ITPI20090051A1 - Scatole per rifiuti differenziati - Google Patents
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Description
Descrizione a corredo della domanda di brevetto per invenzione industriale dal titolo :
SCATOLE PER RIFIUTI DIFFERENZIATI
Ambito dell’invenzione
La presente invenzione riguarda il settore tecnico delle scatole in cartone, carta o similari destinate alla raccolta dei rifiuti. In particolare l’invenzione si riferisce a contenitori utilizzati per la raccolta specifica di rifiuti in ambienti di lavoro e/o pubblici come uffici, scuole, ospedali e similari.
Brevi cenni alla tecnica nota
E’ comunemente noto come oramai sia fatto ampio uso di contenitori in cartone o similari pre-assemblabili e adibiti alla raccolta dei rifiuti. Questi trovano largo impiego soprattutto in luoghi pubblici o di lavoro in genere in quanto risultano igienici e di basso costo e risolvono agevolmente problemi tecnici legati all’utilizzo di comuni contenitori in plastica.
Un contenitore in plastica richiede infatti, durante tutto il suo periodo di utilizzo, frequenti igienizzazioni allo scopo di evitare rischi di infezioni o emissione di cattivi odori nell’ambiente. E’ frequente infatti il caso in cui il contenitore sia adibito a raccolta di rifiuti di svariata natura, fra cui anche l’organico. Il liquido formato dal rifiuto organico, nel caso trapassi il sacchetto entro cui è contenuto, rischia di adagiarsi sul fondo del contenitore rimanendovi per molto tempo. Sono evidenti gli inconvenienti di tale situazione, legati soprattutto ai cattivi odori emessi dal liquido stesso. In tal caso l’unica soluzione al problema consiste nell’eseguire una igienizzazione frequente. E’ evidente come, soprattutto in caso di luoghi in cui sono dislocati numerosi contenitori (basti pensare alle grandi aziende con numerosi uffici), tale operazione comporti essenzialmente un costo troppo elevato anche in termini di tempo richiesto.
Il contenitore in cartone risolve agevolmente i suddetti problemi in quanto, una volta reso inservibile, viene gettato via e sostituito con uno nuovo. Nel caso, dunque, di contenitori in cartone, questi vengono generalmente venduti in pile di fogli ritagliati e ripiegati secondo geometrie specifiche. Al momento dell’utilizzo è dunque sufficiente prelevare un singolo foglio di prodotto e ripiegarlo secondo le linee di piega predefinite in modo tale da realizzare, ovvero assemblare, la scatola finale. A questo punto il contenitore è pronto a svolgere la sua funzione, previa l’inserimento di un sacchetto di raccolta da rimuovere ogni qualvolta risulti colmo di rifiuti. Quando il contenitore sarà eccessivamente impregnato di liquidi di rifiuti, usurato oppure sporco e male odorante, potrà essere gettato integralmente e sostituito con uno nuovo.
Tuttavia anche in questo caso esiste un notevole inconveniente tuttora irrisolto. E’ noto infatti come gli attuali contenitori non siano al momento assolutamente preposti per assolvere alla funzione di una raccolta differenziata. E’ noto infatti come i contenitori siano singolarmente posizionati in vari angoli preposti degli uffici e comunemente utilizzati per esser riempiti di qualsiasi genere di rifiuto che varia dall’organico alla carta.
In virtù di quanto detto, allo stato attuale, chi volesse effettuare una raccolta differenziata dovrebbe di sua iniziativa apporre segni distintivi sul contenitore per adibirlo alla specifica raccolta di un rifiuto. Inoltre è necessario predisporre in ogni zona di raccolta, ad esempio in un plesso di uffici, gruppi di contenitori tra loro accostati e ogni uno adibito alla raccolta di uno specifico prodotto, proprio per evitare che chi deve gettar via ad esempio l’organico non sia costretto a cercare in giro per tutti gli uffici o aree in genere il contenitore specifico. A tal scopo, dunque è necessario che l’operatore addetto alla predisposizione e raccolta dei contenitori usa e getta, di sua iniziativa, accosti tra loro più contenitori nelle varie aree preposte, apponga dei segni distintivi per differenziarli e li adibisca ogni uno ad una raccolta specifica di prodotto. Ciò implica, naturalmente, un lavoro non indifferente sia di differenziazione dei vari contenitori sia di predisposizione opportuna degli stessi. E’ dunque evidente come l’operazione di differenziazione dei contenitore non risulti affatto conveniente in termini di lavoro richiesto a chi preposto alla funzione della raccolta. Basti infatti pensare alle grandi aziende dove vi sono centinaia di contenitori dislocati ovunque e da gestire giornalmente (ad esempio le aziende ospedaliere).
