’albero 51 e il tubo 55, presente in certe stazioni come descritto con 25 riferimento alla figura 14, mediante il movimento della tavola di trasferimento.
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 La figura 4c mostra elementi 82 e 83 che possono essere inseriti nello spazio libero creato tra gli archi 92 di bobine predeterminate. Gli elementi 82 e 83 possono essere sostenuti in canali 84 del supporto 80 per effettuare un 5 movimento radiale (per mezzo di un attuatore - non mostrato) in modo da risultare posizionati come mostrato in figura 4c. Inoltre, il sostegno nei canali 84 è necessario per far agire gli elementi 82 e 83 quando essi operano come bracci di supporto per contrastare il tiro delle bobine<10>nella direzione 52 durante le operazioni di ritorcere i capi 16 e 17. In questo modo, qualsiasi tendenza delle bobine di muoversi nella direzione 52 durante le operazioni di ritorcere i capi viene evitato. Lo statore 10 può essere disposto sul supporto 80 muovendosi nella direzione 52’<15>mentre esso viene centrato rispetto all’asse del supporto 80. In questo modo, lo statore risulta allineato anche con l’albero 51 e il tubo 55, che devono bloccare gli elementi 22 e 23.
Le figure 2, 3 e 4 mostrano il risultato di aver<20>afferrato i capi di filo 16 e 17 con il manipolatore 30 partendo dalla condizione in cui i capi 12 erano come mostrato in figura 1 e sono poi stati fatti passare come fascio di fili attraverso le scanalature 26 e 27 e nelle sedi 28 e 29 dell’elemento 22.
25 L’elemento 22 può essere mosso nella direzione 52 per essere posizionato distante dallo statore 10, in modo da Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 creare spazi 91 (si veda la figura 6) per far seguire ai fili il percorso attorno allo statore. Questo può essere raggiunto azionando l’attuatore 53 che muove la testa allargata 51’ contro l’anello elastico 90 per far traslare 5 l’elemento 22 nella direzione 52.
Le scanalature 26 e 27 sono passaggi radiali per il filo e presentano un accesso dalla periferia dell’elemento 22. Le scanalature 26 e 27 comunicano con sedi 28 e 29, rispettivamente. Le sedi 28 e 29 possono avere la<10>configurazione di fori, in cui ciascun foro è in grado di ricevere almeno la sezione totale del numero di fili che devono formare la porzione ritorta di un capo.
Per afferrare i capi e far loro seguire il percorso come mostrato in figure 2, 3 e 4, il manipolatore 30 può<15>muoversi nelle direzioni X, Y e Z e effettuare le rotazioni AO (si vedano le figure 2 e 3) attorno all’asse Z. I meccanismi 111 (vedasi figura 14) per effettuare questi movimenti possono essere simili alle attrezzature che sono state descritte in EP469426.
<20>Il manipolatore 30 può tirare i capi di filo contro le superfici 31 e 32 dell’elemento 23, per far seguire al fascio di fili predeterminati percorsi, in modo da raggiungere le posizioni 18 e 19 dove vengono effettuate le piegature nelle direzione 33 e 34. Quando il manipolatore 25 inizialmente tira i fili W lungo questi percorsi, i fili possono scorrere attraverso la sezione di presa 30’ del Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 manipolatore. Il manipolatore inizialmente afferra i fili W nella condizione dei capi 12 di figura 1. La presa può essere effettuata in un punto lungo i fili che può permettere ai fili di scorrere attraverso la sezione di 5 presa 30’ mentre i fili vengono fatti passare lungo il relativo percorso.
Preferibilmente i fili W dovranno essere trattenuti dalla sezione di presa 30’ in modo che non si incrocino, come viene mostrato nella figura 3. Tale risultato si<10>ottiene fornendo alla sezione di presa 30’ rispettive sedi per alloggiare ciascuno dei fili W. Le sedi possono essere delle scanalature (non visibili nella figura 3 in quanto nascoste dalla presenza dell’elemento premi fili 30’’).
I fili W, trovandosi nelle rispettive sedi della<15>sezione di presa 30’ durante i movimenti del manipolatore 30, non si incrociano nel disporsi lungo le traiettorie del routing e nelle eliche delle porzioni ritorte.