In virtù di tali inconvenienti, un problema oggettivo è che l’operazione di differenziazione viene difficilmente attuata spontaneamente dagli utilizzatori o dagli addetti alla raccolta dei rifiuti, con il risultato finale di una mancata differenziazione dei rifiuti. E’ dunque comune assistere a scene in cui i contenitori sono colmi di qualsiasi genere di rifiuto che và dalla comune carta da scrivere, alle confezioni dei prodotti alimentari sino ai residui alimentari stessi.
Sintesi dell’invenzione
È quindi scopo della presente invenzione una unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere che risolva i suddetti inconvenienti.
In particolare è scopo della presente invenzione fornire una unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere che sia già predisposta ad attuare la raccolta differenziata senza richiedere appositi interventi di adattamento da parte degli operatori.
Questi e altri scopi sono ottenuti mediante la presente unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere e caratterizzata dal fatto di comprendente almeno due contenitori in cartone fustellato o similari e mezzi (2; 202) per mantenere i cartoni posti in maniera affiancata l’uno accanto all’altro in modo tale che ogni contenitore sia preposto alla raccolta di una specifica tipologia di rifiuto.
I contenitori, una volta assemblati, possono infatti essere posizionati nel luogo di raccolta, esattamente come avviene per il singolo contenitore da tecnica nota. I suddetti mezzi provvederanno a mantenere i contenitori posti in adiacenza l’uno accanto all’altro realizzando così una unità predisposta per la raccolta differenziata. Non sarà più necessario, dunque, lasciare alla libera iniziativa degli operatori del settore un possibile adattamento degli attuali contenitori allo scopo di incentivare tale tipo di raccolta.
Vantaggiosamente i suddetti mezzi (2; 202) possono comprendere un piatto (2) di contenimento su cui inserire i contenitori in maniera tale che risultino affiancati l’uno rispetto all’altro.
In particolare il piatto di contenimento ha una larghezza variabile dai 50 ai 120 centimetri ed una profondità variabile dai 30 ai 50 centimetri in modo tale da contenere un minimo di due contenitori in cartone ad un massimo di quattro contenitori in cartone.
In particolare, una configurazione particolarmente vantaggiosa comprende un piatto di contenimento con una larghezza di 70 centimetri in modo tale da poter accogliere al suo interno 3 contenitori di larghezza rispettivamente di 15, 20 e 35 centimetri.
Una configurazione ulteriore prevede che i mezzi (2; 202) comprendono invece un nastro (202) atto a mantenere affiancati e uniti tra loro i contenitori.
Naturalmente configurazioni che comprendono una combinazione tra nastro e piatto possono essere realizzate senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo.
Vantaggiosamente i contenitori sono di forma di parallelepipedo e comprendenti un corpo (8) e un coperchio (7), detto coperchio essendo integrato al corpo (8) lungo un bordo superiore (9) per mezzo di almeno una linea di godronatura in modo tale che possa ruotare da una posizione di chiusura in cui si impegna sull’apertura del parallelepipedo (8) ad una posizione di apertura.
Vantaggiosamente sono previste due linee di godronatura (12, 13), dette godronature formando una striscia (11) compresa tra detta prima (12) e detta seconda godronatura (13) in modo tale che la striscia supporti il bordo di un sacchetto inserito entro al contenitore.
In particolare ogni contenitore ha una larghezza diversa dagli altri in modo tale da essere univocamente distinguibile.
In aggiunta, ogni coperchio (7) di ogni contenitore comprende una apertura (10) entro cui inserire i rifiuti.
Vantaggiosamente, al fine di rendere più netta la distinzione tra i contenitori, ogni apertura (10) è sagomata in modo tale da ricalcare la forma dell’oggetto di cui il contenitore è adibito alla raccolta.
Inoltre è possibile su ogni cartone riportare una identificazione per indicare la tipologia di rifiuto atto a contenere.
Ad esempio l’identificazione può essere realizzata con una specifica scrittura riportante la tipologia di rifiuto specifico o un colore identificativo.
Breve descrizione dei disegni
Ulteriori caratteristiche e i vantaggi della presente invenzione risulteranno più chiaramente con la descrizione che segue di una sua forma realizzativa, fatta a titolo esemplificativo e non limitativo, con riferimento ai disegni annessi, in cui:
− Figura 1 rappresenta una vista dell’unità comprendente i tre contenitori e la base in accordo con una prima forma realizzativa dell’invenzione.
− Figura 2 rappresenta le dimensioni dei contenitori e della base.
− Figura 3 rappresenta la soluzione costruttiva che utilizza un nastro per mantenere i contenitori reciprocamente in aderenza.
− Figura 4 e figura 5 mostrano una soluzione inerente una doppia godronatura per realizzare l’apertura del coperchio.
Descrizione di alcune forme realizzative
Con riferimento alla figura 1, una unità preposta alla raccolta dei rifiuti in ambienti di lavoro, quali uffici, scuole, ospedali e similari, comprende almeno due contenitori in cartone fustellato e mezzi (2; 202) per mantenere i cartoni posti affiancati l’uno accanto all’altro.
In particolare, in accordo con una prima possibile configurazione preferita dell’invenzione, i suddetti mezzi possono comprendere una base di contenimento o piatto 2 e tre contenitori di cartone 3 a forma generalmente di parallelepipedo. Come meglio descritto in figura 2, il piatto ha forma rettangolare e comprende pareti laterali 2’ emergenti verso l’alto lungo tutto il perimetro della base di appoggio 2’’ in modo tale da realizzare un recinto di contenimento. I tre contenitori di cartone (4, 5, 6) hanno dimensioni tali e sono configurati in modo tale da replicare sostanzialmente il perimetro della base di appoggio quando posizionati su di esso. Accostando dunque in contenitori l’uno all’altro questi possono essere inseriti all’interno del piatto di contenimento 2.
Secondo questa configurazione preferita dell’invenzione (vedi sempre figura 2), la base del piatto 2 prevede una larghezza di 70 cm e una profondità variabile approssimativamente tra i 30 e i 50 centimetri. In tal maniera, la larghezza di ogni contenitore in cartone sarà rispettivamente di 15 cm per il più stretto 4, 20 cm per l’intermedio 5 e 35 cm per il più largo 6. E’ evidente come la somma delle larghezze coincida con la larghezza della base mentre la profondità sarà per tutti i contenitori uguale e sostanzialmente coincidente anche essa con quella della base di contenimento 2. Semplicemente assemblando il piatto e contenitori, questi ultimi si inseriranno perfettamente all’interno del piatto stesso definendo così l’unità di raccolta differenziata.
Le diverse dimensioni di larghezza dei contenitori provvedono così ad una differenziazione degli stessi, rendendone univoco, per ogni uno di essi, l’utilizzo dedicato. Inoltre indicazioni tramite segni distintivi, lettere, colori e similari, opportunamente riportate sul contenitore stesso, possono essere ugualmente utilizzate per specificare il tipico rifiuto di raccolta a cui ogni singolo contenitore è adibito. Solo a titolo di esempio la figura 2 rappresenta i tre contenitori con riportata una scrittura indicante il prodotto di raccolta (carta, vetro e plastica).
Senza naturalmente allontanarsi dal presente concetto inventivo, e compatibilmente con le esigenze di spazio occupato, la larghezza del piatto può comunque variare entro un range compreso indicativamente tra i 50 e 120 centimetri riuscendo così a contenere un minimo di due contenitori in cartone ad un massimo di quattro. Solo a titolo di esempio, un piatto di 50 centimetri può alloggiare ad esempio due contenitori rispettivamente di 15 e 35 centimetri di larghezza, mentre, un piatto di 120 centimetri, può contenere quattro contenitori di misure ad esempio 15, 20, 35 e 50 centimetri. Naturalmente combinazioni diverse in termini di misure di larghezza possono essere ottenute rientrando nel suddetto range descritto.
In accordo con una seconda possibile configurazione preferita dell’invenzione, i suddetti mezzi (2; 202) comprendono, invece del piatto, un nastro di avvolgimento 202 o similari (vedi a tal scopo figura 3). In tal caso il nastro 202, similmente al suddetto piatto, assolve alla funzione di mantenere uniti tra loro i contenitori. Inoltre risulta vantaggioso per l’eventuale applicazione di scritture distintive dei contenitori o scritture di altro genere, ad esempio a finalità pubblicitaria.