Le superfici 31 e 32 possono essere le facce cilindriche rispettivamente delle porzioni 31’ e 32’<20>dell’elemento 23 (si vedano le figure 2 e 3) e possono essere disposte sopra le estremità 14 delle bobine (si veda anche la figura 4). Di conseguenza, i capi raggiungono le scanalature 26 e 27 seguendo predeterminati percorsi lungo il contorno delle superfici 31 e 32. Le porzioni 31’ e 32’ 25 possono essere ricevute nelle cavità dell’elemento 22 come mostrato per esempio nelle figure 2 e 4.
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 In corrispondenza delle scanalature 26 e 27, il manipolatore tira i capi di filo attraverso le porzioni di passaggio radiali in modo da posizionare le porzioni terminali dei capi all’interno delle sedi 28 e 29 - si 5 vedano per esempio le figure da 4 a 6.
Come illustrato nelle figure 3,5 e 6, il manipolatore 30 può inizialmente muoversi per tirare il fascio di fili contro le superfici 31 e 32 e quindi nelle scanalature 26 e 27 per raggiungere la posizione desiderata nelle sedi 28 e<10>29 ed allinearsi in direzioni predeterminate 33 e 34.
Un capo di fili 17, mostrato in figura 6, che proviene da due cave separate dello statore, può essere portato nella scanalatura 26 e nella sede 28 in due fasi; in particolare, in una prima fase, la porzione di filo 17a può<15>essere portata nella scanalatura 26 e nella sede 28 dal manipolatore 30. Successivamente, in una seconda fase, la porzione 17b può essere portata nella scanalatura 26 e nella sede 28 dal manipolatore 30. Il capo 17 è quindi formato da due porzioni 17a e 17b. Entrambe le porzioni si<20>piegano in 19 e passano nella sede 28 per dirigersi nella direzione 34. Le zone di piegatura possono essere formate piegando il fascio di fili contro la superficie 22’, che è disposta nella zona adiacente alla sede 28 e che si affaccia sullo statore.
25 Un capo 16 mostrato in figura 5, che proviene da una singola cava dello statore, può essere portato nella Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 scanalatura 27 e nella sede 29 in una fase di presa e di movimentazione da parte del manipolatore 30. Il capo 16 forma una piega nel punto 18 e passa nella sede 29 per essere diretto nella direzione 33. La piega si è formata 5 piegando il fascio di fili contro la superficie 22”, che è disposta nell’area adiacente alla sede 29 e si affaccia sullo statore.
Per iniziare a formare le porzioni ritorte, la pluralità di capi di filo 16 e 17 deve essere tenuta<10>contemporaneamente dal manipolatore rispettivamente in determinate direzioni 33 o 34, con il fascio di fili vincolato nelle posizioni delle sedi 28 e 29, come mostrato in figure 5 e 6. Un elemento pressore 93 (vedasi figura 4) può pressare il fascio di fili lungo la loro estensione<15>proprio al di fuori delle sedi 28 e 29, per aumentare il vincolo sul fascio di fili nelle sedi 28 e 29. In figura 4, l’elemento 93 sta premendo sui fili in una direzione radiale 93’ verso l’asse 10’ dello statore.
Quindi, per ritorcere i capi di filo (si vedano le<20>figure 7 e 8), il manipolatore 30 nella condizione di tenere il fascio di fili come mostrato nelle figure 5 e 6, ruota attorno al proprio asse Z (rotazione A1 o A0) e allo stesso tempo ruota attorno all’asse Z’ (rotazione A2), che è dove i capi sono posizionati per trovarsi nelle direzioni 25 33 e 34. Per completare una rotazione secondo le varie eliche di ritorcitura è necessaria una rotazione attorno Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 all’asse Z ed una simultanea rotazione attorno all’asse Z’. In aggiunta, il manipolatore 30 deve muoversi nella direzione 52’ per evitare una eccessiva tensione nei fili man mano che la ritorcitura procede. Questo movimento del 5 manipolatore 30 può essere eseguito secondo una determinata funzione di movimento, di modo da mantenere la tensione dei fili tirandoli contro la superficie 22’. Durante questa operazione di tiro, i fili W non possono muoversi verso il manipolatore nella direzione 52 a causa del loro impegno<10>contro la superficie 22’. Di conseguenza, durante questi movimenti di ritorcitura, i capi ritorti risulteranno in posizione desiderata sopra le estremità delle bobine, a causa delle loro posizioni vincolate, date dalle sedi 28 e 29, ed allineati nelle direzioni 33 e 34, a causa del tiro<15>del manipolatore 30.
Prima di iniziare la rotazione del manipolatore per effettuare la ritorcitura, l’elemento di terminazione 22 può essere mosso nella direzione 52’, ossia verso il nucleo (si vedano le figure 7 e 8 che illustrano l’elemento 22 più<20>vicino al nucleo). Contemporaneamente, il manipolatore 30, trattenendo tutti i capi di filo, viene mosso nella direzione 52’, in modo che i fili non risultino eccessivamente tesi a causa del movimento dell’elemento 22 della direzione 52’. Il movimento della direzione 52’ 25 dell’elemento 22 è in grado di portare la superficie 22’ più vicina alle estremità 14 delle bobine (si vedano le Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 condizioni di figure 7 e 8), che più avanti impediranno alle porzioni 16a,17a e 17b dal muoversi in direzioni opposte 52 durante le rotazioni del manipolatore per ritorcere i capi. In aggiunta, i movimenti nella direzione 5 52’ dell’elemento 22 compattano le porzioni dei capi 17, 17b e 16a contro le estremità delle bobine 14.
Una corretta ritorcitura trasforma i fili in un numero di eliche adiacenti, in cui ciascuna elica è formata da un filo (si vedano alle figure 7 e 8). Le spire delle eliche<10>corrispondono al numero di rotazioni effettuate dal manipolatore 30. In aggiunta, le varie eliche vengono formate adiacenti tra loro senza attraversarsi, ossia con spire dello stesso diametro D e con passo costante, come mostrato nelle figure 7 e 8. Una formatura imperfetta delle<15>eliche può comportare un avvolgimento disordinato delle eliche su loro stesse, creando sovrapposizioni alternate a vuoti lungo le porzioni ritorte.
Le rotazioni del manipolatore possono essere fermate quando è stato formato un determinato numero di spire delle<20>eliche. Questo può garantire che venga raggiunta una determinata lunghezza delle porzioni ritorte compresa tra l’elemento 22 e la zona di taglio 37. Nella zona di taglio 37, le cesoie 40 e 41 possono avvicinarsi tra loro nelle direzioni 40’ e 41’, rispettivamente, per tagliare le 25 porzioni ritorte, come mostrato in figura 9.
Se è necessario ritorcere ulteriori porzioni dei capi Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 che rimangono nelle sedi 28 e 29, ossia prima di tagliare le porzioni ritorte, l’elemento di terminazione 22 può essere mosso in avanti nella direzione 52’, per fare muovere le porzioni dei capi di filo desiderati nella 5 direzione 52, in modo da uscire dalle sedi 28 e 29.
Quindi, la rotazione del manipolatore può essere ripresa per continuare la ritorcitura dei fili fino alla superficie superiore 22’’’ dell’elemento 22.
Quando un elevato numero di fili deve essere ritorto<10>insieme, può accadere che almeno un filo rimanga non ritorto al centro della sezione dei fili ritorti. Per riuscire a ritorcere anche questo filo, i fili possono essere ritorti insieme in numero inferiore, ottenendo mazzetti di filo ritorto che successivamente possono essere<15>a loro volta ritorti insieme per formare una singola porzione ritorta - si vedano le figure 10-13 riguardanti operazioni per ritorcere un filo di porzioni 17a e 17b descritte sopra.
Come mostrato nelle figure 10 e 11, un certo numero di<20>fili 42 di un ramo 17a è portato nella sede 28 dove sono ritorti insieme per formare una prima pozione ritorta 42a. Successivamente, un ulteriore numero di fili del ramo 17b è portato nella sede 28 dove sono ritorti insieme per formare una seconda porzione ritorta 42’a (vedasi figura 12).