E’ evidente come tale soluzione del nastro possa essere comunque usata in combinazione con l’utilizzo di un comune piatto di appoggio o del piatto di raccolta 2 sopra descritto, senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo. Altre soluzioni equivalenti ai suddetti mezzi (2;202) possono essere realizzati e senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo. Ad esempio, nel caso di tre contenitori, si può pensare di predisporre in corrispondenza di entrambi i fianchi del contenitore centrale un nastro bi-adesivo opportunamente predisposto in modo tale da consentire di accostare ed attaccare un contenitore all’altro. In tal caso il nastro deve essere opportunamente predisposto su di un opportuno spessore in modo tale da distanziare, al momento dell’accostamento, i contenitori tra loro per consentire l’apertura dei coperchi 7 senza che questi interferiscano tra di loro. La soluzione è del tutto equivalente nel caso di due o quattro contenitori.
Altro aspetto peculiare dell’invenzione (vedi figura 3), e valido per tutte le configurazioni sopra descritte, riguarda il coperchio 7 di chiusura di ogni contenitore (vedi anche figura 4). Questo risulta integrato al corpo del contenitore stesso e collegato al fusto 8 del parallelepipedo lungo tutto il bordo superiore 9 della parete posteriore per mezzo di una godronatura 12. In tal maniera esso può ruotare da una posizione di chiusura in cui si impegna sull’apertura del parallelepipedo ad una posizione di apertura. Sempre come evidenziato in figura 3, ogni coperchio è a sua volta fornito di una apertura 10 in modo tale da poter consentire l’inserimento di rifiuti senza necessariamente dover sollevare il coperchio. Tale apertura può dunque risultare utile come eventuale segnale di differenziazione di un contenitore rispetto all’altro. La forma diversa dell’apertura sul coperchio può ad esempio ricalcare la forma degli oggetti destinati nello specifico contenitore. Ad esempio sagome a forma di bottiglie o lattine sono una chiara indicazione di cosa il contenitore è destinato a raccogliere (vedi a tal scopo figura 2).
Come evidenziato in figura 4, il bordo superiore 12 può comprendere una doppia godronatura, ovvero una prima godronatura 12 e una seconda godronatura 13. La figura 5 indica chiaramente la funzionalità di tale soluzione. La vista laterale in uso di figura 5 mostra infatti la formazione di una striscia 11 consequenziale alla doppia godronatura realizzata. In tal maniera il coperchio può ruotare rispetto sia alla godronatura 12 che alla godronatura 13 mentre la striscia 11, compresa tra la godronatura 12 e 13, può supportare il bordo di un eventuale sacchetto inserito entro al contenitore. Questa soluzione risulta particolarmente vantaggiosa per i contenitori ad esempio destinati alla raccolta dell’organico e che necessitano per forza di cose di un sacchetto interno. Sempre la figura 5 indica, a tal proposito, sia nella vista dall’alto con sacchetto che nella vista laterale in uso con sacchetto, la predisposizione del sacchetto all’interno del contenitore. E’ dunque evidenziato come la striscia 11 sorregga la porzione di bordo del sacchetto predisposta su di essa, esattamente come i rimanenti tre bordi. Naturalmente soluzioni a più di due godronature possono essere realizzate senza per questo allontanarsi dal presente concetto inventivo.
E’ dunque da sottolineare come la soluzione a coperchio integrato al fusto del parallelepipedo, specialmente con doppia godronatura, sia estremamente utile. Chi gestisce infatti lo svuotamento dei numerosi contenitori, ad esempio utilizzati in un ospedale, deve rimuovere centinaia di sacchetti da essi e riposizionarli con nuovi. E’ evidente come la rimozione e il riposizionamento del coperchio sul fusto del contenitore diventi una operazione faticosa per chi deve farla anche centinaia di volte al giorno. Il risultato finale sarà quasi certamente la perdita del coperchio o la sua definitiva rimozione. E’ evidente come un contenitore privo di coperchio risulti poco sicuro soprattutto in termini igienici per la salute delle persone. In particolare un contenitore privo di coperchio risulta pericoloso nel caso contenga rifiuti taglienti. Il presente prodotto risolve tutti i suddetti inconvenienti. Il coperchio viene agevolmente sollevato ruotandolo verso l’alto per introdurre oggetti voluminosi o rimuovere i sacchetti ma non può mai essere rimosso integralmente. Viene poi rapidamente ed agevolmente riposizionato a chiusura sul corpo del contenitore rimanendo in posizione in maniera permanente. Nel caso poi di piccoli oggetti, può essere utilizzata l’apertura 10 direttamente ricavata sul coperchio.