25 Quindi, come mostrato nelle figure 12 e 13, le due porzioni ritorte possono essere afferrate dal manipolatore Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 30 ed una risultante pozione ritorta 42b può essere formata dalle rotazioni A1 e A3. In questo caso, la rotazione A3 può essere effettuata attorno all’asse Z’ disposto tra le due porzioni ritorte, come mostrato nelle figure 12 e 13. 5 La figura 14 mostra il layout di una tavola rotante di trasferimento nella quale i principi dell’invenzione possono essere applicati. La tavola di trasferimento 100 è in grado di ruotare attorno al centro 101 nella direzione 101’. I supporti 80 sono fissati alla tavola di<10>trasferimento nei punti 102, 103, 104, 105, che sono equidistanti tra loro per ricevere gli statori 10. La tavola 100 arresta la sua rotazione attorno al centro 101 per allineare i supporti con i manipolatori 30 presenti in ciascuna delle stazioni A, B, C. In ciascuna delle stazioni<15>A, B, C è anche presente un gruppo 50 per bloccare/sbloccare gli elementi 22 e 23 come è stato sopra descritto con riferimento alla figura 4. Inoltre, a ciascuna delle stazioni A, B, C un braccio di trasferimento 105 è in grado di ruotare attorno all’asse 106. Ciascun<20>braccio di trasferimento 105 è provvisto di una testa di presa 73 per afferrare e rimuovere gli elementi 22 e 23 dallo statore posizionato nella stazione dove il braccio viene disposto. La linea a tratto discontinuo 107 mostra una tipica traiettoria che una testa di presa 73 effettua 25 per allineare gli statori, prima di muoversi nella direzione 52’ e effettivamente applicare gli elementi 22 e Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 23 allo statore. In ciascuna delle stazioni A, B, C, un certa quantità del numero totale dei capi di uno statore può essere terminata secondo i principi del ciclo operativo che sono stati descritti sopra per i capi 16 e 17. Quindi, 5 in ciascuna delle stazioni A, B, C, verrà eseguito uno specifico ciclo delle tre operazioni in sequenza richieste per finire uno statore 10. La sequenza inizierà nella stazione A e terminerà nella stazione C. Una stazione D può essere prevista per caricare e scaricare lo statore tra la<10>tavola e un convogliatore (non mostrato).
Alle stazioni A, B, C, gli elementi 22 e 23 verranno dedicati al ciclo da compiere, ossia configurati per specifiche traiettorie dei capi, ed avranno sedi 28 e 29 e superfici di riferimento 22’ e 22”, posizionate e<15>configurate specificamente per far seguire un determinato percorso ai capi e per eseguire la piegatura e ritorcitura richieste in uno specifico ciclo dello statore. Le stazioni A, B, C, possono essere funzionanti contemporaneamente in modo tale che lo statore sia processato in una frazione del<20>tempo che sarebbe necessaria per una sequenza intera eseguita in serie e non in parallelo.
Possono essere previsti mezzi di controllo 110 (figura 14) programmati per muovere i manipolatori 30 secondo traiettorie variabili per i capi di filo, in funzione della 25 geometria dello statore processato. I mezzi di controllo fanno effettuare al manipolatore i suddetti movimenti e i Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 cicli di tensionamento richiesti durante le operazioni di ritorcitura sopra menzionate.
I programmi prevedono movimenti in sequenza degli elementi 22, in modo da compattare i capi e eseguire le 5 operazioni di ritorcitura come menzionate.
Gli stessi mezzi di controllo possono effettuare operazioni della tavola 100 e i bracci di trasferimento 105 per essere sincronizzati con il ciclo il funzionamento dei manipolatori 30.
<10>Linee di alimentazione e linee segnali saranno disponibile per collegare i vari attuatori ai mezzi di controllo 110 come mostrato nelle figure 4 e 14.
La descrizione di cui sopra di una forma esecutiva specifica è in grado di mostrare l’invenzione dal punto di<15>vista concettuale in modo che altri, utilizzando la tecnica nota, potranno modificare e/o adattare in varie applicazioni tale forma esecutiva specifica senza ulteriori ricerche e senza allontanarsi dal concetto inventivo, e, quindi, si intende che tali adattamenti e modifiche saranno<20>considerabili come equivalenti della forma esecutiva esemplificata. I mezzi e i materiali per realizzare le varie funzioni descritte potranno essere di varia natura senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione. Si intende che le espressioni o la terminologia utilizzate 25 hanno scopo puramente descrittivo e per questo non limitativo.
Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544

Claims (1)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Una apparecchiatura per la terminazione di capi di filo (12) di bobine (11) di nuclei di macchine dinamoelettriche (10), i capi essendo formati da fasci di 5 filo (W); comprendente - mezzi (30) per manipolare simultaneamente i fasci di filo lungo traiettorie predeterminate in relazione al nucleo; i mezzi di manipolazione (30) comprendendo mezzi (30’) per trattenere i<10>fasci di filo; - mezzi (111) per ruotare e traslare i mezzi per trattenere; caratterizzata dal fatto di comprendere inoltre: - una sede (28,29) collocata in una determinata<15>posizione della traiettoria per ricevere il fascio di fili; - una superficie di riferimento (22’) disposta adiacentemente all’ingresso della sede; ed in cui <20>un fascio di fili è piegato adiacentemente ad un ingresso della sede per essere ridiretto lungo una determinata direzione (33, 34) che si estende da detta determinata posizione; e i mezzi di trasferimento (30’) trattengono una 25 prima lunghezza del fascio di fili che si estende oltre la sede (28,29) nella determinata direzione Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 (33,34); e comprende anche mezzi di controllo (110), atti a ruotare i mezzi per trattenere in modo da ritorcere il fascio di 5 fili che viene tenuto lungo una predeterminata direzione, e atti a traslare i mezzi per trattenere per mantenere una ulteriore porzione (17a,17b) del fascio di fili contro la superficie di riferimento (22’) durante la ritorcitura del fascio di fili. <10>2. L’apparecchiatura secondo la rivendicazione 1 in cui la sede (28,29) e la superficie di riferimento (22’) sono porzioni di un primo elemento (22) applicato temporaneamente a detto nucleo (10). 3. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 2,<15>comprendente inoltre un secondo elemento (23) con una seconda superficie di riferimento (31,32) per dirigere il fascio di fili lungo le traiettorie predeterminate. 4. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 3 in cui il primo elemento (22) è mobile lungo l’asse (10’) del<20>nucleo rispetto al secondo elemento (23) da una prima posizione ad una seconda posizione; la seconda posizione essendo più vicina al nucleo per mantenere il fascio di fili verso le estremità delle bobine (14) durante la ritorcitura. 25 5. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 4, in cui Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 nella seconda posizione sono previsti interspazi (91) formati tra le estremità (14) delle bobine e il primo elemento (22), nei quali interspazi il fascio di fili (W) può essere disposto lungo le traiettorie 5 predeterminate. 6. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 3, in cui il primo elemento (22) comprende una porzione anulare disposta sopra le estremità delle bobine (14); il secondo elemento comprendendo una porzione cilindrica<10>collocata internamente alle estremità delle bobine, e il secondo elemento (23) comprendendo inoltre una sede (25) per ricevere una porzione del primo elemento (22). 7. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, in cui<15>la superficie di riferimento (22’) è una superficie che si affaccia sulle estremità delle bobine (14) che sporgono dal nucleo. 8. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, in cui la sede (28,29) è un passaggio per i fili (W) disposto<20>sopra le estremità (14) delle bobine e perpendicolarmente alle estremità del nucleo. 9. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, in cui è previsto inoltre un elemento (93) per premere perpendicolarmente alla direzione predeterminata 25 (33,34) sulla pluralità di fili che sono disposti nella sede (28,29). Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 10. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, in cui è previsto inoltre un elemento di riscontro (82,83) posizionato nello spazio tra ponticelli (92) formati dalle bobine per contrastare il movimento del bobine 5 durante la ritorcitura. 11. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 2, in cui la sede (28,29) comunica con un passaggio (26,27) ad un entrata sulla periferia del primo elemento (2) per introdurre il fascio di fili (W) durante la<10>manipolazione. 12. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, comprendente anche mezzi (110,53) per distanziare la superficie di riferimento (22’) dal nucleo durante la manipolazione della pluralità di fili per disporre il<15>fascio di fili lungo traiettorie predeterminate e per muovere la superficie di riferimento (22’) verso detto nucleo prima dell’inizio della ritorcitura del fascio di fili (W) 13. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1,<20>comprendente anche mezzi (110,53) per allontanare la superficie di riferimento (22’) da detto nucleo per ritorcere una ulteriore porzione di determinata lunghezza del fascio di fili dopo aver già compiuto la ritorcitura di una determinata lunghezza del fascio di 25 fili. 14. L’apparecchiatura di cui alla rivendicazione 1, in cui Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 comprende inoltre mezzi per tagliare (40,41) una porzione ritorta del fascio di fili che si estende nella direzione predeterminata. 15. Un metodo per la terminazione di capi di filo (12) di 5 bobine (11) di nuclei di macchine dinamo-elettriche (10), i capi essendo formati da fasci di filo (W); comprendente - manipolazione (30) simultanea di fasci di filo lungo traiettorie predeterminate in relazione al<10>nucleo; caratterizzata dal fatto di comprendere le fasi di: - ricevere il fascio di fili in una sede (28,29) posizionata in una determinata posizione della traiettoria ; <15>- piegare il fascio di fili adiacentemente all’ingresso della sede per ridirigere i fili lungo una predeterminata direzione (33,34) che si estende da detta posizione; - tenere una prima lunghezza del fascio di fili che<20>si estende oltre la sede (28,29) nella determinata direzione (33,34); e - ruotare la prima lunghezza in modo da ritorcere il fascio di fili che viene tenuto lungo una predeterminata direzione, traslando la prima 25 lunghezza per mantenere la tensione in una ulteriore porzione (17a,17b) del fascio di fili Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 contro la superficie di riferimento (22’) adiacentemente a un ingresso della sede durante la ritorcitura del fascio di fili. 16. Il metodo di cui alla rivendicazione 15, in cui è 5 prevista un’ulteriore fase di far seguire al fascio di fili (W) un percorso lungo una seconda superficie di riferimento (31,32) per disporre il fascio di fili lungo le traiettorie predeterminate prima di dirigere il fascio di fili nella direzione predeterminata. <10>17. Il metodo di cui alla rivendicazione 15, in cui è prevista l’ulteriore fase di disporre temporaneamente la sede (28,29) spaziata angolarmente e radialmente in modo predeterminato rispetto all’asse centrale (10’) del nucleo. <15>18. Il metodo di cui alla rivendicazione 15, in cui è prevista l’ulteriore fase di muovere la superficie di riferimento (22’) verso il nucleo (10) prima di iniziare la ritorcitura del fascio di fili (W). 19. Il metodo di cui alla rivendicazione 16, in cui, dopo<20>aver ritorto una porzione di determinata lunghezza del fascio di fili, è prevista l’ulteriore fase di muovere la superficie di riferimento (22’) ad allontanarsi da detto nucleo per ritorcere una ulteriore porzione di determinata lunghezza del fascio di fili. 25 20. Il metodo di cui alla rivendicazione 15, in cui è prevista un’ulteriore fase di ricezione di un primo Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544 mazzetto (42) del fascio di fili nella sede (28,29) cui segue la ritorcitura dei fili del primo mazzetto (42). 21. Il metodo di cui alla rivendicazione 20, in cui è 5 prevista inoltre la fase di ricevere un secondo mazzetto (42’a) di fili nella sede (28,29) e di ritorcere insieme i fili del secondo mazzetto (42’a); e successivamente ritorcere insieme il primo mazzetto (42a) e il secondo mazzetto (42’a). <10>22. Il metodo di cui alla rivendicazione 15, in cui è prevista inoltre la fase di tagliare una porzione ritorta (16’,17’) del fascio di fili che si estende nella direzione predeterminata. <15>p.p. ATOP S.p.A. Ing. Marco Celestino ABM Agenzia Brevetti & Marchi Iscritto all’albo N.544
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