E’ adesso evidente come siano stati raggiunti tutti gli scopi prefissati dalla presente invenzione. In particolare è evidente come la realizzazione dell’unità già preposta, come descritto, alla raccolta differenziata superi tutti gli inconvenienti della tecnica nota. Non sarà più infatti necessario affidarsi alla eventuale libera iniziativa delle persone per differenziare i rifiuti adattando gli attuali contenitori ma, semplicemente assemblando tale unità, si realizzeranno gruppi di raccolta specifici.
La descrizione di cui sopra di una forma realizzativa specifica è in grado di mostrare l’invenzione dal punto di vista concettuale in modo che altri, utilizzando la tecnica nota, potranno modificare e/o adattare in varie applicazioni tale forma realizzativa specifica senza ulteriori ricerche e senza allontanarsi dal concetto inventivo, e, quindi, si intende che tali adattamenti e modifiche saranno considerabili come equivalenti della forma realizzativa specifica. I mezzi e i materiali per realizzare le varie funzioni descritte potranno essere di varia natura senza per questo uscire dall’ambito dell’invenzione. Si intende che le espressioni o la terminologia utilizzate hanno scopo puramente descrittivo e per questo non limitativo.
Claims (10)
- RIVENDICAZIONI 1. Unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere e caratterizzata dal fatto di comprendente almeno due contenitori in cartone fustellato o similari e mezzi (2; 202) per mantenere i cartoni posti in maniera affiancata l’uno accanto all’altro in modo tale che ogni contenitore sia preposto alla raccolta di una specifica tipologia di rifiuto.
- 2. Unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere, secondo rivendicazione 1, in cui detti mezzi (2; 202) comprendono un piatto (2) di contenimento su cui inserire detti contenitori in maniera tale che risultino affiancati l’uno rispetto all’altro.
- 3. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 1 e 2, in cui detto piatto di contenimento ha una larghezza variabile dai 50 ai 120 centimetri ed una profondità variabile dai 30 ai 50 centimetri in modo tale da contenere un minimo di due contenitori in cartone ad un massimo di quattro contenitori in cartone.
- 4. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 2 o 3, in cui detto piatto di contenimento ha una larghezza di 70 centimetri in modo tale da poter accogliere al suo interno 3 contenitori di larghezza rispettivamente di 15, 20 e 35 centimetri.
- 5. Unità per la raccolta differenziata dei rifiuti negli uffici o ambienti di lavoro in genere, secondo rivendicazione 1, in cui detti mezzi (2; 202) comprendono un nastro (202) atto ad avvolgere i contenitori affiancati tra loro.
- 6. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 1, in cui detti contenitori sono di forma di parallelepipedo e comprendenti un corpo (8) e un coperchio (7), detto coperchio essendo integrato al corpo (8) lungo un bordo superiore (9) per mezzo di almeno una linea di godronatura in modo tale che possa ruotare da una posizione di chiusura in cui si impegna sull’apertura del parallelepipedo (8) ad una posizione di apertura.
- 7. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 6, in cui sono previste almeno due linee di godronatura (12, 13), dette godronature formando una striscia (11) compresa tra detta prima godronatura (12) e detta seconda godronatura (13) in modo tale che la striscia supporti il bordo di un sacchetto inserito entro al contenitore.
- 8. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 6, in cui ogni contenitore ha una larghezza diversa dagli altri in modo tale da essere univocamente distinguibile.
- 9. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo una o più rivendicazioni precedenti, in cui il coperchio (7) di ogni contenitore comprende una apertura (10) entro cui inserire i rifiuti.
- 10. Unità per la raccolta di rifiuti in genere, secondo rivendicazione 9, in cui l’apertura (10) è sagomata in modo tale da ricalcare la forma dell’oggetto di cui il contenitore è adibito alla raccolta, in modo tale da identificare detto contenitore per la raccolta specifica.
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